A partire dal 1 Luglio 2026 con la Legge di Bilancio verranno introdotte delle novità relativamente al secondo pilastro della previdenza, alla luce del fatto che purtroppo le riforme previdenziali a cui i lavoratori e futuri pensionandi ambivano (vedi quota 41, opzione donna etc) non sono arrivate. Ragion per cui il Governo rendendosi conto che le pensioni sono sempre più lontane dall’ultimo stipendio raggiunto, ovviamente al ribasso, e che i rischi di avere assegni non sufficienti ad una pensione che garantisca una vita dignitosa sono sempre maggiori, ha pensato di puntare sulla previdenza complementare. Così dal 1 luglio verrà introdotto per i neossanti il principio di adesione automatica ai fondi pensioni. Una sorta di caldo invito, anche per i giovani, a pensare già al proprio futuro investendo il proprio TFR in fondi pensioni che verranno poi resi con una sorta di rendita nel tempo dopo il pensionamento. Vediamo in dettaglio come funzionerà, i destinatari della nuova riforma e soprattutto eventuali limiti e benefici.
Adesione automatica fondi pensione: quali i destinatari?
Si parla di silenzio assenso, in quando i destinatari sono tutti i Lavoratori del settore privato assunti per la prima volta a partire dal 1° luglio 2026, il meccanismo automatico é piuttosto semplice, passati 60 giorni dall’assunzione, se il lavoratore non esprime una scelta, il TFR passa in auotmatico al fondo pensione previsto dal contratto collettivo applicato. Il lavoratore può ovviamente scegliere il fondo che ritiene migliore per sé o decidere di lasciare i soldi in azienda con il classico TFR, ma in assenza di scelta esplicita, il TFR verrà destinato al fondo che raccoglie il maggior numero di lavoratori nell’azienda o alla forma contrattuale di riferimento.
Tra i cambiamenti anche il fatto che aumenti dal 50% al 60% il limite del montante accumulato che può essere liquidato in forma di capitale anziché in rendita, la rendita può avere modalità di erogazione più flessibili, inclusa la rendita a durata definita, non più solo vitalizia. Su questo punto emerge però la perplessità di Brambilla, presidente di Itinerari Previdenziali e da anni tra le voci più vive nel dibattito sulle pensioni, che nel corso del Salone del Risparmio di Milano ha fatto notare come questa maggiore flessibilità potrebbe portare gli iscritti a ritirare il capitale accumulato ed a gestirlo subito in pochi anni trovandosi poi senza la rendita per gli altri anni della pensione. Su questo punto si é detto fortemente perplesso perché ritiene che verrebbe meno il senso della rendita e rischierebbe di invalidare lo scopo della riforma previdenziale che é quello di garantire nel tempo un assegno pensionistico che si sommi a quello fornito dalla pensione integrativa accumulata e che dunque sia congruo alle esigenze del singolo.
Brambilla sui rischi della troppa flessibilità dei fondi pensione:
Così Brambilla: «Stiamo lavorando per eliminare il riferimento al periodo non inferiore a cinque anni, con un duplice obiettivo: garantire che il capitale venga erogato in modo equilibrato lungo tutta l’aspettativa di vita e tutelare lo sforzo fiscale dello Stato: poiché i contributi alla previdenza complementare sono agevolati dalle tasse pagate da tutti i cittadini, è corretto che tali risorse servano effettivamente a coprire il lungo periodo del pensionamento e non vengano liquidate troppo velocemente».
Nonostante sia stata segnalato questo errore, in cui, a suo avviso, i cittadini rischierebbero di incorrere, ci sono effettivamente dei vantaggi che vanno segnalati per quanti utilizzeranno o stanno già utilizzando il secondo pilastro della previdenza.
Pensioni 2026, vantaggi fiscali e previdenziali relativi al secondo pilastro
- Deducibilità: Dal 1° gennaio 2026, il limite di deducibilità fiscale per i contributi versati alla previdenza complementare sale a 5.300 euro annui (rispetto ai precedenti 5.164,57 euro), non molto ma certamente un segnale che il Governo sta puntando ad invogliare le persone sempre più a far uso di fondi privati.
- Contributo datoriale: Nuove regole sulla portabilità del contributo del datore di lavoro.
Cosa ne pensate della riforma previdenziale sul secondo pilastro? Utile o il Governo Meloni avrebbe dovuto puntare maggiormente su altre riforme per permettere il turnover generazionale e puntare al più su stipendi maggiori che avrebbero garantito poi una pensione di base migliore indipendentemente dalla scelta di optare per la previdenza complementare? Inoltre siete pro o contro l’osservazione di Brambilla che vorrebbe ‘impedire’ l’uso immediato delle quote accumulate?
Fatecelo sapere nell’apposita sezione commenti del portale.
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Allora vediamo un pò, il governo mette mano a fine anno ai coefficienti di calcolo al ribasso, anzicchè garantire pensioni più dignitose, mette mano ai requisiti di uscita al rialzo, anzicchè garantire l’uscita dal lavoro in età dignitosa, ho letto da qualche parte che da questo ne deriva un risparmio, nel medio termine, di circa 34 miliardi di euro.
Intanto il governo però ha fatto circa 30 condoni fiscali a garanzia della “corporazione degli evasori fiscali” spesso abituali.
Adesso si parla di previdenza complementare dove a gestire i soldi della previdenza saranno le banche e le assicurazioni (Mediolanum, Generali e compagnia cantante) ho l’impressione (e mi sinceramente mi auguro che mi sbagli) che, se per il controllo di questo fiume di danaro, si faranno degli organi di controllo, tipo la commissione del Garante sulla Privacy, passeremo ancora una volta ai “magna magna” complementari di banche ed assicurazioni, altro che pensioni complementari!! mah….. che dio ce la mandi buona!!
Saluti ai gestori del sito.
Vedi, peppe, i calcoli loro li sanno fare molto bene; allo stato attuale giocano molto sui coefficienti di trasformazione della parte contributiva e visto che si vive più a lungo loro dicono: meno pensione; sull’età lo sappiamo e per loro la normalità sono i requisiti Fornero; Banche e assicurazioni ti propongono varie polizze e c’è il limite dei 70-75 anni; ero curioso e ho chiesto il perchè: hanno fatto l’esempio del 90enne e la risposta è stata: ci rimette l’assicurazione; cosa fare allora? vita attiva, gestirsi al meglio con la salute, attenzione ai vizi e pregare…… saluti a te e ai gestori del sito
https://www.termometropolitico.it/1628716_pensione-anticipata-da-oggi-ci-vai-prima-la-cassazione-smonta-linps-ecco-cosa-cambia-davvero.html
https://www.corrieredisiena.it/news/cronaca/449150/pensione-anticipata-no-al-requisito-dei-35-anni-di-contributi-effettivi-inca-cgil-batte-l-inps-in-tribunale-di-siena.html
qui è spiegato meglio, mi sembra un bel passo in avanti in questi periodi di CIG
👍
Buonasera! Desidererei ringraziare infinitamente gli esperti previdenziali che, con lungimiranza e professionalità rispondono alle nostre domande, la ” Redazione di Pensioni Per Tutti” e tutti i lettori.
Gli esseri umani, per ora, sono ancora più economici rispetto ai costi per la IA.
https://www.technewsworld.com/story/why-humans-are-still-more-cost-effective-than-ai-compute-180310.html
E se cosi fosse sembrerebbe impossibile che gli imprenditori italiani non lo sappiano.
Saluti
Il Governo intende dare impulso alla previdenza complementare per garantire pensioni che consentano di vivere dignitosamente.
Di recente si è cominciato a parlare di convertire il TFR in rendita pensionistica: si intende ora dare avvio a tale processo.
Chi gestisce i fondi pensione (principalmente banche e assicurazioni) investe prevalentemente nell’economia finanziaria, ovvero in azioni, obbligazioni, titoli di Stato, destinando una quota ridotta dei fondi pensione all’economia reale, ovvero a piccole e medie imprese, a progetti riguardanti per esempio energie rinnovabili e immobili.
Dare alla previdenza complementare un peso maggiore di quanto ne abbia oggi è certamente positivo; ma i contributi versati nella previdenza complementare di un lavoratore non possono essere utilizzati per pagare la pensione di un pensionato generico come accade nel sistema a ripartizione.
Ciò di cui il Sistema Previdenziale ha veramente bisogno è garantire un flusso contributivo da parte di lavoratori attivi tale da poter finanziare un determinato numero di pensionati: se il numero di pensionati aumenta (perché si vive più a lungo), deve aumentare anche il numero dei lavoratori attivi (oppure devono aumentare i salari).
