Pensioni anticipate 2020, post quota 100 misure a rischio causa Coronavirus?

Pensioni anticipate 2020,  post quota 100 misure a rischio causa Coronavirus?

La riforma delle pensioni salterà a causa dell’emergenza Coronavirus? I dubbi non mancano purtroppo tra i lavoratori perché l’emergenza sanitaria in atto é inutile negarlo avrà impatto anche a livello economico, ecco perché in molti sui social e nei commenti rilasciati sul sito iniziano a dubitare sul fatto che il Governo, in un frangente come questo, abbia anche solo intenzione di occuparsi e di investire risorse in campo previdenziale. I soldi che dovevano e avrebbero potuto essere destinati alla riforma delle pensioni potrebbero ora essere investiti, temono in diversi, per fronteggiare problemi ben più seri.

Da un lato i lavoratori sono consapevoli dell’emergenza che l’Italia deve fronteggiare e delle risorse importanti che dovranno essere investite per supportare la sanità prima e la ripresa economica dopo, ma dall’altro chi é prossimo alla pensione, non può che continuare a sperare che gli incontri tra Governo e sindacati, non solo si tengano, ma diano anche dei frutti. Quale il punto ad oggi?

Riforma pensioni, tutto in stand-by?

Le trattative per la riforma delle pensioni dovrebbero riprendere, il condizionale resta d’obbligo, il prossimo 13 marzo, se l’incontro tra Governo e sindacati verrà confermato. L’incontro, dati gli ultimi rumors mediatici, non si esclude possa essere rinviato proprio a causa degli sforzi che il Governo sta interamente dedicando alle misure di contenimento del contagio da Coronavirus.

Giacché é cosa ormai nota come sostiene la stessa l’europarlamentare del Partito Democratico, Irene Tinagli, che l’obiettivo della Legge Fornero è di “garantire stabilizzazione della spesa pensionistica nel lungo periodo”, rinunciare a tale certezza oggi in un momento così delicato, in cui vi é e soprattutto vi sarà un rallentamento dell’economia, temono in molti che sarà difficile. Ecco perché il dubbio é che il dibattito sulla flessibilità in uscita post quota 100, che era allo studio del Governo prima dell’emergenza sanitaria, possa subire una battuta d’arresto.

Secondo le stime che i centri di ricerca stanno diffondendo in questi giorni nel breve termine le misure adottate per la limitazione dei contagi potrebbero portare ad un minor PIL compreso tra i 9 e i 27 miliardi, possibile che il Governo, come in molti cittadini stanno scrivendo commentando i nostri articoli, decida di spostare a più avanti, ad emergenza passata, il dibattito su un eventuale impiego di risorse per riformare l’attuare Legge Monti -Fornero. Sono parecchi a credere che il Governo terminata la misura quota 100, in scadenza il 31/12/2021, non concederà altre vie per uscire anticipatamente dal mondo del lavoro. Eccovi quanto scrive Franco Giuseppe, uno dei nostri lettori.

Dubbi dei lavoratori: riforma nel 2022? l’emergenza é altrove

Franco Giuseppe: “Mesi fa, in tempi non sospetti, quando ancora il virus non girava per il paese, scrivevo in qualche mio commento, chiaramente contestato dai quota 100, che l’aver formulato la quota 100 in quel modo, aveva una pecca sostanziale: Si presumeva che il paese viaggiasse a gonfie vele e che ci si potesse permettere il lusso di fare manovre espansive e favorevoli.

Poi prosegue, riportando un giudizio di mesi fa che oggi pare quasi premonitore: ” Chi garantisce che nel 2022, al termine della sperimentazione della quota 100, il paese sia nelle condizioni economiche di poter effettivamente cancellare definitivamente la Fornero e tornare ad una sorta di legge Sacconi ?

Poi prosegue, interrogandosi o forse interogando i politici: “Era lecito fare una norma iniqua e ingiusta sperando che nel frattempo la situazione migliorasse ? Bene, oggi sappiamo che, migliaia di lavoratori stanno continuando a sorbirsi la Fornero e andranno in pensione a 67 anni altri che si stanno sorbendo i contributi massimi 43,1 richiesti sempre dalla legge Fornero e sappiamo anche che abbiamo nel paese una situazione sanitaria gravissima che ci sta facendo perdere ogni giorno miliardi. Solo nel turismo si calcola 6,7 miliardi di perdite e non sappiamo le perdite di industria e commercio.

Infine chiede, rivolgendosi agli altri lavoratori: “Alzi la mano chi è ancora convinto che nel 2022 la Fornero sarà cancellata definitivamente e mi rivolgo principalmente ai sostenitori della iniqua quota 100 e dove si troveranno risorse per miliardi per sopperire alle ingiustizie previdenziali create ? Ma si, facciamo tutto a debito pubblico !”

Voi cosa ne pensate, vi é davvero a vostro avviso il rischio che la riforma delle pensioni venga rinviata oppure il Governo troverà modo/ risorse e tempo da investire anche in questa sfida?

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

11 pensieri su “Pensioni anticipate 2020, post quota 100 misure a rischio causa Coronavirus?

  1. NON SI POSSONO CAMBIARE O ABOLIRE OGNI ANNO LE LEGGI PENSIONISTICHE , CI SONO ANCORA ESODATI FORNERO NON SALVAGUARDATI CHE STANNO DANDO FONDO ALLE ULTIME RISORSE PER PAGARE DECINE DI MIGLIAIA DI € DI CONTRIBUTI VOLONTARI NECESSARI AI 38 ANNI RICHIESTI PER QUOTA 100. SONO IO IL BISOGNOSO, NON INDUSTRIALI, COMMERCIANTI, ALBERGATORI , CHE PIANGONO MISERIA DOPO UN SOLO MESE DI CORONAVIRUS.

