Pensioni anticipate 2019, Opzione donna, ultim’ora Erica D’Adda: ‘gioisco con voi’

Le ultime novità sulla proroga dell’opzione donna arrivano da Erica D’Adda, senatrice Pd nella XVII Legislatura, che ha voluto dedicare sulla propria pagina facebook un post in cui gioisce del risultato ottenuto dalle donne iscritte ai gruppi ‘opzione donna al 2018’ e ‘Movimento opzione donna’. La proroga dell’opzione donna, lo ricordiamo, é ora possibile per quante entro il 31/12/2018 hanno maturato 35 anni di contributi e 58/59 anni a seconda se lavoratrici dipendenti o autonome.

Sotto al post dell’onorevole D’Adda, sono piovuti moltissimi commenti di ringraziamento da parte delle donne che potranno andare in queiscenza, e si é aperto un bel dibattito con quante al momento escluse hanno parlato di opzione donna strutturale o quante pur avendone i requisiti hanno evidenziato che l‘opzione donna costa in termini di sacrifici economici, ma spesso resti l’unica soluzione in una riforma pensioni ancora profondiamente ingiusta per le donne. Eccovi le sue parole e l’interessante dibattito emerso.

Opzione donna, D’Adda: ‘La vostra battaglia anche la mia’

Così D’Adda: “E comunque la proroga di Opzione Donna, la gioia di tante donne che riusciranno ad andare in pensione, non posso non festeggiarla. La loro battaglia che è stata anche la mia, la determinazione, le ansie, lo scoramento e infine il risultato raggiunto sono parte di me. Brave lo dico a loro, soprattutto alle indomite Vania Barboni e Giulia Molinaro.”

Rosanna B: “Erica D’Adda ho presentato la domanda è stata una grande emozione, passo dalla disoccupazione al riconoscimento di un diritto grazie a delle splendide donne”.

Vania Barboni, amministratrice del canale proroga opzione donna al 2018, ha aggiunto: ” Grazie Senatrice , senza il suo sostegno , il suo sopporto ed i suoi consigli non saremmo arrivate a festeggiare questa vittoria . Lei sa quando le donne fanno squadra diventano una vera forza . È stata una lunga battaglia durata oltre 3 anni , la caparbietà e la cocciutaggine hanno avuto la meglio . Un abbraccio “. Poi vi é chi ha fatto notare a Erica D’Adda come in realtà opzione donna seppur una scelta non sia accessibile a molte, pensione troppo bassa calcolata con contributivo, e non vi siano altre opzioni per le donne, troppo spesso penalizzate.

Pensioni anticipate, opzione donna: troppo penalizzante, ingiusta

Paola B: ” È vero per chi può è una ottima soluzione ..rimane il fatto che molte non si possono permettere di perdere una buona fetta di pensione .e non lo trovo giusto neanche per chi se lo può permettere il ruolo delle donne dovrebbe essere migliorato e non penalizzato sia sul lavoro che quando vanno in pensione …ci sono troppe ingiustizie che neanche il #governodelpopolo e riuscito a colmare anzi ..con quota 100 ha ampliato le differenze ..si mandano in pensione persone con 38 anni di lavoro a scapito di chi ne ha 42 ma non ha l’età..Non si è fatta la 9° salvaguardia ..Non si sono tutelati i disoccupati .

Erica D’Adda ha risposto: ” c’è ancora un mondo di cose da fare. Lo so bene. Per quanto riguarda le donne ci siamo organizzate e stiamo cominciando a lavorare, a livello nazionale. Però questo è per me un pezzo di vita, il filo di una battaglia che ho combattuto ma dietro le donne che ci hanno creduto, le vere protagoniste. E quando ho letto i post e i commenti mi sono commossa per il risultato raggiunto. E ho provato una desolazione immensa per chi non ha capito. La vita a volte va gustata sorso per sorso”. Per altri invece penalizzante o meno la proroga resta una scelta, ragione per cui andrebbe data a tutte, la proroga andrebbe resa strutturale.

Pensioni 2019, opzione donna: va resa strutturale

Nunzio S., ha scritto: “Un bel risultato ma bisognerebbe puntare affinché opzione donna diventi un provvedimento strutturale.
Avrei preferito che il provvedimento fosse stato come da promesse elettorali, ma un passo alla volta spero si possa migliorare.

Erica D’Adda, ha così risposto ai desiderata di Nunzio, che forse ha scritto per la moglie, “adesso lascia che chi può si metta a posto. Poi si definiranno i nuovi obiettivi”. Si spera dunque che l’opzione donna possa divenire un’opportunità per tutte le donne di 58/59 anni, penalizzante o meno é pur sempre una libera scelta per chi non ha alternative, l’importante é che sia una scelta ragionata e consapevole, perché sarà, nel bene o nel male, irreversibile.


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Autore dell'articolo: Erica Venditti

Erica Venditti
Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

14 commenti su “Pensioni anticipate 2019, Opzione donna, ultim’ora Erica D’Adda: ‘gioisco con voi’

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    Roberto Guidi

    (4 Febbraio 2019 - 10:21)

    Giuseppe C. E’ proprio per pagare le pensioni come quelle con cui sei andato tu in quiescenza il motivo delle riforme lacrime e sangue di Dini e Monti/Fornero!!! Se avessero studiato un sistema pensionistico più sostenibile almeno 40 anni fa, non ci saremo mai trovati nella situazione di dover apportare continue modifiche (in negativo) che penalizzano solo i futuri pensionandi.

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      Giuseppe C.

      (4 Febbraio 2019 - 22:50)

      Vedo che la favoletta delle “future generazioni” funziona a meraviglia! La mia impressione è che le riforme “lacrime e sangue” siano solo una rivincita ideologica di destra contro il mondo del lavoro e delle conquiste che alcuni lavoratori, in passato, CON LE LORO LOTTE si sono strapagati! E NON LO FECERO SOLO PER LORO MA ANCHE PER LE FUTURE GENERAZIONI, IN QUESTO CASO VERAMENTE! Però, se i “sapientini” non CONTINUANO A LOTTARE ma se la prendono con chi lo ha fatto, ma se “i sapientini” votano per il “reddito di cittadinanza” (più comodo?) invece che per IL DIRITTO AL LAVORO SANCITO DALLA COSTITUZIONE, se “i sapientini” cadono nella trappola dell'”Impera et divide”, della guerra tra poveri ingenerata da chi, non VOLENDO, o NON SAPENDO, fare politiche atte a creare lavoro preferisce mettere gli uni contro gli altri, giovano contro anziani, pensionati a retributivo (giusto perché se io anticipo per quaranta anni i miei soldi allo Stato ho diritto a ricevere un guadagno, come fanno banche e finanziarie che chiedono interessi quando erogano un prestito, e CIO’ NON E’ UN PRIVILEGIO MA UN DIRITTO, contrariamente al contributivo che ridà solo quanto versato e senza interessi: e allora perché dover attendere tot anni di età e di servizio, se si riprende solo quanto versato?) contro giovani a contributivo, determinati lavori contro altri, in pratica “tutti contro tutti”,i “sapientini” si ritroveranno senza pensione: anche perché: “NO LAVORO, NO CONTRIBUTI, NO PENSIONE;
      soprattutto se il lavoro è discontinuo, sottopagato e magari in nero; invece di prendervela con chi ha avuto la normalità,
      “lavoro, a tempo indeterminato e ben retribuito, contributi, pensione” prendetevela con chi tale normalità ve la nega e indirizza verso l’obbiettivo sbagliato la vostra rabbia (e, forse, ingiustificata invidia… sociale).
      Prendetela come volete… Io la pensione me lo sono strapagata PAGANDOLA PER LA GENERAZIONE PRECEDENTE, COME SEMPRE ACCADUTO, SCORDATEVI CHE LA PAGHI ANCHE PER LA GENERAZIONE SUCCESSIVA futura; funziona all’incontrario: E’ LA FUTURA GENERAZIONE CHE DEVE PAGARE PER LA PRECEDENTE, COME SEMPRE ACCADUTO!
      Auguri di… buona lotta, se vi va! Altrimenti raccogliete ciò che seminate.
      Come direbbe il nostro: “Ve la meritate la legge Fornero…!”.
      Dimenticavo:
      “Non vedo perché dovrei preoccuparmi delle future generazioni; in fondo, loro, cosa hanno fatto per me?” Woody Allen.

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      Giuseppe C.

      (5 Febbraio 2019 - 18:13)

      Secondo Lei “più sostenibile” che significa? Che io pago ogni mese i contributi per continuare a lavorare finché campo e per assicurare l’Assistenza a quelli che non hanno o mai, o solo saltuariamente e, forse, in nero, lavorato e quasi mai versato e per questo prenderanno loro quella pensione che io ho pagato usufruendone per un fuggente, forse, attimo? Questo è sostenibile, per Lei? Forse è sostenibile che uno lavori e paghi per un altro? Lavorare tuta la vita o quasi e pagare contributi ogni mese per “regalare” soldi a chi non lavora, suo malgrado o meno? Per regalare reddito e pensione di cittadinanza a chi la sera, magari, fa la movida con la pensione di nonno e papà, finché queste non saranno tagliate del tutto e finché questi camperanno?
      Se permette, separare la Previdenza dall’Assistenza e mettere quest’ultima, come negli altri Paesi, a carico della fiscalità generale e non dei soldi altrui che i lavoratori vorrebbero versare per la LORO pensione!

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    Simonetta

    (3 Febbraio 2019 - 18:52)

    Sono felice per chi rientra in opzione 2018 2019.. io sono del 63 ho gia 35 anni di lavoro… mi auguro che non ci si fermi qui.. ma che diventi strutturale.. e’ un diritto di tutte.. penalizzante certo.. ma io ho figlia invalida e x lei legge 104.. non posso piu lavorare.. SRUTTURALE!

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    Antonella Tammone

    (3 Febbraio 2019 - 7:11)

    Vorrei sapere x le donne del 1961 rientrano o no?

      Erica Venditti

      Erica Venditti

      (3 Febbraio 2019 - 22:37)

      Al momento no!

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    zorica

    (2 Febbraio 2019 - 23:58)

    Penalizzare con meno % donne con difficoltà …single,malate..con invalidita…con isee basa…quelle che acudiscono i familiari malati,i genitori vecchi….

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    Roberta

    (2 Febbraio 2019 - 17:29)

    Ho i 35 anni di contributi di cui 29 da dipendente e lo sono tuttora ho avuto una parentesi di 6 anni come artigiana 20 anni fa….e mi son sentita dire dall’inps che non posso usufruire di OD perchè dovevo avere 59 anni fatti entro il 31/12/2018….ma perchè vengo considerata autonoma?????

      Erica Venditti

      Erica Venditti

      (3 Febbraio 2019 - 22:38)

      Roberta basta anche 1 solo giorno da autonoma per dover raghiungere i requisiti di tale categoria. La legge purtroppo sancisce questo.

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    Nadia

    (2 Febbraio 2019 - 15:45)

    Un miglioramento possibile è un emendamento della data raggiungimento requisiti Opzione Donna al 31.12.2019 che includa anche le nate nel 1961. Lo chiediamo alle donne che ci rappresentano nel governo del cambiamento. Grazie!

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    riccardo

    (2 Febbraio 2019 - 15:07)

    Vedo che molti si stupiscono del fatto che la pensione sia percentualmente molto diversa dall’ultimo stipendio. Nel regime retributivo ( fino al 2011, dopo siamo tutti contributivi ) le pensione valeva il 2% per ogni anno di lavoro; quindi ad esempio dopo 42 anni l’ 84% dell’ultimo stipendio; poichè tutti abbiamo una parte di contributivo raggiungere l’ 80% è oggi praticamente un sogno. Credo che anche i pochi retributivi ( 18 anni lavorati a fine 1995 ) siano oggi sul 70% dell’ultima retribuzione. Ancora peggio per chi è nel regime misto e qui il calcolo è ancora più complesso ma penso non arrivi a superare il 60%.
    Opzione donna prevede il calcolo interamente contributivo e pertanto taglia decisamente la percentuale, direi anche sotto al 50% dell’ultimo stipendio. Questo a fronte di un guadagno notevole in termini di anni ( non ) lavorati. Come dice il nome è un opzione e quindi va scelta in ragione delle situazioni personali; certo chi ha un lavoro gratificante, carichi familiari accettabili e una buona salute fa bene a rinunciarvi.
    Questi dati che ho riportato sono valori medi; ognuno fa bene a farsi fare le simulazioni ad hoc dal patronato perchè ogni situazione è diversa dall’altra e generalizzare è impossibile

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    Giuseppe C.

    (2 Febbraio 2019 - 13:36)

    Sulle foto che pubblicate ridono tutti ma… i pensionandi siete sicuri che ridano anche loro?

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    Giuseppe C.

    (2 Febbraio 2019 - 13:34)

    Mi sembra che, per chi conosca la vita reale, ci sia poco da gioire!

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    Giuseppe C.

    (2 Febbraio 2019 - 13:10)

    Non riesco a vedere come una vittoria per cui gioire “Il piegarsi” ad ottenere di poter andare in pensione altamente penalizzate con regole che, fino a pochi anni fa, consentivano il pensionamento ad assegno pieno, pari all’ultimo stipendio (come nel mio caso, nel 2007: 58 e 35 e assegno pari all’ultimo stipendio, euro più, euro meno).
    Se questa è una vittoria per cui gioire… A me sembra una sconfitta e un “piegarsi”a sottostare ad un qualcosa che, anche se “non è un ricatto”, gli somiglia molto; forse, più che per disperazione, ne usufruiranno Signore che, avendo coniugi molto benestanti, lavoravano “tanto per tenersi occupate”?
    Ma, io, solo per principio, avrei resistito e, semmai, lottato per ripristinare, VERAMENTE, E NON CON QUOTA 100 E SIMILARI, LE REGOLE PIU’ UMANE CON LE QUALI TANTI, COME ME, SONO ANDATI IN PENSIONE!
    MAI REGALEREI I MIEI DIRITTI E I MIEI SOLDI, DA QUESTI DERIVANTI, A COSTO DI MORIRE SUL POSTO DI LAVORO! AVREI PREFERITO FAR RISULTARE DI ESSER STATO DEPREDATO DI UN DIRITTO, COSA CHE AVREBBE ADDITATO QUALE DEMOCRAZIA, IN CAMPO DI “DIRITTI” ALLO STATO SOCIALE, VIGE NEL NOSTRO PAESE!

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