Pensioni anticipate 2019, ultimissime sui precoci: 41 anni di contribuzione bastano

Pensioni anticipate 2019, ultimissime sui precoci: 41 anni di contribuzione bastano

Le ultime novità in attesa della Nadef, Nota di aggiornamento al documento di economia e finanza, che l’esecutivo dovrà presentare al parlamento entro il 27 settembre, giungono dai politici e sindacalisti che quotidianamente dicono la loro sulle misure che, a loro avviso, dovrebbero vedere la luce nella prossima legge di bilancio. In questi giorni la diatriba più accesa é stata sulla quota 100, moltissimi chiedono venga rispettata la scadenza al 2021, altri propongono modifiche per avere maggiori denari da spendere per altre misure che ritengono prioritarie.

Gualtieri, neo ministro dell’economia ha però assicurato che quota 100 e rdc non verranno toccati, per una questione di correttezza nei confronti di quanti vi hanno fatto affidamento. “In un quadro di risorse scarse l’intervento sulle pensioni andava fatto in modo diverso ma è sbagliato modificare costantemente le regole del gioco in materia previdenzialI, sentenzia Gualtieri”. Altri temi cari ai lavoratori sono la proroga dell’opzione donna, una misura su cui anche il Conte bis ha intenzione di puntare, sebbene non siano ancora stati chiariti, come fa notare Armiliato, amministratrice del CODS, i requisiti richiesti e la durata della sperimentazione e la quota 41. Una misura a cui i precoci ambiscono da tempo, e sulla quale hanno trovato pieno appoggio da Domenico Proietti, segretario confederale della Uil, e Roberto Ghiselli, segretario confederale della Cgil. Ricordiamo infatti le loro parole nel corso dell’intervista che ci hanno rilasciato in esclusiva nei giorni scorsi. Anche Domenico Cosentino, Presidente del Patronato Inapi, si é sempre detto per la quota 41 a pescidere dell’età.

Pensioni 2019, Proietti e Ghiselli, via con 41 anni di contribuzione a prescindere dall’età

Sia per Proietti che per Ghiselli il confronto con il Govenro é stato positivo nei termini di apertura dell’esecutivo nei confronti delle parti sociali, finalmente ascoltate prima della messa a punto della legge di bilancio. Sebbene però entrambi abbiano fatto notare come si sia stati vaghi sulla necessità di riformare la legge Fornero, ancora più che vigente. Per Ghiselli e Proietti ad esempio oltre alla tenuta della quota 100 fino a scadenza, sarebbe importante prorogare l’Ape sociale, puntare ad una flessibilità in uscita dai 62 anni, prorogare l’opzione donna e valorizzare ai fini previdenziali il lavoro di cura, risolvere il dramma degli esodati e consentire a chi ha 41 anni di contribuzione di poter accedere alla pensione.

Così Proietti, Uil: Bisogna codificare che 41 anni di contribuzione bastano per andare in pensione a prescindere dall’età”, fa eco Ghiselli sulla questione precoci dicendo che confida Conte riaffronti a breve in modo più puntuale la questione previdenza, mettendo al centro anche la : “flessibilità in uscita dopo 62 anni o 41 anni di contributi”.

Pensioni 2019, al patronato Inapi grande richiesta quota 41

Domenico Cosentino, Presidente del Patronato Inapi, che ci ha concesso in esclusiva questa dichiarazione, sostiene che una delle categorie a cui il Governo dovrebbe dare risposte nella prossima legge di bilancio é effettivamente quella dei precoci, che sono stati beffati dal precedente Governo gialloverde a suon di spot sulla quota 41, mai tramutati in misure e che si sono visti passare dinanzi, grazie al varo della quota 100, quanti hanno alle spalle meno contributi, ma sono più anziani.

Al patronato sono tantissimi coloro che chiedono lumi e ci fanno notare tale ingistizia, prosegue Cosentino, dal canto nostro non possiamo che dargli ragione, in quanto ci pare una richiesta più che corretta. A nostro avviso chi, pur under 60, ha già versato 41 anni di contributi ha ampiamente diritto alla propria pensione e a godersi un po’ di meritato riposo.

Il Governo giallorosso, conclude, avrebbe in serbo la chiave vincente per la prossima legge di bilancio, il Ddl 857 di Damiano, che permetterebbe la giusta flessibilità in uscita dai 62 anni e la quota 41 per tutti a prescindere dall’età. Voi, dal canto vostro, cosa ne pensate della richiesta dei precoci e dei ‘quarantunisti’? La trovate legittima o a vostro avviso deve contare più l’età anagrafica rispetto ai contributi previdenziali versati?

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

21 pensieri su “Pensioni anticipate 2019, ultimissime sui precoci: 41 anni di contribuzione bastano

  1. Ho iniziato il lavoro a 14 anni , devono fare 41 per tutti, altrimenti chi fa quota cento lavorano meno e non mi sembra giusto. Nel mio caso ammalata di tumore avrei preferito andare molto prima é una vergogna questa legge FORNERO.

  2. Anche io ho iniziato a lavorare a 15 anni (1978)come operaia, poi con grandi sacrifici i miei genitori (già disabili) mi hanno fatto fare un Corso Professionale comunale (due anni) dove mi veniva timbrato il libretto del lavoro perchè riconosciuto ai fini pensionistici (per questo i miei genitori avevano accettato di mandarmi) successivamente poi essendo brava ho continuato lo studio e sono diventata infermiera nel 1985. Dal 1987 lavoro come infermiera professionale in ospedale. Adesso di questi 5 anni di studio ne ho potuti riscattare solo due invece che tre (della scuola Infermieri) sono spariti tutti i diritti che mi aveva portato a studiare negli anni ’70 a scapito della fiducia e dei sacrifici riposta dai miei genitori, vi dico che circa 10 anni fa il presidente del Acli di Forlì ha messo in dubbio anche la veridicità del libretto rilasciato dalla Scuola di Infermiera di Forlì diretto dalla Dott. ssa Marzia Berlati. Nel libretto risulta chiara la frequenza del corso professionale che mi ha permesso l’ accesso alla Scuola di Infermieri (a quei tempi bastava ammissione al terzo anno e/o un corso finito di due anni). Adesso ho maturato 35 anni di lavoro e 6 mesi di contributivo alla fine del 2018. Devo mandare giù che colleghe che hanno preso come me la maturità dopo il Corso di Infermiera hanno riscattato tre anni (ha detta del sindacato loro hanno potuto perchè una volta si poteva fare e adesso non piu CGIL). Adesso sono nonna di due bimbi ho due anziani disabili da seguire (i miei genitori) ho 56 anni e sono sola, sono veramente stanca…stanca di chiacchere tanto i problemi sono troppi ed essendo stati i diritti negli anni solo attuati in base al bisogno ELETTORALE del momento (purtroppo anche i 5 stelle avevano promesso che STABILIZZAVANO Opzione Donna). Adesso si è verificato un caos che è inimmaginabile, incommensurabile e ormai impossibile da riordinare purtroppo. Scusate lo sfogo, io sono per TUTTI in pensione dopo i 35 anni di lavoro, maschi e femmine uguali. Poi se uno ha un buon lavoro e vuole continuare può…ma gli Operai anche specializzati tutti in pensione, lavorare non può essere una costrizione, non è mica una galera. Buongiorno

  3. Già la parola pensione anticipata mi fa incazzare ma questi professoroni sanno cosa vuol dire lavorare 41 /42 anni come fate a chiamarla anticipata.. Prima di tutto la pensione c’è la siamo pagata dove sono andati a finire i nostri soldi li avete usati per altro e già questo non si può fare perché se io pago dei contributi li voglio trovare quando vado in pensione se ve lo siete fregati questo non è un nostro problema ma vostro sareste tutti da mettere in galera ma purtroppo in questo paese più sei ladro più vieni tutelato

  4. Bravi Proietti, Ghiselli, Cosentino, finalmente qualcuno ha un po di coscienza e senso di giustizia. Finora abbiamo sentito parlare di riforme alla legge Fornero che di fatto non hanno cambiato nulla e creato solo ingiustizie tra i lavoratori creando una guerra tra poveri che non porta da nessuna parte. Per favore non offendete la nostra intelligenza, siamo poveri lavoratori ma non stupidi!! Chi ha 41 anni di contributi ha il sacrosanto diritto alla pensione e purtroppo molti di noi non ce l’hanno fatta perché sono morti alla soglia o appena andati in pensione con 42 o 43 anni di contributi. Ma di quale aspettativa di vita si parla? Perché non specificate a quale categoria appartengono quelli che vivono più a lungo? Per finire pensate sia meglio far lavorare genitori anziani con figli giovani disoccupati a casa? O non sarebbe meglio e più produttivo sostituire gli anziani con energie più giovani?

  5. Io ho iniziato a lavorare a 14 anni e scaricaricavo dai camion pacchi 25 kg di carta ed io ne pesavo 41 ed ero una bambina…ma dovevo portare i soldi a casa! Ho lavorato 5anni senza contributi…altrimenti mi licenziavano…ora ho 58anni la schiena e le braccia a pezzi..al mattino non riesco ad alzarmi…e devo lavorare in piedi minimo 10 ore con gambe e braccia…ALMENO QUOTA 41!!!!!!!!!!!!

  6. Io ho iniziato a lavorare a 14 anni e scaricaricavo dai camion pacchi 25 kg di carta ed io ne pesavo 41 ed ero una bambina…ma dovevo portare i soldi a casa! Ho lavorato 5anni senza contributi…altrimenti mi licenziavano…ora ho 58anni la schiena e le braccia a pezzi..al mattino non riesco ad alzarmi…e devo lavorare in piedi minimo 10 ore con gambe e braccia…ALMENO QUOTA 41!!!!!!!!!!!!

  7. la solita vergogna italiana 41 al lavoro 38 a casa,perché non toccano le loro pensioni,svegliamoci come in francia,vedreste come cambierebbero le cose.

    1. Io ho iniziato a 15 anni e ad ora ho 39 di contributi. Spero veramente di andarmene in pensione con 41 visto che sono precoce e USURANTE. Il bello che vado con 57 anni di età. Cribbio più di così. I

  8. Mi dovete spiegare se la pensione è a livello contributivo a pagato più contributi il 41 o il 38. Abolire quota cento e subito 41, un paese normale farebbe questo, no che dicono non ci sono le coperture, ci sono ci sono le pensioni devono essere tutte contributive anche quelle date negli anni 80.

  9. Speriamo che no. Siano le solite parole ricordo che a dal età di 14 anni che lavoro ormai 41 anni la mia giovinezza non è stata nelle università ma nelle ditte e dal 1991 in ospedale turni domenica e festivi notti e un altra ingiustizia hanno messo un codice istat che non lo ritiene lavoro usuranti quello degli oss

  10. QUOTA 100 FINO AL 2021 COMPRESO( GIA’ LEGGE) PRECEDENZA ALLE LEGGI GIA’ IN VIGORE ALLE QUALI LE PERSONE DA QUANDO E’ USCITA HANNO FATTO GIUSTAMENTE AFFIDAMENTO E PROGETTI ANCHE DI CURARSI ECC. LE PERSONE COME MINIMO HANNO 62 ANNI E COME ME HANNO PROBLEMI DI SALUTE, FISICI E MANCA L’ENERGIA (INOLTRE AVENDO PERSO IL LAVORO PER CRISI HO LAVORATO PER 10 ANNI CON CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO, PASSANDO DA UNA FABBRICA ALL’ALTRA E FACENDO LAVORI PESANTISSIMI CHE PERSONE CHE LAVORAVANO LI DA MOLTI ANNI (CON CONTRATTO A TEMPO INDET.) NON VOLEVANO FARE E CHE NON HANNO MAI AVUTO LA PREOCCUPAZIONE E L’ANSIA DI TROVARE NUOVI LAVORI , LONTANO DA CASA E DALLA FAMIGLIA PUR DI LAVORARE, INOLTRE LE DONNE SVOLGONO DOPPIO LAVORO ANCHE CURA DELLA FAMIGLIA E FIGLI E PER QUESTO PERDONO ANNI DI CONTRIBUTI, TROVO GIUSTISSIMA ANCHE LA PROPOSTA DI LANDINI DELLO SCONTO CONTRIBUTIVO PER FIGLIO (CHE AUSPICO UNA DELLE DUE PROPOSTE VENGA APPLICATA NELLA LEGGE DI BILANCIO 2020 O LA QUOTA 100 ROSA FACENDO FINALMENTE GIUSTIZIA RIGUARDO AL LAVORO DI CURA DELLE DONNE ) , QUOTA 100 FINO AL 2021 COMPRESO (GIA’ LEGGE , PRECEDENZA ALLE LEGGI GIA’ IN VIGORE, NON SI PUO’ SCOMBUSSOLARE LA VITA DELLE PERSONE OGNI 2 ANNI) LEGGE GIUSTISSIMA, NON SI TOCCA PER NESSUN MOTIVO SE SERVONO SOLDI SI DEVONO TROVARE ALTROVE!!! GIU’ LE MANI DA QUOTA 100 FINO AL 2021 COMPRESO!!!

