CI risiamo. Anche per questo 2025 la Legge di Bilancio viene approvata, ponendo il voto di fiducia, il 30 dicembre e senza alcun dibattito parlamentare non degno di una Repubblica che porta tale nome. Purtroppo, non è una prerogativa di questo governo, ormai è una cattiva abitudine che succede almeno da dieci anni, ma il fatto che il voto di fiducia sia previsto dal nostro ordinamento e che è ormai una consuetudine non dovrebbe soddisfarci né farci affermare che alla fin fine quello che conta è l’approvazione entro fine anno e che i provvedimenti decisi andranno in vigore dal 1° gennaio 2026. Stiamo parlando pur sempre della più importante legge dell’anno quella che definisce le linee guida economiche e finanziarie per il triennio successivo e servirebbe pertanto il giusto confronto tra tutte le forze politiche presenti in Parlamento e non l’approvazione con la fiducia dopo il solo passaggio previsto nelle varie Commissioni. Ma tant’è, questo è ormai l’andazzo e forse andrebbe completamente rivoluzionato il calendario istituzionale perché non è possibile che la bozza della Legge di Bilancio viene presentatala in un certo modo entro il 20 di ottobre e poi rimane impantanata due mesi nelle Commissioni parlamentari dove viene completamente stravolta per poi arrivare in Aula diversa da come per settimane viene commentata da politici, giornalisti e analisti del settore.
Andando “nella carne” delle novità in ambito previdenziale si può affermare senza tema di smentita che si sta andando progressivamente e piuttosto velocemente verso una restrizione costante delle pensioni anticipate e verso un allungamento dell’età ordinamentale pensionabile. Il mancato rinnovo di Opzione Donna e Quota 103 da parte di questo esecutivo e l’allungamento degli anni per accedere al pensionamento portato dal 1° gennaio 2028 a 67 anni e tre mesi ne sono la più triste conferma. Su Opzione Donna in particolare va fatta una considerazione a parte. È del tutto evidente come questo governo, probabilmente per ragioni politiche, si sia accanito contro questa forma di pensionamento anticipata riservate alle donne che dapprima è stata saccheggiata con tutta una serie di paletti che l’anno assoggettata ad una forma assistenziale (al pari di Ape Sociale) con conseguente drastico crollo delle uscite che sono passate da oltre 20.000 a 2.500 annue e poi l’abbiano addirittura cancellata a partire dal 1° gennaio 2026. L’istituto di Opzione Donna che ricordiamolo dopo i primi cinque anni diviene un vantaggio economico per lo Stato in quanto il calcolo dell’assegno previdenziale è calcolato col meno favorevole conteggio contributivo, ha rappresentato per lo Stato un enorme vantaggio economico e sociale perché le donne da sempre svolgono quel lavoro di welfare familiare, troppo spesso dimenticato, in sostituzione di strutture pubbliche carenti.
Anche i tagli a partire dai 20 milioni di euro del 2027 fino ad arrivare ai 190 nel 2034 sui lavoratori precoci, coloro cioè che hanno maturato almeno 12 mesi di contributi prima dei 19 anni e che possono accedere alla pensione anticipata con soli 41 anni di contributi se disoccupati, caregiver, invalidi o se svolgono lavori usuranti è un ulteriore sintomo di come si vuole progressivamente di fatto azzerare l’accesso alla pensione anticipata mantenendo soltanto l’Ape Sociale riservata uni8camente a lavoratori svantaggiati ma che abbiano comunque almeno 63 anni e 5 mesi di età.
L’aumento poi dell’età pensionabile di un mese dal 1° gennaio 2027 e di ulteriori due dal 1° gennaio 2028 e che rischia dal 2029 altri due mesi di incremento sia delle pensioni di vecchiaia che per quelle anticipate va a mio parere nella direzione opposta al buon senso in quanto non è più possibile aumentare “ad libitum” l’età pensionabile. Fermarsi a 67 anni con la possibilità poi, a scelta del lavoratore e per certe tipologie di mestieri, di restare uno o due anni in più con un congruo incentivo mi sembra la strada più percorribile per il futuro.
Se poi aggiungiamo l’eliminazione di poter computare il valore di una rendita complementare per raggiungere gli importi mensili richiesti per poter accedere alla pensione di vecchiaia con almeno 20 anni di contributi se si è pienamente nel sistema contributivo e lo scongiurato pericolo all’ultimo momento sia dell’aumento delle finestre d’uscita per le pensioni anticipate che la riduzione del conteggio dei contributi per il riscatto della laurea, forse l’unico elemento positivo di questa manovra in ambito previdenziale è l’adesione con il sistema del silenzio/assenso per i nuovi assunti dal 1° luglio 2026 alla previdenza complementare, unico strumento all’attualità per implementare l’assegno previdenziale oltre alla pensione pubblica.
Direi proprio che per l’anno 2026 non si profila un buon anno per le pensioni. Migliorerà la situazione nella legge di Bilancio del prossimo anno con le elezioni all’orizzonte?
È quello che speriamo. Buon Anno a tutti!

Buonasera.
Ma una considreazione onesta si puó fare? Le nuove generazioni sono con il sistema contributivo e quindi la pensione integrativa va considerata fondamentale cioè chi ha possibilità di versare di piú potrà decidere se andare in pensione a 65 piuttosto che a 70 o piú anni. Ma quelli che vengono dal sistema misto che già hanno 38-39-40 di contributi e non hanno certo pensato di fare una integrativa a questi stanno facendo pagare lo scotto. Non é che uno a 60 anni puó pensare di farsi una pensione integrativa. Inoltre a chi andrá in pensione con il sistema misto si vedrá il coefficiente di trasformazione ancora piú ridotto di anno in anno e quindi meno calcolo favorevole per la pensione finale. Di fatto stanno truffando la generazione degli anni 60 perchè venuti meno con un colpo di spugna ai patti previdenziali nell’arco degli ultimi 3-5 anni.
Solo bugiardi e permettetemi di dirlo imbroglioni visto che in campagna elettorale avevano promesso ben altro.
Riflettete su chi volete che ci governi perchè se io ti invito a cena e poi finito di cenare ti lascio il conto da pagare una domanda io me la pongo.
Scusi Salvo, io sono in pensione anticipata da poco più di un anno e ho fatto l’ integrativa dal 1998.Le prime integrative sono entrate in vigore dal 1992 dopo la prima riforma Amato. Dopo la riforma Dini che ha introdotto il calcolo contributivo ( le ricordo è del 1995), il sottoscritto aveva già capito l’ andazzo e del resto la riforma Dini era chiara anche prima della vituperata Fornero. Sono stato troppo lungimirante? Non lo so, capisco che quando si è giovani non si pensa troppo alla pensione e invece proprio da giovani bisogna cominciare. Poi ogni persona ha i suoi problemi e la sua storia e non mi permetto di giudicare. Alla fine è facile poi prendersela con l’ ultimo governo, quando da destra e sinistra sono vent’anni che tagliano le pensioni.Non faccio l’ avvocato difensore del governo, ma come ho ripetuto in altri post, la promessa sulle pensioni arrivò solo dalla Lega che vale l’8%, non dagli altri due partiti, proprio qui avevo messo il programma di Forza Italia dove c’è solo un richiamo all’aumento delle minime.Saluti e buon anno.
L’analisi del Dott. Marino descrive bene la situazione, ma si limita a evidenziare ciò che non funziona, benissimo e adesso che facciamo?. A questo punto, però, la domanda è semplice: i dati che vengono continuamente riportati da testate economiche come Il Sole 24 Ore (e non solo) sono veri oppure no?
È vero, come sostiene un articolo pubblicato proprio qui, che la spesa pensionistica italiana è pari al 16% del PIL, contro una media europea del 10,1%?
È vero o non è vero che, depurando la spesa pensionistica dalla componente assistenziale, l’Italia rientra sostanzialmente nella media europea?
È vero o non è vero che, con l’attuale andamento demografico, l’unica strada sarebbe l’innalzamento dell’età pensionabile (a meno di non considerare proposte alternative come quella Perfetto–Armiliato–Gibbin)?
È vero o non è vero che le proiezioni sulle nascite indicano un ulteriore peggioramento nei prossimi anni?
È vero o non è vero che un sistema a ripartizione non può reggere con un rapporto lavoratori/pensionati vicino a 1:1?
È vero o non è vero che l’aumento dell’età pensionabile è già previsto dal “pilota automatico” della legge Fornero, e che i governi si limitano ad applicarlo, con qualche lieve ammorbidimento?
È vero o non è vero che la Commissione Europea chiede all’Italia di mantenere la Fornero senza deroghe?
Se la risposta a tutte queste domande è “sì” – come sembrerebbe leggendo i principali quotidiani economici – allora la conclusione su ciò che avrebbe dovuto fare il governo appare piuttosto ovvia.
La mia posizione, che ho espresso più volte, è chiara: la pensione integrativa dovrebbe diventare il vero primo pilastro del sistema, e la pensione pubblica dovrebbe trasformarsi in una pensione di garanzia, uguale per tutti, come avviene in Olanda, Danimarca e in altri Paesi del Nord Europa. La legge di bilancio ha fatto un primo passo in questa direzione, ma si tratta di un granello di sabbia: serve molto di più.
NO, Nicola T, la pensione integrativa non può essere il primo pilastro; siamo d’accordissimo che deve avere un ruolo molto importante; la base però sarebbe la riforma Perfetto e C; senza di quella non ne usciamo; per il resto sono tutte considerazioni giuste le tue; saluti a te e ai gestori del sito
Paolo Prof, impariamo dai più bravi dove la pensione integrativa è il primo pilastro con soddisfazioni di tutti ( pensionati e pensionandi).
Se ci sono riusciti loro, perchè non possiamo farlo noi?
La riforma Perfetto e C. va bene, sappiamo però che rispetto all’ integrativa ha meno possibilità di essere presa in considerazione.Saluti.
Non è vero!
È ormai evidente che l’attuale sistema sia gestito da un’oligarchia finanziaria che, avendo il controllo sulla “stampante” dell’euro, ci tiene in scacco. Ci costringono a lavorare fino a 70 anni per una pensione che in Italia è ormai un’elemosina, mentre sottraggono risorse vitali ai cittadini: tagliano la sanità pubblica, lasciandoci senza cure, per dirottare i nostri soldi verso l’invio di armi e la spesa bellica. Al contempo, il potere oscura il dissenso, come la protesta degli agricoltori a Bruxelles, che lottano contro l’aumento insostenibile dei costi di produzione (carburanti, fertilizzanti, energia), i prezzi imposti al ribasso dalla grande distribuzione, la concorrenza sleale delle importazioni extra-UE e una burocrazia europea soffocante fatta di vincoli ambientali e normative spesso scollegate dalla realtà dei campi. Vogliono un popolo rassegnato e malato, troppo impegnato a sopravvivere per opporsi a chi decide il nostro destino economico. È un disegno lucido per impoverirci, sostituendo il welfare con l’economia di guerra e il silenzio mediatico.
Buon Anno
E allora mi spiega perchè ( cito solo due stati europei, Danimarca e Olanda) dove la pensione integrativa è il primo pilastro, i loro sistemi pensionistici sono sostenibili e congrui per i pensionati e futuri pensionandi?
Mi dia una risposta plausibile, non solo slogan come leggo nei suoi post.
Saluti.
Perché hanno iniziato a costruirlo prima di utilizzarlo.
Certo Wal, e allora cominciamo.Ma la tua risposta come sempre è centrata, mentre il Gigi Stock fa propaganda politica,slogan sostanzialmente.
È ormai evidente che si sta andando verso un tipo di previdenza a due velocità. La pensione del futuro sarà per un pezzo pagata dallo Stato 50/60% poi per un 30/40% da forme previdenziali private con controllo pubblico. È una strada obbligata. Quello che auspico è che almeno un 20% della gestione Inps sia valorizzata con investimenti prudenziali per implementare l’enorme massa di denaro derivante dai contributi previdenziali.
Buon anno a tutti
Analisi del tutto condivisibile quella del dott. Marino!…E’ evidente a tutti che stanno progressivamente ed inesorabilmente chiudendo tutte le strade per le uscite anticipate. Per quelle di vecchiaia, l’allungamento dei tempi non migliora certamente la situazione. Quindi che dire? Siamo in periodo natalizio ed è meglio evitare sproloqui! Non resta che fare buon viso a cattiva sorte!
Con i migliori auguri ai gestori del sito e a tutti i commentatori.
Possiamo chiede a Meloni e altre ministre a che età andranno via in pensione?
Se non ero 59.. ah. Come i maschietti che hanno fatto due mandati..
Quindi non hanno bisogno loro di opzione donna…
Sempre più senza vergogna ….
E poi siamo tutti uguali.. w la progressività..al contrario
Buone Feste a tutti, gestori del sito in primis, è appurato che la legge di bilancio è fatta a Bruxelles, ed i margini per il governo (chiunque sia) sono minimi. Spero che il prossimo anno, ci sia un miglioramento economico generale: fine guerra Ucraina ed altro, oltre alle elezioni, per cui sarebbe plausibile che questa accoppiata porti almeno al ritorno di opzione donna, come era prima del non rinnovo, così avremo più posti per i giovani.
Totalmente d’accordo con l’analisi. Il metodo (fiducia a fine anno) è indegno di una democrazia. Le misure sulle pensioni (stop a Opzione Donna e quota 103, età che sale, tagli ai precoci) sono una guerra ai lavoratori, non una riforma per la “sostenibilità”. Si scarica tutto sui cittadini, ignorando il welfare e la giustizia sociale. Un passo indietro per tutti.
Buon anno a tutti!
Un bel successo per chi aveva promesso “tutti in pensione con 41 anni di contributi senza se e senza ma”.
L’allungamento di un mese nel 2027 e altri due nel 2028 dimostrano la falsità dei politici.
Il 2027 comunque arriverà presto e i boomers (la generazione con più elettori…) non dimenticheranno questo regalo.
Ancora buone a tutti
vedi Matteo, premetto che il mio voto nel 2027 non lo avranno chi è attualmente al governo ma meglio 1 mese in più che 3 mesi in più come prospettato visto che la pensione ufficiale la prenderò proprio nel 2027; inoltre meglio votare che non votare; se non voti lasci decidere agli altri ; e temono voti contrari; ognuno faccia quello che crede; saluti a te e ai gestori del sito
Non si offenda se Le dico che ritengo aberrante che una persona voti un partito a seconda le proprie esigenze personali, ma che concetto di società ha? Ma poi, mi dica, quale sarebbe il partito che soddisferà le sue personali esigenze previdenziali? Boh!
Salvatore, non mi ha capito; ognuno ha le proprie convinzioni politiche e vota di conseguenza; molti dicono: non vado a votare, non meritano il mio voto; così alle ultime votazioni del 2022 andarono a votare il 63 per cento degli italiani; altri dicono: tanto sono tutti uguali; per me c’è il passabile, il meno peggio e il peggio; poi ognuno faccia quello che crede; saluti a lei e ai gestori del sito