Pensioni anticipate 2018/19: Ok quota 100 senza penalità e stop adv, ma NO a Q41

Si fanno sempre più definiti i contorni sui piani del Governo per quanto concerne la riforma delle pensioni, Enrico Marro sul Corriere della Sera ha ribadito che sebbene il responso sulle misure arriverà ufficialmente solo con la Legge di Bilancio 2019 al momento pare quasi certa la quota 100 dai 62 anni e 38 di contributi senza penalizzazione mentre circola con maggiore insistenza ‘ipotesi del congelamento dello scatto dei 5 mesi dell’adv. Questo potrebbe permettere dei vantaggi anche a quanti non dovessero, per mancanza di uno dei 2 requisiti, riuscire ad accedere alla quota 100. Sempre più in dubbio invece la quota 41. Le ultime notizie al 2 ottobre 2018.

Pensioni, quota 100 senza penalità e stop adv?

La strada che il Governo giallo-verde pare voler percorrere nella prossima legge di Bilancio sembrerebbe passare per 2 misure, la prima ormai, data quasi per certa e ribadita da più esponenti politici del Governo,  ossia la quota 100. Si studia ancora sulla platea che ne avrà diritto, come ha detto Di Maio anche dinanzi alla delegazione dei Gruppi Uniti che sabato si sono incontrati a Montecitorio per una manifestazione ed hanno raggiunto l’onorevole in Campidoglio.

Ma al momento stando anche alle ultime dichiarazioni di Claudio Durigon, Lega, la quota 100 sarà priva di penalità, sembrerebbe venuta meno l’ipotesi della penalizzazione di 1.5% per ogni anno di anticipo prima dei 67 anni o il ricalcolo contributivo dell’assegno dal 96, perché, ha spiegato l’onorevole, lo scopo è favorire il ricambio generazionale. Ma restano validi il paletto anagrafico e contributivo, si potrà accedere a patto che si abbiano almeno 38 anni di contributi e 62 d’età.  Allo studio del Governo, come ricorda il giornalista Marro sul Corriere, e su richiesta di alcuni precoci in piazza potrebbe esserci l’abolizione dello scatto dei 5 mesi previsti dal 2019. Ma questo cosa potrebbe comportare?

Stop scatto dai 67 anni e addio quota 41?

Se da un lato lo stop dall’adv era stato richiesto da molti lavoratori come misura prioritaria ed equa in quanto ricomprenderebbe tutte le categorie , dall’altro potrebbe nascondere delle spiacevoli soprese per i quarantunisti e/o precoci in quanto pare che, come ricorda Marro: “ In altri termini, i lavoratori che non raggiungessero «quota 100»(38 anni di contributi sono tanti) potrebbero comunque uscire 5 mesi prima dei 67 anni. Stesso discorso vale anche per chi accede alla pensione anticipata, tanto più che il governo non pare più intenzionato a ridurre a 41 il requisito contributivo, come promesso. “

Quindi se l’ipotesi passasse tutti potrebbero, indipendentemente dai requisiti necessari per la quota 100, avere uno sconto di 5 mesi, basterebbero anche nel 2019 66 anni e 7 mesi per la pensione di vecchiaia, con almeno 20 anni di contributi, e 42 anni e 10 mesi di contributi  per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne per la pensione anticipata. Potrebbe essere questo un primo passo per poi arrivare alla quota 41 o lo stop dell’adv sostituirebbe le prime intenzioni?

 

Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

17 pensieri riguardo “Pensioni anticipate 2018/19: Ok quota 100 senza penalità e stop adv, ma NO a Q41

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    4 Ottobre 2018 in 14:52
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    A mio parere, proprio perché si tratta di “beni essenziali” gli unici consentiti per il reddito di cittadinanza, l’economia non risentirà minimamente in meglio dal reddito di cittadinanza; infatti se sono “beni essenziali”, in qualche modo già venivano acquistati, magari con l’aiuto di altri. Per l’economia, indifferentemente da chi li paghi, i beni acquistati rimarranno sempre gli stessi, senza incremento. INVECE, IL CETO MEDIO, SPAVENTATO DAL PAVENTATO TAGLIO DELLE SUE PENSIONI SOPRA I 4500 EURO (PER ORA QUELLE) SMETTERA’ DI CONSUMARE E RISPARMIERA’, PROPRIO LUI CHE FACEVA ACQUISTI MENO INDIFFERENTI E TIRAVA SU L’ECONOMIA; RISULTATO: RECESSIONE!

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    4 Ottobre 2018 in 14:47
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    IN CONTANTI O NO, CHI LO PAGA IL REDDITO DI CITTADINANZA, L’INPS COI SOLDI CHE I LAVORATORI VERSANO PER LA LORO PENSIONE O LA FISCALITA’ GENERALE, COME NEGLI ALTRI PAESI, COI SOLDI DI TUTTI E, POSSIBILMENTE, IN MANIERA PROGRESSIVA SECONDO IL REDDITO, COME DA COSTITUZIONE?
    SEPARARE LA PREVIDENZA DALL’ASSISTENZA!

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    4 Ottobre 2018 in 12:03
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    Il reddito di cittadinanza non sarà in contanti
    Per scongiurare questa eventualità l’importo verrà erogato su una carta elettronica ricaricabile, in modo tale da poter tracciare il denaro. E controllare come e dove viene speso. Niente contanti dunque. La seconda brutta notizia (ovviamente dal punto di vista dei beneficiari) è che con il reddito di cittadinanza non si potrà acquistare tutto, ma solo beni di prima necessità e poco altro. Ma su questo punto torneremo più tardi. Facciamo prima un piccolo sunto delle principali cose da sapere (per come le abbiamo capite):

    Il reddito di cittadinanza dovrebbe partire da marzo-aprile 2019.
    Sarà erogato su una carta elettronica e i beneficiari non avranno a disposizione denaro cash.
    Il denaro non potrà essere messo da parte.
    Potrà essere speso solo nei negozi italiani, nelle attività sul suolo italiano.
    Potrà essere usato quasi solo esclusivamente per l’acquisto dei beni di prima necessità.
    I beneficiari non potranno utilizzarlo per spese “immorali” (Di Maio)
    Ma quali sarebbero i beni immorali? Di Maio ha fatto due esempi: “E’ chiaro – ha detto – che se vado con quella carta a comprare un ‘gratta e vinci’ o sigarette o a comprare dei beni non di prima necessità, la carta non funziona”. I punti 5 e 6 ad ogni modo non sono molto chiari. Stefano Patuanelli, capogruppo M5S al Senato, ha infatti affermato che con il reddito di cittadinanza si potrà anche “mangiare una pizza” e fare acquisti su Amazon. Ma il sottosegretario Laura Castelli ha ammonito i beneficiari che “se per tre mesi verrà osservato che lei, col reddito di cittadinanza, va all’Unieuro, magari un controllino della Guardia di Finanza si fa”. Staremo a vedere.

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      4 Ottobre 2018 in 14:40
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      E chi ci duce che il beneficiario non usi la carta elettronica per fare gli acquisti “di prima necessità” che prima faceva coi suoi soldi (ce li aveva, in qualche modo, altrimenti non sarebbe vivo) e quelli che aveva di suo, come prima, li usi per altri scopi non consentiti dalla carta elettronica?

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    2 Ottobre 2018 in 20:06
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    IL REDDITO DI CITTADINANZA NON HA IL CONSENSO DEL POPOLO ( OLTRE IL 46%) , SE LA VOGLIONO PROPRIO FARE “. LA DEVONO FINANZIARE ” OBBLIGATORIAMENTE CON I 49 MILIONI USURPATI DALLA LEGA, TUTTI GLI INTROITI DELLA PIATTAFORMA RUSSEAU,I 110 MILIARDI DELL’EVASIONE DELL’IVA DELLE PARTITE IVA ( altro che FLAT-TAX ). AVANZEREBBERO 80/90 MILIARDI PER LA SALVAGUARDIA DELL’IVA,TAGLIO DELL’IRES E TAGLIO DI 3/4 PUNTI DEGLI SCAGLIONI FISCALI. A QUESTO SI POTREBBE BLOCCARE l’ADV CON UNA SPESA CONTENUTA E NIENTE INGIUSTIZIE CON UNA ABBOMINEVOLE QUOTA 100. QUESTA MANOVRA. NON COSTEREBBE PIÙ DELLO 0,2/0,4 %. E SI RISPETTEREBBE LA PIÙ SOLENNE DELLE PROMESSE ELETTORALI.

