Pensioni anticipate 2020 ultime novità, Fornero: dopo quota 100 conti fuori controllo

Le pensioni anticipate e la riforma relativa una volta terminata quota 100 sono al centro del dibattito politico. Nella giornata di ieri si è tenuto un webinar dal titolo ‘Pensioni fuori controllo? I conti da salvare tra crisi e Quota 100‘ in cui sono intervenuti alcuni esperti di previdenza come Giuliano Cazzola (membro del comitato scientifico di Adapt, già docente di Diritto della Previdenza sociale), Elsa Fornero (coordinatore scientifico Center for Research on Pensions and Welfare Policies, già ministro del Lavoro) e Giampaolo Galli (professore di Economia Politica e vice-direttore dell’Osservatorio dei Conti Pubblici, Università Cattolica). L’incontro on-line è stato introdotto e coordinato da Enzo Cartaregia (Istituto Bruno Leoni). Ecco i passaggi principali e gli interventi che abbiamo trascritto

Ultime novità Pensioni anticipate 2020: Fornero: ‘Quota 100 manovra elettorale’

All’inizio del suo intervento Elsa Fornero parlando di pensioni anticipate e di quota 100 ha spiegato deve esser sempre tenuto a mente che “Ciò che viene deciso oggi a livello previdenziale ha conseguenze di lungo periodo. Molti interventi del passato, purtroppo, sono stati invece presi con l’ottica del breve periodo, alla luce di considerazioni puramente elettorali“.

La Fornero poi continua evidenziando come: “E’ sbagliato dire che in cima all’agenda politica debba esserci la questione delle pensioni, compito primario del governo deve invece essere quello di garantire la crescita economica del Paese: il sistema economico deve infatti essere capace di generare reddito. Se non c’è questa condizione non possono essere erogate pensioni “generose”.

Pensioni anticipate 2020 ultime news da Cazzola e Galli su quota 100

Il webinar, che potete trovare a fine articolo integralmente è proseguito poi con le parole di Giampaolo Galli che Attraverso grafici e tabelle ha mostrato come in Europa ci sia preoccupazione per la sostenibilità del nostro debito pubblico anche a causa dell’elevato rapporto tra spesa per pensioni e prodotto interno lordo (17%). “All’interno della Ue, l’Italia è seconda solamente alla Grecia. La maggiore spesa pensionistica dovuta all’attuale crisi permarrà per svariati decenni e nello scenario della Commissione europea ci sarà un ulteriore aumento della spesa pensionistica rispetto a quello previsto nella recente Nota di aggiornamento al Def”.

In conclusione ecco un passaggio delle parole di Giuliano Cazzola, che ha provato allora a dare qualche indicazione su come uscire da questo vicolo cieco causato dalla quota 100 e dalle mancate riforme pensionistiche: “Sicuramente non bisogna continuare con politiche come Quota 100 che hanno favorito un indiscriminato abbandono del mondo del lavoro, ma occorre garantire il pensionamento anticipato solo per determinate categorie come ad esempio stabilisce l’Ape. Inoltre occorre ripristinare gradualmente le regole della “Legge Fornero”, ha concluso l’economista. Ecco di seguito il webinar integrale andato in onda sul canale youtube di L’Opinione della Libertà.

Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

24 pensieri riguardo “Pensioni anticipate 2020 ultime novità, Fornero: dopo quota 100 conti fuori controllo

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    23 Ottobre 2020 in 8:25
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    Certo che per il popolo italiano ascoltare la fornero è diventata una tarantella

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    22 Ottobre 2020 in 19:02
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    D’accordo con tutti i post precedenti. Vorrei sottolineare inoltre che fare l’impiegato non significa stare seduti “comodamente” per otto ore davanti al pc, ma la categoria in questione raccoglie i più svariati ruoli e mansioni. La sottoscritta è arrivata a lavorare sino a 18 ore consecutive e le 12/13 ore al giorno erano date per scontate…(certo ora non potrei più, finalmente mi ha fermato un incidente automobilistico che mi ha obbligato a ridimensionare la mia disponibilità oraria), mettiamoci poi il blocco degli aumenti e di progressione di carriera, soprattutto nel privato, e il quadro è completo. Però dobbiamo assistere ai magna magna dei dirigenti che in molte aziende hanno rubato a mani basse e si sono visti congedare con milioni di euro per continuare a tenere la bocca chiusa e gli scheletri nell’armadio. Beh sappiate che gli pagheremo pure le pensioni d’oro a questi Signori! Politici e classe dirigente cadono sempre in piedi, come ci insegna la storia anche più recente (vedi vitalizi ecc..). Loro ad ogni tentativo di ridimensionamento di insopportabili privilegi riescono sempre ad appellarsi all’incostituzionabilità, a noi invece sono riusciti a far digerire il superamento dei 40 anni di contributi, arrivando a chiamare la proposta dei 41 anni pensione “anticipata “. Dunque sentir parlare di generosità suona veramente come un insulto! Sono disgustata. Non mi resta che chiamarmi fuori d’ora in avanti dall’esprimere una scelta alle prossime elezioni politiche, tanto non abbiamo nessuna possibilità di modificare lo status quo!

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    22 Ottobre 2020 in 15:04
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    “non possono essere erogate pensioni “generose”. Signori voi che avete lavorato oltre quarant’anni (purtroppo io sono fermo a 36 non per colpa mia purtroppo) secondo la Fornero qualsiasi ipotesi di riforma delle pensioni che dovessero modificare la sua sarebbe un’atto di generosità!! ogni volta che leggo le dichiarazioni di questa persona rischio un’ictus .

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    22 Ottobre 2020 in 13:35
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    L’accanimento verso il provvedimento di quota 100 è sconcertante considerato che da un lato se ne certifica il “fallimento” a causa del numero basso di fruitori, dall’altro viene additato come una voragine che peserà sulle casse dello stato per decenni. Ai tempi della sua istituzione, anche se non sono nessuno, previdi che il numero di chi ne avrebbe fatto richiesta sarebbe stato molto inferiore rispetto alle aspettative per un motivo molto semplice: a causa della riduzione dell’assegno pensionistico, sarebbe convenuto solo in caso di due stipendi (veri) in famiglia e ciò specialmente nelle realtà metropolitane dove il costo della vita è più alto. In virtù di questo ragionamento avevo creduto che, proprio per il minore impatto sulle casse dello stato rispetto al previsto, quota 100 sarebbe stata prorogata oltre il 2021 al fine di offrire una alternativa, sia pure penalizzante, all’uscita “monstre” indicata della legge Fornero. Nel mio caso specifico, nato nel ’60, avrei maturato il diritto a quota 100 nel 2022 avendo iniziato a lavorare nel 1984 in maniera continuativa nel privato, pertanto sarò fuori mentre l’INSP mi dice che potrò andare in pensione il 1° febbraio 2028 a quasi 68 anni di età e 43 anni e mezzo di anzianità. Riguardo al quota 41 e affini, sui quali i sindacati battono molto, mi chiedo se non ci si renda conto che fra pochi anni saranno pochissimi quelli che potranno farci affidamento vista l’età media sempre più alta dell’ingresso nel mondo del lavoro. Insomma il motivo sembra più ideologico che altro; il fatto che all’estero si vada in pensione prima rivela inequivocabilmente che il nostro problema non è l’età pensionabile ma la crescita. Crescita che certo non viene aiutata dalla macchina dello stato (ma anche del privato) appesantita da gente anziana, incapace di evolvere il proprio modus operandi e scarsamente incline a cedere alle nuove generazioni le leve del comando. Io sono un informatico della prima ora e magari faccio un po’ eccezione, ma vedo i miei coetanei arrancare nell’utilizzo delle tecnologie con conseguente perdita di produttività.
    A valle di tutto, a riprova che l’argomento non dovrebbe essere affrontato dal punto di vista ideologico ma pragmatico, preciso che sono tutt’altro che leghista o salviniano e voto PD, sia pure turandomi spesso il naso…

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      22 Ottobre 2020 in 17:18
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      Tante valutazioni interessanti e in generale per me molto condivisibili.

