Pensioni anticipate 2020, ultime novità: la pandemia influenzerà la riforma Fornero?

Cosa significa superare la riforma Fornero e soprattutto la pandemia quanto potrà influenzare tale desiderata? La domanda potrebbe essere di quelle da ‘1 milione di dollari’ se qualcuno fosse in grado di dare una risposta giusta o quanto meno si avvicinasse ad un elenco di misure il più possibile condivisibili dalla gran parte dei lavoratori in attesa di una riforma previdenziale, visto che anche in tempi di pandemia sui social e sul nostro sito non si discute d’altro. Già perché, dicono i più ottimisti, il virus prima o poi ce lo lasceremo per fortuna alle spalle, anche se i tempi dovessero essere lunghi, ma questa pandemia avrà davvero insegnato qualcosa? Lascerà traccia, lo shock affrontanto oggi, nelle decisioni governative di un domani, specie sul fronte previdenza?

Questione più che mai delicata se si pensa a quale parametro potrebbe essere significativo nella prossima riforma delle pensioni: l’età? i contributi? sanare storture ancora vigenti? Un quadro d’insieme prova a farlo Luigi Metassi, amministratore del gruppo Comitato Difesa e Tutela pensioni (ex comitato esodati ,licenziati e cessati), in uno dei commenti rilasciati al nostro sito, eccovi le sue parole:

Riforma pensioni, Metassi: ecco cosa significa superare la Legge Fornero

“Fino ad ora, anche in assenza di pandemia, non ho colto grandi segnali di una reale volontà di cambiamento. Semmai c’è stata l’intenzione di razionalizzare l’attuale regime previdenziale mitigandone gli effetti maggiormente perversi. “Superare la legge Fornero”, a mio avviso, significa ben altro – a cominciare per esempio dagli esodati se al verbo “superare” vogliamo riconoscergli una qualche concreta positività

Che ci sia per altro una discreta disponibilità a valutare un abbassamento dell’età pensionabile, mi pareva evidente fin dai giorni del confronto tra governo e sindacati e credo che, anche dopo questa pandemia, si proseguirà in tale direzione.

Ma Metassi fa notare che potrebbe altresì nascondersi un’ insidia dietro il semplice abbassamento dell’età anagrafica se non seguissero anche misure di tutele nel mondo del lavoro, insomma come a dire che non ‘é tutto oro quello che luccica’: “Abbassare l’asticella senza rivedere le tutele sul lavoro e il regime di calcolo, significa però concedere uno strumento alle aziende per liberarsi, senza alcun onere, dei lavoratori quasi settantenni che la legge Fornero oggi rischia di mummificare sul posto di lavoro. C’è da scommetterci che l’imprenditoria non si lascerebbe sfuggire questa opportunità, tanto più se dovesse peggiorare la situazione congiunturale dopo l’uscita dalla pandemia. In quanto ai lavoratori, il tanto agognato scivolo rischierebbe invece di vanificare una intera vita di lavoro e di accantonamenti previdenziali proprio negli ultimi anni, quando una eventuale imposta (e non richiesta) uscita anticipata dal lavoro finirebbe per incidere, in misura anche significativa, sul rateo atteso”

Pensioni anticipate 2020, ancora molto da fare post Covid 19

Poi conclude un pochino scettico sul fatto che la pandemia possa davvero aver insegnato qualcosa, il timore é che si stia facendo solo tanta bella retorica sui valori ritrovati, ma che in soldoni non si aspetti altro che tornare a fare profitto , qualsiasi cosa questo comporti: “Molto ci sarà da lavorare sul tema se soltanto una millesima parte della retorica sul necessario cambiamento della scala dei valori, dominante in tempi di pandemia, dovesse davvero guidare la mente delle istituzioni e dei cittadini una volta passata la tempesta.

Su questo mi si conceda però di conservare un certo scetticismo: intanto perché, in ambito UE, ancora non si trova un serio accordo di cooperazione per superare le criticità; in secondo luogo perché è la cronaca stessa di questi giorni a fare emergere il profondo individualismo che pervade la società contemporanea, tra chi se ne fotte del prossimo eludendo le disposizioni, chi ha meschinamente speculato sugli anziani e chi ora preme perché si torni quanto prima a produrre senza porsi troppi interrogativi”.

Voi cosa ne pensate siete maggiormente ottimisti come il Dott Perfetto che dalla sua confida il Coronavirus possa essere anche per la previdenza uno stimolo a migliorare, visto che sono già modificati, in tempi relativamente brevi, i modus operandi in altri settori ( scuola/lavoro/sanità) o restate maggiormente scettici come Luigi Metassi? Facelo sapere, nell’apposita sezione commenti, saremo lieti di leggere le vostre considerazioni.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

4 thoughts on “Pensioni anticipate 2020, ultime novità: la pandemia influenzerà la riforma Fornero?

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    12 Aprile 2020 in 9:08
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    Penso che sia giunta l’ora di capire che a 65 si è vecchi e di smetterla con la PORCATA TERRORISTICA dell’aspettativa di vita.
    Per produrre più e meglio non ci vogliono anziani mummificati tra le maglie di un lavoro in cui non possono rendere.
    Con la disoccupazione “giovanile” che post COVID salirà attorno al 15% ci sarebbe bisogno di scarcerare i sessantacinquenni e dare posti di lavoro ai giovani.
    Sono un prof. cui il Dirigente chiede di fare delle VIDEOLEZIONI ; io mi impegnerò a provarci cercando di riuscirci….fra quattro giorni VEDREMO. Cinque giorni di tempo mi ha dato la scuola per fare una cosa di cui ad oggi NON SO NULLA !!! P.s. ho quasi 65 anni e gli ultimi due mi faranno UN PACCO di aggiornamenti ,in vista della pensione o della morte. Non sarebbe meglio formare un Giovane laureato ?

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    10 Aprile 2020 in 18:23
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    MEGLIO MANDARE TUTTI IN PENSIONE A 62 ANNI CON 20 O 40 DI CONTRIBUTI ED AIUTARE AL LAVORO PER IL RAGGIUNGIMENTO PENSIONE . A 67 ANNI SIAMO TROPPO VECCHI . ECCO PERCHE CI SONO TROPPI MORTI PER IL LAVORO DA SUICIDI CHE RESTANO SENZA LAVORO COME ULTRA 50 E CHI MUORE SUL LAVORO . QUESTE SITUAZIONI DEVONO ESSERE MESSE IN ATTO

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