Pensioni anticipate 2020, ultime novità su Quota 100: scontro Renzi – Durigon

Pensioni anticipate 2020, ultime novità su Quota 100: scontro Renzi – Durigon

Le ultime novità in termini di pensioni anticipate al 3 dicembre 2019 arrivano da pareri contrastanti circa l’efficacia di Quota 100, misura cardine del precedente Governo giallo-verde, fortemente voluta dalla Lega, e che non dovrebbe, nonostante anche emendamenti intenzionati ad abolirla, vedere stravolgmenti in Manovra 2020 almeno fino a scadenza.

Da un lato vi é il pensiero di Matteo Renzi, Leader di Italia Viva, che sostiene non sia affatto servita ad abolire la Fornero, ma sia stata solo per ‘comprare consenso’ per prendere voti ed accontentare pochi, dall’ altro Durigon che sostiene, invece, che anche i dati sull’occupazione parlino chiaro e che quota 100 concedendo una possibilità agli italiani di andare in pensione prima abbia liberato posti di lavoro. In dettaglio ‘lo scontro’ di opinioni.

Pensioni 2020, Renzi: Quota 100 un flop, fatta per comprare consensi

Il leader di Italia Viva, in tour a Pistoia nei giorni scorsi, si é detto profondamente contrario alla Quota 100 ed al rddito di cittadinanza. Nello specifico sulla prima ha asserito: “Quota 100 é stata un flop, serviva per accontentare 150 mila persone, in un pur interesse legittimo di andare in pensione prima, per accontentare questo metto 20 miliardi di euro per comprare consenso dicendo di aver cambiato la Fornero. Non hai cambiato niente, hai solo indebitato il Paese”.

Sul fatto che Quota 100 non abbia né abolito, né modificato la Fornero concordano in molti, per tanti é giusto ‘una finestra’ temporale che creerà però ulteriori disuguaglianze se non si agisce entro il 2021- In quanto saranno ‘fuori dai giochi’ e dalla pensione tutti coloro che matureranno i medesimi requisiti ora necessari per uscire con quota 100, 62 anni d’età e 38 di contributi, ma dal 1 gennaio 2022. Questi suberanno un effetto scalone di 5 anni poiché potranno andare in quiescenza solo più con le regole della Riforma Fornero, tutt’ora vigente, ossia dai 67 anni d’età. Vi é altresì da ricordare che quasi tutte le forze politiche ed i sindacati sono però per mantenere Quota 100, nonostante i limiti, fino a scadenza per evitare l’emergere di nuovi esodati, giacché ancora ne restano da salvaguardare 6.000, in attesa da anni di poter porre la parola fine al loro dramma previdenziale. Dalla sua vi é poi chi come Claudio Durigon, ex sottosegretario al Ministero del Lavoro, che si dice, invece, fiero di Quota 100.

Pensioni, Durigon su Quota 100: una possibilità concreta, Istat conferma

Secondo Claudio Durigon la riforma pensione con Quota 100 non é affatto un flop come continua ad affermare Renzi , ma é stata una possibilità concreta di pensionamento anticipato per molte persone, questo ha permesso altresì il liberarsi di molti posti di lavoro, come dimosrano i dati dell’occupazione diffusi dall’Istat. Ecco le sue parole: “ I dati Istat sono la migliore risposta ai detrattori di Quota 100 e a chi ha ancora il coraggio di affermare che andrebbe abolita”, il riferimento é chiaramente ad Italia Viva. “Ancora una volta, aggiunge, viene confermato il trend dell’aumento degli occupati che da gennaio sono 271mila”.

Poi su suo profilo social scrive : Scontro generazionale? La pensione i giovani non l’avranno per colpa deipensionati di oggi e di ieri? Falso!! In un periodo di recessione dell’economia italiana in un anno 217 mila assunzioni in più!! La quota 100 finalmenteda ristoro all’unica legge iniqua quella della Fornero!”

Cosa ne pensate delle parole di Renzi e di Durigon, chi a vostro avviso ha ragione sulla quota 100, o meglio con quali dei due vi trovate maggiormente in sintonia di pensiero? Fatecelo sapere nell’apposita sezione commenti del sito.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

39 pensieri su “Pensioni anticipate 2020, ultime novità su Quota 100: scontro Renzi – Durigon

  1. Renzi sempre su sta benedetta quota 100
    ma i 10 miliardi di euri per il tuo bonus da 80 euro dato ha chi già uno stipendio sono 60 miliardi 2 finanziarie. Nella mia azienda di 100 impiegati grazie a quota 100 stanno assumendo 12 giovani a monte di 15 pensionati

  2. Quota 100 non si tocca, è Legge ma, soprattutto un diritto acquisito sul campo, visto che sono stati versati tantissimi contributi, quindi non ci viene regalato niente, sono soldi dei futuri pensionati che debbono essere restituiti, moltissimi lavoratori sono soprattutto usuranti, addirttura chi sceglie di andare in pensione con quota 100 perde dei soldi, con Quota 100 molti lasciano il lavoro con oltre 38 anni di contributi, nel mio specifico caso andrò nel 2020 con 62 anni e ben 40 anni di contributi, di cui 34 anni lavorati spesso di notte. Dunque, chi si lamenta di quota 100 continui a lavorare evitando di frantumarci i maroni. In quanto a Renzi prima e Calenda poi, li invito ad andare a lavorare, visto che rappresentano l’emblema del parassitismo assoluto!

  3. Ha ragione Durigon, sono entrata in servizio nel 1983 sperando di usufruire della legge sul prepensionamento allora in vigore. Dopo 13 anni di servizio è stata abolita,; spero di poter usufruire di questa seconda opportunità.

  4. Quota 100 è stata utilizzata da coloro che erano stati vessati da una legge Fornero inicua ed assurda.Per me Renzi se continua a cavalcare questa pretesa prenderà una batosta elle urne come gia altre volte è successo. La smettesse e si ricordasse che c’è tanta gente che dovrebbe uscire ad aprile avendo fatto domanda a settembre e tanti altri come me che la faremo entro la fine di dicembre per uscire al 1 Luglio.A tal proposito, cosa succederebbe a tutte queste persone che hanno fatto domanda nel 2019 per andare via ad Aprile 2020 o Luglio 2020 qualora la legge non fosse confermata?

    1. Sig. Emanuele, se me lo consente, potrei risponderle io alla sua domanda, e in modo positivo.
      In settembre 2019 il Patronato mi disse che, presentando la domanda di pensione Quota 100 entro il 31/12/2019, anche se Quota 100 non dovesse essere confermata nel 2020, avrò comunque diritto di andare in pensione, in quanto la legge Finanziaria entrerà in vigore a partire dall’1/1/2020.
      Ad ogni modo, sono più che confidente che Quota 100 rimarrà così com’é fino a scadenza naturale programmata per il 31/12/2021. C’è già la copertura finanziaria per i prossimi due anni (non trasferibile su altre voci di spesa); c’è la riconferma da parte di Conte e di Gualtieri (per evitare la perdita di credibilità dello Stato nei confronti dei cittadini ed eventuali nuovi altri esodati che hanno già concordato con le loro aziende l’uscita nel 2020 e, forse, nel 2021); c’è il sostegno risoluto di Di Maio (sempre più pressato dall’esigenza di non perdere consensi); c’è la necessità operativa da parte delle Istituzioni di verificare come funziona Quota 100 nel corso di questi tre anni per vedere come impostare una Nuova Riforma Pensioni che sostituirà la Riforma Fornero.

  5. Ok la quota 100 ma adesso bisogna fare la quota 41 per tutti questo vuol dire superare la fornero con la quota 100 la fornero e ancora li..e gente con 42/42 anni non riesce ad uscire dal mondo del lavoro per liberare posti per i giovani.. Che si sveglino una volta per tutte

  6. Renzo = f l o p siamo tutti contro di te . Viva duringon che ci ha restituito la dignità,alle prossime elezioni il pinocchietto di Firenze prenderà l’ennesima battosta mister f l o p . Quota 100 é la cosa migliore degli ultimi anni . Guai a chi la tocca e se certi omini come il stai sereno e company non avessero governato male ,poteva anche essere strutturale . ma poi io dico essistono ancora certe categorie di lavoratori che possono lasciare il lavoro ben prima dei 62 anni e invece si parla solo di quota 100 . Pare sia diventato di moda per distorcere la realtà.

  7. Sono convinto che chi spara contro la quota 100 non ha mai realmente lavorato oppure è stato assai bene imboscato.
    Con questi politici alla Renzi siamo destinati al fallimento.
    Lo sa Matteuccio che il lavoro da DIRIGENTE è assai diverso da quello dei tantissimi dipendenti che non trovano, sul lavoro, alcuna forma di soddisfazione ?
    Solo i dirigenti, spesso nullafacenti, possono aver voglia di “lavorare” e percepire stipendioni e premi e riconoscimenti, molte volte immeritati, fino a 70 anni.

    1. Sig. Giovanni, le confesso una cosa. Non sono mai stato dirigente, né ho avuto mai l’aspirazione ad esserlo. Come quadro aziendale ho però lavorato con molti dirigenti, e devo dirle che non sempre il loro lavoro è così leggero come raccontano le leggende metropolitane.
      Prenda i commerciali, per esempio (i “Sales Manager”, gli “Account Manager”). Molti di loro sono dirigenti, ed hanno diversi benefit (l’auto aziendale, il mercedes per esempio). Ma, se non portano a casa l’ordine, se “non fanno il budget”, corrono il rischio di essere licenziati. Se perdono il lavoro, per reinserirsi sul mercato, a volte devono scendere a compromessi, accettare, per esempio, un lavoro da quadro (essi vivono questa esperienza come una sorta di “demansionamento”, che dal punto di vista emotivo potrebbe influire negativamente sulla propria autostima). Altri dirigenti, invece, hanno compiti più gravosi: stendere la lista di chi è dentro e di chi è fuori, di chi resterà al lavoro e di chi andrà in cassa integrazione, perché il Direttore Finanziario dell’azienda (il CFO – Chief Financial Officer – colui che gestisce la strategia finanziaria dell’azienda), calcoli alla mano, è giunto alla matematica conclusione che la riduzione dei ricavi comporta un’equivalente riduzione dei costi e quindi del personale. Quei dirigenti che dovranno stendere la “Lista di Schindler al contrario” si imbottiscono di ansiolitici, perché, in fondo in fondo, non se la sentono proprio di fare il lavoro odioso che sono costretti a fare. E spesso devono mandar giù molti bocconi amari.
      Io penso, sig. Giovanni, che il lavoro, se per i dipendenti può arrivare ad essere privo di soddisfazioni, per i dirigenti può arrivare ad essere ricco di insoddisfazioni. Insomma, sembra proprio che la qualità del lavoro non dipenda dal ruolo che si svolge (da dipendente, o da dirigente). Ma da come lo si svolge (bene, o male).

      1. Gent. signora, devo precisare che io mi riferivo al settore statale, dove lavoro e dove i dirigenti diventano tali,non si sa bene come e perchè, e sopratutto non si misurano col mercato.

        1. Sig. Giovanni, sperando di non essere accusato di plagio dalla cantante Loredana Bertè, vorrei farle osservare che “non sono una signora”.
          Il settore statale, sotto l’aspetto lavorativo, non lo conosco affatto. Ma posso assicurarle che mia sorella (che invece ci lavora) si sarebbe espressa usando le sue identiche parole: “i dirigenti diventano tali,non si sa bene come e perchè, e sopratutto non si misurano col mercato.”

  8. Ma perché Renzi dice il falso, cita 150.000 persone per quota 100, quando saranno almeno 400.000 alla fine dei tre anni, e nessuno gli lo dice che sta spargendo fango e falsità.
    Gianni

  9. Sono d’accordo con l’ex vice Ministro Durigon quota 100 da la possibilità di andare in pensione a tanti lavoratori che non c’è la fanno più…….fornendo un ricambio generazionale nel mondo del lavoro specie nella Pubblica Amministrazione. Tutti costoro che si sono scagliati sulla quota 100 mi viene da pensare che non hanno mai lavorato in vita loro e non sanno effettivamente cos’è il lavoro poi detto da Matteo Renzi il nemico per eccellenza dei lavoratori italiani …..
    Si sta criminalizzando questa misura pensionistica, ma si sono dimenticati quando in italia nel settore del Pubblico impiego si andava in pensione con 14 anni sei mesi e un giorno quello era un provvedimento iniquo una vera ingiustizia sociale altro che prendersela con quota 100.!!!!

    1. Se toccano quota 100 tutti in piazza come fanno i francesi e spacchiamo tutto dopo 40 anni di lavoro vogliono andare in pensione. Renzi vai a lavorare invece di rompere i coglioni alla gente che si alza alle cinque di mattina.

