Pensioni 2027, aumento età pensionabile da 67 anni a 67+ 3 mesi: nessun blocco possibile, ecco perché

In questi giorni si sta parlando relativamente alla possibilità che il Governo possa bloccare l’aumento previsto dell’età pensionabile nel biennio 2027-2028, età che dovrebbe passare per automatismo dai 67 ai 67 anni e tre mesi, ma sebbene si parli anche di possibile decreto in arrivo, vi é chi é molto poco convinto di questa nuova ‘uscita’, molti ritengono si tratti di mera propaganda politica, come dice Nicola: “Se il blocco dei tre mesi di allungamento dell’ età pensionabile previsto dalla Legge Fornero nel 2027 non sarà attuato, scaricherà sulle future generazioni le perdite previste. Certamente, il blocco dell’ allungamento dell’ età pensionabile ha un sapore elettorale e su questo sono d’accordo.

Tra i tanti lettori che hanno commentato la notizia che noi stessi abbiamo dato, ci ha colpito uno scambio di opinioni tra Paolo ed il nostro esperto previdenziale Il Dott Perfetto, nonché primo firmatario della proposta Perfetto-Armiliato-Gibbin, che intendiamo riproporvi, perché mettono in luce aspetti importanti che fanno intendere, con spiegazioni oggettive, che il blocco sarà davvero difficile da attuare.

Pensioni 2027, aumento età pensionabile da 67 anni a 67+ 3 mesi: reale il blocco o propaganda?

Paolo Prof: “Vede dott. Perfetto, la politica è particolare: perchè bloccare l’aumento? nel 2027 ci sono le elezioni e vogliono vincerle; perchè decreto legge? perchè vogliono che la gente dica: sono stati loro, quelli del centro destra, a bloccare l’aumento; con i decreti legge e la questione di fiducia tengono sotto controllo tutti i parlamentari; perchè non specificare a parità di altre condizioni? vogliono far vedere che il tentativo l’hanno fatto; poi diranno che se non va in porto è colpa della ragioneria generale dello stato, della corte dei conti e chissà di quali altri; io mi aspetto i 67 anni e 3 mesi visto che mi riguarda; poi se sarà 67 meglio

Così Perfetto : “Sono d’accordo con lei, Paolo prof. Le sue considerazioni riflettono pienamente le caratteristiche dei Governi (dei Governi di tutti i Paesi, e non solo quelli italiani).

I Governi hanno la tendenza ad operare in maniera demagogica. Riporto il significato di “demagogia” ripreso da Wikipedia: “’Demagogia’ è un termine che indica un comportamento politico che attraverso false promesse vicine ai desideri del popolo mira ad accaparrarsi il suo favore a fini politici o per aumentare il proprio consenso popolare o per il raggiungimento e la conservazione del potere stesso”.

La tendenza dei Governi ad operare in maniera demagogica viene mitigata dalla Carta Costituzionale, che stabilisce regole e principi ai quale deve attenersi il Governo.

DECRETO LEGGE: ARTICOLO 77 COSTITUZIONE ITALIANA

L’Art. 77 della Costituzione della Repubblica Italiana, riguardo ai decreti legge, afferma: “Il Governo non può, senza delegazione delle Camere, emanare decreti che abbiano valore di legge ordinaria. Quando, in casi straordinari di necessità e d’urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni. I decreti perdono efficacia sin dall’inizio, se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione. Le Camere possono tuttavia regolare con legge i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti.” (Fonte: https://www.cortecostituzionale.it/documenti/download/pdf/Costituzione_della_Repubblica_italiana.pdf)

Oltre alla Costituzione italiana, i nostri Governi devono attenersi anche alle regole e ai principi concordati con i Paesi dell’Unione europea. Senza una base razionale con la quale motivare il blocco dell’età pensionabile, bloccando l’innalzamento automatico dell’età pensionabile da 67 a 67 anni e 3 mesi nel 2027, la EU non potrà dare il proprio consenso a tale intenzione del Governo italiano.

ETÀ PENSIONABILE: RACCOMANDAZIONI CONSIGLIO EUROPEO ALL’ITALIA

Riguardo alle pensioni, il Consiglio europeo fa riferimento alla riforma pensionistica del 2011 (Riforma Monti-Fornero), raccomandando di attuarla in maniera integrale (e quindi tenendo conto anche dell’aspettativa di vita):

Nel documento “Raccomandazioni del Consiglio sulle politiche economiche, di bilancio, occupazionali e strutturali dell’Italia” del 21 ottobre 2024, La Commissione europea così si esprime (pag. 7/9):

“Nelle previsioni l’evoluzione demografica sfavorevole determinerà fino al 2040 un aumento della spesa pensionistica in percentuale del PIL, problema acuito dai regimi di prepensionamento introdotti negli ultimi anni. A più lungo termine è attesa una diminuzione progressiva di tale spesa, anche grazie alla riforma pensionistica del 2011, a condizione che sia attuata integralmente, ossia anche limitando i regimi di prepensionamento”.
(Fonte: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:C_202406819).

Età pensionabile: il blocco non vi sarà ecco perché, le considerazioni di Perfetto

CONCLUSIONI

1. Il Governo italiano non potrà bloccare l’età pensionabile tramite il blocco dell’innalzamento automatico dell’età pensionabile da 67 a 67 anni e 3 mesi nel 2027, in quanto violerebbe la Raccomandazione del Consiglio Europeo di attuare integralmente la Riforma Monti-Fornero dl 2011 (che prevede proprio l’adeguamento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita).

2. Il Governo italiano non potrà bloccare l’età pensionabile tramite un decreto legge, in quanto violerebbe l’Art. 77 della Costituzione italiana in base al quale i decreti leggi, ovvero i provvedimenti provvisori con forza di legge, sono previsti solo in casi straordinari di necessità e d’urgenza. Allo stato attuale, il Governo italiano non indica in base a quale caso straordinario di necessità e di urgenza intende bloccare l’età pensionabile.

3. La Proposta Perfetto-Armiliato-Gibbin:

a. Indica come caso di necessità e di urgenza l’adozione di una Nuova Riforma Previdenziale flessibile e strutturale, in quanto la Riforma Monti-Fornero del 2011 non è adeguata ai tempi in cui entra in gioco anche la generazione robotica (robot e AI);

b. Suggerisce di considerare la Proposta di Riforma Previdenziale flessibile e strutturale Perfetto-Armiliato-Gibbin alla stregua di un Disegno di Legge da discutere in Parlamento nell’anno 2025 in modo da poterla attuare sin dal 1° gennaio 2026;

c. Indica al paragrafo 7.14 dal titolo “Istruzione, formazione e avviamento al lavoro per i giovani” di inserire nei Piani di Studi Universitari e di Scuole Medie Superiori la nuova disciplina STEM Economia Informatica i cui contenuti sono in linea con le Raccomandazioni del Consiglio europeo riguardo alla seguente osservazione: “Resta prioritario, in particolare nel Mezzogiorno, ridurre il numero di giovani che non hanno un lavoro, né seguono un percorso scolastico o formativo, tramite il miglioramento del sistema di istruzione e un orientamento più preciso delle politiche attive del mercato del lavoro” (https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:C_202406819, pag. 7/9)”

Alla luce di quanto letto e delle considerazioni fatte dal Dott. Perfetto, che ha parlato come sempre ponendo attenzione alle fonti quando commenta una notizia su cui nutre dei dubbi, credete ancora possa esserci il tanto osannato blocco dell’età pensionabile? Fatecelo sapere nell’apposita sezione commenti del sito, nel mentre ringraziamo sempre i nostri lettori per il loro interesse nei confronti del portale ed il loro ruolo attivo nel commentare.

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16 commenti su “Pensioni 2027, aumento età pensionabile da 67 anni a 67+ 3 mesi: nessun blocco possibile, ecco perché”

  1. A tutti i commenti…mi spiegate perché si aumenta di 70 miliardi l anno la spesa in armi e mancano risorse per il blocco aspettativa di vita??? Mi sorprendo che ci si appiattisca a logiche che con i numeri non hanno niente a che fare, ma solo con scelte politiche. Svegliatevi per pieta

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    • Guarda faccio il copia e incolla della risposta che ho dato al commentatore Guido nell’ articolo precedente a proposito di riarmo sull’ intervento del Generale Vannacci a Bruxelles :
      Interessante senz’altro.Il generale Vannacci fa parte di un partito di governo (LEGA) che è contro il riarmo ma poi vota quello che votano gli altri due partiti di maggioranza.Dall’ altra parte abbiamo i centristi cha hanno indossato l’elmetto dell’ esercito ucraino da tre anni ( Calenda e C.) e quelli tipo il PD che sono divisi a metà in lite perenne fra di loro .In fondo a sinistra abbiamo quelli che al posto dell’ esercito se potessero metterebbero i fiori dentro i cannoni come nel 68 (AVS e M5S).Questo è lo stato della politica italiana attuale, dimmi se da questo guazzabuglio esce qualcosa di utile per il paese, io credo di no.

      Solo una semplice constatazione, ma con la politica italiana ridotta in questo stato, ci meravigliamo se le cosa vanno così?

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  2. Data la situazione, eventuali scelte magari di tipo migliorativo, temo siano semplicemente utopistiche! Sempre più facile “sparare sulla croce rossa” dei prossimi pensionandi, facendo cassa su di loro, senza tanta difficoltà! Sgradevole!

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  3. Condivido pienamente che non si può bloccare l’adeguamento dell’aspettativa di vita per le ragioni sopra esposte ma condivido anche che abbiamo l’età a 67 anni per la pensione di vecchiaia che è tra le più alte d’Europa. Soluzioni possibili:
    1 introdurre la flessibilità in uscita a partire dai 62/63 anni;
    2 abbassare l’età dei 67 anni adeguandolo agli altri paesi europei (non possiamo sempre rimetterci noi lavoratori italiani) basta separare assistenza da previdenza e diventa possibile
    4 introdurre subito la riforma del dott. Perfetto.

    Tutto il resto

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    • Stefano, ti rispondo subito: sono andato a leggermi una piramide demografica e il dato è chiarissimo: sono arrivati all’età della pensione la nostra generazione in cui nascevano 1 milione di bambini all’anno, ora 400 mila; cosa fa il governo? dice, visto che aumenta l’aspettativa di vita, teniamo a lavorare la gente di più; questo cozza contro 2 problemi: fisiologia umana: gli anziani rendono di meno; gli anziani occupano spazi che potrebbero essere occupati da giovani; ultima statistica: 2 milioni di giovani in italia non studiano nè lavorano; sull’applicare la Riforma Perfetto è già tardi adesso figuriamoci in futuro; a 62-63 anni? ti permettono di terminare; cosa ti danno? nulla; ti mangi la pensione integrativa; saluti a te e ai gestori del sito

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      • Per certe cose ti do ragione Paolo, ma dipende sempre da che pensione avrai in futuro. Ci sono pensioni basse perché sono stati versati pochi contributi (magari lavorando in nero pagando poche tasse e usufruendo di bonus pagati anche con le mie tasse). Nel mio caso avrò una pensione molto dignitosa anche perché ho uno stipendio alto ma di conseguenza ho pagato anche molta Irpef arrivando anche al 45% della mia busta paga. Pertanto io sarei disposto anche a rinunciare ad una percentuale anche elevata per andare in pensione prima. Per quanto riguarda la pensione integrativa il mio fondo è molto elevato ed infine nel corso della mia vita pur facendo studiare due figli all’università senza avere nessun bonus (pagavo le tasse universitarie più alte e per molti anni visto che un figlio è medico e uno è infermiere) sono riuscito anche a risparmiare. Quindi non avrò problemi per una vecchiaia serena dal punto di vista economico (basta che ci conservi la salute) ma vorrei poter smettere di lavorare per andare a spasso.

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        • Beh, Stefano, visto che hai la pensione integrativa, il problema non esiste; ti fai bene i calcoli e puoi anticipare fino a 5 anni dalla pensione di vecchiaia; attenzione: calcoli precisi perchè guai a fare il passo più lungo della gamba; in bocca al lupo e saluti a te e ai gestori del sito

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  4. Giusto aumentare l’età pensionabile per l’incremento dell’aspettativa di vita. Sbagliato aumentare l’età in Italia, perché è già la tua alta in Europa, insieme, mi pare, a due altre Nazioni.
    Testo dell’idea che ognuno possa andare il pensione, dopo i 60, quando vuole, che era l’idea di Bersani. Ovviamente prendi di meno. C’è anche chi non sta bene o non è più in grado di lavorare. C’è chi, viceversa, vuole lavorare ancora. Tendere il sistema flessibile, in base alle esigenze personali, era cosa intelligente. Fatta come si deve non comportava aggravi per INPS..

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