Pensioni anticipate 2021, Cazzola: 145 mila firme per alzare l’età pensionabile

Riforma Pensioni, l'editoriale di Cazzola

Ringraziamo il Professor Giuliano Cazzola per questo suo editoriale rivolto ai nostri lettori: “Penso che i lettori di ‘’Pensioni per tutti’’ troveranno interessante questo articoletto, tratto da Ticinonews, riguardo ad una iniziativa dei Giovani liberali svizzeri che hanno presentato nei giorni scorsi  a Berna (al governo federale)  una petizione “Per una previdenza vecchiaia sicura e sostenibile (Iniziativa sulle pensioni) che ha raccolto 145mila firme. Il testo chiede che l’età pensionabile sia prima aumentata da 65 a 66 anni e poi legata alla speranza di vita.

Concretamente l’età pensionabile per entrambi i sessi verrebbe innalzata a 66 anni entro il 2032. In seguito dovrebbe essere adattata alla speranza di vita aumentando di 0,8 mesi per ogni mese di aspettativa di vita supplementare. In base alle previsioni attuali, i promotori stimano che l’età pensionabile salirà a 67 anni nel 2043 e a 68 nel 2056. L’età di pensionamento dovrebbe essere indicata almeno cinque anni prima del ritiro dall’attività lavorativa. Questo meccanismo – a noi pare una transizione un po’ lunga -garantirebbe la sicurezza di pianificazione per i futuri pensionati e che tutti possano trascorrere almeno il 20% della loro vita in pensione. Come si può notare si tratta di requisiti più generosi di quelli in vigore da noi. Anche se è opportuno sottolineare che non è previsto un pensionamento di anzianità che da noi è assolutamente prevalente.(Tab.1)

Tab. 1 – Pensioni vigenti al 1.1.2021 suddivise per tipologia

 Tuttavia la loro analisi è condivisibile e mostra un approccio  che sarebbe corretto ed opportuno, anche al di qua delle Alpi. I giovani liberali – spiega la nota – difendono la loro proposta spiegando che le condizioni quadro dell’AVS (la nostra IVS) sono cambiate drasticamente dalla sua introduzione, nel 1948. Oggi, per ogni 44 anni di attività, ci sono 22 anni di pensione, mentre nel 1948 erano solo 12,5. Inoltre, attualmente 3,5 persone occupate finanziano un pensionato, nel 2050 sarebbero solo 2.  Sono considerazioni che, mutatis mutandis, valgono anche da noi. “Se non facciamo nulla, la Svizzera dovrà affrontare una marea demografica”, ha dichiarato Matthias Müller, presidente della sezione giovanile citata. A suo avviso, solo con questa riorganizzazione il finanziamento dell’AVS potrà essere assicurato a lungo termine. Con i cambiamenti proposti, i contributi versati risulterebbero globalmente più elevati perché si allunga il periodo di versamento mentre le pensioni sarebbero ridotte visto che se ne beneficerebbe per meno anni.

Secondo i promotori, molti paesi europei stanno già aumentando con successo l’età pensionabile a piccoli passi. Il meccanismo che lega l’aspettativa di vita all’età pensionabile era già stato proposto prima di questa iniziativa. Il Partito borghese democratico (PBD ora confluito in “il Centro”) aveva presentato una mozione in questo senso nel 2012, che si era arenata al Consiglio degli Stati. L’iniziativa dei giovani liberali ha suscitato polemiche da parte dei giovani dei partiti di sinistra e di altri schieramenti che accusano i liberali di aver reso pubblica l’iniziativa per conto proprio, nonostante un accordo preventivo. Si direbbe una critica di metodo che non mette in discussione prioritariamente il contenuto.

In giugno – ricorda Ticino news – il Parlamento federale ha deciso di portare l’età pensionabile delle donne da 64 a 65 anni per stabilizzare l’AVS, contro la volontà della sinistra. Sono previste misure transitorie per le prime classi di età colpite dall’aumento. Per garantire il finanziamento dell’AVS è previsto un aumento dell’imposta sul valore aggiunto (quindi di natura fiscale). La maggioranza del Consiglio nazionale vuole far capo anche ai proventi dei tassi di interesse negativi dei conti della Banca Nazionale Svizzara, pari a circa 1,5-2 miliardi all’anno. La misura sarebbe retroattiva al 2015, ciò che porterebbe alle casse del Primo pilastro altri 12 miliardi circa (immaginiamo che si tratti di franchi svizzeri)“.

27 commenti su “Pensioni anticipate 2021, Cazzola: 145 mila firme per alzare l’età pensionabile

  1. Giusto perchè in diversi non conoscono la storia del prof. Giuliano Cazzola, già dirigente generale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, per quasi un trentennio, fino ai primi anni novanta, ha ricoperto incarichi di rilievo nella CGIL. Nel 1993 lasciò il sindacato per entrare nella segreteria del PSI, chiamato dal segretario G.Benvenuto.
    Alle elezioni del 2008 eletto per Il PdL alla Camera nella Circoscrizione Emilia-Romagna;
    è stato vicepresidente della Commissione Lavoro della Camera e consigliere politico del ministro Brunetta. È stato membro della Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione e del Nucleo di valutazione della spesa pensionistica ed è consulente del Censis.
    È stato professore a contratto presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bologna dove ha insegnato Diritto della Previdenza Sociale; attualmente è docente di diritto del lavoro presso L’Università eCampus.
    Durante il quarto Governo Berlusconi, Cazzola è stato relatore del discusso disegno di legge sul Lavoro.
    Alla fine del 2012 decide di confermare la fiducia al Governo Monti nonostante il suo partito il PdL si fosse astenuto sul voto di fiducia uscendo dalla maggioranza.
    L’8 gennaio 2013 lascia il PdL per candidarsi al Senato con Scelta Civica con Monti per l’Italia.
    Alle politiche del 24-25 febbraio 2013 NON VIENE RIELETTO.
    A novembre 2013 aderisce al Nuovo Centrodestra fondato da A. Alfano e lo candiderà alle elezioni europee del 2014. NON SARA’ ELETTO. Il 1º febbraio 2015 Cazzola lascia NCD.
    Dal 2019 aderisce a Più Europa, e candidato capolista a Bologna alle Regionali del 2020 in Emilia-Romagna, NON RISULTA ELETTO.
    (fonte Wikipedia)

    1. Ho capito, sig. Stefano60, lei ci sta dicendo che il Prof. Cazzola, non venendo eletto/rieletto, non ha avuto modo di fare danni.

      Ci sono invece dei “NON ELETTI” che, secondo molti italiani, fanno danni agli italiani.

      Chissà, potrebbe anche essere vero.

      Ma forse il NON ELETTO Draghi riuscirà a fare un gran bene agli italiani (se rimarrà Presidente del Consiglio fino a fine 2026, data di scadenza del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza di cui Draghi è responsabile).

  2. Fare confronti tra Paesi differenti è un esercizio molto difficile, perché occorre conoscere le condizioni economiche, sociali e politiche dei singoli Paesi che si pongono a confronto.

    Quando si affronta il problema delle pensioni bisogna affrontare simultaneamente il problema del lavoro: affrontare il problema delle pensioni senza considerare anche il problema del lavoro è un approccio metodologicamente errato, in quanto non si tiene conto dell’elemento comune che pensioni e lavoro hanno tra loro e che li lega, i contributi, una sorta di “cerniera” come la zip dei pantaloni che lega tra loro due lati di stoffa opposti ma complementari. È ancora più grave affrontare il problema del lavoro senza tenere conto del rapido ritmo con cui va diffondendosi l’impiego delle tecnologie digitali, un ritmo che non dà tempo di riassorbire in altri settori produttivi la manodopera rimasta inutilizzata a causa dell’automazione e della disintermediazione.

    La Svizzera non ha il problema della disoccupazione che invece ha l’Italia. In Svizzera il tasso di disoccupazione nel quarto trimestre del 2020 è stato del 4,9%. In Italia il tasso di disoccupazione a fine 2020 era intorno al 10% (circa 2,5 milioni di italiani disoccupati, cifra che sale di molto se si considerano le 800mila persone che da gennaio ad aprile 2021 hanno perso lavoro, e se si considerano anche i 2,1 milioni di giovani inattivi, ovvero di giovani nella fascia di età 15-24 anni che non studiano e non lavorano. Totale di persone in Italia senza lavoro: 5 milioni).

    Nella condizione in cui l’Italia oggi si trova (con elevata disoccupazione e forte spinta verso la digitalizzazione), aumentare il tasso di occupazione degli anziani significherebbe andare incontro a quella che io chiamo “catastrofe generazionale”.

  3. GENIALI QUESTI GIONANI LIBERALI SVIZZERI, PRATICAMENTE VOGLIONO FO@@ERE I PROSSIMI PENSIONANDI PER GARANTIRSI LA LORO PENSIONE FUTURA E MAGARI NEL MEZZO VORRANNO PERNDERSI ANCHE UN REDDITO DI FANNULLANZA…….. SONO CURIOSO DI SAPERE CHE LAVORO FACCIANO STI 145MILA FIRMATARI, DUBITO CHE TRA LORO CI SIA ANCHE SOLO UNA PERSONA CHE ABBIA INIZIATO A LAVORARE A 16 ANNI E MAGARI IN FABBRICA…… TUTTI BRAVI A TROVARE SOLUZIONI A LORO FAVORE, MA SULLE SPALLE DEGLI ALTRI! FAREI UNA CONTROPROPOSTA ALLA LORO SPLENDIDA IDEA RENDENDOLA SUBITO APPLICABILE PER CHI INIZIA A LAVORARE “diciamo dal 2022” QUINDI CHI INIZIA LAVORARE E A VERSARE CONTRIBUTI DAL 2022 SAPRA’ CHE PER VIA DELL’ASPETTATIVA DI VITA CA@@I E MAZZI, ANDRA’ IN PENSIONE A 75/80 ANNI. NON E’ POI COSI DIFFICILE FARE UN GRAFICO IN MODO CHE LA MIA CONTROPROPOSTA RISULTI VERITIERA.

  4. Adesso ci mancava solo l’opinione dei giovani liberali svizzeri …Cazzola non sa più come portare acqua al suo mulino. Sempre a lanciare proposte con il culo degli altri… Cazzola ci dica pubblicamente con quanti anni e a che età è andato in pensione se ne ha il coraggio… è ora di finirla con queste pagliacciate.

  5. Possiamo conoscere quando vanno in pensione i politici svizzeri, con quanti anni di versamenti, quanti sono in termini numerici rispetto alla popolazione e che rapporto c è tra la paga del politico e l operaio.
    Grazie

  6. Cerchiamo di farci fare un po di scuola dai cugini francesi, loro la rivoluzione la sanno fare, noi fare le pecore e farci prendere per il c……ci riesce bene

  7. ” La speranza di vita in buona salute cioè il numero di anni che una persona può aspettarsi di vivere prima di diventare malato cronico o disabile, in Italia, è di 59,2 anni per gli uomini e di 57,3 anni per le donne. Sono dati inferiori alla media europea di 61,4 anni per gli uomini e di 61,5 anni per le donne.”
    Per cui… di cosa si parla ?

  8. Pensare di alzare l’età pensionistica è da matti,mandarte a lavorare i ragazzi 20enni che prendono il reddito di cittadinanza e con i soldi di una utile misura chi in realtà a perso il lavoro,ma da adottare un sistema che faccia davvero far funzionare il collocamento,e come si era detto ai furbetti dare la carcerazione,invece noi 62enni ci ritroviamo a cercare lavoro che non è per niente facile trovare a causa la tenera età,e i ragazzi turisti per sempre senza un futuro e senza famiglia che è il principio di ogni nazione,una nazione senza famiglie prima o poi è destinata a scomoatire

  9. Che li votiamo a fare i politici se poi ci facciamo governare dai tecnici che di certo hanno ben altri interessi “superiori” da quelli di noi lavoratori “inferiori”.
    Suggerimento: bel fondo pensione integrativo (anche se prima o poi metteranno in discussione anche quello); usare tutti gli strumenti a nostra disposizione per far passare la voglia di farci continuare a lavorare dopo i 62/63 anni (tanto la produttività del paese la garantiranno i tecnici); non rispondere ai provocatori per non dar loro ulteriori motivi di godimento; farsi due conti e andare in pensione quando lo riteniamo a prescindere da quando lorsignori vorranno elargirci la nostra pensione.
    Ma soprattutto, e ritorno al primo punto, ricordarci di tutto questo quando andremo a votare di nuovo.

  10. Io penso che se un lavoratore come me che il prossimo anno compie 61anni e 41di contributi versati con 40anni passati sopra un camion non sia un lusso andare in pensione ma un diritto altro che innalzare ancora l’età pensionabile

  11. Se un ultrasessantenne non ha più di 20ANNI di contributi vuole dire che o ha lavorato in nero o ha fatto la bella vita fino a 45anni quindi la cosa giusta è quella di lavorare fino a 67anni e poi vai con quello che hai versato se no lavori e quando hai raggiunto 41anno vai a prescindere dalla età QUESTA È UNA RIFORMA GIUSTA.

  12. Gentile Erica, la ringrazio della ospitalità, anche se scrivere per lei è un segno del mio masochismo. Ma lei è tanto brava e simpatica che continuo a non farci caso. Però segua il mio consiglio: con i suoi lettori fondi una sezione di ”terrapiattisti”. Potreste vincere il prossimo congresso nazionale, perchè non credo che ci sarebbero sezioni con tanti iscritti come la sua.
    cordialmente
    suo Giuliano Cazzola

    1. Grazie Professore, la ringrazio per la stima e spero che continui, nonostante tutto, a scrivere per noi. Per il sito la popolarità conta poco, conta più che altro riuscire sempre a dare un’informazione a 360°, poi ci sarà sempre qualcuno a cui potrà nn piacere. Se la consola comunque per quanto riguarda i ‘gentili’ commenti é in buona compagnia anche i sindacalisti spesso ne sentono di ogni, così come il Dott Perfetto, quanto Cesare Damiano o altri che hanno scritto per noi. L’importante é ‘avere le spalle larghe’…poi al confronto costruttivo io sono sempre aperta, amo meno gli insulti gratuiti e quindi ne approfitto per chiedere ai miei lettori di scrivere la loro opinione senza dover necessariamente offendere. Saluti Professore! Erica

  13. Buongiorno i giovani liberali, e un partito che rappresenta di più imprenditori e liberi professionisti che operai ed impiegati e qui carissimo Cazzola casca il palco…ma quando si penserà ai più Deboli me vuole dire.
    .

  14. PURTROPPO I DISOCCUPATI SENZA INDENNITA’ STANNO ATTRAVERSANDO UN PERIODO BRUTTISSIMO E QUINDI SOPRATTUTTO GLI ULTRASESSANTENNI DISOCCUPATI DEVONO POTER ANDARE IN PENSIONE AL COMPIMENTO DEI 63 ANNI ANCHE CON IL MINIMO DI 20 ANNI DI CONTRIBUTI E SENZA PALETTI.
    TANTO IL LAVORO NON LO TROVERANNO PIU’.

  15. Tante storie con imps ecc.
    Basta togliere le trattenute previdenziali e lasciare che il lavoratore le confluisce in un fondo pensionistico privato. Sono curioso di sapere come farebbero politici, sindacalisti, nullafacenti, lavoratori in nero ad avere la pensione. Sto lavorando da 41 anni tutto in busta compreso straordinari dall’età di 15 anni. Inizio ad essere stanco. Scusate.

  16. in italia si è partiti da 14 anni 6 mesi 1 giorno e gente di 40 anni andava in pensione; in un epigrafe un signore fece scrivere. da 58 anni in pensione: morto a 103, in pensione a 45; poi c’era 35-57; poi sempre aumentata e adesso 67; ma guardate che l’uomo e la donna sono sempre di carne e ossa, non da carne ed ossa a di ferro e poi d’acciaio; e mi si vuole dire che a 62 anni si è giovani? e allora ? tanto vale che si dica: siccome non sapete cosa fare in pensione continuate a lavorare finche morite; io conosco gente che ha detto questa frase: se mi fermo muoio: aveva 75 anni; un amico: ma a me il lavoro piace: non ci penso a smettere e a dicembre compirà 67 anni; a me il lavoro pesa e quando andrò in pensione dirò sempre: finalmente, ora faccio alcune cose che prima non potevo fare

  17. E dunque professor Cazzola molto più graduale rispetto a noi.Senza dire che sono stufo di sentire che sono un vecchio egoista visto che di tutte le riforme pensionistiche non ne ho saltata una.Vi prego lasciateci almeno in pace.

