Pensioni anticipate 2020, Damiano a Salvini: stop propaganda su Quota 100

Le ultime novità in campo previdenziale vertono sulle ipotesi di provvedimenti che potrebbero vedere la luce nella prossima riforma delle pensioni, il tavolo di confronto calendarizzato tra Governo e sindacati per l’8 settembre é stato rinviato al 25 settembre, mentre resta confermato quello del 16. Negli ultimi giorni si é parlato di un’uscita flessibille dai 62/63 anni con penalizzazione , ipotesi che ha provocato non poche reazioni anche tra i nostri lettori. Tra i politici vi é chi si continua a dirsi fiero della Quota 100 e ribadisce di essere disposto ad incatenarsi se la legge Fornero dovesse tornare, come il leader della Lega Matteo Salvini, e chi come Cesare Damiano, invita tutti a stare ‘con i piedi per terra’. La riforma Fornero non é purtroppo mai stata abolita, dunque non é che tornerà, non é mai venuta meno, e post quota 100 tornerà semplicemente in auge per tutti, se non vi sarà una reale riforma del sistema previdenziale. Eccovi le parole di Cesare Damiano, dirigente del partito Dem e già Ministro del Lavoro.

Pensioni 2020, Damiano a Salvini: stop propaganda su quota 100 e legge Fornero

Così l’onorevole Damiano in una nota stampa all’Agi, ricordando al leader della Lega che quota 100 non verrà meno a causa del diktat dell’Ue, ma in quanto é stata dall’esordio una misura ‘a scadenza’Bisogna dire a Salvini che non serve l’intervento dell’Europa: Quota 100 si cancella da sola, al 31 dicembre del prossimo anno, perche’ si tratta di una norma transitoria triennale”.

Poi aggiunge infastidito dalla continua propaganda sulla misura: “Bisogna finirla di fare propaganda. Purtroppo, la legge Monti-Fornero non e’ stata cancellata, come vorrebbe farci credere la Lega e, se non si interviene, lo scalone di 5 anni (da 62 a 67 di eta’ anagrafica) tornera’ bello e pimpante dal primo gennaio 2022“. Dell’effetto scalone se ne parla ormai da tempo, ormai purtroppo é chiaro anche ai lavoratori che , per loro sfortuna matureranno solo dal 1 gennaio 2022 in poi i requisiti valevoli oggi per la quota 100, ossia 38 anni di contributi e 62 d’età, che dovranno accontentarsi dell’attuale riforma Fornero, perché per loro, indipendetemente da ciò che dice Salvini, a conti fatti, nulla é cambiato. Per questa ragione starà ora ai sindacati, ricorda Damiano, fare in modo che il capitolo previdenza venga riproposto e si riparta dall’importanza della flessibilità in uscita, puntando però questa volta sulla strutturalità della legge, affinché sia valevole oggi e domani. Insomma, le donne, anche dal canto loro da tempo chiedono venga meno, come dice Orietta Armiliato, amministratrice e fondatrice del Comitato Opazione donna social, della pratica scorretta del ‘di anno in anno’ che non consente alcuna pianificazione della propria vita. La quota 100 alla fine é stata una finestra, anche se triennale, per chi ha avuto la fortuna di ‘capitare al momento giusto nel posto giusto’, ma la pensione non può e non deve essere questione di fortuna. Ecco perché Il Presidente dell’Associazione Lavoro &Welfare ha ribadito quali, a suo dire, dovrebbero essere le richieste dei sindacati al Governo.

Pensioni anticipate 2020: serve una flessibilità strutturale, no allo scalone

Così Damiano in conclusione: “Proprio per questo il Governo e le parti sociali, nel tavolo di confronto che si e’ avviato, devono introdurre nell’attuale sistema pensionistico una misura di flessibilita’ strutturale che impedisca un ritorno allo scalone. Infine, l’eventuale richiesta dell’Europa circa un intervento di ulteriore taglio al sistema pensionistico, andrebbe respinta”.

Infine chiosa: “Abbiamo gia’ dato ed e’ giunto il momento di migliorare il sistema previdenziale, non di peggiorarlo. E’ quello che i lavoratori si aspettano”.

Cosa ne pensate delle richieste di Damiano? Sarebbe giusto pensare ad una riforma previdenziale a lungo termine, strutturale e non più a scadenza, o converrebbe in primis pensare a dei provvedimenti mirati ‘ad hoc’ per alcune categorie di lavoratori? Fatecelo sapere come sempre nell’apposita sezione commenti.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

23 thoughts on “Pensioni anticipate 2020, Damiano a Salvini: stop propaganda su Quota 100

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    9 Settembre 2020 in 7:20
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    Prorogare quota 100 si deve fare .
    Damiano e Salvini hanno ragione che lo scalone deve essere abolito con una nuova legge previdenziale che sia equa anche per quelli che andranno in pensione dal 2022.

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    8 Settembre 2020 in 22:09
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    Evitano come la peste di prendere in considerazione quota 41 senza limiti di eta’ e senza ulteriori penalizzazioni…

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    8 Settembre 2020 in 21:53
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    il pd è la nuova dc e damiano ha votato la fornero e ora vuole cambiarla …… perchè la ha votata? parlano per ore senza dire nulla e i fatti sono questi lavorate lavorate lavorate e loro ingrassano

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      9 Settembre 2020 in 0:37
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      Non ho mai visto nei miei 43 anni di servizio una riforma delle pensioni che ha favorito i lavoratori rispetto alla situazione precedente.
      L’unica cosa certa e’ che quota cento, sicuramente non svantaggia i lavoratori.
      Sono certo che la nuova riforma penalizzera’ i lavoratori e come sempre ancora di più le donne.
      Spero che chi peggiorerà le condizioni dei lavoratori (di qualsiasi colore politico sia) venga duramente punito nelle successive tornate elettorali.

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      9 Settembre 2020 in 10:38
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      Glielo dico io perchè l’hanno votata !! Perchè in questo dannato paese, qualcuno di responsabile ci deve pur essere, altrimenti è da quel dì che saremmo falliti. Lo sa che in Grecia, per saldare i debiti dello stato, hanno tagliato le pensioni del 30% ? Voleva per caso che anche noi nel 2011 facessimo la stessa fine ? Non è accettabile la perdita di memoria. La legge Fornero è nata perchè FI e Lega hanno indebitato il paese oltre misura. Dovreste ringraziare quel qualcuno che rimette a posto i conti e invece osannate chi fugge dalle responsabilità.

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    8 Settembre 2020 in 21:23
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    Scusate se il tutto non c’entra niente con l’articolo ma…..
    Già lunedì 7 in mattinata mi ero accorta che nessuno, oltre a questo sito, avvisava che il primo incontro governo sindacati, per la tanto attesa riforma, sarebbe stato, con mio disappunto rinviato.
    E ho pensato: bravi, sono i primi!
    Poi però, non sono arrivati il secondo o il terzo o… nel corso dell’intera giornata.
    Martedì 8 ero troppo curiosa e mi son messa d’impegno a cercare in rete quell’avviso che ormai doveva esserci! Invece trovavo solo articoli che continuavano a riportare la data dell’8 come stabilita e non rinviata e non potevo crederci. Verso sera, intorno alle 20, un autore scriveva come se l’incontro si fosse effettivamente svolto riportando proposte per me deludenti, che stanno girando da giorni un pò dappertutto, e un altro finalmente dava come data del primo incontro il 16 settembre.
    Può darsi che mi sia sfuggito qualcosa, ma lo metto in ipotesi solo per correttezza.
    Quindi: ero consapevole del fatto che non tutto quello che gira in rete è reale o credibile, ma non pensavo che tante testate potessero essere così approssimative e così poco aggiornate e credibili.
    Complimenti vivissimi al sito PPT, ad Erica Venditti e Stefano Rodinò per la loro serietà, puntualità e precisione.
    E grazie tante anche per lo spazio che ci offrite!

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    • Erica Venditti
      8 Settembre 2020 in 23:04
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      Ma grazie a voi di cuore per le belle parole e per la stima:)

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    8 Settembre 2020 in 20:20
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    Salve, scusate se scrivo ancora, ma volevo dire che anch’io mi sveglio presto alla mattina precisamente alle 4 per andare al lavoro alle 6 fino alle 14. Per non parlare di quando lavoro dalle 22 fino alle 6 di mattina e considerando il turno a ciclo continuo ogni giorno diventa uguale sabato e domenica compreso. E’ vero che ho meno di 60 anni, ma ormai è da 36 anni che porto scarpe antinfortunistiche e i miei piedi e non solo non ne possono più, anche recuperare il ritmo sonno-veglia dopo i turni notturni, alla mia età è più difficile che a 20-30 anni. Tra l’altro comincio anche ad avere i miei problemi di salute. Detto questo è perchè ovviamente siamo tutti qui, (a scrivere su questo sito, che permette a noi comuni mortali di dire la nostra opinione) per uno scopo il mio è opzione donna. Io vorrei starmene tranquilla ad aspettare la proroga, ma un giorno si e uno no si leggono notizie discordanti da crearmi un principio di esaurimento. Mi riferisco all’idea di alzare il requisito anagrafico. Mi pare che opzione donna di paletti ne abbia una staccionata aggravarla sarebbe “cattiveria”, perchè allora perdere il 30% sulla pensione? Perchè considerarla “ammortizzatore sociale”? Non sarei in grado di rispondere alla domanda dell’articolo, la realtà è che siamo un popolo variegato di “vecchietti”, difficile accontentarci tutti con una legge sola anche se strutturale. Come siamo arrivati a questo punto bisognerebbe volgere lo sguardo al passato.

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    8 Settembre 2020 in 19:13
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    i politici nel 95% dei casi sono sponsorizzati dai soggetti che spingono per le pensioni integrative . La U.E una istituzione illegittima nella sua formazione elettorele che viola la <Convenzione europea dei diritti dell'uomo , ha dentro le lobby che hanno interessi per le pensioni integrati .La forniero e solo un individuo che ha venduto i diritti umani alle corporazioni finanzierie

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    8 Settembre 2020 in 15:59
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    Ma ancora credete al PD sulle pensioni e a Damiano, i quota 100 pagano già, sono rimasti solo pochi con discreta parte retributiva, fare per il 2022 un sistema di penalizzazione ulteriore ormai è superato non potrebbe permetterselo nessuno se non qualche disperato senza lavoro come ultima chance. Ci si svegli tuttia proposito, non ascoltando idiozie, sarebbe una gran cosa

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    8 Settembre 2020 in 14:51
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    da gennaio 2021 tutti in pensione con 41 anni di contributi l’ età non conta – si deve lasciare il posto
    alla nuova generazione – anche i politici non più di 2 mandati – come fa l’america –
    i 80,90. anni vanni in pensione anche i politi vecchi – le leggi valgono per tutti – i senatori a vità ma senza stipendio – abbolire le regione – abbolire i piccoli comune sotto mille abitanti – legge severa per politici -condanna esemplare e fuori a vita dalla politica – sussidio per le casalinghi e riconoscimento i contributi ficurativo – pensione a 65 anni per tutti

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    8 Settembre 2020 in 12:30
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    Buongiorno,sono anch’io del parere che serva una riforma strutturale che mandi in pensione i lavoratori con un’anzianità contributiva (40-41 max) e che comprenda anche un limite di età con la quale poter accedere alla pensione vedi 62 anni.L’importante per noi lavoratori è che non ci siano penalizzazioni che ci costringano a rinunciare all’uscita perchè l’importo è stato ridotto.

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    8 Settembre 2020 in 12:13
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    Intanto alcune precisazioni:
    1 È stato il PD a votare la famigerata Legge Fornero e Damiano era ed è un esponente del PD, un liberista anche se meno estremista di altri come Renzi, Calenda, Bonino, Cottarelli ecc ecc.
    2 il M5s e la Lega hanno per primi iniziato a modificare il quadro normativo, migliorando in tema pensionistico.
    3 Bene ha fatto il governo a mantenere Quota 100, ma grazie al M5s.
    4 Adesso si tratta di una vera riforma previdenziale: 60 anni bastano, ovviamente dal 2022.
    5 Solo così si garantisce un futuro lavorativo ai giovani e un ritiro sereno ai sessantenni.

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      8 Settembre 2020 in 16:44
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      Chi ha votato la legge Fornero lo ha fatto per rimediare i danni del governo in carica nel 2011 nel quale, guarda caso, c’era la Lega. Che piaccia o no, siamo in Europa e certe regole vanno rispettate e quel governo non lo ha fatto, disastrando la propria economia. Troppo facile spendere e spandere e poi a rimettere a posto i cocci devono essere gli altri. Lei cosa insegna ai suoi figli, a fare debiti ? Dovrebbe dirgli che però i debiti vanno saldati.
      5S e Lega non hanno migliorato il sistema pensionistico, lo hanno solo incasinato per tre lunghi anni, in cui molti soggetti sono stati penalizzati, infatti anche Lei vedo, chiede una “VERA” riforma previdenziale, prova evidente che la quota 100 non lo era affatto. Lei dice e si contraddice in poche righe.

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        8 Settembre 2020 in 18:25
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        Il PD I soldi alle banche li ha date (oltre 10 miliardi) e chi ha pagato: i lavoratori! I LIBERISTI DEL PD sono i peggiori nemici dei lavoratori e dei giovani disoccupati.
        Il PD è responsabile delle peggiori leggi contro i giovani lavoratori.
        1 leggi precarizzanti sul lavoro
        2 leggi sul numero chiuso all’università Medina ecc ecc
        3 libertà di licenziamento e abolizione art 18
        3 leggi razziste tipo Turco Napolitano ecc
        4 privatizzazioni trasporti, sanità ecc
        Potrei continuare
        La distruzione del sistema pensionistico è solo un tassello
        BASTA con il liberismo capitalista.

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      8 Settembre 2020 in 22:52
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      Sig. Tottuccio condivido pienamente quanto ha scritto.

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    8 Settembre 2020 in 12:01
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    Signor Damiano, lei fa bene a ricordare a Salvini come stanno le cose, ma lui sa perfettamente come stanno e continua a fare “il suo gioco”. Personalmente, non sono le sue farneticazioni che mi spaventano, ma quanti italiani ancora gli stiano dando credito.

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    8 Settembre 2020 in 11:34
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    Ora che siamo arrivati al dunque, dovrebbe essere chiaro a tutti che cosa è stata quota 100.
    Una riforma non strutturale.
    Non aperta a tutti.
    A tempo determinato. Chi c’è c’è, chi non c’è si arrangi e si becca la Fornero.
    Non ha creato il famoso turn over.
    Ha premiato chi ha lavorato meno e versato meno contributi.
    Ha lasciato sul lavoro persone molto più anziane.
    Ha umiliato chi credeva che le leggi fossero uguali per tutti.
    E’ costata un patrimonio.
    Gli unici ad essere felici sono chi ne ha usufruito e che oggi danno dell’invidioso a tutti gli altri lavoratori, non guardando il proprio egoismo.
    Dulcis in fundo ……. una compravendita di voti.

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      8 Settembre 2020 in 17:38
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      Una sua visione che mi permetta concordo SOLO nel primo punto. Il secondo è uguale al primo. Il terzo non è vero . Porti le cifre per dimostrarlo. Nel pubblico grazie a quota 100 c’è ricambio dopo anni di stagno. E sono passati 2 anni con i tempi per fare i concorsi..Ha premiato chi ha lavorato 38 anni , se per lei sono pochi…ha lasciato a casa persone con 62 anni e più che considero non più giovani, le leggi non sono uguali per tutti come tutte quelle fatte sulle pensioni..chi aveva 18 anni nel 95 aveva un trattamento chi ne aveva 17 e 11 mesi uno molto più peggiorativo..e anche la prossima legge non avrà un trattamento uguale per tutti . E’ costata un patrimonio? Non ha regalato nulla a nessuno; il calcolo è stato fatto sugli anni di contributi pagati dopo il 95 mantenendo i due conteggi come mantiene la Fornero. Con 38 anni chi è andato in pensione prende meno di un lavoratore che è andato con la Fornero. Le pensioni che costano da 40 anni perchè i contributi versati sono ZERO sono i vitalizi pagati ai nipoti dei politici defunti, le pensioni baby e i trattamenti ancora privilegiati delle forze armate.

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        9 Settembre 2020 in 10:29
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        Alessandro, concordo.
        Io capisco essere politicamente contrari a Salvini e magari non trovarlo simpatico e apprezzabile neppure dal lato umano. Anch’io non sono nè leghista nè salviniano e, quantomeno, non lo ritengo nè molto affidabile nè un'”aquila”.
        Però dipingere Quota 100 come una “bufala” che addirittura ha fatto danni mi pare non corretto.

        Quota 100 è una “riforma” che ha certamente grandi limiti ma che ha COME MINIMO un grande merito, come anche lei rileva: è stato un GROSSO SASSO BUTTATO NELLO STAGNO della Fornero e ha messo in luce l’impossibilità di fare ora finta di poter tornare ai 67 anni “tout court” di uscita.
        Ciò è stato rilevato, in modo stizzito, dalla stessa Elsa Fornero.
        Se non ci fosse Quota 100, e il paventato scalone di 5 anni alla fine del 2021, adesso FORSE si discuterebbe SOLO se spostare il limite dai 67 ai 65, lasciando tutto il resto invariato, invece di ipotizzare i 62 (anche se con penalizzazioni) e forme di flessibilità a scelta del pensionando.
        Poi magari faranno una nuova riforma deludente, però il punto di partenza della discussione è che i 67 anni sono improponibili.

        Quota 100 è anche costata meno del previsto, perchè con l’elevato limite dei 38 anni di contributi (che secondo è un limite micidiale, la maggiore carenza del provvedimento) è stata sfruttata da poco più di metà della platea prevista e se la si fosse abolita il risparmio non sarebbe stato i famosi 17 miliardi in due anni di cui si è parlato ma probabilmente solo 8.5 miliardi (vedere agi.it/fact-checking/quota_100_manovra-6359078/news/2019-10-15/ ).
        Non è Quota 100 la minaccia alla sostenibilità dei conti INPS. Tant’è vero che la si lascia scadere a fine 2021 senza che l’INPS lanci alcun allarme.

        E’ vero che Quota 100 ha “discriminato” tra chi ha potuto usufruirne e chi no (io sono tra questi ultimi) ma TUTTO il sistema pensionistico italiano è pieno di differenziazioni e discriminazioni, in parte giustificate e in parte no (ce ne sarebbe tanto da dire ma non voglio andar fuori tema).
        Quota 100 non è certamente l’archetipo delle “discriminazioni”, è solo UNA delle tante opzioni e trattamenti ai quali solo una parte dei pensionandi può aderire.

        Per me personalmente Quota 100 ha rappresentato una “fregatura”, perchè non la posso sfruttare, invece per altri che conosco è stata una benedizione.
        Con tutti i limiti che ha, secondo me è stato bene che la si sia fatta e molte della critiche che riceve mi paiono parecchio “ideologiche” e poco concrete.

        Rispondi
        • Erica Venditti
          9 Settembre 2020 in 11:14
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          Carlo approvo l’interressante commento lasciando il riferiemtno alla fonte da lei indicato, ma togliendo il link esterno che non ci é possibile pubblicare. Vhi vuole può cmq cercare l’approfondimento da lei indicato

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      • Avatar
        9 Settembre 2020 in 10:58
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        Caro Alessandro, riprovi sui punti, sarà più fortunato.
        Ribadisco: Una riforma per pochi e non per tutti.
        A Tempo determinato, infatti chi raggiungerà la quota 100 il 1 gennaio 2022 sarà escluso.
        Si affermava con convinzione che per ogni pensionato con la quota ci sarebbero state 3 assunzioni, cosa non avvenuta.
        38 anni sono pochi rispetto a chi ne ha lavorato 42, è semplice matematica.
        62 anni sono tanti ma meno di 67 ( e però questi ultimi stanno ancora lavorando).
        Lei dice che le leggi non sono uguali per tutti ed invece io le dico che la riforma Sacconi e la Fornero erano leggi uguali per tutti, penalizzanti si, ma per tutti.
        E per fortuna che chi ha solo 38 anni di contributi prende meno di chi ne ha 43, mi stupirei del contrario.

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  • Avatar
    8 Settembre 2020 in 9:34
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    In pensione tutti a 62 sia lavoratori pubblici che privati… Mi ritrovo a 65 con tutti i problemi dell età a svegliarmi alle 5_30 x entrare alle 7.30 ed uscire alle 14.00 è molto pesante…dire che non ce la faccio più è riduttivo sono entrata nella pubblica amministrazione 30 anni fa quindi non ho alcuna speranza che (scusate) schiattare fino a 67…voglio andare in pensione………..

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