Pensioni anticipate 2019, ultime quota 100: decorrenza assegno, domanda, finestre

Dopo l’approvazione del decreto che contiene la misura di uscita anticipata con quota 100, sul sito ci arrivano continue richieste di chiarimenti su fienstre, decorrenza assegno e sulla presentazione della domanda.

Come abbiamo fatto ieri per l’opzione donna, eccoci a fare un piccolo sunto a partire da una domanda che ci ha posto un nostro lettore, nella speranza di chiarire un pò le idee.

Pensioni anticipata, ho maturato i requisiti entro il 31/12 quando esco?

Così Luigi: “Ho i requisiti per accedere a quota cento già alla data del 31/12/2018. Le notizie che leggo dai mass media non sono del tutto chiare, sembra che il decreto ognuno lo interpreta a modo suo. Domanda : cosa significa che si consegue il diritto a partire dal mese di agosto. Di che cosa parliamo, Diritto di ricevere la pensione dal mese di agosto avendo presentato la domanda a gennaio (se il decreto viene pubblicato a giorni), oppure cosa, non si capisce un bel niente. Sembra un mosaico con pezzi ancora da decifrare. Grazie se qualcuno mi può dare una risposta certa”

Per prima cosa va detto che si attendono le disposizioni tecniche e le istruzioni operative, la domanda dovrebbe poter essere presentata a febbraio e la prima uscita utile dal lavoro é prevista dal 1 aprile 2019 per tutti i dipendenti privati che hanno maturato i 62 anni d’età e i 38 di contributi entro lo scorso 31/12. Per i dipendenti pubblici la finestra mobile non sarà trimestrale come per i privati ma semestrale, ragione per cui come diceva il nostro lettore si dovrà attendere il 1 agosto 2019. Data dalla quale però sarà possibile, giacché la finestra di 6 mesi risulterà ‘scontata’, fruire del 1°rateo pensionistcio senza arretrati. La ragione per cui si sono previsti tempi più lunghi per i dipendenti pubblici é determinata dalla necessità di evitare un improvviso svuotamento di uffici e comparti della Pubblica amministrazione. Inoltre proprio per far sì che l’amminsitrazione sappia con largo anticipo della decisione del dipendnete di optare per quota 100 é stato introdotto l’obbligo di preavviso semestrale. Ragione per cui per poter accedere alla pensione non appena trascorsi i 6 mesi dal raggiungimento dei requisiti, é bene che si faccia la domanda anche prima del raggiungimento dei 62 anni e 38 di contributi. Se per i dipendneti pubblici pare scontato, dato il preavviso, per i dipendenti pubblici la domanda che spesso ci sentiamo fare é ma nel lasso di tempo che intercorre tra la maturazion dei requisiti e il 1° rateo utile si può lavorare?

Pensioni 2019, si può lavorare aspettando il 1° rateo?

Nel caso dei dipendenti pubblici é bene ricordare che nel periodo che intercorre tra la maturazione del requisito ed il primo rateo pensionistcio, ossia la finestra mobile, si può decidere liberamente se continuare a lavorare oppure se smettere. Il requisito contributivo necessario é già raggiunto, dunque il dipendente può scegliere se continuare a lavorare per altri 3 mesi e percepire lo stipendio al fine di arrivare poi subito alla data in cui percepirà la pensione, oppure ritirarsi ed attendere 3 mesi di decorrenza senza percepire stipendio e pensione. Il 1° rateo ad aprile, per chi ha raggiunto i requisiti entro il 31/12/2018 , non prevedrà infatti gli arretrati.

La pensione decorre, indipendentemente dal fatto che si faccia o meno la domanda, a tutti gli effetti 3 mesi dopo per i dipendenti privati , e 6 per i dipendenti pubblici dal momento in cui si maturano i requisiti. Quindi per i pubblici il preavviso di 6 mesi porta in automatico il dipendente a dover lavorare fino alla data di decorrenza della pensione, per il dipendente privato resta una scelta. Cosa accade per il comprato scuola?

Pensioni 2019, quota 100 per il comparto scuola, quando la domanda?

Per i dipendenti del comparto scuola, la pensione decorre dal 1 settembre 2019, come per le altre forme di quiescenza in essere. In questo caso specifico la domanda per poter accedere all’uscita anticipata con quota 100 va presentata entro il 28 febbraio 2019. La domanda può essere presentata da quanti compiono 62 anni d’età e 38 di contributi entro il 31/12/2019.

Ricapitolando per i dipendenti privati la finestra mobile si aprirà dopo tre mesi dalla data di raggiungimento dei requisiti, per i dipendenti pubblici il decretone stabilisce che la domanda di collocamento a riposo deve essere presentata all’amministrazione di appartenenza con preavviso di 6 mesi, la finestra si apre dopo 6 mesi dalla data di maturazione dei requisiti. Per i dipendenti del comparto scuola vi sarà 1 sola finestra. Fateci sapere se avete trovato utile l’articolo o se avete altri dubbi.


Condividi l'articolo o lascia un mi piace!
Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

26 pensieri riguardo “Pensioni anticipate 2019, ultime quota 100: decorrenza assegno, domanda, finestre

  • Avatar
    25 Gennaio 2019 in 1:39
    Permalink

    Compio 62 il 22/8/2019 , ex dipendente privato , ho 41 e due mesi di contributi, quando scatta la data pensione ? Grazie mille per la sua pazienza.

    Rispondi
    • Erica Venditti
      25 Gennaio 2019 in 12:34
      Permalink

      Per Aderire alla quota 100 deve compiere i 62 anni, dunque dovrà attendere il 22 agosto e poi potrà fare domanda, dopo tre mesi dalla stessa, finestra trimestrale, percepirà il primo rateo pensionistico. Direi che per dicembre 2019 dovrebbe avere la pensione.

      Rispondi
  • Avatar
    25 Gennaio 2019 in 1:35
    Permalink

    Compio 62 il 22agosto, ho 41 anni e due mesi di contributi , quale ex dipendente.privato quale dovrebbe essere l’inizio della pensione vera e propria , trascorsi i tre mesi ?? Grazie bengentile x la risposta.

    Rispondi
    • Avatar
      30 Aprile 2019 in 15:14
      Permalink

      Salve ho inoltrato domanda quota 100 a gennaio 2019 disoccupato in azienda privata,ma ad oggi ancora nessuna risposta dall,inps!!!! Mi può aiutare?a capire sul sito inps mi dice sempre in lavorazione?

      Rispondi
      • Erica Venditti
        30 Aprile 2019 in 16:07
        Permalink

        Purtroppo Antonio non abbiamo accesso ai portali Inps, per queste cose dovete rivolgervi al Patronato. L’unico riferimento in tal senso che posso darle é quello di contattare Domenico Cosentino, Presidente del Patronato Inapi, iscriversi alla sua pagina facebook ‘l’esperto previdenziale risponde, e scriverle o sulla pagina o in privato su messanger se può prendersi la briga di controllare, se le fornisce i suoi dati personali in pvt, la sua posizione. Più di così non posso aiutarla, mi spiace.

        Rispondi
  • Avatar
    22 Gennaio 2019 in 20:30
    Permalink

    Intanto ringrazio Erica per aver illustrato e dato risposta ai tanti dubbi sulle cosiddette finestre. Come può un dipendente pubblico che ha già maturato i requisiti presentare domanda se a tutt’oggi il decreto ancora non è stato pubblicato sulla GU, quindi non in vigore, tantomeno le istruzioni operative, come evidenziato da Erica. Alla fine la montagna ha partorito il topolino, speriamo che non finisce in bocca al gatto. È tanto difficile per i tecnici ministeriali dare un’accelerazione alla pubblicazione del decreto. Caro Luigi e Matteo, fatevi sentire, si ha l’impressione che dopo l’approvazione del decreto da parte del CDM è tutto fatto. Un saluto a tutti.

    Rispondi
    • Erica Venditti
      23 Gennaio 2019 in 14:23
      Permalink

      Grazie a lei Luigi per la stima, attendiamo tutti con trepidazione l’emanazione del decreto in Gu per poterlo finalmente leggere e sviscerare :-). Nel mentre se avesse modo le chiederei gentilmente di sostenerci attraverso una piccola donazione, al momento abbiamo pensato a due modalità: accedere a questo link : https://paypal.me/ericavenditti , oppure con un bonifico bancario su Istituto Bancario: Fineco Bank IBAN: IT82D0301503200000005830165 intestato a: Erica Venditti. Si tratterebbe, nel caso le fpsse possibile, di un piccolo gesto , ma che per noi varrebbe molto e ci permetterebbe di continuare a dedicare il giusto tempo a tutte le categorie più disagiate.

      Rispondi
  • Avatar
    22 Gennaio 2019 in 19:05
    Permalink

    apprendo che l’aspettativa di vita per il 2019 con decreto attuativo(retroattivo) rimarrà 42 anni e 10 mesi.
    raggiungo i 42 Anni e 10 mesi a fine Marzo,Quando potrò fare domanda per la pensione? e se si ci sono finestre perchè sia erogata?
    Grazie

    Rispondi
    • Erica Venditti
      23 Gennaio 2019 in 14:27
      Permalink

      Maurizio abbiamo pubblicato ieri un arricolo sulle finestre per poter veder erogata la pensione. In ogni caso l’aspettativa di vita resta a 42 anni e 10 mesi, si attende il decreto in Gu altrimenti difficle poter fare domanda, in ogni caso la finestra da scontare é di 3 mesi. Se li ha già raggiunti entro il 31/12/2018 percepirà la pensione ad aprile, prima finestra utile. Nel mentre può anche deciedere di continure a lavorare fino a 43 anni e 1 mese al fine di non avere un buco salariale di 3 mesi, sconterà così la sua fienstra sul lavoro e potrà poi percepire la pensione subito, avendo già 43 anni e 1 mese. Legga l’articolo sul sito scritto di mio pugno, sono certa che ne trarrà molto beneficio. Maurizio Se avesse trovato utile la risposta e trovasse interessante il sito le chiederei gentilmente di sostenerci attraverso una donazione, al momento abbiamo pensato a due modalità: accedere a questo link : https://paypal.me/ericavenditti , oppure con un bonifico bancario su Istituto Bancario: Fineco Bank IBAN: IT82D0301503200000005830165 intestato a: Erica Venditti. Si tratterebbe, nel caso le fpsse possibile, di un piccolo gesto , ma che per noi varrebbe molto e ci permetterebbe di continuare a dedicare il giusto tempo a tutte le categorie più disagiate.

      Rispondi
    • Avatar
      28 Gennaio 2019 in 13:18
      Permalink

      COMPIRO’ 62 ANNI IL 27 FEBBRAIO 2019 ED HO GIA’ 38 DI CONTRIBUTI, SONO DIPENDENTE PUBBLICA….QUANDO ANDRO’ IN PENSIONE? e QUANDO DOVRO’ FARNE RICHIESTA AL PATRONATO?

      Rispondi
      • Erica Venditti
        29 Gennaio 2019 in 12:11
        Permalink

        Antonietta per poter fare richiesta della quota 100 deve avere già 62 anni d’età, oltre ai 38 di contributi, deve dunque aspettare di maturare entrambi i rquisiti. Dopodiché dovrà dare un preavviso di 6 mesi essendo dipendente pubblica, che coinciderà con il priodo di decorrenza /finestra pari a 6 mesi, dopo la quale prenderà il primo rateo .

        Rispondi
  • Avatar
    22 Gennaio 2019 in 16:36
    Permalink

    Buonasera,

    io i requisiti per la quota 100 (38+62) li raggiungerò i primi di novembre 2019. Sono una dipendente statale. Quanto tempo prima dovrei avvertire la mia amministrazione. La domanda di pensione la potrò fare solo dalla metà di novembre 2019?
    Un consiglio, mi conviene già interpellare un patronato per il conteggio dei contributi e della eventuale pensione mensile? Ringrazio per la risposta.

    Rispondi
    • Erica Venditti
      22 Gennaio 2019 in 16:50
      Permalink

      Loredana come detto nell’articolo deve avevrtire almeno 6 mesi prima delle sue intenzioni, ragione per cui se raggiunge i requisiti a novembre 2019, può fare domanda magari ad ottobre così poi é certa che partano subito i 6 mesi di preavviso/finestra. Cmq non oltre novembre altrimenti poi le tocca stare al lavoro anche oltre la decorrenza della finestra. Se vuole può già sentire il patronato, ma chiaramente questa é una sua scelta, prima si informa prima sa se le conviene uscire con la quota 100. Nel mentre Loredana se trova utili i nostri articoli e apprezza inl nostro lavoro di informazione le chiederei, qualora le fosse possibile, di sostenere il nostro sito attraverso una donazione. Per farlo abbiamo pensato a due modalità: accedere a questo link : https://paypal.me/ericavenditti , oppure con un bonifico bancario su Istituto Bancario: Fineco Bank IBAN: IT82D0301503200000005830165 intestato a: Erica Venditti. Si tratterebbe, nel caso le fpsse possibile, di un piccolo gesto , ma che per noi varrebbe molto e ci permetterebbe di continuare a dedicare il giusto tempo a tutte le categorie più disagiate.

      Rispondi
  • Avatar
    22 Gennaio 2019 in 15:47
    Permalink

    Ho maturato i requisiti al 31/12/2018. Sono un dipendente pubblico che però ha smesso di lavorare nel 2013. Devo aspettare comunque la finestra dei sei mesi o posso usufruire di quella di aprile? Grazie

    Rispondi
    • Erica Venditti
      22 Gennaio 2019 in 16:10
      Permalink

      Paolo bella domanda mi verrebbe da dire….a rigor di logica se ha maturato i requisiti dovrebbe poter andare con la prima finestra, ma giacché é comunque considerato dipendente pubblico temo le tocchi aspettare i 6 mesi ugualmente. La certezza, mi creda, però non la posseggo, la invito dunque ad informarsi presso l’Inps di competenza e poi fornire anche a noi questa perla aggiuntiva, affinché ci sia possibile rendere noto ai nostri lettori, eventuali regole differenti per dipendneti pubblici che non lavorano più. Grazie molte se vorrà informarci in tal senso. Erica

      Rispondi
  • Avatar
    22 Gennaio 2019 in 15:47
    Permalink

    Buongiorno, un chiarimento la quota 100 si raggiunge anche con 63 anni e 37 di contributi, o la quota minima di contributi e 38 anni.
    Grazie

    Rispondi
    • Erica Venditti
      22 Gennaio 2019 in 16:11
      Permalink

      Salvatore purtoppo due sono i requisiti imprescindibili per poter optare per quota 100, avere 62 anni d’età e 38 di contributi minimi. Nessuna altra combinazione al ribasso, rispetto ad uno dei due requisiti, é possibile, sebbene la somma dia comunque 100.

      Rispondi
  • Avatar
    22 Gennaio 2019 in 14:25
    Permalink

    Sono un pubblico dipendente che al 21/01/2019 ha raggiunto i requisiti previsti dalla normativa denominata “quota 100”. Il decreto legge da pubblicare in G.U. contiene, a mio avviso, alcune criticità. Infatti, qualora il decreto entrasse in vigore in data 25/01/2019 (pubblicazione in G.U.), si avrebbe che i dipendenti che raggiungono i requisiti dal 26 al 30 gennaio potrebbero andare in pensione anche prima dell’1 agosto (cioè dopo i sei mesi previsti). Inoltre, spero proprio che si possa fare subito la domanda di pensione senza attendere le paventate circolari esplicative INPS. Diversamente, infatti, la data di decorrenza del 01/08/2019 me la posso tranquillamente “sognare”.

    Rispondi
  • Avatar
    22 Gennaio 2019 in 13:53
    Permalink

    …….La pensione decorre, indipendentemente dal fatto che si faccia o meno la domanda, a tutti gli effetti 3 mesi dopo per i dipendenti privati ……. MA IN QUESTI 3 MESI IO POSSO O MENO LAVORARE ?????????

    Rispondi
    • Erica Venditti
      22 Gennaio 2019 in 14:49
      Permalink

      RENATO SI lo abbiamo detto in mille modi, il dipendete privato può scegliere se lavorare e percipe lo stipendio in attesa della finestra mobile, oppure andare subito in pensione e percepire il primo rateo dopo 3 mesi senza arretrati, dunque ha un buco di tre mesi, chi può permetterselo sceglie di stare a casa, gli altri possono lavorare. Per il dipendente pubblico essendoci l’obbligo di preavviso di 6 mesi, va da sé che il dipendente deve lavorare fino ad arrivare alla finestra che scatta dopo 6 mesi. Spero ora sia più chiaro. La frase voleva giusto dire questo se lei continua a lavorare e NON FA DOMANDA in quei tre mesi in ogni caso sta già scontando la sua finestra mobile, quando farà domanda potrà subito andare in pensione e percpirla dal giorno dopo.

      Rispondi
  • Avatar
    22 Gennaio 2019 in 13:04
    Permalink

    C’è qualcosa che non mi torna
    Si può lavorare aspettando il primo rateo.quindi devi pagare proprio per niente le trattenute inps che per il lavoratore non avranno più alcun valore per il contributivo visto che stai solo aspettando i tre mesi punitivi.secondo me non è corretto!

    Rispondi
    • Erica Venditti
      22 Gennaio 2019 in 13:50
      Permalink

      Il dipendente continua a pagare il datore di lavoro, a lei cambia nulla, l’autonomo non é tenuto a versare i contributi. Noi abbiamo inteso così

      Rispondi
      • Avatar
        22 Gennaio 2019 in 14:21
        Permalink

        Ho capito che per il dipendente paga il datore ….a lei non cambia nulla..
        Non è vero….questa è un furto legalizzato noi dipendenti paghiamo sul lordo circa il 33 % all inps con il discorso che maturiamo i contributi …..ma se ora sei in pensione cosa li paghi a fare? Per 3 mesi
        Esempio su 2500 lordi ogni mese se ne vanno all inps circa 800 euri moltiplica per 3=2400 euri sbattiti e regalati a boeri!

        Rispondi
        • Erica Venditti
          22 Gennaio 2019 in 14:46
          Permalink

          Certo Giampiero non discutevo sul suo ragionamento, ma sul fatto che gli autonomi non saranno tenuti a versare, il dipendente credo invece non possa esserne esente.

          Rispondi
        • Avatar
          22 Gennaio 2019 in 15:52
          Permalink

          buongiorno, scusi, chiedo:
          secondo lei gli autonomi potranno rimanere titolari di azienda artigiana se il loro reddito non supera i 5000,00 euro??
          grazie

          Rispondi
          • Erica Venditti
            22 Gennaio 2019 in 16:13
            Permalink

            Non saprei Osanna per casi specifici come questo vi prego di rivolgervi direttamente all’Inps di competenza, lungi da me darvi risposte approssimative o peggio ancora indurvi in errore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *