Nei giorni scorsi abbiamo pubblicato un articolo facendo il focus sulla proposta Quota 41 flessibile, una misura che permetterebbe, se il Governo l’approvasse, alle persone con 41 anni di contributi versati di accedere alla quiescenza con una penalizzazione pari al 2% per ogni anno di anticipo rispetto ai 67 attualmente richiesti. Abbiamo chiesto a fondo articolo quanti precoci/quarantunisti preferirebbero questa opzione, rispetto all’attuale Quota 103 (41+62 tutto contributivo). Moltissimi hanno lasciato un commento, tanti sarebbero favorevoli a questa proposta e la vedrebbero come un’opportunità interessante e meno svantaggiosa rispetto al ricalcolo contributivo, altri si domandano se tale penalizzazione sarà perenne o se si annullerà raggiunti i 67 anni, domanda effettivamente lecita, ed altri ancora, una minoranza, non sarebbero disposti a nessun taglio sostenendo che 41 anni siano comunque tantissimi e che le penalizzazioni restino vergognose.
Al fondo dell’articolo vi riportiamo una riflessione del nostro esperto previdenziale, il Dott. Perfetto, che ricorda come il nostro sistema previdenziale ad oggi sia comunque a ripartizione e dunque si basi su una sorta di ‘patto tra generazioni’ che sempre più risulta a rischio visto il numero crescente di disoccupati. Di seguito seguendo l’ordine su indicato vi riportiamo un’insieme di testimonianze.
Pensioni 2026, Quota 41 flessibile, 41 con taglio del 2% per ogni anno di anticipo, proposta valida
Nicola M: ” Qualora venisse accolta la proposta di quota 41 flessibile per me sarebbe finalmente una liberazione. Ho abbondantemente superato i 65 anni , faccio un lavoro che , per una strana ragione non è considerato usurante, pur lavorando nel settore psichiatrico da tempi immemorabili. Vorrei poter andare in pensione senza arrivarci con odio e rabbia rispetto al mio lavoro. Sono oramai saturo e senza più motivazione rispetto ad un cambiamento nella sanità che non ci sarà a brevissimo. Pertanto, l’unica cosa che potrà cambiare per me è che io possa sentirmi nella condizione di andare in pensione senza che questa scelta debba essere penalizzata con il 20, 25, 30% . Questa sarebbe una penalizzazione che non riuscirei a vivere bene. Diventiamo vecchi e non si sa mai di cosa in futuro avremo bisogno.
Paolo Prof suggerisce ad un altro nostro lettore con cui dialoga della questione ‘piuttosto che nulla meglio piuttosto’: “Vedi Alessandro, sei di fronte a un bivio; uscire prima e pagare lo scotto oppure aspettare e vedere; meglio un’alternativa che nessuna; e poi credi che rimanendo a lavorare non facciano altri provvedimenti? ad esempio alzare i 42 anni e 10 mesi? in merito ai soldi di pensione hai ragione; e allora? aggiustare, come ho detto decine di volte, le proprie spese”
Valentina scrive per conto di un amico esasuto e malato che accetterebbe al volo la proposta pur di accedere alla quiescenza che insegue da anni: “Io scrivo a nome di un lavoratore precoce, prima dipendente poi autonomo: cominciato a lavorare a 17 anni poi preso diploma alle serali. Ora ha 53 anni, un rene andato e l’altro con insufficienza tra il terzo e quarto stadio, autocateterismo 4 volte al giorno, rischia la dialisi. Purtroppo non fa parte delle categorie a rischio, quindi si attacca, l’invalidità almeno al 74 per cento un miraggio, la danno solo a chi è più vecchio, altrimenti passa per un baby pensionato. Con 41 anni ci va al volo, tanto altrimenti muore prima! Comunque una piccola considerazione: chi gridava “aboliremo la Fornero! ” si dovrebbe vergognare“
Nicola T: “La proposta, rispetto alla precedente “Quota 41 con contributivo”, potrebbe essere più interessante, ma secondo me non sarà attuata. Come ho ribadito in altre occasioni, non c’è spazio per nessun tipo di pensione anticipata senza peggiorare la situazione delle generazioni successive.
