Pensioni anticipate 2020, news Ghiselli e Proietti: flessibilità dai 62 anni o quota 41

Sulle riforma delle pensioni, e sul nuovo ‘sistema a punti’, proposta dell’Inps, che sta circolando in queste ore per uscire ‘indenni’ dallo scalone post quota 100, abbiamo intervistato, come vi avevamo anticipato nell’articolo di ieri, sia Ghiselli, segretario confederale della Cgil, quanto Domenico Proietti, segretario confederale della Uil.

Eccovi le loro considerazioni sulle proposte del Presidente Inps Tridico e sulla necessità di aprire quanto prima al confronto col Governo al fine di mettere mano alla riforma delle pensioni tenendo in considerazione sia il mestiere svolto e dunque la sua gravosità, quanto gli anni di lavoro effettivamente svolti. La proposta di Cgil, Cisl e Uil si basa su una flessibilità in uscita a partire dai 62 anni e sulla necessità di consentire la quota 41, indipendentemente dall’età anagrafica .

Pensioni, Ghiselli: riconoscere la gravosita’ di tutti i lavori manuali

Così Ghiselli, segretario confederale della Cigl: “Siamo stati i primi a porre il tema della diversità dei lavori rispetto alla speranza di vita da cui far discendere diverse condizioni pensionistiche. Ma non userei solo il termine di “lavori usuranti” perché questo richiama un ristretto numero di attività, che richiedono una tutela ancor maggiore. Occorre quindi andare oltre e ragionare di platee molto più ampie, anche rispetto alle 15 mansioni considerate gravose ai fini dell’Ape social, che meritano un riconoscimento in termini di anticipo pensionistico. Solo per fare alcuni esempi, tutti i lavori manuali come gli operai o i commessi o gli operatori socio sanitari, come anche alcune attività non manuali ,ma particolarmente pesanti, come gli operatori della sicurezza o molte figure sanitarie.”

Quindi il sistema a cui pensiamo è quello in cui è il lavoratore e la lavoratrice a decidere quando andare in pensione, dopo 62 anni con 20 anni di contributi, o a qualunque età con 41 anni di contributi, ma coloro che si trovano nelle diverse condizioni di usura o pesantezza del lavoro, potranno avere delle condizioni più favorevoli o per anticipare l’uscita dal lavoro o per ottenere un rendimento pensionistico maggiore, agendo sul valore dei coefficienti di rivalutazione. Lo stesso criterio lo immaginiamo per riconoscere il lavoro delle donne e quello di cura. La Commissione prevista da questa legge di bilancio potrà dare un importante contributo per confermare queste diversità rispetto ai diversi lavori svolti.”

Riforma pensioni, Ghiselli: necessaria apertura tavolo con Governo

Così Ghiselli ricordando l’importanza di riprendere il dialogo con il Governo quanto prima, afferma: “In vista della prossima apertura del tavolo sulla previdenza fra Governo e sindacati stanno proliferando proposte di vario tipo, molte delle quali contengono alcuni punti che collimano con la Piattaforma di Cgil, CISL e Uil. Il problema a questo punto è che il Governo deve dire come la pensa, soprattutto rispetto alle proposte che fa il sindacato.” Poi in conclusione ci dice: “Questa volta non si può sfuggire al tema vero, quello del superamento strutturale della Legge Monti-Fornero con un nuovo sistema flessibile e solidaristico, che regga nel tempo e offra una prospettiva previdenziale anche ai giovani. Quota 100 in tre anni darà una risposta solo a poche centinaia di migliaia di persone, fra l’altro lasciando fuori i più deboli, oggi dobbiamo invece pensare ai milioni di lavoratori che aspettano una risposta definitiva e stabile nel tempo. Noi siamo pronti al confronto serio e rigoroso ma, se si renderà necessario, anche alla mobilitazione, su un tema che è particolarmente sentito da tutta la nostra gente.”

Proietti su pensioni e flessibilità: Ipotesi Inps contributo utile

Proietti dalla sua afferma, avvalorando quanto detto da Ghiselli: I sindacati hanno posto da tempo l’esigenza di introdurre una flessibilità diffusa di accesso alla pensione . Dopo l’Ape sociale e quota 100 occorre continuare ad estendere la flessibilità

Le ipotesi dell’ Inps sono un contributo utile, aggiunge il segretario della Uil, tant’é che a tal riguardo é opportuno insediare subito le due commissioni sulla separazione assistenza previdenza è quella sui lavori gravosi . La flessibilità può essere utilmente definita in base alle diverse tipologie di lavoro . In conclusione afferma: “La Uil chiede al governo di avviare un confronto per trovare utili soluzioni per i lavoratori e per il Paese“.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

10 thoughts on “Pensioni anticipate 2020, news Ghiselli e Proietti: flessibilità dai 62 anni o quota 41

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    1 Gennaio 2020 in 0:23
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    Se questo Governo non cade ce lo possiamo dimenticare di andare in pensione anzi peggioreranno anche la Fornero della serie al peggio non c’è mai fine!!!

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      2 Gennaio 2020 in 13:20
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      Appunto. L’unica speranza che se torni in sella Salvini che sicuramente una qualche azione la dovrà fare. Magari non quota 100 ma una quota 41 sarebbe una manna per chi è sull’orlo dello scalone!

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    31 Dicembre 2019 in 19:09
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    Sono due anni che prendo pensione precoce da quando hanno messo perequazione pensioni soglia 15000 euro annuali lordi adesso sono arrivato a 15012 euro lordi in due anni tolto 112 euro mensili quindi da 1280 nel 2018 a 1230 nel 2019 ora nel 2020 1164 perché supero di 12 euro annuali non ci siamo ,ogni anno che passa mi tolgono ma secondo voi prendo una pensione alta sono incazzato …….ma fare soglia 20000 euro no

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    31 Dicembre 2019 in 19:06
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    A me pare, nella mia totale ignoranza, che in Italia, sono investiti del compito di rivedere il sistema pensionistico, tanti politici e sindacalisti che,o non hanno mai lavorato ,oppure hanno dimenticato cosa è il lavoro dipendente.
    Diamo per scontato che i soldi sono pochi,ma quei pochi dovranno servire a consentire che chi ha versato 35-40 anni di contributi, possa anche andarci in pensione.
    In passato si sono regalate pensioni a chi aveva solo 15-20 anni di contributi(compreso il riscatto laurea); ebbene io follemente ed ignorantemente dico che 35-40 anni di dedizione al lavoro e di versamenti debbono bastare.
    Si può parlare di regalare qualcosa a chi ha fatto 35 annetti di versamenti INPS?
    Io non credo!
    Nè si può dire,in nome delle generazioni future (presa per i fondelli di turno),che si deve arrivare a 70 anni di età, in modo che gli attuali sessantenni, debbano continuare a pagare le baby pensioni di chi è andato via dal lavoro giovanissimo e si gode la pensione per 30-40 anni con tanti cari saluti alla giustizia sociale.

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      31 Dicembre 2019 in 19:13
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      Dimenticavo…..io che dovrò stare al lavoro altri 3 anni vedo spesso un mio collega avvocato che è andato in pensione a 42 anni ,nel lontano 1993 e che mi saluta sempre felice mentre vado al lavoro

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    31 Dicembre 2019 in 17:03
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    Finiamo l’anno con un nulla da fatto per i lavoratori precoci che lavorano da oltre 40 anni. In compenso hanno lasciato questa quota 100, così male impostata.
    Lavoro gravosi usuranti….ma veramente crediamo che per legge simoissa stabilire il trucco si e tu no?
    Una valutazione medica può stabilire chi è usurato. Non una legge. Ricordo il.mio amico dei cantieri navali di Geniva, saldatore da una vita, dove sotto gli occhi potevi appoggiare due sigarette. Lui no, la maestra d’asilo si.
    Troppo lunga elencare le dicotomie di questa selvaggia giungla previdenziale che,leggo, la a vuole di nuovo spacchettare frazionare….
    No. non ci siamo per niente. Perché parlare di flessibilità e sciacquarsi la bocca con i 41 anni senza indicare con chiarezza che dopo 41 anni si ha diritto alla pensione senza decurtazioni, significa girarci sempre intorno e non concludere nulla. Deluso favore si sta muovendo il sindacato (immobile su precoci e su quota 100). Pazienza. Non me ne farò una ragione e continuerò ad immaginare ad un sistema previdenziale più equilibrato e con determine più raggruppate per settori.
    Ricordo anche che il bilancio preventivo INPS vede per il 2020 un recupero sostanziale sulle uscire pur sempre con un disavanzo di cassa di alcuni mld.di euro. Quindi niente allarmismi e volendo, con volontà politica precisa, ci sarebbero buoni margini per rimodulare il sistema nel suo complesso. Ma occorre anche una volontà politica per cambiare le cose. Su questo aspetto, il tiramolla all’interno della maggioranza su come è stata impostata la previdenza per il 2020, non porta nessun risultato. Avanti pure….

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    31 Dicembre 2019 in 16:25
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    Cari Signori sarebbero ora che fate 41 per tutti e una Vergogna che in un Paese civile ci siano lavoratori che dopo 40 anni Lavorano ancora e ragazzi a casa senza lavoro che Logica si usa per un equo ricambio generazionale non ci resta di Augurare Buon Anno nuovo .

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    31 Dicembre 2019 in 15:43
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    “Quindi il sistema a cui pensiamo è quello in cui è il lavoratore e la lavoratrice a decidere quando andare in pensione, dopo 62 anni con 20 anni di contributi, o a qualunque età con 41 anni di contributi,”
    Dopo aver letto questo sono preso dallo sconforto!!! E’ incredibile, adesso il sistema che pensiamo è quello di 62+20, ma se fino a qualche giorno fa 62+38 era supercostoso e non c’erano soldi, addirittura abbassiamo di 18 anni i contributi richiesti? Visto che 62+38 viene chiamata quota 100, questa potremmo chiamarla quota 82, se aspettiamo ancora un mesetto arriverà quota 51, basterà aver compiuto 50 anni e con 1 solo anno di contributi versati si potrà avere la pensione.
    Allora sarebbe meglio una quota 100 “vera” (58+42;59+41;60+40;61+39 e così via) magari contributiva così sarebbe anche sostenibile finanziariamente, oppure estendere l’opzione donna a tutti (che richiede 58 anni di età e 35 di contributi, chiamiamola quota 93) sarebbe almeno più seria di una quota 82.
    Ah, ma forse ho capito, qualcuno ha già iniziato i festeggiamenti di capodanno e ha alzato un po’ troppo il gomito…. Beh buon 2020 a tutti.

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    31 Dicembre 2019 in 11:35
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    In un mio commento del recente passato ebbi occasione di far riferimento alla discendenza della cultura italiana da quella dell’antica Roma.
    Mi torna alla mente il commento di Tito Livio nella sua ‘Ab Urbe Condita’ (Dalla fondazione di Roma) in cui amareggiato diceva (cito con qualche modifica): ‘Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur’ (mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata).
    Si spende molto tempo in consultazioni senza decidere quale azione intraprendere, quando invece è tempo di agire. Se la Riforma Fornero fu fatta in pochi giorni agendo tempestivamente per evitare che l’Italia venisse espugnata dall’Unione europea (‘L’Europa ci chiede oggi…’ diceva la Fornero), ebbene allora anche la Controriforma Fornero venga fatta in pochi giorni per evitare che l’Italia venga espugnata dalla rassegnazione e dallo sconforto (questa volta è l’Italia che non ce la fa più a chiederlo).
    Ghiselli invita a fare una riforma pensionistica che ‘offra una prospettiva previdenziale anche ai giovani’. Io suggerirei di fare ANCHE una riforma lavoro che offra SOPRATTUTTO una prospettiva occupazionale ai giovani.
    Proietti afferma che ‘La Uil chiede al governo di avviare un confronto per trovare utili soluzioni per i lavoratori e per il Paese’. Proietti ha già in mente delle ‘ipotesi di soluzione’ su cui lavorare? Sono forse le ipotesi Inps di cui ci ha già parlato Tridico e che paiono essere poco convincenti?
    Ad ogni modo, sia Ghiselli che Proietti attendono che venga aperto il tavolo sulla previdenza tra Governo e sindacati per avviare un confronto in cui il Governo deve dire come la pensa.
    Personalmente non affronterei la questione in questi termini. È noto come la pensa il Governo: ‘Signori miei, i soldi non ci sono, e quindi non possiamo pagare tutte le pensioni che voi Sindacati ci chiedete di pagare”.
    A questo punto i Sindacati, messi alle strette, sono costretti a elaborare un’alternativa: una loro ‘ipotesi di soluzione’ che metta il Governo nelle condizioni di poter fare delle scelte e quindi prendere una decisione. Perché il punto è proprio questo: il Governo non ha alternative da valutare. E allora questa alternativa bisogna dargliela.
    I Sindacati ce l’hanno l’alternativa da proporre al Governo tale che il Governo la possa accettare?

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