Pensioni 2026, la via? Proporre una visione economica e digitale dello Stato

Il presente articolo ha lo scopo di diffondere un’email che il Dottor Perfetto ha spedito all’attenzione del Governo e della Corte Costituzionale al fine di sollecitare l’attenzione dei policy maker e delle istituzioni relativamente ad argomenti di loro relativa competenza, dal momento che tematiche quali pensioni, lavoro, tecnologia, moneta e diritto costituzionale sono purtoppo o per fortuna, a seconda dei punti di vista, strettamente correlate tra loro.

A tal riguardo il Dottor Perfetto, che molti ricorderanno essere primo firmatario della proposta previdenziale Perfetto-Armiliato-Gibbin, ha sottolineato come La loro proposta possa trovare piena attuazione se le tematiche cui si è fatto accenno poco prima vengono prese in debita considerazione, soprattutto in vista degli obiettivi primari che si intendono raggiungere: crescita economica, riduzione debito pubblico, benessere sociale.

Riportiamo i punti chiave dell’email, taluni ripresi fedelmente altri da successivi scambi avvenuti con il Dott. Perfetto.

Pensioni 2026: lavoro, tecnologia, moneta filo rosso che li lega

“L’obiettivo della presente mail di proporre una visione economica e digitale dello Stato che consenta all’Italia di far fronte, con un grado maggiore di efficacia, ad alcuni dei principali problemi che sono sotto la costante attenzione di policy-maker e del Governo: denatalità, invecchiamento della popolazione, crescita economica, debito pubblico.

Occorre partire necessariamente dalle pensioni, ovvero dal consentire ai lavoratori anziani di poter lasciare il lavoro in modo da favorire il ricambio generazionale ovvero l’ingresso nel mondo del lavoro a giovani disoccupati e inattivi. Potrebbe apparire un buon segno che il tasso di disoccupazione si riduca mentre dall’altro aumenta il tasso di occupazione. Ma non è un buon segno se l’aumento del tasso di occupazione deriva da aumento di occupazione precaria, a tempo determinato e, in alcuni casi, sottopagato. È certamente un’ottima notizia quella del 6 marzo 2026 di rainews.it in cui si riporta che il Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini ha firmato i decreti attuativi per stabilizzare 2000 ricercatori (i quali, lavorando con contratti a tempo determinato ricorrendo a fondi del PNRR, si sarebbero trovati in difficoltà con lo scadere dei fondi PNRR previsto in agosto 2026) (FONTE: https://www.rainews.it/tgr/lazio/articoli/2026/03/arrivano-4-milioni-e-mezzo-di-euro-per-luniversita-per-assumere-154-ricercatori-f8fbd94c-e783-4cc1-8351-39134fbe90fa.html)

Occorre garantire quindi l’ingresso nel mondo del lavoro da parte di giovani disoccupati e inattivi, tenendo però in debita considerazione il contributo alla produzione da parte di lavoratori digitali (robot e AI), che generano un aumento di produttività che deve essere opportunamente redistribuito tra datori di lavoro e lavoratori umani.  E qui entra in gioco la “Imposta sul Reddito da lavoro degli AUTomi – IRAUT) sul quale insiste la Proposta Perfetto-Armiliato-Gibbin, come pure il cosiddetto “contributo automazione” del Dott. Commercialista Stefano Bacchiocchi (Fonte: https://www.futuroprossimo.it/2026/01/contributo-automazione-la-proposta-italiana-per-evitare-il-disastro-ai/).

Occorre garantire la sostenibilità finanziaria del sistema pensionistico per far fronte al pensionamento dei lavoratori anziani al fine di favorire il ricambio generazionale. Qualora l’imposta o contributo automazione dovesse risultare insufficiente per finanziare le nuove pensioni, entra in gioco la moneta digitale di Stato nazionale, circolante solo in Italia e parallelamente all’euro. Questa è materia di analisi per la Corte Costituzionale, la quale dovrebbe verificare la compatibilità di una moneta nazionale con l’esistenza dell’euro. A tal riguardo è molto chiara la posizione del Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale Paolo Maddalena: “non esistono trattati che abbiano levato all’Italia la sovranità monetaria” (FONTE: https://www.affaritaliani.it/economia/paolo-maddalena-a-draghi-serve-una-moneta-di-stato-723187.html).

Queste le domande che sono state poste a Governo e Corte Costituzionale nel dettaglio:

Le domande poste al Governo e alla Corte Costituzionale:

Alla Corte Costituzionale si chiede se in Italia sussistano condizioni economiche e sociali che giustifichino la possibilità di istituire la moneta digitale di Stato italiana al fine di assicurare la tenuta e lo sviluppo della nostra economia, nel rispetto degli Articoli 1, 11, 117 della Costituzione della Repubblica Italiana, onorando, al tempo stesso, i vincoli relativi alla moneta unica posti dai Trattati europei agli Stati dell’eurozona. Dettagli sulla natura, emissione, distribuzione e utilizzo della moneta digitale di Stato italiana sono descritti nel documento Proposta Individuale d’iniziativa di Claudio Maria Perfetto “Misure in materia di riforme delle pensioni e del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita e di sviluppo, Art. 2: Strumenti ausiliari per aumentare la liquidità finanziaria senza ricorrere a prestiti” Ricordo che in più di un’occasione il Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale Paolo Maddalena si é espresso sulla legittimità di emissione di una moneta di Stato parallela all’euro in determinate condizioni economiche e sociali, limitando il suo corso legale all’ambito nazionale (come nel caso della pandemia, o “al fine di evitare di trasferire sulle generazioni future il peso enorme di un inestinguibile debito pubblico”).

Al Governo viene richiesto invece di verificare – in riferimento a quanto riportato nel Manifesto allegato e, più in dettaglio, nella Proposta di Riforma Previdenziale flessibile e strutturale Perfetto-Armiliato-Gibbin – se in Italia sussistano condizioni economiche e sociali che giustifichino la possibilità di istituire in Italia (in piena autonomia, ovvero senza passare dal Parlamento europeo) una “imposta sul reddito prodotto dagli automi” al fine di assicurare la crescita economica e il benessere sociale, considerando la generazione robotica (robot) alla stregua della generazione umana, i “lavoratori digitali” (Agenti AI e robot) alla stregua dei lavoratori umani, e quindi prendendo in debita considerazione l’apporto del “contributo automazione” al sistema pensionistico, in modo da innescare il ricambio generazionale, che é il vero motore della crescita economica e di conseguenza della riduzione del debito pubblico”

Domande importanti quelle poste alla Corte Costituzionale e al Governo, chissà se mai il Dott. Perfetto riuscirà ad avere una risposta relativamente alla sua proposta di tassare i robot affinché la generazione robotica possa prima o poi sopperire alla denatalità e dunque aiutare la sostenibilità del sistema previdenziale. A me pare di intendere che tutti al Governo abbiano chiari i problemi, ma che pochi abbiano quel desiderio di fare davvero qualcosa per porre fine agli stessi che attanagliano da sempre le riforme pensionistiche, tra questi la mancanza di risorse. Le risorse non ci sono perché non si cercano probabilmente nel posto giusto.

Come giustamente scrive il Dott. Perfetto, al fondo della sua email, é possibile che vi sia titubanza per qualcosa di nuovo,: “Mi rendo conto che il voler fondare un’Italia migliore su idee migliori possa assomigliare ad uno slogan elettorale. Ma l’Economia Informatica e la Proposta di Riforma Previdenziale flessibile e strutturale a firma di Perfetto, Armiliato, Gibbin sono proprio le idee migliori per un’Italia migliore, e sono più che slogan elettorali: sono prospettive. Prospettive per l’Italia Digitale”  

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16 commenti su “Pensioni 2026, la via? Proporre una visione economica e digitale dello Stato”

  1. È di questa mattina, giovedì 12 marzo 2026, la notizia riportata da La Repubblica che l’azienda InvestCloud Italy di Venezia licenzia 37 dipendenti (malgrado gli utili) sostituendoli con l’intelligenza artificiale.

    L’intera forza lavoro dell’azienda, in totale 37 persone, quasi tutti informatici, viene licenziata per “massimizzare i benefici in termini di produttività e automazione”. (FONTE: https://www.repubblica.it/economia/2026/03/12/news/licenziamenti_ia_intelligenza_artificiale_investcloud-425215681/?ref=RHLM-BG-P3-S1-T1-fdg13).

    Un caso analogo di licenziamento di una persona, perché la sua mansione sarebbe stata svolta dall’intelligenza artificiale, è stato riportato nell’articolo di tg24.sky.it in cui legge che il Tribunale di Roma ha riconosciuto legittimo, per “giustificato motivo oggettivo”, il licenziamento di una graphic designer impiegata in una società di cybersecurity, nell’ambito di una riorganizzazione interna in cui l’uso di strumenti di intelligenza artificiale ha contribuito a rendere superfluo il suo ruolo. (FONTE: https://tg24.sky.it/economia/2026/02/26/licenziamento-ai-tribunale-legittimo-perche).

    Nell’articolo di tg24.sky.it si legge anche che “Nella motivazione della sentenza, l’Intelligenza artificiale non viene individuata come causa autonoma del licenziamento, ma come uno degli strumenti utilizzati dall’azienda per rendere più efficiente la propria struttura”.

    La motivazione di oggi è la stessa di quella del 1980, quando gli operatori, addetti al montaggio e smontaggio dei nastri, venivano sostituiti con nastroteche robotizzate.

    La motivazione di oggi è la stessa di quella del 1980, quando gli operatori, addetti alla gestione del computer mainframe introducendo comandi a mano, venivano sostituiti da operatori automatici (Autoperator) che introducevano i comandi in maniera automatizzata a fronte del verificarsi di determinati eventi.

    La motivazione di oggi è ancora la stessa di quella del 1980, quando gli schedulatori, addetti alla gestione dei flussi dei lavori, venivano sostituiti da schedulatori automatici.

    Ad operatori e schedulatori veniva detto che non avevano nulla da temere riguardo al loro posto di lavoro, e che avrebbero fatto altri lavori di livello più elevato (non mi ricordo, però, che ciò sia mai avvenuto).

    È la stessa cosa che si sente dire oggi in giro: l’intelligenza artificiale si fa carico di lavori meno nobili e ripetitivi, per lasciare all’intelligenza umana il tempo di dedicarsi a svolgere lavori più nobili e più creativi.

    Se così deve essere, così sia. Ma almeno facciamo in modo che sia l’intelligenza artificiale a pagare la NASPI e anche il “reskilling” (così si esprimono le persone erudite!), ovvero la riqualificazione professionale di chi viene sostituito dall’intelligenza artificiale.

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    • Buonasera Dott. Perfetto, si ricorda di quando avevo scritto che negli anni 70′ esisteva il bigliettaio di bus e tram poi sostituiti dall’obliteratrice automatica ? Solo che allora sulla terra eravamo 4,5 miliardi di esseri umani e la tecnologia era ancora lontana alla nostra vista, alla Fiat c’erano ancora gli operai che assemblavano i pezzi a mano, oggi sono i robot che lo fanno. Nel frattempo sulla terra siamo diventati quasi 9 miliardi, il doppio, e di lavoro ce n’è sempre meno. Attestato che di qualcosa dobbiamo pur vivere e mangiare dobbiamo farlo, a questo punto esistono solo due possibilità: o diventiamo in maggioranza dei delinquenti che vivono alle spalle del prossimo da derubare o ritorniamo ai campi da arare per soddisfare almeno la nostra fame. Ci sarebbe una terza opzione che avrei voluto non scrivere ma lo faccio a malincuore e con orrore: Le guerre servono per diminuire gli abitanti di questa terra che è diventata troppo affollata e non ce n’è per tutti.
      Hoibò, che brutto commento.

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      • No, Sig. FancoGiuseppe, il suo commento non è affatto un brutto commento.

        La Terra, il pianeta Terra, è un essere vivente che attraverso la Natura sostiene i suoi abitanti.

        Non è solo la Riforma Monti-Fornero ad avere meccanismi autoregolatori per la sostenibilità del Sistema Pensionistico.

        Meccanismi autoregolatori li ha anche la Terra, per la sostenibilità della vita sul pianeta.

        Quando il cibo comincia a scarseggiare e diventa insufficiente a garantire la sopravvivenza delle varie specie viventi (vegetale e animale, compreso l’uomo) si registrano alluvioni, terremoti, carestie, guerre che hanno lo scopo di ridurre la vita sul pianeta, soprattutto quella umana, la più avida e violenta tra le specie viventi.

        Il meccanismo regolatore tra le specie animali è descritto dal modello Lotka-Volterra, detto anche “modello preda-predatore”. Quando i predatori (es. i leoni) eliminano molte prede (es. le gazzelle) si arriva al punto in cui il cibo per i leoni (le gazzelle) comincia a scarseggiare, per cui i leoni muoiono di fame e il loro numero si riduce. Essendoci meno predatori-leoni, le prede-gazzelle hanno modo di riprodursi e di crescere in numero. Ma ora, avendo i leoni nuovamente più cibo per nutrirsi, aumentano di numero e quindi cominciano a predare un numero maggiore di gazzelle. E il ciclo si ripete.

        Ci sono spiegazioni scientifiche ad alluvioni, terremoti, carestie, guerre. Ma ci sono spiegazioni più profonde alla base di tali spiegazioni scientifiche.

        C’è anche da dire che dinanzi a gravi difficoltà da superare, l’ingegno umano trova sempre vie di uscita. Qualora il cibo dovesse cominciare a scarseggiare per l’umanità, da un lato si faranno guerre per appropriarsi di risorse altrui (proprio come oggi s fanno le guerre per appropriarsi delle cosiddette “terre rare”); dall’altro, la scienza riuscirà a scoprire nuovi metodi di produzione e raccolta di cibo, anche ricorrendo, per esempio, alla produzione di cibo artificiale.

