Pensioni anticipate 2018/19, ultimissime news su quota 100: rumors preoccupanti

Moltissimi i dubbi che vi sono ancora attorno alla misura di pensione anticipata con Quota 100, già perché l’ultima bozza della legge di Bilancio si limita a istituire un Fondo da 6,7 miliardi per il 2019 e 7 miliardi dal 2020, senza nulla specificare circa la durata della misura, né tanto meno su quelle che dovrebbero essere le regole che determineranno con certezza la platea dei beneficiari. L’attuazione della riforma, si legge, è invece rinviata ad ‘appositi provvedimenti’.

Pensioni anticipate, Fornero: quota 100 temporanea è un inganno

Ci sarà in Legge di bilancio, visti i tempi ristretti, o la riforma potrebbe arrivare con emendamenti successivi durante l’esame parlamentare della stessa legge o con un decreto legge, come ipotizza il Corriere? Inoltre quanto durerà ‘la finestra’ quota 100, ossia la possibilità di uscire a 62 anni e 38 di contributi? Gli ultimi rumors, il dubbio é stato sollevato anche dalla professoressa Fornero, nella trasmissione a Di Martedì , preoccupano, si parla di una riforma che potrebbe avere carattere temporaneo, per un solo anno. Se così fosse, ha detto l’ex ministro del Lavoro, si tratterebbe di un ‘vero e proprio inganno nei confronti dei lavoratori ‘, nessuno aveva mai parlato di temporaneità di una controriforma.

La Fornero, martedì su La7, riferendosi  specificamente alla lettera di richiamo dell’UE verso la manovra italiana 2019, ha aggiunto facendo il punto sulla possibile temporaneità di quota 100 : “ad esempio in modo non chiaro è venuto fuori, anche da Moody’s, che  la Quota 100 per le Pensioni potrebbe essere per un solo anno. Ma questo ovviamente non è quello che finora avevano detto Di Maio e soprattutto Salvini ai propri elettori; loro mica avevano detto nel 2019 si apre una finestra e tutti quelli che hanno Quota 100 possono uscire purché abbiano 62 anni… Se questa è la riserva mentale è solo un inganno ‘.

Sebbene vogliamo ricordarvi che il Ministro Tria, nei giorni scorsi,  aveva già in audizione davanti alle Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato associato il termine sperimentale e temporaneo alla riforma delle pensioni, Ricordando che con la manovra si arriverà ad ‘una temporanea ridefinizione delle condizioni per il pensionamento”. Poi aveva precisato “Noi abbiamo messo in bilancio fondi per un intervento permanente, ma un Governo consapevole quando introduce nuove misure, in parte sperimentali, vedrà l’effetto e inbase a quello vedrà come continuare , in quale forma e misura”.

Quota 100 regole poco chiare, le ultime sulle anticipate

Cosa sappiamo ad oggi sulla quota 100? Che dovrebbe , il condizionale resta d’obbligo finché non vi sarà il testo ufficiale della misura, essere accessibile a quanti abbiano maturato 38 anni di contributi versati e almeno 62 anni d’età. Non valgono altre combinazioni per la quota 100, fuori quanti hanno 60+40,59+41, 35+65 e via discorrendo, dentro ma con paletto fisso dei 38 quanti abbiano più di 62 anni, che andranno dunque con quota 101 (63+38), quota 102 (64+38), quota 103 (65+38) quota 104 (66+38).  Si tratta di una scelta volontaria che interessa una platea di 380 mila lavoratori, dei quali circa 150 mila sono dipendenti pubblici, che dovranno dare un preavviso per lasciare il lavoro di 3 mesi, per loro la prima finestra utile per l’uscita anticipata con quota 100 dovrebbe essere giungo 2019.  In generale si potrà accedere alla quota 100 con  4 finestre trimestrali, aprile-luglio-ottobre- gennaio. Le prime pensioni anticipate dovrebbero quindi essere pagate ad aprile 2019. Chi opterà per quota 100, pur se fosse confermata la non penalità della misura,  avrà un assegno più basso determinato dagli anni di contributi versati in meno, parrebbe altresì confermato il divieto di cumulo tra rediti da pensione e lavoro.

Resta ancora il dubbio, anche per noi,  se vi saranno limiti o meno sui contributi figurativi, si era parlato di 2/3 anni al massimo, poi non si è più avuto conferma o smentita al riguardo, e anche sul divieto di cumulo gratuito dei contributi versati in più casse previdenziali, inizialmente ipotizzato, non si è più detto nulla. Chi desidererà optare per l’attuale normativa Fornero può farlo, andando dunque in pensione, ad esempio, fino al 2018 con 42 anni e 10 mesi se uomini, indipendentemente dall’età, e 41 anni e 10 mesi se donne, dal 2019, se non dovesse scattare lo stop dell’adv promesso per le anticipate, si dovranno aggiungere 5 mesi in più, così come resta valida la quota 41, varata dalla precedente legislatura, che diverrà 41.5 dal 2019, per le categorie disagiate o per chi compie mestieri gravosi meritevoli di tutela, dal momento che la misura è strutturale.  La quota 100 resta una scelta opzionale.

Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

8 pensieri riguardo “Pensioni anticipate 2018/19, ultimissime news su quota 100: rumors preoccupanti

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    26 Ottobre 2018 in 12:13
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    L’aspettativa di vita mi sembra un tragico giochetto per, come nel gioco dell’oca, rimandarti alla partenza quando stai per arrivare al traguardo! Visto mai che riesci a riprenderti qualcosa dei contributi versati per decenni?
    A proposito: ma che fine hanno fatto questi contributi che più ne versi e meno soldi ci sono per le pensioni?

