Pensioni 2026, perché il Governo ‘taglia’ sulle pensioni (stop opzione donna e Quota 103)?

In questi giorni si é scoperto che effettivamente n Legge di Bilancio ci sarà poco o nulla relativamente alle pensioni e che diverse misure sono a rischio di non essere prorogate, ma giustamente in tanti si chiedono da dove nascano ancora questi ‘tagli’ e per giunta sempre ai danni dei futuri pensionati. A dare una panoramica completa sulle scelte del Governo é il nostro esperto previdenziale il Dott. Perfetto che non solo spiega quale potrebbe essere il ragionamento più ovvio del Governo per aver optato verso queste scelte, ma mostra altresì i limiti di tali decisioni. Perché a conti fatti il rischio e di trovarsi sempre, ormai da anni, di fronte a questa spiegazione: ‘Non mandiamo i lavoratori in pensione perché non ci sono soldi per le pensioni’, ma come giustamente fa notare Perfetto é un ‘cane che si morde la coda’ in quanto: ” é proprio perché non mandiamo in pensione i lavoratori che non ci sono i soldi per le pensioni!”. Vi lascio alle sue parole che come sempre sanno essere esaustive senza la necessità di ulteriori specifiche.

Pensioni 2026, l’addio a molte misure da cosa dipende?

Così il Dott. Perfetto: “Sono in molti a credere che la contabilità sia uno strumento finanziario per definire una strategia: individuare obiettivi e prendere decisioni. Questo è corretto.

Confrontando le uscite con le entrate, il Governo definisce la strategia di governo della Nazione, definendo, per esempio, l’obiettivo di aumentare gli assegni per gli over 70 con redditi bassi e per le persone con disabilità; e prendendo decisioni specifiche, al fine di disporre di risorse sufficienti per raggiungere gli obiettivi che ha in mente (per es., rinviando eventuali nuove formule di uscita anticipata a una riforma complessiva della previdenza).

La strategia del Governo si inserisce in un contesto di ricerca del consenso da parte dei mercati finanziari, che, peraltro, approvano tale strategia di Governo, dal momento che lo Spread Italia-Germania è in continua discesa, ed oggi ha toccato i 79 punti base (FONTE: https://www.spreadoggi.it/, pagina consultata il 23 ottobre 2025 alle ore 12:31).

La strategia del Governo è anche protesa ad accogliere e a soddisfare le Raccomandazioni del Consiglio europeo, che riconosce all’Italia quanto segue:

Per evitare che l’elevato rapporto debito pubblico/PIL aumenti ulteriormente a medio termine è indispensabile dare piena attuazione alle misure previste dal piano strutturale di bilancio di medio termine dell’Italia. Sono state attuate varie politiche a promozione della sostenibilità di bilancio, quali il potenziamento della revisione annuale della spesa, la lotta all’evasione fiscale, la riduzione permanente del cuneo fiscale e la revisione delle spese fiscali”. (FONTE: “RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO dell’8 luglio 2025 sulle politiche economiche, sociali, occupazionali, strutturali e di bilancio dell’Italia https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:C_202503986, pag. 3. NOTA: è possibile che il sito possa essere “temporarily not fully available”).

L’azione di Governo è ora orientata ad accogliere e a soddisfare altre Raccomandazione del Consiglio europeo tra cui quella di:

attutire gli effetti dell’invecchiamento della popolazione sulla crescita potenziale e sulla sostenibilità di bilancio, tra l’altro limitando ulteriormente il ricorso a regimi di prepensionamento e facendo fronte alle sfide demografiche, anche attirando e trattenendo una forza lavoro qualitativamente valida. (FONTE: “RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO dell’8 luglio 2025 sulle politiche economiche, sociali, occupazionali, strutturali e di bilancio dell’Italia https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:C_202503986, pag. 11.)

Pensioni 2026, i limiti della scelta dell’esecutivo sulle misure previdenziali

Il Governo– prosegue Perfetto- ha certamente una contabilità per definire una strategia di governo della Nazione che rifletta tale contabilità.

Ma al Governo, occorre aggiungere, manca una strategia di governo della Nazione per definire una contabilità che rifletta tale strategia.

