Pensioni anticipate 2018, news oggi 14/6 da Salvini: subito quota 100!

Le ultime novità sulla pensione anticipata 2018 ad oggi 14 giugno giungono direttamente da Salvini, che ieri ha ribadito l’impegno preso in campagna elettorale sul fronte pensioni e la volontà di rispettare quanto enunciato nel contratto di Governo. Le intenzioni sarebbero quelle di consentire subito la quota 100 per poi arrivare all’obiettivo dell’uscita con 41 anni di contributi. Nell’intervento di ieri Salvini non ha minimamente menzionato paletti e/o vincoli relativi alla misura di uscita anticipata. Strategia o era davvero questo il segnale e la rassicurazione che aspettavano gli italiani dopo le polemiche sorte nei giorni scorsi a seguito delle parole di Alberto Brambilla, mente del capitolo previdenziale della Lega, che aveva parlato di quota 100 con tre paletti? Il punto ad oggi e le parole di Salvini

Pensioni anticipate quota 100 subito poi 41: le promesse di Salvini

Matteo Salvini all’assemblea di Confesercenti fa degli annunci importanti dicendo le prime mosse che intende fare il Governo: “Niente limite all’uso del contante, flat tax già nel 2018, smantellamento della riforma Fornero e subito quota 100,  cedolare secca anche per gli affitti commerciali e stop all’Imu per i negozi sfitti”.

Poi precisa, spiegando dal palco, che il Governo intende procedere a brevissimo sulla previdenza, nello specifico le intenzioni restano quelle di proseguire «smontando la Fornero», per farlo si introdurrà “subito” quota 100,  avendo poi come “obiettivo finale” la quota 41 anni di contributi. A quanti si staranno chiedendo dadove deriveranno le coperture, Salvini ha subito precisato: Le coperture arriveranno da maggiori margini di manovra sui conti pubblici, che Salvini è certo di poter ottenere “ridiscutendo le regole europee” e grazie agli introiti che perverranno da “un po’ di giustizia sul fronte fiscale”. Così esposto il programma sul fronte previdenziale sarebbe in linea con quanto affermato sempre in campagna elettorale, una rassicurazione, quella derivante dal fatto di non mensionare mai paletti né anagrafici né derivanti da eventuali ricalcoli contributivi, che rassicurano i precoci preoccupati delle affermazioni precise fatte da Alberto Brambilla.

Pensioni anticipate quota 100 vista da Brambilla

Sollevati sui social si mostrano i lavoratori per il fatto che al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali non siederà il temuto Alberto Brambilla, ma Claudio Cominardi del M5S, che si è sempre detto pro quota 41 e per la pensione a partire da 40 anni di contributi, e Claudio Durigon della Lega.

La pensione anticipata con quota 100 potrebbe essere dunque non solo la priorità del Governo , ma anche una soluzione per una platea maggiore rispetto a quella rappresentata da Brambilla. Che a ‘Porta a Porta’ aveva introdotto l’uscita anticipata spiegandone dettagliatamente i vincoli:  quota 100, ossia sommando età anagrafica e contributiva, a partire dai 64 anni d’età e 36 di contributi, ricalcolo dell’assegno contributivo a partire dal 96 e possibilità di giungere al montante contributivo usando al più due anni di contributi figurativi, esclusi leva e maternità. Vincoli che ovviamente avrebbero ridotto e di molto la platea e che non piacevano ai lavoratori, il fatto, a detta loro, che Salvini abbia parlato di quota 100 subito, senza menzionare restrizioni è un buon segno. Voi cosa ne pensate al riguardo? Sarà dunque davvero possibile accedere alla quiescenza anche solo con 40 anni di contributi e 60 d’età oppure Salvini ha parlato di ‘quota 100’ , senza entrare nel dettaglio, ma sarà realizzata stando alle indicazioni di Brambilla?

 

 

Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

15 pensieri riguardo “Pensioni anticipate 2018, news oggi 14/6 da Salvini: subito quota 100!

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    15 Giugno 2018 in 12:34
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    Il mio commento e il mio parere e sentore è: chiudere tutte le regioni e provincie che è solo un sperpero di denero inutilmente e affidare tutto ai sindaci dei relativi comuni italiani e far gestire loro direttamente i fondi che vengono assegnati da roma ok. poi per quanto riguarda la flat tax e le pensioni potremmo andare tutti gli italiani a 35 anni di contributi non avendo spese inutilmente e favorire di piu il popolo no ai politici burocrati e fannulloni e privileggiati fino alla settima generazione che con tutto quel denaro l’Italia si puo permettere questo e altro e se a l’Europa non gli sta bene a noi populino non c’è ne puo fregare piu di tanto perche l’italia è ricca e non dimentichiamo che eravamo la terza forza a livello mondiale e nessuno e ripeto nessuno mai puo e deve dettare legge per noi altrimenti sarà la fine che italiani saremmo quelli dei compromessi! quelli che vanno per se stessi per i propri interessi e non per l’interesse dell’italia la nazione piu bella al mondo e con dei cervelli di saper inventare tutto e di piu ( non serve ne la merkel e ne altri) anche se io sono un Canadese che vive in Italia lo dico da sempre. good luck a tutti. viva l?italia

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    15 Giugno 2018 in 11:24
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    64 anni, 32 anni versamenti misti, disoccupato, quando posso andare in pensione?

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    • Erica Venditti
      18 Giugno 2018 in 10:55
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      Potrebbe informarsi per l’ape sociale ma dipende dal tipo di lavoro che ha fatto in alcuni casi occorrono 36 anni di contribuzione. La misura è attiva fino al 31/12/2018 a partire dai 63 anni d’età, provi ad informarsi specificando bene la sua situazione all’Inps.

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    14 Giugno 2018 in 23:45
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    Tutti avete belle parole….
    Vedremo….
    Aspettiamo fiduciosi l ennesima fregatura tra un paletto e l altro….è tanto che ho fiducia e speranza!!!
    Comincio a essere stanco….

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      15 Giugno 2018 in 12:36
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      Il mio commento e il mio parere e sentore è: chiudere tutte le regioni e provincie che è solo un sperpero di denero inutilmente e affidare tutto ai sindaci dei relativi comuni italiani e far gestire loro direttamente i fondi che vengono assegnati da roma ok. poi per quanto riguarda la flat tax e le pensioni potremmo andare tutti gli italiani a 35 anni di contributi non avendo spese inutilmente e favorire di piu il popolo no ai politici burocrati e fannulloni e privileggiati fino alla settima generazione che con tutto quel denaro l’Italia si puo permettere questo e altro e se a l’Europa non gli sta bene a noi populino non c’è ne puo fregare piu di tanto perche l’italia è ricca e non dimentichiamo che eravamo la terza forza a livello mondiale e nessuno e ripeto nessuno mai puo e deve dettare legge per noi altrimenti sarà la fine che italiani saremmo quelli dei compromessi! quelli che vanno per se stessi per i propri interessi e non per l’interesse dell’italia la nazione piu bella al mondo e con dei cervelli di saper inventare tutto e di piu ( non serve ne la merkel e ne altri) anche se io sono un Canadese che vive in Italia lo dico da sempre. good luck a tutti. viva l?italia

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    14 Giugno 2018 in 21:17
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    Un saluto e un ringraziamento a Massimo per le parole di sostegno. Auspico un esito positivo per tutti coloro che stanno aspettando il riconoscimento dei propri sacrosanti e sudati diritti. Come si dice in questo casi: LA PENSIONE LA VOGLIO DA VIVO!

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    14 Giugno 2018 in 21:13
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    Buonasera,condivido in tutto il commento all’articolo inviato da Franco e ribadisco che comunque si raggiunga,partendo da 60 anni,la quota 100 sia più che sufficiente per lasciare il lavoro e godersi se possibile il diritto di andare a riposo.Qualcuno pone quesiti sulle coperture.A prescindere dalle varie ipotesi giornalistiche che leggo da più parti in questi ultimi tempi,sarà comunque compito del ministro proposto a dare risposte in questo senso.Auspico che si possano trovare tutte le coperture necessarie con la stessa celerità con cui sono stati trovati i 20 miliardi per il decreto salvabanche del governo Renzi.

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    14 Giugno 2018 in 19:58
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    Tralasciando alcuni commenti probabilmente espressi da elettori del pd è sicuramente auspicabile l’applicazione in tempi brevissimi del punto 17 del contratto di governo relativo alla questione pensioni.Non sono contemplati paletti ne tantomenosi parla di penalizzazioni sull’assetto pensionistico.Il tutto firmato da Salvini eDi Maio.Gli impegni presi devono essere rispettati magari con tempistiche differenti ed elementi prioritari come appunto le pensioni.Troppa gente aspetta,come il sottoscritto che ha già superato con 63 anni e quasi 40 di contronuti quota 101,di andarsene fuori dalle scatole e far posto al qualche giovane uomo o donna che sia.Diversamente oltre al consenso elettorale perderebbero anche la credibilità. ..e lega e 5 stelle non otterranno la stessa pazienza da parte del popolo avuta per gli altri scellerati e bugiardi predecessori durata più di 20 anni!!

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      14 Giugno 2018 in 20:11
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      Ciao Franco come ho avuto modo di rimarcarlo giorni fa ritengo che un sessantatreenne con 40 anni di contributi abbia il sacrosanto diritto di godersi il meritato riposo. Aggiungo inoltre che il tuo diritto deve essere avvalorato dal dovere di chi ci governa oggi di far approvare immediatamente la legge pensionistica così come annunciato in campagna elettorale. Tu hai ampiamente superato la quota 100 e pertanto devi ottenere il diritto alla pensione immediatamente senza se e senza ma. Ti saluto

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    14 Giugno 2018 in 15:53
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    Abolire la riforma Fornero introducendo altro che non preveda dei paletti è una pura illusione, il tutto sarebbe troppo costoso. Quello che stanno proponendo per la Q100 è la brutta copia del ddl 857 proposto in passato dall’On. Damiano, che però prevedeva la combinazione con un’ età anagrafica che andava da 62 a 65 anni.
    Se quota 100 e quota 41 saranno affiancate alla legge Fornero come opzioni tra cui il lavoratore potrà scegliere per andare in pensione (quella migliore), forse la cosa potrà funzionare, perché così facendo verrà aumentata la flessibilità in uscita. Altrimenti il tutto sarà peggiorativo per molte persone in quanto rispetto alla Fornero gli assegni percepiti saranno più bassi (calcolo contributivo).
    Come scritto in precedenza faccio presente quanto segue:
    chi è nato nel 1957 iniziando a lavorare a 20 anni, secondo la Legge Fornero, andrebbe in pensione nel 2020 con 43 anni e 3 mesi di contribuzione all’età di 63 anni (63 anni + 43 contribuzione = quota 106). Secondo quanto proposto nel programma della Lega, scritto da Alberto Brambilla, quota 100 è
    uguale a un’età minima di 64 anni (fissa) + 36 anni di contributi.
    La stessa persona nata nel 1957, se la Legge Fornero venisse abolita e sostituita da quanto proposto nel programma della Lega, si vedrebbe allontanare l’età pensionabile di un anno, perché passerebbe
    da 63 a 64 anni (con il calcolo contributivo dal 1996 invece che dal 2011).
    Durante la campagna elettorale hanno parlato anche di quota 41 anni di contributi per poter andare in pensione senza limite di età.
    Alberto Brambilla parla di superamento della Legge Fornero, non di cancellazione (sarebbe dinamite,
    testuali parole di Brambilla) utilizzando quota 100 e quota 41 con relativi paletti (tutto contributivo in entrambi i casi per limitare gli accessi).

    C’è qualcosa che non torna rispetto a quanto sbandierato in campagna elettorale, ma in modo peggiorativo, per molte persone dove sta il vantaggio?
    Dove non c’è un vantaggio c’è la rimessa.

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      14 Giugno 2018 in 23:56
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      mi domando …cosa vogliono dei contributi figurativi ???? l’italia si è formata sui contributi figurativi è sono stati sempre buoni per accedere o accompagnare alla pensione …adesso leggo che al massimo si possono presentare solo due anni ,,,e gli altri contributi figurativi non valgono piu ? ????? spero solo che non facciano una legge piu’ schifosa della fornero

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    14 Giugno 2018 in 15:08
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    Ritengo Matteo Salvini una persona intelligente e come tale manterra’ quanto detto in campagna elettorale consapevole che un eventuale retromarcia costerebbe cara in termini di consensi elettorali. Dopotutto si tratta di abolire una delle leggi piu’ discusse che hanno recato danno a migliaia di lavoratori quale la legge Fornero. Forza Matteo i cittadini ti hanno dato fiducia anche per l’abolizione della legge Fornero. Fai in modo che il Parlamento approvi quanto prima la riforma pensionistica con l’introduzione della quota 100 senza vincoli. Non ascoltare i consigli che arrivano dai vari esperti di turno e prosegui per la tua strada. Noi elettori ne terremo conto
    ne puoi stare certo.

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      15 Giugno 2018 in 0:03
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      spero solo che non ci siano paletti altrimenti peggioreranno anche la legge fornero ….almeno con la Fornero i contributi figurativi erano buoni …quanto leggo per il governo nuovo i figurativi non sono piu’ buoni ..spero di sbagliarmi perche’ sarebbe una grandissima delusione

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    14 Giugno 2018 in 14:35
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    IL CONTRATTO PER IL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO ALL’ART. 17 , PER QUANTO RIGUARDA QUOTA 100 STATUISCE:
    ………………………Daremo fin da subito la possibilità di uscire dal lavoro quando la somma
    dell’età e degli anni di contributi del lavoratore è almeno pari a 100,…………………………………….

    Sono fermamente convinto che sia LA LEGA CHE IL M5S manterranno fede a quanto inserito NEL CONTRATTO DI GOVERNO .
    Migliaia e migliaia di lavoratori e lavoratrici che hanno CENTRATO LA QUOTA 100 , (60/40 – 61/39 – 62/38 – 63/37 – 64/36 – 65/35 – 66/34), siamo in attesa del PROVVEDIMENTO che consente di poter accedere VOLONTARIAMENTE AL PENSIONAMENTO.

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      14 Giugno 2018 in 15:58
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      Abolire la riforma Fornero introducendo altro che non preveda dei paletti è una pura illusione, il tutto sarebbe troppo costoso. Quello che stanno proponendo per la Q100 è la brutta copia del ddl 857 proposto in passato dall’On. Damiano, che però prevedeva la combinazione con un’ età anagrafica che andava da 62 a 65 anni.
      Se quota 100 e quota 41 saranno affiancate alla legge Fornero come opzioni tra cui il lavoratore potrà scegliere per andare in pensione (quella migliore), forse la cosa potrà funzionare, perché così facendo verrà aumentata la flessibilità in uscita. Altrimenti il tutto sarà peggiorativo per molte persone in quanto rispetto alla Fornero gli assegni percepiti saranno più bassi (calcolo contributivo).
      Come scritto in precedenza faccio presente quanto segue:
      chi è nato nel 1957 iniziando a lavorare a 20 anni, secondo la Legge Fornero, andrebbe in pensione nel 2020 con 43 anni e 3 mesi di contribuzione all’età di 63 anni (63 anni + 43 contribuzione = quota 106). Secondo quanto proposto nel programma della Lega, scritto da Alberto Brambilla, quota 100 è
      uguale a un’età minima di 64 anni (fissa) + 36 anni di contributi.
      La stessa persona nata nel 1957, se la Legge Fornero venisse abolita e sostituita da quanto proposto nel programma della Lega, si vedrebbe allontanare l’età pensionabile di un anno, perché passerebbe
      da 63 a 64 anni (con il calcolo contributivo dal 1996 invece che dal 2011).
      Durante la campagna elettorale hanno parlato anche di quota 41 anni di contributi per poter andare in pensione senza limite di età.
      Alberto Brambilla parla di superamento della Legge Fornero, non di cancellazione (sarebbe dinamite,
      testuali parole di Brambilla) utilizzando quota 100 e quota 41 con relativi paletti (tutto contributivo in entrambi i casi per limitare gli accessi).

      C’è qualcosa che non torna rispetto a quanto sbandierato in campagna elettorale, ma in modo peggiorativo, per molte persone dove sta il vantaggio?
      Dove non c’è un vantaggio c’è la rimessa.

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