Chi si trova vicino alla pensione, certamente si interessa poco dei problemi dei giovani, e lo capisco. Ma chi sta al governo non dovrebbe pensare solo all’immediato per tornaconto elettorale — ed è lo stesso concetto espresso dal Dott. Marino nell’articolo precedente. Se si vuole fare un’operazione che non sia penalizzante per le future generazioni, si potrebbe bloccare l’aspettativa di vita sulla pensione anticipata prevista dalla legge Fornero: 42 anni e 10 mesi + 3 mesi di finestra (1 anno in meno per le donne), almeno per i prossimi dieci anni. Chi vuole uscire in anticipo rispetto ai 67 anni, potrà utilizzare questo canale di uscita.
Per me, già questa misura sarebbe un passo avanti, evitando di parlare ogni anno di riforme e riformette. Se poi, in futuro, qualcuno si deciderà a valutare la proposta di riforma PAG sulla contribuzione dell’intelligenza artificiale, allora si potranno ampliare le proposte di riforma.
Giuseppe: “Quota 41 flessibile sarebbe un giusto compromesso che tenendo in considerazione le esigenze di bilancio del nostro Paese addolcirebbe le enormi discrasie venutesi a verificare negli ultimi anni tra pressoché coetanei alcuni dei quali ,magari per poco, sono obbligati a raggiungere una quantità spropositata di anni di età e/o servizio per andare in pensione. Purtroppo sono molto scettico sul fatto che il nostro Governo ci dia questa possibilità e comunque sarei felice di ricredermi ed il primo ad accettare“
Nino: “Penso che si un’ ottima proposta, anche perché non facile raggiungere 41 di servizio ed avere un età giovane. Io per es. Ho 64 anni e 41 e mesi di servizio. Accetterei subito tale proposta, pagherei la penalità solo x 2 anni e mezzo“.
Luigi: “In effetti non è un furto io se dovesse passare ci vado subito penso che sia un giusto compromesso, purtroppo con i vecchi governi anno distrutto l’economia e a sua volta L’Inps“.
Pensioni 2026, Quota 41 flessibile, ottima ma senza tagli
Elisabetta: “A sessant’anni, e con ben quarant’anni di contributi pagati, si dovrebbe poter andare in pensione e senza troppi tagli. Ad oggi l’età media di vita è aumentata ma cosa significa? Che dobbiamo rimanere in un ufficio fino a settant’anni? E poi, ci si arriverà a quell’età senza qualche malattia? E i giovani li manteniamo noi fino alla pensione? E alla fine del lavoro con la pensione chi è in grado di pagare una retta in Casa di Riposo? Cerchiamo di essere obiettivi e di poter vivere gli ultimi anni di vita autosufficienti con un minimo di rispetto.
Sara dal canto suo é contro ogni tipo di penalizzazione: “Perché penalizzare?sono anni che abbiamo lavorato, perché regalarli… Devono mandarci in pensione io lavoro in una scuola primaria,non è possibile stare dietro a bambini e impegni scolastici da fabbrica soprattutto se non sei in salute come lo sono io”
Alessandro non é favorevole alle penalizzazioni e per lui il taglio del 2% non é affatto un compromesso ma un sacrifico enorme: “Per me i compromessi sono altra cosa. Togliere a vita più di 100 euro al mese per andare in pensione dopo 41 anni di lavoro ( solo 1 e 10 mesi prima della Fornero) e a 64 anni di età ( fino all’anno scorso si chiedeva di poter uscire alla più che decorosa età di 62 anni) e passare magari da 1800 euro a 1690 euro è tantissimo sacrificio e fatto solo da una parte. Dove sta il compromesso? Mi sa che ormai la storia della rana ci ha impadroniti tutti e ormai riusciamo ad accettare penalizzazioni assurde. Hanno proprio raggiunto lo scopo i nostri governanti“
Vi é poi chi si chiede se la penalizzazione sarà per sempre o fino al raggiungimento dei 67 anni?
Pensioni 2026, Quota 41 flessibile penalizzazione per sempre o solo fino a i 67 anni?
Roberto chiede: “Ma questa penalizzazione (2%, 4%, ect.) sarà cristallizzata per sempre? Cioè una volta andato in pensione, l’assegno sarà sempre decurtato della penalizzazione tenendo conto dell’età di pensionamento oppure, al raggiungimento dei 67 anni tale decurtazione sarà azzerata?
