Pensioni anticipate 2018-2019, ultime news: l’Ok a quota 41 ancora in dubbio

Le ultime novità sulla riforma previdenziale continuano a riguardare soprattutto Quota 100, tanti i rumors che stanno circolando sulla misura, sarà strutturale, come sostiene di Maio, oppure valevole per un solo anno, come ha ipotizzato l’agenzia di rating Moody’s ? Ma mentre in molti cercano di vederci chiaro anche sulle possibili finestre, 4, 2 o solo 1 per poter optare per la misura, vi è chi cerca di comprendere se in Legge di bilancio troverà spazio anche la quota 41.  Ricordiamo che nel corso dell’incontro avvenuto la settimana scorsa tra i quarantunisti, coloro che hanno già versato nelle casse dell’Inps 41 anni di contributi e il vicepremier Di Maio, la porta è parsa aperta, così citava il comunicato diffuso dal Ministero del Lavoro a seguito dello stesso.

Pensioni anticipate 2019: Quota 41 ancora possibile in Legge di bilancio?

“Il Ministro Di Maio ha ascoltato le istanze e le difficoltà dei cosiddetti “quota 41 anni” e ha dato mandato ai suoi tecnici di lavorare ad una soluzione da portare in Legge di Bilancio partendo anche da un’ipotesi di sterilizzazione dell’aspettativa di vita”

Dunque tutto ancora possibile, e gli stessi lavoratori confidano che davvero Salvini e Di Maio tengano in conto le loro rimostranze, perché , dicono sui social, non è accettabile veder andare in pensione persone con 38 anni di contributi, solo perché hanno 62 anni , e vedere restare al lavoro quelli che ne hanno 41/42 alle spalle, solo perché sono anagraficamente troppo giovani. Sono gli anni versati all’Inps, col proprio sudore a dover garantire la pensione. Così scrive Roberto Sinesi , lavoratore precoce, a Salvini e Di Maio, al fine di lanciare l’ultimo accorato appello in vista della Legge di Bilancio 2019.

Pensioni precoci, Sinesi: quota 41 e stop adv priorità del Governo

Buongiorno onorevoli Di Maio e Onorevole Salvini, dopo l ultimo incontro, in realtà il primo, svoltosi tra il Ministro del Lavoro e un gruppo composto dai lavoratori precoci e non per sostenere la quota 41 ,torno a ribadire l importanza di inserire già in questa legge di bilancio sia il blocco dell’ aspettativa di vita che l’ inserimento della quota 41 . Questo per una questione di equità tra i lavoratori, a farne le spese non possono essere sempre e solo i lavoratori che hanno iniziato a lavorare in età giovane, infatti i lavoratori che hanno iniziato a lavorare tra i 15 e i 19 anni , non potranno usufruire di una quota 100 così strutturata senza che si siano fatti i 43 44 anni previsti dalla legge Fornero.

Il paletto dell età anagrafica per noi è un assurdità, se dovessimo aspettare i 62 anni molti di noi dovrebbero lavorare più degli anni previsti dalla Fornero e il paradosso è che ci saranno alcuni che potranno ritirarsi dal lavoro con 38 anni di lavoro e altri che dovranno sorbirsi tutti i 43 44 anni di lavoro previsti dalla riforma attuale, creando non poche contestazioni. Non capisco sinceramente la scelta di accontentare chi ha versato meno contributi rispetto a chi ne ha versati di più, si poteva portare avanti i due sistemi contemporaneamente e gradualmente in modo di distribuire i vantaggi in maniera più equa, ma questo al momento non è stato fatto, sarebbe stato meglio dare poco a tutti che tanto a pochi . Una soluzione apprezzata da tutti sarebbe stata l’ abolizione di questa farsa dell’aspettativa di vita che non è affatto realistica, confidiamo nei prossimi incontri con i lavoratori precoci e il gruppo dei 41, confidiamo anche che il blocco adv e la quota 41 venga menzionata più sovente da voi in tv, e ci appelliamo affinché possano trovare spazio già in questa legge di bilancio. Grazie.”

Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

12 pensieri riguardo “Pensioni anticipate 2018-2019, ultime news: l’Ok a quota 41 ancora in dubbio

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    26 Ottobre 2018 in 20:43
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    Ma quale aspettativa di vita?
    Quando uno ha lavorato 41 anni deve avere diritto alla pensione punto e basta.
    Tutti quelli che muiono senza nemmeno riavere una parte dei contributi versati, nessuno dice niente di questi.
    Vergogna!!!

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      27 Ottobre 2018 in 14:59
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      Fatela finita una volta per tutti. Vi rimangiate quota 100. Prorogate opzione donna e abrogate l incremento AdV2019. Basta

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    26 Ottobre 2018 in 18:25
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    Ormai ogni manovra mi da l impressione che punta o a penalizzare l età o l assegno…
    Le Trasmissioni tv ormai cercano di farci il lavaggio del cervello…con i soliti ritornelli ,spread,debito pubblico..ecc
    Dall altra i Milioni di poveri da mentenere,cheiese che crollano,ecc.