  2. Iniqui erano leggi e requisiti precedenti
    Pensioni con soli 15anni di contribuzione
    Io ho usufruito della quota 100 (42anni di contribuzione) E a mio avviso 41anni di contribuzione per tutti siano più che sufficienti

  3. Io capisco perfettamente le problematiche delle persone che dovranno andare in pensione nel 2022 e quindi lo scalone che si formera’ e le penalizzazioni che creera’. Ma non ho sentito nessuno dire che prima della Fornero si andava in pensione a 56 anni, dico 56!!!!!! ( Ho diversi amici e colleghi che ne hanno usufruito) e subito dopo ci si andava a 67 di anni . Allora noi non siamo stati penalizzati???Quindi non capisco questa contestazione su quota 100. Purtroppo quando si fa’ una legge c’e’ sempre quello prima o dopo che ci rimette.

    1. Vede, quello che non capisco è il fatto che si continua ad accettare riforme inique e ingiuste. E’ vero che ogni riforma ha portato all’innalzamento dei requisiti, ma è un dato di fatto che ogni riforma peggiorava tutti indistintamente. Ancora non mi faccio capace che la quota 100 abbia regalato fino a 5 anni a qualcuno e zero ad altri.

    2. Giusta osservazione!
      Purtroppo opinionisti e giornalisti al soldo dei poteri politici e finanziari, hanno diffuso odio nei confronti di coloro che hanno potuto approfittare dell’unica boccata di aria fresca che ci è stata data negli ultimi anni, cioè quota 100.
      Io plaudo a Salvini per questa iniziativa e non me ne vergogno affatto!

  4. Tranquilli anche se non c’era il coronavirus non facevano niente lo stesso .. Noi siamo il bancomat .. Bisognerebbe avere due. Vite così col cavolo che lavoravo regolarmente ..iniziavo a pagare i Contributi dopo i 30 /35 anni poi a 62/63 andavo in pensione..

  5. Scusa Claudio Maria P.
    Possi chiederti ugualmente che significherà “rigorosa condizionalità” in pratica?
    Grazie e buona giornata

    1. Sig. Daniele T, per “rigorosa condizionalità” si deve intendere che lo Stato che attinge al prestito dal Fondo Salva-Stati (che è il MES – Meccanismo di Stabilità Europea) lo fa a certe particolari condizioni e cioè impegnandosi a:
      1) tagliare la spesa pubblica attraverso la riduzione dei costi della pubblica amministrazione per migliorarne l’efficienza
      2) aumentare i profitti attraverso le privatizzazioni
      3) riformare le tasse
      4) ricapitalizzare le banche (dare i soldi alle banche)
      Ciò è quanto viene riportato sul sito https://www.esm.europa.eu/assistance/lending-toolkit#lending_toolkit cliccando sulla voce Policy conditions attached to loans.
      In pratica, qualora l’Italia decidesse di attingere al Fondo Salva-Stati, accadrebbe questo:
      la Troika (formata dalla Commissione Europea, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale) toglierebbe di mezzo la politica italiana, presterebbe i soldi, e in cambio del prestito chiederebbe di aumentare le tasse, tagliare le spese, licenziare i dipendenti pubblici, vendere il patrimonio pubblico, privatizzare certi servizi.
      La Grecia ha beneficiato del prestito Salva-Stati, ma ha dovuto sopportare sacrifici tali che hanno messo in ginocchio l’intera popolazione.

  6. Più che dal coronavirus la riforma delle pensioni potrebbe essere messa a rischio dall’attivazione del Fondo Salva Stati, il meccanismo europeo finalizzato a prevenire un altro rischio di contagio: quello finanziario.
    Già si levano voci autorevoli, come quella dell’economista Alberto Quadrio Curzio, che invitano ad attivare il Fondo Salva Stati (https://www.huffingtonpost.it/entry/per-la-strategia-anti-virus-europea-attivare-il-fondo-salva-stati_it_5e5cdf22c5b601022113c65b).
    Dunque, ricapitolando:
    1) crescita prevista del Pil prima della comparsa del coronavirus pari a 0,6%
    2) con la comparsa del coronavirus la crescita viene rivista al ribasso
    3) le nuove misure antivirus per l’Italia salgono a 7,5 miliardi (a sostegno delle famiglie e delle imprese) (https://www.huffingtonpost.it/entry/il-decreto-raddoppia-le-misure-anti-virus-salgono-a-75-miliardi_it_5e61167ec5b69d641c0c0866?utm_hp_ref=it-homepage)
    4) verrà chiesta alla UE flessibilità per 6,3 miliardi
    5) “la deroga al Fiscal Compact ci sarà, ma poi?” si domanda il prof. Quadrio Curzio.
    Poi l’Italia potrebbe effettivamente pensare (forse costretta) ad attivare il Fondo Salva Stati. Ma occorre sapere che “la concessione di qualsiasi assistenza finanziaria necessaria nell’ambito del meccanismo sarà soggetta a una rigorosa condizionalità”.
    Credo che non ci sia bisogno di chiarire cosa voglia dire “rigorosa condizionalità”.

    1. Mi dispiace deluderla Sig. Lorenzo, ma una seria ed equa riforma è già stata rinviata in questo triennio per scelta del governo M5S-Lega ……… e non eravamo affatto in crisi economica e sanitaria. Si faccia una domanda: Se prima non eravamo in pessime condizioni ed è stata fatta quella sconcezza chiamata quota 100 che ha bloccato di fatto qualsiasi discussione, cosa si potrà fare domani in una situazione emergenziale cosi catastrofica ? Personalmente ritengo che prima venga la vita delle persone, poi semmai riparleremo delle pensioni.

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