  10. Ha aperto bocca il peggior politico degli ultimi anni ,RENZI .Taci essere indesiderato ! ma chi ti pensa ? ma chi ti vota ? furbetto il ragazzo ora cerca di metterci contro tra poveri per racattare una manciata di voti dai nati nel 1960, ma pensi che non si capisca? viva quota 100 e chi l’ha fatta . sparisci nemico degli italiani e dei lavoratori ! vergogna sei stato un abusivo sulla poltrona che hai occupato . prova ad andare ad elezioni e vedrai come sarai asfaltato per l’ennesima volta . sbaglio o dopo un referendum avevi chinato la testina e dicesti che ti saresti ritirato ? FACELO QUESTO REGALO !!!!!

  11. Non c’è dubbio che Quota 100 è un’opportunità per chi desidera andare in pensione, oltretutto mi sembra che dopo 38 anni di contributi si abbia il diritto di andare in quiescenza.
    Ed è anche vero, che occorre un riforma pensionistica nel suo complesso per evitare uno scalone di cinque anni dopo il 2021.

  12. Tutti pensano al proprio portafoglio, ma la verità è che quota 100 accontenta una piccola parte di lavoratori e assolutamente non ha abolito la legge Fornero,
    manda in pensione lavoratori con 38 e non con 42 , se vi sembra giusto vuol dire che siamo messi proprio male.

    1. Sig. Giuseppe, lei osserva che se ci sembra giusto mandare in pensione lavoratori con 38 anni di contributi e non quelli con 42 allora siamo messi proprio male. La sua osservazione è sottilmente insidiosa, perché lascerebbe intendere che i potenziali beneficiari di Quota 100, per il fatto stesso di aderirvi, riterrebbero “giusto” mandare in pensione i lavoratori con 38 anni di contributi e non quelli con 42, e perciò saremmo “messi proprio male”. Ma io so che lei sa (e lei sa che io so) che nessuno dei Quota 100 riterrebbe “giusto” ciò; al contrario, riterrebbe “giusto”, invece, mandare in pensione prima i lavoratori con 41 anni di contributi e poi quelli con 38 (come è facile essere “giusti” con la Quota 41 quando si ha già in tasca la Quota 100! osserverà lei. Le do pienamente ragione).
      “Tutti pensano al proprio portafoglio” (dice lei), e certamente tra questi “tutti” includo me stesso. Non saprei dirle in quale posizione questo pensiero sia presente nella mia lista di priorità, ma certamente è tra i primi posti, scambiandosi di posto di volta in volta con altre priorità – “pensare anche agli altri”, “sostenere una causa giusta” – a seconda delle circostanze.
      “Quota 100 accontenta una piccola parte di lavoratori” (dice ancora lei), ed è vero. Ogni scelta comporta una inclusione ma, al tempo stesso, una esclusione. Per evitare l’esclusione potremmo non scegliere (qualcosa del tipo: “se non possiamo avere Quota 41 allora, per il rispetto del principio di equità, è giusto non avere nemmeno Quota 100”). Va bene, ipotizziamo di non scegliere Quota 100. Ma anche “scegliere di non scegliere” è una scelta, e come tale comporta una esclusione, anzi, nel nostro caso comporterebbe una doppia esclusione: oltre ad escludere Quota 41 escluderemmo anche quel “poco di buono” (nel senso positivo, naturalmente) che potremmo avere con Quota 100.
      Vede, sig. Giuseppe, possiamo pensare male dei nostri politici quanto vogliamo, eppure, per essere lì al posto in cui sono, qualche buona qualità dovranno pure avercela. Mi domando solo quale possa essere.

