Pensioni anticipate 2018, news quota 100 e 41: erano solo propaganda elettorale?

Le ultime novità ad oggi 11 agosto 2018 sulle pensioni anticipate continuano a surriscaldare il clima già rovente di questo caldo agosto e riguardano le reazioni sempre più indignate che si leggono sui social sia da parte dei cittadini che hanno votato per il governo del cambiamento’, quanto da parte di differenti politici di spicco, tra gli ultimi i post di  Anna Giacobbe e Cesare Damiano, così come dei sindacalisti che si dicono avviliti dal non confronto tra il Governo e le parti sociali e del totale disallineamento tra le proposte emerse fino ad oggi sui media e non smentite, rispetto a quelle che erano state le promesse elettorali. Sale sempre più la consapevolezza tra chi segue giornalmente le mosse del nuovo Governo in campo previdenziale che le parole di Luigi Di Maio e di Matteo Salvini siano stata solo propaganda elettorale. Tanti temono che alla prova dei fatti, ossia la prossima legge di stabilità, anche questo esecutivo, quando dovrà ‘scoprire le carte’ e fare i conti con le risorse a disposizione,  non solo non riuscirà ad abolire la Fornero, ma rischierà per fino di peggiorarla.

Pensioni anticipate, i lavoratori furiosi: stop adv, quota 100 e 41  senza paletti subito

Che fine hanno fatto le promesse elettorali? si chiedono all’unanimità quanti commentano giornalmente sul nostro sito, che fine hanno fatto la quota 100 da subito come somma tra età anagrafica e contributiva ( dunque a ragion di logica anche 40+60), per poi arrivare a quota 41 senza limiti anagrafici per i precoci, e la proroga dell’opzione donna? Al momento non sembrano essere queste le intenzioni del nuovo Governo, che pare non smentire i rumors che menzionano unicamente la quota 100 dai 64 anni d’età e 36 di contributi, con un ricalcolo dell’assegno dal 96 in poi con contributivo e la possibilità di utilizzare solo 2 anni di contributi figurativi per raggiungere il montante.

Se così fosse nulla cambierebbe nemmeno col governo del cambiamento per i precoci e/o i quarantunisti che avevano chiesto la quota 41 senza se e ma per tutti e non solo per quanti sono in condizioni disagiate, nessun vantaggio per le donne perché di opzione donna non si sente più parlare, nessun vantaggio per gli esodati che chiedono a gran voce un immediato intervento, prioritario rispetto alla Ldb 2018, che salvi dal dramma 6.000 famiglie in attesa della 9° salvaguardia, nessun intervento per quanti hanno raggiunto la quota 100 ‘libera’. L’unica misura che potrebbe partire dal 2019 sarebbe infatti una quota 100 con dei trucchi, come l’ha definita Damiano, Pd, in quanto prevedrebbe dei vincoli perfino peggiorativi rispetto all’Ape sociale. Il sospetto di molti cittadini, che suggeriscono quanto meno di stoppare da subito l’incremento dei 5 mesi che scatteranno dal 2019 per effetto dell’aumento adv , e che anche la legge di bilancio 2019 si concluderà con un nulla di fatto per le pensioni e con tante speranze che andranno in fumo. Donne, precoci, esodati e tanti lavoratori in attesa dell’abolizione della rigida riforma Fornero potrebbero nuovamente restare ‘a bocca asciutta’.

Pensioni 2018, Damiano a Salvini: prima condivideva la mia proposta di flessibilità, ed ora?

Le formule ha detto Damiano in una recente nota stampa  “vanno utilizzate in modo appropriato, altrimenti si riducono con l’essere un puro strumento di propaganda. È come il caso di Quota 100: se ha come requisito di base un’età anagrafica di 64 anni, oltre a restringere la platea dei potenziali fruitori, è meno vantaggiosa dell’Ape che parte dai 63 anni di età. Se a questo si aggiunge un ventilato ricalcolo contributivo a partire dal 1996 per chi dovesse utilizzare la Quota, saremmo di fronte a un cospicuo taglio dell’assegno pensionistico che porterebbe ad arretrare rispetto all’Ape e a tradire le promesse elettorali.

 “La mia proposta della scorsa legislatura, che Salvini ha affermato di condividere, considerava un taglio dell’assegno pensionistico del 2% per un massimo di 4 anni di anticipo della pensione: all’epoca si ragionava di 66 e 7 mesi-62 e 7 mesi. Una cosa ben diversa”.

I sindacati dal canto loro continuano a richiedere un confronto costruttivo con l’esecutivo, che ad oggi non solo sembra aver depennato dall’agenda politica, come ha detto Ghiselli (Cgil), il capitolo previdenziale, ma non ha ancora ascoltato le parti sociali che ben hanno chiare le priorità del Paese. Non resta che attendere sebbene davvero in molti inizino a pensarla come Damiano ossia che purtroppo: “la legge di Bilancio sarà la prova del nove per un Governo alla disperata ricerca di coperture finanziarie, che non ci sono, per mantenere le numerose promesse elettorali”.

Forse presto per fare considerazioni, meglio ‘lasciarli lavorare’ o siete tra quelli che si aggiungono al malcontento? Fatecelo sapere attraverso il vostro prezioso commento.

 

 

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Autore dell'articolo: Erica Venditti

Erica Venditti
Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

45 commenti su “Pensioni anticipate 2018, news quota 100 e 41: erano solo propaganda elettorale?

    […] Le promesse erano di “abolire le legge Fornero”: direi che le proposte in campo smentiscono o, per essere buoni, ridimensionano quell’obiettivo (o promessa che dir si voglia). L’unico punto confermato pare essere “quota 100”, ma con minimo 64 anni di età, e non più di due anni di contributi figurativi. I destinatari sarebbero persone che hanno avuto carriere sostanzialmente stabili, prevalentemente uomini, che non hanno cominciato a lavorare tanto presto, con pochi contributi figurativi. E quindi tante donne e tanti lavoratori che hanno vissuto crisi aziendali e interruzioni del lavoro, sarebbero tra gli esclusi. […]

    Pierantonio

    (13 agosto 2018 - 14:24)

    Caro Giuseppe,non ti devi scusare, con argomentazioni magari un po’ diverse, ma tutti in sintesi tiriamo dalla stessa parte. Ti voglio citare una delle mie ultime frasi: ” i cosidetti “tecnici” devono pensare non solo ai numeri ma anche alle vite delle persone che ci stanno dentro.” Buone vacanze

    Pierantonio

    (13 agosto 2018 - 11:13)

    Caro Giuseppe, come spero avrai notato il mio rubano era virgolettato e quindi non inteso prettamente con il significato della parola stessa. Chi anni fa e” andato in pensione con le regole di allora ha giustamente avuto quello che le leggi de l tempo permettevano. Però dovrai convenire con me, che soprattutto nel settore pubblico, le regole erano troppo generose. Il compaesano che ho citato nei precedenti post era uno di quelli, in pensione da anni, bello scattante, che alla fine tra lavoro in nero e pensione prendeva molto più di me. E di situazioni del genere ne trovavi e trovi ancora tante. Ho vissuto per lavoro nei primi anni 2000 in Grecia, dove addirittura già a 45 anni andavano in pensione, e c erano più pensionati che lavoratori. Tutti noi abbiamo visto cosa ha comportato questo lassismo oltre alla corruzione in quel paese.
    In italia , la colpa e’ stata della politica di allora, del clientelismo, del tornaconto elettorale, delle “mance” a pioggia e quanto altro.
    Io ribadisco che chi ha fatto 41 anni di lavoro meriti di andare in pensione, ma se si sente ancora fisicamente e mentalmente in grado di proseguire lo possa fare per qualche altro anno.
    L’età giusta per avere il diritto di ritirarsi, al netto dei precoci, delle donne, di chi non ha avuto per sua sfortuna un percorso lavorativo pulito, che va riconosciuto (es disoccupazione, malattie gravi, invalidità accertate) sia dai 60 Max 62 anni.
    Non vorrei poi che passasse il contributivo totale anche per chi aveva 18 anni prima del 1996, peggiorerebbe le cose per chi ha iniziato prima della maggiore eta’ o giù di li’ .
    Al limite se una persona potesse ritirarsi per esempio un anno e mezzo prima della uscita prevista dalla fornero, eventualmente solo una piccola penalizzazione riferita solo a quel periodo.
    Io non sono molto fiducioso su quanto possa o voglia fare il governo. La f. Tax, non mi convince appieno e non vorrei che avvantaggiasse i più ricchi. Per il reddito di cittadinanza o si fanno le cose fatte bene e un sistema di fruizione dello stesso con regole, controlli e centri per l impiego al top (vedi paesi del nord europa) oppure diventera’ il solito sperpero di denaro pubblico. A settembre comunque tutti i nodi dovranno essere sciolti e salvini non potrai più distrarre la gente con il problema immigrati con il quale ci hai rotto i coglioni da giugno fino ad oggi sperando di distogliere il paese da problemi soprattutto economici delle famiglie e delle imprese (es tasse, burocrazia, disoccupazione giovanile e naturalmente il sistema previdenziale)
    Infine auguro a tutti, per quanto possibile, un sereno periodo di ferie, con la speranza per tutti: lavoratori, pensionati, giovani, donne e famiglie di un futuro migliore che noi, il paese più bello del mondo, ci meritiamo, e a chi non ha un lavoro di poterlo trovare al più presto. Viva l Italia!!
    Comunque, se tante argomentazioni di buon senso esposte in molti post venissero recepite dai due fenomeni, aiuterebbero i loro cosiddetti “tecnici” a pensare non solo ai numeri ma anche alle vite che ci stanno dietro.

    Giuseppe C.

    (12 agosto 2018 - 23:48)

    RISCRIVO IL MIO COMMENTO PRECEDENTE, UGUALE, DEL 12 AGOSTO 19,58, GIA’ POSTATO, PRECISANDO CHE, LADDOVE AVEVO SCRITTO “RUBANO”, ORA TRA PARENTESI E SOSTITUITO DA “TOLGONO”, AVEVO USATO, NATURALMENTE, QUESTO TERMINE PER CONFORMITA’ DI LICENZA LETTERARIA ALL’USO DELLO STESSO TERMINE IN RISPOSTA AL TERMINE “RUBARE” USATO DA PIERANTONIO NEI CONFRONTI DI ALTRI PENSIONATI SECONDO LUI TROPPO GIOVANI, LADDOVE LUI SCRIVE “mi vergognerei un po’ a “rubare” un po’ di futuro ai giovani di oggi.” IN REALTA’ SOTTINTENDEVO DIRE, EFFETTIVAMENTE, RISPETTOSAMENTE, PER L’APPUNTO: “TOLGONO”. CIO’ VALE ANCHE PER EVENTUALI ALTRI MIEI COMMENTI IN RISPOSTA CON LO STESSO USO DEL TERMINE. A SCANSO DI EQUIVOCI. HO ANCHE APPROFITTATO PER RIVEDERE E COMPLETARE MEGLIO LE MIE ARGOMENTAZIONI.
    Caro Pierantonio, guarda che il futuro ai giovani non glielo Tolgono (rubano) quelli che come me sono andati in pensione a retributivo a 1300 euro a 58 anni e 35, ma quelli che hanno legiferato il contributivo e innalzato fino a 67 anni l’età pensionabile, per ottemperare ai desiderata di Bruxelles (che non sa che l’INPS paga anche la assistenza e che in Italia i contributi pensionistici mensili, sia da parte del lavoratore che da parte del datore di lavoro sono i più alti del mondo). Desiderata che sbaglierò, ma io ho l’impressione siano partiti dall’Italia da parte di personaggi che da venti anni prima del 2011 blateravano contro i lavoratori e lo stato sociale raggiunto, e poi, tali desiderata, rimandati indietro tal quali.
    Il futuro glielo tolgono (rubano) anche quelli che, evidentemente, non sanno fare politiche per il lavoro.
    Inoltre glielo tolgono (rubano) anche quelli che, ottemperando al “Divide et impera” blaterano non contro chi toglie i presupposti per una futura decente pensione ai giovani (ovvero lavoro a tempo indeterminato e ben retribuito – o anche questo è un privilegio della mia generazione, il lavoro e la normalità di una vita serena e normale?) cadendo nel trabocchetto? di una guerra tra poveri, che aderiscono agli specchietti per allodole di certi media, di certi talk shows e di certa politica . La vostra generazione cade nel trabocchetto?: invidia per chi ha avuto la normalità e, invece di reclamarla anche per le future generazioni, se la prende con chi, giustamente, se la era conquistata con lotte, e sudore della fronte, conquistata anche per le future generazioni.
    Se un agnello si allinea e si rende responsabile di comprendere le ragioni del macellaio si prepara la bara.
    Perché la pensione non era stata prevista per andarci quando non ci si reggeva più in piedi e ci si mettesse in un letto ad aspettare la morte, ma per fare quelle cose che si era progettato di fare una volta cessati dal lavoro: il diritto, finalmente, a divertirsi, a fare sport, magari proprio tennis, o altre passioni; alle età pensionistiche attuali diventa difficile.
    Se situazioni e condizioni normali come erano venti anni fa ti sembrano strampalate e non la normalità (per fortuna sono pochi i post in merito, scrivi) allora i diritti te li sei forse già levati da solo, e anche ai giovani, forse; insieme al diritto per una vita serena e normale. Ti sei, forse, idealmente e inconsapevolmente, alleato con chi non ti vuole restituire niente di tutto ciò. Come di diceva in un film: “Gajardo, arisemo schiavi!”.
    Auguri.

      Giuseppe C.

      (13 agosto 2018 - 12:15)

      Caro Pierantonio, scusa se mi sono un po’ inalberato ma, pur capendo il senso del tuo “rubare” la cosa mi ha infastidito perché non se ne può più di vedersi togliere diritti con quella che a me sembra una “scusa” dei futuro dei giovani che, poi, tali diritti si vedranno togliere più delle altre generazioni grazie sia alle nuove inique regole, sia al fatto che non ci sono Governi che sappiano creare le condizioni per opportunità di lavoro. Inoltre a me hanno insegnato che i contratti si onorano e tanto più dovrebbe fare lo Stato, invece di cambiare le regole in corso d’opera; altrimenti uno, tot anni fa, avrebbe potuto scegliere una professione diversa, magari più faticosa ma più rimunerativa. Semmai, se pur ciò sarebbe una sperequazione, eventuali nuove regole dovrebbero valere solo per chi sia assunto dal giorno in cui queste entrino in vigore. Inoltre mi dà fastidio vedere come certe dichiarazioni che a me sembrano scuse, di chi ci sta togliendo ogni diritto conquistato in decenni di lotte e fatica, con l’ausilio di alcuni media, stiano convincendo anche i destinatari dello stato sociale e pensionistico tolto. Non ci sono soldi e e quindi tagliamo le pensioni per il futuro dei giovani. Che senso ha ciò? Che c’entrano le pensioni con crisi, eventuali, derivate da altri motivi? Tra cui quello dell’enorme evasione fiscale? A parte il fatto che lì è più facile fare cassa con una legge in un secondo? Pensi veramente che lo Stato non abbia soldi perl e pensioni? Probabilmente, è la mia impressione, si è deciso di destinare i soldi altrove. Certo che, se nessuno più lavora, o lavora saltuariamente e con stipendi da fame, i contributi saranno pochi e bassi e le pensioni, proporzionalmente, anche! E i consumi e lo sviluppo pure e, quindi, recessione e aggravio di crisi. Il problema è il lavoro. Dare la colpa ai diritti dei lavoratori pensionandi e pensionati sarebbe come se uno fa un incidente e danneggia un’auto e scappa e, allora, l’assicurazione prende il primo assicurato a caso e addebita a lui il costo dell’incidente! Che c’entrano le pensioni con la crisi? “Chi pecora si fa il lupo se la mangia”: intendo dire che chi accetta di lasciarsi inconsapevolmente convincere da tali argomenti si arrende, e dà ragione, a chi gli sta togliendo un diritto. L’INPS è sempre stato in attivo, nonostante paghi anche l’Assistenza che andrebbe scorporata come negli altri Paesi e messa a carico della fiscalità generale – perché devono pagarla solo i lavoratori?-, e nonostante, salvo errori, lo Stato non versi periodicamente i contributi relativi ai suoi dipendenti se non quando questi andranno in pensione. E allora? Perché auto mortificarci? Non basta quello che già ci hanno fatto e ci stanno facendo? Vogliamo condannarci anche da soli?
      Quando tanti anni fa c’erano regole diverse e migliori, tutto filava liscio:
      non c’era l’euro che ci ha dimezzato stipendi, pensioni e risparmi con l’equazione di cambio reale adottata un euro 1.000 lire (e non 1936,27);
      i lavoratori riscuotevano continui successi per lo stato sociale con le loro lotte;
      c’era inflazione ma questa non toccava i lavoratori perché ancora NON ERA STATA TOLTA LA SCALA MOBILE, tolta negli anni ’90, che automaticamente adeguava gli stipendi al costo della vita (ora invece c’è un meccanismo che allontana la pensione in base all’aspettativa di vita, quello non si riesce a toglierlo anche se, perversamente, ed assurdamente, agisce non da solo ma insieme ad altre penalizzazioni).
      Io penso che la vita sociale sia basata su una serie di scelte: una volta le scelte erano il buon tenore di vita delle persone e lottavano loro per averlo; ora la mia impressione è che questo sia l’ultimo pensiero dei Governi e mi sembra che anche la rappresentatività degli stessi sia, di fatto, in calo, preferendo, in generale, grazie alla globalizzazione e all’euro, scegliere di favorire la finanza e i colossi industriali.
      La mia impressione è che noi votiamo ma chi decide, poi, è la finanza e l’industria, tramite BCE, FMI Bruxelles e associazioni imprenditoriali. Con grandi scambi di desiderata tra i Paesi membri e la Troika su cosa tagliare e quanto!
      Dobbiamo decidere se sottostare a tutto questo, scannandoci tra noi come a me sembra certi media, in appoggio a certi Governi, raffinatamente ed a nostra più o meno percettibile insaputa, tentino di farci fare (Divide et impera), o se riprenderci la nostra vita e, per esempio, stampare valuta lira italiana, uscendo dall’euro, ripristinando la scala mobile per contrastare l’eventuale inflazione, prevista per un 30% di svalutazione dagli economisti; quando siamo entrati nell’euro li nostri soldi si svalutarono del 100% con la suddetta equazione un euro mille lire. 30% sopportabile. Non sono né dei 5s nè della Lega, se dovesse sembrare, ma Comunista sovranista.
      Detto questo qua la mano, non dobbiamo litigare tra di noi lavoratori e pensionati ma unirci contro chi di noi, veramente, ho l’impressione che poco gli interessi, se non come limoni da spermere. Perlomeno questa è la mia impressione.
      Un caro saluto e buone ferie!
      Giuseppe C.

    Giuseppe C.

    (12 agosto 2018 - 20:42)

    Attenzione a chi vi parla di cambiamento odi nuovo; perché, quasi sicuramente, tale cambiamento e tale nuovo sarà un peggioramento per tutti, salvo che per i pochi ricchi che fanno la spola con la Svizzera.
    Lasciate tutto come sta, non cambiate niente, per quanto mi riguarda: tanto finisce sempre peggio, ogni volta che toccano qualcosa.
    Viva lo status quo!

    Giuseppe C.

    (12 agosto 2018 - 20:36)

    Questa CONFUSIONE, tra Previdenza e Assistenza, può essere dovuta a non conoscenza della differenza che c’è tra le due cose? O, come è mia impressione, che può essere sbagliata ma è la mia impressione, tali dichiarazioni vengono fatte per ingraziarsi il favore dei poveri in una continua campagna elettorale basata sul calcolo della quantità di persone in una situazione invece che in un altra?
    Se i poveri sono tanti, più dei pensionati?, i consensi elettorali saranno altrettanto tanti. Ma, allora, se così fosse, spero di no, i problemi della gente, se la mia impressione fosse giusta, SI VOGLIONO RISOLVERE O SI VOGLIONO USARE?
    Spero di sbagliare perché, altrimenti, tale modo di fare, lo chiamerei “POPULISMO BUE”.

      Rinaldo Bertini

      (27 agosto 2018 - 10:14)

      Sono perfettamente d’accordo, Ho il terrore che facciano una qualunque correzione. Temo conseguenze comunque negative come è sempre stato ogniqualvolta si è messo mano sul sistema pensioni.

    Giuseppe C.

    (12 agosto 2018 - 20:34)

    1) tornare al regime pre Dini; in questo caso la riforma funzionerebbe bene se i Governi riuscissero a creare le premesse per opportunità di lavoro (e sviluppo) che permettessero posti di lavoro a tempo indeterminato e ben retribuiti per avere alta contribuzione, continua, e relative future pensioni dignitose.
    2) prevedere un nuovo concetto di pensione che si basi su una cifra di pensione, da individuare, dignitosa e UGUALE PER TUTTI, magari anche per i “veri” disoccupati, che elimini le trattenute per i contributi pensionistici sugli stipendi e che preveda una trattenuta, UNICA, in sede di dichiarazione dei redditi, molto progressiva (ovvero progressivamente, e non proporzionalmente, più alta per i redditi alti e più bassa per i bassi) che serva, in generale, come trattenuta quindi di fiscalità generale, per pagare lo Stato sociale in generale, pensioni come su descritte comprese. L’età di pensionamento e la anzianità di servizio, uguali per tutti i lavori, andrebbero individuate in una età pensionabile decente che permettesse di godere dei frutti del proprio passato lavoro fintantoché si sia ancora in grado di avere vitalità per realizzare i progetti di vita e passioni che non potevano essere realizzati durante il periodo lavorativo. Quindi gli attuali 67 anni sono spropositati. L’alta progressività dell’imposta unica sul reddito servirebbe a garantire il rispetto della norma della Costituzione che prevede che i cittadini debbano contribuire in base alle loro possibilità.
    NATURALMENTE TALE NUOVO CONCETTO DI PENSIONE A CIFRA UGUALE PER TUTTI ANDREBBE APPLICATO SOLAMENTE, PER COSTITUZIONALITA’, A CHI INIZI A LAVORARE DAL GIORNO DELL’EMANAZIONE DI TALE EVENTUALE NUOVA LEGGE IN POI, SENZA RETROATTIVITA’. Lo Stato continuerebbe a garantire agli altri lavoratori lo stesso regime precedentemente in vigore, sperando non sia quello della legge Fornero, nel frattempo auspicabilmente rivista, NATURALMENTE “IN MEGLIO”.

    Giuseppe C.

    (12 agosto 2018 - 20:26)

    Penso che il TFR TFS vada erogato come da diritto il giorno dopo il pensionamento o licenziamento.
    Penso che occorra tornare a una semplice regola di età e/o anni di servizio uguali per tutti per andare in pensione ad una età decente che consenta ancora di reggersi in piedi per portare avanti hobby o passioni che i lavoratori aspettavano di compiere quando avrebbero smesso di lavorare.
    Basta con questa giungla di casi, casetti, differenze tra sesso, lavoro, che stanno, immagino, mettendo in crisi persino i Patronati che, giustamente, non riescono facilmente, immagino, a districarsi nell’interpretare le pensioni tutte diverse una dall’altra.
    Basta distruggere la previdenza pubblica.
    Tornare alla normalità di una vita normale e, per i cosiddetti giovani DARE LAVORO A TEMPO INDETERMINATO E BEN RETRIBUITO, UNICO MODO PER AVERE UNA PENSIONE FUTURA DECENTE, senza dichiarare di attentare alle pensioni in essere per foraggiare quelle di chi non si riesce, suo malgrado, a far lavorare.
    Il lavoro e la pensione, in uno Stato civile e di diritto, non deve essere, questo si che è il caso di usare questo termine, un privilegio, una vincita alla lotteria MA LA NORMALITA’, senza doversi recare all’estero per averla. E, se non sono capaci di dare la normalità, ne traggano le conclusioni, invece di rimescolare nei redditi gratis e pensioni ricavate togliendole a chi, a suo tempo, QUANDO I POLITICI SAPEVANO METTERE LE BASI PERCHE’ SI CREASSE LAVORO E SVILUPPO, se l’è sudata lavorando duro!

    Giuseppe C.

    (12 agosto 2018 - 20:24)

    Ciò che è il sottostare ad un obbligo di legge che regolava i calcoli delle pensioni, peraltro all’epoca più equamente, è divenuto. mi sembra, un qualcosa per cui quasi condannare chi è semplicemente sottostato alle regole vigenti in essere, additato quasi come un pericoloso criminale, un affamatore delle future generazioni! Tu sottostai alle leggi e ti si accaniscono contro! Ti chiamano “nababbo a spese dello Stato!”, per essere sottostato, OBBLIGATORIAMENTE alle leggi dello Stato, per averle osservate.
    Lo dico per amor del vero, perché la mia pensione è di 1300 euro A RETRIBUTIVO, perché per trentacinque anni ho prestato soldi allo Stato sotto forma di contributi pensionistici e, se il calcolo dovesse
    (non è detto, perché i primi 14 anni ero a tempo pieno e, poi, a part time e, quindi, sugli ultimi a part rime mi hanno calcolato la pensione senza, immagino tener conto dei versamenti alti dei primi 14 a tempo pieno)
    risultare favorevole ne ho diritto perché, come banche e finanziarie quando erogano un prestito, qualcosa ci devo guadagnare! Iniquo è il contributivo che ridà solo quanto versato per decenni; se prendi solo quanto versato, perché devi aspettare tot tempo per la pensione? Dovresti poterci andare quando vuoi, anche dopo un anno! Se prendi solo quanto versato!
    Ma create le premesse perché i giovani possano avere lavoro a tempo indeterminato e ben retribuito, se ne siete capaci, altrimenti traetene le conclusioni, invece di attaccare chi ha avuto la fortuna di lavorare in epoche in cui i politici di allora sapevano creare premesse per lavoro, stato sociale ed equità!
    Proprio quelli bravi, i politici di allora, che si vogliono colpire con il ricalcolo dei vitalizi, proprio quelli che hanno saputo favorire lavoro e stato sociale, quelli vengono colpiti!

      Giuseppe C.

      (12 agosto 2018 - 20:29)

      Non si toglie ad alcuni per dare ad altri! Sarebbe come se un Direttore di banca prelevasse soldi dai conti correnti più sostanziosi per versarli sui conti in rosso.

    ANTONIO

    (12 agosto 2018 - 20:11)

    Caro REVENGE l’unica cosa che deve smontare Salvini visto che non ha mai contraddetto Brambilla è la sua testa, altro che la Fornero

    Revenge

    (12 agosto 2018 - 19:08)

    Mi chiedo perchè Salvini continui a sparare cazzate, cito testualmente da intervista dell’11.08.2018: “Me lo ricordo cosa ci siamo impegnati a fare, piaccia all’Europa o no», a partire dallo «smontare la Fornero» “. E’ in palese contraddizione con quanto affermava non più di 20 gg fa “Cancelleremo la legge Fornero, e’ per questo che gli Italiani ci hanno votato”. Inoltre proprio dalla sua parte politica, certo Brambilla, viene lo stop più infame. Da costui, mai smentito in nessuna occasione da Salvini/Di Maio, viene infatti la conferma che quota 100 si farà SOLO ED ESCLUSIVAMENTE con paletti … i famosi paletti delle piste da sci , a 64/65 anni, quota 41 diverrà quota 42 e SOLO dal 2020.

    massimo

    (12 agosto 2018 - 19:04)

    CIAO FRANCO ANCHE IO AVEVO E VORREI CONTINUARE AD AVERE FIDUCIA IN SALVINI. A MIO GIUDIZIO, A PRESCINDERE CHE SI FACCIA O MENO LA RIFORMA PENSIONISTICA, IL FATTO CHE LUI NON SIA IL MINISTRO DEL LAVORO NON LO ESONERA DA
    RESPONSABILITA’. IL GOVERNO E’ UN ORGANO COLLEGIALE E SALVINI INSIEME A DI MAIO, LO SI VOGLIA ACCETTARE O NO ,SONO LE PERSONE PIU’ RAPPRESENTATIVE AVENDO AVUTO LA FIDUCIA ATTRAVERSO IL VOTO. PERTANTO SE UNO DEI DUE PORTA IN CONSIGLIO DEI MINISTRI UNA PROPOSTA QUESTA DEVE ESSERE APPROVATA ALTRIMENTI NON HA PIU’ SENSO LA COALIZIONE. DICO QUESTO PERCHE ‘ QUALORA SALVINI PORTASSE IN CONSIGLIO DEI MINISTRI LA PROPOSTA DI SUPERAMENTO DELLA LEGGE FORNERO COSI’ COME DETTO IN CAMPAGNA ELETTORALE NON VEDO MOTIVO DI DISCUSSIONE O INTRALCIO A TALE PROPOSTA. SALVINI A MIO AVVISO DEVE ASSUMERSI LA RESPONSABILITA’ DI RISPETTARE QUANTO DETTO IN CAMPAGNA ELETTORALE (PORTERO’ ALLA PRIMA RIUNIONE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI LA PROPOSTA DI CANCELLAZIONE DELLA LEGGE FORNERO) IN CASO CONTRARIO NON RESTA CHE IL RITORNO AL VOTO

    Franco

    (12 agosto 2018 - 17:46)

    ciao Massimo eAntonio io condivido e sono a meta’ tra voi due io credo innanzi tutto che Salvini doveva fare fare il ministro del lavoro quindi in prima persona si prendeva tutta la responsabilita’ e poi credo che sia una persona onesta che vorrebbe pienamente rispettare il contratto sulle pensioni stipulato con m5stelle ma che purtroppo non pensava che era cosi’ complicato e quindi no ci sta capendo un cazzo,ma credo e spero sul suo orgoglio che alla fine fara’ del tutto per rispettare il contratto perche’ credo che il primo sia lui a non voler fare la fine di Renzi.

    massimo

    (12 agosto 2018 - 17:08)

    ALLA FINE PENSO CHE AVRAI RAGIONE TU ANTONIO, ANCHE SE IO SONO STATO TRA I PRIMI A SCOVARE IL PIANO DI BRAMBILLA. COME EBBI MODO DI DIRLO ALCUNI GIORNI DOPO LE ELEZIONI HO COMMESSO UN ERRORE DA INGENUO
    E PRECISAMENTE HO SAPUTO DELLA PROPOSTA DI TALE BRAMBILLA ALCUNI GIORNI DOPO AVER VOTATO. E POSSO GARANTIRTI CHE SE AVESSI SAPUTO DI TALE PROPOSTA PRIMA DELLE ELEZIONI IL MIO VOTO SALVINI NON L’AVREBBE VISTO NEANCHE IN CARTOLINA. TUTTAVIA LA PARTITA NON SI E’ ANCORA CONCLUSA. CI RIVEDREMO ALLE IMMINENTI PROSSIME CONSULTAZIONI ELETTORALI

    ANTONIO

    (12 agosto 2018 - 16:11)

    Caro Massimo, ti ringrazio per le parole di conforto, ma mi dispiace dirtelo chi vive sperando muore……….
    Oramai le cose sono fatte, lo scienziato della lega un certo brambilla ( questo qui’ l’han tirato fuori dal cilindro) ha studiato come far quadrare i conti per tornaconto loro. Quello che non condivido se era questa la loro missione perchè hanno sempre venduto quota 100 per tutti. Come al solito sono tutti uguali l’importante è vendere il fumo.

    Dody

    (12 agosto 2018 - 15:33)

    Sono state solo promesse elettorali.Ce lo ricorderemo.

    Domenico

    (12 agosto 2018 - 15:29)

    Sono solo promesse elettorali

    massimo

    (12 agosto 2018 - 15:28)

    CARO ANTONIO NON SEI IL SOLO AD ESSERTI FIDATO. ANCHE IO PUR NON AVENDOLO MAI FATTO HO DATO FIDUCIA A SALVINI PER LE PAROLE SPESE IN CAMPAGNA ELETTORALE. TUTTAVIA CONTINUO A NUTRIRE UNA SEPPUR PICCOLA SPERANZA E CIOE’ CHE NELLA LEGGE DI BILANCIO VENGA INSERITA LA QUOTA 100 SENZA LIMITAZIONI. SAREBBE UN BELLO SCHIAFFO MORALE NEI NOSTRI CONFRONTI DA PARTE DI SALVINI. VEDREMO SE CI FARA’ QUESTA GRADITA SORPRESA O SE PREVARRANNO LE VARIE IPOTESI PEGGIORATIVE SIN QUI ENUNCIATE.

    Domenico

    (12 agosto 2018 - 15:27)

    Sono state solo promesse vane

    Rossella

    (12 agosto 2018 - 15:24)

    E lasciateli lavorare! Accidenti, ma non mi sembra che ai tempi di Renzi ci fosse tutto questo ostracismo eppure i suoi disastri sono sotto gli occhi di tutti. O no? Memoria corta?

    ANTONIO

    (12 agosto 2018 - 14:16)

    Cari amici ho letto le vs. lamentele, chi più chi meno se le cose cambiano, come ultimamente si propone, ce l’abbiamo nel lisca.
    Quello che da fastidio, è la meschinità di queste persone, tutti compresi che non mantenendo quello promesso vanno a modificare quel poco di buono che è stato fatto precedentemente. Sono dei bastardi, pensare che non hanno rispetto nemmeno dei disoccupati. Tutti a 64/65 anni poi anche con delle penalizzazioni. Io mi chiedo come possa essermi fatto fregare da due coglioni cosi. Comunque alla prossima tornate sulle facce di questi due ci cago sopra.

    Enzo

    (12 agosto 2018 - 12:02)

    Si si lasciamoli lavorare attendiamo la finanziaria anche se è tutto molto molto chiaro vogliono smontare la Fornero lasciando invariata l’ aspettativa di vita +5 mesi dal gennaio 2019 poi forse dal 2020 __in pensione con 42 anni di contributi con solo 2/3 anni di contributi figurativi nel corso della vita contro i 5 anni previsti fino ad oggi quindi state fermi fate solo danni per mandare i cittadini in pensione il più vicino possibile ai 70 anni purtroppo la media vita dei maschietti in Italia è di 80 anni e Delle femminucce di 85 quindi lo scopo è raggiunto i Cittadini versano contributi per 42/44 anni e godranno la pensione al massimo 10/15 anni e bravi furboni mio nonno mio padre mio zio sono andati tutti in pensione senza rubare nulla dopo 35 anni di contributi e rispetto agli statali hanno lavorato 15 anni in più
    Noi invece grazie agli ultimi Governi e alle finanziarie dell’ultimo decennio verseremo 7/8 anni in più di contributi ed andremo in pensione forse molti anni dopo tutte le generazioni precedenti cari colleghi questi ci prendono x Coglioni ?

    Pierantonio

    (12 agosto 2018 - 11:58)

    Dimenticavo, se i due fenomeni avessero nei propri staff oltre ai cosiddetti “tecnici” alcune persone che hanno fatto proposte e suggerimenti di buon senso che ho letto qui, forse non sarebbe una cosa strampalata. C e gente che veramente ha portato argomenti e soluzioni che possono essere recepiti. Ho anche trovato post, pochi per fortuna, che vorrebbero il ritorno a situazioni e condizioni di venti anni fa circa. Bisogna anche pensare alle nuove generazioni che avranno vita dura e pensioni “leggere” oltre a vedere la q. 41 o 42 che dir si voglia i, irraggiungibile. Se fossi un cinquantenne in pensione già da vari anni, non per invalidita’ certo, mi vergognerei un po’ a “rubare” un po’ di futuro ai giovani di oggi.

    enrico

    (12 agosto 2018 - 11:39)

    Cosa sperate di ottenere in un paese dove il significato di equo non riesci trovarlo sul dizionario ormai cancellato da un dedalo di regole dove manco gli addetti ai lavori riescono districarsene .Troppi anni di mafia politica hanno costruito una ragnatela dove ne siamo tutti impigliati (noi poveri) .Detto alla napoletana chi ha dato ha dato chi ha avuto ha avuto scordiamoci il passato lavorate e pagate il debito buona fortuna.

    Pierantonio

    (12 agosto 2018 - 11:35)

    Cara Annamaria, per gli sprechi nel settore previdenza , hai centrato perfettamente il tema, i due fenomeni se ascoltassero i consigli che hai fatto recupererebbero altre risorse cancellando certe storture che gridano vendetta. Tante famiglie hanno disabili in casa, persone con gravi malattie, ci sono tanti anziani non autosufficienti, questi vanno aiutati, ma bisogna colpire coloro che falsamente sottraggono con i loro comportamenti indegni, risorse che possono essere destinate a chi veramente ha bisogno. Basta falsi invalidi, basta pensioni delle guerre di 100 anni fa, basta prebende a pioggia e benefici che non hanno ragione di esistere.
    Seguo i post che vengono pubblicati e se tanti suggerimenti validi e di buon senso venissero recepiti, credo si potrebbe fare buone cose. Comunque su una cosa salvini ha ragione, l europa e i suoi vincoli non devono strozzare il paese. Certo , bisogna essere prudenti, perché se siamo arrivati a dover fare i salti mortali lo dobbiamo imputare agli anni in cui si sono usate le risorse in maniera scriteriata. Ora vogliono farti andare in pensione il più vicino possibile al trapasso, mentre fino a quindici anni fa circa trovavi e trovi arzilli cinquantenni in pensione a giocare a tennis, fare jogging e lavorare in nero. Prima troppo lassismo, ora troppo rigore. Onesta intellettuale mi fa dire che l eta’ giusta per il ritiro dal lavoro, al netto di certi lavori veramente usuranti fisicamente e delle donne, sia 60 max 62 anni. Naturalmente chi di sua spontanea volontà si sente fisicamente e mentalmente in grado di continuare qualche altro anno dovrebbe poterlo fare.
    Spero che nessuno comunque qui voglia tornare al passato e affermare che a 55 anni , per esempio, bisogna andare in pensione, non voglio vedere persone come un mio compaesano che a 65 anni e’ in pensione da 23 anni ed ha il coraggio di lamentarsi perché vorrebbe un assegno più sostanzioso.

      Giuseppe C.

      (12 agosto 2018 - 19:58)

      Caro Pierantonio, guarda che il futuro ai giovani non glielo rubano quelli che come me sono andati in pensione a retributivo a 1300 euro a 58 anni e 35, ma quelli che hanno legiferato il contributivo e innalzato fino a 67 anni l’età pensionabile, per ottemperare ai desiderata di Bruxelles (che non sa che l’INPS paga anche la assistenza e che in Italia i contributi pensionistici mensili, sia da parte del lavoratore che da parte del datore di lavoro sono i più alti del mondo). Desiderata che sbaglierò, ma io ho l’impressione siano partiti dall’Italia da parte di personaggi che da venti anni prima del 2011 blateravano contro i lavoratori e lo stato sociale raggiunto, e poi, tali desiderata, rimandati indietro tal quali.
      Il futuro glielo rubano anche quelli che non sanno fare politiche per il lavoro.
      Inoltre glielo rubano anche quelli che, ottemperando al “Divide et impera” blaterano non contro ci toglie i presupposti per una futura decente pensione ai giovani (ovvero lavoro a tempo indeterminato e ben retribuito – o anche questo è un privilegio della mia generazione, il lavoro e la normalità di una vita serena e normale?) cadendo nel trabocchetto di una guerra tra poveri, che aderiscono agli specchietti per allodole dei media, di certi talk shows e di certa politica . La vostra generazione cade nel trabocchetto: invidia per chi ha avuto la normalità e, invece di reclamarla anche per le future generazioni, se la prende con chi, giustamente, se la era conquistata con lotte, e sudore della fronte, conquistata anche per le future generazioni.
      Se un agnello si allinea e si rende responsabile di comprendere le ragioni del macellaio si prepara la bara.
      No lavoro, no pensione. Lavoro poco pagata, pensione bassa.
      Se situazioni e condizioni normali come erano venti anni fa ti sembrano strampalate e non la normalità (per fortuna sono pochi i post in merito, scrivi) allora i diritti te li sei già levati da solo; inseme al diritto per una vita serena e normale. Ti sei, idealmente e inconsapevolmente, alleato con chi non ti vuole restituire niente di tutto ciò. Come di diceva in un film: “Gaiardo, arisemo schiavi!”.
      Auguri.

        Giuseppe C.

        (12 agosto 2018 - 20:17)

        DA CHE PARTE STAI? E non rispondere “dei giovani”; perché certa politica e certi media che la spalleggiano stanno togliendo il futuro a tutte le generazioni, passate, presenti e future. Se vuoi raggiungere 100, chiedi centocinquanta.

      Giuseppe C.

      (12 agosto 2018 - 20:12)

      Caro Pierantonio, dimenticavo: se ti riferivi a me, stai bene attento a come scrivi: Laddove scrivi: “… Se fossi un cinquantenne in pensione già da vari anni, non per invalidita’ certo, mi vergognerei un po’ a “rubare” un po’ di futuro ai giovani di oggi…”.
      Io, che sono andato in pensione a 58 e 35 NON MI VERGOGNO assolutamente perché, come spiegato, altri stanno rubando il futuro ai giovani di oggi. Io sono solo stato sottomesso alle regole OBBLIGATORIE in vigore all’epoca del mo pensionamento e, guarda un po’, sono stato anche incentivato con un 30.000 euro di buonuscita per andarmene in pensione invece di fermarmi ancora; per lasciare il mio posto ad un giovane perché’ sarebbe stato pagato meno.
      Tu, e altri come te, che da certi talk shows, media, da certa politica, siete stati “influenzati”, imboniti, DOVETE SMETTERLA DI DARE DEL LADRO A PERSONE ONESTE che hanno lavorato, sudato e raccolto i frutti del loro lavoro e delle loro conquiste. MA DA CHE PARTE STATE? Invece reclamate anche per voi tali cose; te lo dico, perché certi media e certi politici hanno alte assicurazioni contro le querele per diffamazione, cosa che, forse, i poverini che imboniscono a ripetere a pappagallo la loro litania relativa ai “ladri di futuro per
      i giovani” non hanno.
      Detto questo, fatti un esame di coscienza e cerca di non dare più del ladro a cuor leggero a chi non se lo merita.
      Grazie.

      Giuseppe C.

      (12 agosto 2018 - 20:49)

      Appunto per queste _ nuove generazioni che avranno vita dura e pensioni leggere, oltre a vedere la quota. 41 o 42, che dir si voglia irraggiungibile _ (come scrivi), io vorrei, e in passato avevo lottato anche per loro, il ritorno a situazioni e condizioni di venti anni fa, e anche prima.
      Tu no? Li vuoi vedere vivere nella situazione che si prospetta?
      Non crederai mica “che i soldi non ci sono”? I soldi ci sono, solo che sono usati per altro che fa comodo ad altri, i “nostri” soldi.

    massimo

    (12 agosto 2018 - 11:10)

    I PALETTI LI LASCIAMO NEI CAMPI DA SCI. COSI’ DICEVA SALVINI IN UN COMIZIO IN PIEMONTE. VEDREMO SE NELLA PROSSIMA LEGGE DI BILANCIO LA SUA PAROLA VARRA’ PIU’ DI ALTRE O SE QUANTO DETTO IN CAMPAGNA ELETTORALE SERVIVA SOLO A PRENDERE IN GIRO I LAVORATORI.

    Enzo

    (12 agosto 2018 - 10:08)

    Condivido in pieno quando detto da Pierantonio, 41 anni fatti a giugno in fabbrica tutti i giorni e ora………ma!

    vix 61

    (12 agosto 2018 - 9:41)

    Io un idea ce l avrei per tutti questi galantuomini che ci hanno governato prima ed ora,ma in un forum pubblico non si può dire,ma credo che avrete capito lo stesso.

    Pierantonio

    (11 agosto 2018 - 21:30)

    Siccome i nati dal 1955 a 1964 circa sono coloro che per la buona maggioranza veleggia su 40-42 anni di contributi, mentre per le generazioni successive nate verso la fine degli anni 70, la quota di chi raggiungera’ i 41-42 anni calerà drasticamente, noi restiamo l ultimo bancomat da sfruttare fino alla fine. Fra 5-6 anni purtroppo la q. 41 o 42 sarà raggiunta da una esigua platea di persone e la stessa sarà solo scritta sulla carta. Dovranno lavorare fino a 64 65 66 o 67 anni se vorranno avere una pensione almeno non da fame. E non voglio citare il tutto contributivo anche per i precoci (18 anni prima del 31 dicembre 1995) ulteriore beffa che pare vogliano propinarci. A sto punto, con queste prospettive, per quanto mi riguarda preferisco un anno e qualche mese in più ed uscire con la fornero ma con una pensione decisamente migliore. Questo naturalmente per me è per ch e sono tanti i aveva i 18 anni prima della fine del 1995. Spero di sbagliarmi ma fino a oggi non hanno dato segnali concreti per farmi dire che sto prendendo una cantonata.

      Annamaria

      (12 agosto 2018 - 8:40)

      Condivido ciò che dice Pierantonio.
      Precoce 41 anni a fine ottobre, sono nel retributivo. A me lasciatemi pure la fornero. Io sarei dovuta uscire molto prima invece paventano questa ultima bastardata che vogliono farci. Togliere il retributivo. Ma ci rendiamo conto? Significa perdere al mese oltre 200 euro di pensione per andare a prendere dopo 42 anni di lavoro neanche 1000 euro a fronte di 780 euro delle pensioni sociali di chi mai ha lavorato e a fronte di oltre 1000 euro che prendono i baby pensionati che percepiscono la pensione da oltre 30 anni avendo lavorato solo 15 anni. Ma vergognatevi tutti sti gran parolai compreso brambilla e tria. I nostri diritti acquisiti non sono mai rispettati. Io ho firmato un contratto di lavoro 40 anni fa dove le regole per andare in pensione erano altre. E ogni pochino ad ogni governo cambiate tutto sulla pelle di chi sta conquistando il traguardo. Ma perchè non cercate su altri fronti invece di pensare di togliere il retributivo a me che prenderó scarsi 1200 di pensione dopo 42 e 3 mesi. So per certo che se andate a scavare sui falsi ciechi sapete quanti ne trovate? Persone che hanno pure la pensione di reversibilità e che senza aver mai lavorato percepiscono almeno 2000 euro di pensione. In giro ancora vedove di pensionati di guerra che è finita 70 anni fa la cui pensione era altissima. Pensioni per ciechi dati a chi esce regolarmente a far la spesa e relativa altissima indennità di accompagnamento mentre ci sono ammalati gravissimi che non hanno niente. Ci sono alcune associazioni che si raccomandano anche alle commissioni medico ospedaliere per far alzare dei punti in più e così prendono non solo la pensione pure l accompagnamento. Indagate indagate. Altro che toglierci a noi quei pochi soldi di pensione calcolate col retributivo. Separate la previdenza dall assistenza. Sono stanca di sapere di falsi ciechi che mi rubano a me il diritto di prendere una pensione meritata dopo i 42 anni. Iniziate a controllare i falsi invalidi…avrete belle scoperte…e purtroppo iniziate dalle terre più povere come il sud…dove c è meno lavoro e con le false pensioni di invalidi ciechi inclusi ci campano intere famiglie…io inizierei i controlli proprio dal sud…e se proprio non sapete come fare per pensare una riforma di pensione decente ….una su tutte…abolite i 5 mesi di aspettativa di vita per il.2019. Mi.basta solo quello. Non fate danni ed accontentate tantissime persone che non ce la fanno più…vogliamo.andare in pensione…basta bugie.

    giorgio

    (11 agosto 2018 - 20:26)

    Altro che autunno Kaldo……questi non vedono nemmeno il panettone!

      Luciano

      (17 agosto 2018 - 15:54)

      Anch’io sono un lavoratore , ma con il sistema contributivo dal 1996, quindi, la legge è uguale per tutti, il contributivo valga per tutti .
      Applicato il sistema contributivo a tutti e non solo alle pensioni oro, i lavoratori possono così ambire (forse) alla dignitosa quota 41 / 100 .

    Giuseppe C.

    (11 agosto 2018 - 18:37)

    Forse avevo capito male quando dicevano quota 100 e quota 41: che intendessero dire quota 141? Ovvero, o 141 anni di età anagrafica o 141 anni di servizio? Esclusi i contributi figurativi? Probabilmente sono io che sono un capoccione ed ho frainteso.

      Giuseppe C.

      (12 agosto 2018 - 10:07)

      Annamaria, magari, invece che fare una guerra tra poveri, trovassero il modo di far pagare i veri intoccabili? privilegiati, loro si, che evadono per 110 miliardi l’anno (che poi, tempo fa li davano per 170 e poi 160…) e aumentino, a parità di imposizione fiscale, la PROGRESSIVITA’ DELL’IMPOSIZIONE FISCALE rendendola meno proporzionale, in fase di dichiarazione dei redditi, come da principio costituzionale: ognuno paghi secondo ile proprie possibilità. Se uno con 1.000 euro mensili ha una tassazione del 24%, gli rimane molto meno di uno che, con 100.000 euro, abbia una tassazione del 70%: con 30.000 euro mensili uno ci campa!

    CARLO CONTE

    (11 agosto 2018 - 18:33)

    Lo vogliamo capire che questi oltre che imbroglioni sono incapaci? La smettano di parlare a vanvera di dignità e pensioni. Non sanno di cosa parlano. Non hanno mai lavorato: Salvini fa politica da quando aveva diciotto anni, Di Maio non ha mai avuto un contratto di lavoro. Ci possono governare due personaggi così? Allora decidano finalmente di dimettersi, uno continui a trastullarsi con i migranti, l’altro continui a pontificare su tutto e lascino la legge Fornero così com’è, almeno a 63 anni possiamo prendere l’agognata pensione. E si vergognino perchè da quando sono al governo non hanno speso mezza parola per gli ultrasessantenni che hanno perso il lavoro e non possono pensionarsi. Si riempiono la bocca con parole come lavoro, dignità, giovani e “prima gli italiani”, ma i fatti quali sono? Avete il coraggio di dire la verità? Che vadano a quel paese e ci rimangano

    Pantaleo

    (11 agosto 2018 - 17:23)

    Nessuno che da certezze…!!!

    Numeri62-36-64-40-41\5 100……
    Ci rimbambiscono ma nessuno che ti dice:
    Grazie,hai lavorato 42 anni versando contributi
    Ora vai pure a goderti il tempo rimasto!!!
    Questo sarebbe utopia vero???
    Soldi non ci sono mai…tranne che. X loro
    Cmq a maggio mandiamo a casa anche il gatto e lavolpe!!!!

      Stefania Sordini

      (11 agosto 2018 - 17:40)

      Non fate modificare l’opzione donna con l’aumenti di ulteriori sette mesi !fatela prorogare per i prossimi anni così com’ è ora!Possibile che l’attusale governo vuole rovinare tutto ciò che di positivo è stato fatto finora?Pensate anche alle donne che lavorano da 36 anni e non ne possono più!

      Roberto

      (11 agosto 2018 - 22:11)

      Ma lasciali lavorare!E il governo del cambiamento o no?

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