Pensioni anticipate 2020 ultime news: separare previdenza da assistenza

Nell’articolo di oggi ecco le considerazioni del nostro esperto di Pensioni Mauro Marino che ha scritto per noi il seguente articolo: “Il tema delle pensioni è sempre stato un problema enorme per tutti i governi che si sono succeduti nel corso della Repubblica Italiana. Negli anni 1960/1970 In Italia bisognava favorire la ricostruzione post bellica e per paura di tensioni estremiste e favorire la “pace sociale” si dettero enormi privilegi ai pensionati. Successivamente nel corso degli ultimi trenta anni questa tendenza è mutata profondamente per cercare di far si che il sistema pensionistico fosse in grado di reggersi contabilmente in equilibrio e che non pesasse eccessivamente sui conti dello Stato.

Pensioni anticipate: da Dini a Fornero per arrivare al 2038

Il Governo Dini nell’anno 1995 modifica il vecchio sistema e divide i lavoratori in tre parti. Per chi ha al 31/12/1995 almeno 18 anni di contributi versati la pensione viene calcolata con il sistema retributivo (percepisci l’assegno pensionistico in base all’ultimo stipendio percepito). Chi al 31/12/1995 ha meno di 18 anni di contribuzione, avrà il sistema cosiddetto misto (retributivo fino al 1995 e contributivo dopo) e chi comincerà a versare contributi dal 1/1/1996 avrà una pensione calcolata interamente con il sistema contributivo. La pensione viene calcolata in base ai versamenti previdenziali effettuati. Più importi si versano più alto sarà l’assegno di pensione. Il nocciolo della questione sta proprio qui. Ricordiamoci questa data 1 gennaio 1996.

Dopo alcuni interventi avvenuti durante i Governi Berlusconi si giunge alla legge Fornero del governo Monti che introduce per tutti a decorrere dal 1 gennaio 2012 il sistema contributivo. Viene aumentata considerevolmente l’età per poter andare in pensione agganciandola addirittura all’aspettativa di vita. Sono necessari 67 anni di età per la pensione di vecchiaia e 41 anni e 10 mesi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini per poter accedere alla pensione anticipata.

Tutti questi aggiustamenti sono serviti e altri se ne faranno in futuro per cercare di arrivare all’anno 2038 con meno danni possibili per le casse dell’Erario. Perché questo? Perché il sistema pensionistico pubblico incide per oltre un terzo sul bilancio complessivo annuale dello Stato. E qui bisogna fare un distinguo. Bisogna fare quello che tutti dicono ma che nessuno fino ad ora ha mai fatto. Separare la previdenza dall’assistenza.

Pensioni anticipate 2020: separare la spesa previdenziale da quella assistenziale

Ogni Stato civile che si reputi tale deve provvedere all’assistenza dei propri cittadini intervenendo con forme di sussidio a coloro i quali perdono il lavoro o non riescono a trovarlo, sono malati, non sono in grado di poter svolgere una qualsiasi attività lavorativa. E quindi è doveroso intervenire pagando cassa integrazione, reddito di cittadinanza, reddito di emergenza, pensioni di invalidità, indennità di accompagnamento, pensioni sociali ecc. ma queste voci assolutamente necessarie non devono pesare sui conti della previdenza. Perché è del tutto evidente che sommando i due istituti previdenza e assistenza le casse dell’INPS saranno sempre ogni anno in perdita.

Quindi separando previdenza e assistenza bisogna fare in modo che il sistema previdenziale sia il più possibile in pareggio. Questo si verificherà a partire dall’anno 2038 quando cioè saranno passati 42 anni dal famoso anno 1996. Da quell’anno chi andrà in pensione percepirà l’assegno per quanto effettivamente versato dal lavoratore e quindi il sistema pensionistico sarà in grado di reggersi perfettamente sulle sue gambe. Questo non vuol dire che il sistema previdenziale sarà in pareggio. Ci saranno ovviamente ancora persone che percepiranno pensioni in parte “regalate”. Infatti tutti quelli che al 31/12/1995 avevano versato dei contributi avranno ancora in parte la “vecchia pensione” ma con il passare degli anni questo “regalo” diminuirà sempre di più e la differenza di importo che lo Stato integrerà sarà sempre minore.

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Bisogna quindi far passare 18 anni. E bisogna farlo con meno danni possibile. In quest’ottica si inserisce pertanto l’istituzione della Legge Fornero basata addirittura sull’aumento dell’età pensionabile ancorata all’aspettativa di vita. Per questo è stata varata “opzione donna” (puoi uscire dal mondo del lavoro con 35 anni di contributi e 58 anni di età in cambio però di conteggiare tutti i tuoi anni lavorativi con il sistema contributivo e con conseguente perdita del 25/30% sull’assegno mensile),

Adesso alla fine di settembre cominceranno gli incontri governo sindacati sulla nuova legge delle pensioni che sarà istituita dal 2022, (alla scadenza naturale cioè della quota 100). Si dovranno per forza applicare delle penalizzazioni. Si darà la possibilità di uscire dal mondo del lavoro all’età di 63 anni o con 41 anni di contributi ma ci dovranno essere necessariamente delle penalizzazioni. Queste saranno nell’ordine almeno del 2% per ogni anno di anticipo rispetto ai 67 anni di età. Tutto questo per poter fare meno danni possibile all’erario ed arrivare quindi al 2038 e finalmente essere in grado (escludendo l’assistenza) di avere uno squilibrio minimo sui conti previdenziali avendo un sistema pensionistico, per coloro i quali usciranno dal mondo del lavoro da quell’anno, perfettamente in grado di reggersi da solo”.

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14 pensieri riguardo “Pensioni anticipate 2020 ultime news: separare previdenza da assistenza

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    27 Settembre 2020 in 15:26
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    Magari si decidessero una buona volta a fare chiarezza!
    L’INPS può anche continuare ad essere l’ente erogatore degli assegni ma devono risultare a bilancio le due voci separate: previdenza e assistenza.
    Lo Stato deve pagare TUTTA l’assistenza, non ci piove. Come possa farlo è una questione di politica economica, ma giù le mani dai contributi che versano i lavoratori e soprattutto NO allo scippo dei loro diritti!

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    27 Settembre 2020 in 15:24
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    Fatemi capire…
    Anche ammesso…Penalizzare al 2% fino ai 67 anni significa che poi man nano che si raggiunge i 67 di età la penalizzazione si riduce?
    O è permanente?
    Non è che sia l erario a penalizzare i futuri pensionati???
    Uno che ha gia dato per 41 anni di lavoro dovrebbe essere premiato….

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    26 Settembre 2020 in 18:25
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    Sicuramente se li merita….
    Da Repubblica on line : ”Pasquale Tridico. Una maggiorazione di 50mila euro che fa schizzare lo stipendio a 150mila euro, il 50 per cento in più di quanto percepiva il suo predecessore, Tito Boeri”.

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    26 Settembre 2020 in 17:58
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    Credo che ormai abbiamo capito tutti che la questione delle pensioni non sia solo e semplicemente un fatto economico, ma politico.
    Statisticamente il ‘popolo’ over e’ ritenuto votante a dx chi ancora va a votare, nonostante, come dimostra questo sito, siamo pluralisti, desiderosi solo di veder riconosciuti i nostri diritti. Purtroppo le statistiche sono quelle e quindi da un governo di csx non c’è’ nulla da aspettarsi, piuttosto perseverano in ingiustizie tipo reddito di cittadinanza o altre forme di assistenza che non portano a nulla, ma che permettono di tenersi stretto un bacino di voti determinante nelle piazze e nelle TV.
    Non abbiamo la forza di far crescere un movimento di piazza o d’opinione anche se molti di noi la piazza l’abbiamo conosciuta negli anni 70 e sapremmo bene come far valere i nostri diritti.

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      26 Settembre 2020 in 20:53
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      Scusi Roberto, ma siamo pluralisti o desiderosi di vedere riconosciuti solo i nostri interessi di parte ? Non riesco a capire cosa intende e le differenze tra dx e sx che Lei vede.
      Essere pluralisti sulla questione pensioni. per come la intendo io, vuol dire avere leggi eque e giuste per tutti, magari con piccoli accorgimenti per alcune tipologie di lavori effettivamente gravosi fisicamente e psicologicamente. Essere desiderosi di vedersi riconosciuti ” solo” i propri diritti è esattamente l’opposto e si tratta di puro egoismo. Il reddito di cittadinanza non è un’ingiustizia anche se preferivo il REI precedente molto più coerente col fabbisogno delle famiglie.
      La dx in Italia ha prodotto negli ultimi 30 anni i famosi governi Berlusconi con tutti i guai che ha comportato, compreso il quasi fallimento del paese nel 2011 e leggi ad personam vergognose. La sx in effetti si è dimenticata della classe operaia al punto che mi sono sempre domandato: “Ma se la dx al governo se ne strafrega dei conti dello stato e sperpera continuamente risorse, perchè la sx non fa altrettanto per accalappiare voti ? Una risposta me la sono data ma questo non è il luogo adatto per fare propaganda politica.

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      27 Settembre 2020 in 1:10
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      Io ho iniziato il lavoro in fabbrica a 14 anni e 10 mesi ho 104 personale in situazione di gravità 67% di invalidità ho 52 a febbraio e 37 anni di contributi ho un anca usurata e 5 discopatie un aritmia il cpk a 480 e ipercolisterolemia ereditaria nn c’è la faccio più a lavorare quindi voi del governo e sindacati dovevate portare l’invalidità di ingresso a quota 41 al 67 % già erano stati votati due ordini del giorno quindi ritirateli fuori dai Cassatt Capito vergognatevi 74% l’imps nn lo da più a nessuno siete vergognosi incapaci sia voi politici che sindacati io tutti i giorni lavoro con dolori prendo 4 pasticche più tachipirina da mille continuamente basta noi invalidi dobbiamo uscire di volontà nostra ci date quello che abbiamo versato nn di più in Inghilterra é così io nn c’è la faccio più capito come me tanti noi abbiamo la precedenza almeno tutelate quelli come me chi sta bene può fare qualche anno in più io ho dato ora sono sfinito e con dolori basta

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    26 Settembre 2020 in 16:04
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    E possibile andare in pensione con 24ani contributivo in Italia e 16 ani contributivo in Albania .io o 61 anni di età.

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      28 Settembre 2020 in 13:49
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      È ora di smettere di pensare come prima, il lavoro come la vita è cambiata, solo i politici o chi ci dovrebbe rappresentarci, fa finta di non capire, o non vuole capire, bisogna fare equità, partire dagli ultimi, che son sempre tartassati, quindi riforma fiscale, pensione uguale per tutti, ma proprio tutti, via i contributi, perché tanti non raggiungeranno mai, quelli richiesti con il lavoro attuale, a 64 anni uno ha diritto di godere un po di pace, io per esempio, facendo le stagioni, 44 anni di lavoro vari, con tanti contributi figurativi, non posso ricevere la pensione, e con il diritto di cittadinanza, avendo i debiti e l affitto da pagare, ricevo 184€, ora ditemi voi come si fa a vivere? Dicono che non ci sono i soldi, ma aumenta lo stipendio del presidente dell’inps, e non di poco, cominciamo con le riforme sopraelencate, e l economia riparte, e poi, che si punti realmente sul territorio, comune per comune, e il turismo solo cosi ci saranno piu posti di lavoro e nel contempo si metterebbe a posto il nostro territorio massacrato che con le variazioni climatiche di adesso, non saremmo sempre in emergenza grazie

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    26 Settembre 2020 in 15:16
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    Questo ragionamento (sistema contributivo) non regge dal momento in cui tanti lavoratori, nativi e immigrati, muoiono prima di andare in pensione o subito dopo.
    La previdenza deve essere separata dall’assistenza sociale. L’assistenza sociale va pagata con la tassazione diretta, cioè patrimoniale. Solo così la borghesia che ha sempre evaso le tasse finalmente paga anche essa è non solo i lavoratori.
    Poi la pensione deve essere almeno l’80% dell’ultimo salario a sessant’anni 60 anni.

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    26 Settembre 2020 in 10:32
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    Io sono operaio 41 anni di contributi in cantiere al freddo e al caldo vorrei sapere che quei ministri del lavoro che non so se sano cosa vuol dire lavorare in queste condizioni .vorrei sapere se questi lavori non bastano 41 anni

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    26 Settembre 2020 in 10:12
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    Una follia andare in pensione a 67 anni. Quando a 70 anni un anziano su 4 ha malattie neurodegenerative

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    26 Settembre 2020 in 9:28
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    Ok, visto che con opzione donna siamo noi che “regaliamo” la nostra parte retributiva allo stato, non vedo nessun impedimento alla proroga.

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