Pensioni anticipate 2020, l’intervista a Damiano su quota 41, esodati e quota 102

Le ultime novità sulla riforma delle pensioni a seguito dell’incontro tenutosi ieri 27 gennaio tra il Governo e le parti sociali, giungono da un’interessante intervista che ci ha rilasciato Cesare Damiano, Dirigente del partito democratico nonché membro del gruppo tecnico di lavoro sul sistema pensionistico pubblico e privato costituito presso il Cnel.

Il team di cui fanno parte anche Alberto Brambilla, Michele Faioli, Marco Leonardi, Angelo Pandolfo e Michele Raitano è guidato dal presidente Tiziano Treu e coordinato dalla vicepresidente Gianna Fracassi, ci fa sapere Damiano nel corso dell’intervista, dal 30 gennaio inizierà un ciclo di audizioni con le parti sociali e altri esperti. Abbiamo chiesto all’onorevole un suo parere in merito ad una delle proposte di uscita anticipata che in questi giorni più é stata oggetto di discussione, anche sui social, ci riferiamo alla quota 102 con contributivo e abbiamo chiesto altresì se concorda o meno sulle richiesta avanzate dai sindacati di una quota 41 per tutti indipendentemente dall’età e di una salvaguardia definitiva degli esodati. Eccovi le sue parole.

Pensioni anticipate, Damiano: occorre architettura che duri nel tempo

Ieri c’è stato l’atteso incontro tra Governo e sindacati, che segnerà la riapertura del confronto sulla tematica previdenziale. Tra le varie proposte emerse in questi giorni, che puntano al superamento della quota 100 dal 2022, una delle più discusse riguarda quella di un’uscita anticipata con quota 102 con ricalcolo dell’assegno interamente contributivo, a cui i sindacati hanno risposto con un secco ‘NO’. Lei, onorevole Damiano, cosa ne pensa di tale proposta?

Individuare una soluzione strutturale per introdurre nel sistema pensionistico il criterio della flessibilità non può trasformarsi nel gioco del lotto. L’incontro di ieri, Governo-sindacati, è stato preliminare: si è fissato un percorso che dovrebbe consentire di inserire le proposte di riforma nella Nota di aggiornamento del Def, per poi proseguire il suo iter nella Legge di Bilancio. Abbiamo assistito, nelle ultime settimane, a una girandola di proposte. Chi ritiene che si possa andare in pensione a 62 anni, chi a 63, chi a 64, con contributi che variano dai 35 ai 38 anni. Chi vorrebbe le penalizzazioni e chi le esclude in modo tassativo. Forse bisognerebbe mettere un po’ d’ordine ricercando una architettura di sistema che duri nel tempo.

Il punto da cui partire è il superamento della legge Monti/Fornero. Per farlo bisogna fare i conti con le coperture finanziarie e con le risorse disponibili, che non sono mai molte. Per cominciare, basiamoci su quanto già esiste. In questo senso, la proposta, a mio avviso, più razionale è quella che fa riferimento all’età pensionabile dell’APE sociale: 63 anni. La stessa età della legge Fornero individuata inizialmente come soglia di riferimento per accedere alla pensione per coloro che avranno il sistema interamente contributivo (a partire dal 2036 circa). Naturalmente vanno eliminati i paletti contenuti nella stessa legge: si va in pensione con il contributivo a 63 anni, ma a condizione che l’assegno percepito equivalga almeno a 2,8 volte la pensione minima, cioè circa 1.400 euro lordi mensili. Questo vincolo va eliminato. Un altro criterio, da seguire, è la suddivisione della platea dei lavoratori in due parti: la prima, quella di chi svolge lavori usuranti e gravosi. In questo caso dovrebbero bastare, accanto ai 63 anni, i 35 di contributi (Quota 98). Per gli altri lavoratori si potrebbe immaginare un meccanismo di vere Quote: 63 anni e 37 di contributi o 64 con 36 di contributi (Quota 100). Circa le penalizzazioni, si potrebbe riprendere la proposta di legge 857 del 2013, che ebbe un significativo successo popolare, firmata da Damiano, Baretta e Gnecchi, ma non accolta dal Governo del tempo, che prevedeva una penalizzazione del 2% per ogni anno di anticipo, ma escludendo chi svoglie lavori usuranti e gravosi.

