Pensioni anticipate 2020, ultimissime: ok via dai 63 anni, quota 41 e opzione donna

Abbiamo chiesto a chi é solito leggerci quale potrebbe essere la soluzione migliore per rendere strutturale ed equa la riforma delle pensioni, molti, e vi ringraziamo per questo, hanno detto la loro, abbiamo dunque deciso di raccogliere alcuni pareri per dirvi le opzioni che tutto sommato sembrerebbero accontentare il numero maggiore di lavoratori.

Eccoveli in dettaglio, in linea di massima come vi abbiamno anticipato nel titolo le tre opzioni che sembrano mettere tutti d’accordo vedrebbero una riforma pensioni post quota 100 contenente almeno 3 misure: la quota 41 per tutti senza penalità, la proroga di opzione donna come libera scelta seppur questo comporti un ricalcolo contributivo dell’assegno, e un’uscita dai 63 anni con 35/36 anni di contributi, come l’ultima esposta da Damiano, che prevedrebbe una penalità pari al 2% annuo, ma solo per quanti non svolgono mestieri gravosi. Per gli altri la penalità non dovrebbe essere conteggiata.

Riforma pensioni: le misure che andrebbero approvate insieme.

Gianni dalla sua sostiene che anche la proposta dei sindacati ossia l’uscita con 62 anni d’età e 20 di contributi dovrebbe poter essere permessa almeno per quanti non hanno nessun altra alternativa, combinando un mix di misure, che tenga conto delle differenze dei singoli e delle peculiarità della vita lavorativa di ognuno, renderebbe possibile arrivare a questa soluzione: “tutti contenti e liberi di scegliere se fermarsi o continuare….”

Giusta quota 41 : più che sufficienti per tutti. Giusta opzione donna 58+35 anche se economicamente penalizzante. Giusta la proposta Damiano 63+36 con leggera penalità. Giusta 62+20 per chi non altra scelta….“.

Giuseppe avvalora la posizione di Gianni: “io penso che una persona abbia diritto di uscire dal lavoro a 62anni, e senza penalizzazioni, con i contributi versati nell’arco della vita lavorativa,che comunque, non siano meno di 20anni. E poi dare la possibilità anche a chi ha lavorato 41anni e versato i contributi di uscire a prescindere dall’età anagrafica. Perché 41anni sono tantissimi, e non tutti fanno i professori baroni!!! Naturalmente non vanno lasciate indietro le donne, che sono le più penalizzate, basta guardare l’opzione donna, per accettare la pensione hanno dovuto rinunciare al retributivo, e prendere tutto con il contributivo! “. Per Franco Giuseppe , invece, a causa dell ‘emergenza sanitaria Coronavirus la scusa sarà ‘pronta e servita‘, ragione per cui non vi saranno risorse per la riforma delle pensioni di alcun tipo.

Pensioni 2020, dopo quota 100 il nulla, il Coronavirus non lascerà risorse

Franco Giuseppe, scrive: “Mettetevi l’anima in pace. Con i danni economici prodotti da questa crisi creata dal virus e con un ipotetico e al momento certo -3% del PIL, non ci sarà nessun cambiamento nelle pensioni, anzi, si ritornerà tutti alla Fornero. Chi è riuscito e riuscirà ad usufruire della quota 100 accenda pure un cero alto 1 metro, perchè anche se la Lega andasse al governo ora, nel 2022 nemmeno Salvini farebbe un miracolo. Bloccare una seria ed equa riforma a causa della sperimentazione della quota 100 è stata la più grande stupidaggine che si potesse pensare. Intanto in questi tre anni, centinaia di migliaia di lavoratori continueranno ad andare con la Fornero e nel 2022 risorse non ce ne saranno, fagocitate tutte dal virus”.

Anche Nanni dalla sua pensa la stessa cosa sui danni economici prodotti dal Coronavirus: “Cari precoci facciamoci la Fornero tanto a questi di noi non interessa nulla, adesso con il coronavirus avranno alibi che i soldi non ci sono è tutti dobbiamo fare sacrifici purtroppo la nostra è stata una generazione sfigata ci sono passati tutti davanti.. chi meno ha lavorato più e stato agevolato .. In un’altro paese questo non sarebbe mai successo.. ma in questo Paese tutto ciò che non è equo viene fatto”. Vi é poi chi continua a ribadire che risorse o meno almeno una misura andrebbe fatta per coerenza nei confronti du chi lavora da una vita, ossia la quota 41 e soprattutto non bisognerebbe fare differenze su mestieri, dopo 41 anni ogni lavoro, anche quello impiegatizio, é pur sempre usurante.

