Le ultimissime novità di oggi sulle pensioni anticipate arrivano direttamente dai sindacati, con CGIl, CISL e UIL che hanno dato il via libera alla piattaforma unitaria e hanno redatto le loro priorità e le loro proposte in merito alla prossima legge di Bilancio 2019. Non manca ovviamente anche un corposo capitolo sulle pensioni, che vi riportiamo di seguito. Si parla di confrontarsi con il Governo su quota 100, di attivare la quota 41, riconoscere il lavoro di cura, e favorire i lavoratori precoci e gravosi oltre alla separazione tra previdenza e assistenza.
Ultimissime novità Pensioni anticipate: la piattaforma unitaria CGIL, CISL e UIl spiega le priorità
I sindacati CGIL, CISL e Uil hanno approvato poche ore fa la piattaforma unitaria che contiene le proposte concrete per rilanciare il paese e chiedendo un confronto con il Governo sulle politiche attive, previdenza e welfare. Ecco i passaggi principali, se volete potete leggere il lungo programma in pdf sul sito della CGIL, cliccando sul link che vi lasciamo qui a fianco.
“Dopo i positivi interventi di modifica della legge Fornero introdotti in questi anni grazie all’iniziativa sindacale, occorre continuare a cambiare il sistema previdenziale in coerenza con le proposte sindacali unitarie, al fine di eliminare gli aspetti iniqui del sistema, e quindi agire su: Flessibilità: è necessaria una flessibilità in uscita a 62 anni, superando le attuali rigidità. In questa direzione “quota 100” è una strada utile sapendo che da sola non risponde appieno all’esigenze di molti lavoratori, come ad esempio le donne, i giovani, il lavoro discontinuo, intere aree geografiche del Paese. “Quota 100”, inoltre, non deve penalizzare i lavoratori sul calcolo né avere altri vincoli o condizioni d’accesso. Vanno tutelate, in modo strutturale dal punto di vista previdenziale, le categorie che rientrano nell’Ape sociale. Devono essere eliminati i vincoli che rendono molto difficile andare in pensione con il metodo contributivo poiché condizionano il diritto alla pensione al raggiungimento di determinati importi dell’assegno (1,5 e 2,8 volte l’assegno sociale).
Pensioni anticipate e quota 100: i punti prioritari per i sindacati
- Si conferma la richiesta dei 41 anni di contribuzione per andare in pensione a prescindere dall’età.
- Procedere speditamente alla separazione della spesa previdenziale da quella assistenziale così da poter giungere ad una corretta rappresentazione della spesa pensionistica italiana.
- Donne: gli interventi sulle pensioni degli ultimi anni hanno penalizzato in modo particolare le donne e anche raggiungere i requisiti previsti da quota 100 sarà difficile per molte lavoratrici. E’ quindi necessario sostenere le lavoratrici sul fronte previdenziale con misure adeguate, come con il riconoscimento di dodici mesi di anticipo per ogni figlio.
- Il lavoro di cura non retribuito, perché svolto dalle famiglie e in prevalenza dalle donne, è una voce fondamentale del welfare informale del nostro paese. E’ ora che venga pienamente riconosciuto anche a livello previdenziale e pensionistico.
Pensioni anticipate, i punti su lavori gravosi, usuranti, esodati e opzione donna
- Adeguamento per aspettativa di vita: è necessario eliminare l’attuale meccanismo automatico applicato ai requisiti di accesso alle prestazioni pensionistiche .
- Lavori gravosi e usuranti: i lavori non sono tutti uguali, alcuni incidono, più di altri, pesantemente, sull’aspettativa di vita dei lavoratori e pertanto le risposte previdenziali per tali categorie dovranno continuare a tener conto delle specificità professionali, considerando il lavoro che svolgerà la Commissione preposta, dando risposte a coloro che sono stati esposti a sostanze pericolose come l’amianto.
- Pensione contributiva di garanzia per i giovani: senza lavoro non c’è pensione e la priorità per i giovani deve rimanere il lavoro di qualità. I lavori precari, a part time e poco pagati, saranno insufficienti a garantire una pensione dignitosa. CGIL-CISL-UIL richiedono la creazione di una pensione di garanzia, collegata ed eventualmente graduata rispetto al numero di anni di lavoro e di contributi versati, che consideri e valorizzi previdenzialmente anche i periodi di discontinuità lavorativa, i periodi di formazione, i periodi di basse retribuzioni nell’ottica di assicurare nel futuro un assegno pensionistico dignitoso.
- Previdenza complementare: bisogna rilanciare le adesioni, attraverso un nuovo periodo di silenzio assenso e una adeguata campagna informativa ed istituzionale. Il Governo ed il Parlamento devono incentivare fiscalmente le adesioni; riportare la tassazione degli investimenti dei fondi pensione ad una aliquota non superiore all’11%; promuovere le condizioni perché i fondi investano in economia reale, prediligendo il sostegno alle infrastrutture e lo sviluppo.
- Va garantito, come previsto dall’attuale normativa, il ripristino dal 1° gennaio 2019 della piena rivalutazione delle pensioni, necessario a salvaguardare il valore degli assegni pensionistici. Occorre definire un nuovo “paniere” per arrivare a un indice più equo della rivalutazione delle pensioni e recuperare parte del montante perso in questi anni.
- Esodati e opzione donna: è necessario risolvere i problemi ancora aperti per i lavoratori cosiddetti “esodati” e prorogare la sperimentazione di “opzione donna”.
- Tfr e Tfs dei dipendenti pubblici devono avere trattamenti uguali tra i diversi settori.
- Riforma della governance degli enti previdenziali: è necessario definire una governance duale con una precisa ed efficiente ripartizione tra gestione e indirizzo strategico e di sorveglianza per contrastare le preoccupanti derive aziendaliste.

compirò 63 anni im marzo 2019, sono disoccupato da 5 anni e ho solamente 31 anni di contribuzione. speravo andare con ape social in pensione prossimo anno visto che quando mi presento a ufficio impiego si mettono a ridere per mia età non ci sono lavori, ma a quanto leggo mi sembra che il nuovo governo cancelli ape social per il prossimo anno lasciandomi nella merda, il voto mio e di tutti i miei familiari questo governo di racconta frottole non lo avranno più manco morto
Franco si era parlato della proroga dell’ape social, ma parlare è un conto fare altro, a fine dicembre l’ape social scadrà e davvero se non vi sarà al più presto un emendamento alla legge di bilancio, nulla si potrà fare per salvare la misura che decadrà dal nuovo anno.
Leggo: “Pensione contributiva di garanzia per i giovani: senza lavoro non c’è pensione e la priorità per i giovani deve rimanere il lavoro di qualità. I lavori precari, a part time e poco pagati, saranno insufficienti a garantire una pensione dignitosa. CGIL-CISL-UIL richiedono la creazione di una pensione di garanzia, collegata ed eventualmente graduata rispetto al numero di anni di lavoro e di contributi versati, che consideri e valorizzi previdenzialmente anche i periodi di discontinuità lavorativa, i periodi di formazione, i periodi di basse retribuzioni nell’ottica di assicurare nel futuro un assegno pensionistico dignitoso…”
Si confonde la Previdenza con l’Assistenza?
In pratica, mi sembra, si torna ai “contributi figurativi” diversamente denominati. Non sarebbe più giusto ammettere che equo era il sistema di calcolo retributivo e non il contributivo?
PER QUANTO RIGUARDA I LAVORI GRAVOSI E USURANTI, vorrei far notare che, in maniera diversa, sia che sia una fatica fisica che psichica Per responsabilità, i lavori sono tutti gravosi e usuranti, sia che si crepi per qualcosa che ti cada addosso sia perché ti venga un infarto o un ictus per la pressione alta dovuta al lavorare sotto stress da responsabilità lavorativa: SAREBBE BENE NON ALIMENTARE LA CONFUSIONE GIA’ ESISTENTE DI CASI E CASETTI DIVERSI PER IL PENSIONAMENTO E TORNARE ALLA, COME UNA VOLTA, CERTEZZA DELLA DATA DEL PENSIONAMENTO!
E poi, partorito il geniale sistema, LASCIARLO IMMUTATO PER ALMENO CENTO ANNI, affinché dia affidamento a chi lavori e non divenga un continuo divenire confuso e stressante per chi vorrebbe certezze per la sua vita. Se ormai così la si può definire!
Buona sera,
Tratto: https://crepanelmuro.blogspot.com/2018/04/un-popolo-e-libero-quando-e.html
Un popolo è libero quando è proprietario della moneta
La nostra schiavitù e tenuta perennemente in vita dai Banchieri che sono proprietari della Moneta.
La proprietà della moneta deve essere dei popoli, e non dei banchieri privati.
La politica, gli inciuci, la borsa, lo spread, bond, bot … e stronzate varie …
Sono tutte creazioni dei banchieri per rendere complicato il sistema economico, facendo confondere i popoli e distogliere l’attenzione sull’unico punto importante!
Se i popoli saranno proprietari della moneta, l’umanità avrà vinto la sua guerra.
Ci sono personaggi molto famosi che non volevano che la proprietà della moneta finisse nelle mani dei Banchieri privati e si è visto che fine hanno fatto …
Leggere: LA TRUFFA DEL SISTEMA BANCARIO
La questione della proprietà della moneta al momento della sua emissione
La Banca Centrale emette denaro per un valore, supponiamo, di mille miliardi di Euro.
1 – Quel valore, quei mille miliardi, di chi sono?
2 – A chi appartiene la moneta, il valore del denaro, nel momento in cui viene emessa dalla Banca Centrale?
3 – Alla Banca Centrale stessa, che quindi ha diritto di farsela pagare dallo Stato? O allo Stato, al popolo, che quindi non dovrebbe pagare né il denaro né gli interessi alla Banca Centrale quando ha bisogno di denaro?
Si tratta di una questione fondamentale, perché dalla risposta che essa riceve, dipende essenzialmente l’indebitamento dello Stato.
Il fatto che l’esercizio del potere monetario attraverso la Banca Centrale sia uno strumento di potere dei banchieri sullo Stato, trova conferma in come le istituzioni statali sono impegnate a equivocare e a mentire in tutte le sedi, anche parlamentari, per coprire il fatto che la Banca d’Italia cede a caro prezzo denaro che a essa niente costa e a cui non è essa a dare il valore, ossia il potere di acquisto.
Il potere di acquisto, come abbiamo visto, glielo conferisce il mercato, la gente, attraverso la domanda di denaro.
La Banca Centrale non ha “prodotto” il valore del denaro, eppure si comporta come se fosse proprietaria del medesimo denaro, in quanto lo cede allo Stato (e alle banche commerciali) in cambio di titoli di Stato e contro interessate.
Questo fatto è paradossale.
È come se il tipografo, incaricato dagli amministratori della società calcistica organizzatrice di una partita di stampare 30.000 biglietti di ingresso per le partite del campionato, col prezzo di € 20 stampato su ogni biglietto, chiedesse come compenso per il suo lavoro di stampa € 600.000, in base al fatto che i biglietti che ha prodotto “valgono” € 20 cadauno.
È vero che essi “valgono” € 20 cadauno, ma che essi abbiano un valore non dipende dal tipografo, bensì dall’ associazione sportiva che ha formato la squadra, procurato il campo da gioco e organizzato la partita, sostenendo i relativi costi e producendo la domanda di quei biglietti, senza la quali questi niente varrebbero.
Gli amministratori della società sportiva lo sanno bene, ma il tipografo in parte li ricatta e in parte li lusinga perché promette loro che, se gli pagheranno l’ingiusto compenso richiesto, egli darà loro un lauto regalo e i fondi per farsi rieleggere alle prossime elezioni del consiglio di amministrazione. Altrimenti, finanzierà altri candidati e una campagna di stampa contro i consiglieri onesti.
Il potere bancario si comporta come quel tipografo, e i governanti si comportano come i consiglieri ricattati e lusingati dell’associazione sportiva, riconoscendo alla Banca Centrale la proprietà o titolarità del valore del denaro che emette, stampato o scritturale che sia, e in cambio di esso indebitano ingiustamente e illogicamente proprio il popolo, che è il soggetto che, col suo lavoro e con la sua domanda, ossia col mercato, conferisce valore al denaro.
Per questa ragione, oltre che in base al principio costituzionale della sovranità popolare, al momento in cui viene emesso, il denaro, il suo valore, dovrebbe logicamente essere ed essere trattato come proprietà del popolo e, per esso, dello Stato.
Assolutamente lo Stato non dovrebbe indebitare se stesso e il popolo verso una Banca Centrale, pubblica o privata che sia, per ottenere denaro.
Al contrario, ciò è proprio quanto succede incessantemente.
Ma vi è di peggio ..
La Banca Centrale, cioè i suoi azionisti, oltre ad appropriarsi, a danno dello Stato, del valore del denaro che essa emette, nei suoi propri conti segna questo valore non all’ attivo ma al passivo, simulando un debito ed evitando, così, di pagare le tasse su quello che è un puro incremento di capitale e che, come tale, dovrebbe essere interamente tassato.
L’ovvio ragionamento che abbiamo testé svolto è stato già sottoposto al Parlamento, attraverso interrogazioni parlamentari, nel 1994 e nel 1995.
Entrambe le risposte elusero il problema, affermando che la Banca Centrale (allora, cioè, la Banca d’Italia) non sarebbe proprietaria dei valori monetari, ossia del valore del denaro emesso, perché il denaro emesso costituirebbe sempre un passivo, undebito; e che, perciò, giustamente la Banca d’Italia lo iscriveva come posta passiva nel proprio bilancio.
Come i membri competenti dei due governi interessati non potevano ignorare, queste risposte sono del tutto contrarie alla verità. Innanzitutto, la risposta fornita è contraddetta dal comportamento dei governi medesimi – di tutti i governi.
Infatti, se i governi fossero coerenti con l’affermazione che il denaro, il valore monetario, non appartiene alla Banca emittente, perché lo Stato continua a dare qualcosa (i titoli del debito pubblico) in cambio di Lire o Euro ?
E se il denaro emesso costituisse una passività, un debito, perché mai lo Stato dovrebbe comperarlo pagandolo con titoli del debito pubblico, che costituiscono un credito per chi li riceve?
Si è mai visto che qualcuno paghi un altro per farsi cedere un debito?
Ma le risposte del governo sono anche false giuridicamente, perché il denaro non è affatto un debito per la Banca che lo emette.
IL DENARO NON E’ AFFATTO UN DEBITO
PER LA BANCA CHE LO EMETTE
Se fosse un debito, dovrebbe poter essere incassato dal portatore presso la Banca medesima, mediante conversione in oro, e il portatore della banconota aveva il diritto di farsela cambiare in oro dalla Banca Centrale che l’aveva emessa, come avveniva una volta, fino al 1929 circa, quando il denaro era convertibile in oro.
Anche in tempi successivi al 1929, molte banconote portavano la scritta “Pagabile a vista al portatore”.
Ma pagabile in che cosa, dato che esse non erano convertibili in oro?
In realtà, quei biglietti non erano pagabili in alcun modo e quella scritta era unamenzogna per ingannare il pubblico e fargli credere che i biglietti di banca fossero convertibili in qualcosa avente valore proprio o che la banca si fosse indebitata per emetterli, il che è falso (mentre era vero in un ormai lontano passato).
Del resto, è naturale che nessun governo potrebbe permettersi di dare risposte veridiche a simili questioni, perché ammetterebbe che la sua vera funzione è defraudare i cittadini e gli elettori per arricchire un’élite finanziaria che detiene il vero potere.
Ma quanto sopra costituisce solo la punta dell’iceberg.
Perché il grosso, circa l’85%, del denaro esistente e circolante al mondo, non è denaro vero, emesso da Banche Centrali, ma denaro creditizio, ossia aperture di credito e disponibilità di spesa create dal nulla dalle banche commerciali, le quali, attraverso questa creazione continua di nuovo denaro creditizio, si impossessano di quote crescenti del potere d’acquisto complessivo della popolazione mondiale.
Di ciò si parlerà più diffusamente in seguito in tema di signoraggio secondario o creditizio.
Caro Cittadino europeo, sapevi che…?
– Il debito pubblico è fasullo e le tasse che paghi a causa di esso sono illegali e incostituzionali.
– Banca d’Italia S. p. A, autorizzata a creare in modo autonomo denaro dal nulla senza garanzie auree o di altro tipo, è dal 1948 di proprietà privata.
– I suoi azionisti (detti ‘partecipanti’) sono le altre banche e assicurazioni private. Il debito pubblico dello Stato, quindi dei cittadini, nasce nei loro confronti.
– La Banca d’Italia (analogamente alla Banca Centrale Europea) usa un artificio contabile più o meno espressamente legalizzato per camuffare i propri utili, non pagare le tasse su essi dovuti e per non darli allo Stato, come dovrebbe per statuto.