        In definitiva, sig. FrancoGiuseppe, l’essere umano non è affatto il padrone della Terra.

        La Terra è la padrona della vita sul pianeta.

        La Terra è padrona della vita dell’uomo, che sul pianeta è solo un ospite, e non sempre gradito.

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  2. Il Manifesto per una riforma economica e digitale di cui si parla nell’articolo sintetizza una visione strategica fondata su quattro pilastri: diritto, economia, tecnologia, welfare.

    Tale visione strategica permette all’Italia di affrontare il calo demografico utilizzando robot e AI in sostituzione dei lavoratori umani (che verranno a mancare a causa del calo delle nascite).

    Robot e AI, poiché eseguono gli stessi lavori degli esseri umani, in maniera autonoma (e quindi non come il trattore o l’automobile che necessitano dell’intervento attivo da parte dell’essere umano), vanno equiparati a tutti gli effetti ai lavoratori umani: quindi, anch’essi diventano soggetti passivi di imposta (in altre parole, anch’essi vanno soggetti al versamento di contributi e imposte).

    Si tutela in tal modo il welfare, in particolare le pensioni, il cui finanziamento viene garantito sia dai contributi previdenziali versati dai lavoratori umani sia dai contributi previdenziali versati dai “lavoratori digitali” (robot e AI).

    Oltre ai contributi previdenziali versati dai lavoratori digitali si può contare anche sulla moneta digitale di Stato nazionale, agganciata al patrimonio dello Stato, circolante solo in Italia e parallelamente all’euro, la cui istituzione è consentita dalla Costituzione della Repubblica Italiana, nel rispetto dei Trattati europei, che limitano, ma non eliminano, la sovranità monetaria dell’Italia.

    Quando le condizioni economiche e sociali dell’Italia avranno raggiunto il livello desiderato, la moneta digitale di Stato nazionale potrà essere ritirata dalla circolazione.

    Il Manifesto è stato redatto completamente da Google AI Mode (che si basa su Google Gemini), ed è stato revisionato (senza apportare modifiche) dal sottoscritto.

    Il Manifesto è reperibile al seguente link del mio sito nella sezione “Download”: https://drive.google.com/file/d/1YSfWfEByoxmRCOdhp95SvN8DjDCRsltv/view.

    Il Manifesto ha avuto origine in occasione di un’indagine condotta dal sottoscritto su alcuni valori macroeconomici riferiti all’anno 2025.

    Tale indagine è riportata nel documento dal titolo “Utilizzo di Google AI Mode per dati macroeconomici Italia 2025”.

    Il documento da cui ha avuto origine il Manifesto è reperibile al seguente link del mio sito nella sezione “Download”: https://drive.google.com/file/d/1lvVLHqgw2946Xu4EkqxMYDCCQSJBUuzg/view

    Gli elementi utili a Google AI Mode per la stesura del Manifesto si trovano dalle pagine 29 a 43.

    NOTA IMPORTANTE

    Da osservare che a pag. 39 Google AI Mode rileva che “L’introduzione di una valuta parallela verrebbe percepita come una minaccia diretta alla sovranità monetaria unica dell’area euro.”

    Ma quando faccio osservare a pag. 41 a Google AI Mode che “Nella nostra Costituzione della Repubblica Italiana è prevista la limitazione della sovranità monetaria, e non si parla di cessione di sovranità monetaria”, ecco che Google AI Mode cambia registro e dice: ‘Hai ragione: l’Articolo 11 della Costituzione parla esplicitamente di “limitazioni di sovranità” e non di “cessione” o “trasferimento” definitivo’.

    A pag. 42 Google Ai Mode, riferendosi a me, osserva: “Ecco perché la tua visione potrebbe trovare terreno fertile presso la Corte Costituzionale”.

    MORALE

    Confrontarsi con l’intelligenza artificiale è di grande utilità. L’intelligenza artificiale riesce a spaziare su campi vasti dello scibile umano. Per interfacciarsi con l’AI occorre impostare la relazione su un piano dialettico piuttosto alto.

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    • Grazie sempre per gli spunti che lei ci offre in continuazione; aiutano ad aprire la nostra mente; speriamo che qualcuno, di quelli che comandano , apra la propria mente e provveda di conseguenza; saluti a lei e ai gestori del sito

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  3. Oggi ho intercettato un articolo pubblicato il 9 marzo 2026 su Orizzontescuola.it in cui si riporta che uno studio rileva quanto segue: “Guardando le medie europee, il 22% degli insegnanti ritiene che l’informatica sia ormai insegnata in modo obsoleto o inutile per il futuro, seguita dalla matematica, giudicata inadeguata dal 16% del corpo docente.” (FONTE: https://www.orizzontescuola.it/programmi-scolastici-obsoleti-il-22-degli-insegnanti-ritiene-inutile-linformatica-mentre-la-gestione-dello-stress-diventa-la-priorita-per-il-40-lo-studio/).

