Pensioni anticipate 2018, pensioni d’oro, quota 100: intervista all’On Giacobbe

Le ultime novità al 16 agosto 2018 sulle pensioni ci giungono dall’onorevole Anna Giacobbe con cui ci siamo confrontati in una lunga intervista che ci ha rilasciato in esclusiva; abbiamo ritenuto opportuno in questo momento di gran confusione sulle proposte del Governo sulle pensioni anticipate e sulla modifica del sistema previdenziale attuale,  sentire il parere della On. Anna Giacobbe, ex parlamentare e membro della commissione lavoro alla Camera nella scorsa legislatura.

Nel corso del suo mandato, lo ricordiamo, ha partecipato attivamente a quelle che finora sono state le uniche modifiche migliorative alla riforma Fornero, effettuate dai Governi Renzi e Gentiloni, la speranza di tutti gli elettori che hanno votato per il Governo del ‘cambiamento’ era che da quelle modifiche si potesse ripartire per arrivare poi all’abolizione della rigida riforma Fornero.

Ora che le promesse non sembrano poter essere mantenute, a causa della mancanza di risorse, il malumore sui social cresce e si chiede chiarezza al nuovo esecutivo, che comunque entro breve, legge di bilancio alle porte, dovrà ‘scoprire le proprie carte’. Ringraziamo fin da subito l’onorevole per il tempo dedicatoci e Vi ricordiamo che se volete citare una parte della nostra intervista esclusiva dovete citare la fonte pensionipertutti.it. Eccovi le sue parole su quota 100, riforma pensioni in generale, taglio alle pensioni d’oro, priorità da cui partire.

Riforma pensioni 2018, il punto al 16/8 di Anna Giacobbe: ‘poco e male’

La riforma pensioni che tutti attendevano a che punto crede sia ad oggi? Il governo riuscirà, stando a quanto emerso fino ad ora, tra indiscrezioni e non smentite, a mantenere le promesse fatte in campagna elettorale?

Le promesse erano di “abolire le legge Fornero”: direi che le proposte in campo smentiscono o, per essere buoni, ridimensionano quell’obiettivo (o promessa che dir si voglia). L’unico punto confermato pare essere “quota 100”, ma con minimo 64 anni di età, e non più di due anni di contributi figurativi. I destinatari sarebbero persone che hanno avuto carriere sostanzialmente stabili, prevalentemente uomini, che non hanno cominciato a lavorare tanto presto, con pochi contributi figurativi. E quindi tante donne e tanti lavoratori che hanno vissuto crisi aziendali e interruzioni del lavoro, sarebbero tra gli esclusi.

Non è chiaro se verrà prorogata l’”Ape sociale”. E non è un dettaglio. Se non dovesse essere confermata, per una parte di lavoratori e soprattutto lavoratrici le conseguenze sarebbero davvero tragiche. Viene dato per scontato il rinvio della cosiddetta “quota 41”: per fortuna è già una norma a regime (e c’è da augurarsi che non venga toccata) la possibilità di andare in pensione con 41 anni di contributi per i lavoratori precoci che sono disoccupati o fanno lavori gravosi o hanno familiari con gravi disabilità, o hanno una invalidità del 74% o più. E pure di obiettivi che riguardano determinati gruppi di persone, per esempio gli “ultimi” esodati, si sta perdendo la traccia. Insomma, troppo poco, e male.

Pensioni d’oro, Giacobbe: ok chi ha di più deve dare di più, ma la proposta non è questa

Cosa ne pensa del taglio alle pensioni d’oro su cui Di Maio pare continuare a puntare molto?

Chi ha di più deve dare di più: è un principio sacrosanto: a realizzare questo obiettivo dovrebbe pensarci un sistema fiscale progressivo (il contrario della flat tax, per intenderci) e, per chi ci si arricchisce, una sensata tassazione dei patrimoni (altra soluzione espressamente esclusa nel Contratto di Governo di Lega e M5s). Se il tema è “chi è più ricco deve contribuire di più”, questo deve valere per tutti, non solo per i pensionati. Salvo che non si voglia far passare l’idea che i pensionatiti, poco o tanto, la loro pensione l’hanno rubata a qualcuno.

Detto questo, la proposta di legge di M5S e Lega smentisce anche l’impegno che i partiti di governo avevano assunto con il loro “Contratto”: la proposta, per quello  che si legge ora, non si basa sul ricalcolo con il metodo contributivo delle vecchie pensioni, ma sulla decurtazione dei trattamenti di chi ha lasciato il lavoro prima dell’età per la pensione di vecchiaia, quale che sia il valore dei contributi versati nel corso della vita.

Al solito, il problema è il principio che si vuole introdurre: se vale per chi ha di più, possiamo escludere che poi non varrà anche per gli altri? Ma la cosa più pericolosa è: per dimostrare la legittimità costituzionale della loro proposta (che molti mettono in discussione) si basano sul fatto che il sistema previdenziale è in crisi gravissima: a parte il fatto che non è vero, ma come potremmo (e potrebbe il Governo) sostenere che ci sono margini per migliorare le condizioni di chi deve andare in pensione, se la situazione fosse così drammatica?

Pensioni 2018, prima della Ldb 2019 occorre confronto con i sindacati

I sindacati lamentano una chiusura da parte del governo nei confronti delle parti sociali, a suo avviso come mai l esecutivo non sembra interessato al dialogo con chi conosce le reali esigenze dei cittadini?

Discutere con il Sindacato significa uscire dalla propaganda e misurarsi sulla sostanza delle cose, su quali soluzioni concrete costruire, su come spendere al meglio le risorse che si vogliono destinare alla previdenza: fare i conti alla luce del sole, insomma. Io spero che il Governo decida di farlo: per il bene dei lavoratori e dei pensionati, non dei sindacati.

Pensioni 2018/2019, suggerimenti al Governo cambiamento: ecco le misure prioritarie

Quali le misure che secondo lei un governo che si definisce ‘del cambiamento’ e che su questo ha puntato la campagna elettorale dovrebbe concedere quanto prima per poter essere considerato degno di questo nome?

In quel governo c’è il partito che, nel centro destra, contribuì nel 2011 a portare l’Italia sull’orlo del fallimento e ci regalò così il “salva Italia” di Monti, “Fornero” compresa. Ho qualche difficoltà a fidarmi. In campagna elettorale hanno preso voti per “abolire la legge Fornero”: ora mi pare che dalla montagna sia in arrivo il classico “topolino”; ma vedremo cosa ci sarà davvero nei provvedimenti ed allora potremo giudicare.

