Pensioni anticipate 2018, il punto oggi 28/6 su precoci, esodati e opzione donna

Ultime notizie oggi su pensioni anticipate precoci, donne ed esodati

Le ultime novità sulle pensioni anticipate al 28 giugno 2018 si susseguono di ora in ora, ma riguardano, allo stato attuale più il malcontento dei sindacati e dei politici, Ghiselli, Pedretti, Proietti, Damiano, Nannicini ,solo per citarne alcuni, hanno espresso il loro parere in questa direzione, e dei lavoratori su quello che pare essere un ‘non operato’ dell’attuale Governo.

Ad oggi in molti sui social lamentano nessuna certezza in campo previdenziale, restano i dubbi sui paletti inerenti quota 100 e 41, non sono pervenute né smentite né conferme dal Ministro del Lavoro Di Maio, nulla si sa sulle intenzioni precise inerenti la risoluzione, che dovrebbe, invece, essere prioritaria e immediata, del dramma degli esodati, molti dubbi anche sull’eventuale proroga dell’opzione donna, sarà con gli stessi requisiti della legge 243/2004 e fino a quando?

Pensioni 2018, le prime azioni di protesta contro il Governo

Iniziano dunque le prime azioni di protesta nei confronti di quel contratto di Governo che sebbene piuttosto chiaro al punto 17 al momento pare ‘carta straccia’, i precoci stanno pensando ad una ‘marcia’ su Roma, le donne del Movimento opzione donna si rivolgono con un post di Lucia Rispoli direttamente al Governo, mentre Mauro D’Achille del gruppo Lavoro e Pensioni: problemi e soluzioni invita il Governo a tornare a puntare l’attenzione su temi importanti e non solo su azioni d’effetto propagandistico come il taglio degli assegni d’oro che porterà nelle casse ben pochi ‘spiccioli’ e serve solo a distogliere l’attenzione dai problemi seri.

Ecco le sue parole: “Continua su più fronti il pressing sul ministro del lavoro Di Maio. Dopo i social, in tutti i gruppi oramai si critica il suo non operato, Dopo le opposizioni, in special modo dal PD con Cesare Damiano , Orlando, Nannicini e Marco Leonardi , Adesso anche i sindacati, e non da adesso, con Ivan Pedretti , Roberto Ghiselli e Proietti, invitano il ministro a parlare non tanto delle pensioni d’oro che a quanto sembra porteranno un risparmio di 40milioni, quanto delle pensioni dei lavoratori. È sempre con un occhio di riguardo agli esodati e ai lavori di cura della Donne. Quando si inizierà a parlare di argomenti concreti, quando si aprirà un tavolo di trattative con le forze sociali?”.  Gli esodati sono tra i primi a chiedere giustizia, una giustizia negata nel lontano 2011, riportiamo le parole di Alboni: “sono un caso sociale di ingiustizia e disuguaglianza e furto di dignità fatto nella notte del 4 dicembre 2011 “.

Gli esodati al Governo: nessun minestrone con altre problematiche, subito nona salvaguardia

Sebbene nei giorni scorsi Luigi Di Maio a Zapping Radio 1 sia tornato a parlare in parte di esodati, come ricorda Elide Alboni amministratrice del Comitato esodati licenziati e cessati: “Puntata del 22.06. la nostra Roberta Zangrilli riesce fare parlare Di Maio riguardo i ~6000 esodati“, le dichiarazioni non hanno per nulla soddisfatto.

Tanti i commenti sulla pagina dove è stato riproposto il podcast dell’intervista tra questi quello di Cassandra, che pare centrare e sintetizzare il punto : “La risposta di Di Maio per quanto mi riguarda non mi ha entusiasmato per nulla. Mi è apparsa diplomatica nel non sottolineare tempi di realizzazione per la nostra urgentissima causa.

Noi non possiamo attendere un vago prossimo decreto che accomuni quote e OD perché noi non abbiamo più di che mangiare!!!!! Noi stiamo vivendo grazie agli aiuti di persone di animo buono che siano organizzazioni umanitarie, parenti, amici, ecc.  Se avessimo un lavoro non chiederemmo un decreto urgente!!!!  Se non ci danno pensione andiamo a Montecitorio a mangiare alla loro mensa! NONA SALVAGUARDIA SUBITO E SENZA PALETTI DISCRIMINATORI!

Gli fa eco Luigi Metassi, amministratore del Comitato, che puntualizza piccato: “ Siamo al solito minestrone atto unicamente a confondere le acque in quanto a priorità degli interventi. Che nessuno osi allungare le mani sulle esigue risorse rimaste agli esodati o si permetta di anteporre ad essi problematiche pur condivisibili e da noi stessi sentite ma chiaramente non sovrapponibili al calvario di chi è costretto ad arrabattarsi tra parenti, amici e Caritas per sopperire a quasi sette anni di reddito vacante a causa di un provvedimento legislativo da più parti riconosciuto incostituzionale”.

Poi Metassi continua: “Chi si batte per gli esodati, con onestà intellettuale rifugge dal fare un tutt’uno delle problematiche e chiede una sola cosa: subito un decreto per la nona salvaguardia. Chi non si pone su queste nette e chiare posizioni non sta lavorando per gli esodati”.  Amareggiate dalla situazione di stallo anche le donne che dal canto loro chiedono, alcune perché non hanno altra scelta essendo già disoccupate o con situazioni famigliari complesse, venga prorogata l’opzione donna, ossia la possibilità di lasciare il lavoro a 57/58 anni con 35 anni di contributi anche se con assegno calcolato con contributivo.

Pensione Opzione donna, che fine hanno fatto le promesse?

Lucia Rispoli amministratrice del ‘Movimento Opzione donna‘ scrive chiedendo chiarezza al Governo gialloverde:   “Sono tre lunghi penosissimi anni che il Movimento5stelle e la Lega – Noi Con Salvini presentano interrogazioni e ddl per la proroga di Opzione Donna al 2018. Nel corso di questi tre lunghi anni ci avete detto che le vostre proposte di legge venivano bocciate perché non rappresentavate la maggioranza e veniva sempre esercitato un uso improprio del voto di fiducia, MA che, se le votazioni politiche vi avessero premiato, allora sì che avreste potuto approvare per le donne la proroga di Opzione Donna al 2018. La proroga OD al 2018 era presente in entrambi i programmi elettorali ed ha trovato quindi il consenso delle lavoratrici di 57/58 anni con 35 anni di contributi, tenute in sospeso dal 31.12.2015 dalle politiche dei precedenti governi esplicitamente contrari alla proroga”

Poi prosegue rimarcando che le donne hanno dato il loro voto al M5S ed alla Lega sulla base di quelle promesse e che ora vigileranno affinché vengano mantenute: “Con soddisfazione queste migliaia di donne lavoratrici hanno preso atto che la Proroga Opzione Donna era stata inserita nel “Contratto di Governo del Cambiamento“.

Attenzione! Queste migliaia di donne vigilano quotidianamente “la temperatura politica” e cominciano a NON comprendere più! È il linguaggio che sta cambiando, oppure stanno cambiando le clausole o le regole di questo contratto? Noi, donne condannate dalla legge Fornero, abbiamo trascorso tre lunghi interminabili anni a testimoniare con la nostra vita, la nostra esperienza, la nostra determinazione per incidere, sull’agenda politica del Paese, il nostro bisogno di equità e giustizia in tema previdenziale.”

Poi conclude: “Chiediamo ORA trasparenza e certezza. Vogliamo sapere in modo definitivo SE, COME e QUANDO questo Governo intenda portare ad approvazione la PROROGA di OPZIONE DONNA AL 2018 con i requisiti previsti dalla legge 243/2004.” Dal canto loro anche i precoci iniziano ad avere dei dubbi sulle intenzioni del Governo e vogliono organizzare una ‘marcia’ su Roma per ricordare al Governo quanto avevano promesso sia in campagna elettorale che nel contratto di Governo.

Pensioni anticipate precoci: prossima mobilitazione a Montecitorio?

Maurizio D’Onofrio, amministratore del gruppo ‘lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti’ ha scritto un post sul gruppo a sfondo rosso con l’intento di attirare l’attenzione degli iscritti, in questi giorni particolarmente attivi sui gruppi dato il malcontento sulle ipotizzate misure di pensione anticipate quota 100 e 41 con paletti penalizzanti.

“Se dovessimo organizzare una manifestazione a Montecitorio in quanti saremo? Forza Leoni …. rispondete”. In pochissime ore il post ha raccolto moltissimi like, condivisioni e commenti positivi. Palpabile il disappunto verso il Governo di moltissimi lavoratori precoci che poco hanno digerito l’ultima indiscrezione in base alla quale al più il Legge di Bilancio si partirà con quota 100, mentre la quota 41 sarebbe rinviata a data da destinarsi.  Fateci sapere con un commento nell’apposita sezione a quale categoria appartenente e cosa vorreste, se ve ne fosse dato il modo, chiedere o precisare a Salvini e Di Maio.

11 commenti su “Pensioni anticipate 2018, il punto oggi 28/6 su precoci, esodati e opzione donna

  1. Nessuno più parla di OPZIONE DONNA. I fondi ci sono, basta solo una proroga all’età anagrafica, perché siamo fermi alle nate al 1958…… che ci vuole ?

  2. Cari Di Maio e Salvini sono un precoce leghista da sempre. A novembre arriverò a 42 anni di contributi con 59 anni, ti ho dato fiducia, ti avevo creduto. Fammi capire mandi in pensione chi ha lavorato 36 anni e mi lasci ancora sul posto di lavoro??????? Tutti i voti che avete preso il 4 marzo da precoci, donne ( opzione donne ) cominciano a vacillare. Occhio che farete la fine di Renzi dalle stelle alle stalle, ma comincio a pensare che voi siete ancora peggio del fiorentino !!!

  3. Non preoccupiamoci pero’ solo di quello che sta avvenendo “oggi” al nostro (massacrato)orticello … : SE NON VIENE BLOCCATA L’ ADV (basata sui presunti calcoli che “alcuni” hanno fatto – a tavolino – ) NEL GIRO DI UN PAIO DI DECENNI SI ANDRA’ IN PENSIONE A 72 ANNI ..!!!
    Un conoscente e’ deceduto un paio di anni fa a – soli – 56 anni di cancro … era single … e i contributi da lui versati (in oltre 30 anni) sono finiti nel …. “nulla” !!
    NON SO SE MI SONO SPIEGATO …..

  4. Ok per pensione quota 100 con 63/64 anni!? Ma i precoci che abbiano versati 41 anni o li verseranno nel 2019 dovrebbero essere inclusi nella stessa Manovra poiché la differenza con chi-non precoce- si attesterà in futuro su 41 anni di versamenti è sostanziale in quanti ulteriori proroghe porterebbero i precoci stessi a 42 o verso i 43!! Quindi occorrerebbe tenerne conto già nella Manovra di fine 2018. Grazie per L attenzione

  5. Buongiorno mi piacerebbe sapere quando andrò in pensione visto che ho la 104 e 27 anni di contributi. Faccio presente che ho 65 anni ed il 75% di invalidità. Da 10 anni sono disoccupata. Grazie

    1. Con l’ape social sarebbe andata con 30 anni di contributi e 63 d’età, ma non verrà prorogata altre il 2018. Allo stato attuale non sappiamo quali agevolazioni concederà il Governo per le categorie maggiormente disagiate

  6. Ma forse non avete ancora capito che la campagna elettorale e’ finita ed ora le difficolta’ di applicare le promesse emergono, quindi si comincia a mettere paletti da tutte le parti .

  7. Gentile Prof.ssa Fornero,
    ha già combinato grossi guai per i (poveri) lavoratori, la sua riforma ha “salvato” l’Italia (ma siamo così sicuri che non ci fossero altre misure?), ma non gli italiani…. l’attuale proposta cosiddetta “quota 100” , o altre ipotesi ancor più flessibili, certo, ci lascerebbero sempre “poveri”, ma in grado di poter scegliere liberamente della nostra vita…
    La smetta, gentile Prof.ssa di ergersi a paladina della Nazione, si goda la sua pensione, se ne stia in silenzio, nel rispetto di chi sta in grosse difficoltà per situazioni onerose che (anche) lei ha contribuito a creare!!!

  8. Bravi!!!
    …io da ignorante in politica posso solo dire che basterebbe solo modificare i limiti che tutt ora ci sono x i precoci tipo se sei precoce vai con 41 e stop
    Senza che devi stare a morire te o uno dei tuoi cari oppure mendicare da 3 mesi…..!!!!

    1. Qualche luminare che si permette di decidere il destino dei lavoratori mi può spiegare come un camionista può essere considerato precoce, cioè avere un anno di lavoro entro i diciannove anni quando per avere una patente superiore necessaria per guidare un mezzo pesante di anni devi averne vent’uno?

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