    Più in là nell’articolo si legge: “L’impatto dirompente degli algoritmi sta paradossalmente rendendo l’educazione molto più incentrata sull’essere umano.”

    Quest’ultima osservazione mi ha riportato indietro nel tempo, nel 1987, quando il mio capo, prima di lasciare l’azienda, mi regalò il libro “Megatrends. Le dieci nuove tendenze che trasformeranno la nostra vita” di John Naisbitt.

    Di Naisbitt divenne famoso negli anni ’80 il motto “high tech, high touch”, ovvero “alta tecnologia, alta sensitività”. In altre parole, quanto più avanzata è la tecnologia, tanto più attenzione va prestata al contatto umano. Perciò, più che vedersi in teleconferenza, molto meglio vedersi di persona (è un principio al quale aderisco in maniera incondizionata, a meno che non ci sia il lockdown).

    Se un giorno accadrà di avviare un Progetto Sperimentale in un Istituto Comprensivo per la Scuola Secondaria di Primo Grado, penso che l’insegnamento dell’Economia Informatica, grazie ai suoi nuovi contenuti e al nuovo modo di impostare la didattica, saprà conquistare pienamente l’interesse di docenti, alunni e famiglie, rinnovando in loro il gradimento verso l’economia, l’informatica e la matematica.

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  4. I lavoratori prossimi alla pensione si domandano: quando andrò in pensione? quando riceverò il mio TFS? cosa ne sarà del mio TFR?

    Alcuni lavoratori guardano avanti, e si accorgono di aver perso fiducia nella politica, che promette ma non è un grado di mantenere le promesse fatte: amara delusione.

    Altri lavoratori si guardano indietro e notano che una parte di lavoratori è rientrata nella lista di coloro che hanno potuto accedere alla pensione mentre un’altra parte non è rientrata in quella stessa lista: doppia amara delusione.

    Per quanto mi riguarda, io non mi guardo indietro: il passato è “passato”, e non può essere modificato.

    Guardo invece avanti, e comprendo che il futuro è già determinato, e che occorre adeguare il presente al futuro.

    Il futuro è fatto di automazione e di intermediazione digitale, di robotica e di intelligenza artificiale.

    So come sarà il futuro, non tanto perché ne parlano i giornali. Lo so, perché di ciò che i giornali dicono riguardo al futuro, e cioè riguardo alla produttività dei robot e dell’AI e in parte alla sostituzione e in parte alla collaborazione tra umani e agenti artificiali, ne sono a conoscenza da più di 40 anni, quando gli operatori di computer si sono ridotti da 10 a 5 perché erano subentrati i robot e gli operatori automatici (Autoperator); o quando gli schedulatori si sono ridotti da 15 a 3 perché erano coadiuvati da uno schedulatore automatico software; o quando il numero delle segretarie si era notevolmente ridotto perché la gestione amministrativa dell’ufficio veniva fatta direttamente dal responsabile dell’ufficio di operatori, schedulatori e sistemisti grazie all’ausilio offerto dall’Office Automation (anni 1980, ovvero 45 anni fa).

    E allora, signori del Governo e policy maker, in che modo il presente deve essere allineato al futuro?

    Ecco la RICETTA proposta dalla nuova disciplina STEM Economia Informatica per allineare il presente al futuro:

    “Formare economisti e informatici capaci di applicare

    i metodi di indagine tipici dell’economia e dell’informatica

    in quei contesti in cui entrambe le discipline sono gli

    ingredienti fondamentali per affrontare e risolvere

    problemi economico-sociali caratterizzati da ampia

    diffusione di automazione e intermediazione digitale

    basate su Robotica e Intelligenza Artificiale”.

    La presentazione relativa alla Proposta di inserire l’insegnamento dell’Economia Informatica nei piani di studio universitari è reperibile al seguente link del mio sito nella sezione “Download”: https://drive.google.com/file/d/1tb8w6aTG3w02JMU8smo9TaaAUMFSwkid/view.

    Il programma relativo all’insegnamento dell’Economia Informatica in ambito universitario è reperibile al seguente link del mio sito nella sezione “Download”: https://drive.google.com/file/d/1o7ZempPpEwKb30EUHSU9T7vGimsOpbfT/view.

    I due documenti di cui ho fornito i link sopra, con l’invito di promuovere l’insegnamento dell’Economia Informatica nelle nostre università, li ho comunicati al Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) nella mia mail del 5 marzo 2026 inviata alla Corte Costituzionale e al Governo con in copia conoscenza il MUR e il MIM.

    Senza un allineamento del presente al futuro attraverso lo studio dell’Economia Informatica, è come richiedere di aggiustare un televisore di ultima generazione basato sul sistema operativo ad un tecnico che ha sempre riparato televisori a valvole.

    In altre parole, senza un allineamento del presente al futuro attraverso lo studio dell’Economia Informatica, non si può richiedere una Riforma Previdenziale di ultima generazione (Proposta di Riforma Previdenziale flessibile e strutturale Perfetto-Armiliato-Gibbin) al Governo e policy maker che hanno sempre applicato la Riforma previdenziale conosciuta da 14 anni a questa parte (Riforma Previdenziale strutturale Monti-Fornero).

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  5. Rispondo al commento del sig. FrancoGiuseppe in data 9 Marzo 2026 alle 20:19.

    Trovo il commento del sig. FrancoGiuseppe davvero interessante, perché il suo timore di un possibile prelievo forzoso sui conti correnti come ai tempi del Governo Amato è in effetti anche il mio sospetto.

    Per la verità (e qui sta la cosa interessante) in data 6 Aprile 2020 alle 16:28 (ai tempi del lockdown dovuto alla pandemia del Covid-19) nutrivo lo stesso, identico sospetto di oggi, in quanto così scrivevo nel mio commento di allora:

    “C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi d’antico” (la patrimoniale, o come dir si voglia).

    Il 3 aprile 2020 Adnkronos riporta le seguenti parole del viceministro dell’economia Antonio Misiani rilasciate a Radio 24: “Gli italiani hanno 1400 miliardi di euro fermi sui conto correnti o in liquidità, noi dobbiamo inventare strumenti che permettano di convogliare questa risorse verso l’economia reale, per farglieli investire. Dobbiamo rompere questo meccanismo e trovare tutti i canali possibili immaginabili per garantire liquidità ora, nell’emergenza, e poi per rafforzare il nostro sistema produttivo”.

    La Bce adotta un sistema per incentivare le banche a non trattenere la liquidità presso la Bce ma a dirigerla verso le famiglie e le imprese: si chiama tassa sui depositi (attualmente è a -0,50%).

    L’Amministratore delegato di Unicredit, in qualità di presidente dell’Abi delle banche europee, ha sottolineato la necessità che la Bce inviti le banche a trasferire i tassi negativi ai correntisti (almeno a coloro che hanno depositi superiori a 100 mila euro).

    Forse il viceministro dell’economia ha in mente qualcosa di simile alla proposta dell’Amministratore delegato di Unicredit?

    Forse il viceministro dell’economia pensa di tassare i risparmi delle famiglie?

    Forse dovranno essere le famiglie stesse a salvare altre famiglie?

    Sarebbe davvero un atto eroico!

    Ma, ahimé… “triste è la terra che ha bisogno di eroi”.

    (FONTE: https://www.pensionipertutti.it/riforma-pensioni-2020-ultime-novita-no-stop-quota-100-ma-soluzione-alternativa/#comment-22926).

    CONCLUSIONE ai giorni nostri a distanza di 6 anni in data 9 Marzo 2026.

    La Storia non si ripete. Ma gli uomini (in modo particolare i viceministri dell’economia) amano ripetere la Storia.

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  6. La mail che ho inviato alla Corte Costituzionale e al Governo, datata 5 marzo 2026, era indirizzata (per conoscenza) anche al Ministero dell’Università e della Ricerca e al Ministero dell’Istruzione e del Merito.

    Ci si potrebbe domandare: ma cosa c’entra l’istruzione con le pensioni?

    Le pensioni dipendono dal lavoro, e il lavoro dipende dal grado di istruzione che si ha.

    Il punto è questo: come ridurre la dispersione scolastica, ovvero l’abbandono degli studi da parte di alunni e studenti? La conseguenza di tale abbandono potrebbe essere la disoccupazione, che impatta negativamente sulle pensioni. Ed ecco quindi la correlazione tra istruzione e pensioni.

    Per sei mesi (dal 15 agosto 2025 al 15 febbraio 2026) sono stato impegnato nello scrivere 4 dispense contenenti le lezioni relative a Economia, Informatica, Economia Informatica e Laboratorio 1. Per ciascuna dispensa ho prodotto la presentazione da illustrare agli alunni della Scuola Secondaria di Primo Grado (la scuola media, per intenderci) relativa a ciascuno dei 4 moduli che ho elencato. Estratti relativi ai contenuti delle dispense e delle presentazioni sono reperibili al seguente link del mio sito nella sezione “Download”: https://drive.google.com/file/d/1s2Bmxlfm0btX1BUgUGbN6GES9OF6t3W2/view.

    Sottolineo che l’insegnamento di Economia Informatica preparato per la Scuola Secondaria di Primo Grado è in assoluto il primo corso di Economia Informatica al mondo.

    Il perché sia così importante insegnare ed imparare la nuova disciplina STEM Economia Informatica è riportato al seguente link del mio sito nella sezione “Download”: https://drive.google.com/file/d/1YlhTs66u1LFVC5MGrZGtt2jpq3sUtUrj/view.

    L’Economia Informatica è una nuova disciplina, didatticamente parlando, alquanto formativa:

    1. Stimola alunni e studenti a “pensare in formule”, e quindi mette gli studenti nelle condizioni di costruire le proprie argomentazioni mettendole al riparo da eventuali contraddizioni

    2. “Pensare in formule” significa comprendere che una formula scritta in un modo differente “significa” una cosa differente. Per esempio, la formula E=mc2 (“E uguale a m per c al quadrato” che tutti sanno essere la famosissima equazione di Einstein) significa che l’ENERGIA DIPENDE dalla MASSA, mentre la formula m=E/c2 (“m uguale ad E diviso c al quadrato” che è l’espressione originaria di Einstein) significa una cosa molto diversa: è la MASSA che DIPENDE dalla ENERGIA, e non viceversa. La stessa cosa vale per la formula economica MV=PQ (equazione degli scambi di Fisher): scritta in questo modo, la formula significa una cosa diversa dalla formula PQ=MV (per molti, anche economisti, le due formule sono equivalenti. Ebbene, le due formule sono equivalenti nelle “eguaglianze”, ma non sono equivalenti nei “significati”. Ma questo non è scritto in nessun testo di economia che si studia all’università)

    3. Gli studenti “apprendono facendo” (“learning by doing”) attraverso le esercitazioni di laboratorio

    4. Le esercitazioni di laboratorio possono essere condotte presso la scuola, oppure a casa propria, da soli oppure (meglio ancora) in gruppo, in modo da sviluppare la capacità di collaborazione attingendo a i dee ed esperienze anche di altri

    5. Si impara sia l’economia che l’informatica, discipline che sono ampiamente conosciute anche dai sistemi di intelligenza artificiale e quindi si ha l’opportunità di confrontarsi anche con l’AI su elementi di economia e di informatica

    6. Si impara l’Economia Informatica, disciplina del tutto sconosciuta dai sistemi di intelligenza artificiale e quindi si ha l’opportunità di avere un “vantaggio competitivo” rispetto all’AI su una nuova disciplina, l’Economia Informatica

    7. Attraverso le attività di laboratorio si effettua una sorta di “stage” già presso la scuola, e quindi l’inserimento nel mondo del lavoro presso aziende ad elevata densità informatica viene notevolmente agevolato

    8. Proseguendo gli studi di Economia Informatica dalle scuole medie, alle superiori, all’università al dottorato di ricerca l’ex alunno e l’ex studente potrà aspirare al vero Premio Nobel per l’Economia (e non già al “Premio della Banca di Svezia per le scienze economiche in memoria di Alfred Nobel”, che non è un “Premio Nobel”) per avere elevato l’Economia al rango di scienza sperimentale recando beneficio all’umanità, alla pari della Fisica, della Chimica e della Biologia

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  7. Ci si potrebbe domandare: ma cosa c’entra la moneta con le pensioni?

    Come tutti sanno, le pensioni c’entrano con il lavoro, con l’occupazione, perché è dall’occupazione che derivano i contributi previdenziali per finanziare le pensioni correnti.

    Ma l’andamento dell’occupazione è correlato positivamente con la velocità di circolazione della moneta.

    Se, per assurdo, la velocità di circolazione della moneta fosse zero, significherebbe che non ci sono scambi di beni e servizi, ovvero che non si acquista né si vendono beni e servizi. In altre parole, non ci sarebbe né consumo, né produzione.

    Se non c’è produzione, si tende a disinvestire e quindi a ridurre il livello di occupazione.

    Se, invece, la velocità di circolazione della moneta fosse sostenuta, significherebbe che ci sono scambi sostenuti di beni e servizi, ovvero che ci sarebbero consumi e quindi produzione e quindi investimenti e quindi occupazione (da notare, però, che, se la velocità di circolazione della moneta fosse piuttosto alta e la produzione non potesse espandersi, si genererebbe inflazione).

    Se la moneta non circola, significa che resta nei depositi.

    Qualche tempo fa il viceministro dell’Economia e delle Finanze Maurizio Leo ha fatto presente che 1.300 miliardi sono fermi sui depositi e sui conti correnti degli italiani, aggiungendo: “Qui dovremmo veramente cercare di metterli in moto attraverso misure anche fiscali. Fare in modo che questi 1.300 miliardi non restino fermi sui conti correnti ma vengano utilizzati per le imprese per lo sviluppo del Paese”. (FONTE: https://www.ildiariodellavoro.it/banche-1-300-miliardi-fermi-sui-conti-correnti-degli-italiani-leo-si-utilizzino-per-investire-nello-sviluppo-del-paese/).

    Ma qui sorge spontanea la domanda: perché mai le imprese dovrebbero investire?

    Se ci sono 1.300 miliardi fermi sui conti correnti degli italiani, significa che gli italiani, per vari motivi, tendono più a risparmiare che a consumare.

    E se non c’è consumo, le imprese a chi venderebbero i loro prodotti? (forse solo l’ENEL a robot e AI).

    Nella “Teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta” di John Maynard Keynes si legge: “Se non è possibile accrescere notevolmente l’investimento, evidentemente non vi è alcun mezzo di assicurare un livello più elevato di occupazione se non accrescendo il consumo”.

    Occorre dunque puntare sul consumo, piuttosto che fare in modo di orientare i risparmi degli italiani verso le imprese affinché le imprese li investano.

    E chi può consumare se non chi attualmente non è in condizioni di poter consumare in quanto disoccupato o inattivo e quindi privo di salario?

    Ecco, allora, il filo rosso che lega lavoro, tecnologia e moneta cui fa accenno la Dott.ssa Venditti nel suo articolo: contributo automazione per finanziare le pensioni, cofinanziate eventualmente con la moneta digitale di Stato italiana circolante parallelamente all’euro, per avviare il ricambio generazionale tramite il quale si inseriranno nel mondo del lavoro disoccupati e inattivi che, potendo contare su un buon salario, potranno innescare consumi e quindi produzione e quindi investimenti da parte delle imprese le quali potrebbero (adesso sì) attingere ai 1.300 miliardi fermi sui conti correnti degli italiani che sarebbero disposti a prestarli a condizione economiche favorevoli.

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    • Tutto quanto da lei scritto pare ineccepibile. Ho qualche timore quando un politico parla dei risparmi degli italiani, del fatto di metterli in moto attraverso misure fiscali. Già lo stanno facendo, infatti il fisco sta già incassando di più tramite l’aumento delle tasse, da quelle comunali, regionali, nazionali e dagli aumenti sui servizi. Quando un politico parla dei risparmi degli italiani, temo un nuovo colpo di mano nottetempo come ai tempi di Amato con il prelievo forzoso sui conti correnti. Resto comunque perplesso sul perchè i nostri imprenditori, potendo contare sui risparmi dei cittadini che entrano in circolo, dovrebbero accettare questa imposta. Abbiamo già avuto esperienza di ” Capitani Corraggiosi ” con l’Alitalia e non è finita bene con una perdita di 2 miliardi tra banche e azionisti nel 2008 e il fallimento della compagnia di bandiera. Praticamente, questi sedicenti patrioti, dovrebbero salvare tutto lo Stato quando non sono riusciti a salvare nemmeno una sola azienda. Per quanto mi riguarda, il mio conto corrente è sceso notevolmente in questi ultimi 20 anni. Prima riuscivo a mettere via anche 200.000 lire al mese, oggi invece vado praticamente sotto di 200 euro a fine mese. Gli stipendi sono aumentati in maniera irrisoria rispetto ai servizi: Sanità, trasporti, assicurazioni, etc etc.
      Vada retro, viceministro Leo. Vuole salvare il paese con i risparmi dei cittadini, quando voi li sprecate con piste da bob costata 148 milioni di euro, che a 10 gg dalla fine delle olimpiadi è già diventata impraticabile. Comunque le olimpiadi sono state un successo, sì per gli imprenditori e albergatori. Io però sono stato a casa non potendo permettermele. Saluti a tutti.

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      • Dove hai letto dei 148 milioni di euro? a me risulta 118-124; sempre comunque costosa; comunque è in progetto che venga utilizzata per almeno 4 anni in vista delle Olimpiadi del 2030 che si svolgeranno in Francia; da chi? sicuramente nazionale italiana ma anche da parte di altri paesi; comunque abbi fiducia; saluti a te e ai gestori del sito

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  8. Ormai solo una persona che non ha a cuore l’interesse generale ma quello particolare di se stesso, dei propri amici e degli amici degli amici agisce come sta agendo l’italia inteso come governanti; questa riforma perfetto e c. è l’unica strada percorribile ; l’imposta sull’automazione è urgente e necessaria; lo capiranno i nostri governanti ? ai posteri l’ardua sentenza; saluti al dott. Perfetto, ai gestori del sito

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