Pensioni anticipate 2020, ultim’ora Damiano: ‘basta usare dati fasulli sulla previdenza’

Pensioni anticipate 2020, ultim’ora Damiano: ‘basta usare dati fasulli sulla previdenza’

Le ultime novità sulle pensioni anticipate giungono dalla recente nota stampa diffusa da Cesare Damiano, dirigente del partito democratico, che afferma, in estrema sintesi, con tono piccato nei confronti dell’Ocse: “é ora di smettere di usare dati fasulli sulle pensioni”.

Questo continuo confondere ‘le mele con le pere, fa intendere Damiano, ossia la previdenza con l’assistenza estrapolando poi in ultimo un valore complessivo erroneo sulla spesa pensionistica italiana, rischia di fornire, se non si chiarisce al più presto l’uso improprio del dato, ‘un alibi a chi vorrebbe nuovamente attaccare le pensioni”. Eccovi le considerazioni puntuali di Damiano, che qui vi riproponiamo.

Pensioni 2020, Damiano: il dato comprende l’assistenza, é fasullo

L’Ocse continua ad utilizzare dati fasulli sulle pensioni”, afferma Damiano, dirigente del Partito democratico, senza tanti giri di parole commentando l’ultimo Rapporto “Pensions at a Glance” pubblicato dall’Ocse. “Secondo l’organizzazione, aggiunge, la spesa pensionistica sarebbe il 16,2% del Prodotto interno lordo, la maggiore in Europa.

Ma questo dato comprende, ci tiene davvero a precisare il dirigente del partito democratico, dato che da qui nasce l’equivoco ricorrente sull’impatto della spesa previdenziale italiana: “però, le spese per l’assistenza, che andrebbero scorporate, e contabilizza il costo delle pensioni al lordo”

Pensioni 2020, Damiano sui dati Ocse: spesa reale pensionistica al 12% del Pil

A tal ragione Cesare Damiano cerca di far comprendere i non addetti ai lavori, attraverso un esempio semplice, che cosa intende e dove sia ‘l’inghippo’ di interpretazione e valutazione dei dati elaborati dall’Ocse.

Facciamo un esempio: una pensione lorda mensile di 1.500 euro corrisponde a 1.150 netti, perché il lavoratore ne restituisce allo Stato 350. Se questo non viene considerato si va al 16%, altrimenti saremmo circa al 12%, perfettamente allineati con il resto dell’Europa“. Poi conclude lanciando un monito e proponendo una ricetta per evitare futuri ‘misunderstanding’ pericoli: “Sarebbe ora di chiarire questo problema per non fornire altri alibi a chi vorrebbe nuovamente attaccare le pensioni”.

In disaccordo sui dati diffusi e le dichiarazioni fatte dall’Ocse anche il segretario confederale della Cgil, Roberto Ghiselli, come dimostra l’intervista in esclusiva che ci ha rilasciato, e il segretario confederale della Uil, di cui vi riporteremo il pensiero nel prossimo articolo.

Condividi l'articolo o lascia un mi piace!
Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

5 pensieri su “Pensioni anticipate 2020, ultim’ora Damiano: ‘basta usare dati fasulli sulla previdenza’

  1. Anche il sindaco di Milano Sala questa settimana si è ostinato a parlare di pensioni al 16% del Pil, ecco caro Damiano, incominci a rendere edotti in materia anche i suoi compagni di partito che dicono gli strafalcioni: chissà che poi anche gli altri la capiscano. Grazie.

  2. Ma guarda, guarda… Un esponente del partito “pro-Fornero” che pare abbia un cervello!
    Incredibile, dove andremo a finire di questo passo?
    Mi sa tanto che tempo una settimana lo espellono.

  3. È solo il caso di precisare che non si tratta assolutamente di spesa per lo stato ma di restituzione di soldi al lavoratore che li ha accantonati in un fondo pubblico magari mal gestito. Quindi che c’entra la percentuale del Pil? Non capisco.

  4. L’economia serve davvero alla società?
    Per il Comitato che conferisce i Premi Nobel non si ha evidenza che l’economia porti un contributo davvero significativo, in termini di benessere, alla società (cosa che accade, invece, per la Fisica, la Chimica, la Medicina) e quindi, per questa ragione, non viene assegnato il “Premio Nobel per l’economia” (viene assegnato, invece, il “premio della Banca di Svezia per le scienze economiche in memoria di Alfred Nobel” che, lo ripeto, non è il “Premio Nobel per l’economia”, il quale semplicemente non esiste).
    Alcuni professori di economia, cosiddetti “eterodossi”, sostengono che il PIL (Prodotto Interno Lordo, uno dei più importanti indicatori dell’economia – se non il più importante – considerato dai professori di economia cosiddetti “ortodossi” o “mainstream”) non è un indicatore significativo che sintetizzi il grado di benessere di una nazione. Invero, già in un recente passato l’economista Galbraith sosteneva che “il PIL misura tutto fuorché quello per cui vale la pena di vivere”.
    Cesare Damiano avanza critiche all’OCSE, precisando che la spesa pensionistica vale il 12% del PIL (perché occorre distinguere tra “spesa per la previdenza” e “spesa per l’assistenza”) e non il 16% del PIL come invece sostiene l’OCSE (il cui calcolo, secondo Damiano, comprende sia la previdenza che l’assistenza).
    Intanto, mentre gli esperti di economia ragionano sulle percentuali di PIL, la nostra società ben non vive nel ben-essere. Si può mai dare torto al Comitato dei Nobel? Nossignori.
    L’economia – come oggi viene applicata – non serve davvero alla società.

  5. Non sono un grande estimatore di Damiano ma questa volta devo concordare con Lui , i dati che ci forniscono i vari enti sulla previdenza sono spesso addomesticati , quindi non bisogna prenderli come Ve li forniscono ma bensì interpretarli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *