Pensioni anticipate 2020, ultime proposte: Quota 100 senza vincolo d’età

Pensioni quota 100

Prosegue il dibattito intorno alle pensioni anticipate, sui social così come sul nostro sito il confronto costruttivo é più che presente specie alla luce dei nuovi incontri tra Governo e sindacati. Molte sono le proposte che pervengono, alcune mettono in discussione la quota 100, vi é chi ritiene ad esempio che dovrebbe essere ripensata dal 2022 al fine di non essere abolita, ma anzi migliorata ed ampliata.

Per molti la flessibilità in uscita richiesta dai sindacati e da tanti lavoratori potrebbe essere risolta eliminando gli attuali paletti della quota 100, non servono, a detta di chi ci segue e commenta, chissà quali misure, ma basterebbe modellare l’uscita anticipata con quota 100 affinché questa possa essere davvero raggiugibile da una platea più ampia. Una quota 100 ‘vera’ insomma, e non una ‘finestra d’uscita temporanea’, o un ‘ambo secco’ come é stata definita recentemente anche da differenti esponenti politici di spicco. Vediamo le ultime proposte.

Pensioni 2020, Quota 100 divenga libera dai paletti anagrafici

Così il Dott Claudio Maria Perfetto, solito commentare con disamine puntuali sul nostro sito: “L’effetto combinato della legge Fornero e delle tecnologie digitali ha portato l’economia italiana nella fase stagnante in cui oggi si trova, avendo di fatto rallentato quel ricambio generazionale che solo potrebbe stimolare i nuovi consumi e quindi la produzione, e ridimensionato il rapporto di sostituzione tra lavoratori in entrata e lavoratori in uscita atteso da Quota 100 che sarebbe dovuto risultare almeno uguale a uno.

Oggi è necessario realizzare una riforma previdenziale che permetta di dare impulso al lavoro in modo da rilanciare l’economia italiana che è ”sulla soglia della crescita zero, rischiando di cadere in recessione a fronte di eventuali nuovi shock, che soprattutto dal fronte estero sono sempre possibili” (Centro Studi Confindustria, 2019). La ripresa economica ci sarà sbloccandola da ciò che la blocca, estendendo la possibilità di lasciare il lavoro a una platea di lavoratori più ampia di quella consentita da Quota 100.  

La soluzione potrà essere “Quota 100 con un minimo di 20 anni di contribuzione e senza vincolo di età” (es., 41 anni di contribuzione e 59 anni di età, oppure 40 e 60, 39 e 61, 38 e 62, …, 34 e 66)“.

Quota 100 senza vincolo d’età non creerà emoraggia pensionamenti

Per il Dott Perfetto rendere libera dai paletti anangrafici la quota 100 non provocherà un’uscita in massa dei lavoratori, anzi, a suo dire, questi avranno solo maggiore libertà di scelta e crescerà in loro in senso di responsabilità nel decidere in autonomia se lasciare prima il lavoro consapevoli di avere una pensione più bassa avendo versato meno contributi, oppure restare al lavoro per maturare una pensione più alta. Eccovi la sua disamina: Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, Quota 100 senza vincolo di età non genererebbe una emorragia di pensionamenti al punto da mettere in crisi le casse dello Stato. Chi vorrà andare in pensione ci andrà, e chi vorrà restare al lavoro per incrementare il suo montante (e quindi ricevere una pensione più alta) continuerà a lavorare (un fatto, questo, accertato visto il numero di adesioni all’attuale “Quota 100 sperimentale” inferiore a quello stimato dai tecnici del Mef). Non ci sarà quindi la corsa alla pensione ma, al contrario, ci si ritroverà ancora con il problema che la riforma pensioni che viene qui proposta vorrebbe invece risolvere: come fare uscire i sessantenni dalle aziende per farvi entrare i trentenni. Questo problema potrà essere risolto attraverso incentivazioni all’esodo da parte delle aziende (cosa che peraltro già avviene, ma con prospettive oggi piuttosto penalizzanti per il lavoratore, che a sessant’anni non trova più lavoro).

Quota 100 senza vincolo di età eserciterà una influenza positiva sui consumi, in quanto agirà positivamente sui moventi psicologici dei lavoratori. Infatti, mentre in un clima di incertezza il lavoratore tende ad accantonare risparmi a titolo precauzionale (per es., da utilizzare in caso di perdita del lavoro), in un clima psicologicamente rassicurante, potendo contare sulla possibilità di andare in pensione in caso di perdita del posto di lavoro, sarà più propenso a consumare, contribuendo in tal modo alla ripresa dei consumi, della produzione e quindi dell’occupazione.

Quota 100 senza vincolo di età potrà essere finanziata sin dal 2021 con i 20-23 miliardi previsti per la sterilizzazione delle clausole di salvaguardia Iva. Occorrerà quindi favorire l’aumento dell’Iva“. Di questo in Dott Perfetto ci aveva già parlato in un precedente articolo a cui vi rimandiamo. Poi conclude: “Per il 2022 Quota 100 senza vincolo di età andrà finanziata con risorse da recuperare dall’evasione fiscale mediante l’utilizzo della moneta digitale di Stato, la moneta che l’economia digitale in futuro adotterà“. Anche per Emilio, un altro lavoratore che ha lasciato un suo puntuale commento sul sito, la strada potrebbe essere una quota 41 per tutti che potrebbe in realtà essere ricompresa in una sola misura ossia: una quota 100 libera dai paletti, questa potrebbe essere l’unica forma di flessibilità in campo previdenziale per garantire equità di trattamento a tutti i lavoratori e per poter parlare di vero superamento della Riforma Fornero. Eccovi le sue parole.

Pensioni, ok a quota 100 vera e a quota 41 per tutti

Emilio riferendosi alla Manifestazione programmata in piazza dai Precoci per il prossimo 25 marzo ha scritto: “Sono d’accordo con la quota 41 per tutti senza se e senza ma, anzi personalmente li ritengo anche troppi 41 anni di contribuzione, anche perché spesso contributi e lavoro non coincidono, conosco molte persone che pur avendo lavorato non hanno i contributi versati e quindi a 41 anni di contributi spesso corrispondono anche 2/3/4 anni di lavoro in più

Poi aggiunge: Sono anche d’accordo con quota 100, ATTENZIONE QUOTA 100, non questa finestra 100 che c’è adesso (62+38;63+38;64+38;65+38;66+38). Infatti una quota 100 permette di pensionarsi ad esempio a 60 anni e 40 di contributi, ma anche a 60,5 anni di età e 39,5 di contributi e così via, è flessibile e non crea scaloni e scalini. Oggi se hai 38 anni di contributi e 62 di età puoi pensionarti ma se ne hai 40 e 60 resti al lavoro altri 2 anni e quindi alla fine raggiungi la pensione a 62 + 42 cioè con un salto di 4 anni di contribuzione rispetto alla finestra 100″.

Emilio, infine, si dice altresì favorevole a separare assistenza dalla previdenza, come propongono da tempo le parti sociali, affinché si comprenda bene il peso della seconda, che spesso é sopravvalutato e tarpa le ali a riforme più serie perché ritenute troppo dispendioseSono anche d’accordo nel separare assistenza e previdenza. Inoltre esiste il modo, anche per Emilio come per Claudio, di reperire le risorse mancanti:Per quanto riguarda i costi dell’operazione non ne voglio nemmeno sentire parlare, fino a quando in questo paese si tollerano oltre 200 miliardi di evasione/elusione/erosione fiscale, c’è un enorme bacino da cui recuperare risorse“.

Fateci sapere anche voi cosa ne pensate dei commenti espressi da Claudio ed Emilio, siete in liena o meno con il loro pensiero, condividete l’idea di una quota 100 libera dai paletti anagrafici?

26 commenti su “Pensioni anticipate 2020, ultime proposte: Quota 100 senza vincolo d’età

  1. Come si può ancora anticipare le pensioni e non rimandare in pensione a 65 e 66 ?
    Forse il ministro e la classe politica fa gli orecchi da mercante ?
    State istaurando e consolidando i privilegi fra i poveri,vergognatevi !

  2. Spero davvero lascino liberi, senza vincoli di età, quota 100 affinche’ chi è nato nel 1960, ad oggi ha 60 anni ma 37 anni di contributi, possa andare in pensione nel 2022, cioè fra 2 anni.

    Purtroppo se facessero, invece, quota 102 con sbarramento a 64 anni per me non cambierebbe nulla sempre a 64 anni di età andrei in pensione e con 41 anni di contributi, cioè fra 4 anni.
    Anche ad oggi, quota 100 con sbarramento al 2021 purtroppo andrei con 41 anni di lavoro e 64 età anagrafica, cioè sempre fra 4 anni.

  3. Sono molto d’accordo con quanto esposto dal Sig. Emilio, sul fatto che le due misure, finestra 41 e quota 100 (senza paletti e senza penalizzazioni), devono essere contemporaneamente in vigore. Adottarne solo una significherebbe rendere parziale e iniqua la riforma perché non consentirebbe un equo accesso alla pensione a tutta la platea dei lavoratori, dato le svariate variabili lavorative.
    Giustissima anche l’osservazione del Sig. Perfetto che sfata una paventata emorragia di pensionamenti. Chi deciderà di accedere a quota 100 (riveduta e corretta) percepirà comunque una pensione commisurata ai contributi versati (ma senza ulteriori penalizzazioni), già questo aspetto restringe di per sé la platea di chi desidera aderirvi. Da qui a dire (come molti politici hanno fatto), che avendo avuto meno adesioni rispetto al previsto e dunque è inutile riproporla …..beh, ce ne corre! Chi vuole continuare a lavorare per avere poi un assegno più cospicuo potrà continuare a farlo, ma è sacrosanto permettere a chi preferisce anticipare il pensionamento di poterlo fare, percependo l’assegno in proporzione a quanto versato.
    Inoltre: separare previdenza da assistenza (chissà se vivrò abbastanza per vederlo realizzare), riduzione per lavori gravosi, per le donne (per tutte le donne), per i cargiver familiari e inoltre estendere la possibilità di aderire alla “pace contributiva” per mancati versamenti anche per i periodi antecedenti il 1996.
    Ricordiamoci che oltre all’odioso gap di genere esiste il gap di reddito e status sociale. Il salario medio degli italiani è uno dei più bassi d’Europa, non si possono chiedere ulteriori sacrifici perseverando con una ingiusta riforma delle pensioni. Volete far lavorare di più le persone? Fatelo con chi ha professioni e stipendi ricchi, non con il lavoratore salariato che deve combattere quotidianamente con la fatica di vivere, senza aiuti di sorta, in un paese iper burocratizzato, dove anche un giovane ha paura a lanciarsi in attività private e chi ha un posto di lavoro fisso vi rimane attaccato come la gramigna, con tutte le conseguenze negative di stagnazione economica e culturale che questa realtà comporta.

  4. Sono molto d’accordo con quanto esposto dal Sig. Emilio, sul fatto che le due misure, finestra 41 e quota 100 (senza paletti e senza penalizzazioni), devono essere contemporaneamente in vigore. Adottarne solo una significherebbe rendere parziale e iniqua la riforma perché non consentirebbe un equo accesso alla pensione a tutta la platea dei lavoratori, dato le svariate variabili lavorative.
    Giustissima anche l’osservazione del Sig. Perfetto che sfata una paventata emorragia di pensionamenti. Chi deciderà di accedere a quota 100 (riveduta e corretta) percepirà comunque una pensione commisurata ai contributi versati (ma senza ulteriori penalizzazioni), già questo aspetto restringe di per sé la platea di chi desidera aderirvi. Da qui a dire (come molti politici hanno fatto), che avendo avuto meno adesioni rispetto al previsto e dunque è inutile riproporla …..beh, ce ne corre! Chi vuole continuare a lavorare per avere poi un assegno più cospicuo potrà continuare a farlo, ma è sacrosanto permettere a chi preferisce anticipare il pensionamento di poterlo fare, percependo l’assegno in proporzione a quanto versato.
    Inoltre: separare previdenza da assistenza (chissà se vivrò abbastanza per vederlo realizzare), riduzione per lavori gravosi, per le donne (per tutte le donne), per i cargiver familiari e inoltre estendere la possibilità di aderire alla “pace contributiva” per mancati versamenti anche per i periodi antecedenti il 1996.
    Ricordiamoci che oltre all’odioso gap di genere esiste il divario di reddito e status sociale. Il salario medio degli italiani è uno dei più bassi d’Europa, non si possono chiedere ulteriori sacrifici perseverando con una ingiusta riforma delle pensioni. Volete far lavorare di più le persone? Fatelo con chi ha professioni e stipendi ricchi, non con il lavoratore salariato che deve combattere quotidianamente con la fatica di vivere, senza aiuti di sorta, in un paese iper burocratizzato, dove anche un giovane ha paura a lanciarsi in attività private e chi ha un posto di lavoro fisso vi rimane attaccato come la gramigna, con tutte le conseguenze negative di stagnazione economica e culturale che questa realtà comporta.

  5. Magari dott. Perfetto ma credo sia impossibile .
    Anche se si accettasse tutto la pensione con il calcolo contributivo la vedo difficile .
    Perché ? Perché si sono già mangiati tutti i soldi nostri sopratutto quelli realmente versati sti ladri di politici.

  6. Sono molto d’accordo con quanto esposto dal Sig. Emilio, sul fatto che le due misure, finestra 41 e quota 100 (senza paletti e senza penalizzazioni), devono essere contemporaneamente in vigore. Adottarne solo una significherebbe rendere parziale e iniqua la riforma perché non consentirebbe un equo accesso alla pensione a tutta la platea dei lavoratori, dato le svariate variabili lavorative.
    Giustissima anche l’osservazione del Sig. Perfetto che sfata una paventata emorragia di pensionamenti. Chi deciderà di accedere a quota 100 (riveduta e corretta) percepirà comunque una pensione commisurata ai contributi versati (ma senza ulteriori penalizzazioni), già questo aspetto restringe di per sé la platea di chi desidera aderirvi. Da qui a dire (come molti politici hanno fatto), che avendo avuto meno adesioni rispetto al previsto e dunque è inutile riproporla …..beh, ce ne corre! Chi vuole continuare a lavorare per avere poi un assegno più cospicuo potrà continuare a farlo, ma è sacrosanto permettere a chi preferisce anticipare il pensionamento di poterlo fare, percependo l’assegno in proporzione a quanto versato.
    Inoltre: separare previdenza da assistenza (chissà se vivrò abbastanza per vederlo realizzare), riduzione per lavori gravosi, per le donne (per tutte le donne), per i cargiver familiari e inoltre estendere la possibilità di aderire alla “pace contributiva” per mancati versamenti anche per i periodi antecedenti il 1996.
    Ricordiamoci che oltre all’odioso gap di genere esiste il divario di reddito e status sociale. Il salario medio degli italiani è uno dei più bassi d’Europa, non si possono chiedere ulteriori sacrifici perseverando con una ingiusta riforma delle pensioni. Volete far lavorare di più le persone? Fatelo con chi ha professioni e stipendi ricchi, non con il lavoratore salariato che deve combattere quotidianamente con la fatica di vivere, senza aiuti di sorta, in un paese iper burocratizzato, dove anche un giovane ha paura a lanciarsi in attività private e chi ha un posto di lavoro fisso vi rimane attaccato come la gramigna, con tutte le conseguenze negative di stagnazione economica e culturale che questa realtà comporta. Grazie

  7. Tutto condivisibile ma va fatta quest’anno non nel 2022 altrimenti per i precoci non serve a niente saranno tutti in pensione con la fornero e sarebbe ennesima fregatura.. Equità ma per tutti specialmente a gente che a 14/15 anni a contribuito a far crescere questo paese… Spero solo che non siano solo parole…

  8. Sarebbe finalmente una cosa intelligente, una quota 100 senza paletti! Che significano comunque tanti,ma tanti anni di lavoro!!!!

  9. Tutte le parti devono essere concordi a riconoscere, un invecchiamento precoce per la difficoltà che hanno gli invalidi (che per loro sfortuna) hanno problemi non solo articolari, che anche a stare seduti… nuoce alla salute gia’ precaria, spesso questi problemi vanno a braccetto e/o si trasformano in stati depressivi! una categoria non molto considerata …come mai??? non fanno testo e numeri utili??

  10. Buongiorno a tutti, mi permetta una precisazione sig.ra Venditti su una sua affermazione, precisamente sul passo “la strada potrebbe essere una quota 41 per tutti che potrebbe in realtà essere ricompresa in una sola misura ossia: una quota 100 libera dai paletti”. Ciò è inesatto, poiché il lavoratore che ha cominciato a 14/15/16/17 anni con quota 41 si potrebbe pensionare rispettivamente a 55/56/57/58 anni, con una quota 100 vera cioè senza paletti con 41 anni di contributi devi necessariamente avere 59 anni di età. Le due misure, quota 41 e quota 100, devono essere contemporaneamente in vigore e non possono ricomprendersi. Se si vuole invece una misura omnicomprensiva si dovrebbe adottare quota 96 vera, dove appunto chi ha cominciato a 14 anni e con 41 di contributi si arriva a 55 anni e 55+41 =96, come avevo già proposto in un precedente mio intervento che ho avuto il piacere di aver visto pubblicato qualche giorno fa.
    Aggiungo soltanto che sono d’accordo al 101% con l’affermazione del sig. Perfetto quando dice “Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, Quota 100 senza vincolo di età non genererebbe una emorragia di pensionamenti al punto da mettere in crisi le casse dello Stato. Chi vorrà andare in pensione ci andrà, e chi vorrà restare al lavoro per incrementare il suo montante (e quindi ricevere una pensione più alta) continuerà a lavorare (un fatto, questo, accertato visto il numero di adesioni all’attuale “Quota 100 sperimentale” inferiore a quello stimato dai tecnici del Mef).”

    1. Sig. Emilio, la sua precisazione sull’affermazione riportata da Erica Venditti “la strada potrebbe essere una quota 41 per tutti che potrebbe in realtà essere ricompresa in una sola misura ossia: una quota 100 libera dai paletti” è corretta.
      A creare l’equivoco o una fuorviante interpretazione è l’ambiguità della mia formula.
      “Quota 100 senza vincolo di età” come io la intendo in questo articolo contempla, relativamente alla Quota 41, solo la finestra (41, 59) e non “Quota 41 indipendente dall’età”. In altre parole i precoci (età 14, 15, 16, 17) non sono contemplati in “Quota 100 senza vincolo di età”. Questo perché si parla proprio di “Quota 100”. Pertanto, lei ha ben ragione quando afferma che “Le due misure, quota 41 e quota 100, devono essere contemporaneamente in vigore e non possono ricomprendersi”.
      Avendo percepito che stavo esponendo il lettore al rischio di una fuorviante interpretazione, ho ritento necessario fare delle precisazioni già in questo articolo https://www.pensionipertutti.it/riforma-pensioni-2020-ultime-oggi-quota-102-e-soluzione-per-arrivare-a-quota-41/#comment-21232.
      Stando ai calcoli di Boeri, le due misure, l’attuale Quota 100 (62, 38) e “Quota 41 indipendente dall’età” (come vogliono i precoci), a regime cuberebbero 18 miliardi di euro. Con Opzione donna si dovrebbe arrivare a 20 miliardi. I 20 miliardi si potrebbero ottenere facendo aumentare l’Iva nel 2021.
      Per avere “Quota 100 senza vincolo di età” flessibile e strutturale dal 2022 occorre verificare le coperture per le finestre (58,42), (59, 41), (60, 40), (61, 39), (62,38), (63, 37), (64, 36), (65, 35), (66, 34). Ma sono più che certo che le coperture possono derivare dall’evasione fiscale.
      La mia propensione a mantenere il nome “Quota 100” deriva dal fatto che il nome è entrato ormai a far parte dell’enciclopedia Treccani (http://www.treccani.it/vocabolario/quota-100_%28Neologismi%29/)