      Una cosa su cui la penso un pò diversamente è su Quota 100 e il problema della riduzione dell’assegno.
      Teniamo presente che è vero che c’è una riduzione dell’assegno pensionistico, che per chi già prevede di non avere un assegno alto è da valutare, ma non c’è penalizzazione aggiuntiva.
      Una mia diversa valutazione è che io penso che Quota 100 non sia stata così usufruita soprattutto a causa del minimo contributivo di 38 anni, che non è facile da ottenere perchè le carriere continuative di quasi quarant’anni a 62 anni, con le crisi soprattutto degli ultimi vent’anni, sono merce abbastanza rara.
      Secondo me c’è tanta gente che non ce la fa più e che userebbe Quota 100 se potesse farlo, anche rinunciando a tre, quattro o cinque anni di contribuzione e quindi di assegno.

      Io, classe 1957, anch’io “informatico della prima ora” :), carriera metà come dipendente e metà come autonomo, con la sfortuna negli ultimi dieci anni di una combinazione di buchi di lavoro autonomo causa crisi e serii problemi di salute (che hanno causato altri buchi), sarei andato volentieri con Quota 100, ma i 38 me li sogno anche nel 2021, nonostante che abbia cominciato a lavorare nel 1982.
      Un mio conoscente, classe 1956, con carriera tutta come dipendente e con problematiche di continuità ben minori delle mie, per poter sfruttare Quota 100 a 64 anni ha dovuto riscattare a caro prezzo qualche anno di laurea, se no non arrivava neanche lui ai 38.

      In questa situazione, con tale forzatamente limitata adesione, dal punto di vista delle casse INPS concordo che si sarebbe benissimo potuto prorogare Quota 100 (è costata quasi la metà del previsto!).
      Ma su Quota 100 c’è uno “stigma”: l’ha proposta Salvini e pertanto “è sbagliata per forza”. E lo dico io che NON voto Lega e Salvini, e che pure critico Quota 100 per il minimo contributivo, ma la pregiudiziale ideologica contro Quota 100 secondo me è evidente.

      Adesso, comunque, Quota 100 sta per essere consegnata al passato, di fatto è già uno “zombie” che verrà sfruttato solo da pochi ultimi fortunati.
      E parlando di cosa metterci al suo posto, concordo che fissarsi su Quota 41 ha un problema analogo a Quota 100 e che si acuirà nei prossimi anni: minimo contributivo troppo alto!
      Credo che non sia un caso che Quota 41 fosse l’idea di Salvini per il dopo-Quota-100! Stesso errore di fondo.

      Quota 41 va benissimo se è in AGGIUNTA a provvedimenti molto più facilmente avvicinabili da tanti, non come “la soluzione per il dopo-Quota-100”.
      Io continuo a sperare che arrivi questa mitica “flessibilità” sia pure con qualche penalizzazione, anche se ammetto che sono anch’io sempre meno ottimista.

      Da scolpire sulla pietra la frase: “il motivo sembra più ideologico che altro; il fatto che all’estero si vada in pensione prima rivela inequivocabilmente che il nostro problema non è l’età pensionabile ma la crescita”.
      Ed è proprio così.
      Se il nostro rapporto spesa_pensionistica/PIL è tanto aumentato nell’ultimo decennio è perchè il nostro PIL è arretrato e si è fermato (in realtà è arretrato paurosamente, di trent’anni!, se calcolato a prezzi costanti) non perchè ai pensionati siano state elargite “pensioni generose” o “baby” (tranne i soliti pochi privilegiati).

      E con scelte che rischiano di essere fatte dando ancora retta a questa martellante IDEOLOGIA DA MACELLERIA SOCIALE, di cui Fornero e Cazzola sono esponenti “insigni”, sono sempre meno ottimista.

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    22 Ottobre 2020 in 12:16
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    Grazie Salvini per aver voluto quota 100!!!!!!!!!!!

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      22 Ottobre 2020 in 13:58
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      Quota 100 misura costosa per pochi privilegiati. Salvini e Fornero possono andare a braccetto: due esseri inutili che andrebbero tagliati insieme agli altri sprechi.

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        22 Ottobre 2020 in 17:10
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        Non mi trova d’accordo sig Mario.
        Mi piacerebbe molto che chi continua a sparare sul fatto che quota 100 sia costosa (???? ) si guardasse un pò nel proprio piatto.
        Sig Mario saprà bene che i suoi contributi, se è un lavoratore, che verserà superati i 37 anni fino a 43anni e passa di lavoro serviranno anche per pagare le pensioni di molti lavoratori di comparti che sono stati omaggiati nel passato da formule pensionistiche , quelle sì costose per noi !, che a 37 anni di contributi permettono a loro di starsene a casa, senza penalizzazioni all’età media di 56 anni e 37 di contributi?
        Non parlo di poche decine di lavoratori.
        Capirà anche Lei che tra i loro 37 anni e i nostri quasi 44 c’è un qualcosa che non va proprio?
        Non si sarebbe potuto fare a metà? Non si potrebbe ora , oggi fare a metà? Non sarebbe già quello un grande risparmio?
        E guardi che le posso dire con molta certezza che anche gli attuali politici forse più simpatici di Salvini..non saprei proprio, non correggeranno MAI questa atroce disuguaglianza.

        Mi chiedo perchè quei 37 NON si vedono mai COSTOSI e a carico NOSTRO che dobbiamo fare 44 anni di lavoro , quasi fossero più che giustificati, mentre i 38 della quota 100 ( seppur non equi per l’età richiesta) invece si vedono sempre come l’orco che ruba i soldi ?

        Quelli che vanno con 38 anni di quota 100 non hanno mica rubato contributi a qualcuno..
        o hanno ricevuto anni di contributi senza aver fatto anni di lavoro, come succede nei casi precedenti.

        Semplicemente verranno pagati con una pensione riferita a 38 anni di lavoro che hanno effettivamente svolto. E prendono per quello una minor pensione di chi ha lavorato 43 anni.
        Il costoso sa dov’è? Nella testa di quelli che ci vorrebbero in pensione indipendentemente dalla cifra ad età quasi da morti, in modo che con pochi anni di nostra vita tutto termina e ciò che rimane in cassa, che non è poco, può essere utilizzato per altre cose, come già avviene.
        Non sono un esperto in economia ma so tenere bene i conti in famiglia e non mi faccio prendere in giro: ci vogliono tutti in pensione a 67 , 70 anni e 75 a regime ; a quel punto pagare 10 anni di pensione dopo averne lavorati 40 , ma anche 30, e versati i contributi di tutti quegli anni, dando una pensione che sarà il 50% dell’ultima paga, capirà bene che disavanzo a loro favore può rimanere in cassa.

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          23 Ottobre 2020 in 9:58
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          Il Suo ragionamento è corretto ma purtroppo le storture del passato non si possono aggiustare in quanto ci vorrebbe una legge costituzionale che consentisse di abolire i cosiddetti “diritti acquisiti”; aimè queste storture verranno meno solo per morte naturale e non per mano della politica. Però questo non è un buon motivo per aggiungerne altre: quota 100 con il minimo contributivo di 38 anni è fatta prevalentemente per chi ha una carriera continua e quindi per dipendenti in gran parte pubblici e per lo più del nord del paese; io ritengo che in un momento di difficoltà ci siano delle priorità da rispettare che con quota 100 non sono rispettate affatto. Ciò che invece potrebbe essere fatto è l’eliminazione di un po’ di sprechi e privilegi generali (enti inutili, riduzione stipendi dirigenti pubblici ecc.) con cui finanziare una seria riforma pensionistica che ricordo è spesa corrente e non può essere finanziata a debito che non ci possiamo più permettere. In tal modo anche il dipendente impiegato verrebbe agevolato come è giusto che sia perché a 67 anni qualunque lavoro diventa pesante.

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            23 Ottobre 2020 in 13:58
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            Come una Fornero in 3 mesi ci è capitata sulla testa, senza alcun problema di diritti pregressi, non vedo alcuna difficoltà nel fare altrettanto per quei comparti privilegiati e fare in modo che nella discussione avviata ci siano dei riferimenti di riforma con età minori per noi è maggiori per i privilegiati…risparmiando e facendo sacrifici un po’ tutti in questa Italia .

            Questo senso di giustizia sociale dovrebbe essere la priorità zero dalla quale partire per una futura riforma.

            Per quelli ormai in pensione sono d accordo che sia più difficile intervenire.
            Anche se non impossibile.

            Questa operazione di estrema equità, giustizia sociale e uniformità di trattatamenti me la sarei aspettata da questo Governo che a chiacchiere sembra essere più vicino e sensibile a quei valori..a chiacchiere

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      23 Ottobre 2020 in 7:37
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      Io vi capisco voi di quota 100…
      Voi però non capite me e tutti i diplomati 1979/80…
      Che magari l’università l’hanno fatta lavorando, che ora entrano nei 42 di lavoro e contributi. Dove ci mettete?. Solo io ne conosco centinaia.
      Quota 100, avendo i requisiti, era di libera decisione. Io con già quasi 4 anni in più sono ancora sul pezzo, sveglio dalle 5 30.
      Pensate a varie formule, varie quote, ma pensate anche a noi.
      Io ero uno dei “41” per tutti, ma ora mi scappa da piangere, perché vedo in futuro incerto e pericoloso. Oggi ho poca voglia di replicare.

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    22 Ottobre 2020 in 11:53
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    Fratelli/Sorelle, condivido tutto quello che leggo. Propongo che ogni volta che compare Fornero/Cazzola o simili di cambiare canale! Credo che da qualche parte questo dovrebbe risultare nello share della trasmissione di turno e quindi allontanare investitori pubblicitari obbligando la rete TV a NON invitarli PIU’ ! Dobbiamo trovare un modo di poter dire le nostre ragioni che NESSUNO porta sui canali televisivi giornali etc etc (solo questo sito). Siamo allo stremo, dobbiamo trovare modalità di lotta moderne. Mandate idee su questo sito, se ovviamente i Responsabili di pensionipertutti sono daccordo, e troviamo insieme un modo per protestare !

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    22 Ottobre 2020 in 10:42
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    È ormai noto che la riforma Fornero è stata fatta per “fare cassa” e quindi per salvare il paese dal baratro; il punto è che per fare cassa occorreva tagliare sprechi e privilegi (ad esempio eliminare un po’ di enti inutili, tagliare un po’ di stipendi a dirigenti pubblici che spesso non sanno neanche scrivere una legge, ecc.). Purtroppo si è scelta la via più semplice perché l’altra è senz’altro più lunga e complicata. Però mi chiedo: per fare una cosa semplice serviva una “bocconiana” o sarebbe bastato un semplice ragioniere? E ancora: se questa bocconiana insegna ai suoi allievi le stesse cose che ha fatto non si rischia che è Ella stessa inutile (se non pure dannosa) e quindi andrebbe “tagliata” insieme agli altri sprechi?