La soluzione, invece, sulla quale oggi si regge il Sistema Previdenziale può essere sintetizzata con poche e semplici parole: se si vive più a lungo, si lavorerà anche più a lungo.
Dunque: la nuova impostazione della pensione complementare riguarda sostanzialmente chi è molto lontano dalla pensione, mentre le soluzioni di cui l’Italia ha oggi bisogno hanno a che vedere con il calo della natalità e con la riduzione dei lavoratori attivi come conseguenza del calo della natalità.
La frase chiave attorno alla quale ruota non solo la sostenibilità finanziaria del Sistema Previdenziale ma più in generale la sostenibilità dei conti pubblici è: RICAMBIO GENERAZIONALE.
Ad oggi esistono due “visioni” molto vicine tra loro che potrebbero garantire la sostenibilità finanziaria del Sistema Previdenziale in presenza del calo delle nascite: quella del Direttore Generale dell’INPS Avv. Valeria Vittimberga, e quella del Gruppo Perfetto-Armiliato-Gibbin (ci sarebbe, per la verità, anche una terza “visione”: favorire l’immigrazione regolare).
La visione del DG Vittimberga si basa sul cosiddetto “Gemello Digitale” del lavoratore:
• Concetto: Quando un lavoratore va in pensione, lascia in azienda un “gemello digitale” (un’AI addestrata sulla sua esperienza e procedure) che continua a produrre valore
• Contribuzione: Parte della produttività generata da questa AI “erede” viene destinata alla contribuzione del lavoratore in pensione
• Obiettivo: Legare la pensione al capitale intellettuale e computazionale che il lavoratore ha “depositato” nel sistema durante la carriera, rendendo la pensione una sorta di royalty tecnologica
La visione del Gruppo Perfetto-Armiliato-Gibbin si basa sulla “Generazione Robotica” (robot e AI):
• Concetto: Estendere il principio di equità della riforma Monti-Fornero alla cosiddetta “Generazione Robotica”: se un robot o un’AI svolge il lavoro di un umano, deve essere incluso nel novero della forza lavoro attiva
• Contribuzione: Viene istituita un’imposta specifica, l’IRAUT (Imposta sul Reddito da lavoro degli AUTomi), calcolata sul valore prodotto dalle macchine
• Obiettivo: Creare un flusso finanziario certo che consenta il ricambio generazionale: i contributi dei robot e AI pagano le pensioni dei lavoratori anziani che lasciano il lavoro, permettendo ai giovani di entrare nel mercato del lavoro
A differenza della visione del DG Vittimberga, la visione di Perfetto-Armilato-Gibbin assegna un ruolo determinante al ricambio generazionale (la Proposta di Perfetto-Armiliato-Gibbin è stata resa nota anche all’INPS: https://www.pensionipertutti.it/pensioni-2025-la-proposta-perfetto-armiliato-gibbin-arriva-allinps-cosa-cambiera/).
L’assenza del ricambio generazionale nella visione del DG Vittimberga viene notata anche dall’imprenditore tessile Michele Tronconi nel suo articolo del 10 luglio 2025 pubblicato su agendadigitale.eu dal titolo “La pensione ce la pagherà l’AI, gemello digitale che lavora per noi? Ecco gli scenari” di cui si riporta qui l’estratto della parte finale:
“La considerazione di fondo è quasi banale: se quando andrà in pensione Tizio resterà al lavoro il suo gemello digitale è ben possibile che non ci sarà bisogno di assumere Caio. L’effetto netto, tra più tecnologia e meno lavoratori, sarà quindi davvero positivo, o ne soffrirà la crescita del PIL?” (FONTE: https://www.agendadigitale.eu/cultura-digitale/gemelli-digitali-al-lavoro-per-pagarci-le-pensioni-ecco-gli-scenari/).
CONCLUSIONE
L’idea di “Gemello Digitale” del lavoratore avanzata dal Direttore Generale dell’INPS Vittimberga si apre alla prospettiva di rendere l’AI compartecipe della contribuzione a fini pensionistici del lavoratore.
L’idea della Vittimberga andrebbe ulteriormente sviluppata per rendere la contribuzione dell’AI a fini pensionistici più flessibile, svincolata dal singolo lavoratore ed estesa a lavoratore generico.
