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Pensioni anticipate 2019 novità oggi, parla Walter Rizzetto su opzione donna e Ape

Sono molte le novità di oggi 12 settembre per quanto riguarda le pensioni anticipate 2019. Si continua a parlare dei provvedimenti che dovrebbero vedere luce il prossimo anno grazie alla legge di bilancio, e su quota 100 e quota 41, e dopo le parole rilasciate ieri in audizione alla Camera da Di Maio, vediamo oggi cosa ha detto Walter Rizzetto, ex vicepresidente della Commissione Lavoro e attualmente deputato per Fratelli d’Italia su Opzione Donna e Ape Social. Infine riportiamo anche la proposta di Mauro D’Achille, amministratore del gruppo “Lavoro e pensioni: problemi e soluzioni”, su quali sarebbero gli interventi da fare per il sistema pensionistico.

Pensioni 2019: l’ intervento di Rizzetto su proroga Opzione Donna

Direttamente dall’aula della Camera, a margine della seduta sul decreto Milleproroghe, Walter Rizzetto ha fatto un resoconto tramite un video postato sulla pagina facebook. Tra le parti più importanti del suo intervento sottolineiamo le sue proposte sui temi di lavoro e pensioni: “Abbiam proposto una cosa che mi sta a cuore: la proroga ad opzione donna, ovvero la possibilità da dare alle donne dopo 35 o 36 anni di contributi di andare in pensione in modo volontario, consapevoli che il loro assegno pensionistico sarebbe stato ridotto”.

Non è stato possibile, perchè la maggioranza ha rifiutato il nostro emendamento e ha rifiutato anche di parlarne. Una cosa che si chiama proroga opzione donna era giusto inserirla in un decreto che si chiama Milleproroghe”. Rizzetto poi continua parlando anche di Ape Social: “ho proposto una proroga importante, APE Social poteva essere una cosa interessante, ampliando magari il bacino di chi poteva usufruirne. Non ci è stata data la possibilità di prorogarla”.  Infine conclude: “E’ grave che il Governo abbia detto no a tutte queste proposte, ma ci riproveremo in legge di stabilità“. Di seguito ecco il video integrale dell’intervento:

Pensioni anticipate ultime novità oggi: parla Mauro D’Achille su quota 100

Mauro D’Achille, amministratore del gruppo “Lavoro e pensioni: problemi e soluzioni”, è tornato questa mattina a parlare e spiegare perchè quota 100 non è la misura adatta: “A me sembra poco lungimirante pensare di destinare tre miliardi al pacchetto pensioni intervenendo esclusivamente nella riduzione dell’età per la pensione di vecchiaia. Non sarebbe più logico intervenire anche su quella di anzianità (quota 41) e su una riduzione per tutti dell’aumento dei cinque mesi per adv previsti dal prossimo anno?

Con un miliardo la si potrebbe ridurre a soli due mesi, ad esempio. Poi, semmai, un altro mese nel 2020. Con un altro miliardo si potrebbe far accedere a quota 41 i disoccupati anche non precoci, e i precoci con meno di 41 magari riducendo il costo dei versamenti volontari o riconoscendone come figurativi un mese in più per ogni anno versato. Per ridurre l’età di quella di vecchiaia, se si stabilizzasse ape social (che attualmente costa meno di 400milioni), la si potrebbe estendere alle categorie su citate fino a raggiungere il miliardo. In questa maniera si che si potrebbe parlare a ragione di equità!E secondo voi?”

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Autore dell'articolo: Stefano Rodinò

Stefano Rodinò
Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

18 commenti su “Pensioni anticipate 2019 novità oggi, parla Walter Rizzetto su opzione donna e Ape

    Pantaleo

    (13 settembre 2018 - 0:18)

    Bravi tutti!!
    Io aspetto il ddl …e poi ne riparliamo!!!
    Tutti ora dicono di tutto….
    Vedremo i fatti!!!
    Non so come fare a scrivere direttamente al gatto e la volpe altrimenti lo farei….!!!

