Pensioni anticipate 2019, novità: cosa cambia per quota 100/41, donne e esodati?

Le ultimissime novità ad oggi 20 dicembre non potevano che vertere sul via libera ricevuto da Bruxelles alla manovra 2019. il Premier Conte, lo dice lo stesso Di Maio su Facebook, é stato abile a convincere l’Ue sui contenuti della LdB2019. Conte ha assicurato, in un’intervista che ha rilasciato al Corriere della Sera, che i pilastri della manovra, nonostante la riduzione del deficit al 2.04% restano i medesimi. Quota 100 e reddito di cittadinanza sarebbero dunque salvi, Damiano nella sua ultime intervista rilasciata a Il Dubbio manifesta, invece, la sua perplessità sui contenuti di una manovra ‘fantasma’ che oggi ha ancora meno risorse a disposizione.

In tutto ciò, vi é il malumore diffuso dei cittadini, che anziché essere sollevati dal fatto che si sia evitata la procedura d’infrazione, si chiedono allarmati che fine faranno la nona salvaguardia per gli esodati, la proroga dell’opzione donna e dell’ape sociale, lo stop dell’adv almeno per i precoci e le anticipate dal 2019? Siamo al 20 dicembre ed effettivamente nessuno conosce i contenuti del testo riguardante il capitolo previdenziale.

Pensioni 2019, Conte: L’impianto della manovra é quello iniziale

Intervistato da Massimo Franco per il Corriere della Sera il premier ha dovuto rispondere ad alcune domande pungenti, qui ne riportiamo un paio, che delinaeano l’attuale contesto, ove emerge con chiarezza che per il premier si é trovata la quadra con l’Ue ma senza aver ceduto sui cavalli di battaglia del Governo.

E forse l’Europa ha convinto voi a rimettere i piedi per terra rispetto al programma iniziale?
«Ma guardi che l’impianto della manovra è rimasto quello iniziale. Ci hanno dato flessibilità e abbiamo introdotto dei meccanismi per reperire le risorse finanziarie».

Ha pesato lo scontro verbale della sua maggioranza con la Commissione? «Non abbiamo mai pensato a una manovra-schiaffo, a una ribellione antieuropea. Non avevamo argomenti pregiudiziali per dimostrare qualcosa. Il nostro è un approccio pragmatico: avevamo solo da rispettare gli impegni presi con gli elettori».  

Alla domanda “Un po’ più di umiltà all’inizio da parte dei suoi due vicepremier non ci avrebbe risparmiato spread in ascesa e miliardi di euro bruciati?” Conte Cerca di spiegare che non crede che i toni meno dialettici avrebbero aiutato ad avere il sostegno della Commissione sul 2.4% di deficit, l’obiettivo, ha precisato, era quello di poter procedere con una manovra che riflettesse quanto era nell’interesse dei cittadini. Ma é proprio su questi contenuti della stessa che nasce il timore di Cesare Damiano, che esprime a chiari lettere nella sua ultima intervista rilasciata alla collega Giulia Merlo de Il Dubbio.

Manovra 2019, Damiano: manovra fantasma e taroccata

Il Governo dice Cesare Damiano ha un atteggiamento di una brutalità inedita, che svilisce il lavoro del Parlamento.Cosa sta sucedendo in aula ?chiede la giornalista, l’onorevole dem risponde: “Una cosa mai vista prima: ci troviamo di fronte ad una manovra fantasma, decollata alla camera in una versione taroccata, approdata al Senato, e tenuta in standby con continue convocazioni della Commissione Bilancio, con approdo diretto in Aula che salta qualsiasi dibattito in Commissione” Poi aggiunge “Mi sorprende altresì che i sovraniti e i populisti, che ad ogni piè sospinto dichiarano di mettere al primo posto gli italiani, si facciano dettare la manovra da Juncker e Moscovici”.

Poi quando Giulia Merlo fa notare all’onorevole che l’ultimo atteggiamento del Governo era inevitabile per evitare la procedura di infrazione , Damiano spiega: ” Ma certo, sono mesi che vado dicendo che i muri portanti di questa legge di bilancio sono fragili e sono stato facile profeta nel dire che il deficit al 2.4% sarebbe stato messo sotto osservazione. Il risultato, conclude, é che i miliardi messi a disposizione per misure importanti come Quota 100 e reddito di cittadianza non saranno sufficienti per mantenere le promesse elettorali.” Proprio questo temono i cittadini che sui social iniziano a manifestare tutto il loro malcontento nei confronti del Governo che al 20/12 non dà certezze sui contenuti della manovra 2019, specie sulle norme che dovranno accompagnare le misure previdenziali.

Pensioni 2019, stop adv, opzione donna, esodati che fine fanno?

Preoccupati non solo quanti sono in attesa della quota 100, l’unica misura che continua ad essere sulla bocca di Di Maio e Salvini, sebbene i miliardi a disposizione siano stati ridotti da 6.7 a 3.9, questo comporterà riduzione di platea? finestre aggiuntive? Si chiedono all’unisono .

Si accodano alla lista di domande anche le lavoratrici che attendono chiarezza sulla proroga dell’opzione donna, per quanto sarà prorogata, chi potrà rientrarvi?

I dubbi restano anche sulla proroga dell’ape sociale, che sebbene verbalmente confermata più volte dal Governo per almeno un altro anno, di fatto é una misura in scadenza il 31/12, così come lo stop dell’aspettativa di vita, a lungo assicurato dal sottosegretario al Ministero del Lavoro Durigon, ma che senza nessuna comunicazione ufficiale vedrà l’incremento dei 5 mesi scattare dal 1/1/2019 anche per precoci e anticipate. Stesso stop messo in dubbio da alcun media ieri dopo il taglio del deficit al 2.04%. Che dire poi degli esodati, rispetto ai quali ultimamente si é parlato di soluzione ad hoc e non più di nona salvaguardia, che restano in attesa di capire quale sarebbe questa fantomatica soluzione.

Purtroppo la quota 41 é già fuori dai giochi, nonostante l’amarezza dei precoci, su questo punto il Governo ha ‘gettato la maschera’, ricordando che quota 100 sarà sperimentale per 3 anni e poi dal 2022 vi sarà la quota 41 per tutti. Insomma il Governo ad oggi ha, per fortuna, trovato un accordo con Bruxelles, ma non lo ha ancora trovato, ci viene da dire, con gli italiani, che attendono di vedere se davvero tutte (proroga opzione donna /nona salvaguardia esodati, stop adv/ proroga ape sociale/reddito di cittadinanza) le promesse fatte verranno mantenute nonostante un badget decisamente ridotto.

Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

8 pensieri riguardo “Pensioni anticipate 2019, novità: cosa cambia per quota 100/41, donne e esodati?

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    21 Dicembre 2018 in 9:56
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    RISPONDO A GIAMPIETRO DICENDO CHE CONDIVIDO IN TUTTO E PER TUTTO IL SUO INTERVENTO.
    INSERENDO IL VINCOLO TRIENNALE DI QUOTA 100 IL GOVERNO SI E’ SUICIDATO. NE RIPARLEREMO CON LE VOTAZIONI DI MAGGIO

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    21 Dicembre 2018 in 8:17
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    Ho più di 41 anni di lavoro e 63 anni di età quindi è meglio andare in pensione con la legge Fornero , ma quanti anni servono.
    i cinque mesi di aspettativa di vita sono tornati di nuovo?
    Rispondi presto ciao e auguri di buone feste

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    • Erica Venditti
      21 Dicembre 2018 in 12:21
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      Albina oggi alle 16 verrà presentato al Senato dal Governo il maxiemendamento alla Legge di Bilancio, ci aspettiamo il capitolo pensioni in modo da potervi dare info certe anche noi su adv, opzione donna, ape social e via discorrendo. Tanti cari auguri anche a lei e famiglia

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    21 Dicembre 2018 in 7:17
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    ALLA LUCE DEI FATTI QUESTI SONO DI GRAN LUNGA PEGGIO DI TUTTI I GOVERNI CHE LI HANNO PRECEDUTI , ANCHE IL GOVERNO MONTI HA FATTO COSE PIU’ EQUE IL CHE E’ TUTTO DIRE .

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    20 Dicembre 2018 in 21:13
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    Sino ad oggi sono stato tra i più fervidi sostenitori di questo governo, in questi ultimi mesi ho in qualche modo compreso tutta una serie di cedimenti che hanno riguardato quota 100:
    i vincoli dei 62 anni di età e 38 di contributi;
    il non poter svolgere successivamente alla pensione un altro lavoro;
    la decurtazione che può superare anche il 30% della rendita pensionistica;
    il meccanismo delle finestre che di fatto fa ritardare di alcuni mesi l’erogazione della pensione a chi a maturato i requisiti.
    Tuttavia non posso proprio accettare l’ipotesi di porre un termine di 3 anni alla validità del decreto.
    Si tratta di un’eventualità assurda ed ingiusta: perchè dovrebbe beneficiarne solo chi matura i requisiti nei prossimi 3 anni ?
    E tutti gli altri ?
    Si pensi poi a chi, come un mio personale amico (di anni 59 con 38 di contributi), fidandosi delle iniziali rassicurazioni di Salvini, ha accettato un incentivo all’esito calcolato per soli 3 anni di stipendio invece dei 5 previsti dalla pensione anticipata; e per di più senza tener conto del denaro necessario per il versamento dei contributi volontari .
    Mettendo una scadenza a quota 100 si potrebbe (come è stato per la tanto contestata legge Fornero) nuovamente creare il problema esodati.
    Spero proprio che il governo capisca che si tratta di una cosa inaccettabile ed ingiusta…..e si ravveda, Se così non fosse, perderebbe non solo il mio consenso, ma anche quello di gran parte del suo elettorat

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    20 Dicembre 2018 in 20:08
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    Noi precoci bypassati da chi ha 38 anni di contributi. Vergogna. La”manina” inserisca subito lo stop dell ADV 2019. È un atto doveroso verso chi ha 41 42 43 44 anni di contributi ed ha iniziato a lavorare a 15 anni.

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    20 Dicembre 2018 in 16:00
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    NON CI PIEGHEREMO AI DIKTAT DI BRUXELLES, COSI’ RECITAVA SALVINI POCO TEMPO FA.
    QUOTA 100 SARA’ STRUTTURALE COSI’ RECITAVA DURIGON POCO TEMPO FA.
    FACCIO SOLO QUESTI DUE ESEMPI MA POTREI CONTINUARE CON ALTRI CASI.
    RISULTATO: BRUXELLES HA IMPOSTO LA SUA LINEA ED IL GOVERNO HA UBBIDITO.
    QUOTA 100 DA STRUTTURALE E’ DIVENTATA SPERIMENTALE.
    FACCIO I MIEI COMPLIMENTI AL GOVERNO PER LA ” COERENZA E LA FERMEZZA NEL PORTARE A TERMINE LE PROPRIE IDEE”.

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    20 Dicembre 2018 in 15:54
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    se non ci sarà lo stop ADV , la delusione sarà grande

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