Pensione anticipata 2018, ultime novità da Ghiselli: ‘flessibilità dai 62 anni o a quota 41’

Le ultimissime novità sulle pensioni anticipate al 26 giugno 2018 arrivano da Roberto Ghiselli, segretario confederale della Cgil, che ai microfoni di Italia Parla, la rubrica quotidiana di Radio Articolo 1, fa il punto sull’eventuale controriforma proposta dall’attuale Governo, Misure, quelle come quota 100 e 41, che rischiano, dice, di penalizzare i precoci, i giovani ed i soggetti più deboli, quelli con carriere maggiormente discontinue, oltreché eliminare l’Ape social, strumento che seppur imperfetto, garantiva a categorie disagiate l’uscita dai 63 anni.

I paletti pensati, dice, come il ricalcolo contributivo dell’assegno, così come il limite dei 64 anni o dei 2 anni massimo dei contributi figurativi permessi per raggiungere il montante sono stringenti e rischiosi. Occorre una flessibilità dai 62 anni, in cui ognuno possa scegliere se andare in pensione ” in base alle sue condizioni lavorative, familiari, di salute”, continua l’esponente Cgil, e poi dopo 41 anni si deve poter andare in pensione senza vincoli. In dettaglio le sue parole.

Pensioni anticipate, Ghiselli: basta spot e annunci improvvisati

Ghiselli difende i lavoratori, specie i più disagiati, da quello che anziché sembrare un Governo del cambiamento, a cui tanti si sono affidati, appare oggi un governo ancora in piena campagna elettorale, Di Maio e Salvini proseguono con annunci improvvisati, senza passare per una modifica radicale del sistema previdenziale come era stato annunciato.  “Il governo è passato da un’idea di cancellazione della legge Fornero, proposta in campagna elettorale, che in qualche nodo presupponeva una modifica radicale del sistema previdenziale, a semplici spot e annunci improvvisati.

Il segretario confederale Cgil, prosegue analizzando le proposte attuali di  pensioni anticipate del Governo, ossia  quota 100 e 41:  ​“Il ministro del Lavoro e dello sviluppo, Luigi Di Maio, parla di quota 100 e quota 41: il problema è che per funzionare quei numeri devono essere accompagnati da una serie di condizioni che attualmente non ci sono. Al contrario, esiste il paletto dei 64 anni d’età e dei 36 anni di contributi, che di fatto penalizza tantissime persone, perché presuppone il ricalcolo contributivo di tutto il montante e una carriera lavorativa molto costante, introducendo livelli che pochissimi lavoratori possono raggiungere”. Poi ricordando l’Ape sociale, che il Governo intende abolire, dice: “Penso a disoccupati, cassaintegrati, invalidi, a chi fa lavori gravosi, a chi assiste persone non autosufficienti, tutte categorie che addirittura andranno peggio di prima, perché l’Ape sociale – strumento di cui non siamo particolarmente entusiasti -, comunque garantiva a una certa platea l’uscita a 63 anni”, prosegue il dirigente sindacale.”

Pensioni 2018 ultime novità: proposta Governo sguardo strabico

La proposta governativa così come annunciata, aggiunge Ghiselli, ha una sguardo strabico avvantaggia maschi del Nord, penalizzando donne e giovani del Sud, ossia quanti hanno carriere maggiormente discontinue  e premia quanti sono già più fortunati avendo avuto dalla loro una carriera lavorativa costante e/o requisiti di un certo tipo. Poi rivolge un pensiero ai lavoratori precoci e alla loro giusta richiesta di quiescenza dopo molti anni di lavoro, talvolta pensante, alle spalle: “Penso che un lavoratore, così come una lavoratrice, dopo 41 anni di contributi debba avere la possibilità, senza altri vincoli, di andare in pensione”.

Poi aggiunge:  “Il sistema contributivo va corretto, tenendo conto di altri elementi, altre esigenze di carattere sociale, come ad esempio chi ha carriere discontinue, che poi sono la maggioranza dei giovani. Costoro devono avere un riconoscimento previdenziale che gli consenta di arrivare a una pensione dignitosa. In tale contesto, anche la specificità del lavoro di cura delle donne va premiata”. Poi in sintesi rilancia la possibilità di scegliere di andare in pensione dai 62 anni in base alle proprie esigenze: “Il cardine di una riforma previdenziale debba essere la flessibilità in uscita, riprendendo lo spirito della riforma Dini, secondo la quale da una certa età in poi è il lavoratore che, dopo i 62 anni, sceglie come uscire in base alle sue condizioni lavorative, familiari, di salute”.

Pensione anticipata: le proposte del Governo e tutto ciò che non va, Ghiselli elenca

Lungo l’elenco fatto del segretario della Cgil sulle proposte annunciate dal Governo che potrebbero arrecare maggior danno rispetto al beneficio, contrario al reddito e alla pensione di cittadinanza. Meccanismo pericoloso, dice, slegato dalle storie delle persone e che disincentiva il versamento dei contributi.  “La pensione contributiva di garanzia va modificata, anche perché, di fondo, sta venendo fuori una visione pauperista della società. Cioè, s’immagina un mondo di poveri, cui dare assistenza, all’interno di un sistema dove regna incontrastata la diseguaglianza sociale: è un’idea che va combattuta. Lo Stato non è la Croce Rossa che interviene solo quando ci sono morti e feriti, ma deve promuovere e trovare lavoro, di qualità e tutelato, non precario e selvaggio, offrendo anche prospettive per un’anzianità dignitosa”

Poi l’appello al Governo, affinché si tuteli il montante contributivo dei lavoratori: “ Chiediamo il consolidamento dei coefficienti di calcolo e la rivalutazione del montante, salvaguardando le singole storie lavorative: se io ho maturato un montante di un certo tipo, tu governo me lo devi confermare e non me lo puoi modificare a seconda delle dinamiche economiche dei prossimi anni” . Poi rincara: nell’agenda di Governo non vi è prospettiva futura, mancano le proposte di medio-lungo periodo, anche per tutelare quei giovani che tra 30 anni saranno la generazione di pensionati poveri, visto le carriere discontinue.

Pensioni 2018, si valorizzi quanto già fatto fin qui

Infine un’esortazione al Governo affinché si  valorizzi da un lato quanto fatto fino ad oggi : “rafforzando la quattordicesima, l’Ape sociale, il primo intervento sui precoci, la cumulabilità dei contributi, alcuni interventi sulla previdenza integrativa”.

E  un avvertimento:  “Su questo, stiamo ragionando con Cisl e Uil, conclude Ghiselli, per sfidare il governo a darci risposte concrete, a partire dalla legge di Bilancio, valutando anche di riprendere la mobilitazione diretta”. Voi cosa ne pensate del resoconto di Ghiselli, siete tra quelli che ritengono quasi sia meglio conservare la Fornero in vista di provvedimenti che potrebbero essere peggiorativi, o sareste comunque disposti a rischiare in tema pensionistico perché convinti che ‘peggio di così non potrà mai andare’? Fatecelo sapere nella nostra sezione commenti.

Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

33 pensieri riguardo “Pensione anticipata 2018, ultime novità da Ghiselli: ‘flessibilità dai 62 anni o a quota 41’

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    28 Giugno 2018 in 19:59
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    Non preoccupiamoci pero’ solo di quello che sta avvenendo “oggi” al nostro (massacrato)orticello … : SE NON VIENE BLOCCATA L’ ADV (basata sui presunti calcoli che “alcuni” hanno fatto – a tavolino – ) NEL GIRO DI UN PAIO DI DECENNI SI ANDRA’ IN PENSIONE A 72 ANNI ..!!!
    Un conoscente e’ deceduto un paio di anni fa a – soli – 56 anni di cancro … era single … e i contributi da lui versati (in oltre 30 anni) sono finiti nel …. “nulla” !!
    NON SO SE MI SONO SPIEGATO …..

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    28 Giugno 2018 in 19:39
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    Ohibo!! Il noto sindacato della sinistra si sta risvegliando in merito al tema “PENSIONI” ?!? Beh … se cosi’ fosse … sarebbe congruo che osservasse/imparasse dalla Germania e dalla Francia … cosa significa fare “LA SINISTRA” e …. “IL SINDACATO della SINISTRA ..”

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    28 Giugno 2018 in 18:40
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    Lasciate la Fornero che a questo punto e’ la meno peggio ,altrimenti avremo nuovi esodatie nuovi pensionati poveri,poi si lamentano se scappano all’estero.NON TOCCATE NULLA PER FAVORE !

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    28 Giugno 2018 in 9:34
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    NO ASSOLUTAMENTE AL CALCOLO
    CONTRIBUTIVO, altrimenti lasciate la possibilità di andare con la la legge Fornero e anche se dobbiamo lavorare di più non prevede penalità per gli anni di contribuzione con il sistema retributivo. La massa di lavoratori già percepirà pensioni basse, se venisse applicato ( per chi aveva 18 anni di contributi al 1995) il calcolo pensionistico con solo il sistema contributivo, si perderanno 150/200 euro e si andrà in pensione con 1000/ 1100 euro, veramente pensioni da fame. Politici, svegliatevi, non era questo quello che volevano chi vi ha votati…..

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    27 Giugno 2018 in 17:08
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    Ho 60 anni, ho costatato negli anni che, ogni cambiamento fatto dai vari governi, che si sono susseguiti, ha sempre portato condizioni peggiorative: in fatto di tasse, lavoro, pensioni, ecc …. spero che il “governo del cambiamento” smentisca questa mia teoria. Ho 40 anni di anzianità lavorativa. Credo di avere dato abbastanza! Voglio i 41 anni SENZA ALTRE CONDIZIONI!!!!!!!
    SAlvini e Di Mario siate coerenti!

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    27 Giugno 2018 in 16:22
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    paola,
    siamo tutti con te. purtroppo chi tace acconsente e ad oggi TUTTI tacciono….ovvero c’è puzza di fregatura !!!

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    27 Giugno 2018 in 15:02
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    la famigerata quota 100 e quota 41 nei mesi scorsi l’hanno ripetuta e sbandierata in tutte le salse. Noi come al solito non ricordando di avere a che fare con dei politici, abbiamo abboccato come pesci! io prima di tutti mi ero illuso che ad ottobre, raggiunto 41 anni di contributi e 61 anni di età, potevo arrivare alla tanto sospirata pensione e godermela almeno un po prima del normale decadimento fisico conseguente all’età. Appena seduti in poltrona iniziano pian piano a cambiare le carte in tavola, parlare di pali e paletti, e di altre congiunture varie. Cercano di deviare parlando oltremisura del problema dei migranti, problemi seri da definire a livello eroupeo, certo che si…….però cazzarola ci siamo anche noi!!! con le nostre aspettative che attendono risposta! Salvini e Di Maio, troppe volte avete sbandierato abolizioni, correzioni, ecc., datevi da fare e cercate di non penalizzarci ulteriormente

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    27 Giugno 2018 in 11:56
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    Ma dove viviamo siamo peggio del Burundi , Siamo uno stato dove nessuno è in grado di dirci oggi inizi a lavorare tra 41/42/43/44/ anni andrai in pensione ,prima era tutta colpa della Fornero , poi era colpa del PD , adesso mi pare non si capisca più nulla una sola cosa abbiamo capito tutto quello che ci avevano promesso prima del 4 Marzo è stato o sta per essere modificato addirittura in molti casi peggio della Fornero , a questo punto forse è molto meglio se non modificate nulla cortesemente bloccate solo l’ aspettativa di vita è l’ unico meccanismo che ci permetterà di sapere quando noi e i nostri figli andranno in pensione .Anzi sarebbe più opportuno recarsi sotto le sedi Inps e farsi restituire tutti i soldi versati per 40 è più anni ecco perché la pensione è un diritto contatti coloro che anno versato i contributi .

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    27 Giugno 2018 in 10:04
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    Ragazzi qui non se ne esce fuori…… Salvini giorni fa ha ribadito a chi ha chiesto di quota 100….. i paletti li lasciamo sulle piste da sci !!!! Ma qui tutti noi lavoratori continuiamo a leggere di paletti ovunque. Eppure non è così difficile essere chiari con i tanti italiani che vi hanno votato sperando nelle vostre promesse. Alla fine ci farete lavorare anche più anni della Fornero. Basta a prenderci in giro!!!!! Fate sul serio quanto sbandierato ai quattro venti per mesi. Ho 60 anni d’età e 39 di contributi e, lo ripeto per la centesima volta a nome di tutte le donne lavoratrici italiane, la mia giornata lavorativa non finisce dopo 8 ore ma continua in casa perché non mi posso permettere un aiuto di nessun tipo e faccio tutto da sola per la mia numerosa famiglia. Dicono che in Italia non si fanno più bambini e ci credo !!!! tutto costa e anche tanto. Ho scelto io di avere 4 figli quindi non è che me ne pento però ….. caspita dopo 40 anni di lavoro per lo Stato dateci la possibilità di andarcene in pensione prima che la salute inizi a mancare sul serio. Fateci occupare anche dei nipotini e dare così un aiuto ai nostri figli che hanno posti di lavoro temporanei e stipendi da fame e non possono permettersi gli asili. O dovrò farmene una ragione e lavorare per altri 4 anni!!!! Grazie mille al ” Governo del Cambiamento “.

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    27 Giugno 2018 in 8:13
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    Credo di aver capito che per’ cambiamento’, si intende quello dei partiti di governo e basta, per il resto tutto come prima, anzi, forse anche peggio perchè mentre il precedente governo ha offerto una via di fuga molto onerosa con il prestito ponte, giusto per un contentino a banche ed assicurazioni….. consentendo l’uscita a 63 anni, in questo caso, di anni ce ne vorrebbero 64 e la quota 41 di la da venire (?). Se queste indicazioni che tardano ad essere smentite, dovessero essere confermate, si tratterebbe di un film già visto: A questo punto, ben venga la proposta del segretario generale della CGIL che suggerisce una flessibilità a 62 anni in base alle condizioni lavorative, familiari e di salute. Resta comunque indisponente l’atteggiamento di chi avrebbe il dovere di chiarire le modalità di revisione della Fornero e nicchia a danno dei tanti cittadini stanchi e stressati da questa interminabile attesa; di sbarchi e immigrati ne abbiamo sentite tante, anzi troppe, ora pensassero un pò a noi, come da promesse elettorali

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    27 Giugno 2018 in 5:09
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    Mi sento presa in giro, come tanti…
    Grazie a chi, fuori dal coro, cerca di fare chiarezza su quanto, in nome di un presunto cambiamento, ci stanno propinando.
    Sono una donna di 62 anni, con in brillante percorso professionale di 32 e 10 anni segnati dalla discontinuita’, che mi hanno portato ad ottenere, nel tempo, circa 6 anni di contributi.
    Devo aggiungere altro?

    Sono pienamente d’accordo con Ghiselli, su tutto.

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    26 Giugno 2018 in 23:09
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    Si parla di volere inserire la quota 100 con 64 anni di eta’ e 36 di contributi e accantonare per il momento quota 41,… ma in campagna elettorale le dichiarazioni fatte dal Governo del Cambiamento, erano totalmente differenti,… a questo punto e mi dispiace dirlo, credo che Matteo Salvini in primis e Luigi di Maio, lo abbiano fatto solo per prendere piu’ voti possibili, se cosi’ stanno le cose,… la quota 100 con i requisiti sopra inseriti prevedono una pensione misera per chi ne potra’ beneficiare,… 36 anni di contributi sono veramente pochi,… ma cosi’ per loro è piu’ facile da realizzare,… mentre la quota 41 per tutti che sarebbe la soluzione piu’ “logica”, perchè un a mio parere un lavoratore che ha gia maturato 41 anni di duro lavoro,…. gli spetti di diritto potervi accedere,… anche perchè è quello per cui tanti si stanno ancora battendo,…. e allora se i due Leader vogliono veramente come hanno detto “smontare la famigerata legge Fornero” devono tenere conto di questo,…. del volere di tanti cittadini che li hanno votati ,…. quindi Matteo e Luigi vi consiglio di fare le cose come devono essere fatte, e sopratutto come le avete proposte in campagna elettorale,… altrimenti rimangono solo belle parole che pero’ hanno ingannato tanti cittadini che vi hanno dato la loro fiducia, io non penso che vogliate apparire, come i partiti precedenti,… io ho ancora fiducia in Voi, e spero che nei prossimi giorni facciate chiarezza su tutto, realizzando le cose promesse,… senza peggiorare ulteriormente lo scenario pensionistico.

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    26 Giugno 2018 in 20:51
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    Ah…dimenticavo..!! Un ringraziamento ad Erica Venditti. Erica, ci vorrebbero molte più persone,nell’informazione, al pari del tuo livello.
    Continua così, sei brava oltre che bella e sono sicuro che avrai molte soddisfazioni dalla tua professione….

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    • Erica Venditti
      27 Giugno 2018 in 14:20
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      Grazie infinite Silvano, che bello ricevere anche qualche complimento :-))

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    26 Giugno 2018 in 20:35
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    Salvini e Di Maio non devono fare niente, meglio stiano fermi e immobili..!! La quota 100 se la devono ficcare nel fondoschiena.
    Questi ci faranno piangere, altro che Fornero, l’infame legge fornero è diventata come una bellissima fiaba al cospetto della stramaledettissima quota 100.
    Dico a voi…Gatto e Volpe…lasciate tutto com’è…!!! Comunque state sereni, la resa dei conti…ARRIVA SEMPRE…!!!

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    26 Giugno 2018 in 20:22
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    Penso che nel mio caso sia opportuno lasciare le cose così come stanno avendo già 41,5 anni i di contributi a fine maggio 2020 raggiungo i 43,5 e esco con la pensione anticipata se fanno la quota 100 con minimo 64 anni devo lavorare altri 3 anni e avendo iniziato a lavorare a 15 anni verserò quasi 47 anni di contributi e così o mi sto sbagliando? Non mi sembra una cosa migliorativa e questo non è quello che mi aspettavo dopo le promesse fatte meditate perché molti sono messi come me fate le cose giuste

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    26 Giugno 2018 in 19:46
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    Vorrei sapere se qualcuno mi può dare notizie ,ho fatto domanda per la pensione anticipata 41 anni di contributi precoce e lavoro particolarmente gravoso nel mese di gennaio fino adesso niente rispostA

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    • Erica Venditti
      27 Giugno 2018 in 14:21
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      In teoria Maurizio dovrebbe pervenirle risposta entro il 30/6 sono in molti a scrivere sui social che la risposta sta proprio arrivando in queste ore, confidiamo lo stesso valga per lei ed ovviamente ci tenga aggiornati sull’estio che ci auguriamo sia positivo. A presto

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      27 Giugno 2018 in 22:49
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      no, Franco per il resto rimane tutto com’è,… quando avrai compiuto 43,5 mesi potrai accedere alla tua meritata pensione, se la quota100 verra’ inserita, ne beneficeranno, per modo di dire, solo quelli con i requisiti richiesti, per il resto rimane tutto uguale, inseriscono quota100 come contentino, quota 41 rimane in sospeso, in fase di una futura attuazione,… pero’ la cosa nn è chiara in quanto Matteo Salvini ospite a Porta a Porta ha detto, parlando di quota100 che vi si potra’ accedere con un minimo di 42 anni di contributi versati, quindi siamo ancora nel marasma piu’ completo,… nn è chiaro se vogliano fare la somma, ipotesi 58 anni di eta’ e 42 di contributi versati,… ripeto nn sanno neanche loro cosa fare, ecco perche’ tardano a dare notizie concrete, fatto sta che anche loro sanno che inserendo quota100 fanno qualcosa di veramente “assurdo”, e temporeggiano, quindi io rimango fiducioso, e spero che al piu’ presto possano riuscire a essere piu’ chiari, anche perchè tutti i cittadini che li hanno votati e i partiti all’opposizione nn aspettano altro per dargli contro, ma ve lo immaginate se dovessero veramente annullare quello detto in campagna elettorale, ci sarebbero veramente delle grosse ripercussioni da parte dei cittadini prossimi alla pensioni, si incomincerebbero a fare grosse manifestazioni di piazza, e questo loro non lo vogliono, lo stesso di Maio ha detto, “noi non sentiamo cosa dicono i giornali, noi ascoltiamo i cittadini, se i cittadini sono contenti vuol dire che noi stiamo lavorando bene per loro”, quindi a questo punto, rimango fiducioso, nn possono rimangiarsi quanto detto in campagna elettorale, per loro sarebbe veramente la fine,…. mah stiamo a vedere,…..

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    26 Giugno 2018 in 19:38
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    Ha perfettamente ragione Ghiselli: Salvini e Di Maio ci stanno prendendo per il culo. Stanno smantellando la legge Fornero peggiorandola: A cosa servono i paletti nella quota 100 e nella quota 41? Solo a salvare i conti. Allora avevano ragione i famigerati renziani. Non toccate l’Ape sociale che ci manda in pensione a 63 anni. In campagna elettorale i paletti non c’erano. Se proprio li vogliono mettere ne facciano un uso più consono i due Pinocchio, Salvini e Di Maio. E la smettano di lanciare quotidianamente slogan, facciano qualche fatto

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    26 Giugno 2018 in 18:59
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    Concordo con il in base alle “condizioni lavorative, familiari, di salute”. Il diritto di scelta è sacrosanto, anche con meno soldi, sono io a decidere. Oggi si lavora di più rispetto al passato e con meno risorse (umane soprattutto). Stanchissimi di questo, ci si dia la possibilità di goderci un pò di anni prima che sopraggiunga la “vecchiaia”, non mi interessa arrivare a campare fino a 90 anni, magari allettato o rimbecillito: 62 anni per uscire da questo caos infinito che è diventato il lavoro è l’età giusta!!!!!

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    26 Giugno 2018 in 18:30
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    Così come ho risposto a Vito rispondo anche a voi Salvatore e Massimo. E’ gia’ tutto deciso. Qualora venisse modificata la Legge Fornero, verra’ portato in Parlamento il disegno di Legge in tema pensionistico di Alberto Brambilla esponente della Lega, che ha come punto centrale per il raggiungimento del requisito della quota 100 una eta’ anagrafica minima di anni 64. Saro’ ripetitivo fino alla noia ma purtroppo e’ così. Come spiegate il fatto che Salvini nonostante le tantissime lamentele che girano sulla rete non si e’ ancora pronunciato? La risposta e’ molto semplice; Dovrebbe smentire un esponente del suo stesso partito. Se Salvini dice di avere gli attributi smentisca il suo collega di partito e dia una risposta certa e definitiva nel rispetto degli elettori e di quanto proposto in campagna elettorale

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    26 Giugno 2018 in 18:21
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    Salvini dove cazzo sta l’abolizione della legge fornero? Lai detto migliaia di volte e adesso la fai? o come tutti fai chiacchiere

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    26 Giugno 2018 in 17:53
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    La quota 41 anni di contributi non ci siano palette per più essere precoci 41 anni possiamo uscire con la legge fornero e i conteggi vengono con la retribuzione misto retribuito e contributivo non ci devono essere palette ho iniziato a lavorare a 15 anni i nostri i calcoli devono essere retribuiti non contribuiti andiamo a perdere molti soldi riflettano bene Salvini e di Maio non vogliamo una pensioni da fame dopo tantissimi sacrifici non vogliamo perdere la fiducia che vi abbiamo dato e giusto che vengono tagliati le pensioni d’oro e i vitalizi aspettiamo le vostre chiarezze che siamo positivi per i lavoratori vi saluto e buon lavoro

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    26 Giugno 2018 in 17:18
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    Sono insegnante della scuola media con 65 anni di sta’ e 38 anni di servizio. Il 9/04/2018 ho richiesti certificazione per accedere all’ APE volontaria. Ad oggi nessuna comunicazione dall’ INPS. Per caso e’ stata abolita? …….

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    26 Giugno 2018 in 16:37
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    Sono disposta a cambiare la legge Fornero e presto perchè peggio di cosi non può essere.

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    26 Giugno 2018 in 16:17
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    SONO PIENAMENTE D’ACCORDO CON IL SIGNOR CALACIURA. SIAMO STANCHI DI PAGARE SEMPRE NOI E STANCHI DI SENTIRE PROMESSE. 100 O 41 SENZA RESTRIZIONI E NIENTE CONTRIBUTIVO. FINALMENTE SENTO UN SINDACALISTA PARLARE BENE CON CERVELLO

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    26 Giugno 2018 in 16:01
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    Dov’erano i sindacati ai tempi di Fornero e Monti? Hanno trovato solo ora il coraggio di parlare?

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    26 Giugno 2018 in 15:39
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    Io desidererei sapere quando vado in pensione con 63 anni d’età e 42 anni di servizio! Devo essere penalizzato e uscire con la legge Fornero? Voglio proprio vedere, se si continua a rimandare alla Cesare Damiano!

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    26 Giugno 2018 in 14:55
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    Bene io la penso così può darsi che sia anche ignorante con tutti questi numeri mi fa male anche la testa,ma è possibile non si trova una soluzione?eccola minima20anni massima 40 anni a voi a limarla se non riuscite vengo io. Ciao

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    26 Giugno 2018 in 11:13
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    Ho votato con fiducia la Lega in particolar modo Salvini.Non so quante volte ha detto “abolizione Fornero”.
    Le proposte del governo che si leggono in questi giorni sono a dir poco scandalose e penalizzanti. Credo che il ministo Salvini
    sia in ancora in tempo a cambiare rotta e rotornare sui suoi passi e mantenere quello detto sempre in campagna elettorale.
    Certo sentire dire che è meglio la legge Fornero mi sembra di sognare.
    Gli accordi erano: quota 100 senza limiti di eta’ oppure 41 anni mantenedo le regole in essere. NO ASSOLUTAMENTE AL CALCOLO
    CONTRIBUTIVO.
    Speriamo che i ministri Salvini e Di Maio si ravvedano
    Grazie

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      26 Giugno 2018 in 12:36
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      io credo in Salvini e Di Maio……e senza paletti di età spero vivamente mantengano le promesse dichiarate nel loro programma…..Ci sono lavoratori che pur avendo 60 anni e 38-40-o 41 di contributi non godono di ottima salute e quindi attendono finalmente il meritato riposo, indipendentemente dal tipo di lavoro che svolgono da anni. Io ho quasi 62 ed ho 38 di contributi, ma gli acciacchi dell’età li sento e sinceramente sono stanca di dichiararmi ammalata in ufficio ogni volta che ho problemi cronici di salute.

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      26 Giugno 2018 in 13:55
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      Concordo col commento di Massimo. Sono in un grande stato di ansia. Quest’ anno ho 41 anni di anziaità! Precoce dall età di 16 anni. Voglio andare in pensione. Speravo che facessero subito la legge come promesso ed invece parlano di 64 anni prima. Se aspetto sti parolai arrivo a febbraio con 42 e 3 mesi legge fornero che mi tutela il retributivo. Mi tocca rimpiangere la Fornero, non avrei mai creduto. Sposo in pieno le parole di Ghiselli. Anche se pure sui sindacati avrei da criticare molto…tutto d accordo quando passó la forneró…nessuno si rese conto del danno economico e psicologico di un Italia di lavoratori …aiutateci…fate presto…ora prendo lo Xanax tra un pó passeró agli psicofarmaci….molti ancora pensano al suicidio…basta.Abbiate pietà di noi. Non prendeteci più in giro. Siamo persone non numeri. Sono stanca stanca stanca.

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