Pensioni anticipate 2020, ultimissime su Quota 100 e l’eterogenesi dei fini

In questi giorni si é fatto un gran parlare sul nostro sito e sui social dell’eterogenesi dei fini associato alla Quota 100, un principio formulato da Wundt che ha permesso al Professor Cazzola di spiegare bene, attraverso il suo ultimo editoriale, come le azioni umane possono riuscire a fini diversi da quelli che sono perseguiti dal soggetto che compie l’azione.

In quanto ciò avverrebbe per il sommarsi delle conseguenze e degli effetti secondari dell’agire, che modificherebbe gli scopi originari, o farebbe nascere nuove motivazioni, di carattere non intenzionale. Quota 100 nata con finalità diverse, mandare in pensione anticipata chi possiede 38 anni contributivi e 62 d’età permettendo il turnover generazionale, a cui Cazzola ha sempre creduto poco, potrebbe, dice il Professore tornare utile ora in questo nuovo contesto, di gravi crisi economica determinata dal Covid 19, permettendo in realtà non più occupazione, ma una minor disoccupazione. Oggi sulla questione abbiano sentito anche Claudio Maria Perfetto, esperto previdenziale ed autore di numerosi articoli per AdnKronos e di una rubrica settimanale su ‘il Valore Italiano’. Che così ha ampliato la questione filosofica associata alla previdenza esposta dall’economista Giuliano Cazzola.

Pensioni 2020, Perfetto: Eterogenesi dei fini si adatta bene a quota 100

“Eterogenesi dei fini. Certo. L’editoriale del prof. Giuliano Cazzola illustra bene il principio filosofico dell’eterogenesi dei fini applicandolo alla Quota 100.

Un esempio di eterogenesi dei fini lo si ritrova nel tradimento di Giuda che, come ci riporta la tradizione cristiana, per avere trenta denari (il fine di Giuda) procurò la morte di Gesù, rendendo così possibile l’attuazione di un altro fine (diverso da quello che Giuda aveva in mente): liberare gli uomini dal peccato. Un altro esempio di eterogenesi dei fini lo si ritrova quando si va a comprare il pane: il fornaio ci vende il pane per suo interesse personale (non certo per beneficenza) ma, perseguendo il proprio interesse personale, il fornaio promuove l’interesse di altri, e quindi l’interesse collettivo della società (dalla interazione tra questi scambi nasce il “mercato”, il “meccanismo dei prezzi”, il meccanismo che rende possibile coniugare l’interesse individuale con l’interesse collettivo).

Eterogenesi dei fini significa quindi raggiungere scopi non intenzionali (non voluti dal soggetto che compie l’azione) attraverso azioni intenzionali (volute dal soggetto che agisce).

Mes e Eterogenesi dei fini: riesaminato come quota 100?

Anche il Mes (il Meccanismo europeo di stabilità, o Fondo Salva-Stati) – aggiunge Claudio Maria Perfetto- può essere riesaminato alla luce dell’eterogenesi dei fini. Il Mes è l’organizzazione creata nel 2012 con lo scopo di aiutare i Paesi dell’eurozona in difficoltà economica a fronte di uno shock economico asimmetrico (cioè quando sono coinvolti uno o pochi Paesi, come è stato nel caso di Cipro, Spagna, Grecia, Irlanda e Portogallo). Lo shock economico attuale, generato dalla pandemia, è di tipo simmetrico, in quanto ad essere coinvolti sono ora tutti i Paesi dell’eurozona (ma non solo). A livello europeo si sta trattando per poter utilizzare il Mes senza le rigide condizionalità che lo caratterizzano. In altre parole, il Mes è stato studiato come mezzo per aiutare un Paese in difficoltà e quindi è basato su alcune regole (alquanto rigide) che il Paese beneficiario dovrà rispettare, mentre ora lo si vuole utilizzare come mezzo per uno scopo differente, per salvare tutti i Paesi dell’eurozona, e quindi occorre cambiare le condizionalità di accesso al Mes (rimuovendo le rigide regole). Anche in questo caso, l’azione intenzionale originaria (salvare un solo Paese dell’eurozona) si rivela utile per raggiungere uno scopo non intenzionale (salvare tutti i Paesi dell’eurozona).

Sulla scia dell’eterogenesi dei fini si inserisce anche Quota 100.
Quota 100 è nata con l’intenzione di favorire il ricambio generazionale nel mondo del lavoro: fuori un sessantenne, dentro un trentenne. A parità di numero di occupati, il ricambio generazionale potrebbe fungere da motore di avviamento per nuovi consumi: che stimolerebbero una maggiore produzione, che ravviverebbe la propensione all’investimento, che creerebbe nuovi posti di lavoro.

Oggi la prospettiva economica è obiettivamente peggiorata rispetto a prima: tra imprese chiuse, consumi in calo, produzione in diminuzione aleggia lo spettro della depressione economica (Goldman Sachs pronostica una riduzione del Pil italiano pari a -11,6% nel 2020. – Quando il Pil si contrae del 10% si è tecnicamente in depressione). Come il Mes, anche la Quota 100 può essere riesaminata alla luce dell’eterogenesi dei fini: Quota 100 può essere utilizzata, se non più con lo scopo originario di favorire il ricambio generazionale, col nuovo scopo di frenare l’aumento della disoccupazione: fuori un sessantenne per mantenere al lavoro un trentenne (quindi, non più con l’obiettivo di nuova occupazione, ma con l’obiettivo di una minore disoccupazione).

Riforma pensioni 2020, Perfetto su quota 100: sposo le parole di Cazzola

Come sintesi, vale la pena riportare le eloquenti parole del prof. Cazzola:Quota 100 e il blocco dei requisiti della pensione di anzianità erano stati pensati per effettuare un ricambio generazionale nei posti di lavoro che c’è stato solo in parte modesta (secondo le ultime stime su 100 anziani usciti sono entrati 42 giovani). Ora però la prospettiva è cambiata: queste due discusse misure possono servire per ridurre i licenziamenti che la crisi economica (tanto più grave quanto più durerà la quarantena) determinerà. Ma nel prossimo futuro lasciare aperta una finestra per un pensionamento ravvicinato può rivelarsi molto utile per i lavoratori. Le finalità si invertiranno: non più nuova occupazione, ma minore disoccupazione”.

Vediamo se altri politici, esperti, sindacalisti sposeranno le parole di Cazzola e Perfetto o ci diranno la loro sulle nuove finalità che il Covid -19 potrebbe dettare a Quota 100.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

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