Sul fronte pensioni anticipate il dibattito é vivo, ma sono sopratutto quelli che per lungo tempo si sono visti passare le riforme ‘sotto il naso’, subendo talvolta ingiustizie, che sperano qualcosa cambi. Stiamo parlando di quanti hanno alle spalle una vita di lavoro, ossia 41 anni di contributi versati. Chi ci segue da anni sa quanto a lungo siamo stati al fianco dei precoci e dei quarantunisti quando chiedevano Quota 41 ‘senza se e senza ma‘, ossia la possibilità di accedere con 41 anni alla quiescenza indipendentemente dall’età anagrafica. Per molti si trattava anche di una rivendicazione della fanciullezza perduta, perché spesso i quarantunisti sono stati anche precoci e dunque ragazzini che hanno sacrificato la loro giovinezza per andare a lavorare, quando in famiglia uno stipendio in più era necessario. Proprio loro hanno chiesto a lungo al Governo precedente ed a quello in carica di concedere questa opportunità. Vediamo ad oggi cosa é stato realmente concesso e cosa potrebbe avvenire con la prossima legge di bilancio.
Pensioni 2026, Quota 41 flessibile sostituirà Quota 103?
Ad oggi la Quota 41 é un’opzione di uscita anticipata ma solo per quanti hanno lavorato 1 anno prima dei 19 anni e sono in condizioni ‘disagiate’ ossia rientrano in 4 categorie particolari nello specifico: disoccupati, caregiver, invalidi e lavori gravosi o usuranti. Per utti gli altri la quota 41 é rimasta un sogno. Nell’ultimo periodo é stata introdotta la Quota 103 che prevede sempre all’interno il ‘numero magico’ 41 ma in realtà ha molti paletti, ossia fissa l’età anagrfica a 62 anni minimo e soprattutto l’assegno viene calcolato interamente col calcolo contirbutivo. Portando ad una riduzione dell’assegno ultimo anche del 20-25%. Ragione per la quale, come é stato dimostrato anche dagli ultimi studi sulla misura che potrebbe definitivamente andare ‘in pensione’, la Quota 103 é risultata un vero e proprio flop, pochissime persone hanno optato per questa misura di uscita anticipata.
Per questa ragione visto il malcontento dei quarantunisti, vista la promessa della quota 41 entro fine legislatura che pare di difficile attuazione, il Governo parrebbe puntare verso l’addio definitivo di Quota 103 per fa spazio alla Quota 41 flessibile, di cosa si tratta e chi potrebbe aderirvi?
Pensioni anticipate 2026, Quota 41 flessibile: chi vi aderirà?
La nuova proposta potrebbe certamente interessare più persone in quanto porterebbe ad un taglio dell’assegno ultimo, ma non così penalizzante come il ricalcolo contributivo. L’idea che starebbe circolando sarebbe quella di permettere a quanti hanno 41 anni di contributi già versati di poter accedere subito alla quiescenza subendo un taglio all’incirca del 2% per ogni anno di anticipo rispetto ai 67 anni attuali. Una proposta che ricorda da vicino il Ddl 857 di Damiano-Baretta-Gnecchi che purtroppo non vide mai la luce.
Con buona probabilità sarebbero diversi i quarantunisti ad accogliere questa opportunità seppur consapevoli di un leggero taglio sull’assegno ultimo, ma meno penalizzante certamente del ricalcolo contributivo, e soprattutto per la prima volta potrebbe tutelare anche coloro che hanno un reddito più basso. Pare infatti che si stia valutando un’esenzione della penalizzazione per quanti hanno reddito inferiore ai 35000 euro annui, sicuramente una novità pregevole se andasse in porto.
Quanti dei lettori che ci seguono sarebbero disposti ad accedere alla Quota 41 flessibile se il Governo approvasse questa misura? Potrebbe essere questa un buon compromesso tra la Quota 103, fallimentare, e la tanto richiesta Quota 41 senza se e senza ma, di difficile se non impossibile realizzazione. Fatecelo sapere, come sempre, nella sezione ‘commenti’ del portale. Le vostre testimonianze sono per noi preziose.
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Quota 100, 102, 103, iso pensione, precoci, usuranti, opzione donna, baby, parlamentari, 41 flessibile, 25+64 … ah ah ah ah ah ah !!!! … italianiiii !!!!
Non credo che il governo varerà quota 41 flessibile e comunque non sarà come è stata ipotizzata. Non credo che il governo si accontenterà del 10% massimo di penalizzazione e non credo nemmeno alla storia dei 35.000 ero di isee. Sicuramente si inventeranno qualche altro paletto. Non credo poi ad un miglioramento sostanziale di Opzione Donna. Rizzetto da me interpellato è sparito e i conti economici, pur non drammatici, non sono così floridi. Un aumento del PIL dello 0.5% per il 2025 è pochissima cosa e perequare le pensioni che deve essere fatto per legge costa quasi 5 miliardi
Concordo, con lo 0,5% del PIL non si va da nessuna parte.
Veda, Dott. marino, certo che ci saranno altri paletti; già il 41 anni è un paletto; ci metteranno pure l’età e occhio-croce non basteranno i 63 anni; per la perequazione faranno a fasce ancora più dure; comunque a brevissimo sapremo; saluti a lei e ai gestori del sito
Qualora venisse accolta la proposta di quota 41 flessibile per me sarebbe finalmente una liberazione. Ho abbondantemente superato i 65 anni , faccio un lavoro che , per una strana ragione. non è considerato usurante, pur lavorando nel settore psichiatrico da tempi immemorabili. Vorrei poter andare in pensione senza arrivarci con odio e rabbia rispetto al mio lavoro. Sono oramai saturo e senza più motivazione rispetto ad un cambiamento nella sanità che non ci sarà a brevissimo. Pertanto, l’unica cosa che potrà cambiare per me è che io possa sentirmi nella condizione di andare in pensione senza che questa scelta debba essere penalizzata con il 20, 25, 30°/° . Questa sarebbe una penalizzazione che non riuscirei a viverla bene. Diventiamo vecchi e non si sa mai di cosa in futuro avremo bisogno.
Facciamo 2 calcoli Nicola: se hai superato abbondantemente i 65 anni diciamo che l’anno prossimo andrai in pensione; e la pensione integrativa? saresti già in pensione con la RITA; comunque tieni duro, manca pochissimo; saluti a te e ai gestori del sito
L’unico accenno alle pensioni, nel DPFP, è il seguente: “Tra le soluzioni proposte dal Consiglio figurano un’ulteriore riduzione del ricorso ai regimi di pensionamento anticipato e l’adozione di politiche volte ad attrarre e trattenere una forza lavoro qualificata.”
Considerando una “vita lavorativa di 41 anni CONSECUTIVI! ” Iniziando a lavorare dopo le scuole superiori a 18 anni ( vogliamo avere cittadini scolarizzati o no! ) 18 +41 siamo già a 59 anni a 62 restano 3 anni di buco … che ala luce del mondo del lavoro italiano sono un’ inezia. Quindi è evidente che sono pochi quelli che possono a 62 anni vantare 41 anni di contributi versati, questi sono poi lavoratori per lo più non laureati ( chi si laurea studia almeno fino 25 anni aggiungi 41 siamo a. 66!!!! ) . 41 versati e 62 sono “giusti” senza penalizzazioni e con una finestra di max 2 mesi . Poi ci sono i lavori gravosi che dovrebbero avere una soglia contributiva di 40 anni ,mentre manterrei l’ età a 62 con l’ opzione di scontare un anno con un 2% max per due anni ( Lav. gravoso 40 anni contributi eta 62=100% , oppure 60 anni 96%, 61 anni 98%. Concludo bisogna considerare che chi ha iniziato a lavorare presto non avendo studiato ha svolto prevalentemente lavori con manualità , mentre chi ha conseguito una laurea ha intrapreso una vita lavorativa in età più adulta .
Speriamo che sia così vanno bene 41 anni con 64 anni così vado via.Basta con questi politici maf…Dobbiamo fare sempre come dicono loro il 2 x cento perché?? I conti tornano e il pizzo….
Ma questa penalizzazione (2%, 4%, ect.) sarà cristallizzata per sempre? Cioè una volta andato in pensione, l’assegno sarà sempre decurtato della penalizzazione tenendo conto dell’età di pensionamento oppure, al raggiungimento dei 67 anni tale decurtazione sarà azzerata?
Quando si parla di pensioni si evoca sempre il cosiddetto “patto fra generazioni” che in poche parole consiste in questo: io che sono giovane pago la pensione a te che sei anziano; quando io sarò anziano, sarà un giovane che pagherà la pensione a me.
Tutti parlano del cosiddetto “inverno demografico”. Le previsioni dell’INAPP (l’Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche) dicono che ci saranno “sei milioni di lavoratori in meno nel giro di dieci anni, col rischio di non riuscire a rimpiazzarli” (FONTE: https://www.ilsole24ore.com/art/demografia-61-milioni-lavoratori-meno-10-anni-AHqbWFnC).
Forse, si potrà pensare di affrontare l’inverno demografico facendo lavorare i robot, e anzi molte aziende ci stanno già pensando da tempo, e “l’Italia non è fuori dalla partita, abbiamo anzi una delle poche aziende del mondo, Oversonic, che sta già vendendo un robot umanoide, Robee” (FONTE: https://www.industriaitaliana.it/robot-umanoidi-tesla-amazon-oversonic-ia/).
Sì, proprio lui, RoBee, il robot umanoide per la neuroriabilitazione ospedaliera. RoBee ha trovato già lavoro (oramai già da tre anni) presso la Fondazione Santa Lucia IRCCS (FONTI: https://www.hsantalucia.it/news/robot-umanoidi-la-neuroriabilitazione-ospedaliera-santa-lucia-irccs-collabora-con-oversonic e anche https://www.youtube.com/watch?v=qqs2Gfn-k00 ).
CONCLUDENDO
Tra meno di dieci anni si prevede che mancheranno sei milioni di lavoratori (giovani, si suppone). Di quale “PATTO FRA GENERAZIONI” stiamo parlando se verranno a mancare le future generazioni di giovani? Forse si parla di “patto fra generazioni anziane”?
C’è una nuova generazione da tenere in conto: la generazione robotica. Nel “patto fra generazioni” vogliamo inserire anche la “generazione robotica”?
Gli attuali esperti di pensioni che parlano di “patto fra generazioni” e di “legge Fornero” riescono ancora a credere vero ciò che essi stessi affermano? Hanno ancora ragione nel considerare il patto fra generazioni senza tenere in conto la generazione robotica?
Ai posteri l’ardua risposta (la mia l’ho già espressa da tempo).
Solo ipotesi da campagna elettorale, finite le regionali ci dimentichiamo di tutto.
Io credo che lo stato si dovrebbe fare carico dei contributi ,degli ex LSU visto che ci a mandato a lavorare nei comuni a nero senza un contributo.che leggi sono questi i problemi di questi lavoratori,ci sono dipendenti di serie. A. E serie C .per chi nn lo sa gli LSU negli enti comunali gli abbiamo lasciato l’anima ,il perché queste disparità,x l’onorevole Gasparri che fine a fatto quella famosa proposta di legge per i contributi degli ex LSU mi faccia sapere lavandaio
Io credo che lo stato si dovrebbe fare carico dei contributi ,degli ex LSU visto che ci a mandato a lavorare nei comuni a nero senza un contributo.che leggi sono questi i problemi di questi lavoratori,ci sono dipendenti di serie. A. E serie C .per chi nn lo sa gli LSU negli enti comunali gli abbiamo lasciato l’anima ,il perché queste disparità,x l’onorevole Gasparri che fine a fatto quella famosa proposta di legge per i contributi degli ex LSU mi faccia sapere lavandaio
52 commenti e un’infinità di delusioni e incertezze, paure e preoccupazioni, decurtazioni e tagli. Beati quelli che solo 6 anni fa non avevano questi problemi. Una volta scrivevo che chi va in pensione oggi con più anni di lavoro sulle spalle e più anni di versamenti, prenderà meno di chi ci è andato solo 6 anni fa. E continuo a non essere smentito dai fatti. Ma non era meglio la Fornero ?
Penso di no!
Ad ora si avrebbero 3 adeguamenti alla aspettativa di vita in più.
Io scrivo a nome di un lavoratore precoce, prima dipendente poi autonomo: cominciato a lavorare a 17 anni poi preso diploma alle serali. Ora ha 53 anni, un rene andato e l’altro con insufficienza tra il terzo e quarto stadio, autocateterismo 4 volte al giorno, rischia la dialisi. Purtroppo non fa parte delle categorie a rischio, quindi si attacca, l’invalidità almeno al 74 per cento un miraggio, la danno solo a chi è più vecchio, altrimenti passa per un baby pensionato.Con 41 anni ci va al volo, tanto altrimenti muore prima! Comunque una piccola considerazione: chi gridava “aboliremo la Fornero! ” si dovrebbe vergognare
No!
Io ho iniziato a lavorare a 17 anni e 7 mesi marittimo,ad oggi ho 10 anni e 3 mesi fino al 1995 tra lavoro e cassa integrazione e militare,poi ho 10 anni circa come LSL di cui 5 lavori a tempo pieno ma senza un contributo versato da parte dell’ente,poi dal 2/9/2005 dipendente del mio comune ,come posso fare x andare il pensione,da aggiungere 1/4 della navigazione,grz
La proposta, rispetto alla precedente “Quota 41 con contributivo”, potrebbe essere più interessante, ma secondo me non sarà attuata. Come ho ribadito in altre occasioni, non c’è spazio per nessun tipo di pensione anticipata senza peggiorare la situazione delle generazioni successive.
Chi si trova vicino alla pensione, certamente si interessa poco dei problemi dei giovani, e lo capisco. Ma chi sta al governo non dovrebbe pensare solo all’immediato per tornaconto elettorale — ed è lo stesso concetto espresso dal Dott. Marino nell’articolo precedente.