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    26 Ottobre 2018 in 17:46
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    Raggiungo i 42 anni e 10 mesi il 2 gennaio 2019…paradossalmente dovrò lavorare e versare altri 5 mesi di contributi…mentre chi ne ha solo 38 di anni contributivi potrebbe uscire prima

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    • Erica Venditti
      28 Ottobre 2018 in 12:49
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      Saverio se tutto fosse confermato vi sarà almeno per le anticipate lo stop dell’adv dal 2019, dunque basteranno 42 anni e 10 mesi, ma attendiamo di leggere il testo della manovra. Saluti, Erica

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    26 Ottobre 2018 in 17:39
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    Oramai ho perso la speranza visto l atteggiamento di questo governo nei confronti di chi ha 4142 anni di lavoro contributi…
    Preferiscono mandare in pensione chi ha versato 38 anziché 42 senza una valida ragione!!!
    Hanno messo il paletto 62 anni x fare meglio del PD…
    Non coerenti

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    26 Ottobre 2018 in 14:11
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    Ma agl’esodati non ci pensa nessuno???? Sessantenni con trent’anni di contribuzione che hanno perso il lavoro e sono senza sussidi???? Almeno avevano la speranza dell’Ape Social…….ma non si sa se la prorogano. Vergognoso rimaniamo al palo come sempre.

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    26 Ottobre 2018 in 12:26
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    OGNI GIORNO BLA,BLA,BLA, TANTE PAROLE E FATTI ZERO. IL BLOCCO DELL’ADV E’ LA BASE DA CUI DEVE PARTIRE LA RIFORMA PENSIONISTICA .

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      26 Ottobre 2018 in 12:42
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      Il cosiddetto calcolo dell’aspettativa mi sembra somigliare tanto al gioco dell’oca: quando stai per arrivare al traguardo, ritorni alla partenza. Altrimenti riprenderesti qualcosa di quella nuova “imposta sul debito pubblico” che, ho l’impressione, siano diventati i contributi versati, inutilmente?, per decenni per la nostra “eventuale” pensione e sempre a qualcos’altro destinati!
      Che fine hanno fatto i nostri contributi se, poi, quando si tratta di erogare le pensioni e il TFS, i soldi sembrano non bastare mai? Eppure il 33% mensile è la quota più alta del mondo!

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    26 Ottobre 2018 in 12:09
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    Un altro esempio della coerenza di questi Signori: prima ti dicono che vorrebbero ricalcolare tutte le pensioni, addirittura già in essere, quindi incostituzionalmente, perlomeno (per ora aggiungo io), sopra un certo importo perché, ricevo l’impressione, secondo loro non contano le regole dello Stato cui i pensionati erano OBBLIGATORIAMENTE legati ma la loro idea ossessiva del prendere solo “in base a quanto versato”. E, poi, quando si tratta di mandare in pensione i lavoratori, NON TENGONO CONTO DEGLI ANNI DI CONTRIBUZIONE E RELATIVI CONTRIBUTI VERSATI ma dell’età anagrafica! Per non parlare dell’aumento delle “pensioni di cittadinanza” a 780 euro di chi, magari, zero contributi abbia versato per la pensione sociale, e del “reddito di cittadinanza” che, dietro, zero contributi ha.
    Viva la coerenza!

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    26 Ottobre 2018 in 12:07
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    Il requisito anagrafico e’ “prioritario” in quasi tutti i sistemi previdenziali del pianeta …
    Ci sono comunque rispettabili eccezioni: in Turchia (che certamente non e’ il paradiso in terra ..) chi ha versato 25 anni di contributi puo’ lasciare il posto libero a un giovane ..
    Il punto sarebbe un altro: in Italia, chi e’ seduto nella stanza dei bottoni ama copiare dalle altre nazioni solo alcuni aspetti tralasciandone altri ..!! (chissa’ perche’)
    REQUISITO ANAGRAFICO DEI 62 ANNI come in Francia? Benissimo … ma “per coerenza” me lo devi porre a prescindere dai contributi versati (e invece oggi 38 … domani 40 … dopodomani 42 ..)
    Andrebbe quindi rispettata/accettata – anche – la logica (francese) secondo cui i precoci possono andare via prima dei 62 anni ..!!
    Ad ogni buon conto … ormai in Italia .. nella stanza dei bottoni … non ci sono solo gli italiani ..

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    26 Ottobre 2018 in 11:33
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    sono d’accordo con Sinesi, l’aspettativa di vita non è realistica, ho perso tanti miei amici di età compresa da 56 a 64 anni, secondo me è una cospirazione tra l’ISTAT e il governo, per avere la scusante di aumentare così l’età pensionabile(vecchiaia), aumentare gli anni di contributi per pensione anticipata e diminuire il coefficiente di trasformazione che serve per il calcolo dell’assegno pensionistico.

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