Pensioni anticipate 2018, ultime Capone (Ugl): ‘dopo 41 anni meritatamente a casa’

Le ultimissime novità oggi 4 settembre 2018 sulle pensioni anticipate arrivano dalle ultime dichiarazioni di Paolo Capone, Segretario Generale dell’UGL, che si è detto assolutamente favorevole alla modifica della Riforma Fornero e nello specifico chiede chiarimenti al Governo sulle risorse da destinare alle 2 misure principali per i lavoratori: quota 100 e 41. Un lavoratore ha aggiunto, facendo chiaro riferimento ai precoci e a ‘quarantunisti’, ” è opportuno che dopo 41 anni di servizio vada meritatamente a casa”. Eccovi le sue parole.

Ultime novità Capone: Riforma Fornero va cambiata

Il Segretario confederale dell’UGL è intervenuto sulla tematica previdenziale in una nota ribadendo l’importanza della prossima legge di bilancio 2019, prova del nove, dal momento che dovrà essere decisiva sulle pensioni. La questione previdenziale è una polveriera sociale, ha detto Capone, e aggiungiamo noi  lo sanno bene sia Di Maio quanto Salvini, che sul cambiamento della Fornero hanno puntato per vincere alle elezioni, facendo breccia, con le loro promesse su opzione donna, quota 100 e 41 per tutti,  su tanti pensionandi e lavoratori esausti dell’attuale rigido sistema previdenziale e del brusco innalzamento dell’età pensionabile che la Riforma Fornero portò con sé.

Capone ha spiegato che la “ Riforma Fornero ha messo in ginocchio i giovani, osteggiando, di fatto, il loro ingresso nel mondo del lavoro. Per questo, deve essere modificata“, ma, ha aggiunto: “ Intanto, il bilancio delle pensioni è in rosso, quindi chiediamo al Governo di essere convocati al più presto per avere maggiori delucidazioni sui fondi da destinare alle due eventuali manovre: Quota 100 e Quota 41.”

Pensioni 2018, Quota 100 a che punto siamo?

Effettivamente le ultime voci per quanti ambivano ad uscire anticipatamente dal mercato del lavoro non sono rassicuranti, negli ultimi giorni si è passati da chi propone addirittura, come Tiziano Treu, Presidente del Cnel, di abolire le pensioni anticipate perché sono un’ingiustizia e anzi riterrebbe corretto che nessuno uscisse prima rispetto ai 67 anni previsti dal 2019, l’unica eccezione potrebbe, al più, ha detto, riguardare chi svolge mestieri gravosi e/o invalidi che potrebbero avere uno sconto.

A chi, come il Governo, starebbe studiando per far quadrare i conti in Ldb 2019, data la scarsità di risorse a disposizione per la quota 100 – Il Sole 24 Ore ha anticipato che i fondi potrebbero aggirarsi sui 2-2.5 mld- ad una quota 100 selettiva con 2 opzioni allo studio. In un caso si opterebbe per aiutare le aziende in crisi facendo uscire prima come un fondo esuberi quanti hanno maggiore necessità, in questo caso i requisiti richiesti, età e contributi, potrebbero essere modulabili in base al settore di impiego del lavoratore. Nell’altro caso invece la quota 100 potrebbe essere concessa ad un platea più ampia ma con requisiti comunque molto stringenti, limite di almeno 64 anni d’età, 2 anni al massimo di contributi figurativi per raggiungere il montante ‘100’ e un ricalcolo dell’assegno contributivo dal ’96.

Quota 41 tramontata?

Mentre parrebbe tramontata la quota 41 per tutti- già in procinto di divenire 41.5 da gennaio 2019 anche per le categorie disagiate protette dalla precedente legislatura, che potrebbe tramutarsi, forse, risorse permettendo, in quota 42 ma dal 2020.

Su questo è intervenuto Paolo Capone aggiungendo che una controriforma delle pensioni servirebbe anche per garantire il turnover generazionale nel mondo del lavoro per cui : “È fondamentale il ricambio generazionale che, al momento, è bloccato, per cui è opportuno che un lavoratore dopo 41 anni di servizio vada meritatamente a casa. Si continui, dunque, in tal senso con l’obiettivo di liberare posti per le nuove generazioni.”

 

Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

15 pensieri riguardo “Pensioni anticipate 2018, ultime Capone (Ugl): ‘dopo 41 anni meritatamente a casa’

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    5 Settembre 2018 in 17:11
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    Da tempo, da quando sento parlare di chi abbia preso o meno più di quanto versato, mi viene in mente una cosa: IL CONTRATTO.
    Se lo Stato TI OBBLIGA ad un contratto, non dovrebbe poi onorarlo, indipendentemente se tu, da tale contratto cui sottostai, ripeto, obbligatoriamente, riceva più o meno di quanto versato? COSA IMPOSSIBILE DA DIMOSTRARE SE NON ALTRO PERCHE’ CIO’ DIPENDE DA QUANTO TEMPO CAMPI DOPO LA PENSIONE, cosa che nessuno, a priori,salvo che per media – ma la media non riempie la pancia – PUO’ SAPERE.
    ALLORA, A PROPOSITO DI CONTRATTO CON LO STATO, MI VIENE IN MENTE UN PARAGONE CHE E’ ANCHE INAPPROPRIATO PERCHE’NON COINVOLGE I SOLDI SUDATI E STRAPAGATI DAI LAVORATORI MA RENDE L’IDEA IN MERITO AL DIRITTO, QUESITO, SCATURENTE DAL CONTRATTO:
    SE IO COMPRO UN BIGLIETTO DEL SUPERENALOTTO E VINCO 50 MILIONI DI EURO, TROVERESTE LOGICO SE SPUNTASSE UN QUALCUNO CHE TI DICE: STO PROGETTANDO DI TOGLIERTI TUTTI I SOLDI CHE HAI VINTO MENO IL COSTO DEL BIGLIETTO DEL SUPERENALOTTO CHE HAI ACQUISTATO; ALTRIMENTI PRENDI PIU’ DI QUANTO VERSATO!

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    5 Settembre 2018 in 14:08
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    Buongiorno,
    sono nata nel 1958 60 anni a novembre
    ho iniziato a lavorare nel maggio 1977 41 anni di contributi
    quale sarà la data per andare in pensione ?

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    • Erica Venditti
      5 Settembre 2018 in 15:25
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      Serena non appena capiremo anche noi in che direzione deciderà di andare il Governo saremo lieti di risponderle, allo stato attuale può andare con 67 anni dal 2019, oppure con 42 anni e 3 mesi di contributi dal 2019, avendo lei 41 anni di contributi, direi che la seconda è l’opzione a cui si avvicina più facilmente.

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    5 Settembre 2018 in 10:59
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    Non faccio altro che leggere commenti negativi sull’operato, o meglio su quanto non ha ancora fatto il governo. Possibile che nessun esponete politico riferisca -a chi di dovere- quello che è l’attuale stato d’animo dei lavoratori??? Comunque, al di là della costatazione generale , mi sto rendendo conto che, per quanto riguarda la quota 41, 41,5 e oltre, (OVVIAMENTE DI CONTRIBUTI VERSATI -aspetto questo che interessa l’INPS-) ci sarebbe il dato certo e incontrovertibile di tutti quelli che, potrebbero andare in pensione, favorendo anche un certo ricambio generazionale. Ciò detto, non per sminuire l’importanza della quota 100, va sottolineato che, per le modalità e/o le regole di applicazione, stante la carenza di fondi necessari per la sua realizzazione, nella migliore delle ipotesi, lascerebbe una notevole platea di scontenti (illusi dalle promesse elettorali, che speravano in una quota 100 a prescindere -senza se e senza ma). Per non parlare dell’aspetto contributi. Partendo dal primo paletto di cui si vocifera, 64 anni di età, ci vorrebbero “solo”, si fa per dire, 36 anni di contributi e con l’aumentare dell’età, la quota potrebbe scendere a 35 anni di contributi e così via. Inoltre, potrebbero essere esclusi tutti quei lavoratori che, pur avendo 40 anni di contributi, non raggiungono l’età probabilmente richiesta, cioè 63/64 anni di età. Ma allora l’INPS come si sostiene, se la tendenza riguarda l’età e non quanto si versa come contributi???? Ma se ci fossero i fondi, staremo facendo un altro ragionamento.

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    5 Settembre 2018 in 8:20
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    Da due esponenti politici, oggi ministri, che hanno costruito il loro successo elettorale, utilizzando a gogo’ l’effetto persuasivo e trascinante dei social, mi aspetterei ora, maggior attenzione al malumore e disappunto che é evidente nei commenti di chi legge le intenzioni e il reale programma sulle pensioni degli esponenti dell’attuale governo. A parte, il totale ribaltamento di quanto pomposamente promesso in campagna elettorale, il ritardo netto nei tempi di approvazione, il limbo in cui ci confinano da mesi, circa i tempi di adozione di provvedimenti che metterebbero fine alla nostra stanchezza e sofferenza, mi chiedo, come sia possibile che NON SENTANO tutta la RABBIA che sta montando tra le fila di chi li ha sostenuti finora, confidando nella serietà delle loro promesse pinocchiesche? Cari compagni di sventura, penso che il tempo delle parole sia finito. Sarebbe ora di passare ai fatti. Abbiamo costruito il ’68 riscattando anni di ignoranza e servitù. Sarebbe il momento di capire che è ora di CAMBIAMENTO di strategia………Le parole non servono più. …

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    5 Settembre 2018 in 7:42
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    ho ascoltato un intervista di DI MAIO alla Rai il 3.9.2018: dichiarandosi dalla parte dei cittadini ribadisce che la priorità sono “il reddito di cittadinanza” e la “pensione di cittadinanza” all’obiezione che gli veniva fatta dall’intervistatore riguardo alla necessità di avere un PIL di +6 o +7 punti maggiore, lui ribadiva che le spese dei cittadini, supportati dal contributo al reddito , avrebbe fatto innalzare il PIL di almeno 1 punto. CARI RAGAZZI ” 41/42 ” SIAMO FREGATI ! Non si tratta piu’ di promesse SALVINIANE mancate, ma di un salto nel buio senza ritorno. Faranno una quota 100 selezionata, contributiva e ridotta per sessantaquattrenni con pochi contributi in modo tale che non vi possa accedere nessuno per chiudere il cerchio e dimostrare di aver fatto tutto quanto promesso. Per noi ultra sessantenni e non con 41/42 anni NON CI RESTA CHE PIANGERE.

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    5 Settembre 2018 in 7:16
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    Da un quotidiano di oggi 05.09.2018: “Il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini assicura che verrano rispettati gli “impegni presi con gli italiani”. In primis quello sulle pensioni e sulla quota 100 “per mandare in pensione chi ne ha diritto e dare posti di lavoro ai giovani”.
    Peccato che questo spudorato mentitore ometta SEMPRE , nelle sue esternazioni che non convicono ormai piu’ nessuno, di dire che ci sara’ un piccolissimo vincolo a 64 o 65 anni ! Ma vai a LAVORARE veramente, forse capirai che dopo 40 anni di lavoro continuo uno è stremato non per la fatica ma per aver sopportato le nefandezze di chi ci ha governato.

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    5 Settembre 2018 in 7:08
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    Da domani con questi 2 cialtroni e incapaci converrà NON LAVORARE e FARSI MANTENERE ( stile paesi socialisti pre berlino ). Chi vorrà più versare contributi quando questo nuovo governo premierà CHI NON LAVORA o HA LAVORATO POCO rispetto a chi lavora dall’eta’ di 18/20 anni TUTTI I SANTI GIORNI. #MANIAMOLIACASAPRESTO.

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    4 Settembre 2018 in 20:56
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    Premesso che il sottoscritto non rientra tra quelli che percepiranno 4.000 euro di pensione ne 2.000. Segnalo una notizia apparsa in rete riguardo alla proposta grillina di taglio delle così dette pensioni d’oro che, in barba a quanto concordato nel contratto di governo sembrerebbe applicato per importi netti di 4.000 euro.
    L’assurda proposta dell’amico DI MAIO non prevede il ricalcolo col metodo contributivo per ridurre le pensioni, così dette d’oro, in rapporto ai contributi versati. Pensa invece ad un taglio in rapporto all’età di pensionamento applicate ex post.
    Per esempio: uno è in pensione legittimamente dall’età di 58 anni. La proposta M5s prevede che, in base a una tabella NON SI SA COSTRUITA COME, doveva andare in pensione a 63 anni quindi l’assegno viene tagliato con UN’OPERAZIONE SENZA SENSO che può arrivare a superare il 20%.
    Un sistema che renderebbe disponibili fondi destinati a rimpinguare le casse INPS in modo da permettere una l’ integrazione delle pensioni basse.
    Ovvero, sulla falsa riga del reddito di cittadinanza, un assegno di 780 euro a tutti i pensionati.
    Per cui anche chi, al momento di riceve un assegno di importo inferiore alla cifre della soglia di povertà definita dall’ istat avrebbe diritto a ricevere la differenza. Esempio: se un pensionato oggi percepisce 600 euro vedrà aumentato il proprio assegno di 180 euro.
    A questo proposito Brambilla e, secondo me anche tutti noi, ha criticato la proposta chiedendo: Chi piu’ verserà i contributi allo Stato se lo Stato ti garantisce comunque 780 Euro al mese ?

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    4 Settembre 2018 in 20:04
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    Rendiamoci persuasi che quei due cialtroni per le pensioni non faranno niente tranne che peggiorarle. Taglieranno qualche privilegio e esproprieranno facendo la cresta su la pensione di tanti poveri cristi. Tutto per elargire la “PENSIONE DI CITTADINANZA ” a una grandissima platea di lazzaroni ,FURBONI ed evasori

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    4 Settembre 2018 in 18:44
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    Salvini: ” Cancellare la riforma Fornero sarà la prima cosa che faremo”. ” Entro l’estate cancelliamo la Fornero”.
    Ultime dichiarazioni: ” Manterremo le promesse nel corso della legislatura” .
    Vabbe, un’altro che prende il voto e scappa. Non è vero che la colpa è del popolo che non sa votare, è che sono proprio tutti uguali. Loro vivono così, prendendoci in giro e lo fanno coscientemente.

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      4 Settembre 2018 in 19:26
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      Capone sei tutti noi
      41 anni in pensione tutti. Senza paletti e senza età anagrafica perchè alcuni precoci maturano 41 prima dei 60 anno ma magari hanno iniziato in fabbrica da apprendista a 15 anni. Come fa Salvini che viene dal nord a ignorare la realtà di questi lavoratori che magari non rientrano nelle categorie usuranti ma che ormai sono usurati dalla vitaccia di alzarsi alle 4 alle 5 per i turni del mattino o che tornano a mezzanotte coi turni pomeridiani o che montano alle 23 per i turni di notte? Salviniiiiii ci sei o ci fai? Ricordati le promesse…hai preso i voti per questo…

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    4 Settembre 2018 in 18:32
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    SONO D’ACCORDO CON TE PAOLO TRANNE SUL PALETTO DEI 64 ANNI. HAI DETTO CHE HAI 63 ANNI E 41 DI CONTRIBUZIONE.
    BENE, A MIO PARERE SARESTI GIA’ DOVUTO ESSERE IN PENSIONE. TI FACCIO UNA DOMANDA: SE INVECE DI 63 ANNI AVESSI AVUTO 60 ANNI TI SAREBBE ANDATO BENE IL PALETTO DEI 64 ANNI? TEMO DI NO.
    TI SALUTO

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    4 Settembre 2018 in 17:01
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    Sig. Treu
    Ho 63 anni e 41 di contribuzione,non e’ ora che vada in pensione?
    Lei dovrebbe stare zitto , non conosce la parola coerenza in quanto quando Renzi ha proposto il referendum lei era uno di quelli che voleva l’abolizione del CNEL, oggi ne e’ diventato presidente.
    Da questo governo mi aspetto che mantenga le promesse che ha fatto in campagna elettorale,altrimenti pinocchio era un santo,se passa la quota 100 con tutte le penali che vorrebbero applicare e mandare in pensione con quota 100 ma con il paletto dei 64 mi puo’ stare anche bene ma non andarci e privilegiare chi ha 64 e 36 rispetto a me che ne avro’ 64 e 41,5 e non poterci andare mi sembra ASSURDO
    e calcolato con tutto contributivo alla fine e’ peggio della Fornero.

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