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      4 Ottobre 2018 in 14:43
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      Pardon, laddove per errore scrivo:
      “E chi ci duce che il beneficiario non usi la carta elettronica per fare gli acquisti “di prima necessità” che prima faceva coi suoi soldi (ce li aveva, in qualche modo, altrimenti non sarebbe vivo) e quelli che aveva di suo, come prima, li usi per altri scopi non consentiti dalla carta elettronica?”
      Volevo scrivere:
      “E chi ci dice che il beneficiario non usi la carta elettronica per fare gli acquisti “di prima necessità” che prima faceva coi suoi soldi (ce li aveva, in qualche modo, altrimenti non sarebbe vivo) e quelli che aveva di suo, come prima, li usi per altri scopi non consentiti dalla carta elettronica?”.

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    2 Ottobre 2018 in 19:32
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    Io non impazzirei più a dar numeri su quale delle astruse anomalie nate dopo la controriforma pensionistica Fornero, siano le migliori; dall’assurdo non si può far uscire nulla di giusto. L’unica cosa normale da fare sarebbe abrogare la legge come se non fosse mai esistita e tornare alla legislazione vigente, già di per sé molto penalizzante per le penalizzazioni accumulatesi negli anni precedenti.
    Basta casi particolari,eccezioni… CONFUSIONE nata solo per dividere e non far capire più niente? forse, neanche ai patronati? per far sembrare una lotteria e un privilegio ciò che doveva essere, COME ERA, una cosa normale, la normalità che un lavoratore poteva prevedere trentacinque anni prima, e già programmare la sua vita da pensionato, dopo o essere schiattato per tanti anni sul lavoro per campare?
    Tutto il resto io ricevo l’impressione sia un colossale, gratuito, esercizio mentale; e un sopruso; e mi sembra assurdo discutere del sopruso meno peggiore!
    Siamo stati deprivati di un diritto: FINE.

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    2 Ottobre 2018 in 18:51
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    E teniamo presente che, tale situazione, è dannosa anche per i datori di lavoro, costretti a tenere in servizio, in generale, salvo casi particolari, persone demotivate, stanche, piene di acciacchi e relative assenze per malattie più che giustificate dall’età, e A PAGARLI, PER L’ANZIANITA’ DI SERVIZIO STRAACCUMULATA, MOLTO DI PIU’ DI UN GIOVANE; CHE, NEL FRATTEMPO, SI DOVRA’ TRASTULLARE, SE NON ESPATRIA, NELL’ ATTESA DEI FATIDICI TRE LAVORI ADEGUATI; PRENDENDOSI, COMUNQUE SIA, COSA DA NON BUTTARE VIA, PER OTTO ORE DI LAVORO A SETTIMANA, 780 EURO.
    Anche i datori di lavoro, quindi, possono ringraziare la Professoressa per il regalo fatto alle fatidiche, ” FUTURE GENERAZIONI”.

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    2 Ottobre 2018 in 18:42
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    E’ bene non indebitarsi, ma non è bene pagare i debiti, come la Professoressa stessa dichiara, “a debito di atri”, ovvero con soldi e diritti altrui, ovvero dei lavoratori pensionandi e pensionati e non onorando il contratto pensionistico che lo Stato stipula con loro, come ricevo l’impressione, posso sbagliare, sia accaduto!

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    2 Ottobre 2018 in 18:40
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    “I costi”, quali che siano, non sono il problema; il problema è “i costi chi debba pagarli” e “perché, debba pagarli”; e non vedo perché a pagarli, i costi, debbano essere gli innocenti; solo perché con loro, e “con le loro vite”, è più facile far cassa?
    “33% di contributi pensionistici mensili pagati dai lavoratori e datori di lavoro; 110 miliardi annui di evasione fiscale, non pagata dagli evasori”!

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    2 Ottobre 2018 in 18:39
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    Leggo che la Professoressa Fornero, riferendosi alla “riforma” della Sua controriforma pensionistica, dichiara:
    “… Sono triste perché mi sembra che esultare e chiamare atto di coraggio quello di fare cose mettendole a debito di altri… e “… Non è una cancellazione della mia legge, le misure dobbiamo ancora vederle. Il problema sono i costi che discendono da queste scelte…”.
    Le obietto che:
    anche Lei, ricevo l’impressione che abbia messo “a debito di altri”, ovvero dei pensionandi e pensionati, qualcosa che doveva essere messo a debito della fiscalità generale, non essendo stati i pensionandi e i pensionati a provocare la crisi che, semmai, grazie alla Sua controriforma, hanno subito due volte; io, semmai, avrei fatto pagare agli evasori i loro 110 miliardi annui di evasione fiscale.
    E, per non mettere cose “a debito di altri” chiederei di restituire all’INPS gli 80 miliardi “risparmiati” con la controriforma pensionistica Fornero dato che, a me sembra, posso sbagliare, che sia stato improprio “dirottarli” ad abbassare il debito invece che a rafforzare l’INPS, trattandosi di “Previdenza” perché derivante da tagli effettuati a anni di vita, fatiche, diritti e soldi dei lavoratori.
    In pratica: è bene non indebitarsi, ma non è bene pagare i debiti, come la Professoressa stessa dichiara, “a debito di atri”, ovvero con soldi e diritti altrui, ovvero dei lavoratori pensionandi e pensionati e non onorando il contratto pensionistico che lo Stato stipula con loro, come ricevo l’impressione, posso sbagliare, sia accaduto!
    Comunque sia, sarebbe bene che, chi asserisca cose, le argomenti e le documenti!
    Per quanto da me argomentato ritengo che “i costi”, quali che siano, non siano il problema; il problema è “i costi chi debba pagarli” e “perché, debba pagarli”; e non vedo perché a pagarli, i costi, debbano essere gli innocenti; solo perché con loro, e “con le loro vite”, è più facile far cassa?
    “33% di contributi pensionistici mensili pagati dai lavoratori e datori di lavoro; 110 miliardi annui di evasione fiscale, non pagata dagli evasori”!
    Noi lavoratori e pensionati, cosa c’entriamo con i “costi”?

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    2 Ottobre 2018 in 14:02
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    Appena sentono in europa (germania)qualche miglioria sulle pensine si scatenano tutti contro
    I tedeschi son furbi e scaltri a te ti fanno schiattare con una paga molto inferiore alle loro
    E i profitti se li portano in germania. E guai a parlare di pensioni anticipate.

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    2 Ottobre 2018 in 13:13
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    OGGI LA SPARATA L’HA DETTA BORGHI ,BASTA CON LA PROMESSA IRREALIZZABILE DEL REDDITO DI CITTADINANZA BASTA SISTEMARE ILEDDITO DI INCLUSIONE E SI RISPARMIANO PARECCHI MILIARDI ..STESSA COSA SULLA FLAT TAX E’ MEGLIO UNA REVISIONE DELLE ALIQUOTE. IDEM QUOTA 100 ,COSI’ COME E’ STATA PRESENTATA E’ UN’INGIUSTIZIA TOTALE. SE NON CI SONO SOLDI ,STOP ALL’ADV PER TUTTI .

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    2 Ottobre 2018 in 12:13
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    Niente da fare quindi. Chi ha iniziato prima andrà in pensione dopo e stessa cosa per chi ha già molti contributi vedrà andare prima chi ne ha meno. Questa non è giustizia ma una tortura, un supplizio.

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      2 Ottobre 2018 in 14:40
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      Non è una tortura è un sadismo bell’è buono,
      Per queste menti contorte ci vorrebbe un esorcista affichè ritornino in se’.
      Hanno perso il cervello. PUNTO
      NO ADV IMMEDIATAMENTE ..L’unica cosa indolore per loro vitale per noi.

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