    2. Sig. Giuseppe, lei osserva che se ci sembra giusto mandare in pensione lavoratori con 38 anni di contributi e non quelli con 42 allora siamo messi proprio male. La sua osservazione è sottilmente insidiosa, perché lascerebbe intendere che i potenziali beneficiari di Quota 100, per il fatto stesso di aderirvi, riterrebbero “giusto” mandare in pensione i lavoratori con 38 anni di contributi e non quelli con 42, e perciò saremmo “messi proprio male”. Ma io so che lei sa (e lei sa che io so) che nessuno dei Quota 100 riterrebbe “giusto” ciò; al contrario, riterrebbe “giusto”, invece, mandare in pensione prima i lavoratori con 41 anni di contributi e poi quelli con 38 (come è facile essere “giusti” con la Quota 41 quando si ha già in tasca la Quota 100! osserverà lei. Le do pienamente ragione).
      “Tutti pensano al proprio portafoglio” (dice lei), e certamente tra questi “tutti” includo me stesso. Non saprei dirle in quale posizione questo pensiero sia presente nella mia lista di priorità, ma certamente è tra i primi posti, scambiandosi di posto di volta in volta con altre priorità – “pensare anche agli altri”, “sostenere una causa giusta” – a seconda delle circostanze.
      “Quota 100 accontenta una piccola parte di lavoratori” (dice ancora lei), ed è vero. Ogni scelta comporta una inclusione ma, al tempo stesso, una esclusione. Per evitare l’esclusione potremmo non scegliere (qualcosa del tipo: “se non possiamo avere Quota 41 allora, per il rispetto del principio di equità, è giusto non avere nemmeno Quota 100”). Va bene, ipotizziamo di non scegliere Quota 100. Ma anche “scegliere di non scegliere” è una scelta, e come tale comporta una esclusione, anzi, nel nostro caso comporterebbe una doppia esclusione: oltre ad escludere Quota 41 escluderemmo anche quel “poco di buono” (nel senso positivo, naturalmente) che potremmo avere con Quota 100.
      Vede, sig. Giuseppe, possiamo pensare male dei nostri politici quanto vogliamo, eppure, per essere lì al posto in cui sono, qualche buona qualità dovranno pure avercela. Mi domando solo quale possa essere.

  13. Io per 26 giorni non potrò usufruire quota 100, faccio 62 anni il 26 gennaio 2022, io che vorrei volentieri andare in pensione anche perchè la mia salute non è delle migliori, che dire sono favorevole a Durigon, io spererei che ci sia ancora dopo il 2022 ma la vedo dura.

  14. Proprio Renzi parla che quota 100 è stata fatta per produrre consensi. E lui che ha dato 80 euro prima delle elezioni?
    QUOTA 100 NON DEVE ESSERE TOCCATA!!!!
    Cacciamo via Renzi e i suoi accoliti così riusciremmo a vivere meglio.

  15. renzi ? ancora favella ? ma non doveva sparire dalla scena politica qualche fallimento fa ? vogliamo parlare di compravendita di voti ? vogliamo parlare di false fatturazioni ?

  16. Sono dalla parte di Durigon. Con 62 anni di età e 38 anni di contributi si avrà pur diritto di andare in pensione. Non é obbligatorio aderire alla possibilità di quota 100; chi lo fa evidentemente é stanco e ormai demotivato nel lavoro e probabilmente é meglio per tutti che vada in pensione lasciando il posto a un giovane motivato ed entusiasta del lavoro

  17. Sostiene il Senatore Matteo Renzi che Quota 100:
    1) non è servita affatto ad abolire la Fornero
    2) è servita a comprare consenso
    3) è un flop, è servita solo a 150.000 persone
    4) è costata 20 miliardi di euro (per comprare consenso)

    Al Senatore Matteo Renzi rispondo limitandomi a due soli punti, perché non gioco con i dati:
    1) è vero. Quota 100 non ha abolito la Fornero
    2) è vero. Quota 100 è servita a raccogliere consenso

    A) Rispetto al pilastro della Riforma Fornero, Quota 100 è una base. È una base su cui costruire un nuovo Pilastro (in linea con l’esigenza del tanto auspicato “ricambio generazionale”), che sostituisca il vecchio pilastro della Riforma Fornero (ritenuta necessaria per superare la crisi economica del 2011, ma oggi non funzionale per l’attuazione del ricambio generazionale).

    B) Il politico è alla costante ricerca del consenso, questa è una cosa nota a tutti, anche al Senatore Renzi. Che sia stato un compenso “comprato”… mi sembra fuori luogo il termine “comprato”. Preferisco il termine “raccolto”.

    Sostiene l’Onorevole Claudio Durigon che:
    5) Quota 100 non è affatto un flop
    6) Quota 100 è una possibilità concreta di pensionamento anticipato
    7) I dati Istat sono la migliore risposta ai detrattori di Quota 100
    8) In un periodo di recessione dell’economia italiana in un anno 217 mila assunzioni in più

    Anche all’Onorevole Durigon rispondo limitandomi a due soli punti, perché, anche con lui, non gioco con i dati:
    5) è vero. Quota 100 non è affatto un flop
    6) è vero. Quota 100 è una possibilità concreta di pensionamento anticipato

    C) Rispetto alle uscite stimate dal Governo, il numero di lavoratori che hanno chiesto il pensionamento con Quota 100 è stato inferiore. Ma questo non vuol dire che sia stato un flop. Vuol dire che i lavoratori hanno scelto di stare un po’ di più al lavoro per aumentare il montante contributivo, con la certezza di poter andare in pensione in qualsiasi momento lo desiderino. È questo, io credo, il vero punto forza di Quota 100: la CERTEZZA di poter andare in pensione in qualsiasi momento.

    D) Quota 100 è senz’altro un’opzione in più che si aggiunge alle altre misure di pensione anticipata. Perciò, Quota 100 aggiunge, non toglie.

    Per rispondere alla domanda di Erica Venditti “con quali dei due vi trovate maggiormente in sintonia di pensiero?” la mia risposta è la seguente: con Claudio Durigon (ma, forse, la mia risposta era scontata).

    1. Sig. Claudio è sempre un piacere leggere i suoi interventi e sono d’accordo con la sostanza del suo intervento. Vorrei solo fare una puntualizzazione ed esprimere una speranza agganciandomi al suo punto “A) Rispetto al pilastro della Riforma Fornero, Quota 100 è una base.”
      Speriamo che questa base di partenza diventi presto una quota 100 perché al momento è solo la possibilità di lasciare il lavoro con almeno 62 anni di età e almeno 38 di contributi, con un piccolo sforzo ad esempio abbassando il limite d’età a 60 anni potrebbe acquisire la dignità di essere chiamata quota 100 e si allargherebbe la platea dei beneficiari facendo uscire anche chi ha lavorato più a lungo

    2. Concordo pienamente con Lei. In particolare quanto esposto al punto C (rispecchia altri miei commenti precedenti) bisognerebbe renderlo noto a molti giornalisti TV che non invitano mai i veri lavoratori e si dilettano nelle più varie affermazioni tendenti a screditare quota 100, che poi 100 non è. La media di anzianità di uscita è 64 anni. Certo il web consente di interagire, ma la vera cassa di risonanza è la Tv: sig. Perfetto si dia una mossa, cominci a scrivere alle redazioni!

      1. In effetti qualcuno capace come Claudio Maria Perfetto è bene che si faccia invitare in questi salotti televisivi dove immancabilmente tutte le settimane ritroviamo sta Fornero che parla…è davvero nauseante…una che ha rovinato la vita degli italiani e soprattutto delle italiane che abbia ancora diritto di parola senza un contraddittorio di lavoratori arrabbiati che la sbranerebbero volentieri. E poi si rivede Cottarelli e poi Cazzola e poi Calenda…sempre gli stessi tutti contro i lavoratori e le pensioni. La trasmissione DI MARTEDÍ mi sembra la cassa di risonanza di una difesa di tutte le cose inique che han fatto i precedenti governi e continuano ad invitare chi ha sparso lacrime e sangue come la Fornero. Ora assistiamo pure al fenomeno manovrato ed osannato come quella faccia insignificante di Mattia Sartori con quel sorrido da ebete quando su tutti i media si legge chi c è dietro di lui e dove lavora…sono lontani i tempi in cui i giovani avevano una vera e sentita coscienza politica…in cui i partiti sapevano aggregare i giovani ed il tessuto sociale. Ragion per cui se non vien fatto qualcosa di sinistra con l attenzione all uomo e non agli interessi come ai vecchi tempi, non credo che gli italiani si possa innamorare di falsi miti come le sardine. Le piazze piene? Le analisi fatte da Claudio Maria in precedenti commenti deve far riflettere molti.

