Pensioni anticipate 2020 ultime oggi 6 dicembre: Di Michele (Inps) su quota 100

Pensioni anticipate 2020 ultime oggi 6 dicembre: Di Michele (Inps) su quota 100

Le ultime novità di oggi 6 dicembre sulle Pensioni anticipate e sulla riforma che sta prendendo corpo nella legge di bilancio arrivano dalla Direttrice generale dell’Istituto nazionale di previdenza sociale, Gabriella Di Michele. La direttrice ribadisce che serve più flessibilità in uscita, e che presto arriveranno nuove assunzioni all’INPS: “Abbiamo fatto quattromila assunzioni e stiamo per farne molte altre. Dobbiamo puntare di più sull’innovazione”. Vediamo i passaggi principali dell’intervista rilasciata a Tiscali News e le parole del senatore Nannicini.

Ultime novità Pensioni oggi 6 dicembre: Di Michele su Quota 100

A margine della manifestazione per la presentazione del rendiconto sociale 2017/208 all’hotel Regina Margherita di Cagliari  la direttrice generale dell’INPS si è concessa ai microfoni di Tiscali News e ha parlato in maniera sincera di pensioni e soprattutto di quota 100, spiegando come: “Devo distinguere la direttrice generale dalla lavoratrice Di Michele. Da lavoratrice sono totalmente d’accordo con quota 100, io probabilmente ne usufruirò perchè credo che con quasi 42 anni di servizio c’è un altra vita da godere.

E questo è il mio parere personale, dal punto di vista di direttore Generale è chiaro che i conti dell’Istituto di appesantiscano, ma non tanto quanto si ipotizzava all’inizio, la spesa è notevolmente diminuita. E tutte le voci che parlano di un’eliminazione di quota 100 non fanno altro che incrementare la propensione a utilizzarla, perchè la gente vuole avere coscienza e possiblità di uscire dal mondo del lavoro se ha bisogno. Non è detto che esca ed è quello che stiamo verificando”.

Infine la Di Michiele sulle pensioni conclude: “Inoltre credo che non necessariamente i costi di una flessibilizzazione del pensionamento debbano essere sostenuti necessariamente seguendo una politica di pareggio di bilancio dell’istituto. Abbiamo già nel nostro Paese vari tipi di pensioni dove interviene lo Stato con dei trasferimenti”. Il vero problema per il sistema Paese è creare dei sistemi che facilitino l’uscita flessibile anche con delle penalizzazioni attuariali, perchè la libertà non ha prezzo”.

Pensioni anticipate ultime novità oggi: Nannicini su legge di bilancio

Per concludere vi riportiamo le parole di Tommaso Nannicini, scritte su facebook poco fa dal senatore che ribadisce i suoi impegni per la prossima legge di bilancio anche in materia di pensioni anticipate: “Eccoci, siamo a lavoro. Fino al weekend mi impegnerò per provare a portare avanti i miei emendamenti su  esodati e ape sociale, requisiti previdenziali da part-time verticale, tutele da riconoscere alle sportive professioniste, monopattini elettrici, terzo settore, disabilità, detassazione degli aumenti salariali dei contratti nazionali, convenzione Italia-Albania su diritti pensionistici.

Dopo il weekend la legge di bilancio arriverà in aula e vi racconterò la storia di queste battaglie, oltre a quelle a cui ho già dovuto rinunciare perché su questa #manovra, purtroppo, continuano a pesare un macigno e due veti incrociati: il macigno delle clausole IVA e i veti a toccare #Quota100 o rimodulare le aliquote IVA per rilanciare la crescita. Ne discutiamo la prossima settimana. Adesso: “fai quel che puoi, dove sei, con quel che hai”.

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Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

5 pensieri su “Pensioni anticipate 2020 ultime oggi 6 dicembre: Di Michele (Inps) su quota 100

  1. Dopo l’esperienza vissuta per avere contatti diretti agli sportelli INPS ,vorrei esternare alcuni punti non tanto sulle idee della Direttrice Di Michele, quanto invece sugli orari di apertura al pubblico INPS questo perchè online non è sempre possibile risolvere alcuni problemi.
    Non so di chi sia la competenza e se l’apertura al pubblico sia normata anche a livello regionale. Ho effettuato una ricerca riscontrando che da Bologna in giù avviene solo la mattina, solo in alcuni casi rarissimi è prevista l’ apertura di un pomeriggio.
    1- Il prof. Boeri, ex presidente anzichè esternare considerazioni politiche contrarie a Q 100 avrebbe potuto far funzionare meglio i suoi uffici.
    2- Idem come sopra in attesa per Tridico o Di Michele
    3-Il lavoratore è costretto a prendere un giorno di permesso perchè nel pomeriggio uffici chiusi.
    4-Gli impiegati spesso non adeguati perchè , a volte, trovi un addetto ai dipendenti privati con poche conoscenze sui lavoratori pubblici
    5-Agli stessi impiegati (in alcune sedi) non è consententito entrare sulla piattaforma del settore lavoratori pubblici.
    6-Bisogna quindi recarsi in altra sede Inps del territorio e altro giorno di permesso.
    Allora questi Presidenti e Direttori possono pensare a migliorare il servizio INPS ?

  2. Considerando che dopo i 60 anni quasi tutti hanno qualche acciacco, ove non ci siano più seri problemi di salute,io non parlerei di altra vita da godere, ma di qualche anno da campare più o meno serenamente.

  3. La Direttrice Generale dell’INPS Gabriella Di Michele ha toccato punti interessanti. Ne commento due.
    A) “Devo distinguere la direttrice generale dalla lavoratrice Di Michele. Da lavoratrice sono totalmente d’accordo con quota 100, io probabilmente ne usufruirò perchè credo che con quasi 42 anni di servizio c’è un’altra vita da godere” (parole di Gabriella Di Michele).
    Quando il mio interlocutore apre con un distinguo, con una precisazione, mi aspetto che stia per dirmi qualcosa che potrebbe farmi piacere, ma solo per poi poter ridimensionare ciò che mi ha detto.
    Infatti, quel “qualcosa che potrebbe farmi piacere” che la lavoratrice Di Michele esprime è l’essere “totalmente d’accordo con quota 100”.
    Noto, però, anche una imminente discordanza di opinioni quando la lavoratrice Di Michele afferma che “con quasi 42 anni di servizio c’è un’altra vita da godere”. So di gente, per esempio, che dopo 41 anni di lavoro iniziato da precoce, dopo aver speso la vita pressoché intera tra lavoro, casa e famiglia ha soltanto una vita residuale da godere, non “un’altra vita” da godere.
    B) “Il vero problema per il sistema Paese è creare dei sistemi che facilitino l’uscita flessibile anche con delle penalizzazioni attuariali, perchè la libertà non ha prezzo” (parole di Gabriella Di Michele).
    Presumo che qui stia parlando la direttrice dell’INPS, perché fa riferimento al “sistema Paese”. La direttrice parla di “sistemi che facilitino l’uscita flessibile” (parla cioè di quel qualcosa che mi ha fatto piacere al punto A). Ma poi aggiunge “anche con delle penalizzazioni attuariali” (ecco il ridimensionamento di cui parlavo al punto A).
    Per la verità, la flessibilità e le penalizzazioni cui accenna la Direttrice Generale INPS sono come la carota e il bastone: talvolta può anche servire somministrarle al lavoratore, ma non contemporaneamente!
    “La libertà non ha prezzo”. Proprio vero. Per chi non se la può comprare.

    1. Vorrei aggiungere un commento al mio commento.
      Devo dire che mi ha fatto molto riflettere la seguente affermazione della Direttrice Generale dell’INPS: “…perchè la libertà non ha prezzo”.
      Ho provato a vedere la libertà di cui parla la Direttrice da un’altra angolatura, da quella di chi aspira alla tanto agognata pensione, e sono giunto alla stessa conclusione della Direttrice ma con un’aggiunta: “… perché la libertà non ha prezzo che si possa pagare”.
      Il prezzo è un concetto tipicamente economico, e si forma quando la domanda e l’offerta di un bene si incontrano. Il “bene” nel nostro caso è la pensione. Il lavoratore è disponibile a “pagare” 41 anni di contributi per avere questo “bene”, mentre lo Stato chiede di “pagare” 43 anni di contributi per dare questo “bene”. Lo Stato agisce in questo caso in regime di monopolio e quindi non si può fare altro che “pagare” 43 anni di contributi per avere il “bene” pensione.
      La moneta da mezzo di scambio è divenuta merce di scambio, e come tale ha acquisito un prezzo (il tasso di interesse). Pure la libertà da “mezzo di sviluppo” (Amartya Sen) è divenuta merce di scambio, e come tale ha acquisito anch’essa un prezzo (gli anni di contribuzione).
      E allora, cara Direttrice, è proprio come lei dice: “…perchè la libertà non ha prezzo”. Per chi non se la può comprare (con 41 anni di contributi).

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