Pensioni anticipate 2018, news quota 100 Di Maio: servono 64 anni?

Le ultime novità sulle pensioni anticipate 2018 ruotano intorno ai primi annunci fatti dal neo ministro del Lavoro Luigi Di Maio e sulla misura che più pare interessare i lavoratori in attesa di anticipare la quiescenza, ossa la quota 100. Moltissimi sono i titoli dei giornali che nelle ultime ore cercano di spiegare gli eventuali paletti insiti nella quota 100, che sembrerebbe, ormai sempre più probabile, poter essere fruibile da chi ha almeno 64 anni d’età e 36 di contributi. Se così fosse spiega Damiano, la misura rischierebbe di divenire penalizzante per alcuni, sulla questione è intervenuto anche Tito Boeri, Presidente dell’Inps, che si dice pronto a collaborare con il nuovo Governo a patto che vi sia chiarezza sulle intenzioni e sui requisiti necessari, perché in base a questi si ragionerà sulle possibili coperture.

Pensioni anticipate 2018/19, quota 100: servono 64 anni e 36 di contributi

La Stampa specifica: “Cuore di questo lavoro è l’introduzione della «quota 100» e dei 41 anni di contributi per ottenere la pensione, con l’ipotesi di ricorrere ai fondi di solidarietà. In breve, la «quota 100» si raggiunge con la somma di 36 anni di contributi e almeno 64 anni di anzianità. Se invece si hanno 41 anni di contributi versati, la soglia minima di età per andare in pensione non viene considerata. Tutto questo, come da contratto, verrebbe portato avanti «tenuto conto dei lavoratori impegnati in mansioni usuranti»”.

Boeri dal canto suo vuole vederci chiaro sulla quota 100, che pare già diversa dai proclami iniziali del Governo giallo-verde e specifica a SkyTg24 a proposito delle ultime dichiarazioni di Luigi di Maio  “Siamo pronti a collaborare a mettere in atto le decisioni che verranno prese. L’unica cosa che chiedo è che gli annunci siano precisi se si parla di quota 100, vuol dire che un lavoratore che ha 60 anni di cui 40 di contributi potrà andare in pensione, stiamo creando questa aspettativa. Se invece si vuole porre una condizione anagrafica di 64 anni, questo è diverso, ed è bene essere chiari perché le famiglie si fanno delle aspettative”.

Brambilla, l’estensore del capitolo pensioni del programma gialloverde di governo, il professor Alberto Brambilla, è molto chiaro: «Per trovare, anche in questo caso, le coperture necessarie alla quota 100 e ai 41 anni di contributi, l’Ape sociale andrebbe eliminata e, con essa, il concetto di “lavori gravosi”, che non esiste in natura. Poi, è evidente, deciderà Di Maio».  Cesare Damiano preoccupato interviene sulla questione.

Pensioni anticipate quota 100 da 64 anni penalizzante!

Avvisa Damiano: “Se fosse vero che parte da 64 anni di età, questa scelta rappresenterebbe una penalizzazione per chi svolge attività gravose perché questi lavoratori possono andare in pensione a 63 anni con Quota 99 (63 più 36 di contributi). Non solo, per chi è disoccupato o ha un familiare disabile a carico, i contributi scendono a 30 anni (Quota 93). Per le donne, poi, c’è uno sconto ulteriore di un anno per ogni figlio (massimo 2 anni), che porta i contributi necessari a 28 anni (Quota 91). Inoltre, non bisogna dimenticare sempre per queste 15 categorie di lavoratori – prosegue l’esponente del Pd -, che svolgono attività gravose, c’è anche il blocco dell’aggancio dell’età della pensione all’aspettativa di vita. Eliminare l’Ape sociale sarebbe, dunque, molto dannoso per una vasta platea di lavoratori. Si tratterebbe, al contrario, di renderla strutturale“.

Poi aggiunge, difendendo l’Ape volontaria, anche questa a rischio: “Se poi questa scelta dovesse cancellare anche l’Ape volontaria, che prevede alcune penalizzazioni, toglieremmo la possibilità di andare in pensione a 63 anni con soli 20 di contributi. È una possibilità che favorisce chi ha svolto lavori discontinui, in particolare le donne. Come si vede, le pensioni vanno maneggiate con cura, altrimenti si può peggiorare la situazione”.

Damiano promuove invece i 41 anni di contributi che, rivendica, “era una norma contenuta nella proposta di legge Damiano-Gnecchi che ha trovato nella scorsa legislatura una risposta parziale“. Anche qui però le ultime indiscrezioni non la darebbero esente da paletti, che alcuni lavoratori ci stanno facendo, preoccupati, notare. Attendiamo di raccogliere materiale sufficiente e come sempre vi daremo informazioni aggiornate nelle prossime ore.

 

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