Pensioni anticipate 2019, novità su circolare Inps n°33 precoci: stop o no adv per Q41?

Le ultime notizie sulle pensioni anticipate al 27/2/2018 sui lavoratori precoci e la quota 41 giungono dalla recente circolare Inps N° 33 del 23-02-2018 , andando a fondo e leggendo nel dettaglio le prime istruzioni applicative pare, purtroppo abbastanza evidente, che lo stop dell’Adv  dal 2019 non li riguarderà, indipendentemente dal fatto che lavorino o meno nelle 15 categorie di mestieri identificati come gravosi  dal Governo.

L’Inps ha pubblicato, infatti, l’accesso al beneficio di pensionamento anticipato per i lavoratori precoci di cui all’articolo 1, commi da 199 a 201, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, come modificato dall’articolo 1, commi 162 – 165, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (legge di bilancio 2018). Ed i dubbi sui social sono aumentati, i lavoratori precoci gravosi potranno beneficiare dello stop dell’adv dal 2019 , tanto pubblicizzato dallo stesso Gentiloni, o no? Per chi varrà allora?

Pensioni precoci gravosi, vale o no lo stop dell’Adv dal 2019?

L’annuncio di Gentiloni del 2 febbraio che sta girando nuovamente sui social, ha creato maggiore confusione tra i lavoratori precoci appartenenti alle 15 categorie dei mestieri gravosi, che erano certi di essere ricompresi tra gli esclusi dall’aumento dell’adv dal 2019, e che a seguito della circolare Inps n°33 del 23/2 scorso hanno dovuto rimettere tutto in discussione.  Non solo ci speravano tutti i precoci di poter continuare ad andare con 41 anni di contributi dal 2019, ma sicuramente almeno quelli facenti parte delle 11 poi salite a 15 categorie di mestieri considerati meritevoli di tutela. Ora invece la circolare pare andare nella direzione opposta, facendo crescere il malcontento e la rabbia a pochi giorni dal voto.  Ecco il tweet di Gentiloni su cui si sta alimentando la polemica e su cu si cerca appiglio e possibili interpretazioni, per scongiurare la beffa a danno dei precoci!

 

Pensioni anticipate, i dubbi sulla circolare Inps n°33 del 23/2/2017

Purtroppo i lavoratori precoci non potranno contare sullo stop dell’Adv e nemmeno i richiedenti l’Ape sociale, qualora mai la misura dovesse essere resa continuativa, infatti sia per loro (63+5)  che per i precoci (41+5) scatterà l’aumento dei 5 mesi.  La circolare purtroppo sembra parlare abbastanza chiaro, se da un lato cita i nuovi mestieri gravosi, introdotti:

“In particolare, i nuovi lavoratori “gravosi” non compresi nelle categorie indicate all’allegato C ed E della legge n. 232 del 2016 sono i seguenti:

  • operai dell’agricoltura, della zootecnia e della pesca;
  • pescatori della pesca costiera, in acque interne, in alto mare, dipendenti o soci di cooperative;
  • lavoratori del settore siderurgico di prima e seconda fusione e lavoratori del vetro addetti a lavori ad alte temperature non già ricompresi nell’ambito di applicazione del decreto legislativo n. 67 del 2011;
  • marittimi imbarcati a bordo e personale viaggiante dei trasporti marini e in acque interne”

Dall’altro specifica:

“L’articolo 1, comma 149, della legge in argomento prevede che “al requisito contributivo ridotto riconosciuto ai lavoratori di cui all’articolo 1, comma 199, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, continuano ad applicarsi gli adeguamenti previsti ai sensi del comma 200 del medesimo articolo”.

Pertanto, per i lavoratori precoci che intendano usufruire del requisito agevolato dei 41 anni di contributi resta confermato il meccanismo di adeguamento all’incremento della speranza di vita previsto a decorrere dal 1° gennaio 2019.

Pensioni anticipate: Quota 41 precoci, chi fa un mestiere gravoso ha meno diritti di chi ha 42 anni e 10 mesi?




La follia, se ci permettete l’espressione, consta però nel fatto che quota 41 essendo un pensionamento anticipato al pari di quello di anzianità, dovrebbe poter godere dello stesso blocco della adv previsto per quanti anziché andare con 43 anni e 3 mesi, vedranno il requisito bloccato a 42 anni e 10 mesi, creando , nuovamente, l’ennesima ingiustizia. Mauro D’Achille, fondatore del gruppo ‘Lavoro e Pensioni: problemi e soluzioni’ ci spiega, togliendo ogni dubbio alle possibili interpretazioni sulla circolare:’ Lo stop all’aumento della adv è per i gravosi con 42+10 che resteranno a quella quota ( ad es.un infermiere continuerà ad uscire con 42+10 anziché 43+3 se non è precoce) invece quota 41 aumenterà a 41+5″.

Per concludere riprendiamo parte del tweet di Gentiloni su cui siamo d’accordo ‘Vanno protette le fasce più esposte della società“, i precoci, ci viene da dire, avendo iniziato a lavorare a 15/16/17 anni sacrificando la propri adolescenza, non rientrano proprio tra i maggiormente meritevoli di tutela?

Nella speranza che dopo il 4 marzo qualcosa, per questa categoria, possa ancora cambiare, non ci resta che attendere. Seguiteci su pensionipertutti.it ogni giorno!

Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

6 pensieri riguardo “Pensioni anticipate 2019, novità su circolare Inps n°33 precoci: stop o no adv per Q41?

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    3 Luglio 2018 in 15:08
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    ciao mi chiamo Giuseppe con queste leggi per le pensione non ci sto capendo nulla ho 62 anni il 17 gennaio 2019 ne faccio 63 ho 41 anni di contributi sto percependo la naspi la finisco a dicembre 2018 se ce qualcuno di voi che mi puo dire qualcosa sulla mia situazione grazie mille.

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    • Erica Venditti
      3 Luglio 2018 in 15:45
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      Giuseppe con la precedente legislatura poteva accedere finita la Naspi, doveva essere senza ammortizzatori sociali per 3 mesi, all’ape sociale o alla quota 41. Ora le intenzioni del nuovo Governo sono quelle di eliminare l’ape sociale dal 2019, dunque facendo lei 63 anni il 17 gennaio non potrà usufruirne entro il 2018 purtroppo. Potrebbe, se mai divenisse reale in futuro la proposta del nuovo Governo optare poi per la quota 41,5 indipendentemente dall’età, ma con ricalcolo dell’assegno contributivo dal 1996 e con la possibilità di usare però solo 2 anni di contributi figurativi oltre alla leva. Dipende da quanta cassa integrazione/disoccupazione ha accumulato. Se ha più di 2 anni potrebbe essere penalizzato. La quota 100 invece prevede un minimo di 64 anni e 36 di contributi anche questa con i paletti precedenti solo 2 anni di contributi figurativi e ricalcolo assegno contributivo dal 1996. Spero di averla aiutata un minimo, la questione è complessa e per ora non definita.

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    • Erica Venditti
      17 Maggio 2018 in 14:00
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      Non ho compreso la domanda, mi perdoni

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    28 Febbraio 2018 in 13:10
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    E’ ancora più ingiusto che nello stop all’adeguamento dell’aspettativa di vita non ci rientri chi è invalido al 75%, cioè con la salute già gravemente compromessa.

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    • Erica Venditti
      28 Febbraio 2018 in 14:53
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      Mi trova pienamente concorde!

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