Pensioni anticipate 2020, la Uil punta i piedi: Ora Quota 41 e uscita dai 62 anni

Riforma pensioni 2021, boom di consensi per la proposta dei quota 41

Nonostante l’attenzione dei cittadini sia proiettata sempre più sul Coronavirus e sul bollettino dei contagi che giornalmente viene diramato oltre che su i vari Dpcm questo a causa dell’insicurezza economica e delle conseguenze psicologiche che la pandemia sta generando, i lavoratori prossimi alla pensione non possono non sperare nelle parole pronunciate da Domenico Proietti e da Carmelo Barbagallo. Il Segretario confederale della Uil e il Segretario generale della Uil Pensionati, intervistati da The Italian Times, hanno ribadito quanto sia necessaria oggi più che mai una strutturale Riforma delle pensioni che possa impedire il ritorno immediato, post quota 100,dei requisti insiti nella Legge Fornero. Tutti concordano sul fatto che i lavoratori abbiano bisogno di misure che non si basino sulla logica del ‘di anno in anno’ ma che diano certezze, quella sicurezza che permetta di programmare, con serenità e avendo certezza della durata dei provvedimenti previdenziali, la propria vita quando si é prossimi alla pensione. Occorre dicono i due sindacalisti: “mettere in campo una vera riforma del sistema che non persegua i soli equilibri di bilancio ma che riporti equilibrio sociale nel sistema previdenziale”. Eccovi in dettaglio le loro parole ed i correttivi richiesti al Governo.

Pensioni anticipate, Uil: reintrodurre flessibilità dai 62 anni e stabilire che 41 anni di contributi bastano

La Uil ha le idee chiare sui capisaldi che dovrebbero emergere nella prossima riforma delle pensioni, é tempo dicono Barbagallo e Proietti, dopo interventi, che culminati con la Legge Fornero, hanno fatto cassa sul sistema previdenziale, di mettere in campo una riforma previdenziale che vada oltre i soli equilibri di bilancio e riporti equità sociale.

Per questa ragione due sono almeno i punti fermi da cui dovrebbe partire il Governo per poter far parlare di ‘vera’ riforma delle pensioni: reintrodurre una flessibilità diffusa di accesso intorno ai 62 anni di età e stabilire che con 41 anni di contributi si possa andare in pensione a prescindere dall’età anagrafica”. Le richieste all’esecutivo da parte della Uil non si confinano perà alla sola flessibilità dai 62 anni ed alla quota 41, ambita e richiesta ormai da anni dai lavoratori precoci e non che hanno alle spalle 41 anni di contirbuti versati, ma passano altresì per una pensione di garanzia per i giovani e per la valorizzazione di cura delle donne, il cui welfare gratuito troppo spesso non viene tenuto in giusta considerazione. Le donne rischiano di avere carriere discontinue e dunque di non raggiungere sufficienti contributi previdenziali proprio a causa del loro ruolo di primarie ‘caregiver’ all’interno della famiglia e della società. Orietta Armiliato, fondatrice ed amministratrice del Comitato Opzione donna social, da tempo si batte affinché vengano meno le misure di ‘anno in anno’ e si punti da subito alla proroga dell’opzione donna fino al 2023, proprio per restare nella logica della possibile pianificazione della propria vita che non debba dipendere da misure ‘ a scadenza’ come il latte, e si valorizzi ai fini previdenziali il lavoro di cura svolto dalle donne. Le richieste della Uil vanno proprio in questa direzione per quanto concerne il genere femminile.

Pensioni anticipate, Uil chiede: pensione di garanzia per i giovani e valorizzazione lavoro di cura per le donne


Ecco per punti le richieste eplicite della Uil, che già ci erano state anticipate, prima degli incontri col Governo, in un’intervista esclusiva che Domenico Proietti ci aveva rilasciato, e che qui vengono ribadite con forza, occorre:

  • una misura che garantisca ai giovani future pensioni adeguate
  • valorizzare ai fini previdenziali il lavoro di cura, svolto prevalentemente dalle lavoratrici
  • proroga di Ape sociale e di Opzione donna, con alcuni correttivi che introducano elementi di maggiore equità e razionalità
  • l’equiparazione ai fini previdenziali del part time orizzontale a quello verticale
  • la semplificazione del contratto di espansione per le aziende fino a 500 dipendenti
  • un nuovo semestre di silenzio assenso per i fondi pensione negoziali
  • la soluzione definitiva per i lavoratori cosiddetti esodati
  • l’ampliamento “della platea dei beneficiari della 14esima mensilità” e un incremento dell’importo della stessa.

Fateci sapere se concordate con le richieste della Uil al Governo e soprattutto se a vostro avviso servirebbero oltre a quelel elencate altre misure per poter parlare di ‘vera’ riforma delle pensioni. Fatecelo sapere come sempre nell’apposita sezione commenti del sito.

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9 commenti su “Pensioni anticipate 2020, la Uil punta i piedi: Ora Quota 41 e uscita dai 62 anni

  1. È giunta l’ora di pensare ai precoci con quota 41 senza condizioni senza paletti lo stato ha risucchiato tutto il sangue adesso basta Sindacato svegliati da sonno

  2. Condivido quanto scritto da Ale, purtroppo le considerazioni, le amarezze, e le nostre grida di “giustizia” di tutti noi Over 60 non sposteranno di un centimetro la situazione, mentre questa sera come al solito ci verrà riproposta la solita “dose” settimanale del Dott. Cazzola o della Dott.ssa Fornero che dall’alto dei loro pulpiti pur avendo mietuto vittime a non finire (dopo 9 anni ancora ci sono gli esodati) ci diranno come deve essere il sistema pensionistico oggi e nel futuro, per la nostra ed altrui felicità.

    Basta di prenderci in giro ….. la gente anche se molto buona (purtroppo non siamo francesi) è stanca, ma attenzione non c’è cattivo più cattivo di un buono che diventa cattivo.

  3. Il problema sono i soldi, ma diciamo che è un falso problema, basta tassare i soldi che escono dai nostri conti correnti verso altri stati come Irlanda o paradisi fiscali.

  4. Ammiro il pensiero lungimirante del sindacato. Come si fa a non condividere quelle parole, a non comprendere l’utlità di quelle azioni, a maggior ragione nel periodo che viviamo e vivremo nei prossimi 5 e più anni ?
    E’ un pensiero lodevole, umano, di valore .
    E come tanti pensieri e azioni di valore faranno come la pallina da tennis sul muro.
    Rimbalzeranno senza fare neppure un segno nel muro.
    Sembra proprio una situazione irreale, dove esiste una voglia di portare l’Italia, mantenendo una legge Fornero o peggio rendendola ancora più dura, allo SFASCIO totale:
    -tra generazioni,
    -tra lavoratori e disoccupati,
    -tra aziende che vorrebbero crescere con innovazione e nuova progettualità e altre che muoiono con i sessantenni che timbrano il cartellino,
    -con gli annunci dei defunti che sfido la Fornero a seguirne l’età media degli ultimi anni per comprendere come abbia devastato il desiderio dei lavoratori di poter programmare una propria vita decente nei tempi REALI che rimangono da vivere,
    -con migliaia di lavoratori giovani tenuti in cassaintegrazione per anni mentre altri sessantenni sono a lavoro,
    -con figli trentenni che si girano sul cuscino alle 10 quando il papi alle 7 si prepara per fare il viaggio quotidiano al lavoro,
    -con gli annunci televisivi e dei quotidiani che prevedono catastrofi sempre più grandi per i consumi ridotti e la mancata crescita quando chi ha la fortuna di lavorare e la consapevolezza che le regole sono sbagliate si tiene tutto il possibile per ora in banca e prossimamente sotto il materasso riducendo ogni cosa superflua,
    – con lavoratori fortunati che a 55 anni sono in pensione a pieno stipendio, grazie al comparto di appartenenza, mentre altrettanti pari lavoratori sono costretti a lavorare per ulteriori 12 anni e contribuire a pagare le pensioni dei cinquantacinquenni più fortunati,
    -con…
    L’unica fievole speranza è che i muri non sono eterni, possono creparsi, crollare o anche non essere più presenti.
    Spetta a voi ora sindacati aprire crepe in quel muro.

  5. Si 41 anni di contribuzione mi sembrano equi, non mi sembra equo penalizzare chi ha iniziato precocemente penalizzandomi con il coefficiente decurtandomi una cospicua somma.

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