  11. Senza dubbio gli Anni di contributi come e sempre stato,41 sono Tanti 10 anni fa si andava con i 35
    non possono aggiungere 8/9 anni , Devono sistemare sta nefanda di legge Fornero.

  12. Più controlli per chi lavora ancora nonostante percepisce una pensione….ve la dovrebbero togliere
    Vergognatevi lasciate spazio ai nostri figli
    Governo ?????? inesistente….. dovrebbero partire da questo per creare occupazione

  13. Giusto per far capire come la quota 100 sia stata una misura non equa: Io, il prossimo anno, andrò in pensione con 61 anni e 42,10 di contributi + 3 mesi di finestra non retribuita se non li lavoro, 43,1 se li lavoro. Sono felice per loro, per fortuna non soffro d’invidia, ma è dura vedere andare in pensione colleghi che hanno lavorato meno e versato di meno, sentirli parlare dei loro progetti che finalmente si avvereranno, viaggi, libertà, sentirli parlare della loro liquidazione che prenderanno prima di me. Quando e se la 41 x tutti sarà approvata ormai per me non avrà più senso, mi sarò sorbito la fornero fino in fondo. Se penso a quelli che oggi sostengono la validità di quota 100 per interessi personali, un po di rabbia, penso, mi sia consentita. Dov’è l’equità e la giustizia ?

  14. Prima i 41 x tutti e opzione donna poi gli altri.sono stanca che con i mie contributi paghino altre forme di assistenza! Sino miei e non di altri che ne hanno versato meno o addirittura niente.sono già 40 che lavoro in fabbrica,dall’età di 15 anni ,come tante altre persone, È un mio sacrosanto diritto andare in pensione.

  15. Quella di Damiano era la cosa migliore che si poteva fare ma come sl solito non hanno fatto niente 41 anni di contributi devono bastare anche perché sono una vita

  16. Il commento è il solito che ho fatto più volte!! QUOTA 100 è una ingiustizia, premia chi ha lavorato meno solo perché è più vecchia, se ha 38 anni di lavoro e 62 di età vuol dire che ha iniziato a lavorare a 25 anni. Noi PRECOCI a 25 anni avevamo già lavorato 7/8 anni e più di qualcuno si era già preso la responsabilità di fare famiglia, io a 24 ero già papà! ora, a 59 anni devo ancora lavorare perché sono “giovane” ed ho solo 41 anni di contributi! MA VI SEMBRA GIUSTA QUESTA COSA??? QUOTA 100 = GRANDE INGIUSTIZIA, (prima dovevano fare Q 41 per i PRECOCI)

    1. Ripeto Sono tutte belle parole dai sindacalisti che hanno anche loro le loro colpe Quando fu approvata la Fornero fecero 2 misere ore di sciopero e poi il nulla Adesso sempre il solito parlare bla bla bla che andando avanti il tempo passa e a noi non serve più a nulla Tanto andremo con 43 anni di contributi, primo perché il tempo non aspetta nessuno, e secondo il governo fa il sordo quando sente parlare di quota 41

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