Io penso che il sistema previdenziale debba essere cambiato; nella scorsa legislatura si sono modificate in meglio alcune norme per il pensionamento, ma si devono fare altri passi avanti (e certo non buttarle via, come pare qualcuno voglia fare). Non solo correzioni parziali: va ricostruito un sistema che dia fiducia alle persone; le persone devono poter pensare che arriveranno alla pensione, e con un reddito decente.

Questo significa affrontare temi che i sindacati propongono da tempo: una pensione di garanzia, fondata su contributi versati, per il futuro pensionistico di chi oggi è giovane; il riconoscimento del “doppio lavoro “ che fanno coloro, soprattutto le donne, che si curano dei familiari, dei figli; la possibilità di scegliere di andare in pensione ad una età “sopportabile” per chi ha difficoltà sul lavoro o nella vita; e anche per gli altri, con qualche relativa penalizzazione; un sistema efficace di tutela del valore reale delle pensioni.

Mi aspetto che si cominci a dire che il sistema sta in piedi se tante persone lavorano e alimentano le casse previdenziali, compresi coloro che arrivano dall’altra parte del Mediterraneo. E che anche la sostenibilità economica del sistema previdenziale è una cosa seria: senza fare i conti con quella si raccontano solo delle favole (con rispetto parlando delle favole).

Cosa ne pensate delle considerazioni dell’onorevole Anna Giacobbe, che attualmente è funzionaria del Sindacato Pensionati della Cgil della Liguria, ruolo di staff?

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Autore dell'articolo: Erica Venditti

Erica Venditti
Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

46 commenti su “Pensioni anticipate 2018, pensioni d’oro, quota 100: intervista all’On Giacobbe

    Aldo ARIANO

    (7 settembre 2018 - 14:35)

    Ho dimenticato nel precedente commento che circa 3 anni dopo ci siamo trovati senza lavoro a lungo e siamo andati a chiedere aiuto ai francesi (moglie e figlia cittadine francesi). RISULTATO: ci hanno rifiutato l’aiuto perché pensano per definizione che io non abbia la pensione perché non la ho chiesta.
    RISULTATO: mia figlia ha perduto 2 anni di borsa di studio a cui aveva diritto per meriti di studio e devo pensare che ormai siamo permanentemente bollati perché se di nuovo ci troveremo in situazione di bisogno, cio’ sarà perché io ho più o meno rifiutato la pensione dagli italiani. Non parlo dell’assistenza medica che non avevamo: abbiamo evitato spese mediche che non potevamo permetterci e a un certo punto i francesi mi hanno fatto forse un regalato (oltre i 70 anni e in quanto io viva in Francia) l’assistenza malattia. ADESSO in questo momento (inizio settembre 2018) vado e vengo Francia-Algeria per analisi per sospetto tumore o altro alla prostata. Se qualcuno vuole rispondermi sarà il primo italiano che ascolta. Posso assicurare che non sono né folle né un delinquente, anzi, prima facevo un lavoro relativamente importante. Grazie, Aldo Ariano

    Aldo ARIANO

    (7 settembre 2018 - 14:16)

    Ho deciso di uscire dal silenzio e dall’amarezza per reagire. E’ la prima volta che riesco ad esprimere la mia rabbia su internet, ma voglio scrivere il minimo riservandomi di approfondire se qualcuno mi risponde. Su internet una volta verso un ministero dello stato italiano e presso un’ambasciata d’Italia sono solo riuscito a lanciare un messaggio, ma naturalmente senza alcuna reazione. Oggi, poco fa’ ho cercato di aprire un sito ed ho avuto un messaggio del ministero dell’interno che dice: “la sua richiesta é stata bloccata dai sistemi posti a protezione del sito web……….; Si segnala inoltre che alcuni servizi sono accessibili solo dall’interno del territorio italiano”.
    Bene, io mi trovo in Algeria con mia moglie che ha trovato un lavoro; il mio passaporto é stato rilasciato dal consolato italiano, eccetera, eccetera.
    Vengo al punto: 1. ho 70 anni; dall’età di 60 cerco di organizzare la mia domanda di pensione; 2. ho contributi in Italia, Svizzera, Olanda e Danimarca; 3. dopo una sda serie infinita di capronate dalla Puglia con il sindacalista fino a Milano all’INPS, all’età di 65 anni, al momento culminante chiedendo all’INPS come fare la domanda di pensione.
    Risultato: 4. la RISPOSTA all’INPS di Milano é che devo andare a chiedere la pensione in Romania, dove mia moglie lavora e io no (successivamente e verificando per curiosità: i rumeni mi hanno riso in faccia). Alternativa: se sono residente in Italia é competente l’INPS, mi dicono. 5. Il giorno dopo vado al Comune di Milano -sono iscritto all’AIRE- e dichiaro che voglio la residenza a Milano; attenzione, A CASA MIA !!!!, cioé nel mio appartamento. RISPOSTA: “é difficile che le diano la residenza perché c’é il decreto antievasione”; “vada a chiedere cosa pensano all’agenzia delle entrate”; “rimanga all’estero, gli italiani se ne vanno e lei vuole venire qui?”. avevo spiegato -e risulta al Comune- che ho la moglie francese (che al momento sta lavorando in Macedonia) ed ho la casa in Francia. Inoltre ho la filglia di 15 anno che in Francia va a scuola e c’é un processo in corso per aggressione sessuale subita, inoltre é seguita dallo psicologo, pertanto dovro’ conciliare le cose. RISPOSTA: “se non la trovano a casa i vigili non avrà la residenza”. 6. sono andato via piangendo (e ritengo aver il diritto di urlarlo!). 7. Ho telefonoto almeno 200 volte al consolato d’italia a Parigi: mai risposto. Grazie per l’attenzione, Aldo Ariano

      Erica Venditti

      Erica Venditti

      (7 settembre 2018 - 15:27)

      Ci dispiace moltissimo Aldo per la sua situazione, magari qualcuno qui leggendola può darle qualche dritta. E’ una trafila molto complessa la sua, per iniziare attualmente quanti anni contributivi versati ha e dove?

    […] Anna Giacobbe, ex parlamentare e membro della commissione lavoro alla Camera nella scorsa legislatura: “Sarà interessante approfondire il contenuto dello studio della RGS sulle tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico  Sull’aspettativa di vita, si confermerebbe che non si tratta di una prospettiva in inevitabile e lineare crescita, come era immaginabile.  Va ricordato che, in ogni caso, l’aspettava di vita non è uguale per tutti. […]

    […] sulle intenzioni relative alla manovra pensionistica. Resta di attualità anche il dibattito sulle Pensioni d’oro, con l’esecutivo che sembra pronto a fare un passo indietro sui tagli, nonostante le recenti […]

    Giuseppe C.

    (18 agosto 2018 - 11:53)

    Renato, penso che Salvini, lo dico da non elettore di nessuno dei due partiti al Governo, né del PD, né di LEU, sono Comunista Sovranista, fosse in buona fede quando prometteva l’abolizione della legge Fornero; la mia impressione è che il problema sia di voler pagare reddito di cittadinanza e ricalcolo delle pensioni (accordi tra Di Maio e il Presidente dell’INPS? così leggo, non so se sia vero; vedi anche il documento “Non per cassa ma per equità” salvo errori del Presidente INPS, e le esternazioni dello stesso sul problema povertà) penalizzando alcune delle pensioni in essere (“alcune”, temo, per ora) per venire in aiuto della povertà. SI FA CONFUSIONE TRA PREVIDENZA ED ASSISTENZA E, INVECE DI SEPARARLE, FACENDO PAGARE L’ASSISTENZA ALLA FISCALITA’ GENERALE, COME NEGLI ALTRI PAESI, SI VORREBBE ESASPERARE IL PAGARE L’ASSISTENZA PENALIZZANDO LA PREVIDENZA? La mia impressione è che si voglia creare consenso presso i tanti poveri penalizzando i diritti e soldi altrui, di chi se li è pagati? Posso sbagliare ma è la mia impressione, come, anche, lo è, che dal connubio dei due partiti al Governo non può uscire niente di buono: troppi compromessi per far quadrare il cerchio?
    Chi ci rimette siamo noi?

      Aldo ARIANO

      (9 settembre 2018 - 12:28)

      Gentile signora Erica, le sono immensamente grato per aver letto e considerato il mio scritto. Cio’ mi restituisce un senso di dignità e mi incoraggia almeno a rivolgermi alle istituzioni previdenziali straniere a cui ho contribuito per recuperare cio’ che é possibile. Ho letto la sua descrizione del percorso professionale e mi rendo conto dell’apprezzamento che merita.

      Vorrei indicare che la decisione di denunciare questa mia situazione avviene dopo che da tempo sento parlare di pensioni d’oro e dopo aver visto questo 7 settembre su una TV francese l’esposizione dei principi altamente nobili del sistema previdenziale italiano da parte di un esperto a nome Michel Martone. Non faccio alcun commento di natura politica per l’Italia e non voglio neanche commentare l’uso della Unione Europea fatto dai paesi membri. Tuttavia a proposito di complessità devo citare un’esperienza personale: nel 2005 sono stato team leader in un progetto in Bosnia Erzegovina finanziato dalla Banca Mondiale. Abbiamo esaminato la gestione dell’istituto pubblico di previdenza sociale risultante dallo smembramento del paese originario, la Yugoslavia. Certo che era difficile: la contribuzione alle casse del paese originario doveva dar luogo a pagamenti di pensioni in paesi nuovi e diversi, e neanche sempre in ottimi rapporti, eccetera. Ma le risposte dell’INPS di Milano furono univoche e senza appello; non credo che ascoltassero o capissero con precisione cio’ che dicevo.

      Dette risposte dell’INPS e del Comune di Milano di cui ho raccontato nel precedente commento sono avvenute tra l’8 e il 10 luglio 2014, dopo un viaggio di 1300 kilometri.

      Alla sua domanda sugli anni di contribuzione non posso rispondere con precisione perché non ho attualmente la disponibilità dei documenti. Tra qualche settimana si. Inoltre non ho verificato con precisione la contribuzione fatta all’estero (proprio perché pensavo che l’avrei fatto via l’INPS). Descrivo qui di seguito cio’ che posso.

      Totale attorno a 20 anni, di cui in Italia 7,5 anni più, stimando il totale estero, tra 11 e 13 di contribuzione (non so come pesano gli anni con permesso stagionale in Svizzera e sicuramente ho avuto delle brevi interruzioni cambiando paese). Descrivo il dettaglio.

      * L’ufficio INPS di Piazza Missori a Milano (diverso dall’ufficio che mi disse di andare in Romania…) aveva affermato (tra l’8 e il 10 luglio 2014) che versati da datori di lavoro italiani risultavano circa 7 anni e mezzo. L’interlocutore affermo’ che già con 5 anni le norme applicabili per il mio caso in Italia permettevano una mia integrazione contributiva volontaria per arrivare al minimo (15 anni (?)).

      * Prima di andare avanti voglio fare una precisazione di natura etica: I contributi in Italia iniziano nel 1964 all’età di 16 anni. Ma avevo meno di 10 anni quando avevo già imparato molto il lavoro sartoriale. Successivamente, mio padre, anch’egli sarto, di ritorno da un’avventura di emigrazione, allesti’ una sartoria ed ebbe bisogno del mio aiuto. Cio’ per me comporto’ l’interruzione dalla scuola dopo il primo anno di avviamento professionale (studi ripresi anni dopo in scuole private in Italia e altri paesi). Non si era mai parlato di contributi fino alla mia (e famiglia) emigrazione nel Nord Italia nel 1964 e fino al 1966. Con cio’ voglio sottolineare che, fin da piccolo, ho sicuramente contribuito allo sviluppo dell’economia nazionale e non voglio quello che non mi appartiene.

      * In Italia la contribuzione inizia il 9 05 1964 (Savid, provincia di Como) e continua per oltre due anni fino all’emigrazione di tutta la famiglia in Svizzera.

      * Seguono quindi circa 3 anni di contribuzione in Svizzera tedesca (General Motors) e altri 3 in Olanda (Philips Computer Industry, e altro brevemente). Poi circa 2 anni, credo, in Danimarca (Pizzeria Stroget, Copenaghen) e successivamente almeno 5 anni in Svizzera italiana (a Lugano, attività alberghiera stagionale).

      * Nel 1981( ?) rientro in Italia a Milano (Grant Thornton, società di revisione) e reinizia la contribuzione nazionale, portandola al totale di 7 anni e mezzo. Già da prima, residente a Lugano, studiavo economia alla Cattolica di Milano.

      Dopo questa fase non ho più contribuito. Ho lavorato per un certo periodo con contratti di collaborazione e successivamente sono tornato all’estero lavorando come esperto nei progetti internazionali, principalmente finanziati dalla UE.
      All’estero ho sempre onorato l’Italia e rispettato i paesi di in cui mi trovavo.

    Renato

    (17 agosto 2018 - 21:23)

    Come gli altri governi farete cassa sui pensionati in essere e futuri con una riforma demenziale che toglie ai pensionati che hanno versato per aumentare le pensioni di non ha versato nulla o poco e a parecchi
    Evasori che se la ridono 2 VOLTE . Siete dei geni

    Renato

    (17 agosto 2018 - 19:23)

    Salvini e DiMaio non ci avevate detto che il reddito di cittadinanza ,pensioni minime e FLAT TAX le dovevano finanziare i pensionati presenti e FUTURI

    Renato

    (17 agosto 2018 - 19:09)

    Salvini ci avevi promesso che modificavi la Fornero e sei stato di parola,i tuoi esperti la stanno modificando
    In peggio.è meglio che tornate subito a casa ci avete imbrogliato ,fate schifo

    Enzo

    (17 agosto 2018 - 18:40)

    La musica continua purtroppo sempre i soliti devono avere pazienza a ed in Italia si continua a premiare sempre chi a versato meno contributi solo perché è più anziano vedi quota 100 con soli 36 anni di contributi mentre chi ha già 40 anni di contributi dovrà attendere fino a versare 42/43 anni di contributi puri , allora se fate la quota 64 dimostrate di venire incontro a tutti eliminando da subito la aspettativa di VITA unica e vera porcheria che non ci permette di andare in pensione questo dovete e potete farlo .

    Renato

    (17 agosto 2018 - 18:12)

    Nel 2014 ho firmato ai gazebo della Lega per abolire la Fornero. Ora sono al governo ci hanno promesso per 1 anno che in 15 giorno cancellavano la legge. Sono passati 3 mesi e quello che stanno partorendo sono solo tagli e penalizzazioni e ricalcoli per quota 100 (36 + 64 ), 42 anni forse dal 2020 il tutto condito da ricalcoli che farebbero scendere drasticamente gli assegni. Ci avevano detto che i soldi c’erano pensavano che erano nascosti sotto il materasso e invece non hanno trovato nulla. Perché dal 2020 e non subito ,la clausola di salvaguardia c’è quest’anno ma ci sará anche l’anno prossimo e tra 1 anno cosa faranno????????!!!!! In pensione non ci mandano ,stanno pensando di peggiorare la Fornero e stanno già facendo cassa ancora sui pensionati altro che mandarci prima ( Salvini ha promesso che nessuna legge sará peggiorativa )!!!!!!!!!!Stanno razziando i pensionati per elargire pensioni sociali e reddito di cittadinanza ( quasi tutta gente che non ha mai lavorato o peggio ). Attenti a cosa fate perché i forconi ( vero Salvini ) li usiamo noi per mandarvi a casa .

    massimo

    (17 agosto 2018 - 17:24)

    CONCORDO CON MICHELE. SE PROPRIO QUOTA 100 COSI’ COME PROPOSTO IN CAMPAGNA ELETTORALE NON SI POTRA’ FARE PER ESIGENZE DI CASSA SI DECIDA PER UNA SOLUZIONE INTERMEDIA. 62 ANNI DI ETA’ E 38 ANNI DI CONTRIBUTI POTREBBE ESSERE UN BUON COMPROMESSO

    Giuseppe C.

    (17 agosto 2018 - 17:20)

    La mia impressione, POSSO SBAGLIARE MA TALE RICEVO, è che, ormai, in questo Paese, si sia seminato, anche con l’aiuto di certi media, odio sociale mettendo tutti contro tutti. “Divide et impera” chi, altrimenti, si sarebbe rivoltato contro i veri responsabili della loro vita mal ridotta e dello stato sociale in via di distruzione. La mia impressione è che, nel seminare odio sociale verso chi ancora abbia un briciolo di normalità di vita e di DIRITTO (invece di cercare di ridare ciò anche a chi l’abbia perso e ne avrebbe diritto) si calcolino a tavolino i numeri delle persone, ovvero dei voti, che convengono : i resi poveri sono più dei pochi rimasti garantiti? Allora seminiamo odio verso i garantiti così prenderemo voti dagli incapienti.
    POPULISMO BUE! Il grave è che, per ora, quando si dichiara qualcosa di incostituzionale (e non solo), io ricevo questa impressione, posso sbagliare ma ho diritto a dire – perlomeno ancora – di averla, mi sembra nessuna istituzione preposta intervenga decisamente a stigmatizzare tale modo di agire.

    Giuseppe C.

    (17 agosto 2018 - 16:52)

    Nora, il problema DISOCCUPATI è lo stesso problema PENSIONI.
    Se i Governi non riescono, come nel passato fecero quei politici che ora si vorrebbero punire ricalcolando loro i vitalizi, A CREARE I PRESUPPOSTI PERCHE’ SI CREI LAVORO, CI SARANNO DISOCCUPATI CHE, NON LAVORANDO, NON VERSERANNO CONTRIBUTI E, DI CONSEGUENZA, NON AVRANNO PENSIONE, SE NON LA SOCIALE. Riterrei ingiusto, invece di creare tali presupposti per il lavoro, prelevare soldi dalle pensioni di chi lavora per mantenere chi non si è capaci di far lavorare: NO LAVORO, NO CONTRIBUTI, NO PENSIONI; SEMPLICISSIMO.
    INVECE DI TAGLIARE LA PREVIDENZA PER PAGARE L’ASSISTENZA I GOVERNI CREINO PREMESSE PER SVILUPPO E LAVORO, se ne sono capaci, altrimenti ne traggano le dovute conseguenze, perché io ritengo che uno lavori per mantenere sé stesso e non i disoccupati. In un Paese normale!
    Poi, una giusta assistenza venga pagata con la fiscalità generale,come begli altri Paesi, e non coi soldi che i lavoratori versano per la loro pensione.
    Posso sbagliare ma io ricevo l’impressione che sia giusto così.

    Giuseppe C.

    (17 agosto 2018 - 16:41)

    No Francesco: secondo me è gente che non sa, o finge di non sapere, cosa sia il Diritto, lo Stato di diritto e i diritti quesiti e, semplicemente, cerca il modo di fare cassa annaspando per realizzare le promesse elettorali fatte alla quota più consistente di elettorato, quella degli incapienti, per cercare di mantenerle a tutti i costi facendo pagare il conto a chi si è fatto tanto di sudore per decenni e per altrettanto tempo strapagato i suoi diritti, derivanti da regole PER LEGGE OBBLIGATORIE, E DIETRO QUESTE REGOLE OBBLIGATORIE STANNO I CONTRIBUTI CHE LORO DICONO MANCHINO, ora definiti privilegi.
    L’esatto contrario dell’equità e del rispetto della Costituzione che si sbandierava sempre: togliere a chi ha lavorato per dare a chi non l’ha, suo malgrado, mai fatto.
    “Tentando” di farlo, perché, poi, delle garanzie come la firma del Capo dello Stato, il voto del Parlamento e la Corte Costituzionale, o semplici avvocati, ci sono sempre, tant’è che loro premettono sempre che, casomai, gli faranno causa!
    Solo che, se qualcuno dovrà perdere tempo a fare causa, io, personalmente, chiederei anche i danni per il tempo perso e la salute danneggiata dal disturbo e dall’ansia continua di vedermi stalkizzato e perseguitato solo per aver rispettato regole obbligatorie vigenti, richiedendo il danno psico fisico per essere stato continuamente danneggiato nel godere tranquillamente dei miei soldi dei miei diritti, dal’ansia di veder “requisiti” i miei soldi d’autorità. Verificherei anche se sussista una rilevanza penale nell’eventuale danno perpetratomi solo per aver preso la pensione a retributivo come da legislazione all’epoca vigente.
    Perché è ora di finirla di perseguitare i pensionati a retributivo o misto chiamandoli “NABABBI A SPESE DELLO STATO”, COSA CHE A ME SEMBRA ESSERE OFFENSIVA.

    Giuseppe C.

    (17 agosto 2018 - 16:19)

    Pardon, ho scritto Roberto invece di Enzo; riposto corretto, scusatemi:
    Sarei anche d’accordo, Enzo, con la pensione uguale per tutti; però tale provvedimento andrebbe preso smettendo di versare i contributi all’INPS e aumentando la progressività delle aliquote fiscali secondo il reddito; con tale trattenuta, UNICA E MOLTO PROGRESSIVA sul reddito, si potrebbe pagare l’intero stato sociale, sanità, pensioni, ecc.
    Naturalmente ciò DOVREBBE VALERE SOLO PER CHI NE USUFRUISCA DA QUEL GIORNO DELLA NUOVA LEGGE IN POI O INIZI DA TALE GIORNO A LAVORARE; gli altri che già lavorano, e continuino, quindi, a versare i contributi secondo il vecchi sistema, dovrebbero percepire, per non essere penalizzati o per non guadagnarci, la pensione valutata secondo il vecchio regime da parte dello Stato; per loro si potrebbe eliminare il pagamento dell’assistenza che, per tutti e due i sistemi, si porrebbe a carico della fiscalità generale, come negli altri Paesi.

      Giuseppe C.

      (17 agosto 2018 - 16:54)

      Avevo dimenticato di specificare una osservazione e riposto corretto il mio commento:

      No Francesco: secondo me è gente che non sa, o finge di non sapere, cosa sia il Diritto, lo Stato di diritto e i diritti quesiti e, semplicemente, cerca il modo di fare cassa annaspando per realizzare le promesse elettorali fatte alla quota più consistente di elettorato, quella degli incapienti, per cercare di mantenerle a tutti i costi facendo pagare il conto a chi si è fatto tanto di sudore per decenni e per altrettanto tempo strapagato i suoi diritti, derivanti da regole PER LEGGE OBBLIGATORIE, E DIETRO QUESTE REGOLE OBBLIGATORIE STANNO I CONTRIBUTI CHE LORO DICONO MANCHINO, ora definiti privilegi.
      L’esatto contrario dell’equità e del rispetto della Costituzione che si sbandierava sempre: togliere a chi ha lavorato per dare a chi non l’ha, suo malgrado, mai fatto.
      “Tentando” di farlo, perché, poi, delle garanzie come la firma del Capo dello Stato, il voto del Parlamento e la Corte Costituzionale, o semplici avvocati, ci sono sempre, tant’è che loro premettono sempre che, casomai, gli faranno causa!
      Solo che, se qualcuno dovrà perdere tempo a fare causa, io, personalmente, chiederei anche i danni per il tempo perso e la salute danneggiata dal disturbo e dall’ansia continua di vedermi stalkizzato e perseguitato solo per aver rispettato regole obbligatorie vigenti, richiedendo il danno psico fisico per essere stato continuamente danneggiato nel godere tranquillamente dei miei soldi dei miei diritti, dal’ansia di veder “requisiti” i miei soldi d’autorità. Verificherei anche se sussista una rilevanza penale nell’eventuale danno perpetratomi solo per aver preso la pensione a retributivo come da legislazione all’epoca vigente.
      Perché è ora di finirla di perseguitare i pensionati a retributivo o misto chiamandoli “NABABBI A SPESE DELLO STATO”, COSA CHE A ME SEMBRA ESSERE OFFENSIVA.
      POSSO SBAGLIARE MA IO RICEVO QUESTA IMPRESSIONE.

    Giuseppe C.

    (17 agosto 2018 - 16:16)

    Sarei anche d’accordo, Roberto, con la pensione uguale per tutti; però tale provvedimento andrebbe preso smettendo di versare i contributi all’INPS e aumentando la progressività delle aliquote fiscali secondo il reddito; con tale trattenuta, UNICA E MOLTO PROGRESSIVA sul reddito, si potrebbe pagare l’intero stato sociale, sanità, pensioni, ecc.
    Naturalmente ciò DOVREBBE VALERE SOLO PER CHI NE USUFRUISCA DA QUEL GIORNO DELLA NUOVA LEGGE IN POI O INIZI DA TALE GIORNO A LAVORARE; gli altri che già lavorano, e continuino, quindi, a versare i contributi secondo il vecchi sistema, dovrebbero percepire, per non essere penalizzati o per non guadagnarci, la pensione valutata secondo il vecchio regime da parte dello Stato; per loro si potrebbe eliminare il pagamento dell’assistenza che, per tutti e due i sistemi, si porrebbe a carico della fiscalità generale, come negli altri Paesi.

    Maria

    (17 agosto 2018 - 9:12)

    Nel 2019 avrò 61 anni e, avendo cominciato a lavorare giovanissima, 42 anni e 6 mesi di contributi, requisiti bastanti per andare in pensione e con la legge Fornero.
    A quanto pare, viste le intenzioni di Lega e M5S, e mancando ancora 3 anni ai 64, dovrò arrivare a 45 anni e 6 mesi di contributi per andare in pensione, con assegno ridotto a causa dell’abolizione del calcolo col sistema retributivo per chi ha, come nel mio caso, più di 18 anni di lavoro al 31/12/1995, e magari anche con ulteriore decurtazione perché ancora al di sotto dell’età prevista o perché l’assegno, naturalmente considerato al lordo, supererà di qualche centesimo i 2000 euro.
    Sarebbe questa la riforma per fare meglio della Fornero?

    […] Pensioni anticipate 2018, pensioni d’oro, quota 100: intervista all’On Giacobbe  PensioniPerTutti.it […]

    Giuseppe C.

    (16 agosto 2018 - 23:29)

    Temo che tutte le nostre sofferenze, commenti, pensieri, e i nostri voti, siano solo ormai uno sfogo fine a sé stesso perché chi decide, ricevo l’impressione, posso sbagliare, non è più la rappresentazione che periodicamente si rinnova della cerimonia del voto: purtroppo io ricevo sempre più l’impressione, posso sbagliare ma questa ricevo, che, chiunque governi, debba ormai, invece di rappresentare gli elettori, indipendentemente dalle promesse fatte, rappresentare i desiderata di finanza e imprese globali e loro relative associazioni, rendendo conto a Bruxelles, per un ingresso nell’euro deciso senza interpellarci con nessun referendum preventivo.
    In pratica noi siamo una nuova classe di schiavi che non hanno più diritti ma solo il dovere di lavorare più a lungo possibile, mantenendo anche disoccupati, finché ci reggeremo in piedi? Posso sbagliare ma questa è la mia impressione,

    Michele

    (16 agosto 2018 - 22:11)

    Per non deludere la maggior parte di lavoratori che hanno creduto nella quota 100 pura , consiglierei una soluzione a metà strada tra quello promesso in campagna elettorale e le ultime indicazioni del governo….portare età anagrafica a 62 anni e 38 di contributi

    Fabrizio

    (16 agosto 2018 - 22:00)

    Io ho 60 anni e mi sento preso per il culto ho 38 anni di contributi e avevo sperato dalle dichiarazioni presto elettorali del gatto e la volpe che con quota 100 il prossi mo anno al compimento di 61 anni con 39 di contributi sarei andato i pensione e invece adesso si sono rimangiati tutto vado a 64 anni con 42 anni di contributi quota 106 boh che cialtroni

    ANTONIO

    (16 agosto 2018 - 19:56)

    E’ INUTILE CHE CONTINUIAMO A MANGIARCI IL FEGATO. I NOSTRI SINDACATI FANNO LA MANIFESTAZIONE QUANDO LA VACCA E’ SCAPPATA, ( quando oramai è tutto definito tanto è che il governo manco se li caga ) BISOGNA PRENDERE I FORCONI SUBITO E ANDARE A TOGLIERLI DALLE POLTRONE. FARE ARROSTO PER TUTTI.

      Roberto

      (16 agosto 2018 - 21:39)

      Si vede che fare un minimo di ragionamento non è più possibile. Capisco che la gente sia esasperata ma dai i forconi, le mitragliatrici, i carri armati, l’arresto e la polenta ,le manifestazioni preventive. Va là così che vai bene. I migliori auguri a tutti.

      annamaria

      (17 agosto 2018 - 17:16)

      ragazzi sono disperata…vi copio un link e fate la ricerca sulla rete…ma vi rendete conto cosa scrivono?
      https://www.money.it/riforma-pensioni-Quota-42

      sti bastardi diffondono notizie per farci sapere che chi ha 64 anni e 36 anni va in pensione nel 2019…ed io o voi tutti che ho quota 101 quest anno e per di piu’ precoce perchè ho iniziato a lavorare a 15 anni anche se poi ho avuto un periodo di non lavoro ma comunque ho 4 anni di lavoro prima di 18 anni, solo perchè non rientro nelle categorie usuranti dovrei aspettare i 64 anni con l’eliminazione del retributivo…ma siamo matti o cosaaa…..lasciateci la fornerooooooo esco a gennaio 2020 col retributivo…a chi ha detto in questi post che dobbiamo pensare ai giovani, ai giovani ci pensiamo se ci mandano a casa e lavorano subito….ma i sindacati non parlanooooooo? o si voltano dall’altra parte come ai tempi di monti e fornero?
      lasciateci il meno peggio…la riforma fornero…è inaudito che chi ha 36 anni di servizio vada in pensione subito e chi ha 42 43 44 resti al lavorooooooo….

    Roberto

    (16 agosto 2018 - 19:54)

    Qui tutti a preoccuparsi di quota 100 ,quota 41 ecc.ecc. Tutto sacrosanto per l’amore di dio. Il problema vero è però che se va avanti così le pensioni ce le daranno in belle lirette svalutate e allora parlare di quota 100 e quota 41 non avrà più senso.Ma non avete ancora capito che questi vogliono uscire dall,euro? Solo così stampando moneta svalutata potranno tener fede le loro mirabolanti promesse. Ma le avete lette le dichiarazioni di Salvini, di Borgi? Ormai anche il crollo di un ponte e colpa di quei cattivo i dell europa! Io non so più cosa pensare. Spero di sbagliarmi ma a me pare che ci siamo tutti un po’ tanto rincoglioniti. Auguri a tutti.

    Enzo

    (16 agosto 2018 - 19:31)

    Credo si debba tassativamente cambiare il sistema pensionistico Italiano come fare ? Forse si potrebbe versare contributi al massimo per 35/40 anni con dei versamenti unici per tutti ed una pensione uguale per tutti supponiamo € 1.500 / 2000 compreso professionisti commercianti e politici . Ma questa continuerà ad essere una vera utopia . Per il momento questi signori risolvono tutto aumentando non le nostre pensioni ma gli anni di contributi per poterci arrivare alla pensione. Molto più semplice .

    Pierantonio

    (16 agosto 2018 - 19:03)

    Renato e massimo sono perfettamente d accordo, q 100 che vogliono fare oltre che essere una ingiustizia verso coloro che hanno già 41 o 42 anni, e’ una fuffa in quanto chi ha 64 o 65 anni e quindi 36 o 35 anni di contributi e una vita lavorativa con stipendi medio bassi , andrà si in pensione ma con un assegno che oltre ad essere “leggero” (“solo” 36 anni di contributi) lo faranno ancora più leggero. Quindi tante persone in base alle proprie valutazioni dovranno decidere se continuare ancora qualche anno oppure uscire con pensioni ancora più basse.

    Renato

    (16 agosto 2018 - 17:43)

    Ho iniziato a lavorare il 28 maggio1976, da quel giorno è iniziato il mio patto con l’INPS. Io dopo 35 anni di versamenti avrei dovuto maturare i requisiti che allora erano in vigore. Da quel giorno il contratto con il governo nè stato modificato uniteralmente più volte ( DINI,MARONI,SACCONI E FORNERO penso di non avere dimenticato nessun ). A mè nessuno ha mai chiesto niente mi hanno solo imposto m che la scadenza del mio contratto veniva più volte spostata in là nel tempo modificando anche importi di trattenute mensili e coefficienti di rivalutazione dei miei accantonamenti.ora dopo oltre 42 anni arrivano due TIZI che mi promettono se eletti di mettere un po’ di giustizia in una giungla dove tanti governi a turno hanno pescato a mani basse per ripianare errori e malefatte di ogni genere Monti e altri premier hanno sostenuto in questi anni che la spesa pensionistica è la prima voce nelle uscite dello Stato Italiano.Io in 42 e passa anni ho prestato all’INPS 360.000 € e continuano a rinviare la data in cui cominceranno a ridarmene un po’ alla volta.Ma adesso mi dicono che forse una parte li vorrebbero dare a gente che prende poco di pensione (forse non ha mai versato o ha addirittura evaso le tasse e ora vuole pure i miei soldi ) e mi dicono lavora ancora un po’ tanto sei giovane magari non ti tassiamo lo stipendio ,tanto tu sei abituato al lavoro visto che a 15 anni già lavoravi . Perché vuoi andare in pensione na 59 anni ,mandiamo quelli con 64 anni di contributi non fá .niente se loro si sono divertiti fino ai 28 anni ,sei tu che hai sbagliato ad andare al lavoro troppo presto dobbiamo mandare in pensione prima i furbetti e forse qualche sfigato. Vorrei che questa mia fosse letta dal Gatto e la Volpe
    Anni

      massimo

      (16 agosto 2018 - 18:07)

      CIAO RENATO SONO PERFATTAMENTE D’ACCORDO CON TE. ALCUNI GIORNI FA’ HO AVUTO MODO DI PUNTUALIZZARE CHE SE UN CITTADINO HA INIZIATO A LAVORARE GIOVANISSIMO PER TUTTA UNA SERIE DI MOTIVI ED OGGI SI TROVA MAGARI AD AVERE UNA ETA’ ANAGRAFICA DI 60 ANNI E MAGARI ANCHE 40 ANNI E PIU’ DI CONTRIBUTI LO STATO RISPONDE CHE E’ TROPPO GIOVANE PER ANDARE IN PENSIONE. QUESTA A MIO GIUDIZIO E’ UNA ASSURDITA’. UN LAVORATORE CHE HA UNA ANZIANITA’ CONTRIBUTIVA DI ALMENO 41 ANNI HA TUTTO IL DIRITTO DI POTER SCEGLIERE SE ANDARE IN PENSIONE. COSI’ COME RITENGO CHE LE LAVORATRICI DEBBANO AVERE QUESTO DIRITTO DI SCELTA CON ALMENO 36 ANNI DI CONTRIBUTI.

        Giuseppe C.

        (16 agosto 2018 - 23:05)

        Come dare torto allo sfogo di Renato?
        Un contratto è un contratto e un privato non può cambiarlo in corso d’opera. Può, forse, in determinate circostanze, alla scadenza, proporre una modifica unilaterale che, però, se non accettata dalla controparte fa decadere il contratto senza spese per il contraente e con la restituzione di quanto versato fino ad allora.
        E lo Stato? Lo Stato, che dovrebbe dare l’esempio della massima correttezza istituzionale nell’onorare i contratti stipulati con i lavoratori per non rischiare la perdita di fiducia di questi nelle Istituzioni, lo cambia quando e più volte vuole, in corso d’opera, SENZA DARE IL DIRITTO DI RECESSO DATO CHE I CONTRIBUTI INPS SONO OBBLIGATORI PER LEGGE. E’ questa mi sembra una violazione di contratto. Eventuali nuove regole, a mio parere, se peggiorative, dovrebbero valere solo per chi inizi a lavorare da quel giorno in poi; e sarebbe una sperequazione.
        Invece, ciò che si vorrebbe fare ora, il ricalcolo da retributivo e misto a contributivo per le pensioni già in essere, ovvero un diritto quesito, è addirittura incostituzionale in uno Stato di diritto. E, IL PRESIDENTE DELL’INPS, CHE DOVREBBE GESTIRE E TUTELARE GLI INTERESSI DEI SUOI DANTE LAVORO, PENSIONATI E PENSIONANDI, SE VERO CIO’ CHE LEGGO, FA PROPOSTE E ACCORDI COL GOVERNO PER RIVEDERE IN PEGGIO LE PENSIONI IN ESSERE? PER COMBATTERE LA POVERTA’?; POSSIBILE CHE NEANCHE LUI CONOSCA LA DIFFERENZA TRA PREVIDENZA E ASSISTENZA?, CHE ANDREBBE PAGATA DALLA FISCALITA’ GENERALE, COME NEGLI ALTRI PAESI? E NON COI SOLDI CHE I LAVORATORI VERSANO, O HANNO VERSATO PER QUELLE IN ESSERE, PER LA PREVIDENZA, LA LORO PENSIONE?
        Ma in che Paese stiamo vivendo, in questo momento storico?
        Si sta distruggendo, ho l’impressione, la Previdenza pubblica? e moriremo quasi sul lavoro, per dare soldi all’assistenza? di chi non ha mai versato un euro? Che confusione! Il tutto per la non capacità di creare lavoro?

    Francesco

    (16 agosto 2018 - 17:25)

    Ma a nessuno viene in mente che c’è gente andata in pensione 20 anni fa (e che adesso ha 80 anni) che all’epoca scelse (si fa per dire) di andare in pensione un po’ prima perchè aveva problemi di salute (suoi o di un familiare), oppure perchè l’azienda era in crisi e stava perdendo il lavoro? Persone che quando sono andate in pensione avevano TUTTI i requisiti di LEGGE per andarci, e adesso li vogliono PUNIRE abbassandogli la pensione perchè qualcuno dopo 20 anni ha cambiato idea? Ma in che mondo viviamo? E soprattutto in che mondo vive chi non capisce queste cose? Probabilmente è gente che non ha mai lavorato.

    Antonio

    (16 agosto 2018 - 17:25)

    La Giacobbe come Damiano meglio che stiano zitti.hanno avuto 5 anni per fare qualcosa, almeno bloccare aspettativa di vita e prorogare opzione donna.

    Lucio

    (16 agosto 2018 - 16:26)

    Sono un ammasso di cialtroni,si continua a fare cassa sulla vita della povera gente,in questo caso con i pensionati presenti e futuri.
    Non toccate nulla lasciate tutto cosi’ che e’ meglio.

    Stefano1

    (16 agosto 2018 - 16:23)

    Dimenticavo…
    Si dovrebbe insegnare a molti signori che scioperi e manifestazioni andrebbero fatti prima che approvino certe leggi!!…
    E non dopo che le approvate!…se no non si torna piu indietro…

    eliseo

    (16 agosto 2018 - 15:15)

    spero che non si arrivi al paradosso … peggioramento della legge Fornero, a quel punto veramente non mi vedranno più a votare… che delusione!!!

    Nora

    (16 agosto 2018 - 15:06)

    Vorrei sollevare il.problema dei DISOCCUPATI
    Di chi come me è stato licenziato a 62 anni e dopo 1 anni di cassa integrazione .18 mesi di mobilità ai lavori socialmente utili e altri 2 anni e mezzo di cassa integrazione sempre problemi aziendali e non per mia scelta ora si sente dire che forse gli vengono riconosciuti 2 anni di .figurativi.

    Problema il mio simile a quello di tante altre persone che hanno creduto alle promesse elettorali ed ora????

    Renato

    (16 agosto 2018 - 15:01)

    C’erano i soldi per realizzare tutte promesse elettorali.Sono passati 6 mesi dal 4 marzo le legge Fornero è ancora vigente ( e con quello che ci prospettano speriamo non la tocchino), ogni giorno ne sentiamo sempre peggio,parlano di ricalcolare la pensione anche a chi è in pensione dalla data del pensionamento ai 67 anni della pensione di vecchiaia ( FOLLIA PURA ). Contributo di solidarietà a partire dai 2000 € LORDI ( FOLLIA PURA ) . Ricalcolo con il sistema CONTRIBUTIVO dal 1995 al 2011. Ogni giorno si prospetta un futuro sempre più incerto ,il governo Gentiloni ha azzerato la penalità introdotta dalla legge Fornero in caso di pensionamento prima dei 63 anni dell 1% ogni anno dopo i 60 anni e del 2% fino ai 60 anni ,io avrei perso il 5%.Questi cialtroni vogliono peggiorare situazioni già sanate, e si stanno inventando di tutto per alleggerire il nostro futuro assegno ALTRO CHE IN PENSIONE A41 ANNI SENZA PALETTI.SALVINI l’80 %’dei tuoi voti li hai presi da operai che speravano nella quota 41 e invece sono proprio i dipendenti che vuoi FOTTERE . CI STAI FREGANDO

    Giuseppina

    (16 agosto 2018 - 14:38)

    Io per esempio ho già superato la quota 100 con 39 anni di servizio e 62 anni .Perché non sommari invece di aspettare a 64 anni di età opporre a 41 anni di servizio.Cosa cambia?Visto il lavoro che svolgo abbastanza faticoso perché lavoro in ospedale con qualifica di tecnico di radiologia su 3 turni.In attesa di una vostra risposta.

    Nora

    (16 agosto 2018 - 14:37)

    Buongiorno si parla sempre di lavori gravosi,esodati, precoci ma.i disoccupati???
    Chi come me è .stato licenziato..con.licenziamento collettivo ed.ora.a.62 anni che fa??
    E dopo 1 anno di cassa integrazione e.18 mesi di.mobilita passati ai lavori soc.utili più altri 2 anni e.mezzo di cassa integrazione sempre.x problemi aziendali.e non certo per.una mia.scelta ,ora mi sento dire che vengono riconosciuti forse solo 2 anni di.figurativi….una vera presa in giro….
    Vorrei quindi sollevare anche il problema dei DISOCCUPATI ,un mio problema comune a tantissimealtre persone che hanno contato sulle.promesse elettorali ed.ora????

    Pantaleo

    (16 agosto 2018 - 13:29)

    Brava Giacobbo!!!
    Tutto giusto..
    Ma dire che è giusto x i precoci mandarli solo con i paletti è solo un pagliativo x risparmiare l uscita di noi precoci con 42 anni ma ‘purtoppo’ con nessuno dei nostri cari che sta x morire,che non stia x morire lui,che non stia mendicando da 3 mesi…
    E che dire del fatto che dopo 42 anni QUALSIASI lavoro è USURANTE ED USURATO….???
    Forse fare il politico non lo è…!!!
    Penso che questi non sanno bene cosa sia lavorare ONESTAMENTE E FATICOSAMENTE!!!!

      Giuseppe C.

      (16 agosto 2018 - 15:28)

      Renato, la mia impressione è che fare questo, se veramente dal caos che si legge uscirà un altro disastro ai danni dei lavoratori e pensionati, sia da chiamare, semplicemente, distruggere la Previdenza pubblica e i diritti collegati per”FARE CASSA” in barba al diritto e allo Stato di diritto. Posso sbagliare. Però, almeno chiederei una cortesia: TALI PROPOSTE PERIODICHE, CHi LE PROPONE, LE PROPONGA CON UNA CERTA DISCREZIONE E NON LE RACCONTI ALLA STAMPA; PERSONALMENTE PREFERISCO NON SAPERE, NEL TIMORE CHE LA MIA PRESSIONE ALTA AUMENTI E IO CREPI NEL CONSTATARE IN CHE STATO POCO DI DIRITTO STIAMO PRECIPITANDO; E NON VORREI CREPARE E LASCIARE ANCOR DI PIu’ I MIEI SOLDI ALL’INPS. COMUNQUE SIA, CREDO CHE I PENSIONATI IN ESSERE E I PENSiONANDI, ABBIANO DIRITTO A NON VEDERE CONTINUAMENTE MESSI IN DISCUSSIONE I LORO DIRITTI COME SE FOSSERO “CARAMELLE DA DISTRIBUIRE”. LASCIATEMI VIVERE IN PACE; ANCHE PERCHE’ CREDO DI AVERE IL DIRITTO DI NON ESSERE STOLKIZZATO (QUESTA IMPRESSIONE RICEVO, A VOLTE, QUANDO LEGGO E ASCOLTO IN TV CERTE PROPOSTE E CERTE DICHIARAZIONI) E, SE CONTINUA COSI’, NON SPENDERO’ PIU’ UN EURO, DATO CHE HO UN MUTUO DA ONORARE. VENGA PURE LA RECESSIONE!

    Giuseppe C.

    (16 agosto 2018 - 11:48)

    Chiarissimo e sensatissimo. Come ho sempre scritto anche io, basta agire, per l’equità, aumentando, in fase di dichiarazione dei redditi, la progressività dell’imposizione fiscale, Unica cosa costituzionale, anzi doverosamente costituzionale, dato che la Costituzione recita che si deve contribuire secondo le proprie possibilità.
    Trovo un altro controsenso nel voler ridisegnare le pensioni in essere penalizzandole col confronto tra l’età di conseguimento e quella in essere dal 2019, ovvero 67 anni! Ma come? Prima si dichiara che la legge Fornero va abolita perché iniqua e poi si pensa di penalizzare rapportando le pensioni cosiddette d’oro (per ora quelle) non solo ancora da liquidare ma, addirittura in essere, secondo il criterio attuale di 67 anni al 2019, ovvero quello che si dichiara essere iniquo?
    A parte l’incostituzionalità dl ricalcolo per quelle in essere.

      Sandro

      (16 agosto 2018 - 14:28)

      Dopo tutte queste chiacchiere conviene lasciare la legge Fornero perché questi politici di adesso non mi fanno tanta fiducia.

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