Non abbiamo certezza sulla questione, ma abbiamo ragioni di pensare sia per sempre, dal momento che solo la proposta Tridico, mai passata, prevedeva la pensione in 2 tranches, ossia la prima parte con il taglio fino ai 67 anni e la seconda poi incrementata raggiunta l’età della pensione. Tutte le altre forme di penalità generalmente sono accettate e restano tali, esattamente come Quota 103 e Opzione donna, ove il ricalcolo contributivo pesa sull’assegno ultimo a vita.
Riportiamo in conclusione le considerazioni del Dott. Perfetto che in parte era stato chiamato in causa dal Signor Nicola che aveva precisato al fondo del suo commento: “Se poi, in futuro, qualcuno si deciderà a valutare la proposta di riforma PAG sulla contribuzione dell’intelligenza artificiale, allora si potranno ampliare le proposte di riforma“
Riforma pensioni 2026: per quanto reggerà il patto tra generazioni del sistema a ripartizione?
Il Dott. Perfetto invece fa giustamente notare come la pensione essendo noi in un sistema a ripartizione si basi sempre sul famoso ‘patto tra generazioni’, che però sta venendo meno in quanto oggi abbiamo già più pensionati rispetto ai lavoratori e a breve si rischierà di veder crollare questo equilibrio, a meno che non si allarghi il campo e si inizi a cercare tra le generazioni ‘robotiche’. Vi lasciamo al suo pensiero che ormai é noto ai lettori di pensionipertutti, in quanto, lo ricordiamo, il Dott. Perfetto é primo firmatario di una proposta di Riforma pensioni insieme a Armiliato e Gibbin. “Quando si parla di pensioni si evoca sempre il cosiddetto “patto fra generazioni” che in poche parole consiste in questo: io che sono giovane pago la pensione a te che sei anziano; quando io sarò anziano, sarà un giovane che pagherà la pensione a me.
Tutti parlano del cosiddetto “inverno demografico”. Le previsioni dell’INAPP (l’Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche) dicono che ci saranno “sei milioni di lavoratori in meno nel giro di dieci anni, col rischio di non riuscire a rimpiazzarli” (FONTE: https://www.ilsole24ore.com/art/demografia-61-milioni-lavoratori-meno-10-anni-AHqbWFnC).
Forse, si potrà pensare di affrontare l’inverno demografico facendo lavorare i robot, e anzi molte aziende ci stanno già pensando da tempo, e “l’Italia non è fuori dalla partita, abbiamo anzi una delle poche aziende del mondo, Oversonic, che sta già vendendo un robot umanoide, Robee” (FONTE: https://www.industriaitaliana.it/robot-umanoidi-tesla-amazon-oversonic-ia/).
Sì, proprio lui, RoBee, il robot umanoide per la neuroriabilitazione ospedaliera. RoBee ha trovato già lavoro (oramai già da tre anni) presso la Fondazione Santa Lucia IRCCS (FONTI: https://www.hsantalucia.it/news/robot-umanoidi-la-neuroriabilitazione-ospedaliera-santa-lucia-irccs-collabora-con-oversonic e anche https://www.youtube.com/watch?v=qqs2Gfn-k00 ).
CONCLUDENDO
Tra meno di dieci anni si prevede che mancheranno sei milioni di lavoratori (giovani, si suppone). Di quale “PATTO FRA GENERAZIONI” stiamo parlando se verranno a mancare le future generazioni di giovani? Forse si parla di “patto fra generazioni anziane”?
C’è una nuova generazione da tenere in conto: la generazione robotica. Nel “patto fra generazioni” vogliamo inserire anche la “generazione robotica”?
Gli attuali esperti di pensioni che parlano di “patto fra generazioni” e di “legge Fornero” riescono ancora a credere vero ciò che essi stessi affermano? Hanno ancora ragione nel considerare il patto fra generazioni senza tenere in conto la generazione robotica? Ai posteri l’ardua risposta (la mia l’ho già espressa da tempo)”.
Siete favorevoli alle considerazioni ultime del Dott. Perfetto? per chi volesse raccogliamo ancora volentieri testimonianze o pareri relativamente alla possibilità che il Governo accetti la Quota 41 flessibile. Nel mentre ringraziamo quanti, con i loro commenti, hanno reso possibile questo ulteriore approfondimento.