Se si vuole fare un’operazione che non sia penalizzante per le future generazioni, si potrebbe bloccare l’aspettativa di vita sulla pensione anticipata prevista dalla legge Fornero: 42 anni e 10 mesi + 3 mesi di finestra (1 anno in meno per le donne), almeno per i prossimi dieci anni. Chi vuole uscire in anticipo rispetto ai 67 anni, potrà utilizzare questo canale di uscita.
Per me, già questa misura sarebbe un passo avanti, evitando di parlare ogni anno di riforme e riformette. Se poi, in futuro, qualcuno si deciderà a valutare la proposta di riforma PAG sulla contribuzione dell’intelligenza artificiale, allora si potranno ampliare le proposte di riforma.
Saluti.
A sessant’anni, e con ben quarant’anni di contributi pagati, si dovrebbe poter andare in pensione e senza troppi tagli. Ad oggi l’età media di vita è aumentata ma cosa significa? Che dobbiamo rimanere in un ufficio fino a settant’anni? E poi, ci si arriverà a quell’età senza qualche malattia? E i giovani li manteniamo noi fino alla pensione? E alla fine del lavoro con la pensione chi è in grado di pagare una retta in Casa di Riposo? Cerchiamo di essere obiettivi e di poter vivere gli ultimi anni di vita autosufficienti con un minimo di rispetto.
Guardi con tutto il rispetto, lei ha aspirazioni legittime come tutti di arrivare alla pensione il prima possibile. Ma il sistema a ripartizione ha un difetto purtroppo: ci vogliono due lavoratori attivi per ogni pensionato per pagare le nostre pensioni, altrimenti il sistema non regge, non ci vuole un genio per capirlo. Quindi, io dico solo come stanno le cose. La legge Fornero l’ hanno fatta per questo motivo : l’ Italia è uno dei paesi più vecchi del mondo ed i giovani non fanno figli. Se poi vogliamo far finta di niente, non è che si risolve il problema. La verità nuda e cruda è difficile da digerire la capisco, ma questa è. Saluti.
Concordo totalmente. Purtroppo la scarsissima natalità, i bassi stipendi determinano una situazione priva di sbocchi come tanti auspicano qui. E non dimentichiamo che negli anni della Prima Repubblica le pensioni sono state regalate a chi aveva anche meno di cinquant’anni per puro clientelismo.
Quota 41 flessibile sarebbe un giusto compromesso che tenendo in considerazione le esigenze di bilancio del nostro Paese addolcirebbe le enormi discrasie venutesi a verificare negli ultimi anni tra pressoché coetanei alcuni dei quali ,magari per poco, sono obbligati a raggiungere una quantità spropositata di anni di età e/o servizio per andare in pensione.Purtroppo sono molto scettico sul fatto che il nostro Governo ci dia questa possibilità e comunque sarei felice di ricredermi ed il primo ad accettare.
mi sembra perfetta io aderirei subito
Penso che si un ottima proposta,anche perché non facile raggiungere 41 di servizio ed avere un età giovane.
Io per es. Ho 64 anni e 41 e mesi di servizio.
Accetterei subito tale proposta, pagherei la penalità solo x 2 anni e mezzo ma si 67.
Andrebbe allargata anche a chi compie i 41 anni di contributi e chi compie i 62 anni di età entro dicembre 2026.
aderirei subito purché venga mantenuto misto ovvero retributivo +contributivo
N
IDEM
Il solito furto sulla pelle di chi ha lavorato una vita.
E i lavoratori trasformati in rane messe nel secchio di acqua calda e portate a morire fino alla bollitura.
Tabelle con indici sul montante contributivo ogni 2 anni penalizzanti, tabelle per i pubblici dipendenti ex indap tagliate mostruosamente, valori minimi di pensione maggiorati ogni anno per poter accedere alla pensione, ora ci aggiungiamo anche un 6% in meno anticipando 3 anni , ad esempio andando a 64 anni di età anzichè 67, cosa manca ancora per prosciugare la pensione di un lavoratore?
Con tutte quelle penalizzazioni il lavoratore ha così regalato oltre 250 euro nette al mese rispetto a colleghi che sono andati con le stessa età e anni lavorati pochi anni addietro !!
E pensare che i politici hanno fatto ricorso e credo lo vinceranno per una manciata di euro, per interessi persi, che si sono visti decurtati sui vitalizi !
NO è un furto quella proposta fatta dopo 41 anni di lavoro…una vita passata a lavoro.
