Pensioni anticipate 2018/19, novità da Ghiselli: flessibilità dai 62 anni

Le ultime novità sulle pensioni anticipate al 20 aprile 2018 giungono direttamente da Roberto Ghiselli, segretario confederale della Cgil, che a Roma nel corso della presentazione dello studio dei ‘sistemi previdenziali in Europa’ ha ribadito la necessità di reintrodurre la flessibilità in uscita a partire dai 62 anni d’età. Ecco  le sue parole ed i risultati più interessanti emersi dalla ricerca effettuata da Cgil e Fondazione di Vittorio.

Pensioni anticipate 2018,  serve flessibilità dai 62 anni

Fondamentale reintrodurre un meccanismo di flessibilità in uscita in Italia, come previsto nella nostra piattaforma sindacale unitaria, con un’età di accesso al pensionamento a partire dai 62 anni, e occorre superare strutturalmente l’impianto della legge Monti-Fornero“. Per farlo spiega Ghiselli si devono introdurre “ i necessari elementi di sostenibilità, in particolare nei confronti dei giovani, delle donne, di chi svolge lavori manuali e gravosi, e dei lavoratori precoci”. Questo quanto dichiarato pubblicamente a Roma in 18 aprile da Ghiselli, in occasione della presentazione dello studio che ha portato alla ribalta le differenze esistenti tra i diversi sistemi dei Paesi europei. Ecco cosa emerge.

Riforma pensioni 2018, Italia più penalizzata rispetto al resto d’Europa

Dalla ricerca emerge che l’Italia è il Paese  in cui l’età per la pensione di vecchiaia è più alta, 67 anni sia per gli uomini che per le donne a partire dal 2019. Un limite davvero elevato se paragonato agli altri Paesi Europei su cui è avvenuta la comparazione, in Germania ad esempio il requisito dei 67 anni verrà richiesto a partire solo dal 2029, ben 10 anni più tardi, mentre in Spagna pochi anni prima, nel 2027.

Inoltre fa presente  Ezio Cigna, responsabile dell’Ufficio previdenza pubblica della Cgil nazionale,:  “il sistema previdenziale italiano risulta essere più penalizzante rispetto agli altri”, in quanto precisa “oltre a impattare sul diritto, modifica con cadenza biennale i coefficienti di trasformazione, necessari per il calcolo della pensione nel sistema contributivo” Ragione per cui gli italiani risultano doppiamente penalizzati, non solo vi è sempre uno spostamento del traguardo pensionistico, ma anche la pensione sarà sempre più bassa.

Concordate dunque con le affermazioni di Ghiselli? Cosa ne pensate dei risultati emersi dallo studio?

Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

3 pensieri riguardo “Pensioni anticipate 2018/19, novità da Ghiselli: flessibilità dai 62 anni

  • Avatar
    27 Aprile 2018 in 15:26
    Permalink

    Io ho 64 anni e 39 anni di contributi,ho pagato decine di migliaia di euro per i contributi miei e dei dipendenti. Sono in pari con tutti i contributi IMPS. Sono stato costretto a chiudere la mia attività soffocato dalle tasse vergognose,e da una pubblica amministrazione sempre ostile. Ho provato con i centri impiego,ma non mi dilungo,qui si va semplicemente sul ridicolo! Non ho fonti di reddito,come faccio ad arrivare alla fine del mese? Dovrò ancora chiedere elemosina ai miei parenti? O cos’altro mi si prospetta? Accidenti alla Fornero!!!!

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *