Pensioni anticipate 2020, ultime Metassi: abolire quota 100 non risolve i problemi

Le ultime novità sulle pensioni anticipate derivano dalle interessanti considerazioni lasciateci sul sito da Luigi Metassi, amministratore del gruppo Comitato Difesa e Tutela pensioni (ex comitato esodati ,licenziati e cessati) che partendo dai commenti relativi ai lavoratori che si sono tutti detti contro Rosato, vicepresidente della Camera, e al suo voler abolire Quota 100 prima della scadenza, ha fatto notare come a suo avviso non é abolendo quota 100 che i problemi economici e previdenziali dell’Italia possono essere risolti.

Contrario anche all’alternativa che partirebbe dal ridurre i privilegi “lasciano il tempo che trovano le lagnanze sui privilegi (talvolta presunti ma sempre rigorosamente altrui) e le disdicevoli diatribe sulle diverse formule pensionistiche, anche qui incentrate sempre ed esclusivamente sui propri personali obiettivicosì come poco convinto sulla circolazione di una doppia moneta:Problematica invece vedrei l’ipotesi di una doppia circolazione di moneta”. In dettaglio le sue parole.

Pensioni anticipate 2020, abolire quota 100 e reddito di cittadinanza non é la soluzione

“Più preoccupante della pandemia in atto credo ci sia solo l’immutata predilezione dei cittadini per le considerazioni di cortissimo raggio, concepite a stretta misura dei soggettivi obiettivi ambiti.
Se qualcuno pensa di risolvere le incombenti criticità economiche abolendo Quota 100 e reddito di cittadinanza, vende fumo oppure parla da sprovveduto.

Non di meno peró, blindare i termini di tali misure, fin da subito dimostratesi inadeguate e inopportune sotto diversi profili, sarebbe un esercizio di notevole ottusità politica di fronte ad una realtà cogente in termini di pragmatismo decisionale. È inutile illudersi chiedendo l’impossibile. Lo Stato si sta assumendo pesantissimi oneri per fronteggiare la calamità sanitaria e tutte le risorse disponibili dovranno essere impiegate in sanità e sviluppo o non saremo in grado di onorare i pesanti debiti che ci stiamo accollando.

Riforma pensioni 2020: stop lagnanze sui privilegi o diatribe disdicevoli

Così procede Metassi: “Tutto il resto sono chiacchiere che lasciano il tempo che trovano, così come lasciano il tempo che trovano le lagnanze sui privilegi (talvolta presunti ma sempre rigorosamente altrui) e le disdicevoli diatribe sulle diverse formule pensionistiche, anche qui incentrate sempre ed esclusivamente sui propri personali obiettivi. Se prima ritenevo che sarebbe stato saggio intervenire anzitempo su Quota 100, ora penso che sarà necessario farlo quanto prima, ponendo peró la massima cura nell’evitare situazioni che possano portare a ripetere la tragica esperienza vissuta con gli esodati.

È possibile farlo, come è possibile correggere ora – e non poi – il dramma degli ultimi 6.000 esodati, quindi lo si faccia quanto prima. Tutto il resto del discorso previdenza dovrà essere rivisto alla luce di un quadro sanitario meglio stabilizzato a livello mondiale, cosa per il momento assolutamente prematura.

Pensioni e coronavirus: doppia moneta? Soluzione problematica

Poi prosegue Metassi facendo riferimento all’idea di Claudio Maria Perfetto di una doppia moneta scrive: “Problematica invece vedrei l’ipotesi di una doppia circolazione di moneta, ancorchè garantita dal nostro immenso patrimonio artistico e naturalistico (se possiamo monetizzare Palazzo Chigi, altrettanto si puó fare col Cervino).

Una seconda moneta circolante sarebbe la conferma palese del fallimento dell’Unione europea e segnerebbe la sconfitta della Troika. Pensiamo solo a quali sono state le risposte del FMI ai tentativi di sganciamento di Argentina e Venezuela e, fatti i necessari distinguo, avremo un quadro abbastanza chiaro di quale potrebbe essere la reazione ad una ipotesi di far circolare una doppia moneta.

È molto più facile invece che si andrà verso una sorta di patrimoniale mascherata con bot a lungo termine, più o meno imposti ai risparmiatori. Titoli che ci ritroveremo tra le mani e che, privi di un qualsiasi ombrello di quantitative easing, resteranno in totale balia dei mercati; con una differenza rispetto al passato peró: se fino ad ora i titoli di stato erano pagati a scadenza con i soldi ricavati con le tasse, questi li pagheremo noi, in anticipo e direttamente dal conto corrente sulla base di una complessiva valutazione patrimoniale. Eccovi servito il programma “Lacrime e Sangue” più volte annunciato“.

Poi conclude: “Forse sarebbe ora di iniziare ad interrogarci sulle ragioni di fondo che hanno determinato reazioni così contrastanti tra i governi? Affidarsi ad una ipotetica immunità di gregge non impegna risorse in misura paragonabile a quella che richiede una strategia attiva di contrasto al virus; il che si traduce inevitabilmente in statistiche più benevole e in costi enormemente più contenuti. L’amara shakespeariana considerazione sul regno dei mulini a vento [ n.d.r. e dintorni ] mi pare purtroppo ancora del tutto attuale”. Cosa ne pensate delle considerazioni esposte da Luigi Metassi, le condividete, ne condividete solo una parte o nulla? Fatecelo sapere come sempre nell’apposita sezione commenti del sito.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

5 thoughts on “Pensioni anticipate 2020, ultime Metassi: abolire quota 100 non risolve i problemi

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    7 Aprile 2020 in 17:17
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    Sig Metassi visto che vuole abolire quota 100 quanto prima e non alle sua naturale scadenza ci illumini con una proposta fantastica visto che non di deve creare esodati
    Lo spieghi bene a chi come me dopo 41 anni di lavoro , disoccupato senza più ammortizzatori sociali da più di un anno sto aspettando luglio per avere 62 anni e poter fare la domanda per quota 100 o magari lo spieghi ad altri miei colleghi che per arrivare ai 38 anni si sono versati migliaia e migliaia di euro in contributi volontari per poter quest’anno arrivare a quota 100 …..ma veramente non si vergogna nemmeno un po’?

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      8 Aprile 2020 in 12:33
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      Sig. Franco, comprendo benissimo la sua reazione dinanzi alla prospettiva di intervenire su Quota 100 avanzata da esponenti politici e da Metassi stesso.
      In particolare, Metassi tiene a precisare che, qualora si intervenisse su Quota 100, occorre porre “la massima cura nell’evitare situazioni che possano portare a ripetere la tragica esperienza vissuta con gli esodati”.
      Le interessa conoscere il mio pensiero su Quota 100?
      Quota 100 rimarrà fino a scadenza naturale fissata al 31 dicembre 2021. Ci sono valide ragioni a sostegno della mia affermazione: 1) il governo l’ha ripetuto più volte e non può certamente fare marcia indietro, proprio ora che il consenso dei cittadini verso il governo (in particolare verso il Presidente del Consiglio) è in crescita; 2) attualmente il governo è impegnato a risolvere problemi ben più grossi da cui dipenderà il futuro dell’Europa e dell’Italia, e di certo non sta a pensare a cosa fare di Quota 100; 3) dal momento che ci sono persone che hanno già concordato con la loro azienda l’uscita nel 2021, una sua abolizione anticipata creerebbe degli esodati (tematica evidenziata anche da Luigi Metassi); 4) i risparmi che deriverebbero dall’abolizione anticipata di Quota 100 aggiungerebbero molto poco al fabbisogno finanziario stimato dal governo e in più alimenterebbero tensioni sociali (che sono l’altro maggiore problema, oltre al coronavirus, da tenere oggi sotto osservazione).
      Detto ciò, sig. Franco, può esserne certo: lei a luglio 2020 potrà inoltrare domanda per Quota 100 così come ha programmato.
      Per quanto riguarda, invece, il suo invito agli italiani di comprare titoli di Stato italiani (di cui lei parla in un altro suo commento al presente articolo) sono d’accordo con lei. Propenderei, però, più per i Bot che per i Btp. I Bot, infatti, sono a scadenza semestrale e annuale, e quindi più vicini alla mentalità del risparmiatore italiano (che potrebbe desiderare di trasformare i Bot in liquidità in tempi brevissimi); mentre i Btp sono poliennali, in genere a scadenza di 10 anni, e quindi sono più indicati per gli speculatori. Ovviamente, i rendimenti dei Bot non dovranno essere negativi, ma diciamo circa 1,5% o anche 2%.
      Sono più che d’accordo con lei nel fare in modo che il debito pubblico italiano si trasferisca sempre più nelle mani degli italiani e sempre meno nelle mani degli investitori internazionali.

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        8 Aprile 2020 in 16:39
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        Claudio Maria Perfetto io la leggo sempre con molto piacere perché ogni Suo intervento è ponderato , mai banale e sempre estremamente educato …… insomma …..come si suol dire ….’ la classe non è acqua ‘

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    7 Aprile 2020 in 17:01
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    Gli italiani dovrebbero comprare BTP e riappropriarsi del proprio debito , per me questo sarebbe possibile perché in Italia c’è un grande risparmio privato ma fino a quando il nostro debito sarà in mano per tre quarti ad investitori stranieri saremo sempre in balia dei mercati e dei paesi più ricchi

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    7 Aprile 2020 in 16:11
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    Apprezzo le riflessioni del sig. Luigi Metassi, puntuali e pragmatiche.
    Il Governo italiano ha due modi per ottenere i soldi che servono: chiedendo prestiti, o vendendo il proprio patrimonio.
    Se chiederà prestiti (ricorrendo al mercato internazionale o ai cittadini italiani) il debito pubblico aumenterà, con le conseguenze sulle pensioni (e non solo) che forse non riusciamo ancora a immaginare.
    Se venderà il proprio patrimonio non potrà farlo senza rischiare che possa finire in mani estere. Per essere certo che il patrimonio rimanga in Italia dovrà necessariamente “renderlo liquido” in una valuta che non sia l’euro (perché nessuno Stato dell’eurozona può emettere valuta europea – prerogativa questa che spetta alla sola Bce). Quindi dovrà “liquidarlo” in una valuta non europea, solo nazionale e con circolazione locale.
    La Bce lascia a chiunque ampio spazio di utilizzare la criptovaluta (tipo bitcoin). Potrebbe farlo anche lo Stato italiano, perché no?
    La mia proposta è di non usare la criptovaluta (che è una valuta decentralizzata e fortemente volatile), ma di usare una moneta digitale scritturale (quella utilizzata dalle banche per erogare mutui e prestiti), vincolata a risorse reali (il patrimonio dello Stato, appunto), centralizzata (gestita dallo Stato, per esempio dalla Cassa depositi e prestiti), stabile (non volatile perchè non scambiabile sui mercati finanziari), da usare solo in Italia (per pagamento di imposte, tasse, tributi, pensioni, ticket sanitari).
    L’alternativa alla moneta digitale di Stato? È quella adombrata dal sig. Metassi: un programma “Lacrime e Sangue”.

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