Pensioni anticipate 2019, Damiano critica quota 100: ‘Mediamente sarà quota 102’

Il dibattito sulle pensioni anticipate continua senza sosta anche oggi 15 ottobre, e qui su pensionipertutti vi riportiamo la riflessione dell’ON. Cesare Damiano che è tornato a parlare di quota 100 spiegando perchè vi è il rischio che sia una manovra addirittura peggiorativa rispetto al superamento della legge Fornero. Damiano poi torna anche sul problema delle risorse per finanziare quota 100 e quota 41 e in un post di pochi istanti fa parla anche del taglio alle pensioni d’oro e della pensione di cittadinanza, provvedimenti che stando alle parole dell’ex Ministro del Lavoro “mettono a rischio il sistema previdenziale italiano”.

Ultime novità Pensioni anticipate 2019; Damiano su quota 100

Damiano del Partito democratico spiega che “Sulla previdenza, a partire da Quota 100, si sta consumando un dibattito drammaticamente superficiale, fatto di luoghi comuni e di poca competenza. Se si continua così, con gli slogan, verrà fatto del male ai lavoratori e ai pensionati che, a parole, il Governo dice di voler aiutare. (…)Per quanto riguarda la legge Fornero io sono d’accordo che, gradualmente, vada superata. Il problema non è dire Quota 100: troppo facile. Il punto è come si fa”.

“Partire da 62 anni con un minimo di 38 di contributi fa 100: ma se hai 63 anni fa 101, e via andando. Quota 100, nella proposta del Governo, non c’è più, perché è mediamente Quota 102. Meglio di niente. Detto questo però, se per racimolare risorse si cancellasse, ad esempio, l’Ape sociale (che è Quota 99 per le 15 categorie di lavori gravosi, Quota 93 per i disoccupati e 91 per le disoccupate con due figli), si danneggerebbero i lavoratori manuali e le lavoratrici”.

Poi Damiano prosegue spiegando il problema delle risorse per le pensioni anticipate, ma ribadisce che la Fornero va superata graduatamene: “Qual è il problema? È che le risorse non bastano per fare quello che dice il Governo: i conti dell’Inps, forniti alla Commissione lavoro della Camera nella scorsa legislatura parlano chiaro, se non si cambiano adesso le carte in tavola: 6-7 miliardi per la Quota e 6 miliardi per andare in pensione con 41 anni di contributi a prescindere dall’età. Salvini dovrà decidere chi buttare dalla torre perché i soldi non ci sono. Perché insisto nel dire che bisogna superare gradualmente la legge Fornero? Perché la Corte dei Conti ci ha spiegato che il sistema previdenziale non è stato messo al sicuro dalla legge del Governo Monti, ma da un insieme di riforme: Maroni nel 2004, Damiano nel 2007, Berlusconi nel 2010 e, anche, Fornero nel 2011: quest’ultima vale un terzo dei risparmi che verranno totalizzati dal 2004 al 2050, che ammontano alla cifra astronomica di 900 miliardi di euro, pari a 60 punti di Pil”.

Pensioni anticipate oggi, ultime notizie da Damiano sulle riforme: pensioni d’oro e cittadinanza

Nella mattinata di oggi 15 ottobre 2018, Cesare Damiano è poi tornato a parlare anche della Manovra pensionistica, in particolare ha posto l’attenzione sulla pensione di cittadinanza e sulle pensioni d’oro, spiegando come non condivide gli interventi che il Governo vuole proporre: ” Come volevasi dimostrare: adesso le cosiddette pensioni d’oro, che sono sempre meno a ’18 carati’, verranno inserite nel Decreto legge fiscale che verrà discusso domani dal Consiglio dei ministri. Di Maio ha dichiarato che dal taglio si ripromette di recuperare un miliardo di euro. Cifra enorme che, rispetto ai 150 milioni calcolati da Boeri nel caso dell’adozione di un tetto di 4.500 euro netti mensili, impone un taglio a pensioni di importo molto, ma molto più basso: c’è chi dice che la nuova proposta partirà dai 3.500 euro.

Forse non basterà. Come si vede, anche in questo caso siamo stati facili profeti: si introduce un principio pericoloso, quello del ricalcolo retroattivo, (non basato, come titola la legge, sui contributi versati, di cui non esistono i dati, ma sull’età alla quale si è andati in pensione) e si abbassa l’asticella dell’importo a seconda della quantità delle risorse da reperire”. “Siamo partiti da 5.000 euro, poi 4.500 e adesso, secondo le indiscrezioni dei giornali, a 3.500. Quando si fermerà la discesa di fronte alla voracità con la quale il Governo sta disperatamente cercando di reperire risorse al fine di mantenere le sue irrealizzabili promesse elettorali?”

Infine conclude: “Si tratta di un colpo di mano che metterà a rischio le pensioni e che, sommato alla assurda promessa della pensione di cittadinanza a 780 euro (che si otterrebbe anche senza aver versato contributi e che, quindi, spingerà i giovani a scegliere il lavoro nero), getterà le basi per far saltare l’equilibrio del sistema previdenziale“. Per Damiano la ricetta c’è: “Un suggerimento a Di Maio: la via maestra per tagliare le ‘pensioni d’oro‘ e redistribuire i risparmi a quelle più basse, c’è: si chiama contributo di solidarietà, già collaudato e costituzionale”.

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Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

8 pensieri riguardo “Pensioni anticipate 2019, Damiano critica quota 100: ‘Mediamente sarà quota 102’

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    15 Ottobre 2018 in 15:36
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    Buongiorno Sig.na Venditti io a fine ottobre compio 62 anni e ho 38.5 anni di contribuzione di cui 1.5 figurativi, attualmente disoccupato. Quando posso inoltrare domanda per quiescenza. Grazie x risposta

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    15 Ottobre 2018 in 14:34
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    Anchio ho lasciato commento, ma, non compare

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    • Erica Venditti
      15 Ottobre 2018 in 15:33
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      Dovete avere pazienza, pietà :-), siamo solo in 2 con 200 mila cose da fare, ci siamo, vi leggiamo e vi rispondiamo, ma dateci tempo! Grazie per la comprensione

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    15 Ottobre 2018 in 13:58
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    Ieri sera, anzi, data l’ora, stamattina notte, in un notiziario RAI c’era un Signore, non so se giornalista, che commentava la rassegna stampa. Ha detto una cosa che io ho trovato giustissima avendola riscontrata in pratica, ovvero che, l’elettore tipo del M5s, se ben ricordo, sia un “giovane”, non ricordo il termine che ha usato, mi sembra abbia detto “quasi invidioso” della attuale generazione di pensionati e pensionandi perché, secondo sempre tale “elettore tipo”, loro hanno avuto cose che la nuova generazione non ha: lavoro e pensione. Si tratta, secondo il commentatore e anche secondo me, di una lotta generazionale; secondo me strampalata e irrazionalmente irragionevole e incoerente; che, forse, però, alcuni sanno ben sfruttare nel mettere tutti contro tutti in nome del “Divide et impera”. Perché tali cose dalla mia generazione avute non sono PRIVILEGI, come alcuni sembrerebbero, posso sbagliare, DI VARI GOVERNI SUCCEDUTOSI, far credere; ma rappresentano la semplice NORMALITA’, NON DA INVIDIARE e cercare di togliere a chi l’abbia, ma da perseguire con lotta strenua, ANCHE PER SE’ STESSI.
    La nostra generazione ha lottato in piazza e scioperato duramente per avere queste cose, non si trastullava solo su una tastiera e si piagnucolava addosso, cercando il capro espiatorio nelle persone sbagliate, ovvero coloro che hanno avuto la NORMALITA’, lottando perché la loro lotta servisse anche, purtroppo, evidentemente, senza riuscirci (uno da vecchio smette di lottare e, se il “turn over di lotta” cala, i diritti se li riprendono coloro ai quali erano stati strappati) di tramandare tali diritti anche alle generazioni future, quelle che, invece, in cambio, dopo aver avuto la paghetta dalla pensione di nonno o di papà, gli si rivoltano contro e chiedono il taglio ILLEGITTIMO di tali pensioni; la strategia non fa per loro, perché tale odio generazionale, indotto? come potrebbe sembrare e come alcuni osservatori indicano essere, a chi legge il giudizio, potrebbe, a mio parere, essere rivolto contro loro stessi: perché se uno individua l’obiettivo sbagliato contro cui lottare, la sua lotta è inutile e controproducente.
    D’altronde loro hanno qualcosa che anche noi, se proprio non invidiamo, vorremmo riavere: la gioventù; se ci fosse anche l’esperienza della nostra età, io già mi accontenterei.

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    • Erica Venditti
      15 Ottobre 2018 in 15:42
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      Postate un solo commento se sono uguali, grazie molte.

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        15 Ottobre 2018 in 20:23
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        Completo il mio precedente commento sul Signore che commentava in Tv i notiziari e riassumo.
        In pratica, mi sa che avevano ragione i miei colleghi d’ufficio più anziani, che, quando, lo ammetto, appena assunto e giovane e, purtroppo, io, allora, anche un po’ fesso, sparavo cavolate, mi dicevano: “Vorrei avere i tuoi anni e il mio cervello!”.

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    15 Ottobre 2018 in 13:22
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    Io il commento l’ho lasciato, ma non compare…

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    15 Ottobre 2018 in 13:21
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    A mio parere, i conti, se non li avevano fatti, forse, dovevano farli PRIMA dei programmi elettorali, non dopo; altrimenti si rischia una brutta figura, nelle migliori delle ipotesi!

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