Senza una strategia di governo della Nazione che argini l’influenza dei mercati finanziari sulle azioni di Governo e che, rinnovata in una visione in linea con l’economia digitale e con la società digitale, divenga meno condizionata dalle Raccomandazioni del Consiglio europeo, la decisione di rinviare eventuali nuove formule di uscita anticipata a una riforma complessiva della previdenza è destinata ad essere rinnovata anno dopo anno, Governo dopo Governo.

La riforma complessiva della previdenza c’è già: è contenuta nella Proposta di Riforma Previdenziale flessibile e strutturale a firma di Perfetto-Armiliato-Gibbin.

Nella Proposta Perfetto-Armiliato-Gibbin (che, vorrei ricordare, è stata inviata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, alla Presidenza della Repubblica italiana, alla Corte dei Conti, alla Ragioneria Generale dello Stato, all’Ufficio Parlamentare di Bilancio e ad altre Istituzioni italiane) è riportato quanto segue:

Ci fu un tempo in cui l’economista di Cambridge John Maynard Keynes proponeva di incentrare la spesa pubblica sulla rete stradale e su quella telefonica per favorire l’occupazione.

La contrarietà del Tesoro a un aumento delle spese statali veniva considerata da Keynes una visione miope, e per questo aggiungeva: ‘stiamo entrando in un circolo vizioso. Non facciamo niente perché non abbiamo soldi, però è esattamente perché non facciamo niente che non abbiamo i soldi’”.

L’osservazione di Keynes è stata adattata alla spesa pensionistica, in maniera coerente:

L’approccio che sino ad oggi i Governi hanno adottato è un approccio prettamente di natura contabile, ed è il seguente: stabilire le regole per il pensionamento in base alla disponibilità dei soldi a disposizione. Questo approccio conduce al seguente risultato: non mandiamo i lavoratori in pensione perché non ci sono soldi per le pensioni.

Ma è proprio perché non mandiamo in pensione i lavoratori che non ci sono i soldi per le pensioni!”.

Vi sareste aspettati che il Governo cancellasse alcune misure senza introdurne di nuove? Chi , a vistro avviso avrà la peggio dalla prossima legge di bilancio? Fatecelo sapere, se vi va, nell’apposita sezione ‘commenti’ del portale.

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47 commenti su “Pensioni 2026, perché il Governo ‘taglia’ sulle pensioni (stop opzione donna e Quota 103)?”

  1. Durigone, Salvinone e Meloncione … promesso il riformone … supereremo la Fornerone … ma dopo il votone … avete fatto il pernacchione … ah ah ah ah !!!! … resta da capire perche’ parlamentari 4 anni circa mentre popolino 44 anni circa … ah ah ah ah !!!!

    Rispondi
    • Suvvia Pio, non essere choosy … vedrai che Fornero e Monti (come promesso) ridurranno le diseguaglianze … ah ah ah ah ah ah !!!! … italianiiii … vot’Antonio vot’Antonio vot’Antonio … Antonio La Trippa !!!! … ah ah ah ah !!!!

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  2. Buongiorno,
    Io penso che la cosa più importante,per questo paese sia ridurre il debito pubblico,paghiamo oltre 70 miliardi all’anno di interessi!
    Ridurre il debito,vuol dire,recuperare risorse per pensioni,Sanità e tutti gli altri servizi che eroga lo stato!
    Poi quando si fa una vera lotta all’evasione fiscale,solo nel settore turismo,ristorazione 82%delle aziende,non è in regola,statistica fatta dall’ispettorato del lavoro nel 2023,ora le percentuali di lavoro nero sono in aumento,con conseguente evasione di Iva,irpef e contributi previdenziali,che servono a pagare le ns.pensioni!

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  3. ‘‘Non mandiamo i lavoratori in pensione perché non ci sono soldi per le pensioni’, ma come giustamente fa notare Perfetto é un ‘cane che si morde la coda’ in quanto: ” é proprio perché non mandiamo in pensione i lavoratori che non ci sono i soldi per le pensioni!”
    Di questo passo…quando è finita la coda…cosa morderà il cane??…

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  4. Rispondo al commento del sig Mrco in data 27 Ottobre 2025 alle 8:04.

    Sig. Mrco, lei è libero di agire come meglio crede.

    Se lei crede nell’idea che occorra scioperare per ottenere migliori condizioni salariali, o per ottenere migliori condizioni di sicurezza sul lavoro, allora agisca come meglio ritiene opportuno. Nessuno la ostacola. La Costituzione della Repubblica Italiana glielo consente (Art. 40). La sua azienda glielo permette.

    A tutti gli effetti, lo sciopero di venerdì o lo sciopero di lunedì consente di “allungare” il fine settimana. Se a lei non piace l’espressione “ponte lungo”, si lasci scivolare addosso l’espressione, senza lasciarsi turbare dalle parole.

    Io ho usato l’espressione “ponte lungo” riprendendo le parole del Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni.

    Personalmente interpreto lo sciopero in senso economico, cioè come costo opportunità, ovvero: sono disponibile a rinunciare alla giornata di lavoro (e quindi a pagare un costo con la riduzione della busta paga) pur di ottenere un beneficio (aumento salariale, migliori condizioni di lavoro, più tempo da dedicare alla famiglia, alla cura dei neonati, alla cura dei parenti anziani).

    Lei, sig. Mrco, converrà con me che se perde la giornata di lavoro e la sua busta paga si riduce, anche le tasse che versa e i contributi previdenziali si riducono. Non solo. Si riducono i consumi, si riduce la produzione, si riduce il PIL. Estenda questo ragionamento a tutti gli scioperanti e si renderà conto del perché il Governo è costretto a chiedere alle banche una sorta di “obolo” per mandare avanti l’Italia e del perché a fronte della riduzione dei contributi previdenziali non si possono mandare in pensione i lavoratori.

    Lo so, sig. Mrco, cosa vorrebbe dirmi: prendere i soldi dall’evasione fiscale, non fare il ponte sullo stretto di Messina, non comprare armi dagli USA per darle all’Ucraina, ecc., ecc., ecc. Ma qui chi si entra in un circolo vizioso, che non ci porta da nessuna parte.

    Lei sig. Mrco, mi dice testualmente: “Io ho scioperato e sciopererò mai fatto ponte lungo”.

    Deduco che lei è un lavoratore dipendente con contratto a tempo INDETERMINATO.

    Le posso dire con serenità d’animo che un lavoratore dipendente con contratto a tempo DETERMINATO o un lavoratore autonomo con partita IVA (come io sono stato nei miei ultimi 9 anni di lavoro) è difficile che possa aderire allo sciopero, per almeno tre motivi: 1) non ha alcun contratto da rinnovare; 2) non può permettersi di perdere una giornata di lavoro; 3) viene allontanato dall’azienda presso la quale lavora perché “merce non gradita”.

    Nelle aziende nelle quali ho lavorato, quando i dipendenti a contratto indeterminato scioperavano, anche se c’era il picchetto (e stiamo parlando di picchetti fatti da impiegati e non dagli operai!) venivano lasciati entrare i cosiddetti “esterni”, gli schiavetti dei lavoratori dipendenti.

    Un lavoratore dipendente con contratto a tempo determinato o un lavoratore autonomo con Partita IVA possono permettersi non solo di scioperare ma persino di andare al lavoro quando vogliono, SOLO SE hanno una professionalità tale da poter cambiare aziende come si cambia una camicia (come potevo fare io).

    Sig. Mrco, anche lei può cambiare l’azienda come si cambia una camicia?

    Lo sciopero espone il lavoratore al rischio di confluire nella lista dei prossimi esuberi da mandare in cassa integrazione: ma di questo i lavoratori se ne rendono conto oppure no? i loro rappresentati sindacali, lavoratori come loro, non glielo dicono?

    Le ripeto, sig. Mrco, e la prego di non prendersela più di tanto: lei è libero di agire come meglio crede. Lei può fare quello che più le pare e piace!

    A me basta dire solo una SECONDA verità che ognuno può valutare come vuole:

    • Lavoratori e lavoratrici, se volete mantenere il posto di lavoro, NON SCIOPERATE!

    Rispondi
    • Rispetto il suo ragionamento ma senza lo strumento dello sciopero oggi non avremo la possibilià nemmeno di scambiarci opinioni.
      Le rammento che sono morte tante persone per difendere i diritti dei lavoratori.
      La saluto

      Rispondi
  5. Durigone, Salvinone e Meloncione … promesso il riformone … supereremo la Fornerone … ma dopo il votone … avete fatto il pernacchione … ah ah ah ah !!!! … resta da capire perche’ parlamentari 4 anni circa mentre popolino 44 anni circa … ah ah ah ah !!!!

    Rispondi
  6. Apprezzo tutti i commenti dei partecipanti alla discussione sulle pensioni 2026 (e anni precedenti) ma quello che li riassume tutti fedelmente è la clip di venerdì 24 us di Crozza su Salvini “Robin Hodd” che avrebbe dovuto abolire la “Fornero” (Io uno tra quei gonzi che gli aveva creduto….) si prende il trattamento “Trump”
    Guardatelo su youtube . Saluti al gestori del sito .

    Rispondi
  7. Apprezzo tutti i commenti dei partecipanti alla discussione sulle pensioni 2026 (e anni precedenti) ma quello che li riassume tutti fedelmente è la clip di venerdì 24 us di Crozza su Salvini “Robin Hodd” che avrebbe dovuto abolire la “Fornero” (Io uno tra quei gonzi che gli aveva creduto….) si prende il trattamento “Trump”
    Guardatelo su youtube . Saluti al gestori del sito

    Rispondi
  8. Rispondo al commento del sig. FrancoGiuseppe in data 25 Ottobre 2025 alle 12:38

    Il sig. FrancoGiuseppe ci offre l’opportunità di riflettere sul comportamento dei lavoratori e dei Sindacati tedeschi.

    In Germania gli effetti derivanti da uno sciopero sono i seguenti:

    “Il contratto di lavoro è sospeso durante lo sciopero. I lavoratori non percepiscono la retribuzione, ma i sindacati di norma costituiscono fondi per pagamenti compensativi per gli scioperanti. I lavoratori che non prendono parte allo sciopero e continuano a lavorare, continuano a ricevere lo stipendio, tuttavia smettono di essere pagati se, a causa dello sciopero, diventa per loro impossibile lavorare.” (FONTE: La disciplina dello sciopero nell’Europa a 27 ed in altri paesi non UE – Sintesi comparativa – Rapporto 103 (pag. 31)
    https://www.etui.org/sites/default/files/08%20Strike%20rules%20in%20the%20EU27%20R103%20IT%20Web.pdf).

    In sintesi:

    • in Germania i lavoratori che scioperano non vengono pagati dalle aziende ma ricevono pagamenti compensativi da parte dei Sindacati. Il PIL tedesco diminuisce a causa dello sciopero, ma qualche “goccia di PIL” perduta viene recuperata

    • in Italia i lavoratori che scioperano non vengono pagati dalle aziende e non ricevono pagamenti compensativi da parte dei Sindacati. Il PIL italiano diminuisce a causa dello sciopero, e neppure una “goccia di PIL” perduta viene recuperata

    CONCLUSIONE 1

    I lavoratori italiani che scioperano chiedano ai Sindacati ai quali sono iscritti pagamenti compensativi in modo da poter minimizzare la perdita del PIL.

    CONCLUSIONE 2

    • Se non si prende coscienza da parte di tutti (Governo, Confindustria, Sindacati, Lavoratori) che occorre schiodarsi dalla crescita dello zero virgola per cento;

    • Se ci si limita ad accontentarsi della crescita dello 0,7%, 0,8%, 0,9% del PIL;

    • Se non si prende coscienza che occorre stimolare la domanda interna di consumi (dal momento che la domanda estera viene ridotta a causa dell’andamento altalenante dei dazi);

    • Se non si prende coscienza che per stimolare la domanda interna occorre avviare il ricambio generazionale (costi quello che costi)

    il risultato è sotto i nostri occhi: una manovra finanziaria da 18 miliardi di euro fatta di tagli, con il ricorso alla mercé delle banche per l’elargizione del loro contributo, con il mantenimento al lavoro di personale classificabile non più come “anziano” ma come “vecchio”, con il rinvio perpetuo della Riforma pensioni e della Riforma del lavoro, anno dopo anno, Governo dopo Governo.

    Rispondi
    • Chi intende iscriversi ad una associazione conosce benissimo le condizioni a cui si deve attenere e può decidere di non iscriversi. Chi vuole cambiare le condizioni può proporlo al momento del congresso. A chi sciopera non può fregare di meno del PIL che cala, visto che intanto perdono la loro intera paga giornaliera. Perchè non la propone lo stesso governo la tassa sullo sciopero ?

      Rispondi
      • Sig. FrancoGiuseppe, lei dice che a chi sciopera non interessa coma va il PIL?

        Lei ha pienamente ragione, sig. FrancoGiuseppe. Infatti, a chi sciopera interessa fare il ponte lungo (come ha detto il Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni).

        Proprio perché a chi sciopera non interessa come va il PIL, che il Governo non riesce a mantenere le promesse fatte.

        CONCLUSIONE: a chi sciopera dovrebbe interessare sapere che se sciopera il PIL viene danneggiato e quindi il Governo non potrà mantenere le promesse fatte.

        Rispondi
        • Avete capito camer …ops, lavoratori !!!! Come dice il nostro Dott. Perfetto, dovete smetterla di scioperare per chiedere l’aumento dello stipendio o più sicurezza sul lavoro, altrimenti il PIL non cresce. Dovete smetterla di morire sul lavoro altrimenti il PIL non cresce. Dovete smetterla di ammalarvi che poi dovete rivolgervi alla sanità e il PIL ci rimette. Dovete smetterla di volere il carrello della spesa pieno, se non avete denaro sufficiente per mangiare vi basta una brioche. Basta con lo sciopero di venerdì solo perchè volete farvi il weekend lungo sulle panchine sotto casa, tanto i soldi per andare al mare non ce l’avete. Andate a lavorare scansafatiche !!! (Quest’ultima frase me l’ha suggerita Salvini).

          Rispondi
          • Sig. FrancoGiuseppe, accetto tutte le sue considerazioni, in maniera incondizionata, senza nemmeno leggerle.

            A me basta dire solo una verità che ognuno può valutare come vuole:

            • Lavoratori e lavoratrici, se volete andare in pensione, NON SCIOPERATE!

        • Io ho scioperato e sciopererò mai fatto ponte lungo, lavoro anche il sabato e come me tantissime persone, infermieri tecnici insegnanti ecc pertanto smettetela di dire che si fa il ponte lungo. Chi sciopera lo fa per una giusta causa rimettendoci la giornata di lavoro che spesso è superiore all’aumento mensile dei miseri rinnovi contrattuali. Fate pena

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  9. Caro Paolo prof, non è una questione di quanti potrebbero usufruirne, 1000-100- o anche 1 solo, potrebbero anche fare l’ “Opzione Paolo prof”, tanto come dice Lei meglio qualcuno che nessuno, meglio una norma schifosa che nessuna norma, meglio a me che agli altri. Non ho parole, davvero.

    Rispondi
    • E’ un dato di fatto; il governo ha la strada tracciata: legge Fornero; ma all’interno del governo ci sono posizioni molto contrapposte sul tema pensioni; sta ai sindacati capire e fare proposte alternative; tutto qui; saluti ai gestori del sito

      Rispondi
      • Non so dove Lei acquisisce notizie ma pare che vari sindacati, non solo la CGIL, abbiano già proposto soluzioni alternative, ma pare anche che il governo non abbia recepito nulla.

        Rispondi
    • Guardi Sig. Francogiuseppe, scusi se faccio una provocazione, ma anche se la Lega avesse fatto quota 41 e similari e mantenuto tutte le promesse, lei avrebbe avuto l’ ardire di criticare a prescindere, perchè fa parte di un altra parte parrocchia politica .Lo si capisce dai suoi commenti, non si nasconda dietro ad un dito. Quindi, sia onesto e getti la maschera, basta vedere le risposte a Paolo Prof.ed al Dott.Perfetto, arrabbiato contro tutto e tutti.Saluti.

      Rispondi
      • Lei mi prende per sciocco. Se qualsiasi partito mantenesse le promesse fatte in campagna elettorale, non potrei avere l’ardire di criticarlo. Tanto ai promesso, tanto ai fatto. Lei mi inserisce come elettore di sx ed in effetti lo sono, ma non può sapere quante volte ho criticato io stesso la sx per non essere stata vicina agli interessi dei propri elettori di riferimento. Diciamo che la vedo così: Il csx quando è al governo tenta di piacere a tutti, la dx invece si accontenta di piacere a chi l’ha votato. L’avrà sentita anche Lei che una delle critiche che da più parti muovono adesso alla Meloni è quella di non essere super partes, cioè la PdC di tutti gli italiani, ma solo della sua parte politica e di chi l’ha votata. Ora che mi ci fa pensare, lo sa che non mi sono mai chiesto cosa votano Paolo e Perfetto ? Ho sempre commentato i loro discorsi sulla sostanza di quanto scrivono e non mi sono mai chiesto a che parte politica appartengono. Sono forse dei Grillini ? No, sto scherzando, si è capito benissimo a che parrocchia appartengono. Qui nessuno si nasconde dietro un dito. Ho capito come ragiona Lei: Le mie sono critiche, quelle che invece ricevo sono carezze bonarie. Fantastico.

        Rispondi
        • Sig. FrancoGiuseppe, le dico subito per chi ho votato l’ultima volta, nel 2022: AVS (Alleanza Verdi e Sinistra), un partito attivo sull’ambiente e sul sociale.

          Il partito che ho in mente io non esiste.

          Le mie idee sono tutte protese verso il sociale. La figura politica che ho di riferimento in tal senso è Mahatma Gandhi.

          Il sociale non può essere disgiunto dallo Stato. Ritengo che lo Stato vada governato da una persona di levatura spirituale come quella di Mahatma Gandhi riconosciuta dal popolo intero.

          Non vedo in Italia alcuna persona che abbia la levatura del Mahatma Gandhi.

          Ma il voto è non solo un diritto, è anche un dovere. Quindi, bisogna votare.

          E allora, non potendo votare un partito che non esiste, voto chi nel proprio programma ha qualcosa che riguardi l’ambiente e il sociale (cioè cose che ai partiti grandi non interessano affatto).

          Rispondi
          • Sarebbe da non crederci. Il suo commento precedente sul PIl e il suo voto sono come il bianco e il nero, che infatti mischiati insieme danno una tonalità di grigio, che sarà un bel colore indossato ma che nella vita non identifica la persona. Infatti nel mio commento, scritto prima di leggere questo suo, l’avevo identificata come un uomo di dx. Mi scuso per l’offesa. Sono addolorato.

          • Sig. FrancoGiuseppe, non deve affatto scusarsi con me. Io non sono nessuno, le parole mi scivolano addosso come gocce di rugiada su un petalo di rosa, e le offese non riescono nemmeno ad arrivare al mio livello minimo di coscienza.

            Io sono un uomo libero che già vive una “vita postuma” (ho preso in prestito l’espressione da John Keats).

            Nulla mi tocca, nulla mi ferisce. E se qualcuno mi calpesta il piede, io gli dico “scusa se ho messo il mio piede sotto il tuo”.

            Sig. FrancoGiuseppe, se non lo si sperimenta di persona, non è possibile immaginare la libertà che si raggiunge quando si concepisce un’idea che nessuno, da quando l’umanità è apparsa sulla Terra, ha mai concepito.

            Se proprio desidera chiedere scusa, sig. FrancoGiuseppe, sarà sufficiente che lei si metta davanti allo specchio e chiedere scusa a se stesso.

            That’s all.

        • Premetto che il voto è segreto ma diciamo che a parte una parentesi negli anni 80 che diedi il voto a Pannella, io ho sempre votato ……..PD ……fino a 4 anni fa quando ricordo, nel 2021, terminata quota 100, eravamo in attesa di sapere che sorte ci capitava; ora simpatizzo per…..i 5 stelle…….. saluti a te e ai gestori del sito

          Rispondi
        • Si figuri se la prendo per sciocco, non mi spingerei mai a tanto. Tuttavia, sono convinto che spesso l’appartenenza politica influenzi i giudizi — e non mi dica che non è così.
          Vede, ho avuto l’opportunità di leggere un piccolo quotidiano online chiamato Linkiesta, che mi ha aperto gli occhi sullo stato della politica italiana, dominata da quello che loro definiscono “bipopulismo”. In questo blog, di populisti ce ne sono a volontà.
          Chi sono i bipopulisti? Da una parte la Lega, rappresentante della destra (e in parte Fratelli d’Italia, qualora non si liberasse delle incrostazioni ideologiche ereditate dal MSI); dall’altra il Movimento 5 Stelle — inizialmente di difficile collocazione — seguito a ruota da Verdi, Sinistra e una parte del Partito Democratico (con l’eccezione dei riformisti del PD, capeggiati da figure come Picierno e Gentiloni).
          Il sogno di Linkiesta ( ed anche il mio) è un’Italia liberal-democratica, fondata su partiti come Azione, Italia Viva, il Partito Liberale e Democratico di Marattin, e una Forza Italia finalmente adulta, come loro stessi auspicano.
          Ecco perché i miei commenti vanno esattamente in questa direzione: con il bipopulismo, continueremo ad affondare.
          Saluti.

          Rispondi
          • caro nicola t, la cosa importante, ma veramente importante, è che comunque la gente vada a votare; anche perchè il non andare a votare lascia decidere agli su questioni che ci riguardano; tutto qui; saluti a te e ai gestori del sito

  10. Rispondo al commento del sig. FrancoGiuseppe in data 25 Ottobre 2025 alle 9:54.

    Sig. FrancoGiuseppe, attribuire colpe o innocenze è compito dei giudici.

    Io non giudico. Io indago.

    Inoltre, se il TFR è “salario differito”, non cambia assolutamente nulla nel versare contributi previdenziali sul “salario corrente” e versare contributi previdenziali sul “salario differito”.

    Sempre “salario” è!

    I tempi cambiano. Le economie cambiano. Le società cambiano. E con essi cambiano anche le regole, che vanno adeguate ai tempi, alle economie, alle società.

    È per questo che io sostengo che la Riforma Monti-Fornero non è adeguata ai tempi del digitale, all’economia digitale, alla società digitale, in quanto la Riforma Monti-Fornero non contempla la “generazione robotica” (robot e AI) e ignora che non ha più senso parlare di “patto tra generazione corrente e generazione futura” se le future generazioni stanno scomparendo a causa della denatalità. E quindi, nuove regole vanno adattate ai tempi, alle economie e alle società caratterizzate dal digitale.

    In sintesi: utilizzare il TFR come rendita pensionistica equivale ad estendere la regola di versare i contributi previdenziali da “salario corrente” a “salario differito”.

    Per quanto riguarda le promesse che non vengono mantenute dal Governo in carica, io penso che, arrivati a 60 anni, si sia compreso come agiscono i politici!

    Nel caso continuasse a sfuggire come i politici si comportano, lo scrivo a caratteri CUBITALI:

    PUR DI ESSERE ELETTI, I POLITICI PROMETTONO AGLI ELETTORI COSE CHE NON POTRANNO MANTENERE!

    I politici che arrivano al Governo non sono degli stupidi. Sanno molto bene cosa dire al popolo e come agire con il popolo.

    E per quanto riguarda i Sindacati?

    Francamente, non vedo differenze profonde tra il modo di comportarsi dei politici verso gli elettori e il modo di comportarsi dei sindacalisti verso gli iscritti.

    Ma un consiglio che mi verrebbe da dare agli iscritti ai Sindacati (lavoratori e pensionati) è il seguente:

    lavoratori e pensionati, quando fate sciopero, osate anche voi fare un po’ il vostro interesse, non perdete la giornata di lavoro, e fatevi almeno rimborsare la giornata dai vostri Sindacati! (in fondo versate la quota di iscrizione, non vi pare?)

    Rispondi
    • Sono scandalizzato dalle sue ultime 5 righe del suo commento !!!!! Ma Lei lo sa cosa è un sindacato ? Lo sa come sono nati i sindacati ? Non è che uno si sveglia di mattina e decide di formare un’associazione e di esserne il presidente, ma è l’insieme di più persone che riunendosi in un’assemblea decide di riunirsi in un’associazione. Il sindacato non è il presidente in persona, ma sono le persone stesse che ne fanno parte. Il presidente è una persona che viene eletta, mica si elegge da solo. Nessuno è OBBLIGATO ad aderirvi. Non c’è bisogno di pretendere il rimborso della giornata di lavoro persa, basta che ne facciano una proposta in assemblea. Saranno gli iscritti a decidere, non il presidente eletto. Ritiro l’invito a cena Dott. Perfetto, vada a mangiarsi un boccone con Paolo prof e vi auguro una buona serata. Non ho tempo da perdere io.

      Rispondi
      • Sig. FrancoGiuseppe, lei nutre una visione romantica della vita, “romantica” nel senso di “romanzata”. E questo in parte è vero: cos’è la vita se non un romanzo che ciascuno di noi vive da attore protagonista?

        Non si preoccupi affatto per l’invito a cena, sig. FrancoGiuseppe. Sono un eremita, una sorta di monaco di clausura, e non ho la propensione a frequentare gente, se non in casi davvero eccezionali.

        Lei sa più cose di quanto vorrebbe lasciare intendere. Certamente sa più cose di me sui Sindacati.

        Comprendo molto bene, quindi, che lei non abbia tempo da perdere, “ché perder tempo a chi più sa più spiace” (Dante, Purgatorio, Canto III, verso 78).

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      • caro franco Giuseppe, preferisco i pranzi alle cene; e se capiterà un pranzo con sia Franco Giuseppe che Wal, che il dott. perfetto mi farà piacere; dimenticavo anche i gestori del sito che ci permettono di dire la nostra;

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  11. La pressione fiscale in Italia è aumentata. La Meloni dice dolo bugie ripetute a pappagallo. Dal momento che il polpo è forse l’animale più intelligente del globo terracqueo, lo propongo come Ministro. Ricordiamoci che ha 3 cuori e 8 cervelli. Almeno al posto di Durigon😂😂

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  12. solo per curiosità sono andato a leggere quanti giovani laureati fuggono dall’italia e trovano molto di meglio all’estero; e cosa fa la Meloni e Giorgetti? dicono che l’italia è tornata in serie A secondo le agenzie di rating; certo, ma a che prezzo? possiamo solo stendere un velo pietoso; non demorda mai, dott. Perfetto, prima o poi lo approveranno; speriamo di vederlo; un saluto ai gestori del sito

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  13. Quindi? 41 flessibile con agevolazioni per Isee basso? Hanno fatto un tormentone per questa opzione, servito solo a non usufruire di quota 103, ed ora?

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  14. buonasera, sinceramente mi sarei aspettato che magari avessero tolto alcuni scivoli pensionistici per sostituirli con altri tipo la proposta di Durigon, o quota 41 flessibile eccetera ma così è stato un taglio veramente drastico e brutto da accettare!

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    • E dare la possibilita’ di andare in pensione ad un 64enne utilizzando il tfr? Sarebbe una possibilita’ senza gravare sull’inps. Almeno dare questa possibilita’…..si vede che numericamente siamo pochi e non portiamo voti…

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      • Sig. Carlo, i Sindacati (in particolare la CGIL) si oppongono al pensionamento con 64 anni di età e utilizzando il TFR come rendita pensionistica.
        (FONTE: https://www.ilsole24ore.com/art/tfr-no-cgil-all-ipotesi-governo-toccarlo-vuol-dire-colpire-diritti-conquistati-il-lavoro-AHCuMkJC).

        La CGIL non ha soluzioni alternative concrete, e opponendosi alla proposta della Lega fa proprio il gioco del Governo che sarebbe ben contento di rinunciare ad una alternativa di pensionamento anticipato.

        Intanto, la Lega incasserebbe ugualmente il favore dei lavoratori spiegando ai lavoratori: “Lo vedete? Sono i vostri stessi sostenitori, i Sindacati, a non volere tale misura. Non di certo noi!”

        L’ideale sarebbe di rinunciare alle contrapposizioni, riunirsi attorno ad un tavolo, chiudersi a chiave (in conclave) ed uscire dalla stanza solo dopo che si è raggiunto l’accordo sulle pensioni.

        Ma dubito fortemente che Governo e Sindacati possano chiudersi in conclave! C’è già Confindustria pronta ad entrare nella stanza.

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        • Il suo ragionamento non fa una piega, ma non credo che un sindacato sia così stupido da parlare a danno dei propri iscritti. La direzione di quel sindacato avrà sentito gli umori dei propri delegati e delle voci che riceve in ogni posto di lavoro. Ora, rovesciare la la colpa sui sindacati, dopo che per anni la lega ha promesso l’impossibile , mi sembra alquanto meschino. Il sindacato ha chiesto che non venga intaccato il salario differito, spetta al governo mantenere le promesse.

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          • vedi Franco Giuseppe il mio pensiero è questo: meglio una proposta schifosa che niente; quella successiva potrebbe essere anche migliore, peggiore o anche non esistere; il governo ha una strada tracciata: legge Fornero; tutto qui; saluti a te e ai gestori del sito

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