Pensioni anticipate 2019, ultimissime Boeri: spunta l’uscita con penalità contributiva

Le ultime novità sulle pensioni anticipate ad oggi 18 novembre giungono da Tito Boeri che proprio in questi giorni mentre molti attendono di comprendere se qualche emendamento depositato potrà portare migliorie alla legge di bilancio 2020 e soprattutto al capitolo pensioni, propone l’uscita anticipata con penalizzazione.

Boeri non si é mai detto pro quota 100, che a suo dire ha ‘sprecato’ molte risorse che si sarebbero potute spendere in maniera differente, ma sostiene altresì che oggi la misura ha creato un grosso problema, se dovesse venire interrotta prima si andrebbe incontro ad un nuovo ‘nodo ‘esodati, se si attendesse la naturale scadenza vi sarebbe il problema dello scalone. Ecco allora la sua proposta.

Pensioni 2019, Boeri: uscita flessibile con contributivo

L’ex Presidente dell’Inps Tito Boeri, a margine di un convegno a Milano, é intervenuto proprio su Quota 100 spiegandone i limiti, i costi e soprattutto i possibili effetti sia nel caso di un’interruzione brusca prima del 2021, sia nel caso la misura giunga a scadenza naturale. Si tratta, sostiene , di un provvedimento “estremamente costoso, che sottrae risorse per ridurre la pressione fiscale sul lavoro, che spinge la politica economica verso il non lavoro”.

Intervistato da Alanews.it, Boeri, così come aveva fatto nei giorni scorsi su Repubblica, ha lanciato la sua nuova proposta di riforma pensioni. Occorrerebbe a suo dire un’uscita flessibile, per evitare il famoso scalone post 2021, ma che contenga in sé la regola del sistema contributivo. Un’uscita anticipata, dunque, con penalità contributiva, potremmo definirla. Vediamo a cosa andrebbero incontro i lavoratori con la proposta che vorrebbe vedere attuata l’ex Presidente dell’Inps.

Pensioni 2020, Boeri: chi sceglie di uscire assegno totalmente contributivo

Così Boeri “Io credo che bisogna trovare un’altra soluzione, che è quella di un’uscita flessibile con la regola del sistema contributivo. Dunque si permette alle persone di andare in pensione prima, però applicando anche alla quota retributiva delle pensioni le riduzioni attuariali che sono previste per la parte contributiva”.

In sintesi si tratterebbe di permettere alle persone di poter andare in pensione anzitempo ma con un assegno calcolato interamente col contributivo, ora non si conoscono i dettagli della misura e dunque l’età da cui tale possibilità d’uscita potrebbe essere concessa, ma il metodo suggerito da Boeri, ricorda da vicino il prezzo piuttosto alto, seppur consapevole, a cui stanno andando incontro le donne che optano per la pensione con opzione donna. Si tratterebbe infatti esattamente come capita per le donne, di poter uscire prima, se lo si desidera, a patto di veder ricalcolato il proprio assegno interamente su base contributiva.

I lavoratori, e dunque voi che ci leggete, sareste disposti pur di andare in pensione qualche anno prima ad accettare un assegno interamente calcolato col contributivo? Fatecelo sapere, come sempre, nell’apposita sezione commenti.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

18 pensieri riguardo “Pensioni anticipate 2019, ultimissime Boeri: spunta l’uscita con penalità contributiva

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    22 Novembre 2019 in 11:30
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    Dopo aver sulle spalle 40 anni di contributi versati e 61 anni di età dovrei scegliere ” volontariamente ” di lasciare il lavoro e farmi massacrare da un calcolo interamente contributivo? Ma scherziamo? se volevo una cosa del genere potevo già andarmene anni fa scegliendo “Opzione Donna”, ma non mi posso permettere neanche lontanamente una decurtazione simile. E se arrivano a una soluzione così pesante di sicuro saranno in pochi ad aderire. Specie chi ha già tanti anni di contributi. Ma non hanno altro da fare che pensare sempre a come alleggerirci le tasche? Già così dobbiamo regolarci ogni mese per gestire stipendi non certo sostanziosi. Chi potrebbe vivere dignitosamente accettando tagli del 30% e oltre. Fate una cosa saggia invece, approvate quota 41 x tutti che è la soluzione più giusta ed equa e non si fanno torti a nessuno. O pensate che 41 anni siano troppo pochi per farci godere finalmente di un po riposo meritato??

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    19 Novembre 2019 in 14:46
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    Basta vedere tutti quelli che sono usciti dalla bocconi e hanno governato questo paese che fine ci hanno fatto fare.. Per piacere boeri ritirati e fai il professorino a 10000€ al mese non ti occupare più di previdenza che non è il tuo mestiere.. Di danni ne hai fatto già abbastanza..

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      23 Novembre 2019 in 10:45
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      Il signor Boeri ha probabilmente, dico probabilmente, uno stipendio molto piú alto per permettersi di esporre una tale soluzione con solo contributivo e massacrare chi ha giã lavorato per 40 anni!!! I miei complimenti

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    19 Novembre 2019 in 5:07
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    NO OBBLIGO MA LIBERTA’ DI SCELTA DIRITTO DI DECIDERE DI ANDATE IN PENSIONE PRIMA CON PENALIZZAZIONE. LIBERTA’ DI SCELTA. AMERICO

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    18 Novembre 2019 in 19:31
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    Nelle aziende in cui sono stato (e sono state moltissime) chi non condivide la linea di condotta del top management (chi non si “allinea”) e, anzi, si mette di traverso, viene progressivamente isolato, emarginato, espulso.
    A volte, per ragioni di “umanità” (ma si fa per dire) si creano delle aree specifiche spesso chiamate col nome assai generico di “Progetti Speciali” dove allocare la “preziosa” (ma si fa per dire) risorsa di cui l’azienda non può fare a meno. In pratica, sono dei veri e propri “cimiteri degli elefanti” (come si dice rozzamente in gergo aziendale) in cui il personaggio scomodo viene parcheggiato senza far niente in attesa che rassegni “volontariamente” (si fa per dire) le proprie dimissioni (forse non è noto in giro, ma le aziende sanno essere a volte piuttosto crude e crudeli).
    Tutta l’Italia (e forse in Europa chi conosce l’italiano) conosce le posizioni di Tito Boeri. Un vero e proprio bastian contrario, ostinato sostenitore di un’idea contraria a quella della maggioranza di Governo. Insomma, una vera spina nel fianco del Governo.
    Tito Boeri tre volte perdente: isolato, emarginato, espulso. Ma con onore (insomma, con le solite parole di circostanza, ringraziandolo per il servizio reso allo Stato, eccetera, eccetera, eccetera – è stato, in fin dei conti , nel bene e nel male pur sempre un servitore dello Stato e questo merito deve essergli riconosciuto).
    Quindi ora taccia, e si rassegni a parlare soltanto agli studenti dell’Università Bocconi.

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    18 Novembre 2019 in 19:14
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    Quando si parla o si vuole fare una riforma pensionistica seria dobbiamo pensare a tutte le generazioni compreso quelle future altrimenti è come se si dicesse noi abbiamo mangiato degli altri che ce frega quindi cari politici meditate prima di pronunciarvi purtroppo mi sembra di capire che le nuove generazioni dovranno versare un fiume di contributi pari a 43/45anni ed una età non inferiore ai 68/70anni complimenti se la media vita in Italia è pari a 80 anni per gli uomini ed 84 per le donne come fate a convincerci a versare per più di 43anni di contributi per goderci la pensione al massimo per 10/15 anni??? Meditate prima di fare o dire stupidaggini grazie

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    18 Novembre 2019 in 17:39
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    BOERI HA PARLATO MOLTO DA DIRETTORE INPS . ORA SI TACCIA E’ STATO SOSTITUITO DA TEMPO.

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    18 Novembre 2019 in 16:19
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    Personalmente sono favorevolissimo alla possibilità di un’uscita anticipata, anche se questa comporta il calcolo contributivo dell’assegno pensionistico, poiché trattandosi appunto di una possibilità e non di un obbligo può aderirvi chi lo desidera. Ritengo che la soluzione migliore per dare flessibilità al sistema sia quella di stabilire una finestra di età compresa tra i 58 e i 67 anni e ognuno sceglie quando vuole smettere di lavorare, a patto appunto di accettare il calcolo contributivo. L’età di accesso non deve essere eccessivamente elevata per consentire anche a chi ha cominciato a lavorare in giovane età di potervi accedere, e 58 inoltre è l’età richiesta dell’opzione donna, quindi in questo modo si potrebbe ricomprendere questa opzione all’interno di questa nuova soluzione con in più il vantaggio che viene anche eliminato il vincolo dei 35 anni di contributi minimi necessari.