      2. Sig Giuseppe, seguo i suoi commenti e trovo una certa convergenza tra il mio e il suo pensiero. Una di queste “convergenze” è su quanto lei ha espresso nel suo commento del 27 Novembre 2019 alle 16:46 relativamente all’articolo a firma di Stefano Rodinò nel quale Gualtieri parla di Quota 100 a DiMartedì su La7. Proprio in quella occasione ho avuto modo di concordare con lei, attraverso la mia risposta al suo commento, quanto da lei esposto e che qui riporto: “molti lavoratori pur stando dentro Q 100 preferiscono continuare a lavorare per accedervi 2/3 anni dopo, e questo per fruire di un montante più alto.” Questa è la vera verità del perché non c’è stata (finora) domanda elevata di Quota 100 (lo posso affermare in prima persona perché è esattamente la mia posizione). Ma sarei pronto a giocarmi la testa di Renzi che ci sarebbe una impennata della domanda di pensione Quota 100 qualora, ammesso e non concesso (cioè per ipotesi assurda), non dovessero confermare Quota 100 per il 2020 (io inoltrerei subito la domanda di pensione: in questo caso sì che mi darei una mossa, come mi consiglia di fare lei. Ma mi mantengo a prudente distanza dalle redazioni: non sono la mia arena, anche se mi comporto da “leone da tastiera”).

  18. CONDIVIDO PIENAMENTE QUANTO DETTO DALL’ON. CLAUDIO DURIGON QUOTA 100 GIA’ LEGGE FINO ALLA FINE DEI 3 ANNI DI SPERIMENTAZIONE 2021, E’ STATA UNA POSSIBILITA’ CONCRETA DI PENSIONE ANTICIPATA ED HA PERMESSO DI LIBERARE POSTI DI LAVORO E COME DAI DATI ISTAT DI AUMENTARE IL NUMERO DEGLI OCCUPATI, LE PERSONE COME MINIMO HANNO 62 ANNI E PROBLEMI FISICI (SCHIENA GINOCCHIA, SPALLE ECC.) E DI SALUTE E MANCA L’ENERGIA DOVUTO ALL’ETA’ E AL LAVORO, NON SI POSSONO CAMBIARE LE REGOLE IN CORSO E NEANCHE OGNI 2 ANNI,(ESODATI), LE PERSONE CHE VORREBBERO TOGLIERLA NON SANNO COSA VUOL DIRE DURO LAVORO(LE PERSONE DEVONO ESSERE CONSIDERATE COME TALI IN CARNE ED OSSA CON PROBLEMI FISICI E DI SALUTE CHE SORGONO A QUELL’ETA’ E NON COME ROBOT, ANCHE QUELLI SI POSSONO USURARE E ROMPERE O DEI NUMERI , INOLTRE DEVE ESSERE CONSIDERATA COME UNA PENSIONE DERIVANTE DA DURO LAVORO E NON UN REGALO COME CERTE PERSONE (DETRATTORI) VOGLIONO FAR INTENDERE, INOLTRE LE DONNE SVOLGONO ATTUALMENTE DOPPIO LAVORO ANCHE CURA DELLA FAMIGLIA E FIGLI E CONDIVIDO UNO SCONTO CONTRIBUTIVO PER FIGLIO,QUOTA 100 GIA’ LEGGE DEVE ANDARE AVANTI E COSI’ COME (COME DICHIARATO DA MOLTE PERSONALITA’ POLITICHE E SINDACALI,COMPRESO L’ON. CLAUDIO DURIGON) FINO ALLA FINE DEI 3 ANNI DI SPERIMENTAZIONE 2021 COMPRESO, E NON SI DEVE TOCCARE PER NESSUN MOTIVO , SE SERVONO SOLDI SI DEVONO TROVARE ALTROVE!!!

    1. Sig.ra Francesca, concordo con lei: le persone devono essere considerate fatte di carne e di ossa e non come dei robot; eppure, anche quelli si possono usurare e rompere, ed essere considerati dei numeri. Posso mai confutare questa sua semplice verità? Non posso.

  19. NON SI POSSONO CAMBIARE LE LEGGI PENSIONISTICHE COME CAMBIAR MUTANDE . E’ COME SPARARE ALLA TEMPIA AI CITTADINI ONESTI.

  20. Renzi cHi? Quello che con 15000 euro sul conto si e’ comprato la villa da un milione e trecento? È uno che mi fa venire il voltastomaco ogni volta che lo sento nominare!!!!!😤

  21. Ovviamente ha ragione Durigon …..quota 100 è il miglior provvedimento che un governo abbia mai fatto negli ultimi vent’anni , che Renzi poi lo attacchi non mi stupisce in quanto non ha mai difeso un provvedimento che aiutasse i lavoratori ma anzi lui i lavoratori li ha sempre vessati levando loro diritti storici come l’articolo 18 e umiliandoli con il Jobs -act solo che ormai tutti se ne sono accorti e non a caso non lo vota più nessuno

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