      1. Corretto Sign Claudio e grazie al Sign Emilio per le precisazioni, per unire le due considerazioni effettivamente é venuta alla luce questa piccola imprecisione, nei prossimi articoli, come ho spesso fatto notare, presterò ancor più attenzione a mettere in luce la richeista dei lavoratori di associare quota 41 senza vincoli d’età alla quota 100 senza vincoli anagrafici, come richieste base. Saluti, Erica

    2. Il tutto a partire da subito perché altrimenti nel 2022 c è chi avrà quota 105 ( 62 età + 43 contributi)
      Vi sembra giusto?

  11. Quota 100 senza paletti e senza ripensamenti sarebbe un’idea di buon senso!
    Ma ,siamo in Italia …..ed il buon senso…..

  12. Concordo con Emilio. La cosa che mi lascia esterefatto e’ che si continua a parlare di possibilita’ di scelta da parte del lavoratore che puo’ decidere di andare in pensione anticipata se vuole …non si parla mai di chi ,
    ormai purtroppo tanti, perde il lavoro , viene licenziato ..magari a 60 anni con 40 di contributi.
    Non siamo tutti statali con la certezza del posto di lavoro !!

  13. Ad aprile compio 62 anni con 40 anni di contributi perciò mi sento in diritto di meritare questa forma di prepensionamento all attivo ci sono anche 15 anni di lavoro gravoso e precoce e non avendo mai usufruito ne amministratore sociali ne cassa integrazione vedo che si cerca di agevolare chi versato almeno anche perché quando feci richiesta da lavoratoredipendenfe c,e una finestra di tre mesi più altri tre per la conferma sono disoccupato quindi facendo il conto compio gli anni il 22 aprile ed arriverei ad averne il diritto ad ottobre spero di cuore si mantenga il tutto

  14. Ad aprile compio 62 anni con 40 anni di contributi perciò mi sento in diritto di meritare questa forma di prepensionamento all attivo ci sono anche 15 anni di lavoro gravoso e precoce e non avendo mai usufruito ne amministratore sociali ne cassa integrazione vedo che si cerca di agevolare chi versato almeno anche perché quando feci richiesta da lavoratoredipendenfe c,e una finestra di tre mesi più altri tre per la conferma sono disoccupato quindi facendo il conto compio gli anni il 22 aprile ed arriverei ad averne il diritto ad ottobre spero di cuore si mantenga il tutto

  15. Quota 100 indipendente può essere una delle opzioni. Un’altra sarebbe 62 anni con almeno 20 di contributi, con penalizzazione per ogni anno prima dell’età pensionabile.

  16. Mi sembra molto equa l’idea di quota 100 ‘VERA’ senza paletti di nessun tipo, ma sarei anche per una proroga dell’opzione donna e non opzione mamma (mi sembra una furbata discriminante per le donne che non sono mamme e che hanno lavorato sempre…).

    1. Sig.ra Maria, lo scrive Lei stessa “le donne che non sono mamme e che hanno lavorato sempre…”. Il problema é che le donne con figli NON sempre hanno pututo lavorare per poter accudire i figli e hanno perso anni di contributi. Per questo si pensa ad un’ opzione mamma. In piú le mamme quasi sempre hanno investito il loro stipendio nei figli mentre donne senza figli hanno potuto risparmiare.

  17. UN INTERVENTO QUESTO DEL DOTTOR CLAUDIO A DIR POCO PERFETTO COME IL SUO COGNOME
    CIO’ CHE SOSTIENE E’ QUANTO VOGLIONO VEDERE TRADOTTO IN PROVVEDIMENTI LEGISLATIVI I LAVORATORI SIANO ESSI PROSSIMI ALLA QUOTA 100 O CON 41 ANNI DI CONTRIBUTI. MI AUGURO CHE IL GOVERNO INSIEME AI SINDACATI APPLICHINO ALLA LETTERA SENZA PERDERE ALTRO TEMPO IN RIUNIONI O QUANT’ALTRO CIO’ CHE E’ STATO ESPOSTO NELL’INTERVENTO.

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