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    18 Novembre 2019 in 16:04
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    Potrebbe essere una buona idea se l’ uscita anticipata con penalizzazione partisse alla scadenza naturale di quota100, cioè dal gennaio 2022.

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    18 Novembre 2019 in 15:37
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    in quasi tutti i paesi Europei a 63 anni si può scegliere di andare in pensione, con piccola penalità fino all’età di circa 66 anni, per poi prendere il giusto dovuto perché meritato… uguale per TUTTI Politici Direttori, ecc… senza buona uscita milionaria a chi non la merita…

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    18 Novembre 2019 in 15:33
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    Questo Boero è un dritto, ma talmente dritto che, come dicono dalle mie parti, se si mette insieme ad un altro come lui formano un cerchio.
    Va da se che proporre una uscita anticipata che comporti una penalizzazione sull’assegno pensionistico dell’ordine di almeno il 30% equivale in pratica a negare la possibilità di pensionarsi qualche anno prima.
    Vero che è quanto succede per la opzione donna, ma le signore che si ritirano prima dei 60 con assegni così leggeri hanno alle spalle un marito con un reddito adeguato, a sostenere comunque la famiglia.
    Non mi pare che sia una situazione proponibile per un uomo, e chiamatemi pure maschilista.
    Molto più valida la proposta di simile tenore avanzata di recente da Damiano che, molto più intelligente e coerente del Boero, propone una penalizzazione, che pure ci deve essere, di un 2% per ogni anno di anticipo. Insomma: o proponi una cosa accettabile, oppure sono solo inutili sparate.
    QUOTA 100 FOREVER!

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      19 Novembre 2019 in 5:04
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      Come hai giustamente detto tu la penalizzazione deve essere progressiva ma sostenibile, tipo punto un 2% per anno di anticipo, massimo 10 anni, il che porterebbe ad una decurtazione del 20% che è molto ma può essere accettabile.
      Il problema però rimane quello della progressiva sostituzione del regime misto con quello contributivo puro che determina una penalizzazione veramente importante! Non è accettabile per le generazioni future che vanno in pensione sia la penalizzazione del contributivo puro che la decurtazione per l’anticipo.
      Va trovata una formula, magari che si modifica nel tempo, ma che sia da una parte sostenibile come costi e dall’altra che sia “umana” verso coloro che hanno lavorato 40 e più anni.

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    18 Novembre 2019 in 15:12
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    Quindi caro Boeri suggeriresti all’interno della vigenza di una medesima legge di valenza triennale, una modifica creando una disparità di trattamenti; chi è già uscito nel corso del 2019 un trattamento (misto) rispetto a chi dovrà uscire nel 2020 e 2021 (contributivo). Non voglio esprimere giudizi altrimenti rischierei grosso, ma sposo volentieri il pensiero espresso in modo fin troppo elegante poco fa da Franco. Stop.

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    18 Novembre 2019 in 14:28
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    Prevedere una libera scelta in uscita sarebbe interessante. Ognuno ha la sua storia, e poter scegliere quando ritirarsi, anche accettando penalizzazioni economiche, potrebbe rappresentare comunque una possibilità.

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    18 Novembre 2019 in 14:11
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    No a QUOTA 100 calcolata interamente sul contributivo

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    18 Novembre 2019 in 13:41
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    Ma non provano vergogna per quello che dicono. Manca anche questa poi siamo a posto. Certo, ci vogliono fare uscire con penalizzazioni. Un termine che andrebbe tolto dalla Previdenza dopo che si è lavorato per 40 anni e oltre. Occhio che i precoci usciranno anticipatamente ( mi viene male solo a scriverlo) dopo 53anni e 1 mese. Che non si sognino di toccare anche queste anticipate!!! Una vergogna !!!
    Addirittura dopo che abbiamo i coefficienti di calcolo che ci penalizzano pensano al contributivo subito. Se passa questa, buonanotte suonatori….

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    18 Novembre 2019 in 13:27
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    Boeri non volermene ma sei stato un pessimo dirigente dell’INPS . Fra te e Tridico c’è un abisso in fatto di onestà intellettuale e competenza

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      18 Novembre 2019 in 16:12
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      mi associo alle eccellenti osservazioni di Franco

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