  18. Noi pensiamo x noi stessi non a quello che fanno gli altri paesi probabilmente il signor Cazzola non ha fatto un cazzo nella vita 42 anni di lavoro mi sembrano più che sufficienti x andare in pensione anche troppi.

    1. Purtroppo per farci capire come andranno le cose il nostro governo ha fatto subito un passo eclatante🙄 tornerà la Fornero anzi è tornata in carne ed ossa😱😰 quando si tratta di fare stragi nella numero uno non ha uguali!!

  19. Per me sono poco sensati io lavoro per vivere e non vivo per lavorare 60 anni è l’età giusta per andare in pensione.

  20. Solo due considerazioni:
    1. la proposta è dei giovani liberali, di un partito che rappresenta di più imprenditori e liberi professionisti che operai ed impiegati

    2. in un modo dove l’automazione industriale e la robotica sono sempre più spinti non si capisce perchè a versare i contributi che servono a pagare le pensioni debbano essere unicamente gli “operai umani”. Se una volta, ad esempio, una fabbrica di bulloni aveva 1000 operai che, con i loro contributi, pagavano la pensione a 200 pensionati e producevano 1 milione di bulloni al giorno, oggi la stessa fabbrica può fare la stessa produzione con magari 100 operai e perchè, alla fine, deve pagare la pensione a 20 pensionati soltanto anzichè ai duecento che pagava quando era meno automatizzata? Ossia i vantaggi dell’automazione perchè non debbono andare anche, in parte, ai lavoratori ed ai pensionati?

  21. Mi spiace ma non ce la facciamo piu’..
    se gli esperti sono questi due Signori cioe’ al Fornero e Cazzola, siamo spacciati, ma non solo i lavoratori che dopo 41 anni di onesto lavoro ambiscono ad andare in pensione, ma l’Italia intera e’ spacciata.
    Sono due che non conoscono la vita di tutti i giorni, vivono su altri pianeti e di tanto in tanto , tanto per,
    dicono la loro, e sempre, dico sempre, a sfavore di chi ha lavorato per tanti anni “in maniera onesta ed a testa alta” spacciandosi per i paladini delle nuove generazioni.
    Vi chiederei una cortesia , non intervistateli piu’ tanto sono un disco rotto che gira sempre sullo stesso solco, non portano nulla e sono monotoni.
    Grazie
    M

  22. Ma vogliamo capire che l’ aspettativa di vita è una presa per i fondelli ?? Ma basta !!
    Si versano i contributi si riceve la pensione, ma è così difficile ? Il resto è ASSISTENZA !!

  23. Aspettativa di vita….. Ricordo che qua in italia l’aspettativa di vita nel 2020 è diminuita, e nel 2021 con questo trend pure! Bisogna tenerne conto anche all’indietro non solo in avanti.
    Dall’analisi della Svizzera mi piacerebbe anche conoscere tutte le altre condizioni di lavoro, esempio: orari, retribuzioni ecc.
    Facciamo che ci uniformiamo anche su quelle, prima di qualsiasi altra cosa!

  24. E assurdo pensare di alzare ancora l’età pensionabile.Ci sono da considerare prioritariamente i limiti biologici degli individui,il progresso tecnologico che nonostante tutto non ha annullato le esigenze di mobilità sul territorio per alcuni lavori,l’esigenza di assicurare il ricambio generazionale e la necessità dei giovani di iniziare a versare i contributi in tempo per evitare in futuro di dover lavorare fino a 71 o 72 anni.Evidentenente in Svizzera tali esigenze non sono avvertite e tra l’altro il monte ore lavorato risulta inferiore a quello italiano ed in alcuni Stati come l’Islanda si lavora addirittura su quattro giorni.Sveglia ragazzi!

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