    Pino

    (12 settembre 2018 - 21:54)

    Concordo pienamente, tutto quello che sento da quando è stata fatta la Fornero a oggi sono solo prese in giro che gli frega a loro di mandare in pensione chi ha 80anni e 20 di contributi tanto gli danno una pensione sociale.ma quello che mi fa più rabbia è sentire un sig.come Cazzolaospite a tutte le trasmissioni come esperto di pensioni (degli altri)visto che lui prende pensioni non dovute perché non versate a livello contributivo. È uno schifo,noi lavoratori precoci quelli che chiediamo di poter andare in pensione con i contributi che abbiamo versato che siano 41/42/43,indipendentemente da l’età anagrafica senza penalizzazioni.il problema che noi Italiani siamo un popolo di coglioniperche non ribaltiamo i tavoli quando sentiamo che chi prende i vitalizi politici e non fa ricorsi per i loro diritti acquisiti. Noi quando abbiamo cominciato la carriera lavorativa ci hanno detto che dovevamo lavorare 35anni poi 40 anni era un contratto che abbiamo fatto con lo stato anche il nostro era o forse è un diritto acquisito? Ma nel nostro paese la legge non è uguale per tutti. Ciò non vuol dire che se certe cose non vanno bene non si debbano cambiare,ma a mio parere non è così che si fanno le riforme,sempre col culo degli altri, se si vuole fare una riforma “ comincia la corsa o ricomincia,benebLlora sappiate che chi comincia a correre adesso deve sapere che l’arrivo non è più a 35/40 km ma a 50/60.

    Luigia

    (12 settembre 2018 - 21:02)

    Buonasera come tutte le donne sono in attesa della promessa fatta durante le elezioni la promessa di opzione donna io ho 59 anni 35 anni contributi più 5 anni contributi che non mi hanno versato pur avendo sempre lavorato ora da un anno sono in naspi ho ancora dei mesi da percepire io mi chiedo cosa farò dopo aver finito la naspi a 60 anni chi mi riprende a lavorare mi dicono signora e troppo vecchia per il lavoro ma è troppo giovane per andare on pensione sono divorziata non ho figli datemi voi un consiglio cosa devo fare visto che opzione donna non viene prorogata nonostante ce un decurtamento del 30% grazie gradirei una risposta se ce una risposta

    Renato

    (12 settembre 2018 - 18:50)

    SALVINI e DI MAIO non decidete con portafoglio in mano ,ma con una mano sul cuore è una sulla coscienza. Se un precoce ha iniziato a lavorare a 15/16 e ora a 57/58 anni non c’è la più è perché ha sempre lavorato e senza aver conseguito un diploma superiore probabilmente ha sempre fatto lavori poco qualificati e pesanti. Premiare persone con 4/6 anni in meno di lavoro solo perchè sono più anziane non è eticamente giusto,l’uomo non è una macchina e parecchi anni in più si sentono sul fisico ,acciacchi cronici ecc. , è come se una macchina vá in pensione con 200.000 km invece di 120.000 ( con 43/44 anni ci si ritrova un rottame ). Insomma se uno ha versato oltre i 41/42 la sua parte l’ha giá fatta alla grande

      Pino

      (12 settembre 2018 - 21:52)

      Concordo pienamente, tutto quello che sento da quando è stata fatta la Fornero a oggi sono solo prese in giro che gli frega a loro di mandare in pensione chi ha 80anni e 20 di contributi tanto gli danno una pensione sociale.ma quello che mi fa più rabbia è sentire un sig.come Cazzolaospite a tutte le trasmissioni come esperto di pensioni (degli altri)visto che lui prende pensioni non dovute perché non versate a livello contributivo. È uno schifo,noi lavoratori precoci quelli che chiediamo di poter andare in pensione con i contributi che abbiamo versato che siano 41/42/43,indipendentemente da l’età anagrafica senza penalizzazioni.il problema che noi Italiani siamo un popolo di coglioniperche non ribaltiamo i tavoli quando sentiamo che chi prende i vitalizi politici e non fa ricorsi per i loro diritti acquisiti. Noi quando abbiamo cominciato la carriera lavorativa ci hanno detto che dovevamo lavorare 35anni poi 40 anni era un contratto che abbiamo fatto con lo stato anche il nostro era o forse è un diritto acquisito? Ma nel nostro paese la legge non è uguale per tutti. Ciò non vuol dire che se certe cose non vanno bene non si debbano cambiare,ma a mio parere non è così che si fanno le riforme,sempre col culo degli altri, se si vuole fare una riforma “ comincia la corsa o ricomincia,benebLlora sappiate che chi com
      incia a correre adesso deve sapere che l’arrivo non è più a 35/40 km ma a 50/60.

    Franco Giuseppe

    (12 settembre 2018 - 17:31)

    Il mio intervento sotto vuole solo far notare la disuguaglianza che si verrebbe a creare. Un lavoratore nel caso esposto sarebbe costretto a lavorare ben 8 anni in più pur avendo iniziato a lavorare prima. Una cosa da spregio dell’essere umano.

      massimo

      (12 settembre 2018 - 18:00)

      GIUSTA OSSERVAZIONE. SE NON SI VUOLE LA DISUGUAGLIANZA OCCORRE FARE LA QUOTA 100 SENZA LIMITAZIONI.

    Franco Giuseppe

    (12 settembre 2018 - 17:21)

    Signor Fiore Recci, educatamente le faccio notare che il suo entusiasmo denota scarsa sensibilità verso gli altri. Giustamente è contento per Lei ma non si preoccupa assolutamente di chi, invece, ha già attualmente 41-42 anni di contributi ma solo 57-58 anni di età. La vede la differenza ? Lei oggi ha solo 36 anni di contributi e se ci fosse il paletto dei 62 anni è vero che andrebbe in pensione con quota 100. E’ vero altrettanto che chi oggi ha già 41 anni di contributi versati , per raggiungere il paletto di 62 anni dovrebbe lavorare ancora 4-5 anni per raggiungerlo e arriverebbe a quota 108 (62+46). Le sembra giusto? A me sembra un po’ egoistico da parte sua. Gentilmente la saluto.

    Fiore recci

    (12 settembre 2018 - 15:58)

    Scusate allora se mettono paletto 62 evvivaaaa io tra DUE anni ho 62 anni e 38 contributivi posso finalmente uscire dal lavoro. .? E finalmente posto ai giovani mi potete rispondere grazie

      massimo

      (12 settembre 2018 - 16:01)

      DA COME HA PARLATO IERI SALVINI SARESTI IN PENSIONE SENZA OMBRA DI DUBBIO.

      Erica Venditti

      Erica Venditti

      (12 settembre 2018 - 16:13)

      Fiore se ne dicono tante in questi giorni…quella di Salvini è una proposta, se passasse, e lei fosse disposto ad accettare il contributivo puro dal 1996 e avesse al più due anni di contributi figurativi, potrebbe certamente rientrarvi. Ma è doveroso attendere la Legge di Stabilità prima di ‘cantare vittoria’, noi dal canto nostro, vi informeremo quotidianamente. Continui a seguirci e grazie del commento

    Renato

    (12 settembre 2018 - 12:55)

    SALVINI SE HAI UN MINIMO D I SPINA DORSALE LA PRIMA COSA DA FARE ASSOLUTAMENTE E’ QUELLA BLOCCARE L’ADV. CHE SENSO HA COMINCIARE A PENSARE AI PRESOCI NEL 2020, TANTI COME ME’ CHE L’ANNO PROSSIMO DEVONO MATURARE 43,3 MESI SIAMO I PIU’ FESSI CHE CI DOBBIAMO SOBBARCARE 25 MESI IN PIU’ ? BLOCCARE I 5 MESI IN PIU’ SAREBBE VERAMENTE UN SEGNALE DI EQUITA’ E UN PRIMO PASSO VERSO LA QUOTA 41 SBANDIERATA DA OLTRE 1 ANNO SIA DA VOI CHE DAI 5 STELLE. LE RISORSE PER IL REDDITO DI CITTADINANZA NON LIBERANO POSTI DI LAVORO E PREMIANO CHI NELLA VITA NON HA MAI CONTRIBUITO

    ALESSANDRO

    (12 settembre 2018 - 11:31)

    Le varie proposte, come la proroga dell’Opzione Donna e l’Ape Social, potevano tranquillamente essere accolte, purtroppo non sono state richieste dal governo, per cui, devono essere scartate a prescindere dall’eventuale buon senso dei provvedimenti. Ancora più sensata, interessante, equa ed equilibrata appare la proposta di Mauro D’Achille. Infatti, “liberarsi” di quei lavoratori che hanno una anzianità contributiva di 41 anni e oltre, -i cui costi sono limitati- servirebbe (a tutti i livelli e per tutte le attività) a svecchiare l’attuale forza lavoro, ormai usurata dal tempo e minata nelle motivazioni, oltre che dall’età avanzata. Ma per fare queste cose bisogna essere LUNGIMIRANTI, cosa che allo stato attuale non vedo nei nostri governanti. Se almeno facessero ammenda, per gli errori degli altri (leggi PD) con la riduzione o l’eliminazione -per tutti- dell’aumento dei cinque mesi per l’ADV, previsti dal prossimo anno, DAREBBERO UN SEGNALE DI CONCRETEZZA ED EQUITA’ POCHE VOLTE RISCONTRATO NEI PRECEDENTI GOVERNI.

    Renato

    (12 settembre 2018 - 11:08)

    SALVINI A PALERMO DI TI CHIAMEREBBERO UOMO DI ME…….A

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