Pensioni anticipate 2018, ultime oggi Salvini: quota 100 ‘perfetta’ (60+40) dal 2021?

Le ultimissime novità ad oggi 13 settembre arrivano non solo da Matteo Salvini, che ai microfoni di Porta a Porta ha annunciato di aver chiesto la quota 100 dai 62 anni, anziché dai 64 come attualmente proposto, ma l’idea del leader della Lega, spiegano i consiglieri del vicepremier, sarebbe più ambiziosa. Così riporta il Corriere della Sera, l’obiettivo per ‘smantellare’ la Riforma Fornero sarebbe arrivare alla quota 100 perfetta (60+40), dal 2021. Ossia un abbassamento graduale della soglia di accesso alla pensione anticipata con quota 100 che dovrebbe avvenire in questo modo, da 62 anni nel 2019, da 61 anni nel 2020, da 60 anni dal 2021. I dettagli

Pensioni anticipate 2018: quota 100 (60+40) dal 2021?

Matteo Salvini si è detto determinato a voler smontare la riforma Fornero, così come promesso in campagna elettorale, la formula perfetta, risorse permettendo, per il leader leghista sarebbe: concedere al possibilità di accedere alla pensione con quota 100 a partire dai 62 anni già con la legge di bilancio 2019 , per poi riuscire a far scendere gradualmente l’asticella anagrafica fino al 2021, portando il requisito anagrafico d’ingresso a 60 anni.

Se si considera che l’esperto previdenziale Patriarca ha già stimato che la copertura necessaria per una quota 100 dai 62 anni sarebbe pari solo per il 2019 a 9 miliardi netti, che a regime salirebbero a 13 netti, difficile ipotizzare che si riescano o a trovare ulteriori coperture per abbassare ancora il requisito anagrafico. Inoltre la misura non accontenterebbe per nulla i precoci, anzi, qualora non passasse insieme alla quota 100 dai 62 anni anche la quota 41,5 , ci dicono : la riforma risulterebbe peggiorativa. Le parole di Sinesi e Barbuti, noti al gruppo dei precoci.

Quota 100 dai 62 anni, se non passa con 41,5: dannoso per i precoci

Sinesi: “Purtroppo c è una grande delusione nel web, Salvini ha appena accennato ad una 41,5 ma poi il discorso sembra orientarsi verso la quota 100 e ti posso dire a nome mio e di Moreno ma anche di molti altri lavoratori che più diminuiscono l età per la quota 100 esempio da 64 a 62 più siamo arrabbiati perché significa che danno la possibilità sempre a chi ha versato di meno rispetto a chi ha versato di più

Barbuti: “si stanno assottigliando molto le differenze… con questo intendo solo dire che se fanno questa manovra la quota 41 e mezzo deve passare assolutamente, senza ombra di dubbio altrimenti avremmo persone che andrebbero in pensione con la stessa età ma alcuni con molti più anni di contributi … Già così ci sarà chi andrà a 61 con 41 e mezzo e chi a 62 con meno anni quindi differenza minima…”

Voi cosa ne pensate di queste nuove dichiarazioni, le credete fattibili o alla prova dei fatti Salvini rischierà di non poter fare nulla?

 

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Autore dell'articolo: Erica Venditti

Erica Venditti
Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

37 commenti su “Pensioni anticipate 2018, ultime oggi Salvini: quota 100 ‘perfetta’ (60+40) dal 2021?

    angela piaggesi

    (17 settembre 2018 - 20:02)

    Ma allora che arriva a quotq 100 e non ha 62 anni cosa deve fare arrivare a quota 102 103 110? e’ veramente una farsa

    ANTONIO

    (15 settembre 2018 - 14:30)

    A u terruncello non gliene frega niente della riforma Fornero, gli interessa dare soldi ai suoi paesani nullafacenti, tra l’altro con i soldi di chi ha lavorato e sempre pagato

    pietro

    (15 settembre 2018 - 14:15)

    secondo il mio parere in qualsisi modo venga fattoa la riforma pensioni, il mio pensiero e’ quello di istituire i famosi 35anni sei mesi e un giorno equivalgono a 36 anni di contributi. A PRESCINDERE DALL’ETA’ ,questa platea di gente ne sarebbe beneficiaria, senza vincoli o postille dettate dall’inps. ricordo a quanti sono adetti alla legge fornero che il 31.12.2018 scade il decreto legge 201 art. 24 comma 25. sbocco della perequazione
    inflitta ingiustamente da chi ne porta il nome -decreto salva-italia . Chi ha lavorato per 36 anni non ha richiesto ne penalizzazioni ne blocchi, la nostra trattenuta e’ stata ed e’ ancora del 27% mai venuta meno. I signori del governo precedente ad un animita’ (nessun scontento e senza polemiche) l’aumento del proprio stipendio di 1000 euro per ciascuno. alla luce del governo nuovo si spera che si guardano certe realta’ che fin ora sono state ignorate per consapevolezza.

    Giuseppe C.

    (15 settembre 2018 - 12:34)

    DOVRA’ PAGARE L’INPS ANCHE IL “REDDITO DI NULLAFACJENZA”?
    E A NOI TAGLIANO, E DICHIARANO DI VOLER RICALCOLARE, LE PENSIONI SUDATE CON DECENNI DI LAVORO E STRAPAGATE SECONDO LE LEGGI VIGENTI?

    Giuseppe C.

    (14 settembre 2018 - 14:42)

    ERRATA CORRIGE: LADDOVE, IN ALTRO COMMENTO SCRIVO: “Leggo su un quotidiano che, come sospetto da qualche anno, l’ammorbidimento della legge Fornero, se vero ciò che leggo, lo faranno A SPESE DELL’INPS, ovvero sempre con L’ASSISTENZA A CARICO DELLA PREVIDENZA CHE I LAVORATORI PAGANO PER LA “LORO” PENSIONE”
    VOLEVO SCRIVERE E CORREGGO:
    Leggo su un quotidiano che, come sospetto da qualche anno, IL REDDITO DI CITTADINANZA, se vero ciò che leggo, lo faranno A SPESE DELL’INPS, ovvero sempre con L’ASSISTENZA A CARICO DELLA PREVIDENZA CHE I LAVORATORI PAGANO PER LA “LORO” PENSIONE.
    QUINDI CORREGGO COSI’ IL MIO COMMENTO PRECEDENTE, SCUSATEMI:
    MA DOVE SONO I CONTRIBUTI PAGATI DAI PENSIONATI SOCIALI E DAI DESTINATARI DEL REDDITO DI CITTADINANZA? NON ESISTONO! PER LORO NON VALE IL PRINCIPIO DEL PRENDERE SOLO SECONDO QUANTI CONTRIBUTI PAGATI?
    Leggo su un quotidiano che, come sospetto da qualche anno, IL REDDITO DI CITTADINANZA, se vero ciò che leggo, lo faranno A SPESE DELL’INPS, ovvero sempre con L’ASSISTENZA A CARICO DELLA PREVIDENZA CHE I LAVORATORI PAGANO PER LA “LORO” PENSIONE.
    OVVERO, IL REDDITO DI CITTADINANZA, O “REDDITO DI NULLAFACJENZA” PAGATO A SPESE DEI TAGLI DELLE PENSIONI SOPRA UN CERTO IMPORTO (PER ORA), OVVERO LA SOLITA STORIA DI PAGARE L’ ASSISTENZA COI SOLDI DEI LAVORATORI CHE GLI VENGONO PRELEVATI PER QUELLA CHE DOVREBBE ESSERE LA “LORO” PREVIDENZA.
    L’INPS sembrerebbe diventato il salvadanaio dell’assistenza!
    SEPARARE LA PREVIDENZA DALL’ASSISTENZA, SCORPORANDO QUEST’ULTIMA DALL’INPS, istituendo L’INAS (ISTITUTO NAZIONALE ASSISTENZA SOCIALE) E FACENDOLA PAGARE A TUTTI, CON LA FISCALITA’ GENERALE, COME NEGLI ALTRI PAESI, E NON SOLO AI LAVORATORI COI CONTRIBUTI PER LA LORO PENSIONE CONTINUAMENTE TAGLIATA E TARTASSATA! 33% IN BUSTA PAGA DI TRATTENUTE PER POI VEDERSELA TAGLIARE, LA PENSIONE, E RIMANDARE IN CONTINUAZIONE!
    E BASTA PALETTI EVENTUALI!

    Giuseppe C.