– La Banca d’Italia dovrebbe, per statuto, vigilare sulla correttezza delle altre banche; ma essa stessa è di proprietà di banche private, le quali nominano il suo governatore e i suoi direttori; quindi questi dovrebbero sorvegliare chi li nomina – cosa del tutto improbabile.
– Le tasse vanno in gran parte a pagare il debito pubblico e gli interessi su di esso, quindi finiscono in tasca ai proprietari privati della Banca d’Italia e della Banca Centrale Europea, e non per spese di interesse collettivo.
– Per arricchirli, il debito pubblico viene continuamente fatto crescere – e ciò non solo in Italia e non solo di recente.
– L’organizzazione a monte di questo sistema di potere bancario è internazionale: in quasi tutti gli altri Paesi, infatti, la situazione è simile a quella italiana.
– Tale sistema, di cui i mass media si guardano bene dal parlare(come pure i sindacalisti, i parlamentari, i ministri, i presidenti) ha prodotto nel tempo, e ancor oggi sempre più produce, un enorme e sistematico trasferimento di beni e di ricchezze dalle tasche dei cittadini a quelle dei banchieri, ma anche un trasferimento del potere politico dalle istituzioni democratiche alle mani dei banchieri sovranazionali.
– Il vero potere politico ed economico, a livello mondiale e nazionale, sta in questi meccanismi, ignoti a tutti o quasi; essendo sconosciuti, essi sono ancor più efficaci..
– Il Trattato di Maastricht, l’Euro, la Banca Centrale Europea, sono strumenti di completamento di questo trasferimento.
– La corrente mancanza di denaro, la crisi economica, i fallimenti e le privatizzazioni sono p.i.l.otati da loro attraverso governi a sovranità limitata, e vanno a loro vantaggio.
– La soluzione efficace è ben nota ed è stata ripetutamente proposta: restituire al popolo, quindi allo Stato, la funzione sovrana dell’emissione del denaro, in modo che non si debba più indebitare.
– Il risultato sarebbe: tasse quasi eliminate, denaro a costo zero per lo stato e la Pubblica Amministrazione, economia fiorente; potere politico democratico anziché in mano alle banche.
– Ovviamente, gli unici danneggiati da questa riforma sarebbero i banchieri.
– E’ anche stata proposta una soluzione parziale: la moneta complementare, sull’esempio di migliaia di realtà nel mondo.
– Sono state proposte e talora attuate, nella storia, anche soluzioni globali, e hanno funzionato: l’emissione di denaro da parte dello Stato, direttamente e sovranamente, senza l’inutile intermediario di una banca centrale di emissione.
Leggere: LA CESSIONE DELLA SOVRANITA’ E’ UN REATO
Tratto dal libro Euroschiavi e i segreti del signoraggio
di Marco Della Luna e Antonio Miclavez
Non so dove ho letto, ma alla fine non si farà né quota cento, né reddito di cittadinanza. con grande gioia dell’Europa.
L’intervento dei sindacati è tardivo ed inopportuno. Non serve neanche a salvare la faccia.
Il rammarico è che abbiamo perso quattro mesi a sentire di tutto per avere niente.
Io sono un europeista convinto, ma questa Europa comandata da Germania e Francia non mi piace. Faranno di tutto per tenere sottomessa l’Italia. E’ facile fare i ricchi con i soldi dei poveri. Vedi la Grecia.
Un unica Europa con unico parlamento legislativo a favore dei cittadini rimane per il momento solo un illusione.
Buon giorno,
4 mesi di aria fritta!!
Inoltre ci è costata carissima circa 190 miliardi (4 mesi)
Fonte Il Giornale.
Questi sono politici?
Un delirio..
TRIA NON HA NEMMENO GLI OCCHI PER PIANGERE E ARRIVANO I SINDACATI COME AL SOLITO IN RITARDO E GLI CHIEDONO LA LUNA !!!!!!!! Sono 4 mesi che si parla del DEF e questi volponi dov’erano????? Sono almeno 20 anni che fanno disastri e arrivano chiedendo l’impossibile, l’interesse degli operai se lo sono dimenticato, non potranno che continuare a perdere tessere. Chiedono sempre troppo col risultato di non ottenere NIENTE. POCHE COSE PRECISE E. SOPRATTUTTO “”” REALIZZABILI “””
Magari chiedessero la luna!