Pensioni anticipate 2020: Quota 100, Quota 41, Opzione Donna quale sorte post Covid 19?

Negli ultimi giorni si é tornato a parlare assiduamente di riforma pensioni date anche le parole pronunciate dal Premier Olandese Mark Rutte e la sua richiesta di abolire l’anticipo pensionistico. Lo stesso Damiano, dirigente del partito Dem, in una sua recente nota stampa ha ribadito di essere in totale sintonia con il Viceministro dell’Economia Misiani, il quale ha fornito ‘una boccata di ossigeno in mezzo a tanta demagogia, incompetenza e populismo’. Misiani ha messo alcuni punti fermi sulle rirorse che arriveranno all’Europa e su quella che sarò la loro destinazione. Quota 100 deve restare, procede Damiano appoggiando le osservazioni del viceministro dell’Economia, fino al 2021, fino a scadenza e poi non verrà rinnovata. Inoltre Damiano si dice altresì sollevato dall’annuncio dell’imminente riapertura di un tavolo sul tema della previdenza: ‘mi auguro che l’esito del confronto con le parti sociali ci conduca verso l’adozione di una flessibilità strutturale nel sistema pensionistico“.

Altre misure sono ad un bivio Opzione donna, se non rinnovata, sarà valevole come l’ape sociale solo fino alla fine del 2020, in tanti si chiedono cosa ne sarà di queste misure? Quali effetti avrà il Covid 19 sulla riforma della previdenza alla riapertura dei tavoli di confronto con i sindacati? Quota 41 avrà ancora possibilità? Abbiamo raccolto alcune interessanti considerazioni di Claudio Maria Perfetto, già autore di una rivista settimanale che si occupa di previdenza su il quotidiano Online il ‘Valore Italiano’, rilasciate sul nostro sito in occasioni delle nostre recenti pubblicazioni ed abbiamo deciso di mixarle perché ci sembravano più che pertinenti al contesto e interessanti per aprire spunti di riflessione.

Pensioni anticipate ultime: Quota 100 post Covid?

Così Perfetto: “Nel tempo le società cambiano e le leggi si adeguano al loro cambiamento. La legge Fornero ha adeguato la sostenibilità finanziaria dello Stato alle mutate condizioni dell’Italia nel 2011, appena poco dopo la crisi finanziaria del 2007-2008 generatasi in America e che ha contagiato il resto del mondo facendo crollare una banca dopo l’altra con effetto domino. Nel 2019 è apparso il Covid-19 che ha colpito l’economia reale delle nazioni: consumi, produzione, lavoro, famiglie, imprese. Questa crisi economica e sociale è ben più grave della crisi finanziaria del 2007-2008: il motore dell’economia si è fermato e prima che riprenda a girare al ritmo di prima occorrerà adeguare le leggi alle mutate condizioni della nazione.

Nel 2020 occorrerà una nuova legge che regoli le pensioni e il lavoro, in modo da far nuovamente girare il motore dell’economia. Quota 100 è un esperimento. Cose buone le ha. Potrebbe essere estesa e migliorata con delle flessibilità. Non sappiamo ancora quale legge prenderà il posto di Quota 100. Una cosa però è certa come il sole che sorge ad est: la futura riforma pensionistica riguarderà una platea ampia di lavoratori e lavoratrici e sarà dotata di più gradi di flessibilità (sia rispetto alla legge Fornero, sia rispetto alla legge Quota 100).

Legge Fornero, Quota 100, Quota 41, Opzione Donna: il Covid ha sconvolto i piani

Poi il Dott. Perfetto riferendosi al ricambio generazionale che avrebbe dovuto garantire quota 100: “Il Procuratore generale della Corte dei Conti Fausta Di Grazia ha affermato (come si legge sulle pagine de La Repubblica del 24 giugno 2020) che per quanto riguarda Quota 100 “i risultati sono stati al di sotto degli obiettivi illustrati nella Relazione tecnica che accompagnava il provvedimento, avente anche finalità di ricambio generazionale della forza lavoro”. Il Procuratore generale della Corte dei Conti forse non si rende conto che nelle aziende c’è sempre meno bisogno di personale a causa del diffondersi dell’automazione e della disintermediazione digitale. Tutto ciò comporta che le persone che vanno via con Quota 100 non vengano rimpiazzate. Credo un suggerimento importante possa riguardare un’ uscita flessibile dai 62 anni d’età (con qualche moderata penalizzazione per gli anni di anticipo rispetto ai 67) in aggiunta alla quota 41, in quanto le due misure insieme potrebbero offrire un ventaglio ampio di possibilità per il ricambio generazionale. A patto che partano iniziative e progetti previsti dal Piano Colao!