Riforma pensioni, Damiano: ok quota 41 e salvaguardia esodati

I sindacati inoltre hanno rimarcato, nelle ultime interviste che ci hanno rilasciato, l’importanza di mandare in pensione i lavoratori dopo 41 anni di lavoro, dicendosi dunque pro Quota 41. Inoltre, hanno ribadito la necessità di sanare il dramma degli ultimi 6.000 esodati ancora non salvaguardati. Ritiene anche lei che si tratti di misure prioritarie?

Sui 41 anni di contributi con i quali poter andare in pensione, indipendentemente dall’età pensionistica, sono d’accordo. Era una proposta già contenuta nella 857. Per gli esodati è evidente che questa dolorosa vicenda che si trascina dal 2011 va risolta con una nona e ultima salvaguardia.

Quanto alle soluzioni da definire, oltre a quel che ho detto prima, aggiungo che si è costituito presso il Cnel un gruppo di lavoro proprio in merito al sistema pensionistico del quale faccio parte insieme ad altri esperti del settore: Alberto Brambilla, Michele Faioli, Marco Leonardi, Angelo Pandolfo e Michele Raitano. Il gruppo di lavoro è guidato dal presidente Tiziano Treu e coordinato dalla vicepresidente Gianna Fracassi.

Il 30 gennaio inizieremo le audizioni delle parti sociali e di altri esperti. Il fine di questo lavoro è quello di fornire a Parlamento e Governo proposte per soluzioni praticabili.

Ringraziamo l’onorevole Damiano per il tempo dedicatoci e ricordiamo che trattandosi di intervista in esclusiva chiunque volesse riprenderne parte é tenuto a citare la fonte Pensionipertutti.it.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

19 pensieri riguardo “Pensioni anticipate 2020, l’intervista a Damiano su quota 41, esodati e quota 102

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    30 Gennaio 2020 in 4:59
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    Il mio commento. sano e giusto è stato cancellato …per niente volgare ..come volevasi dimostrare opinioni dirottate a proprio vantaggio….attenzione le persone non sono vostre bandiere

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    • Erica Venditti
      30 Gennaio 2020 in 13:04
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      Ma quale Ezio? non é che ancora non é stato pubblicato ed é in moderazione? ora controllo. Comunque in linea generale se i commenti non sono volgari vengono tutti e dico tutti pubblicati, anzi alcuni sono io stessa ad usarli per scrivere i miei pezzi, se trovo che le argomentazioni postate siano interessanti e/o originali. Credo se parla di usaere i lavoratori come ‘bandiere’ che si stia riferendo al sito sbagliato, abbiamo un’elevatissima, e molti altri lettori potranno confermarglielo, attenzione a ciò che ci scrivete e diviene sempre spunto per articoli in cui vi diamo voce. Controllo intanto se vi sono suoi commenti ‘pending’. Saluti, Erica

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      30 Gennaio 2020 in 13:58
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      Sig Ezio è successo anche a me. Due commenti per nulla offensivi di circa 20 giorni fa non pubblicati. Uno era in riferimento ad un riflessione sul cambiamento dei sindacati, l’ altro su un commento del prof. PERFETTO con cui condividevo molte riflessioni.

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      • Erica Venditti
        31 Gennaio 2020 in 22:57
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        Giuseppe li rimandi magari mi sono sfuggiti. Mi perdoni nel caso

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    30 Gennaio 2020 in 0:37
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    Segnalo che la Riforma SACCONI (Dl 78/2010 e DL 98/2011) ha portato l’età di pensionamento di vecchiaia a 67 anni per TUTTI e quella di pensionamento anticipato (uomini e donne) a 41 anni e 3 mesi per i dipendenti e 41 anni e 9 mesi per gli autonomi. Per questi ultimi, poi, i 41 anni e 9 mesi sono stati RIDOTTI a 41 anni e 3 mesi dalla Riforma Fornero.

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    29 Gennaio 2020 in 23:10
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    Ma scusate 41 anni di contributi chi li ha versati ? Lo stato incassa ..lo stato dia a chi nella vita non ha solo chiaccherato ma ha mantenuto un sistema ..ma ha parlare con le fatiche altrui … fate attenzione ha non colpire certi lavoratori ..fate molta attenzione

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    • Erica Venditti
      30 Gennaio 2020 in 13:06
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      Eccolo, forse si riferiva a questo? Vede non siamo sempre online, approvo generalmente io, e devo avere modo di leggerli uno ad uno e sono tanti!

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        30 Gennaio 2020 in 21:28
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        Buonasera Erica..la ringrazio della sua trasparenza..e di sicuro stimero` il suo lavoro ..mi raccomando.per quanto possibile continui ad essere onesta ..complimenti ….Vinca sempre la VERITÀ

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    29 Gennaio 2020 in 16:31
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    Se faranno veramente la separazione previdenza assistenza verra fuori che previdenza e in attivo e non ci sono più scuse per dire che per fare la quota 41 non ci sono le risorse .. Fate questa benedetta quota 41 una volta per tutte…

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    29 Gennaio 2020 in 16:23
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    Dal latino ludere ( giocare ) ma anche illudere ( deridere, farsi beffa)derivano :illuso (ingannato),illusione ( rappresentazione del falso),illusore ( colui che illude),illusionista ( prestigiatore ) ecc. Quindi illudere ed illudersi al presente indicativo: noi ci illudiamo, voi vi illudete, loro si illudono.Ma la terza persona plurale diventa :” LORO CI ILLUDONO” il che cambia molto! Dopo lunghissimi mesi di proposte, trattative e tavoli di lavoro si arriverà a dicembre 2020 con notevoli sorprese sulla riforma pensioni che scontenteranno la maggior parte dei lavoratori. LORO GIOCANO, INGANNANO ED ILLUDONO.

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    29 Gennaio 2020 in 6:52
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    Ci fosse uno, ma solo uno che cavalca la tigre…. LE RISORSE CI SONO !
    Lo stesso governo, la ragioneria dello stato, l’ISTAT e mille altri hanno stabilito univocamente che l’evasione fiscale cuba oltre 100 miliardi. Senza arrivare a carcere duro, inasprimento delle pene e simili, che non servono assolutamente a nulla, è sufficiente RECUPERARE questo maltolto. MA FORSE c’è chi, per interesse personale, questo non lo vorrà mai attuare!!!

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      29 Gennaio 2020 in 11:02
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      Ha ragione, sig.ra Aurora, nel dire che le risorse ci sono e che basterebbe recuperarle dall’evasione fiscale.
      È da sempre che si parla di lotta all’evasione fiscale. Ma se siamo ancora qui a parlarne, vuol dire che è una lotta impossibile.
      Le ragioni potrebbero essere molteplici. Lei, per esempio, ipotizza che ci possano essere degli interessi personali da parte di esponenti politici. Potrebbero anche esserci dei gruppi di pressione (lobby) che esercitano una fortissima influenza sui politici. Potrebbero esserci problemi riguardanti la privacy (sapere, per esempio, quanto hai sul conto corrente, nelle cassette di sicurezza, quante proprietà, terreni, auto, come spendi, chi frequenti, ecc.). Insomma, possiamo solo formulare ipotesi (il magistrato Piercamillo Davigo si è più volte espresso sulla lotta all’evasione fiscale nelle trasmissioni di Piazzapulita e Dimartedì).
      Il punto vulnerabile di tutto ciò è uno solo: occorre fare accertamenti. Questo significa eseguire controlli da parte della Guardia di Finanza, dei magistrati, di esperti di diritto tributario, istituire processi, ingolfamento dei tribunali. Insomma, occorrerebbe mettere in moto una macchina di controllo enormemente potente. Questo in parte già avviene, ma ciò che si riesce a recuperare è davvero cosa assai modesta.
      La vera “lotta” all’evasione fiscale consiste non già nel “controllare” se si evade oppure no, ma nell’“rendere impossibile” l’evasione. Per fare ciò occorre una gestione centralizzata di tutte le attività produttive a livello di Stato, e ciò potrebbe far pensare ad una eccessiva presenza dello Stato negli affari privati della gente (il paradosso è che gli affari privati della gente li sanno già Facebook e Google ma non lo Stato). E qui si porrebbe la questione: statalismo o liberismo? (Una via di mezzo per la lotta all’evasione, a mio avviso, non c’è).
      In ogni caso i politici devono fare una scelta, occorre, come dice lei, “solo uno che cavalca la tigre”.
      E chi, tra i politici che abbiamo, ha il coraggio di cavalcare una tigre?

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    28 Gennaio 2020 in 18:40
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    Come volevasi dimostrare la proposta di legge 857, sostenuta da sempre dai LAVORATORI PRECOCI UNITI A TUTELA DEI PROPRI DIRITTI, quelli del 41 SENZA SE SENZA MA, è la soluzione più equa di tutte le proposte dette e fatte fin ora. Ed aggiungo che Q41 poteva essere fatta tranquillamente se “scelte politiche” disastrose e meramente di “scopo elettorale” non si fossero fatte con estrema facilità e incompetenza.

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      29 Gennaio 2020 in 8:29
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      Con tutto il rispetto non vedo assolutamente la proposta di legge 857 dell’On. Damiano come SOLUZIONE PIU’ EQUA e ora le spiego il perchè.
      1°) Favorirebbe solo i quota 41 mandandoli in pensione a partire dai 55 anni SENZA PENALIZZAZIONI;
      2°) Darebbe una mazzata fino all’8% di penalizzazione ai 62 anni ed oltre su pensioni già decurtate da una minore contribuzione e fruibili per un numero notevolmente inferiore di anni rispetto a quelli sopra.
      A questo punto per trattare tutti allo stesso modo i casi sono due, o si da una penalizzazione ai quota 41 identica agli altri per ogni anno in meno rispetto ai 62, oppure soluzione migliore TOGLIERE LE PENALIZZAZIONI A TUTTI. Cordiali saluti.

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        29 Gennaio 2020 in 14:17
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        No guardi che il “cuore” della 857 era appunto 41 anni di contributi (più di un ergastolo) bastano e non ci devono essere penalizzazioni, e nessuno vieta che chi ha 62 anni lavori fino a 41, la serietà vorrebbe che si calcoli i contributi e non l’età, se non si comprende questo tutto inutile, se non è equità questa, non saprei cosa lo è.

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          30 Gennaio 2020 in 14:06
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          Mi permetto di dirle che il “cuore” del ddl 857 non erano i 41 (che comunque approvo e sottoscrivo), ma un anticipo pensionistico mirato ad “addolcire” l’impopolare e infame legge Fornero. E’ evidente che la 41 per tutti non può bastare perchè non esistono solo i precoci, occorre anche tutelare chi ha perso il lavoro dopo una certa età, oppure chi ha iniziato in età più avanzata o ha avuto carriere discontinue e non riuscirebbe mai a raggiungere i 41 ma solo i 67 anni di età (non 55), e penalizzare ulteriormente queste categorie oltre alla minore contribuzione non sarebbe certo “equità” come dice lei.

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      29 Gennaio 2020 in 14:47
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      Caro Livio , io ho diviso partiti e politicanti , con una riga… Da una parte quelli che NON meritano neanche di essere incrociati… non solo di sedere su gli scranni del parlamento… e questi sono TUTTI QUELLI CHE HANNO VOTATO , oppure sostenuto , sia direttamente che indirettamente , o con semplici dichiarazioni LA GRANDISSIMA INFAME PORCATA FORNERO…PiDioti e frangie , BerlusCOGLINI e frangie , Fratelli della mia minchia , Monti ecc… Dall’ altra parte della riga ci sono i PAPABILI… tutti coloro che non hanno votato ne sostenuto la GRANDISSIMA INFAME PORCATA FORNERO…

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    28 Gennaio 2020 in 18:05
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    L’onorevole Damiano afferma: “Il punto da cui partire è il superamento della legge Monti/Fornero. Per farlo bisogna fare i conti con le coperture finanziarie e con le risorse disponibili, che non sono mai molte.”
    Come ho avuto modo di esprimermi già in passato, l’approccio che propone Damiano è del tipo “queste sono le risorse, vediamo cosa posso ottenere” e porterà ad una riforma pensionistica di basso profilo che scontenterà gran parte dei futuri pensionati, dal momento che le risorse, come afferma lo stesso Damiano, “non sono mai molte”.
    L’approccio corretto per avere una riforma pensionistica di alto profilo, che accontenti i pensionati, che stimoli le imprese, che aumenti l’occupazione e che abbia ritorni per le casse dello Stato è adottare il seguente approccio: “queste sono le pensioni da erogare per soddisfare i bisogni dei precoci, esodati, Opzione donna e Quota 100, come posso ottenere le risorse che mi servono?”

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    28 Gennaio 2020 in 16:14
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    Su quota 41 Damiano è stato chiaro, esplicito. Ora Sindacati premano su Governo per un accordo strutturale a partire dalla finanziaria 2021. Reperire le risorse, individuare criteri e metodi per l’accesso. Quante volte siamo arrivati al “è quasi fatta”. Credo oggi ci siano condizioni per arrivare ad un accordo che metta un sigillo a chi ha iniziato niziato da ragazzo a lavorare. Troppe prese in giro in questi anni, troppe false promesse in passato. Oggi con l’insediamento delle due commissioni per lo studio della separazione previdenza e assistenza e sui.labori gravosi/usuranti, possono esserci veramente le condizioni per questo forte provvedimento sulla Fornero.

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