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    22 Ottobre 2020 in 10:27
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    Non ho più parole.
    Solo un’ insana rabbia e una grande consapevolezza.
    Chi oggi ha 40 anni di lavoro alle spalle ha dato tanto al Paese.
    E’ il loro/nostro lavoro che ha ” garantito la crescita economica del Paese” fino ad oggi.
    NON spetta più a noi da ora in poi.
    Agli illustri personaggi dico solo che potete arrampicarvi dove volete per fare in modo di tenere a lavoro sempre più a lungo le persone anziane che lavorano da 40 anni e oltre.
    So che alla fine lo farete e qualcuno raccoglierà i frutti amari di quella scelta.
    Sì, perchè , anche se mi sembra che non sia importante nella discussione avviata, saranno proprio amari i frutti..in impegno, energia, passione, presenza di noi anziani.

    Signor Cazzola , provi a distribuire un questionario per comprendere cosa ne pensano gli anziani dopo 40 anni di presenza del lavoro ? Della digitalizzazione, delle soft e hard skills che sono sempre più richieste, della propensione a investire energie mentali e fisiche nei compiti che vengono dati, dei tempi che vengono adottati per portare a termine una mansione rispetto a soli 8 anni prima, di cosa rimane nella testa dei corsi di aggiornamento su procedure sempre più complicate a sessantanni, dei mille problemi familiari dei genitori anziani, figli e nipoti e che appena possibile mettono il lavoro a priorità 10, se non fisica mentale di sicuro, e della aspettativa di crescita di carriera a sessantanni con i contratti che a breve toglieranno soldi nello stipendio invece di portare i dipendenti Italiani a livelli dei nostri colleghi oltre confine, e che vanno in pensione a 62 anni. Senza dimenticare la padronanza fisica richiesta per stare in un cantiere edile, in una fonderia, una conceria ecc.

    E cosa dire di ciò che accadrà tra non molti anni , dove prima che poi, le classi 60, 61,62,63 arriveranno a battere cassa ..( ci sono comparti che con i 35 anni di lavoro e 57 di età già lo fanno da anni ..ma questo privilegio è nel mucchio dei tanti privilegi che pagheremo sempre noi)
    Saranno milioni di lavoratori, statistiche Istat .
    Non li volete pensionati a 41 anni ma a 44 o 45 di lavoro? Ok ma a 44 quelli ci andranno!

    3 anni sono la catastrofe di tutto? Una catastrofe che si risolve magicamente dopo 3 anni ?

    Abbiamo fatto crescere l’Italia e ora ci chiedete di “garantire la crescita economica del Paese” come un trentenne ! Accomodatevi pure.
    Ma udite udite, statene certi, NOI non moriremo prima, non lasceremo il posto di lavoro ad un giovane, NO lo terremo per noi, fino alla pensione , risparmiando e consumando pochissimo e non risolveremo con una nostra dipartita a miglior vita i conti che non tornano non certo a causa nostra.
    Siamo Milioni di Lavoratori.
    Fate bene a non iniziate a sfoltire ora, magari con una quota 41 libera, meglio rimandare tra qualche anno facilmente con una ennesima quota 102 , che non sarà certo un flop perchè non è fatta da Salvini .

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    21 Ottobre 2020 in 17:34
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    Non posso che ringraziare Pietro e Paolo (ai quali per ringraziamento potrei erigere una Basilica! 😉 perchè commentano validamente ciò che io non ho la forza di commentare, dato che un “panel di esperti” che contiene contemporaneamente Fornero e Cazzola è oltre le mie capacità di sopportazione.

    Rilevo solo che su Quota 100, un provvedimento insufficiente perchè solo per POCHI e che proprio per essere per pochi è costata pure relativamente POCO, un provvedimento comunque in scadenza e qualunque “danno” si pensasse potesse aver fatto sta per finire di farlo, un provvedimento in “spegnimento” sul quale personalmente sono stanco di discutere e sentir discutere come se fosse il futuro, c’è un perdurante ACCANIMENTO IDEOLOGICO (ed ormai evidentemente pure personale, vedi polemiche dirette Fornero vs Salvini) che sconfina, anzi ormai è arrivato alla PATOLOGIA.

    Brutto spettacolo, soprattutto da parte di chi viene ancora considerato da troppi media quale un “oracolo” al quale prestare ascolto.

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    21 Ottobre 2020 in 17:31
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    E ci risiamo…
    Come era arrivato il settimo cavalleggeri dei rigoristi prima dell’incontro governo sindacati,
    non contenti dello scarsissimo risultato ottenuto dai pensionandi, rieccoli all’attacco per infierire come Maramaldo sui corpi di noi quasi defunti.
    Ma occorre la laurea per affermare quello che dicono? Che reddito bisogna dimostrare per essere credibili? Almeno quello da prof. Universitario?
    Non hanno il coraggio di dire : “intanto separiamo assistenza da previdenza”…”quando parlo di pensioni generose mi riferisco alla mia”…”ricambio generazionale? Ma perché?”
    Ci rendiamo conto che è un disegno politico?
    Azzerare diritti, azzerare welfare, zittire voci critiche…(solo loro sono l’autorità degna di essere ascoltata… noi siamo la marmaglia che deve sgobbare fino alla fine…contenta dell’ultimo smartphone e che bene o male mangia e consuma; che si danna l’anima per rincorrere condizioni di pensionamento che si allontanano sempre più e si degradano a mancetta di sopravvivenza). Noi fine anni 50/ inizio 60 siamo gli ultimi che hanno lottato in piazza e quindi ci spengono così. Quelli dopo di noi, digiuni di storia e politica, digeriranno tutto quello che questi “professoroni” dichiarano VERITÀ.
    Prima di parlare dichiarino invece quale è la loro pensione o il reddito che incassano dallo stato.
    Almeno ci facciamo meglio un’ idea di quanto “generosi” siano il nostro reddito o la nostra futura pensione.
    Mai una parola su evasione fiscale, su redistribuzione del reddito, su tassazione strong dei redditi finanziari e delle multinazionali.
    No, dobbiamo essere noi, i soliti, a produrre quel reddito che produrrà tasse, anche dopo 40/41 anni di contributi (i SOLITI!!!) E se non li abbiamo è colpa nostra, perché facciamo troppo poco per cercare il lavoro (dopo i 55 anni è un bel divertimento , angosciati notte e giorno alla ricerca…) . Quindi fateci sentire anche vermi perché non produciamo reddito almeno per 50 anni, dopodiché chi sopravvive…avrà qualcosina.
    Se esistesse, a Cazzola, Fornero e compagnia cantante potremmo assegnare il premio Nobel per il miglioramento della specie ( la loro!).
    Mi accontenterei del premio igNobel.
    Non smettiamo di incalzare i sindacati, perché altrimenti non se ne esce (anche se siamo sempre più disillusi).

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      22 Ottobre 2020 in 14:08
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      Quanta verità in queste parole, e voglio soffermarmi su questa frase: “Noi fine anni 50/ inizio 60 siamo gli ultimi che hanno lottato in piazza e quindi ci spengono così. Quelli dopo di noi, digiuni di storia e politica, digeriranno tutto quello che questi “professoroni” dichiarano VERITÀ”.

      A me ogni tanto viene in mente la famosa frase dal “Gattopardo”: ““Noi fummo i Gattopardi, i Leoni …”.
      Ma è meglio che non la completi, che già vengo spesso accusato di essere troppo duro con le recenti generazioni!

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        23 Ottobre 2020 in 6:50
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        Meglio ascoltare fornero e cazzola o il popolo italiano?

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    21 Ottobre 2020 in 16:31
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    Buongiorno, NON sono d’accordo su nulla.
    1- E’ stato dimostrato che il rapporto tra la spesa per le pensioni ed il PIL NON è al 17%, perché per avere un numero serie ed “Onesto” andrebbe calcolato scorporando l’assistenza dalla previdenza, ed inoltre andrebbe calcolato defalcando quelle che sono le “Tasse” che ogni pensionato PAGA sulla sua pensione.
    2- La Dott.ssa Fornero quando era al Governo oltre che a far “PIANGERE” migliaia di famiglie creando la categoria degli esodati cosa ha fatto di concreto per equilibrare le misure pensionistiche tra le superpensioni e quelli che sono costretti a vivere con 500 € al mese. Lo sa la Dott.ssa che l’allungamento della “Speranza” di vita che ha imposto ha “Violentato” migliaia di persone, costringendole a lavorare fino a 70 anni ?? Ma non tutti fanno i professori, c’è anche chi lavora dietro la macchina finitrice per fare gli asfalti, oppure i muratori in cima ai tetti, oppure chi fa il camionista e a 65 anni gli TOLGONO la patente per raggiunti limiti di età, ma te puoi andare in pensione solo a 67 + aspettativa di vita, minimo altri 6 mesi. Lo sa la Dott.ssa che anche l’impiegato ultrasessantenne non c’è la fa a stare dietro ad un mondo che si evolve con una velocità incredibile e deve essere in continua competizione con giovani dal sangue fresco che i sistemi informatici se gli mangiano a colazione mentre l’ultrasessantenne fa una fatica incredibile per capirne meno della metà e poi magari in aggiunta ci mettiamo anche 2/3 ore di viaggio in auto per recarsi al lavoro?
    3- Sul Dott. Cazzola non ho parole, ogni qualvolta lo vedo in TV cambio canale.

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    21 Ottobre 2020 in 15:59
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    scusate un attimo. Pare che quota 100 sia la mamma di tutte le disgrazie economiche che stiamo vivendo in italia. Io il prossimo anno vado in pensione a quasi 63 anni di età con 40 di contributi.
    Se Renzi e quelli del suo partito fossero riuscito lo scorso o anche qest’anno a far saltare quota 100, l’italia avrebbe avuto molti meno problemi?
    Ma signor Renzi, Signora Fornero chi volete prendere in giro? Avete la memoria corta, molto corta.
    Da dove iniziamo? 1) sistema retributivo. quanti milioni di persone sono andati in pensione con cifre che nulla avevano a che vedere con quanto effettivamente versato.35 anni 6 mesi e 1 giorno. si andava in pensione a 48/49 anni.
    Pensioni baby. assurdo e allucinante per qualsiasi paese. ho conosciuto personalmente persone andate in pensione a 37/39 anni. sembra fantascienza ma è pura realtà.
    Prepensionamenti. alla fiat (quando se andava bene intascavano gli agnelli, se andava male pagava lo stato) nelle ferrovie dello stato, a quante persone hanno dato 5/6/7 anni di prepensionamento-
    lasciamo perdere le pensioni d’oro, i vitalizie e similari, faranno anche notizia ma si parla di pochissimi fortunati.
    forze dell’ordine in generale. a tutt’oggi per loro non valgono le regole di tutti noi. perchè poi. con tutto il rispetto che ho per carabinieri, esercito, marina e quant’altro, perchè possono andare in pensione a 50 anni e io a 67.
    quindi non pigliate per i fondelli le persone. si è sempre dato a profusione a tutti indebitandosi fino all’osso,
    non sarà certo quota 100 a mandare in malora il paese.

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      22 Ottobre 2020 in 4:38
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      Inutile spendere parole per fornero e cazzola si commentono da soli.questi buffoni.

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        23 Ottobre 2020 in 8:28
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        Spero che salvini rifaccia quota cento

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          23 Ottobre 2020 in 15:46
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          Bruno, è ovvio che Salvini riproporrebbe la famigerata “quota 100” almeno per un altro paio d’anni o, in alternativa, opterebbe per i 41 anni di contributi.
          Il problema è che tutte le forze politiche, economiche, sociali, culturali, ecc. ecc….faranno di tutto per non farlo tornare al governo.
          Stante questa situazione credo che sia inevitabile aspettarci la beffa delle beffe chiamata “quota 102” e andarcene in pensione a 64 anni (a quell’età, nel mio caso, avrei ben 43 anni di versamenti) con addirittura un mega-taglio dell’assegno. Ma di cosa stiamo parlando ???

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