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Buongiorno, qualcuno mi sa spiegare perchè molti lavoratori finti ansiosi di andare in pensione poi te li ritrovi ancora a fare quello di prima?
Conosco decine di lavoratori che vanno in pensione anticipata relativamente giovani, stanno fermi un mese, e poi vengono riassunti come dipendenti nella stessa azienda, cosi prendono la pensione, lo stesso stipendio(con qualche tassa in più) e tolgono il lavoro ai giovani, possibile che lo stato permetta questa cosa. Se una persona vuole volontariamente andare in pensione dovrebbe poterlo fare per quello che a versato, magari con paletto dei 60 anni, se invece vuol continuare a lavorare deve rinunciare alla pensione che verrà data ad altri.
Non c’erano i soldi per quota 103 “contributiva” mentre ora ci sarebbero per quota 103 “meno penalizzata” … ah ah ah ah ah ah !!!!
Infatti non credo proprio faranno una cosa migliore… anzi!
Cmq dico solo una cosa, non facciamoci prendere in giro sul fatto che la vita si è allungata, ho perso molti colleghi tra i 65÷70 anni di vita, l’ultimo l’altro giorno appena a 63 anni.
Dove vanno a finire tutti questi anni di contributi versati ? 40 anni e più? INPS ci gode ?
Perciò non facciamoci prendere in giro, bisogna capire chi prendono come esempio per capire di quanti anni si è allungata la vita se persone che lavorano veramente con ritmi frenetici oppure politici, parlamentari e senatori che conducono una vita rilassante.
Hai perfettamente ragione. Dubito fortemente che l’ISTAT, certificatore dell’ aumento dell’aspettativa di vita, riporti la verità. Dal COVID in poi è tutta una presa per il ….
L’ISTAT calcola l’aspettativa di vita attraverso: dati demografici e sanitari raccolti da registri e da indagini a campione.
La Speranza di vita a una “soglia standard” stabilita a 65 anni, è quella che si usa ai fini pensionistici.
Vale a dire una persona nata il: …. che ha raggiunto questa età, cosa può attendersi come aspettativa?
Assieme ad altre informazioni, ogni 2 anni, la si trova indicata in un documento come quello sotto linkato.
http://www.istat.it/storage/rapporti-tematici/sdgs/2025/Rapporto%20SDGs%202025-Ebook.pdf
Pag. 35.
“…. Nel 2024, la speranza di vita alla nascita si attesta in Italia a 83,4 anni (81,4 per gli uomini e 85,5 per le donne), con un incremento di 0,4 anni rispetto al 2023. “
“ La speranza di vita in buona salute alla nascita, nel 2024, si stima in 58,1 anni che aumenta a 59,8 per gli uomini e scende a 56,6 per le donne, con una diminuzione rispetto al 2023 di 1 anno di vita in buona salute (-0,7 per gli uomini e -1,3 per le donne; Figura 3.1). Per le persone che vivono nel Sud e nelle Isole, gli anni attesi di vita in buona salute sono 55,3 e 56,0, mentre nel Nord-est e Nord-ovest sono 60,6 e 59,0”.
Le motivazioni e i limiti che presenta si possono trovare in articoli come questo.
https://www.ireporters.it/quando-vai-in-pensione-aspettativa-di-vita-la-nuova-regola-cambia-tutto-i-veri-effetti-sulla-tua-data-di-uscita-20566/
Saluti
Grazie, Wal, so bene come funziona. Io, però, credo che siano assolutamente in malafede, TUTTI, governi, istituzioni e, ovviamente, chi manda avanti la giostra, ovvero le sovrastrutture transnazionali, al servizio dei potentati finanziario. Tu lo hai compreso da tempo, non è così per tutti.
Mi piaceva seguire P. Barnard (il giornalista) che descriveva l’essenza del potere, quello vero, … “High Octane Capitalism Ahead”.
Un saluto e buona fortuna a te Mariano.
Già, il buon Barnard, che ha abbondantemente pagato per aver tenuto la schiena diritta e aver provato a dire la verità in un’ epoca di mistificazione. Pur con difetti e qualche errore (chi non ne ha e chi non ne commette?), un vero giornalista. Non a caso, sparito dalla circolazione, volutamente,per non incorrere in guai peggiori dopo che gli fu fatta terra bruciata intorno.