    (14 settembre 2018 - 14:31)

    MA DOVE SONO I CONTRIBUTI PAGATI DAI PENSIONATI SOCIALI E DAI DESTINATARI DEL REDDITO DI CITTADINANZA? NON ESISTONO! PER LORO NON VALE IL PRINCIPIO DEL PRENDERE SOLO SECONDO QUANTI CONTRIBUTI PAGATI?
    Leggo su un quotidiano che, come sospetto da qualche anno, l’ammorbidimento della legge Fornero, se vero ciò che leggo, lo faranno A SPESE DELL’INPS, ovvero sempre con L’ASSISTENZA A CARICO DELLA PREVIDENZA CHE I LAVORATORI PAGANO PER LA “LORO” PENSIONE.
    OVVERO, IL REDDITO DI CITTADINANZA, O “REDDITO DI NULLAFACJENZA” PAGATO A SPESE DEI TAGLI DELLE PENSIONI SOPRA UN CERTO IMPORTO (PER ORA), OVVERO LA SOLITA STORIA DI PAGARE L’ ASSISTENZA COI SOLDI DEI LAVORATORI CHE GLI VENGONO PRELEVATI PER QUELLA CHE DOVREBBE ESSERE LA “LORO” PREVIDENZA.
    L’INPS sembrerebbe diventato il salvadanaio dell’assistenza!
    SEPARARE LA PREVIDENZA DALL’ASSISTENZA, SCORPORANDO QUEST’ULTIMA DALL’INPS, istituendo L’INAS (ISTITUTO NAZIONALE ASSISTENZA SOCIALE) E FACENDOLA PAGARE A TUTTI, CON LA FISCALITA’ GENERALE, COME NEGLI ALTRI PAESI, E NON SOLO AI LAVORATORI COI CONTRIBUTI PER LA LORO PENSIONE CONTINUAMENTE TAGLIATA E TARTASSATA! 33% IN BUSTA PAGA DI TRATTENUTE PER POI VEDERSELA TAGLIARE, LA PENSIONE, E RIMANDARE IN CONTINUAZIONE!
    E BASTA PALETTI EVENTUALI!

    padre gagliani

    (14 settembre 2018 - 11:25)

    non mi sembra giusto che si parli di quota cento solamente quando ci sono impiegati della legge 285/78 che hanno 65 e 40 anni di servizio e quando andranno in pensione dovranno aspettare altri 15 mesi per LA BUONA USCITA (di cui un anno per lo stato e tre mesi per l’INPS) me lo dite che c…..o se ne fa uno a 70 anni, non può farsi nemmeno una gita se non accompagnato dalla badante. Andate a fare in c….o.

    Franco Giuseppe

    (14 settembre 2018 - 11:18)

    quota 100 x tutti dal 2020 ……….tranne per qualcuno che già oggi, per alcuni domani, per altri nel 2019 e per altri ancora nei primi mesi del 2010 si saranno sorbiti interamente la Fornero e cominciano ad essere un po’ tanti.

    Renato

    (14 settembre 2018 - 10:01)

    SALVINI FAI SCHIFO

    IlDiavoloTentatore

    (13 settembre 2018 - 21:19)

    Non notate una correlazione strana anzi stranissima. Non appena c’è un minimo orientamento che punta alla risoluzione del problema pensioni quota 100 senza vincoli per noi PRECOCI , MASSACRATI da 7 anni da una legge INFAME e VERGOGNOSA, si ergono quali salvatori dell’italia: draghi, bisogna investire e sanare il debito, moscovici: l’italia è un problema, boeri: ci vogliono 100 miliardi, fornero: non riuscirete a cancellare la mia legge, bce: conti italiani a rischio, industriali: bisogna investire , ecc. ecc. Appena riecheggia il ritornello quota 100 a 64/65 anni TUTTI FELICI E CONTENTI, sindacati in primis. E’ una triste storia che va avanti da 3 mesi.
    COSA ASPETTANO i 2 apostoli a zittire queste voci ?
    Purtroppo la risposta è oramai certa… aspettano l’alibi giusto per addossare la colpa del loro mancato “SUCCESSO” a qualche alieno.

    Alberto Manzi

    (13 settembre 2018 - 21:01)

    Ci risiamo…. i poltronari non sanno più dove sbattere la testa.
    Costretti a DONARE 10 miliardi ai nullafacenti, spostano sempre più in avanti il NOSTRO SACRO DIRITTO ALLA PENSIONE, adesso arriva quota 41,6 poi 42 poi 43, poi quota 100 nel 2022.
    S A C R O D I R I T T O perchè i contributi li abbiamo versati per 40 anni e oltre, S A C R O perchè era un DIRITTO ACQUISITO che una infame ha buttato nel cesso. S A C R O perchè ci ha RUBATO 7 anni di vita.
    MA VOGLIAMO FARLA FINITA !

    Revenge

    (13 settembre 2018 - 19:48)

    Da nord a sud “le voci dei sindaci contro il blocco dei finanziamenti di 1,6 miliardi per abbellire le periferie”…
    NOI INVECE poveri imbecilli non possiamo dire nulla se da 7 anni ci hanno NEGATO la possibilità di andare in pensione !!!!
    Sarà pure estremamente più LOGICO attuare il piano pensioni piuttosto che ABBELLIRE le periferie !!!!

    Carla

    (13 settembre 2018 - 19:22)

    Non sono una esperta in materia, ma sono una lavoratrice a tempo pieno, in casa e fuori casa. Ho 60 anni di età. Esprimo la mia più totale fiducia nella proposta di Matteo Salvini per quanto riguarda il superamento della legge Fornero. Questo avevamo chiesto noi elettori e su questa strada il Governo si sta muovendo. Ognuno di noi vorrebbe tutelare il suo orticello. Un poco di buon senso e di apertura sono necessari, se si vuole ottenere l’obiettivo del superamento Fornero. Avanti Salvini! Per me sei sulla buona strada. Carla

    Enzo

    (13 settembre 2018 - 19:07)

    A giorni arriva la finanziaria quindi si passa ai fatti le chiacchiere sono finite poi i cittadini giustamente giudicheranno purtroppo spingono il reddito di cittadinanza che riguarda circa 5milioni di elettori anche se costa molti miliardi vedrete che per questo i soldi li troveranno per il resto sarà dura

    Maria Giuseppina

    (13 settembre 2018 - 18:49)

    Ma perché propongono il reddito di cittadinanza ai disoccupati e non fanno niente per lasciarci andare in pensione con 41 anni di lavoro???
    Non sarebbe più logico che ci pagassero la nostra sudata pensione e facessero lavorare i disoccupati evitando così di pagare con i soldi pubblici dei nullafacenti????

    Paolo C.

    (13 settembre 2018 - 17:27)

    Mi scuso per un copia ” rimasto in memoria” il mio intervento era questo:
    Intanto i sindacati chiedono un confronto al governo:
    “Sorprendente che non ci abbia ancora incontrato”
    … nostalgia?!?
    http://2.bp.blogspot.com/-hXAeUOh4IK8/VF8uWKOGDQI/AAAAAAAAH0s/7yobp58uBhg/s1600/CAMUSSO%2BRIDE.png
    P.S. spero di non avere altri problemi con il PC. Mi scuso ancora. Paolo C.

    Paolo C.

    (13 settembre 2018 - 17:24)

    Non possedendo l’iPhone, mi diverto sempre un sacco a origliare gli altri, sul treno o al bar, mentre interpellano Siri, l’assistente digitale di Apple che risponde a tutte le domande e, se lo maltratti, ti manda pure soavemente a fare in culo.

    Per pura combinazione, si chiama come il sottosegretario leghista alle Infrastrutture e Trasporti Armando Siri, che svolge le stesse funzioni di assistente (analogico) con la medesima dedizione, ma non per gli utenti dei telefonini, bensì per i giornaloni: quando abbisognano di un membro del governo che faccia un po’ di polemica o di scandalo sparandole grosse, si rivolgono a lui.

    E non restano mai delusi: Siri (nel senso di Armando) non conta nulla, dunque può dire di tutto senza dare troppo nell’occhio. Più che un sottosegretario, è una app sempre attiva, 24 ore su 24. Serve una cazzata? Eccolo.
    Ne vogliono due? A disposizione.
    Ne occorrono tre? Massì, facciamo buon peso, il resto mancia.

