Pensioni anticipate 2020 ultime: oggi 7 febbraio nuovo incontro Sindacati-Governo

Proseguono gli incontri tra Governo e Sindacati per discutere delle pensioni a 360 gradi. Dopo l’incontro del 3 febbraio, oggi 7 febbraio le parti sociali tornano al Ministero del lavoro per parlare della rivalutazione delle pensioni. Si proseguirà poi il 10 febbraio con un attesissimo incontro sulla flessibilità in uscita, per concludere poi il 19 febbraio con uno sulla previdenza complementare. Ecco le parole di Domenico Proietti della Uil e di Gigi Bonfanti, segretario uscente della Fnp Cisl su questi temi.

Ultime novità Pensioni anticipate: Proietti sull’incontro Governo-sindacati

In una nota sul sito ufficiale uil.it Domenico Proietti parla del tema di cui si discuterà oggi: “Il blocco dell’indicizzazione delle pensioni dal 2011 ad oggi ha generato danni gravissimi e permanenti a milioni di pensionati. I diversi meccanismi “sperimentali”, introdotti con il solo scopo di continuare a fare cassa sulle pensioni, hanno fortemente diminuito il potere di acquisto dei pensionati. Un esempio per tutti, un pensionato che nel 2011 aveva un assegno pari a 1.500€, oggi riceve una pensione pari a 1.575€, mentre se fosse stato utilizzato il meccanismo ordinario avrebbe ricevuto una pensione mensile pari a 1.649€, 962€ in meno ogni anno. Danno che sarà permanente per tutta la vita del pensionato”.

Il segretario spiega poi le richieste del Sindacato al Governo: “La UIL chiede con forza che venga ripristinata la piena indicizzazione, prevedendo al contempo un meccanismo che restituisca ai pensionati quanto loro sottratto in questi anni. Bisogna poi aggiornare i criteri con i quali ad oggi è valutata l’indicizzazione, basati sul paniere FOI (Famiglie di Operai e Impiegati) che non rispecchia a pieno le reali spese sostenute dalla fascia più anziana della popolazione. Infine, si deve ridurre la pressione fiscale che oggi grava sulle pensioni, la tassazione media nel nostro Paese e, infatti, quasi il doppio di quella operata nei paesi OCSE.

La UIL porterà queste proposte al prossimo tavolo tecnico con il Governo, che se saranno attuate restituiranno ai pensionati parte di quello che è stato loro sottratto in questi anni di crisi e, allo stesso tempo, darebbero maggiore liquidità a milioni di famiglie con effetti positivi sull’economia interna del Paese”.

Pensioni anticipate 2020, ultime novità dalla Fnp CISL su donne e quota 41

Si torna poi a parlare di pensioni anticipate, con le ultime dichiarazioni di Gigi Bonfanti, segretario uscente della Fnp Cisl, che durante un’intervista a ‘Il Dubbio’ sottolinea come sia fondamentale che vengano fissate “regole che rimangano stabili nel tempo, dando la possibilità ai lavoratori di avere dei punti certi, come quella di andare in pensione a partire dai 62 anni senza ricalcolo  contributivo e, in alternativa, con 41 anni di contributi senza limiti di età, oltre alla stabilizzazione dell’Ape sociale”.

Poi sulle donne e sui giovani Bonfanti spiega: “In tale contesto, un’attenzione particolare deve essere inoltre prestata alle donne, a chi svolge lavori discontinui e ai giovani, al rilancio della previdenza complementare, all’adeguatezza della rivalutazione delle pensioni e alla definizione di una legge sulla non autosufficienza”.

“Il governo deve capire che il problema della previdenza in Italia non si risolve solo con la riforma del fisco: il problema è molto più ampio e articolato. La rivalutazione, ad esempio, è una norma prevista dalla Costituzione. Noi abbiamo il diritto di partecipare come cittadini alla riforma fiscale, che riguarda lavoratori e pensionati, ma il problema previdenziale è proprio solamente di una categoria. Perdere questa possibilità significa rischiare di abbandonare la previdenza sostituendola con l’assistenza, e questo noi non possiamo accettarlo” ha concluso poi il segretario. Voi cosa ne pensate di queste parole? Siete d’accordo? Fatecelo sapere nei commenti qui sotto!

PensioniPerTutti lavora per combattere le fake news e fornire un informazione corretta e veritiera. Questo articolo è stato verificato con le seguenti fonti: Cgil.it. Segnalaci una correzione se ne hai bisogno, o nei commenti o alla nostra mail!

Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

10 pensieri riguardo “Pensioni anticipate 2020 ultime: oggi 7 febbraio nuovo incontro Sindacati-Governo

  • Pingback: Pensioni novità: oggi 10 febbraio 2020 nuovo incontro per flessibilità in uscita | Pensioni per tutti

  • Avatar
    9 Febbraio 2020 in 13:51
    Permalink

    Ho verificato che censurate! Secondo le vostre ideologie!!
    Complimenti!

    Rispondi
  • Avatar
    8 Febbraio 2020 in 17:58
    Permalink

    Fake news è dare il costo della previdenza 290 miliardi, perché questa cifra comprende 50 miliardi di IRPEF che ritornano allo stato e altr 50,8 miliardi sono dell’assistenza, che deve essere caricata sulla fiscalità generale.(pensate che questa cifra comprende anche tutte le spese di invalidità, perfino l’accompagnamento che viene dato senza limiti di reddito!!) Alla fine la percentuale della previdenza sul PIL passa dal 16 al 12%, ultimi in Europa. Quindi quando parlano di sostenibilità della previdenza offendono!!

    Rispondi
  • Avatar
    8 Febbraio 2020 in 10:47
    Permalink

    Ho 63 anni disoccupato da 10 vivo da solo con il reddito di cittadinanza di 240 euro. Vorrei capire se per non avere la pensione devo morire. Ho iniziato a lavorare nel 1970 ed ho circa 25 anni di contributi tutti imps. Grazie

    Rispondi
  • Avatar
    7 Febbraio 2020 in 16:54
    Permalink

    Per le riforme….
    La gente vuole una legge certa e sicura…
    Non rimodulabile a seconda del governo in carica!!!….
    Chi ha cominciato a tot anni deve andare con la legge che vigeva al momento!!!!
    Meditate gente meditate

    Rispondi
  • Avatar
    7 Febbraio 2020 in 15:44
    Permalink

    Buon giorno , in questi giorni mi viene da fare una riflessione , perchè l’ attuale governo ha trovato diversi fondi per incentivare l’ accoglienza degli immigrati , ma elargisce un magnifico aumento pari a circa 0,5 euro mensili ad ogni pensionato ?
    E’ facile fare cassa con i pensionati .
    Io personalmente , e non sono un pensionato , spero di esserlo nel giro di pochi anni , lo trovo scandaloso.

    Rispondi
  • Avatar
    7 Febbraio 2020 in 11:38
    Permalink

    Oggi sono in vena di dire cose antipatiche ma difficilmente smentibili, e tenete conto che il sottoscritto con le leggi in vigore oggi, avrà la pensione calcolata col sistema misto, quindi ha tutto l’interesse ad avere questo sistema di calcolo piuttosto che il “contributivo” ma ritengo che bisogna fare le cose giuste e non quelle che fanno comodo. Proietti afferma “Un esempio per tutti, un pensionato che nel 2011 aveva un assegno pari a 1.500€, oggi riceve una pensione pari a 1.575€, mentre se fosse stato utilizzato il meccanismo ordinario avrebbe ricevuto una pensione mensile pari a 1.649€, 962€ in meno ogni anno.”
    Caro Proietti un pensionato che ha ottenuto la pensione nel 2011, l’ha avuta col metodo di calcolo retributivo o al più misto se non aveva 18 anni di contributi nel 1995. In entrambi i casi l’assegno così calcolato è nettamente superiore a quello che avrebbe dovuto ottenere in base ai contributi effettivamente versati. Quindi se quell’assegno fosse stato calcolato col metodo contributivo come succederà per tutti quelli che hanno iniziato a lavorare dal 1° gennaio 1996, probabilmente sarebbe stato di 1200€ e non 1500 e con tutte le rivalutazioni del caso oggi non arriverebbe a più di 1320€, Già il fatto che invece ne prenda 1575 significa che ci sono oltre 250€ mensili che sono messi a carico della collettività e delle generazioni future e poi parliamo di pensione di garanzia per i giovani? E parliamo pure di rivalutare pensioni già troppo “generose” rispetto a ciò che si è effettivamente versato?
    E lunedì 10 parleremo di flessibilità? Con quali soldi, se continuiamo a mantenere questi squilibri sarà difficile che ci sarà qualcosa di buono per tutti, al più sarà la solita porcheria raffazzonata per pochi fortunati. Cari sindacalisti cominciate a fare le cose secondo giustizia. Se a suo tempo aveste contrattato stipendi degni di questo nome le persone avrebbero ottenuto pensioni dignitose ancorché calcolate col metodo contributivo che è il più corretto. Io sono per separare l’assistenza dalla previdenza, dove per previdenza intendo che una persona possa liberamente decidere quando pensionarsi e che riceva ciò che ha versato, nulla di più e nulla di meno. Attenzione che non sono contrario a forme in cui a fianco dell’assegno pensionistico, per casi particolarmente disagiati, venga erogato anche un assegno “assistenzialistico”.
    Provo a fare un esempio per spiegare il mio pensiero. Ipotizziamo che esista la possibilità di pensionarsi in una finestra di età compresa tra i 55 anni e i 63 col metodo di calcolo “contributivo”.
    Il sig. Rossi, lascia la scuola media e inizia a lavorare subito a 14 anni, giunto a 55, quindi dopo ben 41 anni di lavoro decide di godersi la pensione, e in virtù dei contributi versati durante la sua carriera lavorativa gli spetta un “assegno pensionistico” di 1000€ lordi.
    Il sig. Verdi invece ha la possibilità di studiare e si laurea, quindi entra nel mondo del lavoro a 24 anni, anch’esso a 55 anni vuole lasciare il lavoro e in virtù di uno stipendio più elevato ha accumulato anch’esso in soli 31 anni lo stesso montante quindi pure lui avrebbe un “assegno pensionistico” di 1000€ lordi.
    Come dicevo io separerei l’assistenza dalla previdenza e comunque quando è il caso l’assistenza si sommerebbe alla previdenza. Dunque, dov’è il caso? Beh per il Sig. Verdi non vedo la necessità di aumentargli l’assegno visto che ha lavorato 10 anni in meno del sig. Rossi e quindi se vuole qualche cosa di più può anche continuare a lavorare ancora un pò. Mentre per il sig. Rossi che si è già fatto 41 anni di lavoro, e per consentirgli una vecchiaia un pò più serena, affiancherei all’assegno pensionistico anche un assegno assistenzialistico per premiarlo con un quid in più per i 10 anni di maggior impegno lavorativo.
    In altre parole io non userei disincentivi al pensionamento ma incentivi a rimanere più a lungo al lavoro, ma questi incentivi devono essere a carattere assistenziale e non previdenziale.

    Rispondi
    • Erica Venditti
      7 Febbraio 2020 in 12:35
      Permalink

      Emilio le ho mandato un’email, quando ha modo la lrgga, saluti. Erica

      Rispondi
    • Avatar
      8 Febbraio 2020 in 18:01
      Permalink

      Cerca di approfondire meglio!! Non essere superficiale

      Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *