Pensioni anticipate 2018/19, ultime notizie su Ape volontaria e Rita

Le ultime novità sulle pensioni anticipate 2018/19, e nello specifico su Ape volontaria e Rita, giungono da un interessante confronto tenutosi sul gruppo ‘Lavoro e pensioni: problemi e soluzioni’ in cui gli iscritti si confrontano sulla convenienza o meno delle due ultime misure di pensione anticipata, a carattere volontario, varate dalla precedente legislatura.

Pensioni anticipate 2018, Ape volontaria: un salasso o un opportunità a prescindere?

Michele Caponi, scrive, aprendo il dibattito sull’Ape volontaria:A prescindere da un giudizio che si può dare a questo Istituto che prevede che uno possa uscire fino ad oltre tre anni prima della maturazione dell’età per la pensione di vecchiaia prendendo un prestito che gli verrà erogato ratealmente nell’attesa di raggiungere detta età e pari ad una percentuale della futura pensione. L’INPS poi tratterrà le rate del prestito durante i 20 anni successivi al pensionamento ebbene non tutti sanno che la riscossione del prestito è garantita da una assicurazione temporanea caso morte per tutti i 20 anni successivi al pensionamento”

A suo avviso i costi di accensione del prestito sono troppo elevati ed il futuro pensionato rischierebbe il ‘salasso’ se decidesse di accedervi: “Poichè purtroppo nell’età 67-87 la probabilità di morte è molto alta l’assicurazione inciderà per un 30-33% del prestito stesso a cui si aggiunge un 1,5% che va al fondo di garanzia oltre agli interessi del prestito (circa il 3%). Tanto per fare un esempio un prestito di 50.000 euro diventerà equivalente a un prestito di 65-68.000 euro oltre agli interessi di rito”

Ape volontaria: unica possibilità per molti, fuori i ’41 unisti’

Mauro D’Achille, amministratore del gruppo in cui è nata la discussione, precisa, rispondendo a Michele che purtroppo o per fortuna: Per molti è l’unica possibilità di uscita anticipata. E, a conti fatti, il taeg è migliore rispetto ad un qualunque altro mutuo”.

Sereno si introduce nel confronto chiedendo a Mauro come mai non si sia pensato ad estendere l’ape volontaria a quanti hanno raggiunto quota 41, ma non rientrando nei profili disagiati non possono accedere alla pensione anticipata precoci: ” Quello che sostengo Mauro , anche se va un po contro le mie idee , perché Non è stato esteso ai 41 ? Quelli che erano alla frutta, ma veramente, lo avrebbero accettato”.

D’Achille ha fatto notare come: “spesso chi è vicino ai 41 è anche lontano dai 63 anni, ed è impensabile erogare un mutuo che richiederebbe una restituzione troppo elevata“. Oltre all’Ape volontaria ricorda Antonello Obinu, amministratore del gruppo Lavoro e pensioni: problemi e soluzioni, vi è la possibilità di utilizzare anche la Rita, di seguito riportiamo un post scritto di suo pugno in cui cita i requisiti richiesti e la convenienza della misura.

Pensioni anticipate 2018, Rita (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata)

Antonello Obinu, spiega a Riccardo, uno degli iscritti, come funziona in sintesi la rendita integrativa temporanea anticipata:  “La legge 232/2016 – finanziaria 2017, ha introdotto un nuovo strumento finalizzato all’uscita anticipata dal lavoro: RITA . A decorrere dal 1 Gennaio 2018 è stata perfezionata e resa operativa.
La Rita fa ricorso al Capitale accumulato dal lavoratore nei Fondi di Previdenza Complementare, il montante è composto dal contributo TFR, dal contributo aggiuntivo del lavoratore e dal contributo dell’azienda/ datore. In pratica il capitale maturato può essere riscosso in forma anticipata ( totalmente o parzialmente ) sottoforma di rendita mensile”

Poi spiega, in dettaglio, chi può accedere alla misura e i vantaggi fiscali della stessa: ” Le categorie che possono accedere al l’anticipo sono:
– i lavoratori che cessano l’attività e maturano i requisiti per la pensione di vecchiaia ( di categoria) entro i 5 anni successivi con almeno 20 anni di contributi.
– i lavoratori inoccupati per un periodo superiore a 24 mesi e che maturano l’età anagrafica per la pensione di vecchiaia entro i 10 anni successivi. IMPORTANTE: le due categorie di cui sopra devono essere iscritte al fondo da almeno 5 anni.

Pensioni anticipate 2018, Rita: quali i vantaggi fiscali?

Antonello Obinu precisa: Tassazione ridotta al 15% modulata a diminuire fino al 9% in funzione degli anni di appartenenza al fondo. Alla Rita possono accedere i lavoratori Pubblici e Privati che hanno aderito ai Fondi Pensioni e ai Piani Individuali Pensionistici (PIP). Altra cosa importante, questo strumento può essere accumulato all’ Ape Volontaria abbassando così i costi che questa comporta e, nel caso dell’Ape Sociale, può andare ad integrare l’assegno.

Siete tra quelli che opteranno per l’Ape volontaria o la Rita? Fatecelo sapere lasciandoci, nella sezione commenti del sito, la vostra preziosa testimonianza.

 

Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

One thought on “Pensioni anticipate 2018/19, ultime notizie su Ape volontaria e Rita

  • Avatar
    27 Aprile 2018 in 19:35
    Permalink

    Cito testualmente…: “Poichè purtroppo nell’età 67-87 la probabilità di morte è molto alta l’assicurazione inciderà per un 30-33% del prestito stesso…..allora mettiamoci daccordo se la probabilità di morire è molto alta il governo ci sta prendendo per i fondelli quando parla di allungamento della vita, non dovrebbe esserci nessun tipo di assicurazione visto che lo stato ha detto che si vivevtutti fono a circa 97 anni ,è un rischio che devono correre,non possono allungarci la vita solo quando gli fa comodo e quando si tratta di rimetterci si tutelano.altra questione se si garantisce l uscita a 63 anni le pensioni di vecchiaia si deve dare l opportunità di uscire tre anni prima anche ai precoci ,questo per equità

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *