Pensioni anticipate 2018, ultime oggi: quali le priorità per precoci esodati e donne?

Le ultime novità sulle pensioni anticipate derivano da considerazioni sull’ultimo sondaggio effettuato da SWG, istituto demoscopico, che ha studiato le priorità che i cittadini vorrebbero veder realizzate col prossimo Governo. Oltre agli incentivi per il lavoro e la riduzione della pressione fiscale, tra le altre priorità vi è il dimezzamento degli stipendi ai parlamentari e l’abolizione della riforma Fornero. Ovviamente tra le modifiche, a detta dei social, per le quali maggiormente i lavoratori propendono vi sono lo stop dell’adv, le misure di uscita flessibile, la definitiva salvaguardia degli esodati ed il riconoscimento del lavoro di cura. I dettagli all’11 aprile 2018.

Pensioni anticipate 2018, cosa richiedono i lavoratori?

Il sondaggio che pare in linea con i commenti rilasciati sui social, è stato effettuato tra il 3 ed il 4 aprile, noti i risultati da poche ore,  ed è stato effettuato su un campione rappresentativo nazionale di 1500 soggetti intervistati con il metodo CAWI , acronimo che sta per Computer Assisted Web Interviewing.  Le indagini ed i sondaggi CAWI sono sempre più usate grazie alla diffusione del web.

L’immagine a corredo dell’articolo mostra come effettivamente il comparto pensioni abbia una grande predominanza. Il 29% vorrebbe vedere gli stipendi dei  parlamentari dimezzati, ed il 21% vorrebbe l’abolizione della Fornero. Su questi due punti, oltre alla riduzione delle tasse e la sicurezza, hanno effettivamente puntato i partiti che sono risultati vincitori alle elezioni. Se dal sondaggio si evince il linea generale che si vorrebbe l’abolizione tout court della Fornero, dopo le ultime proposte di Tridico (M5S) che punterebbe a modifiche e all’introduzione dei coefficienti di usura, e a Brambilla (Lega) che avrebbe in serbo invece una controriforma in 5 punti, tra cui quota 100 (64+36) e quota 41 con contributivo, i lavoratori iniziano ad evidenziare quali dovrebbero essere almeno le priorità di modifica.

Riforma pensioni 2018: valorizzazione lavoro di cura, tra le priorità

La signora Elena Erica Facincani , commenta così l’idea di una mappatura dei mestieri gravosisicuramente alcuni lavori sono pesanti e anche rischiosi ed è giusto riconoscerlo ai fini di determinare l età pensionabile di alcune categorie di lavoratori e lavoratrici. Ma è anche d’ obbligo riconoscere che nelle ore ” libere” dal lavoro le donne lavorano per la famiglia figli genitori anziani e anche altro la famiglia è la base della società.

Poi spiega, tra le righe,  che le donne svolgono questi mestieri senza essere retribuite, dunque sarebbe giusto tenerne anche conto ai fini pensionistici. Armiliato, fondatrice del comitato opzione donna social, da sempre punta alla valorizzazione del lavoro di cura e si augura che il nuovo governo intenda andare in questa direzione per equiparare le differenze di genere ancora troppo evidenti. Dice: “Vogliamo far emergere con convinzione il lavoro occulto svolto dalle donne ottime sostitute delle carenze del sistema ma che non sono, per questo oneroso impegno, in nessun modo “remunerate” Il lavoro di cura deve essere tangibilmente riconosciuto e valorizzato. #esseredonnaèlavorogravoso””

Pensioni anticipate: precoci, donne, esodati e licenziati: si passi ai fatti

Vi è poi chi in maniera molto diretta, come Paolo Ronchini, del gruppo Lavoro pensioni problemi e soluzioni afferma: le priorità del nuovo Governo, indipendentemente da chi salirà, dovrebbero essere: “Bloccare l’aspettativa di vita, aiutare gli esodati, disoccupati e le donne. Altro che sbandierare di distruggere la Fornero.” Maria Colletta evidenzia: “Ma come è possibile che nessuno si accorge dei licenziati di 59/60 anni e con 40 anni di contributi che non sanno come vivere e come arrivare alla pensione? L’Inps ci chiede di pagare contributi volontari che costano troppo!!! Con quali soldi se non c’è lavoro, nè pensione, e sono finiti gli ammortizzatori ! Il problema dei licenziati dovrebbe essere tra le problematiche più urgenti da trattare !!!”

Antonio Di Biase iscritto al gruppo ‘lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti’ scrive: “quota 41 per tutti è un diritto“, come a voler specificare che dopo 41 anni di contributi versati alle spalle poter andare in pensione sarebbe il giusto epilogo. Elide Alboni, referente del Comitato esodati licenziati e cessati ribadisce: “Tra gli obiettivi da inserire nell’ agenda del nuovo governo non può mancare la conclusione del Calvario degli #esodati #antefornero che vede ancora circa 6000 di loro in attesa da più di 6 anni a cui necessità la #nonaSalvaguardia davvero conclusiva ; piu la #flessibilità in uscita per tanti lavoratori; più a totale nostro giudizio , e “per Armiliato, non può mancare la valorizzazione dei #lavoriDiCura”.

Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

3 pensieri riguardo “Pensioni anticipate 2018, ultime oggi: quali le priorità per precoci esodati e donne?

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    12 Aprile 2018 in 9:37
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    Buongiorno,
    Ci tengo a precisare un aspetto mai considerato .
    L’aspettativa di vita di cui tanto si parla non è assolutamente reale,
    vi inviterei a consultare le cartelle cliniche dei pazienti per capire come si muore e a che età.
    L’ASPETTATIVA DI CUI TANTO SI PARLA è sicuramente quella dei nostri nonni e genitori
    mantenuti in vita artificialmente per mantenere le case di riposo.
    Vi pregherei di tener conto anche di questo aspetto ed abbassare l’età pensionabile soprattutto per le donne che hanno un carico di lavoro occulto a dir poco disumano.
    Grazie

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    11 Aprile 2018 in 12:52
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    Basta rinvii, quota 100 o 41 anni di contributi per tutti… come da promessa elettorale..altrimenti ci vediamo alle prossime elezioni

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    11 Aprile 2018 in 10:12
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    PRIORITA’ ESODATI NON ANCORA SALVAGUARDATI ESCLUSI DA OTTAVA SALVAGUARDIA PER SETTIMANE O QUALCHE MESE ; PALETTI MESSI AD HOC ; CLAUSOLE INVENTATE ;

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