Si tratterebbe in sostanza di fare evolvere il concetto di “Gemello Digitale” del lavoratore (espresso dall’Avv. Vittimberga) al concetto più generale di “Lavoratore Digitale” (espresso dal Gruppo Perfetto-Armiliato-Gibbin) i cui versamenti di contributi previdenziali consentirebbero di pensionare i lavoratori anziani e di avviare quel ricambio generazionale che tutti da molto tempo invocano.
… Errata corrige.. Buon pomeriggio! Desidererei porre, gentilmente, una domanda: ” L’ adesione automatica ai fondi pensioni, è vantaggiosa per i futuri pensionati?” Ringrazio tutti immensamente.
Leggi anche il parere del matematico Beppe Scienza, che va controcorrente rispetto a cio’ che viene proposto dalla maggioranza degli esperti economici…
Buon pomeriggio! Desidererei, gentilmente, porre una domanda: ” L’ adesione automatica ai fondi pensioni, è vantaggiosa per i futuri pensionati? Ringrazio tutti immensamente.
Che non tocchino la legge sulla previdenza complementare. In particolare xgw non vadano ad incidere sulla RITA obbligando le persone a riprendere i propri soldi secondo quello che vuole lo Stato. Naturalmente questo potrebbe valere per quelle persone che avranno una pensione bassa. Nel mio caso ho già programmato di prendermi il mio fondo pensione in pochi anni (calcolato che in 4 anni potrò incassare 5.000 euro al mese oltre la pensione). Anche perchè i soldi accantonati sono miei e me li riprendo come voglio anche perchè nella mia vita visto un reddito medio/alto non ho mai preso un bonus in vita mia. Ho pagato le tasse universitarie sempre al 100%, mai preso un bonus di qualsiasi tipo. Pertanto giù le mani dal mio Fondo Pensione accumulato in 30 anni e non cambiate le regole già scritte almeno per noi. Fatele nuove per i giovani che possono decidere o meno se aderire
Vedi Stefano, sgombriamo il campo da dubbi; parli della RIta? nel dettaglio una persona ha accumulato una cifra; lo Stato, a oggi, ti dice: puoi usufruire di quella cifra ma non prima dei 5 anni dalla vecchiaia; ( c’è il caso dei 10 anni prima ma si parla di disoccupazione conclamata); attento a fare i tuoi calcoli: se ragioni che avrai la pensione dopo 3 anni e la pensione arriva dopo 5 sei messo male; ci sono le trattenute e attento che non puoi scaricare nessuna spesa medica…..; …… dimenticavo la condizione base: per attivare la RITA tu non devi più lavorare; ricordo ancora, e a ottobre sono 5 anni, la signora del Patronato che mi disse 3 volte: ma è sicuro? lei per la pensione i requisiti non li ha; attento a fare i tuoi calcoli e ricordati che lo stato sa molto di noi e sono specialisti nel cambiare le carte in tavola; in bocca al lupo e saluti a te e ai gestori del sito
Grazie del consiglio ma sono un ex sindacalista e sono molto informato sulle questioni pensionistiche. Io vado in pensione solo con quella di vecchiaia a 67 anni e 8 mesi (ho iniziato a lavorare dopo la Laurea), mi mancano 5 anni 6 mesi. Io lavoro in banca e credo che tra max 2 anni o forse anche meno sarò messo in un fondo esuberi (pagato da me con i miei versamenti fatti durante la mia vita lavorativa e dalla banca pertanto non ha carico della collettività). Secondo le proiezioni INPS avrò una pensione lorda di circa 4.500 euro lordi ma potrebbe essere anche piu’ alta. Pertanto il mio fondo pensione tra due anni sarà di circa 240.000 euro che intendo prelevarmi tutti con aliquota agevolata nei 3/4 anni prima di arrivare alla pensione vera e propria. Non ha importanza se non recupero le spese mediche perchè avrò ancora l’assicurazione sanitaria (che pago) che mi rimborsa circa il 60% delle spese mie e dei miei figli.
Il tuo fondo pensione paga mensilmente la Rita? Per esempio Cometa paga minimo a tre mesi, non c’è l’opzione mensile o perlomeno non c’era quando è andato un mio ex collega. In pensione avrai un’ ottima retribuzione, i tuoi sacrifici saranno ripagati!
Stefano, la tua posizione è diversa e tu la conosci bene; voi che lavorate in banca avete un percorso leggermente diverso; tieni pure conto che le regole non dovrebbero ma in 5 anni possono cambiare; in bocca al lupo e saluti a te e ai gestori del sito
Caro Stefano, faccio l’avvocato del diavolo: dici che tra 2 anni è molto probabile che ti mettano nel fondo esuberi: informati molto bene di questo; di quella cifra che parli sei sicuro che te la mettano a disposizione tutta subito e con che tempistica; esempio il fondo espero, fondo negoziale scuola, ti paga ogni 3 mesi; informati molto bene fin da adesso; saluti a te e ai gestori del sito
Certo Paolo, mi sono informato la RITA posso richiederla dal mese successivo che dovessi entrare nel Fondo Esuberi sino al momento della pensione vera e propria. Pertanto ipotizzando che quando andrò nel fondo esuberi mi mancano 4 anni potro’ richiedere 48 rate mensili sino ad esaurimento di quanto ho nel fondo con la tassa agevolata che nel mio caso dovrebbe essere di circa il 10% perchè sarò stato nel fondo pensione oltre 30 anni. naturalmente è anche mia facoltà riscattare sino al 50% in contanti (c’è una certa soglia per evitare una rendita vitalizia che non voglio). Detto questo io resterei al lavoro anche di più ma non vedo l’ora di poter fare tanti viaggi finchè il fisico mi regge. I soldi e una pensione più elevata non sono tutto nella vita. Un saluto a te
rispondo a Stefano; i soldi meglio spesi, e ti do ragione al 100%, sono quelli per i viaggi e te lo dice uno che in questi anni ha viaggiato molto; in bocca al lupo e saluti
Io personalmente ho convertito il mio importo di Cometa in pensione integrativa controassicurata a cedola mensile; prendo circa 300€ netti al mese per 13 mensilità e questo mi porta ad avere un netto,sommato alla pensione inps, superiore a quando lavoravo.. tanti miei ex colleghi invece hanno prelevato il capitale subito… sono scelte personali!
se quel capitale lo avessi ritirato tutto, se potevi farlo… visto le superczz che ci mettono per tenersi i soldi, e li mettevi semplicemente in BTP: quanto ti avrebbero reso ? tenendo conto che il capitale ce lo avresti avuto Tu, nelle tue mani e non ”loro” …. nb. considerazione da ”ignorante”
Il btp ti rende netto circa il 3% all’anno e mi paga trimestralmente, qua ho il 3,5% netto e mi paga mensilmente con rivalutazione annuale. Il capitale se dovessi morire e non ancora azzerato e’ controassicurato, perciò in quel caso andrebbe a mia moglie o ai miei figli. Questa decisione l’ho presa dopo mesi di ricerche su cosa mi conveniva e non avendo fortunatamente bisogno di liquidità ho scelto questa soluzione.
Premetto : sono ignorante in materia, anche se posseggo qualcosa in Cometa.
Dici: qua ho il 3,5% ma credo tu intenda qui ho avuto il 3,5% …o sbaglio?
Ora avrai una “rivalutazione annuale” ma questa è di tipo assicurativa non di appartenenza al fondo (intendo che non avrai più uno “sperato 3,5%”) ma, sempre se non sbaglio ancora, sarà qualcosa di nettamente inferiore.
Certo ti “controassicuri” di non lasciare soldi nel fondo.
Saluti
Ciao Wal sì il 3,5% netto e’ sul capitale maturato negli anni e quanto prendo effettivamente nell’anno con cedolini mensili. La rivalutazione annuale è prevista dalle regole Cometa in accordo con Generali che è l’ente erogatore. La rivalutazione annuale non può essere meno del l’1,5% anche se il rendimento Gesav fosse inferiore, altrimenti se il rendimento Gesav fosse maggiore prenderò ovviamente di più. Io sono soddisfatto.
mi fa specie quella frase, del dott. Brambilla, del lungo periodo di pensionamento dei giovani; e lo chiama lungo? ma è tutto relativo; per qualcuno lungo vuol dire 15 anni, per altri 20, per altri 30; parto da un principio: la pensione integrativa devono farsela i giovani; sulla flessibilità , con un limite minimo, se una persona vuole avere i soldi accumulati in 5 anni ha diritto di averla; comunque il governo dovrebbe , a mio parere, svegliarsi e per lo meno discutere della Riforma Perfetto e c; speriamo in quello del centro sinistra futuro; saluti ai gestori del sito