Pensioni anticipate 2018-2019 novità oggi: le parole di Anna Giacobbe su legge Fornero

Inizia una nuova settimana e il dibattito sulle pensioni anticipate 2018 -2019 non si accenna a fermarsi. In attesa della prossima legge di bilancio, si sta ancora cercando di capire quali provvedimenti saranno presi dal Governo. Anna Giacobbe, ex parlamentare e membro della commissione lavoro alla Camera nella scorsa legislatura ha continuato il suo ragionamento sul tema pensionistico con due nuovi interventi tramite la sua pagina facebook. Per chi si fosse perso la prima parte, vi consigliamo di leggere il nostro articolo qui.

Ultime novità oggi su Pensioni anticipate 2018 2019: l’intervento di Anna Giacobbe

Ecco il post su facebook, in cui Anna Giacobbe ricorda cosa è stato fatto in questi anni in materia previdenziale: “Per le ORGANIZZAZIONI SINDACALI, mi concederete di ricordare brevemente quello che in questi anni è stato ottenuto con l’iniziativa sindacale: è da lì che Cgil Cisl Uil ripartono nel confronto che hanno da tempo chiesto al Governo: 1) Primi strumenti, certo ancora insufficienti, per anticipare il pensionamento, con delle priorità per chi ha difficoltà maggiori, sul lavoro e nella vita: Ape sociale, Ape volontariaanticipo pensionamento per lavoratori precoci, estensione Isopensione, “Rita”.

2)Riconoscimento delle “diversità dei lavori”, intanto per 15 tipologie di lavori “gravosi” (che potranno essere estese) e miglioramento delle regole per i lavoratori impegnati in lavori usuranti; avvio di una revisione, molto parziale e ancora sperimentale, del meccanismo di adeguamento automatico all’aspettativa di vita, non più “uguale per tutti” 3) Salvaguardia esodati: con otto provvedimenti, la grande maggioranza degli esodati può accedere alla pensione con le regole “pre-Fornero” 4) Opzione donna: correzione delle circolari che davano interpretazioni restrittive, per completare correttamente la applicazione della norma originaria 5) Valore delle pensioni in essere: parificazione della no-tax area dei pensionati ai dipendenti; aumento della “quattordicesima” e ampliamento della platea dei destinatari; impegno al ripristino di un più favorevole meccanismo di rivalutazione per aumento del costo della vita, a partire dal 2019

6) Previdenza complementare: parificazione del trattamento fiscale dei pubblici ai dipendenti privati; parziali novità positive nelle modalità di adesione 7) Valorizzazione lavoro di cura: nell’Ape sociale, riduzione requisito anzianità contributiva di un anno per figlio (sino a due) per le donne 8) Cumulabilità senza oneri dei contributi versati in tutte le casse, comprese le casse professionali 9) Cancellazione di tutte le penalizzazioni per le pensioni percepite prima dei 62 anni 10) Riduzione contributo previdenziale per gestione separata per il lavoro parasubordinato e libero professionale.

Pensioni anticipate 2018-2019, ultime news oggi sulla Legge Fornero

Nel secondo intervento postato nella mattinata di oggi 17 settembre 2018, Anna Giacobbe torna sulla Fornero, sui problemi che questa legge ha portato e sulle questioni ancore aperte che vanno risolte. “La “legge Fornero” ha creato molti problemi, a tante persone. Altri problemi non li ha risolti, c’erano prima e sono rimasti; alcuni li avevamo ereditati dai governi Berlusconi; o li aveva creati nel corso degli anni il cambiamento dei tempi e dei modi del lavoro. Le cose giuste per cambiare non si possono fare tutte insieme, questo ormai lo riconosco tutti. Ma si deve avere un disegno, tenere conto di diverse cose: di chi è vicino alla pensione, ma anche di chi è ancora lontano, ad esempio; e di chi in pensione c’è già. Perché davvero nella previdenza tutto si tiene ( poi si può, anzi si deve, fare un passo per volta) Altrimenti le pezze possono essere peggio del buco. Per questo i sindacati insistono a mettere in fila tutte le questioni che sono rimaste aperte. Questioni che possono essere riassunte così, utilizzando i titoli e alcuni contenuti dei documenti unitari del 2014, 2015, 2017. Insomma, non si “inventano” ora questi obiettivi.

-pensioni dignitose per chi oggi è giovane e per i lavoratori precari e discontinui:
istituzione della “pensione contributiva di garanzia”, per riconoscere e valorizzare a fini previdenziali i periodi di lavoro discontinuo o con contribuzioni basse, l’attività di studio e formazione.
– riduzione della soglia di importo per l’accesso alle pensioni calcolate con il sistema contributivo (la pensione deve essere minimo 1 volta e mezza il valore dell’assegno sociale per andare in pensione di vecchiaia – altrimenti si va a 70 anni; e minimo 2,8 volte l’assegno sociale, per andare in pensione a 63 anni + aumento per aspettativa di vita, con 20 anni di contributi);
-riconoscimento del lavoro di cura: maggiorazione contributiva dei periodi di congedo per maternità, anticipo dell’età per la pensione di vecchiaia per le donne (un anno per ogni figlio, sino a un massimo di tre); anticipo pensionistico per chi assiste familiari disabili gravi
-lavori usuranti, estensione della platea dei beneficiari e dei settori coinvolti,
-accesso flessibile al pensionamento: stabilizzazione ed estensione degli strumenti di flessibilità introdotti nel 2017/2018 (Ape, uscita a 41 anni di contributi per i precoci, ecc.); reintroduzione delle “quote” o flessibilità senza penalizzazioni a partire da 62 anni
-tutela delle pensioni in essere: ritorno al meccanismo basato sugli “scaglioni di importo”; individuazione di un indice diverso per una rivalutazione più aderente ai consumi dei pensionati
-riforma della governance dell’INPS, per far funzionare meglio l’Istituto
– previdenza complementare: aumentare l’adesione ai fondi e gli strumenti di tutela del risparmio previdenziale;
-separazione della spesa previdenziale da quella assistenziale per le comparazioni a livello internazionale
-esodati/opzione donna: verifica delle risorse che sono state risparmiate dagli stanziamenti passati per risolvere i problemi ancora aperti.”

Voi cosa ne pensate delle parole di Anna Giacobbe e delle questioni ancora da risolvere in merito alle pensioni anticipate e all’uscita dal mondo del lavoro? Fatecelo sapere nei commenti qui di seguito o tramite la nostra pagina facebook che troverete cercando Pensioni per tutti sul social. Vi aspettiamo per continuare ad aggiornarvi con tutte le ultime novità relative alle pensioni!

Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

19 pensieri riguardo “Pensioni anticipate 2018-2019 novità oggi: le parole di Anna Giacobbe su legge Fornero

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    18 Settembre 2018 in 14:44
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    Attenzione, Renato, perché ricevo l’impressione che uno dei tre, due Vice e un Presidente del Consiglio, abbia “la fissa” del ricalcolo a contributivo, anche per le pensioni già in essere, cosa incostituzionale; per quelle di chi ancora lavori, la mia impressione è che il contributivo è iniquo: RIPRISTINARE IL RETRIBUTIVO: perché si dovrebbero “prestare” gratis per decenni i soldi allo Stato, sotto forma di contributi pensionistici? Dare gli stessi interessi che, via via (ai miei tempi si trattava anche del 17%) chiedono banche e finanziarie per erogare un prestito! ALTRO CHE RIPRENDERE “SOLO” CIO’ CHE SI E’ DATO PER QUARANTATRE ANNI!

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    18 Settembre 2018 in 8:44
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    Sottolineando che condivido alla grande il post di Giuseppe C., soprattutto nella chiosa finale, una domanda: il lavoro di cura delle donne avra’mai RICOSCIMENTO? Tanti vari rappresentanti politici, lo infilano come il prezzemolo in tutti i loro programmi pensionistici a data da destinarsi, ma ritualmente poi, rimane il ruotino di scorta, dimenticato in fondo alla scala delle priorita’. Mi permetto, inoltre di evidenziare che, per quel che riguarda il ricoscimento del delicato lavoro di assistenza a congiunti disabili, si dovrebbe tenere conto degli anni dedicati a questo compito faticoso e coinvolgente anche a livello psicologico, retroattivandone il riconoscimento. Non ci vogliono menti eccelse per capire che, data l’eta’ avanzata della stragrande maggioranza di noi, i parenti che abbiamo assistito non ci sono ormai piu’. E dunque?
    Consentitemi di stendere un velo pietoso sulla pervicacia e tenacia con cui il ministro del lavoro insiste sulla richiesta di attuazione del reddito di cittadinanza.
    Uno schiaffo ulteriore alla mia / nostra pazienza, dopo aver versato 41 anni e passa di contributi, assistendo, in contemporanea, al balletto vergognoso di coperture che non si trovano!!!!!

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      18 Settembre 2018 in 10:22
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      Il lavoro di cura svolto in anni come dimostrato dalla fruizione del congedo parentale o legge 104 deve essere riconosciuto anche a chi ha assistito un congiunto e poi quest’ultimo è morto. Se un genitore, ad esempio, grave disabile è stato assistito per 20 / 30 anni e poi è morto, il lavoratore che fa? viene penalizzato rispetto a questa situazione che pur esiste?. nessuno ne parla ma sono casi che esistono ovunque e di cui inevitabilmente se ne deve terner conto, invece si parla solo di chi ha assistito un disabile negli ultimi 6 mesi…troppo troppo comodo.

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    18 Settembre 2018 in 4:44
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    Sono Sara. Classe81. E parlo x il mio papà. Perché io e quelli della mia leva andranno davvero in pensione a 70anni o più.. E quindi dico solamente che ben presto riescano ad approvare la quota 100! Anche x che dopo 40anni di contributi e con 64anni il prox gennaio e giusto che almeno lui abbia la meritata pensione. Lo spero tanto.

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    17 Settembre 2018 in 23:32
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    quota 41 basta e avanza soprattutto per i lavori gravosi ma anche precoci siamo stanchi fisicamente e mentalmente, non cambiate le carte in tavola, le promesse vanno mantenute.

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      18 Settembre 2018 in 18:46
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      Io alla tua età, più che pensare alla pensione, penserei prima al LAVORO! Alla tua età già lavoravo da tredici anni! Se uno lavora, versa contributi e poi avrà la pensione, ormai occorre seriamente dire: “FORSE”; se uno lavora sempre e a tempo indeterminato e con un buono stipendio, verserà di più e avrà una pensione ancora migliore; pensando sempre: “FORSE”.
      Ciò sarebbe la normalità in un Paese normale, come era il nostro fino a qualche anno fa, quando con l’ingresso nell’Euro il sogno si avverò e tutti divenimmo più ricchi! Peccato che stipendi, risparmi e pensioni si dimezzarono come per incanto, CON UNA INFLAZIONE SOTTACIUTA DEL 100%, CON L’EQUAZIONE DEL CAMBIO “REALE” UN EURO UGUALE MILLE IRE E NON 1936,27 !
      Però l’Euro ce lo chIese e ora la pensione, E IL LAVORO, E LA NORMALITA’, non ci sono più.
      Auguri per il tuo papà e anche per te, sperando che qualcuno sblocchi il turn over e i vecchissimi possano lasciare il loro posto SERIO ai non più giovanissimi, anzi di mezza età, cosiddetti GIOVANI. Poi, anche i giovani, pensino sempre alle sempre future generazioni.
      A parte l’amara ironia, con la scusa dell’Euro e delle future generazioni è stata distrutta la normalità della vita per tutte, passate, presenti, future, e future delle future, e future delle future delle future… generazioni.

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    17 Settembre 2018 in 23:26
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    Le promesse vanno mantenute,quota 41 per lavori gravosi ed altri, siamo stanchi fisicamente e mentalmente credo che la pensione ce la meritiamo. Non cambiate le carte in tavola,siamo arrabbiati.

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    17 Settembre 2018 in 20:55
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    Ritengo assolutamente necessaria la proroga alla formula opzione donna , aiutando le donne che vogliono unificarsi alla famiglia che spesso necessita della sua presenza sopratutto nei casi in cui sia presente un disabile e la mancanza di figli ragione per cui il disabile ha come unico sostegno il coniuge, ecco purché é indispensabile che almeno le donne in queste situazioni possano ritirarsi anticipatamente dal lavoro.

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    17 Settembre 2018 in 20:35
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    Provate voi a stare in piedi 8 ore al giorno accanto ad una macchina utensile con la schiena e le giunture che fanno male, altro che 41 anni, ci sarebbe da vergognarsi a non avere messo i metalmeccanici nelle categorie gravose

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    17 Settembre 2018 in 20:27
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    Rimangono sempre seimila esodati che non vengono salvati in nessun modo, se non con la nona e ultima salvaguardia.

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    17 Settembre 2018 in 17:40
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    COSA NE PENSO: leggo:
    “… -pensioni dignitose per chi oggi è giovane e per i lavoratori precari e discontinui:
    –istituzione della “pensione contributiva di garanzia”, per riconoscere e valorizzare a fini previdenziali i periodi di lavoro discontinuo o con contribuzioni basse, l’attività di studio e formazione.
    – riduzione della soglia di importo per l’accesso alle pensioni calcolate con il sistema contributivo…”.
    QUINDI PENSO CHE, MENTRE ALLA MIA GENERAZIONE VIENE CONTINUAMENTE RINFACCIATO L’EQUO SISTEMA RETRIBUTIVO E SI CALDEGGIA L’INIQUO CONTRIBUTIVO (se uno “presta” per decenni allo Stato i suoi soldi sotto forma di contributi qualcosa ci deve guadagnare, come banche e finanziarie quando erogano un prestito), ARGOMENTANDO QUELLO CHE A ME SEMBRA UN FALSO, CHE SI SIA PRESO PIU’ DI QUANTO VERSATO, PER LE FUTURE GENERAZIONI SI CHIEDONO LE SUDDETTE MISURE SU RIPORTATE CHE, DI FATTO, RICEVO L’IMPRESSIONE CHE COSTITUISCANO:
    “V E R S A M E N TI F I G U R A T I V I”,
    FIGURATIVI DI UN LAVORO NON SVOLTO;
    OVVERO, INVECE DI FARE POLITICHE PER DARE LAVORO, CHE NON NON SI E’ CAPACI O NON SI VUOLE DARE (tenere bassi gli stipendi con tante ore di lavoro per pochi, invece di lavorare meno lavorare tutti, scannatevi per il poco lavoro disponibile e guai a recriminare o a chiedere garanzie, scatta la frase fatidica: “se non ti sta bene, di fuori c’è a fila!”), ED UNA VITA NORMALE, SI DANNO LORO, COL RITORNO AL PASSATO, I “VERSAMENTI FIGURATIVI” DI VECCHIA ,MEMORIA, OVVERO ASSISTENZA, TANTO PAGA L’INPS, con un nome moderno!
    TANTO VALE REINTRODURRE IL METODO RETRIBUTIVO!
    E tornare alla pensione uguale per tutti, tot anni di lavoro e tot di servizio, invece della confusione che si sta facendo categoria per categoria!
    BASTA CONFUSIONE E PIU’ CERTEZZE E, SOPRATTUTTO, PIU’ LAVORO E MENO ASSISTENZA, CHE POI PAGA CHI HA LAVORATO E VERSATO, ED E’ PURE, a volte, ADDITATO COME UN AFFAMATORE DELLE FUTURE GENERAZIONI!

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    17 Settembre 2018 in 17:22
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    LA LEGGE FORNERO ,PENSIONE ANTICIPATA E VECCHIAIA DEVE RESTARE ,LA QUOTA 100 VA BENE PER ESODATI O P R CHI HA PERSO IL LAVORO ,…PER CHI HA AVUTO UNA CARRIERA REGOLARE SAREBBE UNA FOLLIA ACCETTARLA(SPERANDO CHE QUOTA 100 SIA OPZIONALE) AD OGGI 17 SETTEMBRE IO CHE ANDRÒ IL PROSSIMO ANNO IN PENSIONE NON SO IN CHE MODO CI ANDRÒ LA FORNERO DEVE RESTARE E RESTARE CON LE ATTUALI REGOLE DI CALCOLO NON VOGLIO IMMAGGINARE CHE POSSANO PEGGIORALA CON QUALCHE RICALCOLO CONTRIBUTIVO DELLA QUOTA B,,,, SE FARETE UNA VIGLIACCATA SIMILE PREPARATEVI A PERDERE MILION DI VOTI

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      17 Settembre 2018 in 19:01
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      SE SOLO SI AZZARDANO A NOI PRECOCI A RICALCOLARE DAL 1995al2011 ANCHE NEL CASO IN CUI CI PENSIONIAMO CON LA FORNERO ( altro che prossime elezioni ) QUI FACCIAMO LA MARCIA SU ROMA. ALLE 19,00 SI RIUNISCONO PER TROVARE UN INTESA CHE NON PENSINO DI FARE CASSA SUI NOSTRI ACCANTONAMENTI , QUESTI SONO PERICOLOSI NON SANNO DOVE TROVARE COPERTURE PER LE LORO PROMESSE ASSURDE E FANTASCIENTIFICHE

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        17 Settembre 2018 in 19:11
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        Concordo con Renato. Non aggiungo altro

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    17 Settembre 2018 in 11:36
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    Si parla di favorire il pensionamento delle donne oer il riconoscimento dei lavori di cura 1 anno per ogni figlio…. Solo per le pensioni di vecchiaia, e per quella di anzianitá??? Chi ha giá lavorato 41 anni con figli non ha diritto alla agognata pensione???
    Spero almeno non venga toccata la Fornero, visto quanto si sente sull’eventuale legge pensionamento proposta da questo governo che si é fatto eleggere su promesse che non intende mantenere. Alle prossime elezioni, a casa…

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    17 Settembre 2018 in 10:36
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    LE PREMESSE DEGL I ULTIMI GIORNI CI LASCIANO POCHE SPERANZE, A NOI PRECOCI TOCCHERA’ LA FORNERO CHE IN FONDO IN FONDO POTREBBE ESSERE MENO PEGGIO DI QUANTO SI PROSPETTA .” I PALETTI SONO DIETRO L’ANGOLO”

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      17 Settembre 2018 in 11:03
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      Ciao Renato, aspettiamo ancora qualche giorno prima di gettare le speranze

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