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    26 Ottobre 2018 in 8:04
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    Giuseppe C. ha detto la verita’,basta ipocrisia, usciamo dall’euro e facciamola finita.Quelli che dicono il contrario o sono ottusi o sono sabotatori.

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      26 Ottobre 2018 in 11:55
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      Ci dicono che se si uscisse dall’Euro, ci sarebbe una svalutazione del 30%. Sopportabile, se nell’ingresso ne è stata sopportata una del 100%. Certo sarebbe stato meglio non entrarci per niente e non avremmo dovuto sopportare una svalutazione complessiva, se se ne uscisse, del 130%!
      Ci dicono che a pagare l’uscita dall’Euro sarebbero i “più deboli” e non i ricchi; io, visto come finora sono andate le cose, mi chiedo se sia vero. Perché, mi chiedo, se così fosse, i “potenti”si sarebbero fatti scrupolo di un sacrificio ulteriore dei deboli? E, mi rispondo che ho l’impressione, posso sbagliare, che, se pagassero i più deboli, se ne uscirebbe subito.

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    25 Ottobre 2018 in 13:30
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    In Francia – gia’ da diversi anni – si va’ in pensione a 62 anni (prima del 2012 si andava a 60 anni) a prescindere dal numero di anni di contributi versati ..!!
    C’e’ infatti gente che ha lasciato il posto – ai giovani – ai “suddetti 62enni” anche con solo 20 anni di contributi …!!!
    Qualcuno potrebbe obbiettare, ovviamente, che tra l’Italia e la Francia esiste un abisso (per molti aspetti)
    Per chiarezza: “i precoci” esistono anche in Francia e vanno via prima …
    Ad ogni buon conto … fu detto chiaramente, in campagna elettorale, da un notissimo esponente di Forza Italia che “quella/questa” sarebbe stata “solo” una – RIFORMA TEMPORANEA –

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    25 Ottobre 2018 in 13:18
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    LE NOSTRE PENSIONI VENGONO TAGLIATE PER ACCONTENTARE BRUXELLES E PER RIDURRE IL DEBITO PUBBLICO; MA QUALE DEBITO PUBBLICO? IO NON CE L’HO PIU’, E SPIEGO IL PERCHE:
    Ci dicono che ogni italiano ha un debito di 37.000 euro; castroneria, perché ognuno ha un debito, eventualmente, rapportato al suo reddito, come il “pollo di Trilussa” insegna.
    COMUNQUE SIA, IO PENSO CHE CHI SIA, CONTESTUALMENTE, LAVORATORE, RISPARMIATORE E PENSIONATO, IL SUO DEBITO CON GLI ALTRI PAESI O, MEGLIO, CON QUELLI DELLA ZONA EURO, LO ABBIA GIA’ PAGATO: INFATTI, DOPO L’INGRESSO “FORZOSO (NON CI FU NESSUN REFERENDUM PRIMA)” NELL’EURO, IL GIORNO DOPO, IL RAPPORTO DI CAMBIO UFFICIALE DI UN EURO UGUALE 1936,27 LIRE FU SUBITO TRASFORMATO IN QUELLO REALE DI UN EURO UGUALE 1000 LIRE; DI FATTO I NOSTRI STIPENDI, I NOSTRI RISPARMI E LE NOSTRE PENSIONI SI SONO DIMEZZATI, PERCHE’ TUTTO COSTAVA IL DOPPIO, NELLA ASSOLUTA MANCANZA DI CONTROLLO, MENTRE I NOSTRI STIPENDI, I NOSTRI RISPARMI E LE NOSTRE PENSIONI SI ERANO DIMEZZATI CON UNA SVALUTAZIONE SOTTACIUTA DEL 100%.
    QUESTI SOLDI DIMEZZATI, PER UN IMPORTO ENORME, IO LI RITENGO PIU’ CHE SUFFICIENTI E, ANZI, LI RITENGO SUPERIORI E PENSO CHE DOVREI AVERE IN CAMBIO IL “RESTO”, PER IL PAGAMENTO DELLA MIA PARTE DI DEBITO PUBBLICO CHE ERA DA PAGARE.
    QUINDI BRUXELLES VADA A BATTERE CASSA SULLE ALTRE CATEGORIE CHE, CONTESTUALMENTE, NON SIANO LAVORATORI, RISPARMIATORI E PENSIONATI.
    E, ALCUNI TALK SHOWS. PER FAVORE, LA SMETTANO DI DICHIARARE FESSERIE IN MERITO AL “MIO” DEBITO DI 37.000 EURO!

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      25 Ottobre 2018 in 14:16
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      Io sono stufa di continuare a sentirmi prendere in giro…di tutto sto bailamme che da mesi ci arrovella, cosa ne è venuto fuori? che rimane la fornero e basta…abbiamo bruciato migliaia di euro e l’Europa ci costringe a non fare cambiamenti sulle pensioni.
      Cosa serve un anno solo di legge quota 100?.
      Fatela finita…ABOLITE L’ASPETTATIVA DI VITA DEL 2019…CINQUE MESI PER NOI E’ VITA E CHIUDETE QUESTO TEATRO.

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        25 Ottobre 2018 in 16:05
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        Pienamente d’accordo, è solo un pezzo della strategia fallimentare per farci uscire dall’euro, nient’altro . una caciara da scuola media a cui parecchi proletari hanno abboccato, purtroppo tutti i nodi vengono al pettine e continueremo a pagare indirettamente con bassi salari, disoccupazione, debito alto, tasse sul lavoro dipendente, tariffe gonfiate, bollette pesanti e continue.Auguri, ma la vedo scura e noiosa la faccenda italiota.

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