    Noi, lo confessiamo, stravediamo per lui da quando riuscì a infilarsi nel “governo del cambiamento” che vantava, da contratto, l’assoluta incompatibilità con i condannati. E lui modestamente lo nacque, avendo patteggiato 18 mesi di reclusione per bancarotta fraudolenta.

    La sentenza è di quattro anni fa e riguarda il crac della MediaItalia, una società editoriale fallita lasciando debiti per oltre 1 milione grazie – scrivono i giudici – a Siri e ai suoi due soci che l’avevano svuotata trasferendo il patrimonio a un’altra impresa, la cui sede legale era stata poi trasferita nel Delaware (il paradiso fiscale degli Usa, dove hanno sede altre due società con dentro l’Armando). Con tanti saluti ai creditori, rimasti a bocca asciutta: liquidatrice di MediaItalia fu nominata una cittadina della Repubblica Dominicana, di professione parrucchiera: secondo il Tribunale, una testa di legno.

    Dall’alto di quel pedigree, il nostro eroe puntava legittimamente al ministero dell’Economia, dove un bancarottiere fa sempre comodo. Invece dovette accontentarsi delle Infrastrutture. Il suo esordio, memorabile, fu a Tagadà, dove tenne subito a smentire che Danilo Toninelli fosse diventato ministro: Tiziana Panella gli comunicò che era proprio il suo, di ministro, e lui ci rimase un po’ così. Poi pare che l’abbia riconosciuto.

    Da allora Armando Pret à Parler, a chiunque lo chiami, tiene regolarmente a smentire che il governo del cambiamento intenda cambiare alcunché, per la gioia di giornaloni & padroni. Infatti appare sempre nella stessa foto con in mano una cartelletta dal contenuto ignoto (sarà la sua sentenza, da cui non si separa mai).

    E la stessa didascalia che lo descrive “giornalista, senatore e guru economico della Lega”, ma anche “responsabile della Scuola di formazione politica del Carroccio” e “responsabile economico di ‘Noi con Salvini’” (dire bancarottiere pare brutto). Le sue passioni sono due grandi classici della Ladropoli nazionale: le grandi opere inutili e il condono fiscale per gli evasori (che lui chiama “pace fiscale per i deboli”).
    Su quelli, non transige.

    E finge sempre di avere sottomano dati freschissimi e modelli econometrici che confortano le sue bizzarre teorie, confortate del resto dai calcoli personali che lui effettua quotidianamente sul pallottoliere che porta sempre a tracolla. Il che spiega le diffidenze europee sui conti italiani ogni volta che a Bruxelles leggono una sua intervista.

    Sempre pronto a estrarre di tasca il contratto di governo per il capitolo Flat Tax, Siri se lo scorda seduta stante se qualcuno – sempre a norma di contratto – obietta sul ridicolo Tav Torino-Lione. Che, essendo totalmente inutile, lui vuole fortissimamente realizzare, anche se non sa bene perché.

    Infatti a domanda risponde con supercazzole del tipo: “Sul Tav con Di Maio troveremo un punto di caduta” (e, mentre lo dice, indossa il caschetto giallo per attutire i massi che cadono dalle montagne della Val di Susa durante gli scavi).
    Pensioni, le ultime notizie sulla riforma: “Si lavora alla Quota 100 con 64 anni di età”
    Intanto i sindacati chiedono un confronto al governo:
    “Sorprendente che non ci abbia ancora incontrato”
    … nostalgia?!?
    http://2.bp.blogspot.com/-hXAeUOh4IK8/VF8uWKOGDQI/AAAAAAAAH0s/7yobp58uBhg/s1600/CAMUSSO%2BRIDE.png

    Renato

    (13 settembre 2018 - 16:26)

    Ogni 2 ore una novità .Salvini vedi di deciderti perchè non ti stà dietro più nessuno prima e dopo ipasti ne spari una nuova :100-64/36. 100 62/38, 10060/40 , dal 2020 dal 2021 entro i 5 anni …..ma basta … Vuoi abbuonare 3anni e 3mesi fra 15 mesi nel 2020 e tutti quelli che maturano i dirittti Fornero nel 2019 si fanno 39 mesi in più di chi matura 40 anni nel 2020 ??????!!!!!! Ma tu e Brambilla di matematica ed equità lasciatemelo dire ma non ci capite niente. Vuoi fare 42/41 nel 2020 OK!!!!!! MA L’ANNO PROSSIMO L’ADV LO DEVI BLOCCARE PER FORZA rispetto ai pensionati futuri verseremmo “SOLO ” 32 MESI IN PIU’ TI PARE POCO. le promesse vanno manteute senza se e senza ma , e Di Mio deve capire visto che l’abolizione della Fornero era anche nei loro programmi

    Renato

    (13 settembre 2018 - 16:16)

    Vorrei che la lettera di Luigi venga letta soprattutto da DiMaio e capisca una cosa semplice prima viene chi ha dato e se i precoci vanno in pensione lasciano liberi posti di lavoro che potrebbero sempre che ne abbiano voglia essere occupati da chi vorrebbe il reddito di cittadinanza senza fare niente, Prenderemmo due piccioni con una fava e si farebbe giustizia e una volta tanto tutti contenti ( forse i pelandroni e gli evasori un po ò meno perchè dovrebbero sudare e pagare le tasse. Ricapitolando nel programma dei 5 stelle c’era abolizione della Fornero ,il minimo da cui partire è il blocco dell’ADV ,il reddito di essere italiano viene dopo

    Alberto Manzi

    (13 settembre 2018 - 15:51)

    2021 ???? Ma facci ridere Salvini.
    Siamo stanchi delle sparate quotidiane. Ogni giorno a seconda della provenienza dei venti cambi idea….
    Avevi dato una parola.. o non te lo ricordi ?
    Noi precoci, che da 40 anni e oltre manteniamo in piedi questo paese, ce la ricordiamo MOLTO BENE !!!

    ALESSANDRO

    (13 settembre 2018 - 15:24)

    Che sul web serpeggi il malcontento, specialmente per la quota 41 o 41,5 che sia, è cosa risaputa, ma quello che non sappiamo, è se il messaggio è stato recepito dalla strana coppia Di Maio/Salvini. Non pensavo che qualcuno rimpiangesse la famigerata fornero, eppure qualche commento in tal senso si vede già. Ma non siamo ancora arrivati alla frutta, visto che ci siamo dimenticati del pagamento molto posticipato del TFR o TFS -che dir si voglia-, riservato ai lavoratori del settore pubblico. Speriamo ci venga in soccorso la Corte di Cassazione, alla quale è stato posto, già da qualche mese, il quesito sulla legittimità della “rateazione” che lo stato si è concessa gratuitamente. A questo punto facciano qualcosa, ma la facciano, prima che monti la protesta, e come ho già detto, anche il solo gesto di BLOCCARE l’ADV, che dovrebbe entrare in vigore da gennaio 2019, farebbe salvare la faccia a questo governo (che mi pare molto incerto nelle sue decisioni, quindi inaffidabile).

    mino

    (13 settembre 2018 - 15:22)

    quota 100 e’ ottimale anche se con 62 anni…bisogna vedere sempre la questione contributi figurativi..molti sono passati dalla CASSA INTEGRAZIONE, MOBILITA’ EC…comunque se va in gigore quota 100 con 62+38 o giu’ di li chi ha quota cento gia’ ora ed ha meno di 62 anni puo’ smettere e aspettare, soluzione sarebbe prevedere ancora la famosa quota 41.5 cosiche’ se auno gli conviene va con questa formula. Con quota 100 e’ previsto un calcolo che darebbe meno a chi la accetta ( solo calcolo contributivo puro) quindi chi ha piu’ anni di contributi avrebeb una pensione maggiore o sbaglio?

      Franco Giuseppe

      (14 settembre 2018 - 18:16)

      Signor Mino, non ho capito le ultime 2 righe. Calcolo contributivo a chi accetta subito la quota 100 e chi ha più contributi avrebbe una pensione maggiore? E meno male !!! Nemmeno 10 anni fa si andava in pensione con il retributivo puro a nemmeno 40 anni di età e oggi uno dovrebbe accettare tagli con 42 anni di contributi ? Una pazzia . Quindi sbaglia enormemente. Se accettasse avrebbe una pensione di molto minore. Non capite che stanno cercando di creare un popolo di pezzenti. Da una parte chi si prende il RdC rimarrebbe comunque un pezzente ma un po meno, dall’altra chi poteva non esserlo lo diventerà causa tagli.

    massimo

    (13 settembre 2018 - 15:21)

    FINALMENTE SEMBRA SPARIRE ( E MI AUGURO NON SE NE PARLI PIU’) LA GRANDE IDEA GENIALE DI ALBERTO BRAMBILLA CON IL SUO PALETTO DI ANNI 64. IN LINEA DI MASSIMA SONO D’ACCORDO CON MATTEO SALVINI COL PARTIRE DAL 2019 CON 62 ANNI PER POI ARRIVARE AD UNA ETA’ INFERIORE A REGIME. TUTTAVIA RITENGO CHE I PRECOCI E COLORO CHE HANNO 41 ANNI DI CONTRIBUTI DEBBANO AVERE LA POSSIBILITA’ DI SCELTA SE ANDARE IN PENSIONE DA SUBITO.

    Luigi

    (13 settembre 2018 - 15:06)

    Buon giorno,
    voglio solo puntualizzare Preg, mo Ministro Salvini,
    troppo facile pensare, come dicono dalle Sue parti di fare i “ganasa” con i soldi altrui.
    Dalle mie parti invece diciamo “‘Ccà nisciun è fess” infatti ritengo che la strada sia solo è soltanto una, il rispetto del Contratto con gli Italiani.
    Le coperture ci sono basta prelevarle la dove hanno abusato non rispettando le leggi. Trovate il modo, tocca Voi l’onore, scovando il metodo per ripristinare la legalità.
    Vorrei inoltre e seriamente capire cosa intende con il termine ” pace fiscale”..
    Le sconsiglio vivamente di non propinare la solita musica a chi come me il sottoscritto ha pagato per quasi mezzo secolo e tutt’ora continua a pagare, tutte le scorribande di fantomatici politici che hanno portato il paese esattamente dove si trova ora, sugli scogli!
    Direi che basta.
    Anzi dire, ancora meglio, ora basta!!
    Ai numeri che state dando in questi giorni dovete lasciare il posto ai fatti nel rispetto del trattamento di Eguaglianza con indicato dall’ art. 3 della nostra Carta Costituzionale.
    Il contratto da Voi stilato è l’unica strada da seguire, quella maestra, diversamente rassegnate le dimissioni e cambiate mestiere..

    Il tempo della false promesse si è estinto è ora di compiere fatti concreti è un Vostro preciso dovere..

    Cordiali saluti.
    Luigi Napolitano

      Maria Giuseppina

      (13 settembre 2018 - 15:30)

      Io nel 2019 avrò 60 anni e i famosi 42 anni e 3 mesi che voleva la Fornero, con questa nuova pazzesca proposta nel 2019 non potrò andare in pensione perché non avrò 62 anni????
      A me sembra che a forza di rimescolare la situazione stia solo peggiorando, in modo particolare per chi ha iniziato a lavorare a 18/19 anni ed ha pagato per riscattare gli anni scolastici

    Sergio

    (13 settembre 2018 - 14:15)

    Speriamo che queste varie quote 100 siano un opzione, In caso contrario a chi è vicino alla Fornero quota 43.3 e lo obbligano ad andare con la quota 100 subisce un furto nell’assegno pensionistico. Prima ci hanno rubato 7/8 anni di vita ed adesso ci rubano una parte della pensione a favore dell’assegno/pensione di cittadinanza. Solita guerra tra poveri.

      riccardo

      (13 settembre 2018 - 14:56)

      Direi che tutte le ipotesi circolate sono opzioni rispetto ai contenuti della riforma Fornero che continuerà ad essere la base del sistema pensionistico. Qualcuno interpreta la ‘cancellazione della legge Fornero’ con le nuove ipotesi ma non è così, ci mancherebbe anche che qualcuno venisse penalizzato dalle nuove regole, al massimo continuerà a pensionarsi con le regole in vigore, state tranquilli

    Tessari i.

    (13 settembre 2018 - 13:50)

    TESSARI I. Personalmente, spererei, che per ipotesi se i nostri governanti decidessero di portare le pensioni a 60/40 nel 2021 ci lasciassero lo stipendio al lordo senza tassazione, visto che ci sara’ sicuramente piu’ di qualche persona che andra’ a superare i 40/45 anni di contribuzione interamente versata, visto che la generazione 1957/58. E’ PENALIZZATA al lavoro rispetto gli altri pensionati,sia come tempi pensionistici che come salario pensionistico contributivo.Anzi dovrebbe l’azienda stessa dove si lavora di aumenare i coificenti salariali a un livello piu’ alto di paga . Almeno cosi’ per non essere sempre accondiscendenti ad accettare sempre condizioni al quanto peggiorative.

    paola

    (13 settembre 2018 - 13:36)

    Appunto Giuseppe C. se l’ultima che ha detto il Ministro Salvini si rivelerà quella definitiva, a me sicuro converrà aspettare poco di più e andare via con la Fornero se non altro potrei prendere l’assegno non tartassato dai loro paletti. Sempre che sia vero, perché sono quasi certa che domani leggeremo altre novità.

    raffaele

    (13 settembre 2018 - 13:16)

    ho fiducia in matteo salvini eLuigi di maio per quanto riguarda la legge fornero, è giusto mandare in quiescenza chi ha raggiunto quota 100 oppure dai 62 anni di età a partire dal 2019, se non mantengono queste promesse diventano come i precedenti governi che dicono una cosa e poi ne fanno un’altra, un augurio da parte mia, andate avanti così con tutto quello che state facendo , lo state facendo per il popolo .
    ps- non mancherà mai il voto del popolo a entrambi-grazie raffaele

    Franco Giuseppe

    (13 settembre 2018 - 13:00)

    Allora caro Salvini, mettiamola così : Ho 58 anni e 41 di contributi e con la Fornero andrò in pensione con 60- 43,3 quindi quota 103,3. Se metti il paletto a 64 anni io andrò in pensione a 64-47 = quota 111. Se metti il paletto a 62 andrò con 62-45 = quota 107. La vedi la differenza o sei scemo? Per favore, vi supplico, lasciatemi la Fornero. Non avrei mai detto che dovevo rivalutare il coccodrillo.

    Giuseppe C.

    (13 settembre 2018 - 12:50)

    Ma del TFR TFS subito e non congelato, cosa che faceva parte della riforma Fornero, COSA CI DICONO? ABOLISCONO IL CONGELAMENTO DEI NOSTRI SOLDI? che spetterebbero di diritto il giorno dopo il pensionamento (o il licenziamento)?

      toni

      (13 settembre 2018 - 16:28)

      Ritengo che con 64 anni e 41 di contributi ( quota 105) sia più che giusto poter accedere al trattamento pensionistico senza ulteriori penalizzazioni ( come per esempio il ventilato passaggio dal retributivo al contributivo totale), con perdita di più del 20% del montante pensionistico mensile. Con la famigerata Fornero si dovrebbero invece attendere ulteriori 2 anni e tre mesi , arrivando a 66 anni di età e 43 anni di contributi ( quota 109). Francamente mi sembra un po’ troppo.

    Giuseppe C.

    (13 settembre 2018 - 12:45)

    Certo, volendo si potrebbe anche obiettare che, anche partendo da 64 e 36 si sta abolendo la Fornero; ma non in maniera perfetta e subito? E, ANCHE DAL 2019, NON E’ “SUBITO”, “LA PRIMA COSA”!

    Giuseppe C.

    (13 settembre 2018 - 12:42)

    E, riferendomi al mio precedente commento, la promessa di quota 100 appena eletto poteva riferirsi ad una quota 100 graduale negli anni o “perfetta” subito?, ovvero “abolizione” della Fornero con quota 100? O in campagna elettorale si era parlato della “composizione” di 100 tra età e anni di servizio? Lo chiedo perché non lo so!

    Giuseppe C.

    (13 settembre 2018 - 12:37)

    Ma, prima del 2021, MOLTI FARANNO IN TEMPO AD ANDARE IN PENSIONE CON LA LEGGE FORNERO! O mancherà loro talmente poco che, evitando PROBABILI EVENTUALI paletti e paloni e ricalcoli a contributivo, sceglieranno, per poco tempo in più, di scegliere IL MENO PEGGIO!
    Salvini non aveva promesso, in campagna elettorale, ricordo male? che l’abolizione della legge Fornero sarebbe stata “LA PRIMA COSA” che avrebbe fatto se eletto? Forse ricordo male? Nel 2021 non mi sembra “la prima cosa”!

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