Vi é da dire, specifica Perfetto, che Il Covid-19 ha sconvolto tutti i piani. Ha persino diviso la Storia in due, proprio come è avvenuto col “dopoguerra” e con il “dopo Cristo”. Oggi abbiamo il “dopo Covid”. I piani che il governo, i sindacati, Confindustria avevano prima della venuta del Covid non sono più attuabili nell’era post-Covid, proprio come il calendario del 2019 non è applicabile all’anno 2020. Temo che Legge Fornero, Quota 100, Quota 41, Opzione Donna appartengono oramai ad un’altra era.

Quando Confindustria capirà che i robot non consumano (eccetto s’intende l’energia) e quindi non avrà consumatori a cui vendere i propri prodotti; quando i sindacati capiranno che i robot non protestano e quindi non avranno iscritti con cui riempire le piazze; quando il governo capirà che i robot non pagano le tasse e quindi avrà meno contribuenti con cui riempire le casse dell’erario; insomma, quando si capirà che con una popolazione anziana che consuma poco, con lavoratori sessantenni sempre più fuori mercato, con giovani sempre più a casa (ma dei genitori), allora, dinanzi alla catastrofe occupazionale e produttiva, Confindustria, sindacati e governo verranno messi davvero alle strette (per adesso non lo sono, bisognerà aspettare il 2021) e capiranno che la prima cosa da fare sarà quella di mandare in pensione i sessantenni (ma, forse forse, anche i cinquantacinquenni). Pensione anticipata, di vecchiaia, o “misure gemelle”? Semplicemente… pensione

Pensioni anticipate 2020: L’Italia é una sorvegliata speciale, deve crescere

Poi L’esperto commentando le ultime considerazioni del Premier Olandese Mark Rutte asserisce: “L’Italia, lo sappiamo, è una sorvegliata speciale. Ogni sua decisione deve essere sottoposta al vaglio dell’Europa, ogni suo passo deve trovare l’approvazione dell’Europa.

L’Europa darà soldi all’Italia (e tanti pure) e saranno soldi a cui contribuiranno anche i popoli dei Paesi partner. Non è forse giusto che i Paesi partner chiedano conto all’Italia di come l’Italia spenderà quei soldi che sono “anche di loro”? Non è forse giusto che i Paesi partner chiedano all’Italia di fare in modo che “anche i loro” soldi non finiscano nelle mani della criminalità organizzata (cosa tra l’altro cui accenna anche la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen)? Non è forse giusto che i Paesi partner chiedano conto all’Italia dello stato di avanzamento dei progetti (come si fa d’altra parte in ogni azienda in termini di progettazione, realizzazione, risultato, verifica) e che i soldi vengano dati in tranche in base allo stato di avanzamento del progetto da realizzare (come d’altro canto viene richiesto anche a me personalmente quando eseguo i progetti per conto delle aziende)?

L’Italia potrebbe dire all’Olanda che ogni anno lo Stato italiano perde 1,5 miliardi di tasse a causa dell’elusione fiscale che avviene grazie al fatto che il 91% delle maggiori aziende multinazionali possiede una finanziaria nei Paesi Bassi; e che 1,5 miliardi sono oltre il doppio del costo di gestione di un ospedale come il San Raffaele; e che in 15 anni l’Italia ha dovuto dimezzare i numeri di posti letto in terapia intensiva, la cui causa è in parte da attribuirsi alle responsabilità della politica italiana, ma in parte anche alla mancanza di fondi sottratti all’Italia dall’Olanda. Ma non è questo il punto. Non si possono minimizzare i propri errori confrontandoli con quelli più grandi degli altri.

Il punto è che l’Italia è una nazione bambina. Un bambino, che ha bisogno di essere aiutato ogni volta che cade per potersi rialzare, diventerà un adulto che non avrà mai imparato a rialzarsi da solo. L’Italia deve crescere, deve imparare a crescere, è può farlo guardando innanzitutto ai suoi invalidi, ai suoi poveri, ai suoi giovani disoccupati, ai suoi invisibili che senza aiuto dello Stato cercano di tirare avanti comunque. Se il governo italiano saprà guardare l’Italia così come io da italiano la vedo, saprà ridare agli invalidi, a tutti gli invalidi indipendentemente dalla loro “percentuale” di invalidità, una vita dignitosa che possa chiamarsi “vita”; saprà dare ai poveri il giusto per poter vivere prelevando ai ricchi attraverso la rimodulazione delle aliquote fiscali; saprà dare lavoro ai giovani disoccupati mandando in pensione ANCHE con Quota 100 OLTRE il 2021; saprà rendere visibili gli invisibili ascoltando le richieste del leader sindacalista dei braccianti Aboubakar Soumahoro che fa sue le parole di Sandro Pertini: “chi ha fame, chi è nella miseria, chi non ha lavoro, chi è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli e educarli …non è un uomo libero”. Questa è l’Italia adulta che noi vogliamo”

Cosa ne pensate delle osservazioni dell’esperto Claudio Maria Perfetto? Condividete l’affermazione: Pensione anticipata, di vecchiaia, o “misure gemelle”? Semplicemente… pensione” Fatecelo sapere nell’apposita sezione commenti del sito. Ricordiamo a chiunque volesse riprendere parte delle parole di Perfetto, che trattandosi di dichiarzioni in esclusiva per il sito, é tenuto a citare la fonte.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

19 pensieri riguardo “Pensioni anticipate 2020: Quota 100, Quota 41, Opzione Donna quale sorte post Covid 19?

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    24 Luglio 2020 in 9:33
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    Magari ci fosse stato un Claudio Maria Perfetto al posto della Fornero !!!
    L’Italia sarebbe messa molto meglio invece che disastrata da quella legge crudele e ingiusta.
    Una visione perfetta quella di Claudio , su tutto il suo articolo. Dovrebbe essere come la Bibbia per un credente!

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  • Pingback: Riforma Pensioni oggi 16 luglio 2020: ultime su Opzione donna e quota 100 rosa | Pensioni Per Tutti

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    14 Luglio 2020 in 23:30
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    Mi dispiace a Dirlo ..tante parole ,parole ..una volta si andava fuori con 35 anni di contributi ,ed il famoso ricambio generazionale era assai rispettato,sarà più logico che lavori un giovane che una persona anziana ,poi dicono che in Italia non si fanno più figli ma se questi giovani non trovano lavoro!!
    Persone come la Fornero ha massacrato un’intera generazione,la storia ne terra conto…

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    14 Luglio 2020 in 22:40
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    Concordo pienamente con quanto espresso dal Vicem. Antonio Misiani, dall’On. Cesare Damiano e dal Dott. Claudio Maria Perfetto.

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    14 Luglio 2020 in 17:27
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    credo che il dott. Perfetto non parli certo a favore delle donne. Mi sembra che si voglia sconvolgere il sistema pensionistico in momento delicato per molte persone, non si capisce perchè i soldi per tante situazioni che sono sotto gli occhi di tutti si trovino, invece per mandare in pensione, per esempio donne che accettano penalizzazioni no. L’inps si dovrà fare carico degli ammortizzatori sociali, cassa integrazione, disoccupazione, reddito di cittadinanza, ma pagare pensioni che alla lunga costano meno, no. Qui stiamo ragionando con la pelle e con i soldi degli altri, perchè i contributi li abbiamo versati noi, la pensione non è forse uno “stato di diritto”? Io chiedo. Quando ci troveremo per la strada perchè è assodato che tante donne perderanno o hanno già perso il posto del lavoro, dove andremo? Forse da questi signori che la sanno così lunga su cosa è meglio per me e per le donne? Sappiamo tutti che la cassa “pensioni” fa gola a molti, ma certamente non deve servire a chi ha versato i contributi. Facciamo così, potremmo andare tutti a ciondolare per la strada in compagnia di tanti giovani con l’immancabile telefonino, mentre i nostri soldi, sotto forma di contributi andranno certamente in altri lidi che senz’altro non saremo noi. Scusate lo sfogo, non voglio offendere nessuno ma comincio proprio a non poterne più di questo stillicidio.

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      14 Luglio 2020 in 18:20
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      Concordo pienamente con quanto detto da Lea. OPZIONE DONNA deve essere assolutamente PROROGATA!

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        14 Luglio 2020 in 21:54
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        Concordo! Proroga OPZIONE DONNA 2023.

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      14 Luglio 2020 in 21:54
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      Sig.ra Lea, è vero, nei miei commenti parlo poco di Opzione Donna. Ma non per questo io non sono a favore delle donne. Semplicemente non ne parlo, per un motivo preciso.

      Focalizzo l’attenzione su Quota 100 perchè Quota 100 ha la caratteristica unica di avere infranto il tabù della legge Fornero.

      Una volta accettata l’idea di “superare la Fornero” ci sarà anche modo di armonizzare nel Pacchetto Pensioni “Opzione Donna”, “bonus bebé”, “lavoro di cura”.

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        15 Luglio 2020 in 19:02
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        Signor Perfetto, questo pacchetto pensioni di cui lei parla pensa che vedrà alla luce quest’anno o il prossimo?
        Grazie in anticipo per la sua cortese risposta che senz’altro vorrà rendere

        Rispondi
        • Avatar
          16 Luglio 2020 in 12:25
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          Sig.ra Emanuela, il “Pacchetto Pensioni” di cui parlo non potrà vedere la luce quest’anno, nel 2020. I tavoli di confronto tra governo e sindacati non si sono ancora riaperti, ma il fatto che di “bonus bebé” e di “lavoro di cura” se ne sia già cominciato a parlare prima dell’avvento della pandemia favorirà certamente una più rapida discussione su una “Opzione Donna” più estesa, flessibile e meno penalizzante.

          Le previsioni sull’occupazione per il 2020 e 2021 non sono affatto brillanti. Nel 2019 il tasso di disoccupazione è stato del 10%. Il governo stima che il tasso di disoccupazione nel 2020 potrà arrivare all’11,2%. La stima dell’Ocse invece è del 12,4% a fine 2020.

          L’Ocse suggerisce anche di dare lavoro ai giovani. Ma a mio avviso i giovani non potranno entrare nel mercato del lavoro se altri non ne usciranno dal momento che l’economia è in recessione (Pil al -8% nel 2020 secondo Gualtieri) se non addirittura in depressione (Pil al -12,8% nel 2020 secondo l’Fmi).

          Se governo e sindacati comprenderanno che per dare lavoro ai giovani e per far riprendere l’economia ci sarà bisogno di stimolare nuovi consumi (provenienti proprio dai giovani), allora si comprenderà anche che sarà necessario favorire quanti più pensionamenti possibili, tenendo anche conto dei cambiamenti sociali in corso dovuti alla trasformazione digitale (tali cambiamenti fanno propendere più verso l’impiego di giovani trentenni).

          Tenendo conto di questo contesto economico e sociale, ritengo che ci siano ampi margini di manovra per discutere e far approvare ai tavoli del confronto quel “Pacchetto Pensioni” di cui parlo, che contempla sia le pensioni per donne che le pensioni per uomini. Da attuarsi già nel 2021.

          Concludo esprimendo una mia riserva. Io non siedo al tavolo del confronto dove siedono governo e sindacati. Siedo alla mia scrivania e le mie idee sono espresse su questo sito. Spero solo che tali idee possano arrivare alle persone che siederanno a quel tavolo. La mia speranza si fonda sul fatto che il sito Pensioni per tutti registra un gran numero di accessi e che tra questi accessi ci sono anche persone di rilievo in ambito sindacale, politico e accademico.

          Rispondi
          • Erica Venditti
            16 Luglio 2020 in 15:12
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            Grazie Claudio per quest’altro interessante commento, che vedrà certamente pubblicazione. Vuole aggiungere altro?

          • Avatar
            16 Luglio 2020 in 16:24
            Permalink

            Grazie dott. Perfetto

          • Avatar
            16 Luglio 2020 in 20:04
            Permalink

            Colgo l’invito di Erica Venditti di aggiungere qualcos’altro al mio commento in risposta alla sig. Emanuela.

            Vorrei aggiungere che quando si riapriranno i tavoli sul tema della previdenza si dovrà tenere conto di due fattori che ritengo essere di massima importanza.

            Il primo fattore l’ha evidenziato la prof.ssa Fornero quando il 4 dicembre 2011 presentò la sua riforma: “Tutti devono capire che il principale meccanismo per fare pensioni è il lavoro”. Ora, se nel 2020 il tasso di disoccupazione salirà dal 10% all’11,2%, come farà il lavoro a pagare le pensioni?

            Il secondo fattore l’ha evidenziato il prof. Giuliano Cazzola quando nel suo editoriale pubblicato da “Pensioni per tutti” il 14 aprile 2020 così si espresso nelle sue note conclusive: “Certo, le finalità si invertiranno non più nuova occupazione, ma minore disoccupazione, grazie all’approdo ad un reddito previdenziale”. Il prof. Cazzola (che viene simpaticamente definito il “body guard della legge Fornero”) si riferiva al fatto che, se in origine Quota 100 aveva il fine di garantire il ricambio generazionale favorendo quindi nuova occupazione, ora, invece, con la crisi da pandemia, il nuovo fine di Quota 100 potrà essere quello di favorire minore disoccupazione, poiché andando in pensione un lavoratore ci sarà qualche altro lavoratore che non verrà licenziato.

            Questi due fattori suggeriscono la seguente linea di azione: mantenere Quota 100 per ridurre la disoccupazione (Cazzola) e, grazie a Quota 100, mantenere al lavoro quanta più gente possibile per poter pagare le pensioni (Fornero).

            Se, quando si riapriranno i tavoli del confronto tra sindacati e governo, si terrà conto di come frenare l’aumento della disoccupazione e allo stesso tempo di come continuare a pagare le pensioni senza pesare sulle casse dello Stato, credo che si riuscirebbe a far cambiare idea anche al premier olandese Mark Rutte riguardo alla Quota 100 e ad altre forme pensionistiche come Opzione Donna private dei loro paletti.

          • Erica Venditti
            17 Luglio 2020 in 15:49
            Permalink

            Grazie Claudio

  • Avatar
    14 Luglio 2020 in 16:45
    Permalink

    Quota 41 per tutti!
    E intanto sopra i 40 anni , ma anche sopra i 35, 1 giorno di lavoro in meno la settimana a parità salario.
    Lotta estrema alla evasione fiscale.
    Maggiore tassazione dei ricchi (alcuni di loro, illuminati o impauriti, lo chiedono).
    Lotta di classe! (A molti fa schifo riconoscersi classe inferiore e quindi non se ne parla).
    Creazione di un partito del “bene comune”, per difendere un modello di welfare che sta scomparendo.
    Dignità del lavoro, della pensione, della vita di tutti.

    Rispondi
  • Avatar
    14 Luglio 2020 in 15:52
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    Se si vuole garantire il cambio generazionale e favorire l’occupazione di giovani è indispensabile adottare quota 41 per tutti ed abbassare l’età della pensione di vecchiaia .

    Rispondi
    • Avatar
      14 Luglio 2020 in 16:46
      Permalink

      Quota 41 per tutti!
      E intanto sopra i 40 anni , ma anche sopra i 35, 1 giorno di lavoro in meno la settimana a parità salario.
      Lotta estrema alla evasione fiscale.
      Maggiore tassazione dei ricchi (alcuni di loro, illuminati o impauriti, lo chiedono).
      Lotta di classe! (A molti fa schifo riconoscersi classe inferiore e quindi non se ne parla).
      Creazione di un partito del “bene comune”, per difendere un modello di welfare che sta scomparendo.
      Dignità del lavoro, della pensione, della vita di tutti.

      Rispondi
      • Avatar
        14 Luglio 2020 in 19:52
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        Io sto lottando/pubblicizzando nel mio piccolo la Opzione Donna da quando è entrata nel sistema pensionistico. Nonostante le pesanti penalizzazioni (sempre noi donne a sacrificarci). Allo scopo sicuramente di agevolare il ricambio generazionale. Ma se le grandi multinazionali continuano a sostituirci con le I. A. (Intelligenza Artificiale), saremo ancora qui a dirci le stesse cose.

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      14 Luglio 2020 in 16:55
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      SUBITO, NON DAL 2021……
      S U B I T O!!!!!!

      Rispondi

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