Pensioni anticipate 2019 ultim’ora: l’Appello a Nunzia Catalfo di donne ed esodati

Pensioni anticipate 2019 ultim’ora: l’Appello a Nunzia Catalfo di donne ed esodati

Arrivano novità importanti sulla riforma delle pensioni, visto che nella serata di ieri è iniziato ufficialmente il secondo Governo Conte. La squadra di Governo cambia totalmente ed il nuovo ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali non sarà più Luigi Di Maio (che passa agli esteri). Al suo posto arriva Nunzia Catalfo, Siciliana, nata a Catania nel 1967 e ‘madre’ del Reddito di cittadinanza. Vediamo i primi appelli che le sono stati rivolti dagli esodati e dai gruppi che chiedono la proroga dell’Opzione donna.

Ultime novità Pensioni anticipate, l’appello degli esodati al Ministro Catalfo

Ecco la lettera inviata al nuovo ministro Nunzia Catalfo dalla coordinatrice Gabriella Stojan, condivisa nei gruppi ‘Comitato 6.000 esodati esclusi’ e nel gruppo ‘Esodati licenziati e cessati’: “Onorevole Ministro,Ci congratuliamo con Lei per la sua nomina a Ministro del Lavoro e Le scriviamo in rappresentanza degli oltre 6.000 ex-lavoratori Esodati tuttora rimasti esclusi dal diritto alla pensione, che accoratamente Le rivolgono questo appello affinché, ad oltre un anno dall’inizio di questa Legislatura e nonostante le numerose promesse e rassicurazioni non mantenute, venga loro riconosciuta la giustizia sociale dovuta dalle Istituzioni. Gli ultimi esodati sono circa 6.000 ex-lavoratori rimasti esclusi dall’ultimo provvedimento di sanatoria (la cosiddetta Ottava Salvaguardia) per inique ed ingiustificabili discriminazioni fra le diverse categorie di lavoratori contenute nella medesima.Fin dall’inizio dell’attuale Legislatura abbiamo avuto incontri istituzionali di rilievo con il Presidente della Camera Fico, la Vicepresidente On. Spadoni, il Presidente della Commissione Lavoro della Camera (On. Giaccone) e anche personalmente con Lei in quanto Presidente della Commissione Lavoro del Senato.Nelle Commissioni Lavoro sono stati presentati e votati favorevolmente in merito alla emanazione di una Nona Salvaguardia per i 6.000 ESODATI: a fine 2018 una Risoluzione congiunta votata all’unanimità dalla Commissione Lavoro della Camera e approvata anche dal precedente Sottosegretario On. Durigon e due Ordini del Giorno sia alla Camera che al Senato in occasione della Legge di Bilancio dell’anno scorso, presentati entrambi dal Partito Democratico.Abbiamo pertanto iniziato a collezionare dichiarazioni e chiare manifestazioni della volontà politica del Parlamento verso il ripristino della giustizia sociale dovuta a 6.000 famiglie italiane alle quali è stato negato il costituzionale diritto alla pensione.Lo stesso Ministro Di Maio a giugno 2018 aveva prima affermato che avrebbe inserito la nostra Salvaguardia nel Decreto Dignità, oppure in uno appena successivo, poi a ottobre 2018 ci ha ricevuto e ha confermato che avrebbe inserito la soluzione del nostro dramma entro i tempi della Legge di Bilancio dell’anno scorso, affermando anche che non sarebbe stato un problema il reperimento dei fondi per la copertura di tale provvedimento.Una chiara manifestazione della volontà politica del Governo precedente di voler dare una concreta risposta al nostro dramma.I Sindacati unitari, su nostra sollecitazione, hanno inserito la questione Esodati nella piattaforma delle loro rivendicazioni.Purtroppo tutti questi incontri, queste iniziative parlamentari, queste chiarissime manifestazioni di volontà politica e le innumerevoli solenni promesse e rassicurazioni governative non hanno poi avuto esito né nella Legge di bilancio 2019 né nel Decreto pensioni di questa primavera e la questione degli Esodati è stata colpevolmente, ed ancora una volta, accantonata.Abbiamo quindi dovuto ripetutamente indire presidi davanti al Ministero del Lavoro chiedendo che la nostra questione fosse messa in evidenza e finalmente concretamente risolta ottenendo altri incontri interlocutori e accumulando altre promesse.

Noi Esodati “dopo un anno di fatiche e anche di speranza” (come aveva affermato recentemente il Ministro Di Maio) non ci meritiamo di essere ancora qui a attendere giustizia.Prima dell’attuale repentino cambio di Esecutivo negli ultimi incontri avuti al Ministero del Lavoro ritenevamo di avere finalmente aperto uno spiraglio di dialogo costruttivo con il Ministero stesso in merito alla riapertura dei termini della Ottava Salvaguardia che avrebbe finalmente dato la possibilità anche a noi ultimi 6.000 Esodati di andare in pensione con le stesse regole degli altri 144.000 Esodati già salvaguardati.Come prime vittime della legge Fornero si era risvegliata in noi la speranza, già tante volte delusa, che si ponesse la parola fine alla vicenda “esodati”, facendo noi infatti parte di quella categoria di italiani privati di un diritto quesito.Siamo cittadini traditi dallo Stato e dai passati Governi, allo stremo, ostaggi di questa situazione e stiamo pagando un prezzo inaccettabile trovandoci senza reddito né pensione da oltre 7 ANNI: il prezzo del nostro diritto alla vita e ad un futuro!Non possiamo attendere oltre!LA NOSTRA E’ UNA VERA EMERGENZA SOCIALE ALLA QUALE OCCORRE SOLLECITAMENTE DARE RISPOSTE!Nonostante tante dichiarazioni sia politiche che sindacali ci troviamo costretti a vivere nell’angoscia di vederci sfuggire ancora una volta il riconoscimento del nostro diritto?Cosa dovremmo pensare come CITTADINI e come ELETTORI?Molti di noi dovrebbero essere già in pensione da quasi 2 anni avendo già maturato i requisiti dai quali sono stati tagliati fuori per pochi giorni o pochi mesi e hanno già perso dunque 2 anni di reddito che spettava loro mentre non sanno come sopravvivere!Le rivolgiamo pertanto un forte ed accorato appello affinché il nostro dramma sia posto quale punto prioritario del Suo Ministero al fine di ristabilire legittimi diritti costituzionali, che garantiscano di condurre finalmente al traguardo pensionistico quanti come noi attendono giustizia da più di 7 anni, vivendo ormai nella disperazione e spesso nell’indigenza.Come Le rappresentiamo l’urgenza, per il Governo che ora metterà mano alla stesura della Legge di Bilancio, dell’inserimento di una apposita norma che consenta la riapertura dei termini dell’Ottava Salvaguardia per gli Esodati che maturano il requisito pensionistico entro il 31/12/2021 oppure l’emanazione un Decreto d’urgenza apposito di pari contenuti.In questo frangente ci affidiamo a Lei, Signor Ministro, affinché si renda garante di una urgente soluzione del dramma che stanno vivendo 6.000 famiglie italiane gravemente colpite da una inaccettabile ingiustizia sociale ed affinché sia restituito loro il diritto alla pensione e ad un futuro.Il Nuovo Umanesimo auspicato dal Presidente del Consiglio Conte deve partire dal ripristino della giustizia sociale per i più deboli ed i 6.000 Esodati, da 8 anni, sono la dimostrazione eclatante della Ingiustizia Sociale perpetrata da quel nefasto provvedimento del dicembre 2011 e di conseguenza ci appelliamo a Lei, Signor Ministro, affinché sia restituito il diritto di cittadinanza, il diritto alla pensione ed il diritto al futuro di 6.000 famiglie italiane!!!Confidando nella Sua disponibilità nei confronti dei cittadini che reclamano giustizia, La ringraziamo fin d’ora per la cortese attenzione che vorrà riservare al nostro appello.

RingraziandoLa per l’attenzione prestataci Le rinnoviamo i nostri migliori auspici per il nuovo prestigioso incarico. Nella speranza di una Sua positiva risposta Le rivolgiamo inoltre la richiesta di un cortese incontro nel quale potremo avere l’occasione di illustrarLe dettagliatamente le nostre giuste motivazioni, mentre le formuliamo i nostri più calorosi auguri di buon lavoro.”

Pensioni anticipate ultime novità su Opzione Donna

Paola Viscovich, amministratrice del gruppo “Opzione donna le escluse” si è congraturata con il nuovo Ministro Catalfo scrivendo: “Ecco, care amiche, una notizia degna non solo di menzione ma anche di rassicurazione! Tante le donne chiamate a formare la squadra di governo, anche se ulteriore zucchero non avrebbe guastato bevanda… Fra queste, un nome a noi molto familiare, quello dell’on. Nunzia Catalfo, designata al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Doppia la nostra soddisfazione. Una donna per le donne costituisce sempre un valore aggiunto, ma è soprattutto all’on. Nunzia Catalfo, che anche nella scorsa stagione abbiamo avuto modo di avvicinare, che vanno le nostre più vive congratulazioni, avendone potuto constatare la serietà e la sua sincera disponibilità ad accogliere le istanze anche delle donne ancora in attesa del rinnovo di Opzione Donna“.

Congraturazioni fatte anche da Teressa GinettaCaiazzo sul gruppo “Movimento Opzione donna”: Il Movimento Opzione Donna esprime grande soddisfazione per l’incarico di Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali all’On. Nunzia Catalfo. Vicina alle Donne, e’ stata la prima Parlamentare, circa tre anni fa, ad ascoltarci, ad entrare con competenza nel merito della tematica “Opzione Donna“, a sostenere la nostra istanza lavorando con efficacia e serietà, senza mettersi in mostra. Il suo contributo, non solo alla proroga di Opzione Donna, ma anche al varo di importanti iniziative in ambito sociale, è stato determinante. All’On.Nunzia Catalfo giungano i migliori auguri e le più vive felicitazioni a nome del nostro Movimento per questo nuovo, meritatissimo, importante incarico politico-governativo. Siamo certe che, più e meglio di altri, farà bene per il nostro Paese”.

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Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

5 pensieri su “Pensioni anticipate 2019 ultim’ora: l’Appello a Nunzia Catalfo di donne ed esodati

  1. Io penso che sia necessario rimanere con Quota 100 fino a naturale scadenza e poi……al massimo 41 anni per tutti indipendentemente dall’età, senza aumentare l’aspettativa di vita ne inserire finestre o altri limiti.
    Solo questo ci aspettiamo e chiediamo per tutti i lavoratori
    E per i giovani lavoro e tutele
    41 anni di lavoro sono anche troppi….in tutti i casi

  2. Con questi signori nuovi (si fa x dire) lacrime e sangue Sono comandati dal volere Europa Avevano già criticato fortemente il governo gialloverde in tema pensioni Con questi governanti nuovi gira già voce un innalzamento a 63 o 64 anni x quota 101 o 102 diventa Opzione donna non si sa e i 41 li vedremo col binocolo perché la Fornero non la vogliono toccare Dalla padella alla brace

  3. se toccate SOLO UNO DI QUESTI PROVVEDIMENTI quota 100, reddito di cittadinanza e decreto sicurezza alla prossima Salvini prendera il 70% da solo…

    1. MICHELA CONDIVIDO PIENAMENTE QUANTO DICE: QUOTA 100 FINO AL 2021 COMPRESO NON SI TOCCA( NON SI MODIFICA, ACCORCIA O TOGLIE , RDC E DECR. SIC.) PER NESSUN MOTIVO!!!

  4. brambilla ci riprova, vorrebbe portare l’età minima di quota 100 a 64 anni ( sessantaquattro ).
    il pd ci prova pure lui, elevare a 63 anni q100.
    ma perchè conte dichiara che sarà un governo per gli italiani, poi ci distrugge con queste trovate ?
    MA SIAMO MATTI !!!!
    solo un governo di infami potrebbero mettere in pratica queste pensate settembrine.
    solo un governo di infami potrebbe non capire che rdc è una pubblica donazione a fondo perduto.
    in ogni caso il ringraziamento SOLENNE per tutto questo letame che ci pioverà addosso lo dobbiamo solo ed esclusivamente a salvini.

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