Vedi Alessandro e leggiti bene questo commento: questa proposta ha un suo scopo: far andare in pensione poche persone rispetto ai requisiti Fornero; il politico si avvale, come disse qualcuno, di giovani laureati e gli da’ un incarico: studiare forme di pensionamento non troppo espansive; e veniamo a questo provvedimento ancora molto vago: penalizzazioni? certo che ci saranno; qualcuno disse: rispetto agli anni dei 42 e 10 mesi; c’è un particolare: chi aderisce non li raggiunge e quindi inevitabilmente si passa ai 67 anni; chiudo dicendo che io non sono interessato perchè i 41 non li ho e non li raggiungerò mai; vedremo per i 67 e…. e mi aspetto il peggio; saluti a te e ai gestori del sito
In effetti non è un furto io se dovesse passare ci vado subito penso che sia un giusto compromesso, purtroppo con i vecchi governi anno distrutto l’economia e a sua volta L’Imps
Per me i compromessi sono altra cosa. Togliere a vita più di 100 euro al mese per andare in pensione dopo 41 anni di lavoro ( solo 1 e 10 mesi prima della Fornero) e a 64 anni di età ( fino all’anno scorso si chiedeva di poter uscire alla più che decorosa età di 62 anni) e passare magari da 1800 euro a 1690 euro è tantissimo sacrificio e fatto solo da una parte.
Dove sta il compromesso?
Mi sa che ormai la storia della rana ci ha impadroniti tutti e ormai riusciamo ad accettare penalizzazioni assurde. Hanno proprio raggiunto lo scopo i nostri governanti.
vedi Alessandro, sei di fronte a un bivio; uscire prima e pagare lo scotto oppure aspettare e vedere; meglio un’alternativa che nessuna; e poi credi che rimanendo a lavorare non facciano altri provvedimenti? ad esempio alzare i 42 anni e 10 mesi? in merito ai soldi di pensione hai ragione; e allora? aggiustare, come ho detto decine di volte, le proprie spese; saluti a te e ai gestori del sito
Penso che sia una cosa giusta questa 41 flessibile con 62 anni di età poi uno è libero di decidere se continuare a lavorare . Comunque è un importante possibilità di chi si trova in difficoltà .
Non capisco perché questa penalizzazione del 2% a chi aderisce. Perché penalizzare e non incentivare chi non vuole aderire alla 41 flessibile? .
Gregorio, non ho capito bene; tu vorresti che incentivassero chi raggiunge i requisiti fornero? ma per chi comanda quella è la normalità; al limite incentivano chi raggiunti i requisiti rimane a lavorare; comunque sono tutte proposte; vedremo a brevissimo la cruda realtà; saluti a te e ai gestori del sito
Perché penalizzare?sono anni che abbiamo lavorato, perché regalarli… Devono mandarci in pensione io lavoro in una scuola primaria,non è possibile stare dietro a bambini e impegni scolastici da fabbrica soprattutto se non sei in salute come lo sono io…
Magari andrei oggi pomeriggio anche perché noi siamo stati penalizzati in tutto e per tutto dopo anni di sacrifici non ripagati le motivazioni vengono sempre meno!
Verissimo..
Io aderirei subito purché venga mantenuto misto ovvero retributivo +contributivo mi sembra un’ottima soluzione
Concordo in pieno, a mio parere la proposta piu’ intelligente da quando si e’ insediato il governo Meloni.
Dimenticate un altro paletto, 4x pensione minima, ovvero se uno deve prendere 2000 -2500 di pensione con anticipata, prenderà max 1900
Spero vivamente che non rimanga solo una soluzione di flessibilità teorica ma che venga presa in seria considerazione e attuata in maniera concreta gia’ all’interno della prossima finanziaria.
Magari!
Va bene,molto bene quota 41, purché si faccia qualcosa per ultrasessantenni ancora costretti sul posto di lavoro .
Vergognosa è la legge fatta solo per chi ha contributi a partire dal 1 gennaio96, e con 20 anni di contribuzione e 64 di età può andare in pensione a determinate condizioni calcolo della pensione deve essere 2,8 volte assegno sociale,in sostanza deve essere una pensione intorno 1660 lordi.
Ma quanti con 20anni di lavoro arrivano a tanto?
Forse non hai capito la razio, questi devono decimare i nati negli anni 60, facendoli crepare sul posto di lavoro per pagare le pensioni di quelli nati negli anni 40 e 50, poi arriviamo noi, quelli del baby boom, finiti noi il resto è in discesa
Purtroppo noi dobbiamo pagare e crepare sul lavoro fino e oltre i 67 anni
FINE!
Sicuramente una misura positiva ma mi chiedo se resta comunque la “finestra” dei 7/9 mesi da aggiungere a quota 103 flessibile…
Beh giusto quella sarebbe una beffa che smonterebbe la logica del provvedimento direi un mese o due in più per consentire all Inps di fare i calcoli
VERGOGNOSO , CHE IL GOVERNO NON FACCIA NULLA PER MANDARE IN PENSIONE CHI HA PIÙ DI 60 ANNI, NELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI TIPO LA SCUOLA CI SONO TANTISSIME PERSONE ESONORATI DAI SERVIZI , TIPO IL PERSONALE ATA ( COLL. SCOLASTICO ) CHE ESSENDO ESONORATI DAI SERVIZI , E INVALIDI VENGONO TENUTI IN SERVIZIO , E TANTI GIOVANI INSERITI NELLE GRADUATORIE NON VENGONO ASSUNTI. VERGOGNOSO, VERGOGNOSO. BISOGNA FARE UNA LEGGE SPECIFICA PER INVALIDI A PARTIRE DAL 50% DI INVALIDITÀ, E PERSONE ESONORATI DAI SERVIZI COLLOCANDOLI , IN PENSIONE. VERGOGNOSO.
vedi Pietro, giusto il tuo discorso ma…… e adesso ti spiego il ma; da sempre, nell’ambito scolastico e lo conosco bene, vige la legge del risparmio, personale ata, docenti stabilizzati dopo anni e anche decenni con assunzioni al 1 settembre e licenziamenti al 31 agosto; io lo so sulla mia pelle quando nel 1988 fecero la legge per tagliarci, in senso figurato, le gambe a noi di ed. fisica; detto questo Spesa pubblica; tengono gli invalidi anche parziali a lavorare, gli fanno fare altre mansioni e quando raggiungono l’età da pensione gliela danno e assumono altri e prima di entrare di ruolo ne passa; saluti e in bocca al lupo
Io ho l 80% , 62 anni e 42 di contributo ,ma se voglio andare in pensione devo aspettare 64 anni ,se vado adesso ho un calcolo di conversione pari al 57% ,prenderei la metà, e sono costretto a lavorare anche se faccio fatica ,per non perdere metà della pensione
Assolutamente si tra 3 anni a 62 anni e 41 anni di contributi andrei subito in pensione. Potessi andrei già adesso con 59 anni e 38 di contributi. Almeno godersela la pensione, poi ultimamente dove lavoro io che sono 37 anni stessa azienda, nn si lavora più bene.
Sono nelle tue stesse precise condizioni 36 anni lavorativi e 58 di età non vedo l’ora che arrivino questi 41
Buonasera, penso che sia una buona legge se viene attuata; credo che verrebbe accettata da molti quarantunisti con 62 anni di età.
Andrebbe allargata anche a chi compie i 41 anni di contributi e chi compie i 62 anni di età entro dicembre 2026.
Non si ha mai rispetto delle persone,dell’individualità. C’è chi a 60-65 anni sta bene e può lavorare e c’è chi invece sta male e non può lavorare, pur non essendo invalido. Magari ha i nipoti da curare, visto che lo Stato abbandona i genitori a se stessi. Pensioni facoltative oltre i 64 (media europea) con decurtazioni ragionevoli. E semplifichiamo sta previdenza! Tante volte, di fronte a casi frequenti e particolari, nemmeno i Patronati ci capiscono un tubo. Una riforma intelligente non costerebbe di più per gli Enti coinvolti. Non c’è solo INPS.
Premesso che si parla di proposte ed indiscrezioni, nulla di ufficiale, ma nell’articolo non si fa alcuna menzione al paletto dell’età anagrafica di 62 anni, da aggiungere ai 41 di contributi. L’unica differenza con quota 103, sarebbe il calcolo “misto” ma con penalizzazione del 2% per gli anni mancanti ai 67 (max -10%) al posto del calcolo interamente contributivo (-20%)
Io l’ho intesa così.
Un saluto a tutti.
Non si citano le fonti e non ho sentito nessuno politico parlarne. Solo articoli giornalistici come tanti altri.
Sig. Mario pala, in riferimento a questo articolo della giornalista Erica Venditti, lei afferma “Solo articoli giornalistici come tanti altri.”
La sua affermazione ci può anche stare. I giornalisti riportano ciò che è nell’aria, senza “inquinarla” con le proprie convinzioni. E l’aria è la stessa per tutti i giornalisti. E questo spiega la sua osservazione “solo articoli giornalistici come tanti altri”.
Ma faccia un passo più avanti. E allora potrà osservare che è un articolo che consente ai lettori di esprimere i propri pensieri e le proprie convinzioni.
Un tempo scrivevo commenti anche su altre testate giornalistiche. Ma mi resi conto che da parte dei lettori che commentavano c’era un grande caos di parole, un vociare fatto di sproloqui senza né capo e né coda. Non ho più scritto commenti su alcuna testata giornalistica, ma solo su pensionipertutti.
Scrivo commenti solo su pensionipertutti per almeno 2 motivi: 1) perché sono articoli informativi che inducono ad approfondire la notizia; 2) perché i lettori espongono i loro commenti in maniera ragionata, senza generare sproloqui che non hanno né capo e né coda.
(almeno, io la vedo così).
Sul secondo punto esprimo qualche dubbio, anche perchè forse sono tra quelli (autoironia ).
Ma questa penalizzazione (2%, 4%, ect.) sarà cristallizzata per sempre? Cioè una volta andato in pensione, l’assegno sarà sempre decurtato della penalizzazione tenendo conto dell’età di pensionamento oppure, al raggiungimento dei 67 anni tale decurtazione sarà azzerata?
Il 2% annuo è sempre molto per pochi mesi di differenza…proprio perché è già un paese basato su redditi bassi mediamente…
Al limite la accetterà qualche disoccupato…
con l’isee magari?
Io non sopporto il fatto che stanno aumentando le finestre. Io lavoro in un Ente Locale e dovrò aggiungere 7 mesi alla mia uscita…. Non sono troppi???
Si sono troppe finestre…ma con le inferriate…
Buongiorno.
Penso che sia la conseguenza di un: “escamotage” alla Legge Fornero, tra le volte in cui è stata applicata la regola dell’adeguamento all’aspettativa di vita (2013, 2016 e 2019) e le volte in cui la si è bloccata, o è stata pari a zero, come avvenuto nei tre cicli biennali successivi.
Saluti
Sinceramente non capisco a cosa servano questi articoli . Nessuno ha mai parlato di questa proposta e nessuno , nonostante sia l unica sensata, la proporra mai.
Si tratta di una misura che sarebbe la meno peggio di quelle sentite ultimamente.
E’ una delle opzioni meno penalizzanti sull’uscita anticipata…ma purtroppo è soltanto un’ipotesi…che temo rischi seriamente di rimanere tale!
Beh, intanto la penalizzazione c’è già tra uno che va in pensione a 62 anni piuttosto che a 67 (infatti la quota di contributivo, che ormai è maggioritaria dato che dal 1.1.1996 ormai sono 30 anni) perché la quota C (contributiva) viene erogata con un “coefficiente di trasformazione” crescente al crescere dell’età. Per esempio a 67 anni è 5,608 mentre a 62 è 4,795. C’è già una “penalizzazione” del 17% !!
Riforma pensioni 2026: Meloni richiama alla prudenza sull’età pensionabile e sulle promesse ai pensionati. Come al solito anche per quest’anno ci pensiamo l’anno prossimo, pertanto niente flessibilità, niente blocco dei tre mesi per l’aspettativa di vita. Morale solo legge Fornero e peggiorata per l’aspettativa di vita. Avevo messo molte speranza in questo governo ma come sempre la speranza non l’ultima a morire ma è gia morta.
Purtroppo ogni anno è la stessa storia…
mi sembra perfetta io aderirei subito
Io aderirvi subito ,mi sembra la proposta migliore in circolazione
Roba da “ricchi” oppure da troppo “poveri@”
E’ pur sempre una possibilità che uno può scegliere se gli conviene oppure no…il vero problema è che potrebbe essere l’ ennesima soluzione provvisoria che chissà se il prossimo anno verrà confermata o modificata in peggio rendendo così impossibile programmare l’uscita con più di qualche mese di anticipo…rendendo ancora più iniquo il confronto tra chi è già in pensione e chi ci vorrebbe andare.
Il vero male di tutta questa situazione è la mancanza di certezze e di soluzioni stabili. Qualunque soluzione purchè certa.
Mah! Come ho rifiutato quota 103 probabilmente avrei rifiutato pure questa, sicuramente ci sarà una finestra tipo quota 103 se non peggio per cui veramente non vedo perché uno per pochi mesi dalla Fornero anticipata ordinaria dovrebbe accettare una riduzione della sua pensione esattamente come ho fatto io per quota 103. Detto questo dubito che passi questa proposta.
Il problema è che se non raggiungi almeno tre volte il minimo non te la danno e se lo raggiungi sei comunque un poveraccio. Le pensioni in Italia sono basse perché le retribuzioni sono basse e i lavori spesso discontinui. A due anni dalla Fornero 62 e 41 chi va a rimetterci il 10 % di una pensione già bassa ? E poi l’ esenzione è calcolata sul reddito dell’ ultimo anno di lavoro ? Netti o lordi? Queste ipotesi che girano sono ventilate da governo e i giornalisti scrivono o è il contrario?
Anche con una ipotetica quota 41 flessibile mi pare che ci sia il paletto dei 62 anni di età. Personalmente, quando compirò 62 anni avrò maturato anche 42 anni di contributi. Pertanto, perché dovrei rinunciare al 10% della mia pensione se lavorando SOLO un anno e mezzo in più prenderei l’assegno calcolo misto senza alcuna penalizzazione? Ovviamente finché non verrà approvato il Dpf, e a patto che la legge Fornero non venga modificata, si tratta solo di congetture… ma per ora io non aderirei.
Vedi Fausto, sono tutte proposte che hanno uno scopo: mandare in pensione poche persone al di là dei requisiti Fornero; poi dipende dal lavoro che uno fa: per qualcuno 1 anno può essere tantissimo, per altri niente; piuttosto comunque del tutto contributivo…..; saluti a te e ai gestori del sito
Durigon Durigon!
https://www.ilsussidiario.net/news/riforma-pensioni-2026-meloni-smentisce-le-certezze-sul-congelare-leta-pensionabile/2886662/amp/
Eh sì, Durigon ad agosto si lancia su queste intemerate per poi ad ottobre essere regolarmente smentito dai fatti…
Come sempre caro Wal molto utili i tuoi riferimenti; speriamo in bene e comunque mi aspetto i 67 anni e 3 mesi; poi se sono 67 meglio; saluti a te e ai gestori del sito
Si ma poi dove vengono reperiti i fondi per per pagare le varie pensioni con le varie quote di accesso ? …da chi ha lavorato/contribuito piu’ a lungo ? riducendo a loro gli importi pensionistici ?
Come avevo precedentemente letto, I 35.000 euro come reddito da non superare, deve essere l’ISEE familiare, che include l’eventuale reddito della moglie o del marito. A questo si devono aggiungere altri possibili redditi mobili e immobili. Nel caso si ha in affitto un immobile lasciato in eredità, il reddito prodotto entra nell’ISEE. Presumo quindi che solo una ristretta minoranza non superi quella soglia e che sia esente dall’eventuale taglio del 2%.
Ma non vi sembra che manchi qualcosa in questa proposta ? Perchè qui si parla solo di pagare una penalità per raggiungere la vecchiaia dei 67 pur avendo già 41 anni di contributi. Ma se io ho già 41, al massimo dovrei pagare una penalità fino all’anticipata Fornero, non fino ai 67 anni di età. Se nel caso io avessi già i 41 con 60 anni di età dovrei pagare il 14 % per raggiungere i 67 ? Piuttosto aspetto la Fornero. Probabilmente c’è qualcosa che mi sfugge. Potete spiegarmi ?
Buongiorno FrancoGiuseppe.
Letti un poco tutti i vari commenti al momento presenti nella pagina odierna , ore 12,35 , non crede che si stia prefiguando l’ennesema grossa delusione per molti ancora lontani dalla anticipata Fornero?
Saluti
Caro Wal, la penso come te!
Buongiorno Wal, se sono ancora lontani dall’anticipata Fornero avranno tutto il tempo di assorbire il colpo esattamente come ho fatto io (e tantissimi altri ) che ho digerito gli aumenti dell’aspettativa di vita. Sono passato dalla legge Sacconi-Brunetta che prevedeva 40 anni di contributi + 1 anno di finestra (obbligatoria ), quindi 41, agli attuali 42,10 + 3 mesi di finestra ( non obbligatoria ma senza stipendio ). Comunque si, si sta prefigurando la tempesta perfetta per chi ha iniziato giovanissimo. Mi permetta una battuta: “Dove finisce la logica comincia la politica.” Qui si tende a emanare opzioni che danno la possibilità di ridurre il requisito della vecchiaia nel 2026 pagando una penalità, ma allo stesso tempo probabilmente verrà aumentata l’aspettativa di vita nel 2027. Non le sembra una incongruenza ? Quindi nel 2026 anticipo di due anni e vado con 65, l’anno dopo anticipo sempre di due anni ma vado in pensione con 65,3. Alla faccia di quelli che ….. ” Non mettiamo le mani nelle tasche degli italiani “. Credo che la più grossa delusione la devono patire chi è vicino all’anticipata che vedranno allungarsi nuovamente la carriera lavorativa, quelli che sono lontani con i vari aumenti dell’aspettativa di vita si dovranno abituare ad andare in pensione con 45-46 anni di contributi. Bei tempi quelli della quota 100 !!!
Certo, erano bei tempi … per alcuni!
Guai, non si permetta di dire che erano dei bei tempi solo per qualcuno, non su questo sito, è proibito. Che poi, un sottosegretario al lavoro ed ex sindacalista non sapesse che in Italia c’era una crisi demografica, l’economia fosse in crisi e che il debito pubblico continuasse a salire vertiginosamente, ci può credere solo chi ha un il QI davvero basso, addirittura più basso del mio. Da non crederci. Ci fosse ancora mia madre gli direi : Hai visto mà, tu pensavi che fossi l’ultimo della classe.