Pensione anticipata, ultime: Priorità alla quota 41

Lamberto: “Qualcuno, da quanto risulta scritto, si distingue da altri sottolineando di non lavorare o aver lavorato “dietro una scrivania”. Ho circa 40 anni lavorativi alle mie spalle, 37 dei quali con inquadramento a livello impiegatizio e coordinamento e la maggior parte trascorsi “dietro una scrivania” a contatto telefonico e fisico con migliaia di persone.
Vorrei far presente che “il lavoratore di scrivania” non è da ritenere “il nulla facente baciato dalla fortuna” perché anche in questo tipo di lavoro i problemi sono molteplici e diverse volte arrecanti stress anche più pericoloso di quello fisico. Comunque, dopo questa parentesi, colgo l’occasione per ricordare due particolari a cui tengo veramente:
1) SONO FAVOREVOLE A “QUOTA 41 PER TUTTI SENZA LIMITAZIONI”.
L
eggo varie volte, in merito alla proposta il termine: con “SOLI” 41 anni di contributi. Signori, chi inserisce con “SOLI” non è sicuramente a conoscenza di cosa significa lavorare per 41 anni qualsiasi tipo di lavoro trattasi, perché sempre di lavoro si parla.
2)
Inoltre al momento ci sono determinate regole legate alla età e/o anni di lavoro per poter ottenere la pensione e sia quelle di anzianità che vecchiaia sono molto onerose e quindi: PERCHE’ NON LASCIARE LIBERO OGNUNO DI DECIDERE IN BASE ALLA PROPRIA ETA’ E AGLI ANNI DI LAVORO DI ANDARE IN PENSIONE QUANDO MEGLIO CREDE VALUTANDO SE CONVENIENTE O MENO?

Cristian Cuppi: “Ho letto di quota 96, quota 98, quota 101 oltre alla “famigerata” quota 100. Ma di una quota 41 per tutti? Ma lo vogliamo capire che dopo 40 anni e oltre non può esistere di creare nuovamente il tu si io no?!!? La flessibilità in uscita sapete bene che è rivolta a chi può permettersi di una uscire con delle penalizzazioni ma di fatto lascia immobili i lavoratori che hanno quote stipendiali basse. E se aggiungiamo il ricorso da più parti annunciato, al contribitivo, altra sberla per le pensioni. Credo proprio che occorra fermare le bocce e ripartire. Prendere in esame studi tecnici con tutte le ipotesi da mettere in avanti, con i relativi costi, con un programma di coperture, con una tempistica delineata. Una riforma complessiva della Fornero, studiata, discussa, concordata. Per fare questo, bene i tavoli, ma non affondiamoli con proposte di parte. E si tenga conto da chi lavora da oltre 40 anni. C’è una forte preoccupazione da parte dei lavoratori precoci che lavorano da oltre 40 anni, di vedere peggiorate le proprie condizioni di uscita nel breve periodo, dove tra l’altro oltre la beffa di lavorare più anni rispetto ad altri che stanno usufruendo di provvedimenti ad hoc, rischiano di vedere messe in discussione le attuali norme peraltro penalizzanti, con indici di trasformazione ancora penalizzanti. E in questa fase chiediamo anche ai sindacati di vigilare e di stare attenti alle forme “subdole” messe in avanti come ipotesi, dove campeggia il contributivo puro. Vi sia una chiara presa di posizione univoca delle 3 maggiori sigle sindacali di questi temi”

Pensioni 2020, serve flessibilità vera se si parla di contributivo, le tre proposte

Così Emilio: “Allora se deve essere contributivo, contributivo sia ma innanzitutto chiamiamolo col suo nome, ed inoltre mettiamo vera flessibilità nella riforma. Ad esempio: 1) finestra di pensionamento tra 55 e 63 anni, senza altri vincoli e paletti, e ognuno prende per ciò che ha versato oppure 2) opzione donna (almeno 58 anni e 35 di versamenti) estesa a tutti oppure 3) quota 96 vera (55+41, 56+40, 57+39 e così via) con un bonus del 2% per ogni punto oltre 93.

Questa opzione contiene già al suo interno quota 41, ed inoltre parte dal presupposto che in opzione donna il calcolo è già contributivo e siccome 58+35=93, fino a questa quota rimarrebbe contributivo per non fare torto alle donne che ne hanno usufruito e la parte eccedente 96-93=32%=+6% che avvicinerebbe l’assegno a quello che si otterrebbe col misto. Ovviamente chi ha già oggi quote più elevate avrebbe un bonus superiore, ad esempio se fosse 102 si otterrebbe 102-93=92%=+18%.

Diteci la vostra, condividete in linea di massima i pareri qui esposti? Grazie a quanti hanno lasciato le loro considerazioni sul nostro portale, il vostro parere é sempre utile per creare dibattito costruttivo e per questo vi ringraziamo.

Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

16 pensieri riguardo “Pensioni anticipate 2020, ultimissime: ok via dai 63 anni, quota 41 e opzione donna

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    2 Settembre 2020 in 22:29
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    sono un cameriere lavoro da 40 anni ho problemi alle ginocchi si puo considerare il mio un lavoro
    usurante s;e lo è perche devo essere penalizzato rispetto a quota 100 – 102 63 e 41 è l,eta giusta per tutti senza penalità

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    13 Maggio 2020 in 1:19
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    Lavoro 41 anni e 6 messi infermiere turnante in corsia.ho iniziato lavoro 17 anni ho cod 104 ho fatto domanda 02/01/2020 è sono attesa per andare in pensione.61 anni dott Fornero ho diritto pensione?

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    16 Marzo 2020 in 9:15
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    41 per tutti e’ la cosa piu’ giusta.. e si faccia in fretta.. ma ora con il coronavirus saranno i piu’ deboli a pagare,, cioe’ i lavoratori..i politici se ne fregano.. fanno le riforme? ma quali riforme fanno schifo..
    loro dopo 5 anni intascano 5mila euro senza aver fatto un c…. e con tutti i benefici che ne sono derivati.. ora basta ci siamo fracassati i c…….

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    6 Marzo 2020 in 23:47
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    Sostengo energicamente 58 anni+35 contributi per noi donne a prescindere!!!!

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    3 Marzo 2020 in 19:14
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    Opzione migliore:
    – in pensione a qualsiasi età dopo i 62 anni, a scelta del pensionando, senza penalizzazioni e senza minimi di anni di contribuzione. Se hai meno anni di contributi, prenderai di meno: quale ragione materiale e “morale” ci sarebbe per forzarti a tenerti al lavoro di più?
    QUESTA E’ COMUNQUE FANTASCIENZA, considerando la consolidata NON correttezza dello Stato italiano verso gli italiani, pensionandi compresi.

    Opzione realistica:
    – basata sulla proposta Damiano, ovvero flessibilità con moderata penalizzazione e requisiti non impossibili da raggiungere: 63 anni di età minima, 33 anni minimi di contribuzione (5 in meno del limite troppo alto di Quota 100), 2% di penalizzazione per ogni anno di anticipo rispetto ai 67 anni.
    C’è la penalizzazione ma è al massimo l’8% (contro i 25-30% di un ricalcolo tutto a contributivo, che è un autentico furto) e, avendo un minimo di anni di contribuzione non troppo alto, consente praticamente ad ogni pensionando oltre i 63 anni di decidere del proprio futuro (invece che metterlo in mano allo Stato ed alla Fornero).

    Contemporaneamente, qualunque sia la soluzione per i non-precoci, Quota 41 per tutti, ovvero pensione immediata per chiunque arrivi ai 41 anni di contribuzione, indipendentemente dall’età: dopo 41 anni hai pieno diritto di riposarti, prendendo l’assegno in base a quanto hai versato, anche se ci arrivi a “soli” 57 anni. Anche qui, non vedo possibili obiezioni se non la volontà di aspettare che muoia il maggior numero di pensionati, per non sganciare loro i soldi che loro stessi hanno già anticipato allo Stato.

    Ma temo che non faranno nè l’opzione “fantascientifica” nè quella “realistica” ma si limiteranno a fare una Quota 100 peggiorativa (Quota 101, Quota 102 …), che sarà appannaggio di pochi fortunati ancor più di quanto lo è stato la Quota 100 originale, o addirittura una indecente “soluzione” tutta a contributivo.
    Probabilmente i sindacati terranno duro su quest’ultima indecenza, “tutto a contributivo”, e così il governo farà passare una cosa solo un pò meno indecente e fatta unicamente nell’ottica della contabilità di bilancio, tipo Quota 102 che, ancor peggio di Quota 100, non impatterà positivamente nè sulla grande maggioranza dei pensionandi nè sull’occupazione giovanile.
    La pensavo così prima del coronavirus, figuriamoci adesso che hanno la scusa del coronavirus …

    Per cui, quanto sopra è giusto un “divertissment”, pura accademia …

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    3 Marzo 2020 in 16:50
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    Sono sempre dell’idea che il fascismo inizio’ le grandi opere. La DC le ultimo’ e la sx non le conservo’. Detto cio’ la dx porta le guerre e la sx porta alla fame. Figuriamoci se questo governo non appellera’ scuse come il virus x non risponderci al nulla altro che soluzione fornero con l’inserimento di pragmatiche in parametri europeisti. La vedo dura. Premetto che io i 41 li riscatterei a 57 anni. Quindi saro’ uno dei piu’ fregati.. 😥

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    3 Marzo 2020 in 15:52
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    PROROGA OPZIONE DONNA E’ UNA SOLUZIONE che potrebbe essere estesa a tutti: 58 anni di età e 35 di contributi, anche solo con il contributivo

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      3 Marzo 2020 in 19:18
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      Per carità, questa è l’idea di gente come Ichino e Soci, massacratori dello Stato Sociale.
      Il ricalcolo tutto a contributivo, che comporta in media un taglio del 25-30%, è un autentico FURTO che va bene solo ai “padroni del vapore”, che stanno cercando di imbrogliare gli italiani per l’ennesima volta.
      E mi stupisce che ci sia chi ancora ci caschi.

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    3 Marzo 2020 in 15:27
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    A questo punto io libererei INPS di erogare pensioni A chi a raggiunto 41/42 anni di contributi e sono troppo giovani.. dato che sembrano pochi per loro è hanno dei costi troppo alti .. Una soluzione c’è.. Ridateci tutti i nostri soldi versati ( perché sono nostri non vostri) e abbiamo risolto il problema.. Non saremmo più a carico dello stato se così si vuol dire è liberiamo INPS da questi costi… Vediamo alla fine chi ci guadagna…

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      6 Marzo 2020 in 16:12
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      Sono d’accordo con il Signor Walter, e lo sostengo da tempo, a questo punto diamo i contributi direttamente al lavoratore e questi se li gestirà direttamente, decidendo in libertà quando smettere di lavorare in base alla cifra accantonata (e lì si vedrà chi ha versato e chi no!). Questo è già possibile con la previdenza complementare che segue il sistema “a capitalizzazione”, perché dunque non renderlo fattibile anche per quella obbligatoria? I soldi accantonati dai lavoratori nelle casse Inps sono salario differito, il lavoratore dovrebbe poterne rientrare in possesso come se fossero versati in un conto bancario. D’altronde Inps non ha più solo la funzione previdenziale per la quale è stata creata….

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    3 Marzo 2020 in 14:29
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    Dopo 41 anni di lavoro bisogna tornare liberi! La libertà di decidere cosa fare negli ultimi anni che ci rimangono da vivere.

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      3 Marzo 2020 in 20:10
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      CONDIVIDO PIENAMENTE IL TUO PENSIERO …. POSSIBILE CHE NESSUNO LO CAPISCA

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    3 Marzo 2020 in 13:35
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    A ognuno dovrebbe essere concesso di scegliere se andare in pensione dai 55 in su, anche solo col contributivo. L’INPS non ci rimette e si liberano posti di lavoro.

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      3 Marzo 2020 in 15:50
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      Esatto!
      La strada migliore si chiama LIBERTA'”!!!!

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    3 Marzo 2020 in 12:32
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    Una volta la pensione era considerata una seconda giovinezza e tanto tempo libero !
    Oggi è un traguardo che si allontana sempre di più , la linea magica di un orizzonte che sembra vicina ma non arriva mai !!!!

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    3 Marzo 2020 in 10:28
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    Morale della favola: la Pensione è un po’ come la Religione, ognuno vagheggia di un suo Paradiso e spera di poterci arrivare!

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