Istat???? … ah ah ah ah !!!! … parlamentari 4 anni circa … popolino 44 anni circa … ma non ci sono i soldi … italianiiii … ah ah ah ah !!!!
Articolo:
La bolla dell’intelligenza artificiale e l’economia statunitense: quanto durano le “allucinazioni”?
https://www.ineteconomics.org/perspectives/blog/the-ai-bubble-and-the-u-s-economy-how-long-do-hallucinations-last
👍🏼
A me pare inutile arrivati a 41 anni di versamenti non è meglio farsi un paio di anni di malattia? Quale medico non ti fa il certificato a 62 anni se dichiari che non ti puoi alzare dal letto per il mal di schiena?
Pure i tre mesi in più … al massimo ti può succedere che il datore di lavoro te li paga lui per risparmiare sulle tasse …
Buongiorno Wal,
Ho letto tutto l’ articolo e certamente fa riflettere. Tuttavia, non sono convinto che sia una bolla destinata ad esplodere. La strada verso l’ AI generativa è comunque tracciata, probabilmente quello che è sbagliato è l’ accelerazione sui tempi e come coniugarla con il lavoro ed il fattore umano. Resto dell’ idea che, l’ AI per manager e professionisti, può ridurre i tempi di lavoro ed essere di aiuto su attività routinarie che in precedenza facevano perdere tempo non essendo di valore. L’ approccio cinese è sicuramente più realistico, dove l’ AI sarà una parte degli investimenti programmati dal governo, però con precise regolamentazioni destinate a frenare i pericoli derivanti dall’ AI, come appunto la “misinformation”. Io stesso usando quotidianamente il chatbot di MICROSOFT noto degli errori su materie tecniche quando poi vado a controllare accuratamente la risposta. Siamo ancora indietro in applicazioni tecniche, se poi vogliamo che ci trovi un ristorante nella zona a poco prezzo, allora in quel caso forse ci siamo. L’ errore delle big tech americane è di accelerare troppo, a mio parere. Saluti.
Le quote discriminano e penalizzano soprattutto chi ha avuto carriere discontinue. Premiano chi ha avuto il posto sicuro. Che siano pensioni per tutti.
Giusto … baby pensioni per tutti … ah ah ah ah ah ah !!!!
Non si citano fonti di questa proposta. Solo fuffa
Io penso che faranno poco o nulla in ambito pensionistico ma credo che non sia una brutta notizia secondo me, se toccano peggiorano
Ho appena letto l’articolo in data odierna di Simone Micocci su Money.it. Sostiene che nel Dpfp non ci sara’ spazio per una riforma delle pensioni. Mi auguro vivamente che si sbagli.
Sarebbe un qualcosa di molto grave se anche quest’anno il Governo non approvasse nessuna proposta in tema pensionistico e lasciasse, come sembra di capire, il tutto al prossimo anno in previsione della prossima tornata elettorale.
Vedi massimo, certo che sarà così; riforma delle pensioni? a loro va bene la Fornero; il prossimo anno? solo promesse elettorali e basta; e comunque la Meloni ha già detto che riguardo la vecchiaia alzerà di 3 mesi; e poi anche i coefficienti di trasformazione; saluti a te e ai gestori del sito
Infatti … parlamentari 4 anni circa … popolino 44 anni circa … ah ah ah ah !!!! … Durigoneeee … facce sogna’ … ah ah ah ah !!!!
L’unica riforma che si potrebbe attuare — a parte quella sulla PAG, che cambierebbe radicalmente tutto ma che, purtroppo, non si sa quando verrà presa in considerazione — sarebbe il blocco definitivo della pensione anticipata ordinaria prevista dalla legge Fornero, mantenendo invariata la contribuzione e fissandola a 42 anni e 10 mesi, con un anno in meno per le donne.
Con l’attuale andamento demografico, qualsiasi riforma sarebbe inevitabilmente a debito, e l’Europa non lo permetterebbe. Questa è la verità nuda e cruda. Il sistema a ripartizione richiede almeno due lavoratori per ogni pensionato, ma di questo passo, nel 2050, il rapporto sarà di uno a uno.
Mi dica lei quale riforma si potrebbe fare. A mio parere, nessuna — e questo vale per qualsiasi governo futuro.